venerdì 12 ottobre 2018

Blog Tour + Giveaway: Recensione di "La tela russa" di Sofia Perin



« Alcuni anni prima pensava alla morte come a una liberazione dal dolore, ora la considerava una privazione. La vita faceva il suo corso. Il suo corpo si era abituato a vivere, e la sua mente voleva tempo per pensare. Cercava dei sensi di colpa per queste sensazioni, ma non ne trovava. Vivere era tornato a essere il suo bisogno primario. »

L'Isis è una delle piaghe peggiori dei nostri tempi. L'incubo si fa più reale quando i terroristi si accordano con la malavita russa per sferrare un attacco a Venezia. Le comunicazioni e gli accordi si fanno sempre più intensi e ferrati, i dubbi si accavallano alle certezze, il pericolo di cellule infiltrate su un fronte piuttosto che l'altro è sempre più vivido.
Asia Colmar entra in contatto con coloro che vogliono distruggere la città, in particolare con l'assassino Simon Fjòdor, una delle alte sfere dell'operazione. Ma la donna non è altre che Antonia Vega, ex agente segreto la cui vita è stata distrutta tempo prima da un evento drammatico. Nonostante ora sia sotto protezione, le sue abilità sono una risorsa troppo preziosa per non poter essere sfruttate. Per questo, il rapporto che tra lei e Simon si instaurerà sarà fondamentale per l'esito di tutta la vicenda.

La spy story scritta da Sofia Perin presenta una serie di personaggi e punti vista che uniti insieme creano una vera e propria tela narrativa articolata e in tensione, come lo stato d'animo provato dal lettore nel corso della lettura. I discorsi detti, le azioni compiute, tutto è messo in discussione costante e questo contribuisce alla realizzazione dei colpi di scena disseminati nel libro.
"La tela russa" fa riflettere sulle tematiche presentate e regala ore piacevoli a chi sceglie di dedicarci tempo.




Regole per il giveaway 

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Alla fine del giveaway verrà estratto un vincitore che vincerà una copia cartacea del libro.

giovedì 11 ottobre 2018

Blog Tour: "Storie di cinque rose bianche" di Stefania Miduri - Quarto Racconto



« Con questa frase chiuderò il mio discorso e aprirò ufficialmente un nuovo capitolo della mia vita. Me ne andrò in vacanza e chi lo sa se riuscirò a trovare l"amore vero, non cerco qualcuno che sia in grado di completarmi perché credo di essere stata fatta intera e non esiste la mia metà, esiste solo qualcuno che è lì fuori nel mondo pronto ad accogliermi nella sua vita e a condividere le gioie, i dolori e i sacrifici. »


Oggi è il mio turno per parlarvi di una raccolta di racconti delicata quanto diretta, che punta a svelare i problemi e le difficoltà che riguardano in primo luogo le donne. "Storie di cinque rose bianche", cinque come le donne protagoniste di ogni storia, delicate come petali di rosa ma che con l'esperienza troveranno la forza di diventare delle rose resistenti, pure e coraggiose.

Matilde ha 35 anni e ama molto il suo lavoro. Ma la gente l'ha sempre additata come la raccomandata, "la figlia di quel politico", fin dal percorso universitario, senza mai farle valere davvero il frutto del suo impegno. Su di lei ricadono invece le decisioni e gli sbagli del padre, solo per il sangue che li lega insieme. E ogni fallimento della donna era una vittoria schiacciante per coloro che l'hanno sempre derisa.
Tutto questo perché Matilde è donna, e a trent'anni invece di pensare a sposarsi e ad avere figli porta avanti una carriera lavorativa, magari grazie ai soldi di papà.
L'incontro con Lucia le sconvolgerà definitivamente la vita. Inizierà ad interrogarsi sulla sua sessualità e i suoi sentimenti.
Ma può la figlia di un'illustre figura pubblica farsi vedere al fianco di un'altra donna?

