martedì 2 giugno 2020

The Mad Otter trasloca di tana.


Ebbene, ci siamo.

Ci è voluto più tempo del previsto, ma finalmente siamo arrivati a un risultato soddisfacente. Sono felice di dare questa notizia, che spero possa essere di buon auspicio per il futuro.

A inizio 2020 ho pensato a quale potesse essere la parola chiave che mi avrebbe dovuto accompagnare nel corso dei mesi a venire. Non lo faccio mai, in realtà, ma in testa avevo un unico costante pensiero: Cambiamento.

Contro ogni previsione, siamo soltanto a Giugno e i cambiamenti a livello globale sono stati così grandi e imprevedibili da segnare la quotidianità per come la conosciamo, facendola evolvere senza possibilità di tornare indietro, a quella "normalità" che forse un po' a tutti manca.

Anche pensando al mio piccolo, in questi mesi ho attraversato diversi cambiamenti positivi e negativi che spero semplicemente possano essere un segno verso la strada migliore da percorrere.

È per questo che da oggi The Mad Otter cambia volto e ottiene finalmente un dominio tutto suo. Lo desideravo da anni e vedere il prodotto finale mi emoziona davvero molto.

Sono online dal 2014 e magari rispetto a tanti altri che hanno intrapreso un'esperienza simile alla mia, io ho ottenuto meno risultati. Questo è ciò che si vede dall'esterno, inutile negarlo, ma ho anche conquistato dei piccoli traguardi personali che mi scaldano il cuore.

Soprattutto, ho conosciuto persone incredibili e speciali, sia del settore o meno, con cui amo confrontarmi e divertirmi a chiacchierare. Questa è una cosa che mi è sempre mancata da giovane, ma grazie a una piccola lontra l'ho potuta riscattare.

Si parlava di cambiamenti positivi e spero che questo possa essere solo il primo dei tanti che affollano la mia testa, impazienti di uscire.

So che giorno per giorno, un passo alla volta, potrò realizzare questo e tanto altro.




lunedì 1 giugno 2020

Review Party: Recensione di "Il gioco della vita" di Mazo de la Roche




"Il gioco della vita" è il secondo capitolo della saga famigliare più nota di Mazo de la Roche, che grazie a "Jalna" è riuscita a conquistare il pubblico nel corso degli anni, attraverso una storia ricca di avvenimenti, emozioni e personaggi concreti e imprevedibili.
Tornare tra i paesaggi canadesi equivale a respirare a pieni polmoni un'aria fresca, pulita, che sa di casa e focolare famigliare, con tutto ciò che questo comporta. Ora, la famiglia Whiteoak si trova a dover fare i conti con gli stravolgimenti accaduti precedentemente e trovano la forza attraverso le solide mura della loro dimora, non solo fisicamente ma anche spiritualmente. Tra sparizioni, fallimenti e allontanamenti fa capolino più approfonditamente la figura di Finch, che pur subendo angherie e ingiustizie trova in Adeline e Augusta delle valide ma inaspettate confidenti. Alla ricerca dei propri obiettivi di vita, il giovane dovrà perdersi e ritrovarsi più volte e andando a cercare un sogno da perseguire potrebbe incappare in risvolti e persone che mai avrebbe potuto calcolare.

Punto fermo di questa serie di libri è sicuramente la narrazione di Mazo de la Roche, che con naturalezza, precisione e un pizzico di ironia spiana la strada ai suoi personaggi, palesando un sano divertimento nel vederli interagire tra loro. Il cuore pulsante di tutto rimane la dimora di Jalna, che ha come un'influenza magica sui Whiteoak, che ne rimangono inconsciamente attratti e legati, come se qualcosa di mistico li facesse alla fine di tutto riportare lì. Ogni personaggio ha una caratterizzazione curata e soprattutto credibile, è impossibile non affezionarsi a ognuno di loro, anche se nonna Adeline si riconferma essere tra i miei preferiti, ho proprio un debole per lei. Tutte le vicende e coloro che vi gravitano attorno mutano, proprio come il paesaggio attorno a loro che si modifica con il passare dell'anno, passando dai colori freddi ai colori caldi in un'atmosfera frenetica che contrasta la pace del luogo.

