sabato 29 febbraio 2020

Review Party: Recensione di "Il mistero di Ash - Le indagini paranormali di Fedor Chestel" di Victoria M. Shyller



Misteriosi quanto terrificanti fatti stanno per sconvolgere il piccolo paesino nel Kenter, Ash. Non solo sono fatti che odorano di morte, ma che si tingono del sangue rosso e innocente di una serie di bambine trovate prive di vita.
Per dare giustizia al dolore dei cittadini, Fedor Chestel e Delvin Fraser si addentrano sempre di più nella vicenda. Stare attenti agli indizi che si presentano davanti agli occhi e cercare di ascoltare la voce soffocata in eterno delle vittime diventa il loro pane quotidiano. Ma il tempo scorre e loro hanno solo sette giorni per riuscire a venire a capo della vicenda.

Il primo elemento che spicca quando ci si trova di fronte a "Il mistero di Ash", è sicuramente quello che richiama i Penny Dreadfuls inglesi, pubblicati a puntate sui quotidiani dell'epoca per intrattenere il proprio pubblico. A maggior ragione, possiamo definire questo primo breve libro come la prima di tante indagini in cui i protagonisti si imbatteranno. Ho adorato l'atmosfera gotica e a tratti horror che costantemente si respira nella piccola cittadina in cui la vicenda è calata e il costante far credere al lettore che nulla è come sembra in apparenza. Come accade agli investigatori, anche chi legge non può fare a meno di porsi domande e di interfacciarsi con la realtà mista a un qualcosa che può sembrare fantasia e che va al di là dell'umana comprensione.

Si rimane impietriti di fronte alla crudeltà e al massacro di anime innocenti, tali perché appartenenti a dei bambini, e questo rende il tutto ancora più inquietante e folle. Approfondire le indagini può voler dire solo una cosa: sprofondare in orrori che forse sarebbe meglio non scoperchiare e per cui ci sarà chi lotterà proprio per affossare la verità.

Ho apprezzato la caratterizzazione dei personaggi principali: Fedor e Delvin ricordano inevitabilmente la squadra intramontabile di Sherlock/Watson, e penso che siano uno splendido tributo ai protagonisti dei gialli di Arthur Conan Doyle. 

Con uno stile semplice e molto scorrevole, la Shyller ha saputo tentarmi con una storia dalle tinte a cavallo del thriller e del noir, con una storia che lascia fin dall'inizio sul filo del rasoio.

La Segreti in Giallo Edizioni ha fatto un ottimo lavoro dal punto di vista della cura grafica, che mi ha colpito subito per lo stile, perfetto per centrare al meglio la storia.

Sono molto curiosa di tornare nel mondo paranormale creato dalla scrittrice, soprattutto per soddisfare il cliffhanger che caratterizza la fine di questa prima avventura.


martedì 25 febbraio 2020

Review Party: Recensione di "La ragazza con la macchina da scrivere" di Desy Icardi



Ci sono eventi della vita cui una persona può assistere solo guardando dall'esterno, perché è impossibile comprendere come sia passarli in prima persona.

Dalia è sempre stata una donna attiva e libera, eppure ora con la vecchiaia un ictus l'ha imprigionata nel suo stesso corpo. Ma qualcosa di prezioso può dare voce ai suoi pensieri e ricordi: muovere i polpastrelli sulla sua Olivetti e lasciare che le parole prendano forma attraverso la scrittura.

Così, entriamo in contatto con la Dalia del passato, una donna che dal presente si evince essere sempre stata forte e che dalle difficoltà ha imparato a rialzarsi ogni volta senza mai darsi per vinta. Dalia diventa così un punto di riferimento per trovare in sé stessi il coraggio di inseguire i propri desideri affrontando le paure per l'ignoto sempre a testa alta.

Il contesto storico in cui la storia è ambientata è ben definito e costruisce una cornice attorno alla vita della protagonista senza invadere il fulcro ma adattandosi a esso. L'opera scorre intensa e al tempo stesso veloce, grazie allo stile di scrittura della Icardi che travolge per la quantità di emozioni che riesce a trasmettere e in cui i lettori possono ritrovarsi ed esplorarsi.

È davvero difficile non apprezzare la penna di Desy Icardi, che con naturalezza mi conquista a ogni pagina, facendomi appassionare ai personaggi e alle ambientazioni da lei create, con una sensibilità estrema che mi commuove e mi fa desiderare di essere migliore.



Review Party: Recensione di "La vita a un passo da noi" di Christian Berkel



L'amore che scoppia nei periodi più bui sembra sempre poter risanare il marcio nato dalla cattiveria umana. Ma al tempo stesso, l'amore nel tempo di guerra non è assolutamente facile da nutrire.

Questo è ciò che accade a Otto e Sala, che si sono conosciuti nel pieno dell'adolescenza, innamorandosi perdutamente com'è giusto che sia nel fiore di quegli anni. Ma la guerra, nonostante non sia ancora scoppiata, lancia dei segnali chiari nei confronti del popolo ebraico, che non è più il benvenuto soprattutto in Germania. Sala, nelle cui vene scorre il sangue di un'ebrea, è quindi costretta a fuggire e a lasciarsi tutto alle spalle, perfino la persona amata nelle cui vene scorre il sangue della cosiddetta razza pura.

Ma la Spagna degli anni Quaranta è tutt'altro che ospitale e la ragazza si trova a passare da un conflitto all'altro, che la costringe ancora una volta a spostarsi, adesso verso Parigi.

Nei meandri della mente di sua madre, ormai anziana e affetta da demenza, l'autore ripercorre una storia dolorosa e commovente al tempo stesso, che unisce fatti realmente accaduti a ciò che Berkel ha dovuto ricostruire attraverso l'immaginazione, fino a creare un'opera che è un tributo che, seppur soggettivo e personale, è degno per i fatti della Seconda Guerra Mondiale. Vita e morte, speranza e resa, amore e odio. Tutto ciò che riguarda l'animo umano è esternato attraverso gli occhi di una donna forte e desiderosa della propria indipendenza. Sala lungo il suo cammino incontra molteplici difficoltà, ma non smette mai di voler raggiungere un posto in cui sentirsi finalmente accettata e in cui potersi esprimere liberamente. Un desiderio tanto puro e naturale, quanto potente e commovente da esprimere, per il contesto storico in cui è immersa.

