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mercoledì 11 settembre 2019

Review Party: Recensione di "Iron Flowers - Regina di Cenere" di Tracy Banghart



« L’alba danzò per l’isola come una Grazia in abiti dorati, ammantando ogni foglia e ogni aspra roccia vulcanica di una filigrana di luce che sembrava pizzo, proprio mentre Serina e le altre erano impegnate a cancellare il massacro della sera prima. Tutti i cadaveri erano spariti, le donne uccise erano state affidate al fuoco rosso del vulcano e le guardie ai gelidi abissi dell’oceano. Ben presto, scomparve anche ogni traccia di sangue. »

Con somma sorpresa mi ritrovo a così poca distanza di uscita dal primo libro a poter leggere l'epilogo dell'emozionante storia di Iron Flowers. Tracy Banghart non ha affatto deluso le mie aspettative, mi ha riaccolto tra il sangue e il ferro trascinandomi nell'angosciante clima in cui avevo lasciato le protagoniste.

Virida e Monte Rovina ricompaiono istantaneamente nel punto in cui li avevo lasciati. Il destino di Serina e Nomi è appeso ad un sottile filo che, seppur lontane, le lega indissolubilmente in una lotta per la propria identità che di lì a poco si abbatterà sulla loro terra. 
Non perdono la speranza di rincontrarsi e di mostrare all'altra quale radicale cambiamento ha attraversato la loro pelle e la loro mente. Questo cambiamento non cozza affatto con la coerenza dei personaggi, anzi, è assolutamente coerente con i traumi e le vicende che hanno dovuto subire. Proprio questo le porta a risvegliarsi dalle regole imposte  per seguire la propria strada e tracciare i lineamenti di un nuovo mondo.

Iron Flowers è una delle prove per affermare che non serve sempre scrivere un'epopea infinita per poter produrre una buona storia. In due libri sono concentrate emozioni positive e negative, forza bruta e dell'animo, debolezze da sconfiggere e quelle da mostrare con orgoglio, amore e tradimento, un colpo di scena dopo l'altro. 

Seppur non così tanto chiacchierata è una storia che merita di essere letta, perché è dedicata non solo alle donne ma a tutte le persone che hanno bisogno di trovare il coraggio per non abbassare la testa e lottare per loro stesse.




sabato 1 dicembre 2018

Review Party: Recensione di "Gli amici silenziosi" di Laura Purcell




« Ancora le solite tre possibilità. Non dire nulla ed essere ritenuta colpevole. Destinazione: il patibolo. Non dire nulla e, in virtù di qualche miracolo, essere scagionata. Destinazione: il freddo e tagliente mondo esterno, senza medicine per aiutarla a dimenticare.
Le restava soltanto una scelta: la verità. Ma quale? »

Un oscuro segreto è racchiuso nella mente della Signora Bainbridge. Il dottor Shepherd cerca di instaurare un dialogo, per cercare di capire cosa l'ha fatta chiudere in sé stessa e cosa ha scatenato i misteriosi eventi in cui la donna è coinvolta. Ma Elsie è irremovibile, terrorizzata all'idea di svelare ciò che ha visto, incapace di credere alle sue stesse percezioni. Eppure, inevitabilmente, la sua mente richiama i ricordi dell'anno prima, tornando presso la tenuta The Bridge nel 1865. 
Lì, ad accoglierla, il defunto marito. La ragazza si trova di fronte ad un luogo lugubre e fatiscente, ben lontano dai possedimenti da benestante che si aspettava dal marito. Non appena varca la soglia, viene invasa da un senso di inquietudine intenso ed inspiegabile, che si palesa attraverso rumori sinistri, quadri e busti di marmo, stanze misteriose, leggende di paese. Proprio in una delle stanze trova una serie di libri: Il diario di Anne Bainbridge, che subito risveglia in lei un certo interesse. 
Così, inizia un viaggio ancora più indietro nel tempo, all'interno di una vita lontana che sembra più vicina che mai a ciò che sta accadendo a Elsie a The Bridge.

"Gli amici silenziosi" è una storia dalle atmosfere gotiche e noir, narrata con maestria e trasporto da una scrittrice che sa come conquistare all'istante il cuore. Ogni descrizione è puntigliosa, nitida come una fotografia, ma mai pedissequa o superflua. I momenti di terrore si attaccano alla pelle e fanno accelerare il battito; nonostante la paura si vuole conoscere ciò che è celato nel luogo in cui si trova a vivere la protagonista, che ne è rimasta sconvolta tanto da trovarsi in un ospedale psichiatrico l'anno successivo, senza memoria del crimine di cui viene accusata. Il lettore accompagna Elsie in ogni antro buio e lugubre, alla ricerca di una spiegazione e di questi fantomatici amici misteriosi.

