giovedì 14 giugno 2018

Review Party: Recensione di "La leggenda dell'Azteco" di Clive Cussler



« I ciechi occhi azzurri di un uomo fissavano l’eternità dalla sua prigione di ghiaccio, con un’espressione perplessa, serena. Era aggrappato a ciò che restava di una vela strappata, con l’incolta barba bionda chiaramente visibile malgrado il pesante mantello di pelliccia in cui si era avvolto, nel vano tentativo – fatto secoli prima – di sottrarsi all'inevitabile. »

Grazie a Longanesi, Clive Cussler torna oggi in libreria con un nuovo emozionante libro: "La leggenda dell'Azteco".

Sulla fredda isola di Baffin, Sam e Remi Fargo si trovano di fronte ad una sensazionale scoperta: un drakkar vichingo completamente intatto, così come il suo equipaggio rimasto a bordo. Cristallizzati nel tempo, immutati a causa del ghiaccio che li ha bloccati nella sua morsa mortale. Affascinati dalla storia legata a questa flotta, i coniugi trovano degli artefatti lontani dai passeggeri della nave: arte precolombiana, giunta lì dal Messico.
Sembra impossibile, ma un collegamento tra vichinghi e aztechi c'è.
L'entusiasmo degli studi porta Sam e Remi a dover fare i conti con crudeli predoni che, venuti a conoscenza della scoperta, faranno di tutto per impossessarsene e guadagnarne quanto più possibile.

Il sole cocente e i venti gelidi toccano la pelle del lettore come se fosse anche lui al fianco dei protagonisti, inseparabili e frizzanti, nonostante le circostanze critiche.
Clive Cussler ha un potere particolare su di me, perché nonostante siano ormai molte le avventure da lui create, affiancato da altri scrittori e alle prese con protagonisti con un'anima propria, sempre pronti a scivolare via dal suo controllo, sa sempre come incantarmi fin dalle prime parole del prologo. Vengo catturata dalle atmosfere da brivido, al limite tra realtà e finzione. Non ho mai viaggiato, ma grazie a Cussler esploro ogni volta meraviglie uniche, mettendo in gioco tutti i sensi per conoscere appieno civiltà lontane e vicine, che spesso si rincorrono e collegano con motivazioni tra le più improbabili, ma coerentemente con la storia narrata.
Le "Fargo Adventures" sono le storie che maggiormente preferisco, perché mescolano a regola d'arte i momenti di tensione a quelli di relax, ritmando gli eventi quel tanto che basta per far scorrere la lettura tutta in un fiato.



venerdì 8 giugno 2018

Segnalazione: "Sarah Gilmore: La Custode" di Fabio Fanelli


Fabio Fanelli torna a stupire i lettori con una nuova edizione della sua opera: "Sarah Gilmore: La Custode", che in attesa del secondo volume cambia e rinnova la sua veste grafica!
Vi lascio di seguito i dati di presentazione.


Titolo: Sarah Gilmore: La Custode - Volume 1
Autore: Fabio Fanelli
Genere: Fantasy
Editore: Self Publishing
Pagine: 361
Prezzo: Formato Kindle Euro 1,69 - Cartaceo Euro 15,60
Link di acquisto: https://goo.gl/b78S1n

Sinossi:
Il mondo magico è in grave pericolo. Il nemico è in agguato pronto ad agire. Solo una ragazza può salvarlo: una ragazza comune del destino speciale.
Sarah è testarda, caparbia, coraggiosa e determinata, ma non sa di possedere queste doti fin quando non si scontra con il suo destino: diventare la Custode di un potente Grimorio.
Il suo cuore puro le permetterà di accedere al grande potere che custodisce il libro ma, poco avvezza alla magia e a ciò che ne deriva, riuscirà a fronteggiare gli Oscuri che vogliono conquistare il potere assoluto? 
Saprà adattarsi a una nuova vita piena di pericoli ed ostacoli da affrontare? 
Che aspettate? Immergetevi nel mondo di Sarah Gilmore. 
Amore, Amicizia, Intrigo, Mistero e Magia sono gli ingredienti perfetti per un romanzo che vi stupirà!









giovedì 7 giugno 2018

Recensione: "La mia prima volta 1" di Niloo



« Posso anche sbagliarmi, eh. Ma non sarebbe fantastico se fosse vero? »

Emozioni, fraintendimenti e insicurezze sono elementi alla base di qualsiasi storia d'amore adolescenziale, specie per gli shoujo giapponesi, le cui vicende amorose fanno sempre battere il cuore.
"La mia prima volta" di Niloo non fa eccezione, nonostante le tematiche siano riprese da moltissime altre opere dello stesso tipo, riuscendo a proporre una storia capace di strappare un sorriso, specie a chi sedici anni li ha passati da un po'.