"La vita a un passo da noi" è un'opera che seppur priva di un ritmo incalzante e deciso, ha in sé una storia valida, frutto di un lungo e tutt'altro che semplice lavoro di ricerca. Christian Berkel è al suo esordio letterario e si pone di fronte al lettore a mente e cuore aperto, per presentare a chiunque voglia una storia vera, unica e speciale.



Review Party: Recensione di "Riverdale: L'albero dei delitti" di Micol Ostow



A Riverdale sembra essere tornata la pace e ora i paesani possono godersi i preparativi dei Riverdale Revels, tradizionale festival del raccolto fondato quasi un secolo prima.
Archie e il suo gruppo sono intenzionati vivamente a godersi la manifestazione senza incappare in nulla di tragico. Ma quando viene riesumata la capsula del tempo sepolta 75 anni prima, riemerge un misterioso scheletro. In quale ennesimo segreto stanno per imbattersi i nostri protagonisti?

Micol Ostow è riuscita ancora una volta ad intrattenermi attraverso uno stile semplice e scorrevole e una storia intrigante e piena di misteri da svelare. Al contrario del libro precedente, in questo si da più importanza alla trama che all'approfondimento vero e proprio dei personaggi, che si limitano a essere meri spettatori senza una vera e propria evoluzione. Certo è vero che L'albero dei delitti aggiunge un tassello in più alla caratterizzazione della cittadina di Riverdale, che non smette ancora di sorprendere attraverso nuovi eventi del passato. Attendo il quarto volume con molta curiosità, anche per scoprire come l'autrice ha deciso di strutturare l'episodio successivo delle avventure di Archie e della sua banda.


venerdì 21 febbraio 2020

Review Party: Recensione di "Endymion: I canti di Hyperion - Libro due" di Dan Simmons



Tre secoli ormai ci separano dalle vicende di Hyperion, ma il viaggio spaziale cui Dan Simmons ci ha abituato con i suoi canti non è ancora finito. Ora è nella mente di Raul Endymion, che rammenta la missione affidatagli da Sileno: salvare la piccola Aenea dalle minacce esterne, una volta che questa sarà uscita dalle Tombe del Tempo.

Il nuovo pellegrinaggio, affronta la visione delle rovine della rete di Telereporter, ripercorrendo ogni fine apocalittica che la civiltà umana ha dovuto affrontare e la nuova genesi che ogni volta ne è scaturita.

In Aenea è racchiuso un destino oscuro legato a un'ancestrale profezia, che renderà il viaggio di soccorso tutt'altro che semplice. Conscia e timorosa del potere posseduto, la Chiesa farà di tutto per impedire un nuovo cambiamento che può compromettere la sua autorità e al tempo stesso modificare il corso dell'universo come mai accaduto in precedenza.

Con questo nuovo corposo volume, ci troviamo di fronte a un clima di avventura spaziale che si discosta come atmosfere da ciò che ha caratterizzato la prima parte di Hyperion. Ciò non è per nulla negativo, dal mio punto di vista, semplicemente è qualcosa di differente, come se l'autore avesse voluto sperimentare e giocare con uno dei suoi vasti mondi. Endymion fa divertire e al tempo stesso riflettere su molti argomenti, come il potere dell'indottrinamento, che può causare l'influenza cieca e la disintegrazione di un individuo.
I colpi di scena sono la salsa speziata che movimentano il tutto, rendendo la lettura avvincente e dando maggiore ritmo alla storia. Ancora una volta, l'opera di Dan Simmons conquista in modo infallibile!

Se non avete letto il primo libro dei canti di Hyperion, leggere questa seconda parte potrebbe risultare confusionaria e disorientante, per gli innumerevoli riferimenti a fatti e personaggi visti in precedenza. Posso comunque assicurare che nel complesso Dan Simmons è un autore da recuperare assolutamente se si vuole seguire quel filone letterario fantascientifico che si presenta corposo, ricco e mentalmente soddisfacente.



giovedì 20 febbraio 2020

Review Party: Recensione di "La figlia del peccato" di Emily Gunnis



Sussex, 1959. All'interno di un convento, luogo di pace e preghiera, prendono vita vicissitudini inquietanti che vanno oltre l'immaginario. Lo si osserva attraverso gli occhi e le parole vergate su carta di Ivy e si percepisce l'orrore impronunciabile che ha dovuto subire. Lei, così come altre donne e bambini. Come avere davvero la salvezza?

2017. L'agguerrita giornalista Sam trova e legge il contenuto delle lettere di Ivy e si pone come obiettivo di svelare al mondo tutti i retroscena. Ma spesso, più si va a fondo di una vicenda e più vengono a galla fatti inaspettati. E come fare a dimostrare la verità, quando quello stesso convento sta per essere raso al suolo?

A cavallo tra due epoche, Emily Gunnis è riuscita a tessere una storia sorprendente, ricca di tensione, colpi di scena ed emozioni contrastanti che lottano tra loro e fanno a gara per riuscire a emergere. Il lettore si trova di fronte ad un thriller magistralmente architettato, che nonostante sia disseminato di particolari scabrosi ha come obiettivo di tramandare la purezza dell'amore, un amore spropositato sotto ogni forma possibile che attraversa il tempo e diventa etereo, pronto ad illuminare anche la scena più cupa. Lo stile di scrittura dell'autrice è incredibilmente scorrevole e calamitante: in un baleno vi ritroverete dall'inizio della storia a metà, per poi arrivare all'epilogo senza quasi accorgervi. Non per questo il viaggio fila liscio: la preoccupazione è una costante in ogni capitolo, non si può fare a meno di rimanere col fiato sospeso e con il timore che gli avvenimenti accadano in un modo totalmente rovinoso per i personaggi, che sia questo già successo oppure no.