Non mancano le contaminazioni alla "Crimson Peak", tanto da farmi desiderare ardentemente di vedere realizzata sul grande schermo la storia.
"Gli amici silenziosi" è una lettura meravigliosa, suggestiva e davvero consigliata. Non vedo l'ora di scoprire cosa Laura Purcell si è inventata nel secondo libro di questa promettentissima serie.


martedì 30 ottobre 2018

Review Party: Recensione di "Armada" di Ernest Cline



« Volevo raccontare loro ciò che avevo appena visto, ma neppure i miei migliori amici mi avrebbero creduto. L’avrebbero considerato un altro sintomo dell’instabilità psichica del loro amico Zack.
E forse era davvero così. »

Zack Lightman ama sognare ad occhi aperti, guardare fuori dalla finestra della propria aula a scuola e immaginare sé stesso in epiche avventure in cui è lui ad essere l'Eroe della storia. Ma è proprio osservando il cielo che, un giorno, scorge le fattezze di un Falcione Sobrukai, nave spaziale del suo videogioco preferito: Armada.
Finzione e realtà si mescolano improvvisamente, offrendo al ragazzo ciò che davvero desidera: dimostrare il proprio valore nel tentativo di sconfiggere un sistema complottistico che vede gli umani in guerra contro la razza aliena.

Impossibile è riuscire a non collegare il nome dell'autore alla sua bellissima opera d'esordio: "Ready Player One". "Armada" offre le stesse sensazioni nostalgiche e un panorama di citazioni nerd che divertono, sorprendono e fanno impazzire anche il lettore più esperto, che va a caccia di ogni riferimento sparso tra le pagine. Ernest Cline si conferma ancora una volta un esperto, amante e fanatico della cultura tipica degli anni 80 e scrive una nuova storia godibile e appassionante, nonostante si possa intuire l'atmosfera generale se si ha letto il libro per cui è diventato famoso.

"Armada" è un libro di formazione, perfetto per i giovani adolescenti che ignorano quale sia il loro posto nel mondo: a volte basta solo alzare lo sguardo verso il cielo, per poter cogliere anche un semplice indizio su quale sia la strada di vita da percorrere.



martedì 11 settembre 2018

Review Party: Recensione di "Flawed: Il momento della scelta" di Cecelia Ahern



« Forse dire a se stessi cosa si desidera lo rende vero, offre un traguardo verso cui puntare, aiuta a far sì che si realizzi. Incanala i pensieri positivi: pensa, desidera, e fa' che accada. »

Dopo un'angosciante attesa, arriva anche in Italia il seguito di "Flawed: Gli imperfetti" di Cecelia Ahern, un distopico sorprendente di cui questo secondo libro ne è la conclusione.

Avevamo lasciato Celestine in fuga, verso un modo per cambiare le cose, per salvare sé stessa, la sua famiglia e tutti i Fallati dalla loro condizione. Se prima i marchi sul suo corpo rappresentavano la debolezza e l'errore, ora nel loro pulsare la ragazza trova la forza per non arrendersi e cercare un rifugio da cui cominciare a lottare davvero contro la Gilda di Crevan.
Potrà contare sull'aiuto del compagno di prigionia Carrick, colui che sa davvero comprendere la sua situazione e ha fatto di tutto per non abbandonarla. Ma Celestine sa qual è la vera parola d'ordine: mai fidarsi di nessuno.

La storia è fin da subito carica di quella tensione che aveva lasciato un marchio sulla pelle alla fine del primo libro. Non è difficile, quindi, riuscire a tornare nello stesso mood fin dalla prima pagina, al fianco di una ragazza schiacciata dal peso di eventi più grossi di lei, ma che ora sa di avere un'arma per distruggere il sistema contro i Fallati, ma imperfetto lui stesso alla base.

"Il momento della scelta" rappresenta un punto di svolta, l'altra faccia della medaglia che cerca di dare voce all'imperfezione piuttosto che alla perfezione tanto anelata.
La vicenda di Celestine è la rappresentazione di uno spaccato sociale che non differisce affatto da situazioni realmente esistite ed esistenti. Ho apprezzato molto la volontà di Cecelia Ahern di denunciare un comportamento vero come la discriminazione attraverso un'opera di fantasia, che può arrivare ad un pubblico giovane così come a quello adulto.