Sedici è l'età che caratterizza Kiki, una ragazzina che desidera innamorarsi perdutamente di qualcuno. Grazie all'aiuto dei suoi migliori amici, la giovane trova il coraggio di interagire con Luke, l'ultimo arrivato nella sua classe. Affascinante, gentile e disponibile, il ragazzo sembra rispondere positivamente ai sentimenti provati da Kiki, e insieme iniziano una relazione, affrontando le gioie e i timori dell'amore, sentimentale e fisico.

La bravura di Niloo sta proprio nella capacità di affrontare in maniera matura ciò che passa nella testa degli adolescenti, dalla prudenza all'istinto, senza imbarazzo o volgarità. Kiki sa di essere innamorata di Luke ma, com'è ovvio che sia alla sua età, questo non la sblocca sul piano fisico, in cui si sente molto insicura. Kiki impara ad esplorare e conoscere il proprio corpo e a sfuggire alle domande imbarazzanti dei genitori sull'argomento.
La sua storia è affiancata a quella di altri personaggi, ognuno con le proprie caratteristiche e le proprie difficoltà. Come ad esempio Ben, che da sempre prova dei sentimenti per Kiki, ma che vedendola allontanarsi tra le braccia di un altro non sa come reagire. Nell'adolescenza il tormento e le difficoltà sono amplificati dall'età e portano i ragazzi molto spesso a sbagliare e inciampare in situazioni più grandi di loro, senza che questi possano prenderne il controllo. Come ad esempio ciò che capiterà a Caro, ragazza indisponente che finisce per dover nascondere un importante segreto.

"La mia prima volta" è un manga intenso, e il fatto che sia formato da soli due volumi aumenta l'impatto che ha sul lettore, bombardato in breve tempo da informazioni ed emozioni in cui può rispecchiarsi, ricordando o fantasticando a seconda su cosa si prova ad avere sedici anni.

Niloo non ha nulla da invidiare ai mangaka capostipiti degli shoujo, perché è in grado di farsi notare imponendo nel panorama fumettistico le proprie opere con delicatezza e raffinatezza.
Preparatevi ai sospiri e ai ricordi che riaffiorano!

Blog Tour: "Iron Flowers" di Tracy Banghart - Terza Tappa: Le Furie secondo Serina





Benvenuti nella terza tappa del Blog Tour dedicato a "Iron Flowers" di Tracy Banghart.

TAPPE




La storia si svolge su due fronti differenti e dal punto di vista delle due protagoniste: Serina e Nora, legate dal sangue ma caratterialmente e fisicamente diverse. Il destino le separa, fino a costringerle a cambiare loro stesse. Se Nora finisce per essere una Grazia e rinchiusa nella prigione dorata del palazzo del Supremo, Serina viene allontanata e condotta sull'isola Monte Rovina, dove dovrà lottare per sopravvivere un altro giorno ancora.
La mia tappa è dedicata proprio a quest'ultima, domani Annalisa di Nali's Shelter pubblicherà quella dedicata a Nora.
Brevi presentazioni scritte di nostro pugno, per entrare nelle menti di due donne sconvolte dagli eventi, ma da cui riescono a trovare la forza per lottare e tentare di ritrovarsi.