"La figlia del peccato" è un romanzo intenso, volto a denunciare situazioni di degrado date principalmente dal bigottismo sociale, che non fa altro che rovinare vite piuttosto che redimerle. Per questo entra in azione una donna figlia del suo tempo, che farà di tutto per imprimere nella memoria del presente ciò che nel passato doveva essere soffocato e gettato in un angolo buio. Forza e delicatezza si fondono in un desiderio di emancipazione che commuove e insegna a tenere sempre la testa alta, anche di fronte all'ingiustizia più grande.


martedì 18 febbraio 2020

Review Party: Recensione di "Grass Kings - I Re della Parateria" di Matt Kindt e Tyler Jenkins



Le origini di un popolo hanno radici profonde nella terra natia, un luogo che per secoli ha visto passare su di sé le stagioni e il loro peso, dal caldo al freddo, l'evoluzione culturale e tecnologica, ma soprattutto il sangue versato per dimostrare l'appartenenza.

Questo è ciò a cui si viene introdotti nelle prime pagine di Grass Kings, una graphic novel che illustra una terra selvaggia che diviene sempre più all'avanguardia, ma che non dimentica il proprio passato e il desiderio di coloro che vogliono costantemente rivendicare il proprio dominio. Il Regno della Prateria è governato da tacite leggi che prendono forza dagli antichi antenati e sprofondano nell'amore spropositato per la terra in cui si vive, quella stessa terra selvaggia teatro di scontri di cui sembra si possano ancora sentire gli echi.

In un delicato equilibrio tra pace e tranquillità, si snoda la storia di tre fratelli, i Re che custodiscono i confini della propria casa ogni giorno con dedizione estrema. Ma il male può annidarsi dove meno ce lo si aspetta e attendere anche degli anni prima di uscire allo scoperto e infettare come un morbo, per seccare fino all'ultimo granello di terra. Così, i combattimenti per il possesso assoluto sembrano dover inevitabilmente ricominciare.

Attraverso un'atmosfera di calma apparente, si assiste con sempre più prepotenza agli incubi che dalla notte iniziano a tormentare anche il giorno, attraverso uno stile di disegno semplice nei tratti ma potente nei colori. Come su una tavolozza, si passa di pagina in pagina dalle sfumature chiare e soffocanti del paesaggio a quelle violacee e fredde degli animi dei personaggi, sempre più minacciati e sempre meno al sicuro. Il tutto in un ambiente rurale, che nonostante il progresso sembra rimanere comunque indietro rispetto all'America fatta di palazzi con altezze vertiginose, luci e odori forti, persone che si riversano tra le strade come tante formiche.

"Grass Kings" è un inno al patriottismo e all'indipendenza che sfoggia con orgoglio non solo i legami umani ma anche il dolore della perdita e del rimorso attraverso uno stuolo di personaggi che fanno riflettere e commuovere. Riscoprire valori del passato potrebbe essere, se lo si prende dal verso giusto, un modo per migliorare il presente e sconfiggere le minacce più comuni della vita.


Blog Tour: "Tutti i Racconti" di Arthur C. Clarke - Settima Tappa


In questa tappa del blog tour dedicato al primo libro Urania della collana Oscar Draghi targata Mondadori, approfondirò per voi 8 racconti che trovate all'interno della raccolta completa di Arthur C. Clarke.

Si possono delineare due filoni narrativi, uno formato da Tre per la luna e l'altro formato dagli altri sette racconti: Cose che succedono, Il Pacifista, L'Orchidea Recalcitrante, Spirito Esplosivo, La Defenestrazione di Ermintrude, Ritmo Assoluto e I Prossimi Inquilini.

Per quanto squilibrato possa sembrare, in realtà è tutto frutto dello studio di Clarke, che si è divertito a spaziare attraverso generi e metodi di narrazione differenti, ma che rendono l'intera raccolta davvero speciale.

Il filone più grande è più comunemente definito "All'insegna del Cervo Bianco", luogo che prende nome dal maestoso animale per definire il locale in cui periodicamente i grandi studiosi e scienziati si ritrovano per condividere le proprie esperienze, gli aneddoti più memorabili e le scoperte dell'ultimo minuto. Il tutto attraverso l'occhio vigile di Harry Pulvis, da cui tutto passa e assiste alle vicende accanto a noi lettori. L'elemento più particolare è la fusione tra realtà e fantasia, data dalla presenza di personaggi realmente esistiti che si affiancano a volti inventati, ma che probabilmente racchiudono in sé pezzi di coscienza di altrettante menti brillanti che hanno lasciato un'impronta nel mondo. I racconti passano dal più analitico al più bizzarro, stuzzicando la fantasia e divertendo, attraverso la scoperta dell'ennesima avventura raccontata.

Il secondo ciclo di storie invece è "Tre per la luna", una serie di sei racconti commissionati dal London Evening Standard nel 1956. Prima divisi, ora vengono proposti tutti insieme, in modo da avere un ritmo narrativo sicuramente più fluido e continuativo. Russi, inglesi e americani. Diversi paesi, ma accomunati da un team di astronauti impegnati in una delle imprese più memorabili della storia dell'umanità: quella che riguarda la spedizione sulla Luna. Il sogno di andare oltre i limiti del pianeta si lega al progresso tecnologico e scientifico, di cui Clarke fa un tributo davvero ben scritto. Anche qui, la sua verve divertente è davvero spassosa e non risulta affatto fuori luogo nei confronti di un'impresa tutt'altro che semplice da portare a termine. Anzi, si amalgama perfettamente all'aspetto analitico di tutta la vicenda.

Nonostante l'elemento scientifico possa sembrare appassionante solo agli addetti ai lavori, l'autore è stato in grado di far passare ogni messaggio nel modo più semplice possibile, rimanendo tecnico ma al tempo stesso capibile da chiunque. Elogia i grandi del passato, ma senza metterli sul piedistallo e mostrandoli per quelli che sono davvero: esseri umani, così piccoli ma al tempo stesso così ambiziosi da voler raggiungere le stelle e gli angoli dello spazio. Ogni racconto trasuda la curiosità e la passione di chi ci ha preceduto e che ha contribuito a scoperte sensazionali dipese solo dalle loro possibilità.



