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lunedì 30 marzo 2020

Review Party: Recensione di "È Solo Un Cane (Dicono) - La storia continua" di Marina Morpurgo



Nel giro di mezza giornata, potrete gustarvi con tutta calma una storia delicata quanto carica di intense emozioni. Sto parlando del libro "È Solo Un Cane (Dicono) - La storia continua" di Marina Morpurgo, che Astoria ripropone quest'anno in una nuova edizione ampliata.

A fare da sfondo alla vicenda è il piccolo paesino toscano di Gambassi, luogo in cui la famiglia della Morpugo trovò rifugio e salvezza durante l'occupazione nazifascista. Le foto presenti nel libro, in questo caso, sono molto più d'impatto rispetto alle parole dell'autrice, perché pregne di un'aura appartenente a un tempo relativamente lontano che ancora conserva i ricordi felici di una famiglia che è stata divisa dalle disgrazie della guerra.

Ad allietare l'atmosfera triste e pesante fa capolino il dolce muso di Blasco, il cane che rappresenta per la Morpurgo la luce in fondo a un tunnel buio in cui la mente si stava perdendo. Il loro legame d'amore è fulmineo e così forte da non essere da meno rispetto a qualsiasi altro legame umano, tanto da commuovermi in maniera sorprendente.

Sono molto affezionata al mondo animale e avendo io stessa un gatto sono consapevole del magico rapporto che s'instaura e che va oltre il semplice "padrone-animale". Il libro di Marina Morpurgo è un inno alla potenza di questo amore, che è in grado di sanare ferite di cui spesso non abbiamo nemmeno coscienza. Non sopporto quando ci sono persone che trattano gli animali con superficialità: "È Solo Un Cane", è una frase tipica che purtroppo si sente spesso sentire e che sminuisce tutto ciò che l'autrice invece vuole esaltare attraverso la sua storia e che io non posso fare altro che appoggiare.

Questo libro mi ha punta sul vivo facendomi barcollare costantemente sul baratro delle lacrime, per le riflessioni che ne scaturiscono e per i ricordi che si accumulano legati al proprio amore a quattro zampe. Per me dire addio è inconcepibile e ingiusto, cerco di pensarci il meno possibile per non stare troppo male e per non pensare a quando quell'inevitabile evento accadrà. Mi ci vuole ancora molta strada per accettarlo, ma ho trovato di grande conforto leggere quanto l'autrice ha voluto dire in merito.



giovedì 19 marzo 2020

Review Party: Recensione di "Agatha Raisin - La psicologa impicciona" di M.C. Beaton



L'agenzia investigativa di Agatha Raisin riapre ufficialmente le porte, tra i disastri di una vita sentimentale alla deriva e il tormento sull'innocenza di una persona chiave nell'ultimo caso risolto. Agatha infatti teme che la signora Simple, madre del killer imprigionato, non sia del tutto estranea ai fatti e il timore che qualcos'altro di brutto possa accadere le ingigantisce il seme del dubbio che con prepotenza si impone nei suoi pensieri.

A questo si aggiungono le malelingue messe in giro da Jill Davent, nuova psicologa del paese che ha in cura Gwen, per aiutarla a superare il trauma del figlio arrestato. Jill, infatti, sembra sapere molto del passato di Agatha e usa questo come arma per screditarla e avvicinarsi sempre più alla vecchia frequentazione della donna, James Lacey.

Non vedendo di buon occhio il nuovo acquisto di Carsley, la detective inizia a indagare a sua volta sul passato della signora Davent; ma quando questa viene trovata morta, dovrà fare di tutto per scagionare sé stessa e trovare il vero colpevole.

Punto di forza del libro, e di tutta la serie di libri scritta dalla compianta M.C. Beaton, è sicuramente lei: Agatha Raisin. Un mix tra Jessica Fletcher e Jane Fonda nel ruolo di Grace Hanson, mi sono imbattuta in una donna tutta d'un pezzo che si trova inevitabilmente a fare i conti con il suo aspetto umano e le emozioni, che sul campo lavorativo deve per forza di cose mettere in disparte. Ho adorato al contempo l'impulsività che la spinge ad agire anche nei momenti in cui sarebbe più appropriata la discrezione, per non dire il silenzio totale. 