La dilogia di Flawed si è posta l'obiettivo di dare a tutti i lettori la forza di scegliere di agire controcorrente, nonostante le conseguenze. Ora sta a noi prendere coraggio e decidere ciò che è meglio.

Sono sorpresa dall'impatto che ha avuto su di me questa storia. Diffonderò con orgoglio il significato della F marchiata a fuoco.


giovedì 7 giugno 2018

Blog Tour: "Iron Flowers" di Tracy Banghart - Terza Tappa: Le Furie secondo Serina





Benvenuti nella terza tappa del Blog Tour dedicato a "Iron Flowers" di Tracy Banghart.

TAPPE




La storia si svolge su due fronti differenti e dal punto di vista delle due protagoniste: Serina e Nora, legate dal sangue ma caratterialmente e fisicamente diverse. Il destino le separa, fino a costringerle a cambiare loro stesse. Se Nora finisce per essere una Grazia e rinchiusa nella prigione dorata del palazzo del Supremo, Serina viene allontanata e condotta sull'isola Monte Rovina, dove dovrà lottare per sopravvivere un altro giorno ancora.
La mia tappa è dedicata proprio a quest'ultima, domani Annalisa di Nali's Shelter pubblicherà quella dedicata a Nora.
Brevi presentazioni scritte di nostro pugno, per entrare nelle menti di due donne sconvolte dagli eventi, ma da cui riescono a trovare la forza per lottare e tentare di ritrovarsi.

"Io mi chiamo Serina."
Dico alla ragazza che si trova accanto a me. A quella frase mi ci aggrappo come una preghiera, come se potesse salvarmi da ciò che a breve mi capiterà. Conosco Monte Rovina, e so che da qui nessuno ha mai fatto ritorno. 
La nave attracca, il cuore mi scoppia.
Le guardie ordinano, noi avanziamo. Ci spogliamo, ci rivestiamo.
"Benvenuta a Monte Rovina, ragazza morta", qualcuno mi dice.
Cosa ne sarà di me?
Tutto per colpa di quel maledetto libro.
Alle donne è proibito leggere, sono incastrata in uno sbaglio, nonostante io non avessi contravvenuto a questa importante regola. È Nomi, la ribelle.
Le gambe quasi mi cedono mentre avanzo verso quella che viene chiamata la Grotta. Dove sono finite le guardie? Perché qui ci sono delle donne che comandano? 
Sono confusa, mentre finisco su un palcoscenico insieme ad altre, circondata da uomini e donne in attesa di qualcosa.
Mi dicono di stare pronta. Mi chiamano Lottatrice.
Poi, l'inferno.
***
Le urla ancora mi assordano, sangue non mio ancora mi acceca.
Mi sono sentita così impotente. Tutto ciò per cui mi ero preparata per tutta la vita, lì non mi sarebbe servito. La forza è preziosa, ed è proprio quella che mi manca. Se voglio sopravvivere al massacro, devo diventare più forte.
Sorellina, resisti. Concedimi tempo.
Farò di tutto per tornare da te.
***
"Mi chiamano Grazia".
Come ciò che non sono mai stata e che mai sarò.
La furia mi è alleata. Vendicherò chi ci è stata sottratta.
Ma sarà proprio questa la soluzione a tutto? Continuare con questo macabro gioco?
Posso cambiare le cose, riscrivere le regole. Io stessa sono cambiata.
Questo luogo mi ha tolto tutto, perfino la paura e le lacrime, ma ha saputo darmi uno scopo.
Posso farcela, ne sono sicura.
Perché ora sono come cemento e filo spinato.
Adesso sono fatta di ferro.


Non perdete tutte le altre tappe del Blog Tour!
A breve, la recensione!





martedì 8 maggio 2018

Recensione: "Solo la verità" di Karen Cleveland



« È come se vagassi dentro la mia vita, ed è una sensazione strana perché si tratta dei momenti che mi hanno definita, che mi hanno portata dove sono oggi, e in ognuno di questi si nascondeva una menzogna. »


Una persona può cedere alla disperazione quando si rende conto di aver vissuto una vita che credeva essere felice e soddisfacente, ma che ad un tratto si mostra sotto una luce diversa, sbattendo in faccia la verità sconcertante di anni composti da illusioni e bugie.