Segnalazione: "Cristalli di sogni e realtà. La cultura di Final Fantasy"



Quando ho visto l'annuncio sui social ieri pomeriggio non ho potuto fare a meno di esultare, perché quella che sto per presentarvi è un'opera meritevole, creata da persone davvero molto meritevoli.

Sto parlando di "Cristalli di sogni e realtà. La cultura di Final Fantasy", un saggio tutto italiano dedicato a una delle saghe videoludiche più famose a livello mondiale. Il libro, edito da Edizioni Unicopli, raccoglie una serie di otto saggi tutti legati alla cultura e alle emozioni che Final Fantasy ha trasmesso nel corso del tempo.

Titolo: Cristalli di sogni e realtà. La cultura di Final Fantasy
Autore: Francesco Toniolo (di seguito i nomi degli autori dei singoli saggi)
Editore: Unicopli 
Collana: Game culture
Formato: Brossura
Pagine: 170
Pubblicazione: Febbraio 2020 
Prezzo: € 15.00

Opera:
Cristalli di sogni e realtà. La cultura di Final Fantasy propone, fin dal suo titolo, una serie di otto saggi che approfondiscono alcuni aspetti della cultura dietro e intorno a Final Fantasy con un approccio umanistico. La saga viene di volta in volta osservata con lenti diverse, legate al vissuto personale e agli studi degli autori coinvolti, i cui profili spaziano dall’accademico allo youtuber. Non si tratta, quindi, di una panoramica complessiva sulla serie, ma di specifici affondi su argomenti poco trattati e curiosi. I temi di questi otto “cristalli” spaziano dal profetismo alla libertà di scelta, dall’oplologia alla storia del Giappone, dal senso della morte alla narratologia, dalle fanfiction al branded content. Con contributi di Lara “Phenrir Mailoki” Arlotta, Carlo Alessandro Bonifacio, Gabriele Campagnano, Livio Gambarini, Luca “GamerDex83” Mandara, Lorena Rao, Marco Seregni e Francesca Sirtori.

A capo del gruppo troviamo Francesco Toniolo, grande appassionato di videogiochi che ha saputo mettere in piedi e gestire una squadra di veri esperti ed estimatori del settore. Di seguito vi lascio l'indice, giusto come prima impressione:

- "LIBERI FATALES. Profezia e Apocalittica in Final Fantasy" di Carlo Alessandro Bonifacio

- "IL GIOCO DELLA LIBERTÀ. Modi e paradossi nella costituzione dell’esperienza ludica" di Marco Seregni

- "LA BUSTER SWORD E IL GIGANTISMO DELLE SPADE FANTASY" di Gabriele Campagnano

- "FINAL FANTASY FRA STORIA CONTEMPORANEA E IMPERI TOTALITARI" di Lorena Rao

- "FINAL FANTASY VII: IL LUTTO NECESSARIO" di Luca Mandara

- "FITHOS LUSEC. Passeggiate narrative in Final Fantasy VIII" di Livio Gambarini

- "FANFICTION. Il potere nascosto nella fantasia del pubblico" di Lara Arlotta

- "FINAL FANTASY, IL BRANDED CONTENT E IL REVERSE PRODUCT PLACEMENT" di Francesca Sìrtori

Il libro sarà presto disponibile online, ma potete recuperarlo alla prossima edizione del Cartoomics di Milano dal 13 al 15 Marzo. Tenetemi da parte una copia, vi prego!


lunedì 17 febbraio 2020

Review Party: Recensione di "L'assassino che è in me" di Jim Thompson



« È questo che ero, e non potevo cambiare. Anche se non ci fossero stati rischi, dubitavo di poter cambiare. Avevo finto così a lungo che ormai non dovevo più farlo. »

Lou Ford è il classico vicesceriffo di una classica cittadina fin troppo tranquilla: la Central City degli anni 50. Gentile e cordiale, l'unico difetto che potrebbe avere è essere logorroico, ma la gente sopporta perché nel suo lavoro è proprio efficiente. "Davvero una brava persona", questo è ciò che tutti dicono.

Eppure dietro una facciata di pura umanità, qualcosa si annida nel buio della mente. Bussa lentamente, prima con calma e poi sempre con più insistenza, fino a emergere ed esplodere in un modo totalmente inaspettato. Un godimento dato dal disagio degli altri e dal fingere di essere qualcuno che in realtà non è.

Come può evolversi la situazione quando sulla scena di delitti efferati si trova sempre la presenza dello stesso, rassicurante sceriffo?

La mente di Lou è un viaggio ossessivo che lascia la pelle d'oca, letteralmente. La spirale di negatività in cui si cade è qualcosa di davvero inquietante da seguire, perché parte con un tono ridicolmente ironico e leggero fino a cadere in ragionamenti contorti e diabolici, che fanno comprendere al lettore chi sia davvero il protagonista della storia. Jim Thompson si diverte in un modo che rasenta il sadismo a scavare nella psicosi umana fino al fulcro malato che diviene simbolo di una parte insita in tutti noi. Siamo gli unici a conoscerci davvero nell'intimo, quando ci troviamo da soli a fare i conti con noi stessi.

"L'assassino che è in me" non è solo un'opera che merita di essere scoperta, ma è sicuramente degna di nota all'interno del panorama letterario noir.

venerdì 14 febbraio 2020

Review Party: Recensione di "Hyperion: I canti di Hyperion - Libro uno" di Dan Simmons



Quando ci si trova al cospetto di un'opera mastodontica nel suo genere si ha sempre un mix di emozioni e pensieri contrastanti. La curiosità si mescola al timore di non riuscire a stare dietro alla storia, soprattutto quando si osserva visivamente la mole delle pagine dei libri.