"Il gioco della vita" è un seguito degno che lascia spazio al lettore di ipotizzare come andranno avanti le vicende, di cui non vedo assolutamente l'ora di scoprirne il futuro nei successivi capitoli. 



venerdì 29 maggio 2020

Blog Tour "Il richiamo del sangue: Van Helsing #1" di Gianmario Mattei - Prima Tappa


Benvenuti nel Blog Tour della nuova opera targata Segreti in Giallo Edizioni, "Il richiamo del sangue: Van Helsing #1" di Gianmario Mattei.

Il materiale per la creazione della tappa  è stato gentilmente fornito dalla casa editrice.

Boudjiewin Van Helsing: il primo della stirpe dei cacciatori di vampiri

Chiunque abbia letto il “Dracula” di Stoker è rimasto inevitabilmente affascinato dall’ingegno del suo prodigioso e soprannaturale protagonista, Dracula, e dal suo antagonista, l’umanissimo medico olandese Abraham Van Helsing, che ha come armi solo l’intelligenza, le sue conoscenze da medico miscelate alla perfezione con le scienze occulte ed esoteriche. 
Protagonista e Antagonista sono legati tra loro da un file sottilissimo e impalpabile, che viene teso dalle loro incredibili volontà. 
Ancora una volta, però, anche in questo confronto è il personaggio di Van Helsing a prevalere: in tutta il decorso della narrazione, non manifesta mai esitazione e le cui deduzioni, o i suoi consigli, risultano sempre esatti. In molte occasioni Abraham riesce addirittura ad anticipa in maniera straordinaria le intenzioni di Dracula, come se lo conoscesse alla perfezione o avesse avuto a che fare già in passato con esseri del genere, i vampiri. 
È da questa riflessione che è nata la mia idea di approfondire la figura di Abraham Van Helsing, intessendo una creazione letteraria non incentrata esclusivamente su di lui ma sull’intera famiglia da cui discende. Creare una sapienza “soprannaturale” che da un avo all’altro sia stata tramandata nel corso dei secoli forgiando abili ed esperti cacciatori, non di vampiri, ma di oscurità e verità. 
Come ogni cosa, anche questo progetto aveva bisogno di un inizio, di un assaggio che fornisse con rapide pennellate il come e il quando i Van Helsing si siano imbattuti per la prima volta nei vampiri.
Boudjiewin, protagonista de “Il richiamo del sangue”, non è semplicemente il primo dei Van Helsing che hanno bevuto a piene mani dalle acque dell’occulto: Boudjiewin è la radice condizionate il futuro dell’intera famiglia con tutti gli errori o gli sbagli dettati dall’umanità.

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Review Party: Recensione di "Hunger Games - La Ballata dell'Usignolo e del Serpente" di Suzanne Collins



All'alba di una nuova mietitura, Coriolanus Snow sente il peso del suo nome come un macigno sulle proprie spalle: ha solo questa come occasione per riscattare la nomea della sua famiglia, il ruolo di mentore per i Giochi che gli è stato mai affidato è quanto mai critico e fondamentale. La situazione viene complicata dal fatto che gli viene affidato il distretto 12, il più malfamato, in cui conosce e si affianca alla giovane Lucy Gray. Il suo spirito combattivo non lo abbandonerà tanto facilmente, ma il legame che instaura con la ragazza potrebbe in qualche modo compromettere le sue intenzioni.

Non sapevo cosa aspettarmi dal nuovo libro di Suzanne Collins ambientato nel mondo di Hunger Games, solitamente questo tipo di cose non vanno mai a finire bene. Eppure, fin dalla prima pagina, mi sono ritrovata inglobata in un mondo in cui non tornavo da tanto tempo e che ho avuto piacere di ritrovare in un altro periodo rispetto alle vicende di Katniss e Peeta. A posteriori devo dire che la pubblicazione della nuova edizione della trilogia lo scorso autunno è stata quanto mai tattica e necessaria per fare un bel ripasso delle meccaniche che ruotano attorno a Panem. Questo perché, ovviamente, per quanto ci troviamo di fronte a un prequel sono normali i vari riferimenti a ciò che accadrà poi e che nella trilogia è già accaduto, così come i vari personaggi che pian piano fanno capolino tra le pagine. Indagare sulla figura di Snow, personaggio emblematico della trilogia, poteva risultare apparentemente inutile ma al tempo stesso molto interessante: la Collins svela dei retroscena che ampliano il mondo creato anni fa e approfondiscono la caratterizzazione di un uomo che fino ad ora era stato relegato a essere il cattivo e lo spietato della situazione. Ben inteso: l'autrice non vuole assolutamente giustificare le azioni che compirà lui in futuro, ma solo andare a completare la formazione di Snow, da quale realtà arriva, quali persone incontra e quali eventi affronta, determinanti per le decisioni che lo guideranno poi. 