Vivian conosce Matt da dieci anni, e l'amore sbocciato nel matrimonio e con i quattro figli le fa affrontare a testa alta le difficoltà quotidiane, come lo stress di un lavoro faticoso o la malattia di un bambino che non lo abbandona fin dalla nascita. Passa tutto in secondo piano, perché rientrando in casa sa di sentirsi amata, accolta e compresa con il massimo della sincerità.
L'analista della CIA più in gamba del momento è a un passo dallo scoprire le identità delle cellule dormienti russe in America. Un algoritmo, qualche click del mouse ed ecco che sullo schermo del computer appare una cartella di immagini, il frutto di molte ore di lavoro. Scorre e memorizza un viso dopo l'altro, fino a quando giunge ad una foto di cui non ha bisogno di riconoscere nulla. Perché il volto rappresentato è già presente nei suoi ricordi da tanto tempo.
Scopre così che suo marito è una spia russa inviata negli Stati Uniti in incognito. Vorrebbe annullarsi di fronte alla scioccante scoperta, dimostrare che è uno sbaglio, che Matt è stato incastrato e che lei riuscirà a tirarlo fuori dai guai.
Ma il mondo le crolla addosso definitivamente quando è proprio lui a confermarle tutto. Nome fittizio, impiego fittizio. Mosse calcolate per uno scopo ignoto. Così, da vent'anni. L'uomo non può negare l'evidenza, però lotta per dimostrare a sua moglie che qualcosa di vero esiste: l'amore che li lega l'uno all'altra e ai loro figli.
Vivian inizia a scavare nei propri ricordi alla ricerca della persona di cui si era innamorata: ogni tassello, pian piano, va al suo posto, rivelandole una verità a cui nessuno può essere mai davvero pronto.
Così, disorientata e preoccupata per la sorte della propria famiglia, la donna cade in una spirale di azioni dettate dal sentimento, senza pensare con lucidità alle conseguenze, nella speranza che tutto finisca, che la sua vita possa tornare alla normalità, a prima di quella sconvolgente rivelazione. Non si rende subito conto di una morsa letale che la stringe sempre più con l'unico scopo di avvincerla e renderla un burattino; soltanto quando in gioco c'è la vita di chi più ama, la donna dovrà sforzarsi per tornare sui propri passi.

Una frenesia incontrollabile si impossessa del lettore che vive in uno stato di angoscia perenne, vestendo i panni della protagonista e chiedendosi come avrebbe agito lui al suo posto. Mettere in discussione tutto è uno scontro doloroso non solo con l'altro ma soprattutto con noi stessi. Un evento traumatico porta a chiedersi se la vita che stiamo vivendo è davvero nostra e se quello che stiamo facendo ci conduce alla felicità. Se riusciamo a riconoscerci nel nostro quotidiano, allora possiamo essere fieri della persona che mostriamo nel presente.
Ma fare i conti con il passato spesso porta a galla vecchie ferite e rimpianti, che solo in un determinato momento della vita riescono ad assumere un vero e proprio significato. Ammettere certe cose è difficile, ma ripartire con una nuova consapevolezza può sconvolgere in meglio la propria identità.
Si può vivere di sola verità? Essere umani porta inevitabilmente a fare qualcosa di più o meno lodevole, bisogna solo essere certi di averne l'assoluto controllo. La bugia a fin di bene può portare al tracollo, e questo libro ne è una prova lampante.
I colpi di scena che si parano davanti alla strada di Vivian sono scioccanti e hanno il potere di disorientarla ancora e ancora. Solo una convinzione pura a cui aggrapparsi la può salvare e condurla verso uno spiraglio di luce, oltre cui potrebbe trovarsi la soluzione a tutto. Ma non c'è certezza, nemmeno in questo.

"Solo la verità" è stato in grado di tenermi in pugno dall'inizio alla fine, turbandomi e manipolandomi come una lettrice alle prime armi e lasciando della mia mente nient'altro che frammenti. L'inquietudine è ancora avviluppata allo stomaco, so per certo che ogni volta in cui penserò alla storia di Vivian, quella sensazione sarà lì a rammentarmi quanto sia terrificante il potere della verità.

Karen Cleverland mostra con la sua opera la complessità del mettere in dubbio ogni aspetto della propria esistenza. Ma nulla è insormontabile e grazie ad una forza insita in tutti, ogni ostacolo è superabile. Bisogna solo tirare fuori il coraggio e amare, prima di tutto, sé stessi.





lunedì 19 marzo 2018

Review Party: Recensione di "Red Sparrow" di Jason Matthews



« Guardò il soffitto ma il cielo era spento. Dov'erano finite le stelle? Ciò che vide fu un angelo sterminatore. All'inizio fu solo un riflesso sfocato sui pannelli di vetro. Poi il riflesso divenne un'ombra che calò leggera sul letto sfiorando ogni specchio come mercurio nero, riflessa mille volte. »

Russia e America sono state protagoniste di diverse operazioni di spionaggio, specie in eventi che sono letteralmente entrati a far parte della storia mondiale. Eppure, anche dopo la Guerra Fredda, è tanto palese la tensione che ancora esiste quanto le operazioni che, in segreto, vengono attualmente portate avanti. Probabilmente, nessuno saprà cosa si nasconde dietro alle grandi potenze.