"Hyperion" è una delle opere più importanti del genere fantascientifico e riuscire a sviscerare la trama evitando anticipazioni di sorta non è per nulla facile. Questo perché Dan Simmons srotola gli elementi che trainano la narrazione un po' alla volta, prendendosi il tempo di presentare ogni personaggio e i luoghi di partenza fino a convogliare al fulcro e accompagnando il lettore fino a fargli capire dove ci si sta dirigendo.

Non è solo un viaggio spirituale, ma un viaggio vero e proprio di dimensioni incalcolabili, perché non include una sola terra ma connette intere galassie. Questo grazie allo sviluppo tecnologico che ha portato l'umanità verso scoperte incredibili. Così, dopo il Grande Errore che ha distrutto il nostro pianeta, nasce una nuova federazione denominata l'Egemonia dell'Uomo. Quando si affaccia un'ingombrante minaccia, vengono selezionati sette pellegrini che intraprenderanno il cammino verso Hyperion, luogo misterioso in cui sono custoditi degli antichi manufatti: le Tombe del Tempo.

Ognuno di loro ha un desiderio da esprimere e una lunga storia di intenzioni che li precede. Riusciranno nei loro scopi e a tornare illesi da un luogo importante per il genere umano ma altrettanto sconosciuto?

L'autore, in ogni sua opera, ha la capacità incredibile di avere il controllo su ogni elemento del mondo da lui creato. Questo è giusto puntualizzarlo, perché spesso capita di imbattersi in storie aventi anche una buona base di fondo ma sviluppata male, con incongruenze e buchi non colmati, come se la storia si fosse ribellata al proprio creatore. Per quanto sia una situazione obiettivamente affascinante, nella realtà ottiene solo il risultato di essere negativamente criticata.

Dan Simmons ha studiato l'ambientazione in ogni più piccolo particolare, tanto che se si gira un angolo non descritto tra le pagine, sono certa che il lettore potrebbe trovare altre curiosità tutte da scoprire. Non solo le terre esplorate, ma anche le culture radicate e le innovazioni sviluppate rendono il tutto assolutamente realistico, tanto da chiedersi se davvero, tra qualche secolo, la nostra civiltà potrà avvicinarsi anche solo un minimo a quanto descritto.

"Hyperion", che nella nuova edizione Mondadori è divisa in due grandi blocchi narrativi, è un'opera che sa coinvolgere attraverso la minuziosità dei particolari e grazie alle storie dei singoli protagonisti che non sono mai uguali l'una all'altra e che stuzzicano i ragionamenti del lettore che cerca di capire e anticipare, invano, le rivelazioni disseminate tra i capitoli. Ed è proprio questo che mi fa amare un libro e il suo autore alla follia: la sua capacità di stimolarmi e mettere più volte tutto in discussione.

Non posso fare altro che consigliare la lettura, che seppur non facile e molto impegnativa, può essere adatta sia ai lettori forti del genere sia a coloro che vogliono approcciarsi attraverso un battesimo del fuoco di cui difficilmente ci si può dimenticare.




lunedì 10 febbraio 2020

Review Party: Recensione di "La strada" di Ann Petry



A volte i sogni e i desideri sono molto più lucidi e potenti della realtà. 

Lutie, a cavallo degli anni Trenta, è fermamente convinta, così come molte altre persone, che New York potrà darle una vita dignitosa e un posto in cui poter crescere il figlio Bub, lontana dai soprusi di un uomo ingiusto. 

Eppure, ad accoglierla ci saranno i pregiudizi e le leggi dei bianchi, che discriminano quelli come lei fino a isolarli nei ghetti. Come trovare il lato positivo delle cose di fronte all'ennesima situazione di malefatte eticamente contorte?

Con uno stile fluido e diretto, Ann Petry è riuscita a rendere il suo personaggio un simbolo di rivalsa di un popolo non ascoltato per troppo tempo, denunciando violenze fisiche e psicologiche anche per chi una voce non è mai riuscito ad averla. Lo fa con una genuinità sorprendente e mostrando l'orgoglio di un popolo che ha sempre avuto dei diritti ma che non ha potuto rivendicarli fino a un dato punto in poi. Ancora adesso, spesso si è ben lontani dalla giustizia. 

Lutie ha tracciato una strada nuova non solo per sé e Bub, ma per tutta la gente che come lei vuole avere una vita normale e per cui vale la pena essere vissuta. Lotta con una determinazione ispiratrice, lucida e conscia di un obiettivo che dovrebbe essere normale e avvicinabile per tutti ma così incredibilmente lontano per molti. 

Il romanzo di Ann Petry viaggia nel tempo rispecchiando con imbarazzante costanza la società come la conosciamo, americana e non, ripresentando razzismo, calunnie e maldicenze radicate sempre troppo profondamente nella mente dell'uomo, che sfrutta la paura per giustificare le proprie azioni, senza vergognarsi e senza riflettere. 

La riflessione è data proprio dal libro, che guarda in faccia il lettore e lo mette di fronte alla nuda realtà e agli errori che continuano a essere commessi, ancora e ancora.


venerdì 7 febbraio 2020

Review Party: Recensione di "Sulle orme di un padre" di Danielle Steel




Dopo gli anni della guerra passati come schiavi nel campo di concentramento di Buchenwald, Jakob ed Emmanuelle possono iniziare una nuova vita. Conosciutisi in mezzo agli orrori più indicibili, i due hanno trovato forza nell'amore che li ha fatti sopravvivere, portandoli verso la tanto agognata America. Nel corso degli anni, entrambi lavorano sodo, cercando di offrire quanto più possibile al loro amato figlio Max, fino a dargli la possibilità di frequentare la prestigiosa università di Harvard e di prendere in mano l'eredità lavorativa del padre. Ma abbagliato dalla ricchezza, Max si allontana sempre più dagli insegnamenti dei genitori, desiderando ancora e ancora, fino alla frenesia.
Ritornando sui propri passi, Max ripercorrerà la storia di Jakob ed Emmanuelle, per riappropriarsi dei valori più importanti, capire di cosa ha veramente bisogno e quale sia il suo posto nel mondo.

