giovedì 30 aprile 2020

Blog Tour: "SteamBros Investigations Series" di Alastor Maverick e L.A. Mely - Ambientazioni della trilogia



Ciò che più di tutto caratterizza la meravigliosa serie "SteamBros Investigations" è senz'ombra di dubbio la sua ambientazione, che è una delle mie preferite in assoluto.

DDM Fotografia
Ci troviamo circa a metà del 1800, durante il regno della Regina Vittoria, precisamente tra Londra e Glasgow, luoghi delle principali vicende che accompagnano gli Steam Brothers. È il periodo in cui l'energia elettrica e la meccanica la fanno da padrone, con invenzioni tanto meravigliose quanto futuristiche. Macchine e fabbriche ricoprono la terra con i loro rombi assordanti e l'aria è pesante da respirare, a causa del carbone bruciato e delle coltri di fumo che coprono il cielo rendendolo grigio, scuro tanto da essere difficile intravedere il sole. Grandi e sfarzose carrozze trainate dai cavalli si affiancano ora ai mezzi automatizzati a vapore, come l'emblematico sidecar dei fratelli Hoyt che scoppiettante li conduce verso nuovi casi da risolvere. Nei cieli volano fieri gli Zeppelin, dirigibili imponenti che danno la possibilità di osservare la vita da un'altra prospettiva, così come i fischiettanti treni che a tutta velocità conducono velocemente i propri passeggeri da un paese all'altro. Londra è caotica ma al tempo stesso più viva che mai, colorata dai vestiti tipici vittoriani con l'aggiunta di elementi meccanici, come occhiali di protezione, fibbie rinforzate e inserti di metallo. L'eleganza però non tralascia l'utilità, ed ecco che un raffinato bastone può trasformarsi in un'arma a doppio taglio. Le pistole sono potenziate da pistoni e forza a vapore che rendono i colpi decisamente più efficaci del normale. La tecnologia è tale da permettere all'uomo non solo di creare protesi corporali meccanizzate e altamente funzionali, ma anche di realizzare veri e propri automi, fatti di metallo e intricati ingranaggi e in grado di avanzare senza sosta durante una battaglia. L'arma perfetta per assicurarsi in qualche modo la vittoria.
DDM Fotografia

È proprio questo che i protagonisti dovranno affrontare: una guerra all'ultimo sangue in cui l'odore del vapore e il rumore dello sferragliare di macchine pressoché viventi potrebbero mettere seriamente a repentaglio il destino del regno.





martedì 28 aprile 2020

Recensione: "Le professoresse meccaniche e altre storie di scuola" di Alfonso Lentini



Una guerra che dura da secoli ha devastato il mondo per come lo conosciamo adesso. Per far fronte alla carenza d'istruzione, vengono assemblate delle insegnanti meccaniche che possano formare i giovani e impedire l'estinzione definitiva della cultura presente e passata.

Questa è la premessa della storia principale che compone il nuovo libro di Alfonso Lentini, un'opera che racchiude a sé una serie di racconti immaginari ma tragicamente realistici. La realtà che l'autore crea è caratterizzata da un'ambientazione distopica e alla deriva, in cui i protagonisti tentano di sopravvivere attaccandosi ai propri ricordi e compiendo azioni moralmente discutibili ma al tempo stesso giustificabili, perché frutto di situazioni dove non c'è altra scelta se non reagire in un determinato modo.

Nella sua brevità, l'opera offre degli intensi spunti di riflessione, ispirati soprattutto dall'atmosfera surreale e dallo stile di scrittura dell'autore, che sconfina nel grottesco e colpisce al momento giusto il lettore. Lentini sembra quasi camaleontico nel processo di lavorazione, perché in grado di adattare termini e linguaggio a seconda di chi è protagonista nei racconti. Il libro inoltre si concentra con insistenza sulla tematica del sistema scolastico e sulla sua evoluzione in base all'ambiente in cui è calato e in rapporto alla cultura specifica del luogo di appartenenza.

Consiglio la lettura a chi vuole approcciarsi al genere della distopia attraverso delle brevi ma incisive storie anziché un'opera più corposa e complessa.

Recensione: "Alice.exe" di Giulia Funiciello



Alice è una grande appassionata di scherma e videogiochi. Un giorno, inspiegabilmente, finisce all'interno del mondo del suo gioco preferito: SuperMario. La meraviglia di poter parlare con i personaggi che l'hanno sempre divertita va a braccetto con i pericoli che dovrà affrontare da quel momento in avanti e con le difficoltà di far convivere realtà e finzione senza arrivare a confonderle.

Scritto da una giovanissima ragazza sedicenne, "Alice.exe" si presenta come una storia paragonabile alle fan fiction, tributo a uno dei videogiochi più noti al mondo. In perfetto stile "Alice nel paese delle meraviglie", la protagonista sbuca in una dimensione parallela e fantastica rispecchiando i desideri di qualsiasi fan: poter incontrare davvero i personaggi del proprio gioco preferito. Come tutti gli adolescenti e i pre-adolescenti, anche lei affronta i grandi cambiamenti dati dalla crescita personale, superando quel confine invisibile che separa l'età dei giochi da quella delle prime novità della vita. E lo fa accompagnata dai suoi amici virtuali, che sanno incoraggiarla al momento opportuno e aiutarla a vincere le proprie paure.

Il libro è breve, scorrevole e con una storia tutto sommato allegra e divertente. Lo stile di scrittura è davvero semplice e a tratti acerbo, si capisce subito che è l'esordio di una persona ancora alle prime armi, che può sì vantare già di una pubblicazione ma che ha ancora bisogno di tempo e studio se vuole intraprendere questa carriera. "Alice.exe" ha una storia perfettamente adatta a un pubblico giovane e che può stimolare la voglia di leggere, essendo un libro fantasioso che sa intrattenere con piacere nel corso di una giornata.

venerdì 24 aprile 2020

Recensione: "Bjorn - Saga dei Regni del Nord" di Fabrizio Corselli



Un'impresa in bilico tra la vita e la morte sta per stravolgere l'esistenza di Bjorn Hollfarris, impavido avventuriero ed esploratore dei Regni del Nord. L'amore lo conduce verso Ovest, alla ricerca di colei che è sua musa anche nelle notti più tenebrose, ignaro di quanto questo viaggio sconvolgerà e trasformerà corpo e mente. Perché il Regno dei Morti non è certo un luogo di salvezza e sicurezze, ma anzi di incubi e mostri che non mancheranno di ostacolarlo e impedirgli di giungere verso la meta prefissata.