Dominika e Nate sono spie addestrate che operano su fronti opposti: competono, si sfidano, ma al contempo si attraggono in più occasioni. Entrambi professionisti, entrambi reduci da esperienze che li hanno segnati nel profondo e condotti verso una vita di segreti, manipolazioni e pericoli.
Fredda ma focosa, calcolatrice ma impulsiva, Dominika sopprime un sogno infranto per far posto ai "giochi" dello zio, rimanendo incastrata in qualcosa impossibile da gestire. In questo, la donna sfrutta il dono che l'accompagna fin da bambina per avere successo nelle missioni, affermandosi nel suo settore e facendosi temere dai più. Diventa così una Sparrow, all'inseguimento di un uomo che altro non deve essere, se non l'acerrimo nemico da abbattere. 

Ma come in ogni situazione, i ruoli possono invertirsi e chi manipola può divenire il manipolato. Il rapporto tra Nate e Dominika si basa sulla conoscenza, sullo studiarsi lentamente, imparare dal comportamento dell'altro. Le certezze della donna si incrinano, la concentrazione dell'uomo sembra annebbiarsi. 
Nell'arte della macchinazione c'è solo un difetto: l'essere umano non agisce come una macchina. I sentimenti nascosti emergono, per infastidire e per far osservare la situazione da un punto di vista differente. Anche quando in ballo ci sono i rapporti internazionali, nulla può andare alla perfezione. Il rischio è sempre dietro l'angolo, maligno, per smuovere gli equilibri precari e per creare nuovi eventi che, come in passato, possono creare la storia del futuro.

Ciò che tiene incollato alle pagine, nonostante una narrazione lenta ma dettagliata, è comprendere fin dove l'autore vuole spingersi: da esperto quale è, Matthews ha scritto una storia realistica ed originale, che dà un nuovo contributo al genere delle spy stories, delineando una porzione di mondo più simile a quella che potrebbe essere effettivamente. Ogni dettaglio, analizzato, è essenziale per comprendere il comportamento di Nate e Dominika e avere lo strumento giusto per seguirli dall'inizio alla fine. Si percepisce il divertimento dello scrittore nel muovere i personaggi come burattini sotto il suo controllo, portandoli a tradire, allearsi, soffrire e provare sollievo. Il lettore rimane disorientato, non può prevedere i fatti che accadranno finché questi non si palesano. Ciò che i protagonisti devono affrontare è un mistero, l'esito è possibile conoscerlo solo andando avanti, fino all'ultimo capitolo.

"Red Sparrow" è un libro ben riuscito, che spero possa sorprendermi anche trasposto sul grande schermo.





martedì 6 febbraio 2018

Review Party: Recensione di "Fandom" di Anna Day



« La folla comincia a scandire la risposta, piano all'inizio, ma con sempre maggior forza a ogni ripetizione. Falle danzare. Falle danzare. Falle danzare.
Il presidente fa un inchino e il coro si ferma. È finita. Stiamo per morire. »

Violet ha una vera e propria ossessione per il libro "La Danza delle Forche" di Sally King, compresa la sua trasposizione cinematografica. L'emozione nel vedere sul grande schermo i
personaggi fino a quel momento immaginati è indescrivibile, così come il desiderio di incontrare dal vivo gli attori del film. In occasione del ComiCon, insieme al fratello Nate e alle amiche Katie e Alice, Violet partecipa all'incontro con i protagonisti; ma tra uno scatto e l'altro, avviene qualcosa di inspiegabile, che catapulta i quattro in un altro mondo: il futuro distopico del loro libro preferito.

Ma cos'è "La Danza delle Forche"? Quando gli Umani bramano la perfezione, il rischio è che questa ambizione si realizzi: nascono i Gem, esseri umani geneticamente modificati che in breve sopprimono e rendono schiavi gli Imp, coloro che invece sono rimasti "normali". Il mondo diventa  quindi una prigione per chi non ha capacità fisiche e mentali perfette. Ma dalla cenere sorge un gruppo di ribelli pronti a ribaltare il sistema: Rose è la loro Giovanna D'Arco, determinata ad infiltrarsi tra i Gem e rischiare la propria vita pur di raggiungere l'obiettivo.