Attraverso una storia di finzione, Danielle Steel traccia il percorso straordinario di due anime straordinarie, che nonostante abbiano attraversato l'inferno sono riusciti a riprendersi ciò che era stato strappato loro e a coltivare i propri valori, per lasciarsi il passato alle spalle. Jakob ed Emmanuelle sono un esempio di come si possa essere eroi nella vita di tutti i giorni, affrontando la tragedia più grande guardando sempre al futuro. Avrebbero potuto passare la vita nell'odio e nella rabbia, invece hanno investito sul loro amore per lasciare una testimonianza di positività e speranza.

"Sulle orme di un padre" è una storia con tematiche forti, che unisce il dolore e il dubbio all'amore spropositato di una famiglia apparentemente comune, che sa condividere genuinamente con il mondo una vera e propria filosofia di vita.

giovedì 6 febbraio 2020

Review Party: Recensione di "La confraternita degli storici curiosi" di Jodi Taylor



Cosa si può nascondere dietro il lavoro di uno storico? Questo è ciò su cui si trova ad indagare il lettore quando entra a che fare con l'Istituto Saint Mary e chi lo frequenta. Madeleine si è appena addentrata tra queste affascinanti mura ma ben presto scoprirà che la divisione di storici in cui entra a far parte ha tutta l'intenzione di basare le proprie ricerche sul viaggio nel tempo. Un lavoro che si rivela ben presto mortalmente pericoloso e molto difficile da accettare, soprattutto quando si conoscono certe catastrofi storiche in cui non si può in alcun modo interferire.

Il libro di Jodi Taylor incanta il lettore con le sue atmosfere un po' mistiche che sanno inglobare a sé all'interno della storia creata e non solo intrattengono ma fanno riflettere molto sulle conseguenze delle azioni. Seguire Madeleine in questa follia è divertente e molto interessante, anche perché affronta un'esperienza in grado di cambiarla per sempre, in positivo o negativo che sia. C'è molta azione e per questo il ritmo narrativo e ben serrato, a volte forse troppo.

"La confraternita degli storici curiosi" ha un bel potenziale che spero possa essere approfondito maggiormente nei successivi libri, sia per quanto riguarda la trama in sé che nell'evoluzione dei personaggi descritti. 


Review Party: Recensione di "Terre Sommerse" di Kassandra Montag



In un prossimo futuro, il mondo sarà cambiato. La terra non è più abitabile perché coperta dall'acqua e solo le montagne riescono ancora a emergere. La gente si riunisce in bande e viaggia alla ricerca di terreno da conquistare. Myra e sua figlia Pearl stanno facendo del loro meglio per sopravvivere affidandosi solo a se stessi, non fidandosi di nessuno. Lo scopo di Myra è proteggere Pearl e trovare Row, l'altra figlia rapita durante l'ultima alluvione. Rapita dall'uomo che Myra amava.

Terre Sommerse è un prodotto completamente originale e di grande impatto. Con l'attuale attenzione ai cambiamenti climatici, è tempestivo e è molto facile vedere come un mondo come questo potrebbe essere possibile. La storia è un brillante ritratto del crollo dell'umanità. Quando non abbiamo nulla, cosa siamo disposti a negoziare o rischiare? Di chi ti fidi quando la persona di cui ti fidavi di più ha rapito tuo figlio? Rischi di aprirti a nuove persone o indurisci il tuo cuore e ti prendi cura di te stesso?

Questo libro è una lettura epica. È pieno di azione vivide nell'immaginazione. Preparatevi a un viaggio intenso in cui non si ha la sicurezza di un lieto fine, ma nel complesso davvero sorprendente.



Review Party: Recensione di "Ventuno verità sull'amore" di Matthew Dicks



Liste ed elenchi puntati non danno anche a voi un senso di pace e controllo?

A me piace molto stilarne, a centinaia, per ogni cosa. Certo, poi per alcuni aspetti riesco comunque a essere una tremenda pasticciona, ma lo scrivere una serie di cose da fare, ricordare, di oggetti e molto altro mi dà sempre un senso di appagamento. 

Per questo mi sono trovata subito a mio agio con la lettura del libro di Matthew Dicks, in cui si seguono le vicende del librario Daniel Mayrock, alle prese con un'attività in fallimento e l'amore incondizionato per la propria quotidianità.
Ama sua moglie, Jill, e presto potrà abbracciare il figlio in arrivo. Per questo cerca di non perdersi d'animo e di andare costantemente alla ricerca non solo di una soluzione ai suoi problemi ma anche verso la meta che potrà farlo sentire davvero felice.

"Ventuno verità sull'amore" è un libro concettualmente semplice e molto scorrevole, ma che sa farti soffermare sulle piccole cose, strapparti un sorriso e farti riflettere sulla propria condizione personale. La struttura è molto particolare, perché fatta a elenco e segue i pensieri del protagonista, che descrive un uomo verosimile e in cui tutti si possono rispecchiare.

Il lettore è libero di poter leggere il libro decidendo autonomamente il ritmo, in quanto godibile sia letto tutto d'un fiato che con tutta calma. 

Ogni tanto letture di questo tipo sono necessarie, perché fanno bene all'anima ed è come se riuscissero a sanarla.



mercoledì 5 febbraio 2020

Cover Reveal: “Non dobbiamo stare vicini” di Ester Bradamante



Oggi vi presento la cover di "Non dobbiamo stare vicini" di Ester Bradamante.

Data di pubblicazione: 26 febbraio 2020
Titolo: Non dobbiamo stare vicini
Autore: Ester Bradamante
Genere: rosa contemporaneo/commedia romantica 
Editore: self publishing  
Prezzo eBook: in promo a 0,99 euro fino all’11 Marzo
Prezzo cartaceo: 11,90 euro 

TRAMA:

New York. Sara e Luke hanno un passato ingombrante e il loro presente è scandito da regole precise che si sono autoinflitti. L'unica cosa che apparentemente hanno in comune è l’amicizia con Juls: infatti i tre lavorano nella stessa società.
Sara è una ragazza riservata e decisa, conosce Juls dai tempi dell'università e da allora non si sono più lasciate.
Luke lavora nello stesso settore di Juls ed è un playboy che non vuole legami. Per lui Sara è solo la migliore amica di Juls.
Tuttavia, la vita non sempre va come si vuole e, beffarda, si prende gioco dei due.
Sara e Luke riusciranno a gestire le conseguenze di un assurdo imprevisto?