Questo è dato anche dalla mancanza di professionalità in quello che fa, proprio perché, ed è giusto ricordarlo, Agatha s'improvvisa in quello che fa, senza avere comprovata esperienza nel campo dell'investigazione. Questo non è affatto un elemento negativo, anzi, è ciò che l'avvicina di più al lettore medio, che riesce con maggiore presa a immedesimarsi in lei e a fingersi attraverso i suoi pensieri un assistente detective al sostegno della donna. Lo stile di scrittura dell'autrice è semplice, molto scorrevole e soprattutto sorprendentemente frizzante, che nonostante la tensione della storia riesce a intrattenere con spensieratezza e divertimento.

La serie di gialli legata a questo personaggio è formata ormai da ben 26 volumi, che però possono essere letti tranquillamente in maniera indipendente. Pertanto è interessante conoscere la Raisin sia in media res, scoprendo tasselli del suo passato in corso d'opera, sia nella cronologia giusta dei fatti.






martedì 3 dicembre 2019

Review Party: Recensione di "Casuali incontri tra estranei" di Alison Lurie



« Le manca tutta la parte di affetto e relazione, limitatamente a quel che ne sa: passeggiate nei boschi, scambi di bigliettini, una rapida carezza di sfuggita a una festa, un'occhiata dal fondo della sala del club di facoltà, il senso di vivere una vita complessa e segreta. Tuttavia, è abituata a queste mancanze, ne ha fatto a meno per quasi tutta la sua vita. »


Due colleghi americani allo sbaraglio con la propria vita, decidono di prendersi un periodo sabbatico e volare via, dritti verso l'Inghilterra. Vinnie, donna matura con un matrimonio fallito alle spalle, vive nel più totale anonimato, senza veri stimoli o uno scopo reale cui aggrapparsi. Fred, giovane uomo alle prese con la separazione, non sa come affrontare la situazione e continua a chiedersi cosa sia andato storto con il rapporto con la moglie.

L'arrivo di Chuck e Rosemary nelle loro vite ribalterà completamente il loro modo di pensare.

Il libro di Alison Lurie segue parallelamente due vicende completamente differenti, ma che hanno in sé un comune denominatore: l'amore.

Vinnie è la tipica donna che nessuno nota, con una faccia semplice, minuta, ma dal carattere decisamente spinoso. È quasi ironico pensare che fa la professoressa di letteratura per bambini, ma che per quanto sia molto rispettata, non provi un affetto particolare per i suoi alunni e gli infanti in generale. L'incontro con Chuck, sull'aereo che la porterà in Inghilterra sembra essere destinato a iniziare e finire lì nel cielo. Lei non ha una particolare opinione dell'uomo, che viene considerato al primo sguardo un bifolco, ma che poi verrà rivalutato, spinta anche da un sentimento inspiegabile e che da troppo tempo non prova.

Fred è un uomo prestante, consapevole del suo fascino e dell'effetto che fa sulle altre persone. Si compiace delle sue abilità da amatore, ma proprio non riesce a comprendere cosa ci sia di storto nella relazione con la moglie, così complessa da seguire nei suoi ragionamenti. Lasciandosi alle spalle questa relazione, si butta a capofitto nella conquista dell'attrice londinese Rosemary, ma l'impresa sarà tutt'altro che semplice.

L'opera di Alison Lurie ha un tono generalmente allegro, ottimamente strutturata e ironicamente divertente. Nel suo essere una scrittrice senza pretese, ha saputo parlare in modo estremamente delicato dei drammi interiori, andando contro l'ossessione della cultura letteraria per la bellezza e per la giovinezza, facendo sì che la sua creatura, Vinnie, potesse comunque diventare un simbolo di libertà e indipendenza.



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