Violet conosce a menadito ogni singolo particolare della storia, dall'inizio alla fine. Aveva tanto desiderato vivere le avventure narrate all'interno di quel libro, immaginandosi forte e coraggiosa come mai era stata. Solo ora, disorientata e sgomenta, prende coscienza di quanto quella fantasia sia una drammatica e terribile realtà, in cui la morte soffia
costante sul collo. La ragazza si ritrova al centro delle vicende, incapace di cambiare il corso degli eventi. Per lei sarà necessario imparare una lezione importante: rimanere sempre sé stessa.

I quesiti a cui trovare una risposta sono tanti, è automatico lo scorrere delle pagine per riuscire a venirne a capo. L'ambientazione creata dalla scrittrice è tra le più apprezzate degli ultimi tempi, verosimile nella sua evoluzione quasi da affermare che un giorno possa essere una realtà plausibile. Può sembrare scontato, ma è difficile decidere da quale parte sarebbe meglio schierarsi, specie quando si conosce la storia e il destino che attende i personaggi.

Almeno una volta nella vita è capitato ad ogni fan di poter scappare e vivere una vita non propria in un mondo diverso. In fondo, questo è uno dei motivi che ci spinge a leggere o vedere un film o seguire per anni una serie tv. L'evasione della mente ci permette di fare un giudizio su noi stessi e solo da una certa età in poi ci si rende conto di quanto quella fantasia debba rimanere tale.

Violet rappresenta lo specchio sull'eterno Peter Pan che alberga in ognuno di noi, facendolo riemergere in chi adolescente non è più attraverso le emozioni passate che non possono essere dimenticate. Leggendo il libro mi sono riaffiorati alla mente i ricordi delle giornate passate a leggere e scrivere fan fiction, commentando con chi ho condiviso le stesse passioni i momenti di una storia che mi hanno coinvolto. Ho pensato all'emozione che provo ogni volta che devo partecipare ad un evento che amo, come le fiere, le presentazioni dei libri e gli incontri con i miei idoli. Mi sono ricordata di quanto è stato difficile trovare persone con i miei stessi gusti e passatempi, di tutte le volte che mi è stato detto di crescere perché leggere o guardare determinate cose era roba da bambini.

Non tutti si rendono conto di quanto il Fandom sia qualcosa di potente, capace di guarire le ferite della realtà e creare nuovi legami. Se non inquinato dalla competizione e dall'odio, è davvero un mondo in cui fa sempre piacere rifugiarsi e confrontarsi, per crescere e vivere positivamente la propria quotidianità. C'è chi, con l'impegno, ha la fortuna di fare della propria passione una carriera, capace di diventare considerata e apprezzata da molte persone.

"Fandom" di Anna Day è formazione, passione e determinazione che insegna che dalla fantasia si può imparare molto, sia su sé stessi che sul mondo in cui si vive.


BLOG PARTECIPANTI

https://mycreabookishkingdom.blogspot.it/
http://bookmarksarereadersbestfriends.blogspot.it/
http://cercatricedistorie.blogspot.it/
https://the-mad-otter.blogspot.it/
https://nalisshelter.blogspot.it/
http://wefoundwonderlandinbooks.blogspot.it/


mercoledì 8 novembre 2017

Ready Player One: Blog Tour - A caccia di citazioni nerd




Sono felicissima di potervi parlare oggi di "Ready Player One" di Ernest Cline, una lettura che è entrata nel mio cuore e ci è rimasta. L'opera, che torna in libreria grazie alla DeAgostini in una nuova veste grafica, contiene tutto quello che maggiormente adoro e mi rappresenta: tinte post-apocalittiche, azione, gioco di ruolo, cultura nerd e pop anni Ottanta/Novanta.


TAPPE



8/11 A caccia di citazioni nerd: https://the-mad-otter.blogspot.it/

9/11 Ready Player One: il film: https://leparolesegretedigaia.blogspot.it/

10/11 Dentro la tomba degli orrori: http://www.chiacchiereletterarie.it/page.php?7



Siete pronti a diventare dei Gunters e tuffarvi in OASIS alla ricerca dell'eredità di James Halliday?

Ogni riferimento a Dungeon's & Dragons
non è affatto casuale
Oggi vi offro un piccolo assaggio delle meraviglie contenute all'interno di questo fantascientifico mondo, presentandovi "L'invito di Anorak", il cortometraggio montato dal creatore del videogioco prima di morire per illustrare in ogni stato le regole per vincere il suo lascito.