Il caro amico Fabrizio Corselli si occupa da anni di fantasy, mescolando il genere letterario con la mitologia e la poesia, attraverso un lungo processo di lavorazione che richiede a ogni opera uno studio e una cura specifici e dettagliati. Quando ci si trova di fronte a un libro come "Bjorn - Saga dei Regni del Nord" è necessario sapere quanto meticolosa dovrà essere la lettura, per non perdersi alcun passaggio narrativo né ogni significato celato dietro a ciascuna frase. Tutte le parole utilizzate sono frutto della cultura acquisita nel tempo dall'autore, che nel metterle per iscritto vuole trasmettere dei validi insegnamenti, sia simbolici che pragmatici. Essendo questo un fantasy misto alla mitologia nordica è un buon modo per imparare termini specifici dei popoli antichi del Nord, che spesso non si conoscono o ancor peggio vengono travisati da opere ben più popolari e conosciute. La storia di Bjorn si dipana attraverso la forma poetica in un'atmosfera epica e solenne, che ricorda chiaramente i canti che anticipano le più feroci battaglie. Prestando estrema attenzione si può udire il mare impetuoso mosso dalle forti tempeste, percepire sulla pelle la potenza invisibile degli dei e l'umore palpabile degli avventurieri, che alternano il clima di festa a quello degli scontri all'ultimo sangue, di cui l'aria è pregna fino alla nausea. La voce narrante del Cantore trasmette il dolore di un destino funesto che l'ha portato a essere lo spettatore sì di leggendarie imprese ma anche delle più catastrofiche tragedie. La magia, i draghi e altre creature mitologiche aggiungono tridimensionalità al mondo solcato da Bjorn, che nel complesso risulta cupo e quasi soffocante per la quantità di pericoli in cui ci si può imbattere. Al tempo stesso non si può rimanere indifferenti di fronte al fascino e alla bellezza che quegli stessi pericoli rappresentano, perché figli dell'immaginazione sconfinata dell'uomo che non smette mai di stupire e incantare.

L'epica unita al fantasy dovrebbe essere materia di formazione fin dalla tenera età, per aiutare nello sviluppo dei giovani che verrebbero temprati sia nella mente che nel fisico. Quello di Fabrizio, infatti, è un lavoro sopraffino che definirei una vera e propria arte, che unisce il canto al movimento del corpo in una danza che sa disciplinare e rendersi indimenticabile. La sua carriera da Maestro di Canto della Spada si rispecchia in ciò che mette per iscritto, attraverso storie suggestive, dense di avvenimenti che si susseguono tra una parola e l'altra, pregne di intense emozioni che illuminano la parte razionale di ogni lettore. Se siete alla ricerca di una lettura frenetica e leggera, non posso certo dire che questo libro sia il più indicato. Ma se oltre a evadere vi appassiona lo studio di un testo in ogni suo verso, la Saga dei Regni del Nord fa proprio al caso vostro. Vi ricorderà le storie epiche raccontate attorno a un fuoco, mentre l'oratore con maestria interpreta le vicende, svelando la passione viscerale che alberga nel corpo e nell'anima e prefissandosi un nobile obiettivo: migliorare coloro che con meraviglia gli stanno attorno e rapiti lo ascoltano.


mercoledì 22 aprile 2020

Review Party: Recensione di "Scarti" di Aleida Blue



Può un fraintendimento rovinare la reputazione di una persona? 
Questo è ciò che capita a Irene, donna in carriera che si ritrova coinvolta nella misteriosa sparizione del collega Enrico. Quando viene ritrovato morto sulla riva del fiume, le accuse ricadono tutte su di lei, essendo stata l'ultima persona ad averlo visto vivo. Ad aggravare la situazione è una busta, contenente delle foto compromettenti dei due. Ma Irene ama il marito e ha sempre visto in Enrico un buon amico. Sconvolta dagli eventi, la donna dovrà fare di tutto per mantenere i nervi saldi e venire a capo della situazione, per scagionare sé stessa e riappropriarsi della propria vita.

Con "Scarti" Aleida Blue vuole insegnare ad andare a indagare sempre oltre le apparenze. Ciò che si può scoprire può sorprendere e scioccare, ma al tempo stesso può rivelare lati di una persona che mai si sarebbe pensato di poter conoscere. Attraverso uno stile semplice e diretto, l'autrice ha scritto un thriller scorrevole e lineare, piacevole da leggere e d'intrattenimento anche per il lettore meno vicino a questo genere.

Le dinamiche sono sempre più inspiegabili e confuse, così come l'identità dell'assassino che rischia di rimanere celata dall'oblio. Le ipotesi si accavallano e la curiosità aumenta, tra intrighi, segreti e misteriose identità che vogliono a tutti i costi incastrare Irene, pur di uscire puliti e non compromessi. Anche dai propri stessi desideri. 

Review Party: Recensione di "La lettrice della stanza 128" di Cathy Bonidan




Si sente spesso dire, soprattutto dai più appassionati, quanto un libro sia in grado di salvare la vita delle persone. Non si parla di una cura fisica, quanto di quella dell'animo, che può essere sanato dallo scorrere di determinate parole, che dagli occhi passano alla mente e infine al cuore.

Questo è ciò che capita a Anne-Lise Briard, lettrice incallita che non può addormentarsi senza prima aver letto qualche pagina di uno scritto. Solo che il libro che le ruba l'attenzione oltre ad avere una trama che la colpisce nel profondo, ha una storia curiosa celata dietro all'identità dell'autore. Improvvisamente, le sue giornate si trasformano in una delle avventure di cui ha sempre fantasticato, attraverso degli scambi epistolari che possono far chiarezza sul viaggio che ha fatto quel dattiloscritto dalle mani del suo creatore fino a lei, a distanza di tanti anni.

"La lettrice della stanza 128" ha saputo toccarmi nel profondo fin dalle prime pagine. La narrazione epistolare, che copre l'intera opera, offre al lettore uno scorcio intimo sul punto di vista di ogni personaggio realizzato dall'autrice e la potenza delle parole scritte che ognuno di loro utilizza è tale da caratterizzarli senza necessità di una vera e propria descrizione. Ogni lettera porta avanti le indagini del percorso affrontato dal manoscritto, che ha insita in sé una sorta di magia che ha saputo cambiare in meglio le persone che l'hanno avuto tra le mani e che è riuscito a instaurare delle complicità speciali, tra gli sconosciuti che man mano si aprono attraverso le lettere. I pensieri prendono vita attraverso le parole, trasmettendo al lettore le sensazioni provate da ognuna di loro. Anche se stampate nel carattere standard dei libri, si possono immaginare differenti stili di scrittura, da quello più elegante a quello più frenetico, passando per un tratto più incerto a uno carico di decisione.