Il racconto di Stefania Miduri mi ha fatto riflettere sul potere delle parole. È facile giudicare, è facile piegare una persona fino spezzarla. Senza sapere niente di lei, che diventa un sacco da boxe su cui scagliare l'odio e la frustrazione. Lo sviluppo della storia che porterà Matilde al vero cambiamento, ha un risvolto inaspettato che colpisce in pieno viso ancora una volta il lettore, stordendolo e lasciandolo incapace di credere, avere fiducia.
La vera forza è dentro noi stessi, non è una frase fatta. Lei è sempre lì, in alcuni più nascosta che in altri, pronta ad emergere nel momento di estremo bisogno. Per far sopravvivere e rendere la nostra vita radiosa.







giovedì 4 ottobre 2018

Blog Tour: "Assassin's Creed Odyssey" di Gordon Doherty - Terza Tappa



Il mondo di Assassin's Creed si arricchisce di un nuovo e interessantissimo episodio: "Assassin's Creed Odyssey", volto a far addentrare i fan incalliti della saga ancor di più nel cuore delle origini di una delle più note Gilde del mondo videoludico.

Dopo le vicende in Egitto, la storia si sposta nella Grecia del V secolo a.C., a cavallo tra gli eventi che hanno caratterizzato la guerra del Peloponneso. La vita di Kassandra viene stravolta e, lontana dal luogo d'origine, dovrà lottare con le unghie e con i denti per poter sopravvivere a quell'antica società. Dalla Cefalonia ricomincia la sua nuova esistenza, che la condurrà verso sanguinarie battaglie. 


Nel suo viaggio di formazione fisica e mentale non mancheranno gli incontri essenziali, quelli che il lettore non si aspetta ma che strappano un sorriso, come quando ci si ritrova davanti ad un amico lontano.
Scorrendo come fotografie davanti agli occhi, prendono vita personaggi importanti della cultura greca, quali Socrate, Aristofane, Ermippo di Smirne, Pitagora, Ippocrate, Euripide e Sofocle. 


Ma ci sono anche altri personaggi, coloro che la guerra l'hanno vista e toccata, sfidando i nemici come la morte stessa. Lo stesso Leonida, protagonista della guerra sopra citata, è unito col sangue alla protagonista, che è quindi discendente dell'eroe delle Termopili.


Uno degli elementi più affascinanti della Grecia è sicuramente quello delle profezie e delle divinazioni. Non poteva certo mancare l'oracolo più famoso, stanziato nel tempio di Apollo per celebrarlo e diffondere i responsi. L'Oracolo di Delfi determina le sorti di Kassandra e di chi le sta intorno, velandosi di un'atmosfera benedetta e maledetta che rendono le sue capacità ancora più misteriose e mistiche.


L'ambientazione di questo nuovo capitolo sa certamente stuzzicare la curiosità di chi si approccia alla storia di Assassin's Creed anche per la prima volta e offre ai fan storici nuovi spunti d'immaginazione su uno dei mondi più complessi e affascinanti del settore dei videogiochi e letterario.





Review Party: Recensione di "Il giorno perfetto per un delitto" di Barbara Sessini



« Ciò che più voglio è anche ciò che più temo. Forse è per questo che scelgo sempre la strada più lunga per arrivare a destinazione. Forse è per questo che raramente mi sento a casa. »

Lo splendido e suggestivo paesaggio che caratterizza la Sardegna viene brutalmente macchiato dal sangue della sventurata Ines Salis. La fine di una vita porta indietro nel tempo lo spettatore, che lentamente si rende conto di dover assistere da lì in avanti agli ultimi giorni della donna, che si mostra inquieta e guardinga, senza scucirsi anche di fronte alle persone che ha più vicine. Vera Diana non si spiega l'accaduto, insieme al padre Franco ripenserà ad ogni più piccolo particolare per riuscire a capire chi è che può essere capace di azioni del genere.
L'arresto di Oscar, fidanzato di Vera, per possesso di droga, potrebbe risultare un evento fondamentale. L'uomo dovrà lottare per dimostrare la propria innocenza, affrontando la vita del carcere nel tentativo di non cederle.

"Il giorno perfetto per un delitto" ha una di quelle storie da cui non sai cosa aspettarti: sorprendente è il modo in cui la vicenda viene raccontata, che rende lo scorrere della narrazione fluida e serrata. Barbara Sessini tratta i personaggi da lei creati come se fossero veri e tangibili anziché fatti di carta e inchiostro, perché ognuno risulta all'occhio del lettore tanto intrigante da spingerlo a sviscerarne le caratteristiche, in particolar modo quelle mentali. Ci si trova quindi di fronte a persone, vittime o carnefici dei fatti alla base del libro, all'apparenza sconnesse tra loro, ma che creano un dipinto di azioni che condurranno i protagonisti a scoprire tutte le verità.