Un po' come il Willy Wonka di Roald Dahl o il Re dei Pirati Gol D. Roger presente in One Piece, alla fine di un percorso complesso e pieno di ostacoli, Halliday ha posto un premio misterioso ma succulento, capace di cambiare la vita di chi lo conquisterà. Questo è rappresentato da un Easter Egg, un frammento di codice, nascosto nello sconfinato OASIS.

Sulle note di Dead Man's Party degli Oingo Boingo e tra una maglietta di Space Invaders e una dei Muppets, il creatore inizia a narrare:

«Io, James Donovan Halliday, in pieno possesso delle mie facoltà mentali e capace di intendere e di volere, con il presente messaggio stabilisco, rendo pubblico e dichiaro che questo documento costituirà le mie ultime volontà e il mio testamento, e revoco ogni testamento di qualsivoglia natura redatto da me in precedenza…»

Le stanze sul video cambiano, mentre ci si addentra sempre più nella spiegazione: 

Poco distante, un televisore Zenith a 21 pollici cui è collegato un Atari 2600.
«Questa è la prima consolle che abbia mai avuto» dice Halliday con la voce di un bambino. «È un Atari 2600. Me l’hanno regalato per Natale, nel 1979». Si siede di fronte alla consolle, raccoglie un joystick e comincia a giocare. «Questo era il mio gioco preferito» continua indicando lo schermo del televisore, dove un quadratino sta attraversando una serie di labirinti piuttosto semplici. «Si chiamava Adventure....»

Per facilitare la ricerca vengono mostrate tre chiavi, di rame, giada e cristallo che, se trovate, condurranno i "viandanti" verso la meta.



Passano cinque anni, la caccia alla prima chiave non ha portato risultati e l'entusiasmo per l'iniziativa si affievolisce, fino ad essere totalmente dimenticata.

Fino alla notte in cui sulla schermata dei punteggi appare il nome di un avatar: dietro l'identità di Parzival di nasconde il giovane Wade Watts.

Sapevo bene che non sarei riuscito a riaddormentarmi, perciò decisi di ammazzare il tempo che rimaneva prima dell’alba rispolverando qualche classico. Galaga, Defender, Asteroids. Erano giochi obsoleti, dei dinosauri digitali, pezzi da museo già da prima che nascessi. Ma io ero un gunter, e per me non erano soltanto degli eccentrici oggetti d’antiquariato a bassa risoluzione. Erano reliquie da venerare. 

Dopo essersi dedicato anima e corpo alla conoscenza della cultura pop anni ottanta, tra una canzone dei Clash, una partita a Galaxian, la visione dell’intera opera dei Monty Python e la lettura di tutti i tomi di Douglas Adams, il diciottenne di Oklahoma City è riuscito infine a trovare la Chiave di Rame, la prima per arrivare all’Easter Egg.

Nonostante sia così lontano dalla giovinezza di James Halliday, in mezzo ai videogiochi vecchio stile Wade si sente a proprio agio, libero dalle preoccupazioni di un mondo sempre più alla deriva:

Ne amavo il ritmo frenetico, la brutale semplicità. Robotron si basava interamente sull'istinto e sui riflessi. Giocare ai vecchi videogiochi mi permetteva, ogni volta, di schiarirmi la mente e di sentirmi a mio agio. Se ero giù di morale, o mi sentivo frustrato, dovevo solo dare un colpetto al pulsante Player One, e tutte le angosce mi abbandonavano, via via che la mente si concentrava sull'incessante assalto di pixel davanti ai miei occhi. 

X-Men, Lanterna Verde e Clark Kent e altri personaggi dei fumetti hanno accompagnato l'infanzia del protagonista, senza un padre e con una madre che è costretta a prostituirsi online per riuscire a guadagnare.

La Caccia è lunga e faticosa, contare sulle guide di altri utenti può essere utile:

Quando avevo iniziato a leggerlo, Arty’s Missives stava diventando uno dei blog più famosi di internet, con milioni di visite al giorno. E Art3mis, ormai, era quasi una celebrità, almeno nei circoli gunter. Ma la fama non le aveva dato alla testa. Il suo stile continuava a essere divertente e autoironico. Il suo ultimo post, Il Blues di John Hughes, era un testo dettagliatissimo in cui Art3mis discettava dei sei teen movie di John Hughes che lei preferiva e che aveva distinto in due trilogie: la trilogia delle “Fantasie della liceale sfigata” (Sixteen Candles, Bella in rosa, Un meraviglioso batticuore), e la trilogia delle “Fantasie del liceale sfigato” (The Breakfast Club, La donna esplosiva, Una pazza giornata di vacanza).