Il lavoro di Cathy Bonidan è per questo estremamente curato e preciso, trovo sorprendente come sia riuscita a trasmettere tutto attraverso un tipo di narrazione che non va per la maggiore. "La lettrice della stanza 128" mi ha assolutamente conquistato, dandomi speranza e forza attraverso vicende molto commoventi. È stata una lettura scorrevole e frenetica, tanto è stato il desiderio di venire a capo dei misteri, con un epilogo perfetto che non ha deluso le aspettative.



martedì 21 aprile 2020

Recensione: "Akire - La banda di Alastrine" di Selene Rampolla



Nella vita del giovane Trebor sta per affacciarsi qualcosa di totalmente inaspettato: un'incredibile avventura capace di stravolgergli per sempre la vita. Perché questo è ciò che succede quando ci s'imbatte nella banda di Alastrine, gruppo di mercenari capitanato da una donna, colei che sconfigge in duello il ragazzo e poi lo invita a unirsi a loro.
Trebor ha ben poco da scegliere: rimanere a Roas per passare una vita tranquilla ma piatta oppure prendere il largo con loro per una vita ricca di sfide, pericoli e brividi. Il suo temperamento impavido lo porta ad accettare l'offerta e a scoprire un mondo che fino a quel momento gli era precluso, tanto vasto quanto misterioso e magico.

Con uno stile semplice e scorrevole, Selene Rampolla, scrive un fantasy che rispecchia tutti i canoni classici del genere, imbastendo le basi per un'avventura che promette tante emozioni e colpi di scena. La banda di Alastrine infatti è non solo il primo capitolo di questa trilogia, ma anche un grande preludio a tutto ciò che verrà poi nel secondo libro. L'atmosfera che si respira è fatta d'ilarità mista a momenti più seri e riflessivi, fino a piccoli colpi di scena che vi sorprenderanno nell'ultima parte del libro. Ho amato il personaggio di Amos, per la sua caratterizzazione fisica e mentale, ma soprattutto il capo, una donna senza nome che per quel velo di mistero m'intriga sempre di più. Trebor, invece, è un personaggio che non sono ancora riuscita ad inquadrare, perché ancora a tratti immaturo, troppo impulsivo e in attesa della sua vera trasformazione.

Nel complesso, Akire è una storia a cui voglio continuare ad appassionarmi, certa che le emozioni non siano finite qui e che il suo mondo possa sempre più intrigarmi e convincermi.

lunedì 20 aprile 2020

Review Party: Recensione di "Il filo rosso" di Alessia Coppola



Allyson è un'anima sognatrice, che crede nel destino e che dietro a ogni incontro si nasconda una motivazione mistica. Al tempo stesso però, necessita visceralmente di sicurezze fondate e che non riesce a trovare davvero negli uomini che ha frequentato. Specialmente in Luca, con cui porta avanti una storia travagliata ma da cui non riesce davvero a staccarsi, perché spesso la paura di rimanere sola è più forte dell'amor proprio. Non riesce a vedere il segno tangibile che possa farle cambiare realmente vita, nemmeno quando questo le si palesa finalmente davanti. Come può un dragone azzurro condurla davvero verso la felicità?

Con il suo inconfondibile stile, Alessia Coppola ha tessuto una storia delicata e romantica, che riesce a sanare l'animo attraverso dei pensieri profondi e davvero significativi. L'atmosfera orientale si amalgama perfettamente con la vena poetica che caratterizza ogni opera di questa autrice, che ormai per me è una garanzia di valide letture.

Il percorso che Ally deve affrontare per trovare il vero amore è lungo, doloroso e a tratti per lei inspiegabile: questo cammino è il vero fulcro dell'intero libro e ho amato tantissimo l'importanza che gli viene attribuita piuttosto che lasciare spazio a una storia romantica classica, che avrebbe potuto risultare banale.
Infatti è proprio questo il talento della Coppola: trovare la scintilla di originalità anche nella situazione più vista.

Il rapporto che s'instaura tra Allyson e il suo Tianlong è come un sorso di tè caldo: va bevuto a piccoli sorsi per gustarne il sapore, che da delicato diventa sempre più intenso e s'irradia lentamente in tutto il corpo, fino alle estremità. Si prende il suo tempo, anche a discapito della protagonista, che impaziente attende il momento culmine.
Le insicurezze di Ally sono reali ed è impossibile non rivedersi in almeno una di queste. Il tempo le insegnerà non solo l'arte dell'attesa ma a cercare le risposte in sé stessa anziché negli altri.

"Il filo rosso" unisce realtà e mito in una storia scorrevole che, seppur breve, regala delle emozioni uniche, trasmettendo un pizzico di magia dalla carta direttamente al cuore del lettore.


giovedì 16 aprile 2020

Review Party: Recensione di "Questa volta... no!" di Ingrid Rivi



Agli imprevisti non si è, per loro stessa natura, mai preparati. Sono questi che accompagnano la giovane Andrea lontano da una vita difficile da affrontare verso quella che, contro le sue aspettative, sarà la sua nuova casa: l'emiliano paesino di Pian del Voglio. Qui la donna ricomincia da capo, con un nuovo lavoro, nuove amicizie e nuovo fidanzato. Eppure, c'è qualcosa che manca nella sua vita, perché a trentadue anni desidera finalmente poter avere una sua famiglia e un figlio da poter crescere. Ma è proprio questo che blocca la relazione con Teo, indeciso anche solo sulla convivenza. Ma è ora che, ancora una volta, gli imprevisti tornano: dopo la scomparsa di una persona a entrambi cara, Andrea fa la conoscenza di Patrick ed è come se i due sapessero dell'esistenza dell'altro da sempre. Qualcosa nel loro passato li accomuna, così come quel qualcosa che affolla i loro desideri: trovare finalmente la felicità.

Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla storia di Ingrid Rivi, che ha saputo intrattenermi durante il corso di una giornata grazie a uno stile scorrevole e incisivo. Più di tutto ho apprezzato la caratterizzazione dei protagonisti, che si liberano degli stereotipi tipici risultando realistici e per nulla scontati. Andrea mi è piaciuta all'istante, sia per la sua forza e indipendenza ma anche per il desiderio della maternità, che non è spinto da regole morali o sociali ma dalla sua genuina volontà di creare una famiglia. Patrick parte come il classico donnaiolo fin troppo sicuro ma si scioglie subito, spiazzato dai suoi stessi sentimenti che lo portano a voler davvero cambiare vita. Il loro legame si basa non solo sull'attrazione reciproca, ma soprattutto sulle insicurezze e sul timore di fare la mossa sbagliata e mandare all'aria tutto. La continua ricerca della felicità è un elemento che fa riflettere e per poterla raggiungere non solo bisogna guardare al futuro ma anche chiudere totalmente i conti con i tormenti del passato. Questo è il rischio più grande che dovranno correre: allontanarsi ma senza perdersi davvero di vista. Per tutto quello che c'è dietro a questa storia, avrei reso il titolo e la copertina più accattivanti, perché finiscono a parer mio per distorcere il vero significato del libro, risultando davvero poco d'impatto e facendolo risultare trascurabile all'apparenza. L'unico elemento che mi ha fatto storcere il naso è il trattamento riservato a Teo. Il ragazzo è un nerd e questo viene utilizzato nella sua accezione negativa, perché il suo voler giocare a World of Warcraft con gli amici lo rende immaturo e lo distanzia da ciò che è davvero importante secondo i canoni classici, ovvero mettere la testa a posto e farsi una famiglia con Andrea. Ecco, io capisco che fosse necessario creare un punto di rottura tra la coppia, comprendo anche che i due personaggi viaggiassero su due fronti paralleli da sempre, comprendo tutto. Ma ho trovato pessimo usare questo stratagemma, ovvero affibbiare al personaggio un'etichetta che l'avrebbe messo a prescindere in una condizione di svantaggio, per come "il nerd" viene concepito dalla massa. Lo dico perché io stessa lo sono ma non per questo reputo che passioni come i videogiochi siano fuorvianti per le cose che socialmente parlando sarebbero più importanti, ovvero creare una famiglia, soprattutto arrivati a una certa età. Voglio credere che non fosse nelle intenzioni dell'autrice dare questa negativa chiave di lettura, ma purtroppo ai più potrebbe risultare giusto che Teo venga trattato in questo modo. Il suo cammino verso la felicità è staccato e diverso da quello di Andrea, ma avrei preferito che alla loro rottura si arrivasse per altre vie e con motivazioni differenti. A parte questo, come già affermato prima, ho trovato nel complesso la lettura piacevole e interessante.