Un altro thriller assolutamente consigliato, sono fiera che sia un'altra penna italiana ad averlo creato.

venerdì 28 settembre 2018

Review Party: Recensione di "Forse la felicità" di Egidio Mariella



« Mi ha raccontato che, se ha imparato una cosa dalla storia con Davide, è che è importante bastare a se stessi, innanzitutto. Bisogna essere indipendenti, dice. Anche nella felicità. »

Si possono fare una miriade di riferimenti a componimenti famosi per tentare di spiegare il significato della parola felicità. Ma spesso, per non dire sempre, non si riesce mai a centrare il punto, perché per ogni esperienza vissuta dovrebbe esistere una citazione tutta sua.
Quel che dovrebbe essere certo è che la felicità è una delle massime aspirazioni a cui puntare. Dopo la scuola, dopo l'università, dopo aver trovato lavoro. Dopo essere diventati adulti, si deve giungere alla felicità.

Ma Alessio e Luca si trovano in quel limbo che caratterizza i trent'anni dove è l'insoddisfazione ad accompagnarli nelle giornate, facendoli vacillare ancora una volta sulle decisioni prese fino a quel momento. 
L'imprevisto è sempre dietro l'angolo, e quello di Alessio si chiama Sara. Sara che l'ha lasciato per seguire il sogno di andare a vivere in Inghilterra. Sara che ha impacchettato la loro storia e l'ha fatta recapitare da un'amica. Sara, che in quel momento ha reso Alessio il più malfidente e disilluso in amore.
Nell'amore Luca invece ci crede eccome: sa che prima o poi la ragazza perfetta per lui busserà alla porta, non ha bisogno di affannarsi o preoccuparsi in merito.
L'amicizia unisce i due protagonisti e li solleva, consolandoli e consolidando il loro rapporto a fronte dei dubbi, della sofferenza e delle difficoltà.

"Forse la felicità" ha il suo punto di forza nel modo in cui lo scrittore racconta la storia. Mariella narra con estrema delicatezza ma al tempo stesso profondità i problemi comuni che affliggono l'animo umano, arrivando ad ogni lettore in un modo totalmente differente l'uno dall'altro e toccandolo personalmente, come se stesse parlando di tutti coloro che si ritrovano a leggere le pagine di questo libro ricercando, ancora una volta, la felicità agognata. Proprio sul finale ci si rende conto quanto la meta sia importante a fronte di un lungo percorso. Lo scrittore cerca di preparare all'impatto conclusivo, che stupisce, sconvolge, smarrisce, ma inevitabilmente strappa un sorriso. Proprio lì, stretto tra le labbra, è racchiuso il vero significato del continuare ad alzarsi ogni giorno dal letto per ricominciare a vivere.






venerdì 14 settembre 2018

Review Party: Recensione di "The Chosen Ones - Becoming Luciel" di Caitlyn Coral



« Ma i sogni a volte hanno significati nascosti. Sono convinta che alcuni siano premonitori, una specie di anteprima di cosa capiterà.
Poterli leggere e magari capirci qualcosa sarebbe senz'altro un vantaggio per sopravvivere. »

Questa storia è un'esperienza che può riguardare chiunque. Non è poi così tanto raro avere sogni che rasentano la realtà. Spesso capita di svegliarsi ancora con le sensazioni provate nel sonno ancora addosso. Ma se oltre a queste, si iniziasse a provare dolore?

Adam ha iniziato a fare degli incubi strani, eppure è convinto di essere semplicemente un sonnambulo. Di notte vaga per il suo piccolo paese per poi ritrovarsi in mezzo al bosco, in fuga da entità misteriose pronte a tutto pur di ghermirlo. Sa bene che il sogno è tale proprio perché frutto dell'inconscio; solo la spossatezza quotidiana inizia ad essere pesante. Se già normalmente preferisce restare in disparte, il rischio che le voci sul suo conto si diffondano potrebbero portarlo ad essere additato come il pazzo del villaggio.

Ma è vitale il desiderio di venire a capo di situazioni a noi sconosciute.

Così, Adam si avvicina sempre più a Nina, l'altra sonnambula di quartiere, per capire se c'è una spiegazione a ciò che gli sta succedendo. Possibile che tutto quello che la ragazza sa dirgli è che i sogni rappresentano delle prove divine in cui loro sono solo due degli Eletti?