"Ready Player One" non è solo un lungo elenco di nomi di giochi e di film, ma integra ogni cosa all'interno della storia. Il libro stesso ha una struttura tipica di un film anni ’80: fa riferimento a quel genere di cinema avventuroso per ragazzi che ha conquistato il cuore di generazioni, da "I Goonies", a "Ritorno al Futuro" e "E.T.", fino al genere dei "robottoni" quali Gundam e Ultraman.



In questo somiglia molto alle atmosfere che si respirano nella serie tv pluriacclamata targata Netflix "Stranger Things", che è riuscita a riportare in auge elementi tipici di quegli stessi anni rimodernizzandoli. I Duffer Brothers, così come Ernest Cline, hanno colpito le giuste corde nostalgiche e hanno creato nei più giovani nuovi spunti di svago.

Sperando di avervi un po' incuriosito vi lascio le regole del giveaway e vi invito a guardare il trailer del film se ancora non l'aveste fatto. Ho versato copiose lacrime, tanta è stata l'emozione provata. Divertitevi a scoprire le varie citazioni nerd e non dimenticatevi di continuare a seguire questo fantastico blog tour!



GIVEAWAY

Per avere la possibilità di vincere una copia del libro, dovete compilare il form qua sotto:

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-Lasciare un commento in ogni tappa

a Rafflecopter giveaway



martedì 20 giugno 2017

Review Party: Recensione di: "Perfect: Le imperfezioni del cuore" di Alison G. Bailey ( + GIVEAWAY )



« Mi rende felice. E non parlo di una felicità superficiale, come quando ricevi una promozione o compri un bel paio di scarpe. Parlo della felicità vera, di quando l’anima ti si riempie di gioia e contentezza, nonostante i problemi esterni. La gente sottovaluta questo sentimento. È una parola così semplice, ma profonda e potente. Quando manca dalla tua vita per tanto tempo, ti dimentichi che è un dono prezioso. »



Primo evento della giornata sul blog: un bel Review Party per festeggiare l'uscita di "Perfect: Le imperfezioni del cuore", trilogia New Adult di Alison G. Bailey.

Benché facciano parte della stessa ambientazione, i libri sono autoconclusivi: hanno storie distaccate tra loro, per quanto i personaggi siano ricorrenti.

Infatti, se avete letto "Perfect: La perfezione di un attimo" ricorderete Bradley Johnson e il suo ruolo nella storia di Amanda e Noah. Se lì è detestabile, in questo capitolo di cui è protagonista imparerete ad apprezzarlo.

Famoso donnaiolo e uomo dal passato difficile, Brad lavora nello studio legale del padre a stretto contatto con la collega Mabry, con cui ha una relazione esclusivamente fisica. Ma il tempo passa e le cose cambiano: Brad dichiara alla ragazza i suoi sentimenti e, dopo un apparentemente inspiegabile rifiuto, i due si fidanzano.

Ma come lo scandire dei capitoli tra passato e presente insegna, le esperienze e i ricordi dolorosi non ci abbandonano mai. Mentre Brad ha imparato a conviverci, Mabry non si sente all'altezza e cela la sua debolezza dietro un oscuro segreto.

Approcciarsi a questo libro non è stato semplice, dopo la pessima esperienza con la lettura di Perfect 1. Nei primi capitoli ho ritrovato gli stessi difetti che mi avevano fatto rizzare i capelli, dal dramma eccessivo al protagonista maschile ridotto a povera vittima delle insicurezze della protagonista femminile. Un'altra sagra della sofferenza e stronzaggine gratuite non sarei riuscita a sopportarla.

Però successivamente la storia migliora, sale di un gradino rispetto alla precedente, e scorre fino alla fine senza intoppi. In un certo senso, la relazione tra Brad e Mabry è più matura rispetto a quella di Noah e Amanda (non che ci volesse molto a fare qualcosa di migliore) e sicuramente più realistica. Avrei voluto più scene d'amore spensierato, ma non si può volere tutto. Non mancano le parti un po' piccanti e i momenti in cui la coppia saprà stuzzicarsi.

Fortunatamente, la tematica cardine della caratterizzazione di Mabry viene trattata in maniera seria al punto giusto, senza essere troppo cruda e rompere l'atmosfera di un romanzo che, alla fine, parla pur sempre di una storia d'amore indirizzata ad un pubblico giovane.
In altre circostanze avrei apprezzato anche una maggiore descrizione, ma in questo caso è stata più che appropriata.

Il finale, per quanto lieto, non mi ha particolarmente emozionato. Se volete una storia d'amore semplice ma non troppo leggera, questa lettura potrebbe fare al caso vostro.


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