Gli appassionati ameranno questo libro e troveranno emozionante tornare a vivere gli Hunger Games in un modo ancora più sorprendente e crudele di quanto fosse già stato scritto.



giovedì 28 maggio 2020

Review Party: Recensione di "Dormi stanotte sul mio cuore" di Enrico Galiano



Il legame che s'instaura tra alunni e insegnante può essere più speciale e importante di quanto si pensi. E' nei propri maestri che i bambini vedono dei punti di riferimento, che vanno al di là del nucleo famigliare e che inevitabilmente li plasmano per affrontare il mondo. 
Quello tra Mia e Margherita è un rapporto intenso che va oltre la sfera scolastica, fino a sfociare in una sincera amicizia. Tutto questo vive nei ricordi di Mia, che da bambina è diventata adulta e non sa fare i conti con le proprie paure. Ricorda bene ciò che la univa a Fede, il ragazzo preso in affidamento dai suoi genitori e che per qualche motivo è andato via.
Mia è ora fragile, insicura incapace di sentire qualsiasi contatto umano. Eppure deve affrontare ciò che teme, se vuole davvero tornare a vivere.

"Dormi stanotte sul mio cuore" mi ha trascinato in un modo che ha saputo conquistarmi subito completamente, attraverso lo stile di Galiano che con naturalezza e precisione sa trasmettere le emozioni dei personaggi e far riflettere i lettori sulle tematiche che tratta. Ci troviamo di fronte a una protagonista, Mia, divisa tra passato e presente, disorientata sulla propria identità e accompagnata da una serie di ricordi dolci e amari che le affollano la mente. Ho trovato molto tenero il rapporto tra lei e Fede e lo sviluppo ha dei risvolti interessanti e sorprendenti. Ancora più intrigante è stato il ruolo di Margherita all'interno della storia, che compare come una saggia anziana pronta a elargire i propri consigli. Il suo è un personaggio adorabile, chiunque avrebbe voluto una maestra come lei e c'è chi ha avuto la fortuna di poterla avere come punto di riferimento nell'infanzia. 
Lo studio dell'autore nella creazione dei personaggi e della trama trasuda di pagina in pagina, perché ogni parola è ben calibrata e il ritmo narrativo non ha alti e bassi. In questo equilibrio però i messaggi arrivano alla mente di chi legge potenti come un treno in corsa, spiazzando e facendo sì che si desideri provare altre botte emotive.

Enrico Galiano è sempre stato una certezza, ma ora che conosco una sua opera letteraria so per certo che non me ne farò più sfuggire una. 

Blog Tour: "Gli Strani Viaggi di Giulio Verne" - Recensione di "Un inverno tra i ghiacci"



Su un'isola in mezzo ai ghiacciai, il capitano Jean Combutte attende che il suo brigantino faccia ritorno a riva. Mentre l'equipaggio scende, impatta contro una notizia che mai avrebbe immaginato: la morte del figlio di Louis, accompagnata dalla bandiera a lutto che svetta sopra alla Jeune Hardie. Il dolore invade lui, la nipote Marie e tutta Dunquerke, incapace di accettare una scomparsa così prematura. Un bagliore di speranza non abbandona Combutte, che crede ancora che Louis sia disperso chissà dove, ma ancora vivo e in attesa di un salvataggio. Con un manipolo di prodi avventurieri ha così inizio una ricerca, forse la più importante della carriera di Jean, che affronta il freddo polare e le intemperie della natura sconfinata.