Lo stato confusionario in cui si trova il ragazzo è lo schermo attraverso cui il lettore assiste all'intera storia. Pagina dopo pagina ci si avvicina sempre di più alla verità, che anziché chiarire e tranquillizzare disorienta e intimorisce. L'accostamento tra sogno e mitologia è uno degli elementi di trama più interessante e originale delle letture di quest'ultimo periodo. Lo stile di scrittura dell'autrice è semplice ma fluente, il romanzo quindi scorre velocemente e senza intoppi. I protagonisti, nonostante siano l'uno l'opposto dell'altra, risultano essere un'accoppiata tutto sommato vincente. Le loro diversità fanno sì che lo svolgimento e rivelazione dei misteri vengano presentati in maniera imprevedibile e inaspettata. Adam e Nina non sono al di sopra delle parti, ma in balia di eventi che tempestivamente devono cercare di comprendere se non vogliono soccombere, sia nel sogno che nella realtà.

"The Chosen Ones - Becoming Luciel" si presenta come una sorta di survival game mortale in cui le percezioni vengono messe a dura prova: il salto tra illusione e realtà non è mai scontato e bisogna sempre rimanere in allerta per poter andare avanti, fino al finale, un time out sorprendente prima di accedere al livello successivo. 

Un inizio di trilogia intrigante, spero di poter leggere al più presto il seguito!


giovedì 13 settembre 2018

Review Party: Recensione di "Stirpe di Eroi" di Massimiliano Colombo



« E più gli uomini sono grandi e più è grande ciò che riescono a costruire. »

Quinto Fabio Massimo Rulliano è un uomo soddisfatto dalla propria vita, ma ormai stanco e desideroso di chiudersi a vita privata e godere appieno degli ultimi anni che gli rimangono. Non può sapere che i nemici di Roma si sono uniti per far fronte alla minaccia della città; sono infatti già pronti a tendere un attacco sanguinario volto a distruggere l'Impero, il popolo più forte e temuto dell'epoca.

L'ex console è costretto a far fronte al dovere e tornare a ricoprire il proprio ruolo, ormai cucito addosso da anni, al fianco di Publio Decio Mure, anche lui personaggio di spicco noto per le sue abilità in battaglia. Preparata la strategia, i soldati vengono mandati a sciogliere l'alleanza nemica con la forza bruta. Ancora non sanno che stanno andando incontro ad un evento che passerà letteralmente alla storia.

Questa è una materia difficile per me da trattare, perché per quanto mi piaccia e appassioni è sempre stata al contempo un tallone d'Achille che mi ha perseguitato per tanti anni. Riuscire ad entrare nel quotidiano dei personaggi mi è costata un'innegabile fatica, che Massimiliano Colombo è riuscito a farmi superare grazie ad uno stile di scrittura trainante e non prolisso. Non mancano certo parti descrittive che rallentano la narrazione, ma sono necessarie per la buona riuscita della storia. Questo è un elemento che fa capire quanto sia complesso scrivere un romanzo del genere, quanto studio ci voglia e quanto impegno bisogna impiegare per non trasformare un'opera d'intrattenimento in un testo scolastico volto a sciorinare punto per punto gli eventi storici focali trattati.

I personaggi costruiti dall'autore mostrano a chi legge non tanto la propria grandezza quanto le loro debolezze. Le decisioni che sono costretti a prendere fin da subito non sono da nulla e vivere passo per passo un evento storico anziché osservarlo dall'esterno, annesso l'epilogo, è un buon modo per interiorizzare situazioni lontane da noi ma umane, terrene, reali.

Gli eroi finiscono sempre per divenire miti, persone immutabili, ligie, con la soluzione a portata di mano. Ma spesso ci si dimentica dell'altra faccia della medaglia, quella che rivela le paure e i desideri più profondi ed inespressi. Ciò ricorda che un eroe è prima di tutto un essere umano.

Tensione, determinazione, rabbia e sconforto caratterizzano "Stirpe di Eroi" fin dal primo capitolo. Nonostante la fine segnata, si vuole comunque rimanere al fianco dei personaggi, per accompagnarli verso il proprio destino che può elevarli definitivamente o rovinarli drammaticamente.

Sono stata in grado di tendere una mano verso la Storia, e ne ho ricavato una lettura interessante e piacevole. Attendo la prossima occasione.



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