mercoledì 15 aprile 2020

Recensione: "SteamBros Investigations - Brothers War" di Alastor Maverick e L.A. Mely



Dopo aver fatto emergere follia e ragione tra i Goven, i fratelli Hoyt si trovano a dover affrontare una conseguenza che va ben oltre le loro aspettative: Londra bruciata dalla guerra. Costretti in fuga dopo le accuse che li mostrano come i responsabili degli omicidi della famiglia di Glasgow, dovranno lottare non solo contro dei soldati di metallo, ma anche contro il tempo che li separa dalla loro consanguinea.

Il terzo capitolo della serie di SteamBros Investigations sembra aver seguito la crescita dei propri autori, giungendo al culmine della qualità e offrendo una storia variegata, intrigante e ricca di tensione e colpi di scena. Seguire le vicende di Mel e Nick era diventata un'abitudine che qua si rinnova e si rafforza. I protagonisti affrontano la loro maturazione finale dando l'impressione di poter uscire dalle pagine in cui sono confinati, talmente è alto il realismo della loro caratterizzazione e delle reazioni agli eventi che si trovano a dover superare.

Brothers War fa suo l'elemento dell'azione, che non lascia sosta dal primo istante e da alla narrazione un ritmo sorprendentemente movimentato. I riferimenti a personaggi storici realmente esistiti hanno dato quel tocco in più al libro senza risultare inopportuni, ma anzi insediandosi perfettamente nella storia. Tristezza, sollievo, rassegnazione e gioia si susseguono tra passato e presente in un moto che chiarifica ogni mistero e cerca di porre rimedio agli errori commessi. I fratelli Hoyt dovranno mettere in discussione loro stessi e ciò in cui hanno sempre creduto fino ad ora se vorranno davvero salvare loro stessi. Sarà un cammino doloroso, che il lettore vivrà sulla propria pelle attraverso le loro brillanti menti e da cui trarrà dei grandi insegnamenti.

La trilogia di Alastor Maverick e L.A. Mely mi ha stupito in positivo e nel complesso sono rimasta colpita dalla padronanza dell'ambientazione e dalla forza di due personaggi che hanno lasciato una traccia indelebile nel mio cuore, per le lotte interiori e le battaglie personali che vengono con orgoglio portate avanti, attraverso la denuncia sociale e l'inno all'intelligenza e alla saggezza che illumina la strada come un faro nella più profonda oscurità.
Mi mancherà la spavalderia di Nicholas, così come la supponenza di Melinda. Attenderò un loro futuro ritorno tenendo vigile un orecchio: in attesa di risentire il rombo inconfondibile del loro sidecar.


Recensione: "I Tredici" di Irene Lorelai Visentin


Se c'è qualcosa di più terrificante dell'orrore legato al paranormale e all'inspiegabile, lo si deve andare a ricercare nelle profondità dell'animo umano e con ciò che razionalmente non si riesce ad accettare. 

Questi "Tredici", che danno titolo alla prima raccolta di racconti della Segreti in Giallo Edizioni, sono soggetti apparentemente comuni, con desideri, paure e peccati apparentemente comuni. Eppure, qualcosa scava nelle loro menti fino a tirare fuori il peggio anche dall'intenzione più innocente, trasformando ogni singola situazione nella più brutta che potessero sperimentare. Al tempo stesso, però, è come se ognuno dei protagonisti ne uscisse in qualche modo purificato, come se dal loro personale trauma trovassero comunque un'evasione che se dall'esterno può sembrare un epilogo inquietante, tragico o inaccettabile, per loro rappresenta una liberazione e un modo per convivere meglio con sé stessi.

La narrazione di ogni storia è enfatizzata dallo stile dell'autrice, che nel suo essere precisa e pungente crea la giusta atmosfera horror e fa tremare a ogni pagina. Al tempo stesso, la curiosità cresce per ogni racconto letto e per l'attesa di passare al successivo e scoprire cos'altro si è inventata per colpire e sorprendere.

Tra i miei preferiti spiccano soprattutto i primi due racconti, "Anita" e "Magda". Un desiderio oscuro ossessiona la prima, così come una paura morbosa tormenta la seconda. Quasi all'opposto ma con soluzioni finali egualmente scioccanti.

Quello della Visentin è un debutto letterario vincente e promettente. Sono davvero curiosa di leggerla su altri progetti e spero che possa far conoscere il suo talento quanto prima.


venerdì 10 aprile 2020

Recensione: “Antropozoologie. Studio verosimile di una realtà grottesca” di Biagio Iacovelli



Scrivere con successo a proposito degli aspetti della natura umana è un compito che ritengo molto più arduo di quanto possa sembrare in apparenza.
Non è semplice, perché spesso si possono dare per scontati certi elementi che scontati non lo sono affatto. Non è semplice, perché spesso si può correre il rischio di sembrare banali, ripetitivi e poco incisivi.

Ma in questo, Biagio Iacovelli è riuscito a conquistarmi. 
Il viaggio metafisico che il lettore intraprende attraverso i racconti che compongono "Antropozoologie. Studio verosimile di una realtà grottesca" è costellato di situazioni limite, spesso particolarmente fantasiose, ma che non mancano di lanciare dei messaggi nascosti che rimangono anche dopo aver finito la lettura.