"Un inverno tra i ghiacci" è un lungo racconto frammentato in capitoli che fa parte delle opere giovanili e meno note del panorama letterario creato da Jules Verne. Eppure, si denota subito una grande maturità stilistica in grado di intrattenere fin dal primo capitolo. La tensione è da subito alle stelle e la curiosità a scoprire come andrà a finire la storia esorta nel proseguire la lettura. Il dramma si interseca con lo spirito avventuriero tipico delle opere di Verne che coinvolge in primis i personaggi realizzati e trasmette il desiderio di prendere il largo anche a chi dall'esterno osserva. Gli ambienti sono talmente immersivi da avere la sensazione di sentire l'oceano agitarsi e il gelo entrare dai pori e raffreddare ogni parte del corpo, che trova calore nei sentimenti provati dai personaggi e dai legami d'affetto che li legano l'uno all'altro e che non li fa cedere, di fronte alla più piccola speranza che Louis sia ancora lì fuori in attesa. Ciò che dovranno combattere, però, non è solo il pericolo provocato dalla natura ma anche dalle emozioni negative che rischiano di contaminare fino al midollo, compromettendo la missione.
Nel complesso è una storia che merita di essere letta sia per l'ambientazione, che fa trasparire gli elementi che diverranno tipici nella bibliografia dell'autore, sia per i messaggi che vuole trasmettere, mettendo costantemente in allerta sui pericoli naturali tanto quanto quelli dati dall'uomo.



Blog Tour: "Una notte ho sognato New York" di Piero Armenti - Presentazione e Biografia dell'Autore


Oggi ha inizio il Blog Tour dedicato a un'opera di un personaggio molto influente e conosciuto praticamente in tutto il mondo. Stiamo parlando di Piero Armenti, giornalista noto per l'agenzia "Il mio viaggio a New York" con sede a Times Square e che ora ha in pubblicazione il suo nuovo libro con Mondadori, "Una notte ho sognato New York". Di seguito trovate tutte le informazioni necessarie, ma vi consiglio di non perdere le prossime tappe di approfondimento per conoscere maggiormente Armenti e il suo grande progetto.

Titolo: Una notte ho sognato New York
Autore: Piero Armenti 
Genere: narrativa contemporanea 
Editore: Mondadori 

TRAMA

"Ho capito che dovevo partire. Andare lontano, oltre qualsiasi luogo conosciuto. Non bastava Milano, neanche Londra o Parigi. Dovevo metterci un oceano di distanza tra me e la vita. L'ho capito all'improvviso, mentre ero sdraiato in veranda, con gli occhi al cielo e le stelle sopra di me. Dopo qualche secondo il risultato era davanti a me: 'Complimenti, hai acquistato il tuo biglietto per New York'." Questa è la storia di un ragazzo come tanti, che ha appena finito l'università e non sa cosa fare della sua vita. Però di una cosa è sicuro: quando di notte abbraccia la sua fidanzata, in realtà pensa solo a New York. Un ragazzo che ha voglia di vivere, ha voglia di libertà. E New York per lui è libertà totale: è incontri inaspettati con persone diverse e insolite, è fare colazione con un bagel e non con il cornetto, preferire dei tacos alla pizza, non notare le stranezze della gente perché ti sembrano normali. Ma soprattutto New York è le luci dei grattacieli che sembrano stelle, storie che si intrecciano e mille sogni che al mattino non si dimenticano. Del resto, tutto ciò che accade di importante nella vita di una persona, lì avviene dopo il tramonto.

Anche se non è sempre oro tutto ciò che luccica. New York, infatti, può essere anche solitudine: con la sua fredda indifferenza costringe a guardarsi allo specchio, a fare i conti con le proprie radici e con ciò che è veramente importante. Il protagonista di questo romanzo lo scoprirà sulla sua pelle: scegliere la famiglia, le sue origini, o il suo futuro, rinunciare agli affetti o cercarne di nuovi, tornare in Italia o vivere in America.

Piero Armenti, in questa storia itinerante, in cui la città non è solo uno sfondo, ma un personaggio vero e proprio, ci prende per mano e ci guida in lungo e in largo per le strade trafficate di New York, scoprendone i volti più nascosti e i luoghi più suggestivi (raccolti in una mappa alla fine del libro). Un romanzo che vi farà sognare e vivere in tutti i suoi aspetti la città che non dorme mai.

Piero Armenti, nato nel 1979, è un giornalista e il più famoso Urban Explorer di New York. Dopo aver concluso il suo dottorato all'Università Orientale di Napoli ha deciso di partire per New York ed è stato amore a prima vista. Ha cominciato a raccontare le sue scoperte sui social network e su giornali e riviste, fino a fondare "Il mio viaggio a New York": un tour operator sui generis, ma soprattutto un blog dove ogni giorno racconta a modo suo la città più desiderata del mondo e che all'attuale ha superato un milione di follower.




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