BIOGRAFIA AUTRICE:

Nata a Taranto il 3.11.1975, mi laureo in Psicologia a Trieste, dove ora vivo. Moglie di Gianluca e mamma di Sara, lavoro part time in uno Studio Legale. Ho la fortuna di avere alle spalle una famiglia molto unita. Fin da piccola ho letto di tutto, ma recentemente mi sono appassionata ai romanzi rosa che divoro in maniera compulsiva (ho seri problemi a staccarmi dalle storie e finisco i libri in pochi giorni). Amo i viaggi, le scarpe, la Nutella e uscire con le mie amiche. Adoro qualsiasi tipo di musica e accendo la radio in ogni momento della giornata. Sono anche una Blogger del gruppo “The Reading’s Love – L’amore per i Libri” per il quale scrivo recensioni.

“Tutto è destino” è il mio primo romanzo (settembre 2018).



Review Party: Recensione di "Inferno sulla terra" di Jim Thompson



Quanto può essere potente il potere della paura? 
Quanto può essere deleteria la continua insoddisfazione e frustrazione?

Con uno stile crudo e diretto ci addentriamo nei meandri della mente e della vita di Jimmie Dillon, uno scrittore sull'orlo del baratro che non vede uno spiraglio di appagamento nemmeno in ciò che scrive. Accerchiato da un ambiente in cui l'indifferenza la fa da padrona e da persone con intense emozioni e convinzioni, l'uomo cerca di attaccarsi al valore che per lui hanno le sue storie, desiderando di conquistare il consenso del pubblico, invano. Anziché trovare spunti, critiche costruttive, incitamento a proseguire, Jimmie è costretto in un costante muro sociale, dove l'egoismo e l'approfittarsi del prossimo sembrano le uniche armi per una vita di successo.
Eppure, lui non è così. E anche di fronte a un blocco cerca sempre di agire in un modo che dovrebbe essere considerato eticamente giusto ma che non fa altro che prendersi beffe di lui ancora e ancora.

"Inferno sulla terra" è un viaggio mentale drammaticamente vicino a chiunque abbia mai avuto delle difficoltà nella vita. Addentrarsi nei pensieri sempre più ossessivi del protagonista fa emergere con prepotenza le debolezze insite in ognuno di noi, che rispecchiano e trovano similitudini con ciò che Jimmy sta passando. Questa è una lettura impegnativa e non facile da digerire, perché più si scava nella psicosi più si rischia di perdersi al suo interno. Una e una sola è la domanda che può mettere a repentaglio il futuro: perseguire i propri sogni o rinunciarvi e somigliare un po' di più alla società in cui si è immersi? HarperCollins ha portato in Italia un'opera del 1942 che sa adattarsi perfettamente ai dubbi che scombussolano molti che vivono ora, offrendo un libro molto particolare e complesso che richiede del tempo per farsi apprezzare, lasciando addosso una buona dose di turbamento che personalmente mi sconfigge i sensi e mi lascia prosciugata. In balia dei demoni da combattere.



martedì 4 febbraio 2020

Review Party: Recensione di "Non devi dirlo a nessuno" di Karen M. McManus



« È come se riuscisse a vedere in quell’angolo segreto della mia mente in cui io cerco di non andare spesso, perché è lì che vivono le mie domande su che cosa è successo davvero tra Declan e Lacey. Quell’angolo che suscita in me orrore e vergogna in parti uguali, perché di tanto in tanto si immagina il mio irascibile fratello perdere il controllo proprio nel momento sbagliato. »

Ellery ed Ezra, fratelli gemelli, intraprendono il viaggio che li porterà nella piccola città di Echo Ridge, dove è nata e cresciuta loro madre e in cui la nonna li sta aspettando. Il paese risulta subito pittoresco ma tutto sommato tranquillo. Eppure, un cadavere sconvolge le loro esistenze in una notte piovosa, trasformando ai loro occhi la cittadina, che di colpo viene vista sotto una luce diversa, quella dell'inquietudine e delle paure. Ma in Ellery scorre la passione per il mistero e non può fare a meno di iniziare a indagare, al fianco del giovane Malcolm il cui fratello è sospettato di uno degli omicidi più spietati e noti di Echo Ridge. Le indagini dei due non filano lisce, ma vengono continuamente ostacolate da minacce esterne che iniziano a manifestarsi in tutta la città.

Con un'ambientazione fredda e una tensione costante, il nuovo libro di Karen M. McManus ricalca la suspence tipica dei thriller americani, ma con una qualità notevolmente alta. La trama è un susseguirsi di intrighi che si intrecciano perfettamente con la profondità dei personaggi creati. Ogni colpo di scena è inaspettato e imprevedibile, rendendo nel complesso la lettura davvero avvincente e adatta sia a un pubblico giovane che adulto. 



lunedì 3 febbraio 2020

Segnalazione: "Noi e null'Altro" di Luisa Distefano



Per me è un immenso piacere, quest'oggi, presentarvi un libro di poesie scritto da una persona stimata: sto parlando di "Noi e null'altro" di Luisa Distefano, collega di letture e responsabile del sito I Sussurri delle Muse.

Di seguito trovate i dettagli e qualche estratto! A presto con la recensione!

PRESENTAZIONE DEL LIBRO.

Noi e null’Altro è nato quasi per caso. 


Mi piace scrivere, scarabocchiare su foglietti volanti frasi e dediche, trovare l’ispirazione di un pensiero in rima nei momenti più impensabili della giornata e appuntare quelle parole, per poi riprenderle, rielaborarle e rimetterle insieme per crearne una poesia e poi inviarla a mio marito per corteggiarlo durante la giornata, per dargli un buongiorno diverso quando siamo lontani per lavoro o semplicemente per dirgli Ti Amo a modo mio.