Di fronte ad alcune descrizioni viene naturale distogliere lo sguardo con imbarazzo, o addirittura con orrore, talmente è forte l'impatto emotivo. Questo viene avvalorato dalle illustrazioni di Eleonora Iacovelli, che nella loro essenzialità trattengono una carica di sensazioni che esplode attraverso le parole.
Lo stile di Iacovelli è scorrevole e al tempo stesso ricercato, fa in modo che il lettore si soffermi su ogni parola per saggiarne il significato e, eventualmente, imparare qualcosa di nuovo.

I racconti più degni di nota sono sicuramente "La festa", "La giostra" e "...e alla fine?". I primi due citati sono testi pregni di un'atmosfera cupa, inquietante e a tratti dolorosa, ambientati in molteplici realtà a cavallo tra il moderno e il distopico che domandano al lettore: "Succederà davvero?". Il terzo, come suggerisce il titolo, è l'ultimo della raccolta e che è stato utile a tirare il fiato a fronte della pesantezza di tutto ciò che avveniva precedentemente. Ci ho trovato speranza e desiderio di rinascere, come un augurio per il genere umano che possa ricordarsi sempre di essere proprio questo: umano. Con pregi, difetti, emozioni e razionalità. 

Credo che sia stato proprio questo l'intento che ha dato la prima spinta verso la creazione dell'opera. Per ricordare di dare spazio ai sentimenti positivi e a metabolizzare, senza ingigantire smuovendo le masse, quelli negativi.


Recensione: "Un amore da Oscar" di J.J. Prescott



Nonostante le difficoltà che ha dovuto affrontare in passato, Nora Burke può ritenere di avere, al momento, il controllo della sua vita. Si è buttata a capofitto nel suo lavoro a New York, dove è responsabile di un prestigioso hotel, anche se questo riduce drasticamente i suoi rapporti sociali. Non che la cosa le importi, data la famiglia divisa e l'incapacità di buttarsi a capofitto nelle proprie emozioni più profonde.

Ma qualcosa cambia quando riceve la prenotazione da parte di uno degli attori più in voga del momento: Evan McKinney. Una cosa tira l'altra e l'uomo riesce a convincerla a frequentarsi, nonostante le difficoltà, gli impegni e le persone che cercano di ostacolarli. Riuscirà Nora a sciogliere il proprio cuore e a dare una nuova possibilità all'amore?

Quella che si prospetta con il libro di J.J. Prescott è una commedia allegra, frizzante e leggera, che possa allietare e divertire il lettore fino a farlo emozionare.
Effettivamente la vicenda di Nora parte proprio in questo modo, mi è piaciuta subito la sua caratterizzazione e il fatto che non tema di dire ciò che pensa.
Nel complesso però, l'autrice non è riuscita a conquistarmi davvero: il rapporto che s'instaura tra Nora e Evan non ha saputo stuzzicarmi e coinvolgermi a sufficienza, risultando troppo stereotipato e senza quel guizzo di originalità che me l'avrebbe fatto apprezzare. I personaggi secondari sono molteplici e ben equilibrati capitolo dopo capitolo, anche se non hanno sufficiente spazio per farsi conoscere, così come lo stesso Evan, che rimane l'ombra dei pensieri di Nora (il libro infatti è narrato in prima persona dal suo punto di vista). 
Per quanto lo stile della Prescott sia scorrevole, i contenuti che ha messo nero su bianco hanno finito con l'annoiarmi e lasciarmi insoddisfatta, soprattutto per un finale forzato e davvero troppo sbrigativo che mi ha molto deluso.

A volte mi piace evadere con una commedia leggera e poco impegnativa, ma non è il caso di "Un amore da Oscar" che, nel complesso, non mi sento di consigliare. 


BLOGGER UNITI PER LE LIBRERIE INDIPENDENTI



BLOGGER UNITI PER LE LIBRERIE INDIPENDENTI


Blogger da tutta Italia si uniscono per sostenere le librerie indipendenti

Una rete informativa formata da oltre 30 blogger, in sole 24 ore

Il 6 aprile in partenza la prima iniziativa


Il mondo editoriale e culturale italiano sta vivendo uno dei momenti più difficili della storia moderna. Il lockdown sta mettendo in ginocchio alcuni tra i più importanti presidi culturali: le librerie indipendenti, luoghi di incontro, scambio di idee, rifugio per ogni stato d’animo. Realtà che rischiano di subire un crollo da cui è difficile rialzarsi.

Secondo dati di Ali Confcommercio, l’associazione di categoria dei librari italiani, la chiusura delle librerie dal 23 febbraio al 25 marzo (la data che consentiva la riapertura stando a un precedente decreto) provocherà perdite di fatturato di circa 47 milioni di euro, pari a circa 16,5 milioni di euro di utili lordi.
In questo scenario così drammatico, cosa è possibile fare per essere d’aiuto? Chi può dare un contributo concreto per far sì che le librerie possano continuare ad esistere?
Questo si è domandata Erika Zini, giornalista e blogger, che da anni opera in ambito letterario con trasmissioni su Radio, TV e presentazioni in Librerie e Festival. E la risposta è stata tanto semplice quanto spiazzante: i blogger, che spesso sono considerati gli outsider del mondo editoriale, sono in realtà coloro a cui i lettori si affidano maggiormente per sapere tutto sui libri, sono tanti e sono distribuiti capillarmente nel nostro paese. E se ognuno, nel proprio angolo di web, potesse parlare delle librerie indipendenti della propria zona, facendole conoscere e facendo sapere che sono operative anche se non aperte al pubblico?
L’iniziativa è piaciuta così tanto che in sole 24 ore hanno aderito oltre 30 blog da 15 regioni d’Italia e sono continuamente in aumento con il solo passaparola.
Questa iniziativa avrà la sua partenza il 6 aprile quando la più grande rete di blogger italiani si sintonizzerà sulle frequenze delle librerie indipendenti della propria zona per portarle ai loro lettori.
Insieme siamo più forti e potremo superare anche questo momento difficilesostiene Erika Zini, ideatrice dell’iniziativa perché è importante che ognuno di noi dia il proprio contributo perché nessuno è troppo piccolo per poter cambiare il mondo.

Per supportare e diffondere l'iniziativa potete usare l'hashtag #bloggerperlelibrerie

I blog aderenti all’iniziativa e i loro sostenitori esporranno questo logo ufficiale per la durata dell’evento.

Per adesioni, sia blogger che librerie, è possibile scrivere a: info@erikazini.com



Grazie alla collaborazione con Giulia del blog J. A. Windgale abbiamo stilato un elenco di librerie indipendenti che coprono la città di Milano e della provincia. Se la vostra non compare e volete partecipare all'iniziativa vi basterà contattare Erika alla mail scritta qui sopra.