"Io mi chiamo Serina."
Dico alla ragazza che si trova accanto a me. A quella frase mi ci aggrappo come una preghiera, come se potesse salvarmi da ciò che a breve mi capiterà. Conosco Monte Rovina, e so che da qui nessuno ha mai fatto ritorno. 
La nave attracca, il cuore mi scoppia.
Le guardie ordinano, noi avanziamo. Ci spogliamo, ci rivestiamo.
"Benvenuta a Monte Rovina, ragazza morta", qualcuno mi dice.
Cosa ne sarà di me?
Tutto per colpa di quel maledetto libro.
Alle donne è proibito leggere, sono incastrata in uno sbaglio, nonostante io non avessi contravvenuto a questa importante regola. È Nomi, la ribelle.
Le gambe quasi mi cedono mentre avanzo verso quella che viene chiamata la Grotta. Dove sono finite le guardie? Perché qui ci sono delle donne che comandano? 
Sono confusa, mentre finisco su un palcoscenico insieme ad altre, circondata da uomini e donne in attesa di qualcosa.
Mi dicono di stare pronta. Mi chiamano Lottatrice.
Poi, l'inferno.
***
Le urla ancora mi assordano, sangue non mio ancora mi acceca.
Mi sono sentita così impotente. Tutto ciò per cui mi ero preparata per tutta la vita, lì non mi sarebbe servito. La forza è preziosa, ed è proprio quella che mi manca. Se voglio sopravvivere al massacro, devo diventare più forte.
Sorellina, resisti. Concedimi tempo.
Farò di tutto per tornare da te.
***
"Mi chiamano Grazia".
Come ciò che non sono mai stata e che mai sarò.
La furia mi è alleata. Vendicherò chi ci è stata sottratta.
Ma sarà proprio questa la soluzione a tutto? Continuare con questo macabro gioco?
Posso cambiare le cose, riscrivere le regole. Io stessa sono cambiata.
Questo luogo mi ha tolto tutto, perfino la paura e le lacrime, ma ha saputo darmi uno scopo.
Posso farcela, ne sono sicura.
Perché ora sono come cemento e filo spinato.
Adesso sono fatta di ferro.


Non perdete tutte le altre tappe del Blog Tour!
A breve, la recensione!





mercoledì 6 giugno 2018

Review Party: Recensione di "La vittima perfetta" di Robert Bryndza



« Il mio odio si è intensificato fino a cristallizzarsi in un’emozione che incute paura. »

L'ennesimo omicidio muove l'ispettore capo Erika Foster tra le vie londinesi in una lotta contro il tempo per fermare quello che ben presto verrà definito assassinio seriale. Lampanti, saltano all'occhio esperto della polizia la droga dello stupro, l'assenza di scasso e la vera arma del delitto: i sacchetti di plastica per indurre una morte da soffocamento.
Una lenta e dolorosa tortura, probabilmente volta al piacere di chi stava a guardare la vita scivolare via dai corpi.
Chi è l'Ombra della notte? Cosa si cela dietro le sue azioni?
Un medico, un conduttore televisivo e uno scrittore sono al momento le sue vittime. Senza alcun apparente nesso, sarà Erika a dover scoprire quale sarà la prossima mossa. Forse, l'oscurità che è in lei, le sarà per una volta d'aiuto.

A fronte di una narrazione in alcune parti, purtroppo, scontata ("Che cliché. È tutto così trito.", citando uno dei personaggi della storia), le vicende si susseguono in modo serrato, accostandosi l'una all'altra in maniera apparentemente causale, ma concatenandosi, allo scopo di approfondire la conoscenza dei protagonisti. Pochi elementi ben assestati, ma che nell'insieme soddisfano la panoramica globale del libro. Bryndza, come già accennato, non riesce però a mettere su carta qualcosa di diverso dagli stereotipi, proponendoli sì come un qualcosa da cui distaccarsi, ma cascandoci inevitabilmente dall'inizio alla fine.

"La vittima perfetta" cerca di portare alla luce, attraverso la descrizione delle indagini, argomenti d'attualità come il razzismo e la parità, palesando quello che parrebbe essere il vero intento dell'autore: combattere i pregiudizi.

Un libro tutto sommato riuscito, che sa intrattenere il lettore, alla costante ricerca della verità celata nell'ombra.


venerdì 1 giugno 2018

Review party: Recensione di "H&J" di Paolo Montaldo + GIVEAWAY



« Sono esseri umani, ed è assai complicato, per non dire impossibile, sindacare sulla felicità altrui, così com'è impossibile preoccuparsi, quando tutto intorno è gioia. »