Così ho voluto raccogliere tutte le poesie più significative che ci siamo scambiati in un file e ho pensato, perché non pubblicarle? Perché non provare a emozionare con parole semplici?

Mi sono chiesta se in un mondo digitale si ci scriva ancora poesie con carta e penna. Forse saremo in pochissimi ancora a farlo, ma sono convinta che a tutti piace essere corteggiati, ricevere delle dediche d’amore, anche tramite un messaggio di WhatsApp o un post su Facebook.
Però in molte occasioni si condividono delle frasi già scritte, che per quanto possano essere belle e colme di significato, non riescono ad esprimere i sentimenti che vogliamo condividere.

E così, Noi e null’Altro ha preso vita andando ad occupare un posto importante tra i miei libri già pubblicati, in cui obiettivo principale è parlare d’amore.
Spero che con la lettura di queste brevi pagine, il lettore possa prendere ispirazione per scrivere le dediche del buongiorno e della buona notte personali, da dedicare alle persone amate.

SCHEDA TECNICA.

Titolo: Noi e null’Altro
Autrice: Luisa Distefano
Editore: Self Publishing
Data di Pubblicazione: 17 Gennaio 2020
Pagine: 65
Genere: Poesie d’amore
E - Book 0,99 € in offerta per le prime settimane e poi a 1,29€
Cartaceo (appena disponibile) 4,99
Kindle Unlimited Gratis
Disponibilità: Amazon

TRAMA.

Un buongiorno unico e speciale, una buona notte in rima, un pensiero per ogni momento della giornata: per regalare un’emozione nuova alla persona amata, per farla sentire il centro del nostro mondo, per non farle mai mancare piccole attenzioni, per farla sentire desiderata e coccolarla con tenere parole d’amore.
Una raccolta di dediche da donare a chi si ama ed essere solo Noi e null’Altro.

BIOGRAFIA AUTRICE.

Luisa Distefano (nata a Ragusa nel 1982) proprietaria del blog I Sussurri delle Muse, dopo il romanzo d’esordio Anime Gemelle: Marcus & Jules (2016) e la raccolta di poesie Per dirsi Ti Amo (2018) torna a scrivere e parlare d’amore.
In Noi e null’Altro ha voluto raccogliere e rielaborare alcune dediche scritte e scambiate con il marito nei momenti più dolci e romantici della loro storia d’amore. Parole che spera raggiungano il cuore del lettore e da cui possa prendere ispirazione per scriverne di proprie e dedicarle alle persone amate.
In un’era digitale, in cui il tempo è un optional, i sentimenti snobbati e le emozioni considerate debolezze, l’autrice continua a scrivere e palare d’amore, perché è sicura che solo l’Amore che può donare felicità e completezza.

ESTRATTI.

N.1
In te tutto vive, amore, 
per tutto quello che siamo, 
per tutto ciò che saremo e desideriamo
Solo Noi e null’Altro.

N. 2
Il risveglio accanto a te 
è qualcosa di magico e dolcissimo,
di unico e meraviglioso.

N. 3
Primo pensiero del giorno sei tu amore mio,
così come il desiderio di coccolarti,
riempiendoti di baci.

N. 4
Tu, Amor Mio,
amami come non hai mai fatto,
fammi toccare ancora una volta il cielo con un dito.
Portami ancora su una stella
e dimmi quanto sono importante per te. 

N. 5
Sogna di fare l’amore con me e non sarà un sogno,
perché noi ci amiamo anche nei sogni.
E ogni notte ci addormenteremo stretti,
abbracciati al nostro amore.

N.6 
Solo tu nei miei sogni. 
Solo tu nei miei desideri più intimi. 
Solo tu nella mia vita.

N. 7 
I sogni possono avverarsi.
I sogni,
quelli belli, quelli veri, desiderati con tutto il cuore.
Il mio sogno si è realizzato.
Il mio sogno è svegliarmi ogni mattina nel tuo abbraccio,
addormentarmi con la tua buonanotte.
Il mio sogno sei sempre stato tu, amore mio.



Recensione: "L'abisso del mito" di Veronica Todaro



« Posò la piccola all’interno del cerchio, estrasse dalla tunica il coltello rituale e le praticò un taglio poco profondo sull’avambraccio. Un urlo proruppe dalle labbra rosee della bimba, mentre lacrime copiose sgorgavano dagli occhi ancora chiusi. Fu solo per un attimo, dopo di che il suo respiro tornò regolare e cadde di nuovo in un sonno profondo. »

Thalise è un'accolita del tempio della Dea Ishtar, eppure sente da sempre di non appartenere davvero al suo popolo. Si sente fuori posto, diversa, si pone domande che forse non dovrebbe porsi. Un sogno inquietante spinge lei e la sorella Anilya ad andare alla ricerca di un antico manufatto che potrebbe svelare un'importante profezia legata alla loro civiltà: la leggendaria Atlantide.

Con una cura e una dedizione alla propria opera sorprendenti, Veronica Todaro trasporta il lettore all'interno di una storia fantastica e ricca di particolari in grado di staccare la mente dalla realtà e inondarla di emozioni.

Lo stile fluente non fa affatto pesare la miriade di particolari che l'autrice ha voluto inserire nel libro, avendo come effetto una lettura piacevolmente impegnativa e godibile. I personaggi sono ben scritti e per nulla stereotipati, ho apprezzato la caratterizzazione della protagonista e dell'intera ambientazione, tanto inusuale quanto originale. Ho adorato l'aspetto esoterico della storia, legato ai rituali di sangue, alla mitologia e a misteriosi oggetti perduti.

"L'abisso del mito" è un viaggio immerso tra fantasia e realtà adatto a giovani e adulti, che conquista grazie al talento di Veronica Todaro, che merita di essere scoperta da più appassionati possibile.


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