Città:

6 ROSSO - Via A. Albertini 6
ALEPH - Piazza Lima 1 - interno MM1
ARIBAC - Via Porpora, di fronte al civico 62
BARAVAJ - Via Cesariano 7
BELLEVILLE - LA SCUOLA - Via Poerio 29
BOCCA – Galleria Vittorio Emanuele II 4
BORSA DEL FUMETTO - Via Lecco 16
CENTOFIORI - Piazzale Dateo 5
CLAUDIANA - Via F. Sforza 12/a
CORTECCIA - Via Bernardino Lanino 11
DEL CONVEGNO - Via Lomellina 35
DELLO SPETTACOLO - Via Terraggio 11
DELLO SPORT - Via G. Carducci 9
DI QUARTIERE - Viale Piceno 1
DON DURITO - OASI del PICCOLO LETTORE - via Giuseppe Gabetti 15
FRATELLI BONVINI 1909 - Via Tagliamento 1
HELLISBOOK - Via Losanna 6
IL COVO DELLA LADRA – Via Scutari 5
IL DOMANI - Piazzale L. Cadorna 9, ang. Via Carducci
IL MIO LIBRO – Via Sannio, 18
INTERNAZIONALE IL LIBRO - Via F. Ozanam 11
ISOLA LIBRI - Via A. Pollaiuolo 5
LES MOTS - Via Pepe 14, ang. Via Carmagnola
LIBET – Via Terraggio, 21
LINEA D'OMBRA - Via San Calocero 29
LINEA DI CONFINE - Via A. M. Ceriani 20
LIRUS - Via Vitruvio 43
MAGAZZINO MUSICA - MaMu - Via Soave 3
MALAVASI – Largo Ildefonso Schuster 1
MILITARE - Via Morigi 15, ang. Via Vigna
MONTI IN CITTÀ - Viale Monte Nero 15, ang. Giardini
NUOVO TRITTICO - Via San Vittore 3
POPOLARE - Via A. Tadino 18
PUNTA ALLA LUNA - Via Carlo Marochetti 27
SCALDASOLE BOOKS - Via Scaldasole 1 ang. Corso di Porta Ticinese
SPAZIO BK - Via Luigi Porro Lambertenghi 20
TEMPO RITROVATO LIBRI – Corso Garibaldi 17
TEMPORIBUS ILLIS - Via B. Garofalo 20
TERRA SANTA - Via G. Gherardini 2
TIRITERA - Via Giuseppe Govone 30
TROVALIBRI - Viale Monte Nero 73
VERSO LIBRI – Corso di Porta Ticinese 40

Provincia

ARTE E ARTE LIBRI - Via XXIX Maggio 54 - Legnano
CENTRO LIBRI LARIZZA - Via Como 9 - Solaro
GALLERIA DEL LIBRO - Via Mauro Venegoni 55 - Legnano
IL SEGNALIBRO - Via Roma 87A - Magenta
LIBRERIA TARANTOLA - Piazza Martiri di Via Fani 1 - Sesto San Giovanni
MEME LIBRI - Via Santa Maria 16 - Parabiago
NON SOLO LIBRI - Via Antonio Stoppani 75 - Seregno


Tra tutte le librerie che ho avuto modo di contattare personalmente, ho potuto raccogliere diverse opinioni sul periodo che l'Italia sta affrontando a causa della chiusura totale. Ringrazio ognuna di queste per l'occasione unica che mi è stata data e per l'attenzione dedicata a questo progetto.

NON SOLO LIBRI - Via Antonio Stoppani 75 - Seregno

La prima realtà che ho voluto assolutamente coinvolgere è la mia fumetteria di fiducia, la Non Solo Libri che ha sede a Seregno. Amo la passione che i proprietari mettono nel loro lavoro, cercando di rimanere quanto più possibile a contatto con i propri lettori, non solo attraverso il canale Youtube attraverso cui elargiscono consigli settimanalmente, ma anche con le lunghe ed entusiasmanti conversazioni che possono durare giornate intere all'interno del loro negozio.

Questo è il loro contributo:

Una fumetteria chiusa per l'emergenza Covid 19 come può continuare a far sentire la sua voce ed arrivare agli appassionati che ha sempre servito? Tanti potrebbero dire vendendo online ma come? E soprattutto non sarebbe sbagliato nei confronti di tutti quelli che non possono? Se il Mondo si deve fermare per risolvere l'emergenza ma anche per permettere alle attività di poter riprendere assieme e senza essere penalizzati, non sarebbe il caso di evitare di cercare di vendere al di sopra di tutto e di tutti? In ogni caso anche solo l'impossibilità di recuperare materiale d'imballaggio, nuove opere o precedenti arretrati e via dicendo, rende la vendita online quasi impossibile sul lungo periodo. I social però possono trasformarci in piccoli dispensatori di consigli cercando di aiutare il lettore alle prime armi ma anche il più saggio, a trovare nuovi stimoli per quelle che saranno sicuramente le prossime opere che riempiranno tutti questi spazi vuoti. L'importante è stare vicini pur essendo lontani ed aiutare anche solo con un momento di svago virtuale per cercare di pensare meno al peggio ed essere pronti per quando potremo finalmente poggiare di nuovo i piedi nei nostri negozi preferiti che alla fine dei conti sono un luogo magico dove sentirsi finalmente a proprio agio, sarà per questo che ci mancano cosi tanto.


LIBRERIA POPOLARE - Via A. Tadino 18
Social: Facebook

Nonostante la chiusura forzata, il proprietario della Libreria Popolare di Milano, Guido Duiella, continua a darsi da fare durante questo periodo attraverso non solo le consegne gratuite a domicilio, ma anche inviando telematicamente dei notiziari di approfondimento molto esaustivi e interessanti. Di seguito riporto un breve estratto:

#VetrineChiuse #LibrerieChiuse
Restate a casa! I libri ve li spediamo noi.

Cari Amici Lettori,
Ci impegna molto, durante la settimana, lavorare per recapitare a domicilio libri a chi desidera leggere nuovi testi. Questa per noi è una nuova esperienza e cerchiamo, nei contatti con chi ci chiede questo servizio, di rimanere librai e non fattorini: così al telefono o per mail manteniamo, per quanto possibile, un dialogo con i lettori che ci faccia sentire meno distanti e vada al di là delle mere informazioni su disponibilità di libri e spedizioni. Questa nuova dimensione di Librai a distanza, ci aiuta a non sentirci del tutto inutili in questo momento di grave emergenza sanitaria e ci conferma che ciò di cui abbiamo tutti bisogno è il dialogo e il confronto con gli altri, in tutte le forme possibili.

Felice il paese che non ha bisogno di eroi! (Brecht, Vita di Galileo)

Pensiamo con rispetto e gratitudine a tutti i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari, gli addetti alle pulizie e alla sicurezza degli ospedali, ai volontari che quotidianamente lavorano sulle ambulanze, il personale delle Case di riposo: loro sono i primi, li abbiamo sentiti nelle interviste in radio o in tv, a non voler essere chiamati "eroi".
Ci spiegano che fanno, con enorme abnegazione e sacrificio, il loro dovere, in prima linea per salvare chi si ammala. Ma sono anche tra i primi a contagiarsi (a migliaia) e a morire, ad oggi 80 solo tra i medici, e a decine tra le altre figure professionali.