Paul e Ann le hanno provate tutte. Ma ora che la speranza viene meno, devono accettare il fatto che non esista alcuna cura. Il loro piccolo Henry è malato e nessuno potrà mai guarirlo. Henry non parla, non guarda mai negli occhi neppure i suoi genitori ed è abituato ad una quotidianità estremamente rigida, fatta di rituali e abitudini volti a non disorientarlo o confonderlo, ma piuttosto a farlo sentire parte dello stesso mondo di tutti gli altri. Ogni dettaglio è importante per non farlo agitare al punto di farsi del male.
Una vita imprigionata in una bolla, senza possibilità di comunicare abilmente i propri sentimenti a mamma e papà.
Proprio nel momento di maggiore disperazione, l'uomo riceve la telefonata che rappresenta una svolta: che sia veramente la luce in fondo al tunnel che da anni i coniugi bramano? Entrano così in contatto con una struttura di Atlantic City disposta ad accogliere il bambino per migliorare la sua condizione.
Il viaggio è lungo, estenuante, e non privo di difficoltà. Ma infine raggiungono la meta, solo per rendersi conto di dover iniziare un altro cammino. I coniugi Hatfield dovranno abbandonare le convinzioni inculcate erroneamente in anni e comprendere che Henry non è malato, né diverso. L'autismo è una condizione insita in lui, non qualcosa che va guarito. L'arrivo di June, il cagnolino ad Henry affiancato, potrebbe rappresentare la soluzione alla paura e alla sofferenza.

Affrontare tematiche come quella dell'autismo non è mai semplice. L'interpretazione che Paolo dà attraverso il suo libro è graffiante, opprimente, realistica. Lo si evince dalle modalità di scrittura scelte, un filo conduttore dei pensieri della famiglia Hatfield, che inconsciamente vive in una condizione mentale deviata dalle difficoltà. "Malattia" e "Normale" si inseguono in maniera quasi ossessiva tra le pagine, accavallandosi e predominando l'una sull'altra. Leggendo "H&J" si empatizza con una situazione purtroppo non così inusuale: la sofferenza giunge al cuore con una crudeltà sconcertante, ma gli istanti di felicità sanno accarezzare il cuore con una delicatezza incredibile.

Lo scrittore non pretende di dare una soluzione ai lettori, ma insegna a sorridere anche per il più piccolo elemento di felicità: come un musetto umido che chiede solo di essere accarezzato.


GIVEAWAY:

Volete vincere una copia del libro "H&J"? Seguite il regolamento e tentate la sorte:

1. Segui la pagina facebook dell'autore
2. Condividi l'evento pubblicamente utilizzando l'hastag #inviaggioconHenry
3. Commenta l'evento rispondendo a una semplice domanda: "Perché ti piacerebbe leggere questo libro?"

Se vuoi avere più possibilità, puoi commentare anche le recensioni di questo review party, aumentando le possibilità di vittoria. 

L'autore premierà le CINQUE risposte più belle.

4. Opzione facoltativa: iscriviti ai lettori fissi o segui i vari social dei blog di questo review party (troverai sempre tanti consigli di lettura)

Il giveaway chiude il 3 giugno alle ore 24.00.
I cinque vincitori verranno resi pubblici il 4 giugno.

Buona fortuna a tutti!


mercoledì 23 maggio 2018

Review Party: Recensione di "Realtà Parallele - Cronache dall'Altro Mondo" di James Clines



« "Siamo così abituati a prendere per oro colato tutto ciò che i nostri scienziati si degnano di farci sapere, che se sbattiamo il muso contro la realtà, scuotiamo la testa e diciamo: No, non è possibile! Ci hanno sempre detto che non è così!»

Un'apocalisse zombie, un circo di strambi personaggi, un incontro ravvicinato con creature venute dallo spazio.
Queste sono solo alcune delle situazioni che caratterizzano "Realtà Parallele - Cronache dall'Altro Mondo", una raccolta di sette racconti volta a toccare le emozioni sgradevoli dell'animo umano. Viaggiamo con James Clines alla scoperta di vicende uniche, irripetibili, ma che possono condividere lo stesso mondo o accadere in realtà differenti, che esistono parallelamente ma che si intersecano nel momento in cui il lettore si immedesima nelle situazioni e prova a reagire come i protagonisti, cercando alternative non pervenute.

Ed ecco che "Il biglietto vincente" vi porterà a scoprire quanto possa essere fatale un colpo di fortuna. "Il buco nero" invece vi insegnerà a rivedere le vostre priorità quando una giornata inizia veramente storta. Le storie sono brevi, senza troppe descrizioni o fronzoli: arrivano dritto al punto senza giri di parole che appesantirebbero inutilmente la narrazione.
Ogni racconto ha una propria morale e, nonostante non tutti siano per me riusciti, ho apprezzato molto i riferimenti e le tematiche di opere ben più famose, che qui si ripresentano sotto una luce diversa e in maniera meno spettacolare, ma sicuramente più vicina ad un comune giorno catastrofico. A ricordare che può succedere sempre un imprevisto, e che questo non busserà certo prima alla porta per annunciarsi.

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