Chi volesse andare alla radice del problema della fragilità dimostrata dal sistema sanitario nazionale (che è cosa diversa dal personale medico e sanitario) può leggere utilmente questo libro di Walter Ricciardi, La battaglia per la salute, Laterza.
Ma può anche leggere il Piano Nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale, varato nel 2002 e poi aggiornato negli anni successivi, e chiedersi perché non sia stato attuato per essere pronti a gestire l'emergenza odierna.
O può chiedersi anche perché mancano le mascherine che tutti dovremmo avere e che non si riescono a produrre in Italia in maniera autosufficiente, mentre invece è considerato un bene di prima necessità il caccia bombardiere F-35 la cui costosa produzione prosegue senza problemi: forse perché siamo in guerra?

Parole come pietre: Linguaggio, Verità, Potere

L'abusata e fuorviante metafora guerresca con cui viene descritta questa emergenza sanitaria vorrebbe farci credere che quelle di medici e personale sanitario siano morti quasi inevitabili, perché la guerra è la guerra, si sa, ed ha le sue inevitabili vittime e i suoi eroi.
Ma tutti noi sappiamo che non è così.
Per una riflessione sugli usi fuorvianti delle parole questo articolo del settimanale VitaLa viralità del linguaggio bellico.

Per saperne di più sulle epidemie, consigliamo la lettura del libro di Giovanni Rezza, Epidemie, Carocci.

Democrazia al tempo del Coronavirus

La decisione del parlamento ungherese di decretare lo stato di emergenza a tempo indeterminato dando pieni poteri al premier Viktor Orban annulla il principio stesso della democrazia in quel paese. Questo è l'ultimo ed eclatante esempio di come questa pandemia e la necessità di prendere misure straordinarie (per ordine di grandezza e per misure adottate) ponga in questione il problema della tenuta della democrazia in occidente.
Il dibattito è aperto ed è importantissimo, anche se la narrazione dell'essere in guerra porti ad offuscare se non a negare l'utilità di esercitare una riflessione critica sui provvedimenti via via presi e sui modi con cui vengono attuati.
Non crediamo che il nostro Parlamento corra il rischio di diventare "un bivacco di manipoli" come qualcuno forse vorrebbe, ma non possiamo, in nome dell'emergenza, rinunciare a difenderci anche dal virus dell'antidemocrazia.

Su questi temi vi segnaliamo un intervento video del professor Ugo Mattei,  e il libro del professor Giovanni Ziccardi, Internet, controllo e libertà. Trasparenza, sorveglianza e segreto nell'era tecnologica, Raffaello Cortina Editore, oltre a invitarvi ad una rilettura della Costituzione Italiana, illustrata da Alberto Maritati nel suo libro pubblicato da Laterza.



SPAZIO BK - Via Luigi Porro Lambertenghi 20
Social: Sito - Facebook

Ringrazio la libreria Spazio BK di Milano per l'entusiasmo dimostrato nel partecipare a questa iniziativa:

SpazioB**K ha dovuto chiudere serranda come tutti gli esercizi commerciali ma teniamo viva la relazione con i lettori attraverso tre newsletter settimanali di racconto di libri e sta promuovendo con più energia il proprio sito ecom (www.spaziobk.com), oltre alle richieste di consegne a domicilio nei dintorni della libreria.  Inoltre studiamo meglio il catalogo, riorganizziamo i reparti, recuperiamo lavoro arretrato, ripensiamo al nostro lavoro, progettiamo il futuro calendario dei corsi della libreria e cerchiamo di venire nuove idee tenendo d'occhio quello che si sta muovendo in questo momento, dentro e intorno alla cultura. Coltiviamo questo tempo per resistere, ma soprattutto per continuare a cambiare. Il nostro consiglio è di tenere vive le lucciole, le luci di una cultura umana:
https://www.spaziobk.com/prodotto/libri/come-le-lucciole/ 


TEMPO RITROVATO LIBRI – Corso Garibaldi 17
Social: Sito - Facebook

Ringrazio i proprietari della libreria Tempo Ritrovato di Milano, Deborah e Luca Allodi, per la celerità nel rispondere positivamente al progetto:

Dopo un primo momento di sbigottimento abbiamo deciso che si doveva fare qualcosa, il periodo di stasi si prospettava lungo, era necessario delineare un un nuovo futuro per la libreria, in attesa di tempi migliori. Abbiamo deciso che questo tempo sospeso doveva essere investito per la libreria e i librai del domani. Siamo convinti che da ogni avversità possono nascere delle nuove opportunità e, comunque, avevamo bisogno di vedere positivo. Ci siamo subito messi a disposizione dei nostri lettori invitandoli a chiamarci anche solo per consigli da casa via telefono o tramite mail. Sono poi sopravvenute anche diverse iniziative da parte degli editori e distributori, a sostegno della spedizione dei librai, e il recapito dei libri in tutta Italia è diventata una realtà.
Abbiamo ampliato le modalità in cui essere presenti sui social (video recensioni, recensioni classiche, incontri i diretta fb) senza diventare invadenti o snaturare ciò che siamo.
Da questa settimana abbiamo deciso di riattivare la consegna domicilio, per la quale c’è stato un lungo periodo di incertezza normativa, ovviamente dando massima prioritàalla sicurezza. Consegniamo la dove è possibile quindi a Milano in zona Brera e zone limitrofe.
Stiamo ragionando insieme ad altri editori e librai su come sviluppare il canale digitale per gli ‘incontri’. Paradossalmente questo canale potrebbe consentire di effettuare con più scioltezza e minori costi le presentazioni con autori internazionali o, comunque, originari di luoghi d’Italia distanti dalla libreria.
Certo non è come essere in libreria ma, d’altro canto, da ogni situazione bisogna far affiorare il meglio.
Quello che emerge è che, in questo momento di difficoltà, molti attori della filiera editoriale sono riusciti a fare rete e stanno ancora lavorando per sviluppare altri progetti condivisi che sostengano la lettura e i libro. L’unione e la condivisione portano buone idee e generano energia positiva che aiuta a rinnovare la nostra passione giorno dopo giorno. Non sentirsi soli è una bella forza!


LIBRERIA TARANTOLA - Piazza Martiri di Via Fani 1 - Sesto San Giovanni
Social: Facebook

Sono particolarmente affezionata a questa libreria, sia perché mia mamma a sua volta la frequentava da giovane, sia per la qualità delle iniziative che vengono portate localmente avanti. La Tarantola è una delle più antiche librerie d'Italia, fondata ben nel 1859 e ha conquistato nel 2018 il premio come migliore libreria d'Italia.
Ho avuto modo di parlare a voce con il proprietario, il Sig. Giorgio Tarantola, che ha risposto ben volentieri all'iniziativa presentata:

La situazione è parsa fin da subito non facile. Nonostante la libreria sia chiusa al pubblico, l'attività comunque non si è mai totalmente fermata. Questo è stato possibile attraverso il servizio gratuito di consegne a domicilio locale e anche grazie al progetto nazionale Libri d'Asporto, volto a supportare le librerie indipendenti su tutto il territorio nazionale. I libri possono quindi essere tranquillamente ordinati, tramite la pagina facebook, una mail o un messaggio tramite whatsapp (tutti i contatti sono disponibili sulla pagina)
Di consigli di lettura possono esserne fatti tanti, questi sono i primi che vengono subito in mente:
"La ragazza del Kyūshū" di Seichō Matsumoto edito da Adelphi.
"Il treno dei bambini" di Viola Ardone edito da Einaudi.
"L'angelo di Monaco" di Fabiano Massimi edito da Longanesi.
"Tre piani" di Eshkol Nevo edito da Neri Pozza.


GALLERIA DEL LIBRO - Via Mauro Venegoni 55 - Legnano
Social: Facebook

Grazie mille alla Galleria del Libro per aver voluto partecipare all'iniziativa:

Noi in questo momento viviamo una quotidianità un po' strana: siamo aperti in quanto edicola, ma la libreria è chiusa dal decreto. Quindi ci troviamo ad avere ancora il contatto quotidiano con il pubblico, ma in modo più rapido e senza quelle belle chiacchierate sui libri che facevamo prima. Non ci siamo arresi, però, e ci siamo organizzati per fare consegne a domicilio ai nostri clienti, in modo da non far mancare a nessuno quella medicina per l'anima che sono i libri! Speriamo di tornare presto alla normalità, che per noi vuol dire soprattutto incontri con gli autori (e queste sì, che mancano immensamente!).







giovedì 9 aprile 2020

Review Party: Recensione di "Duplice omicidio a Lotrib" di Luca Betti



Quando la cittadina di Lotrib viene sconvolta da un duplice omicidio avvenuto presso l'Università locale, solo una persona può venire a capo dell'intricata vicenda: il giovane investigatore Darden. Devoto al suo lavoro e grande sostenitore dell'integrazione tra umani e altre creature, l'uomo divide le sue giornate tra le indagini di questo nuovo caso e la vita mondana, caratterizzata dall'amicizia con Kirik e Lasor assieme cui fonda la band dei Frenetica Mente.

Quello che potrebbe essere archiviato di primo impatto come un delitto passionale o un furto finito male, desta in Darden delle domande che scavano nel suo profondo e che lo spingono ad oltrepassare l'evidenza e a conoscere maggiormente il passato delle vittime e delle conoscenze che ruotavano loro attorno.

Il clima di tensione verso il ghetto presente a Lotrib influenzerà le indagini?

A cavallo tra giallo e fantasy, Luca Betti è riuscito a realizzare un'opera ben congegnata e davvero scorrevole. Ciò che maggiormente ho apprezzato è stata l'unione dei generi che ha fatto scaturire all'interno della storia una comunità mista, in cui vivono umani e creature fantastiche e che può rappresentare uno specchio con la società reale. Questo perché ormai l'integrazione con i cosiddetti "stranieri" è ormai lampante ovunque, anche se purtroppo non mancano i casi di razzismo, che ancora spesso macchiano le pagine di cronaca e sono oggetto di denunce aperte sui social. 

In tutto questo, Darden è un personaggio assolutamente positivo, che non vede di buon occhio il conflitto tra coloro che si considerano "normali" e le creature quasi costrette in un luogo circoscritto. Vorrebbe collaborazione e pace e trova naturale stringere amicizie, come quella tra lui, Kirik e il nano Lasor, che è uno dei miei personaggi secondari preferiti. 

Pertanto, l'ambientazione è il punto di forza dell'intero libro, ma le indagini del protagonista sono riuscite a intrattenermi e incuriosirmi, perché scoprire il colpevole dei delitti non è affatto semplice, nemmeno per il lettore esterno. Attimi di tensione e di spensieratezza si amalgamano alla perfezione, fino a ricostruire le giornate tipo di un soggetto comune calato all'interno del contesto in cui vive. L'autore è stato capace di equilibrare molto bene ogni aspetto della sua narrazione, offrendo al proprio pubblico una storia davvero godibile, seppur breve nella sua interezza.

Mi sono sorprendentemente affezionata a questo piccolo mondo, tanto da desiderare e sperare di poterci tornare in una prossima opera. Chissà se i progetti di Luca Betti lo ricondurranno a Lotrib prima o poi, per me sarebbe un'immensa gioia che non mancherei di supportare!

mercoledì 8 aprile 2020

Recensione: "SteamBros Investigations - L'anatema dei Goven" di Alastor Maverick e L.A. Mely



Dopo la scoperta scioccante su loro sorella Emma, Melinda e Nicholas Hoyt partono alla volta di Glasgow in cerca, finalmente di risposte. Ma la sete d'investigazione li porta a vendere i propri servigi alla famiglia Gover, che cerca in tutti i modi di fare luce sui misteri della loro villa maledetta in cui pare che vengano uccisi tutti i componenti uomini. Per arrivare in fondo alla questione, dovranno districarsi tra spettacoli di magia, misteriose e invisibili presenze e altri fatti inspiegabili che metteranno a serio repentaglio la lucidità, già in parte compromessa dalla flebile speranza di trovare qualche indizio che possa ricondurre a Emma.

Gli Steambros sono tornati e questa volta al di fuori della loro confort zone rappresentata dalla città di Londra. A Glasgow dovranno fare i conti non solo con ciò che non è razionalmente spiegabile ma anche con le proprie paure che si scontrano con la speranza di poter avere qualche informazione in più sulla loro sorella scomparsa.

"L'anatema dei Goven" è un'avventura di qualità superiore rispetto a quella precedente, e lo dimostra sia la narrazione più incalzante che la tensione che si respira tra le mura di villa Goven, che preoccupa il lettore su come inciderà sulle sorti di Nick e Mel. I protagonisti sono ancor più caratterizzati e ben definiti e nonostante entrambi abbiano sia pregi che difetti non posso non apprezzarli allo stesso modo. La trama orizzontale è qui più rimarcata rispetto al singolo caso d'investigazione, che non manca di prendere in contropiede il lettore e l'intero epilogo lascia sorprendentemente con il fiato sospeso.
Ho adorato i riferimenti a personaggi realmente esistiti e alla cultura pop moderna, che anche se fuori tempo rispetto a quell'epoca sono stati inseriti in modo appropriato e senza esagerazioni.

Insomma, ci sono tutti i presupporti per un libro finale mozzafiato! Non vedo l'ora di poterlo iniziare per scoprire come proseguirà la storia degli SteamBrothers!

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