sabato 21 dicembre 2019

Review Party: Recensione di "Shadowhunters: Città del fuoco celeste" di Cassandra Clare



« Perché il mondo non è diviso fra chi è speciale e chi è normale: ciascuno ha il potenziale per essere straordinario. Finché si hanno anima e libero arbitrio si può essere qualsiasi cosa, fare qualsiasi cosa, scegliere qualsiasi cosa. »

La pace è sempre un sentore illusorio e mai davvero godibile. Soprattutto quando Sebastian è pronto a sterminare coloro che gli si parano davanti, al fianco dei Cacciatori Oscuri. Questo è il momento in cui più che mai è necessario prendere una posizione e armarsi di coraggio e forza per affrontare il destino avverso e proteggere coloro che si ama.

Siamo giunti alla conclusione di questa maratona nella saga principale di Shadowhunters. In questo ultimo libro potrete gustare non solo scene piene di amore ed emozioni, ma anche battaglie epiche in cui la tensione si taglia con una lama angelica e l'oscurità della mente data dalle difficoltà può essere rischiarata dalla stregaluce.

Quello a cui assisterete è un finale in cui vecchi e nuovi personaggi salutano il lettore con un arrivederci, piuttosto che un addio, nell'attesa di nuove avventure che, seppur da altri punti di vista, porta avanti il fenomenale universo di una delle saghe più prolifiche e apprezzate negli ultimi dieci anni. La Clare ancora una volta colpisce i cuori dei fan sorprendendo più e più volte, sia per la piega degli eventi che per l'approfondimento psicologico che ha dato a tutti i personaggi per portarli fino a questo punto.

Chiudendo il libro ho impiegato giorni interi per decidermi a dedicarmi ad altro, troppo presa dall'ennesimo saluto ad un altro pezzo della serie (precedentemente si era conclusa la trilogia The Infernal Devices), e sono sempre più convinta che mai lascerò davvero gli Shadowhunters, i maghi, la Corte fatata. Cassandra Clare ormai è una parte davvero importante della mia vita, senza cui non sarei la stessa in quanto lettrice.



venerdì 20 dicembre 2019

Review Party: Recensione di "Shadowhunters: Città delle anime perdute" di Cassandra Clare



« Mi state chiedendo di recidere un legame sul quale soltanto il Paradiso ha potere. Ma il Paradiso non vi aiuterà, e lo sapete bene quanto me. In fondo è per questo che gli uomini evocano i demoni e non gli angeli, giusto? »

Jace è scomparso nel nulla. La dipartita di Lilith ha determinato una spaccatura indelebile, capace di separare vite che sembravano legate indissolubilmente, lasciandole a vagare in un viaggio alla disperata ricerca di una soluzione che possa riportare tutti a ricongiungersi.

Le sensazioni che accompagnano la fine della lettura di questo libro possono essere riassunti in una sola parola: strazianti. Questo soprattutto per gli avvenimenti finali, che disintegrano ogni sentimento positivo, trasformando il tutto in smarrimento, tristezza e dolore. Credetemi, si sente la necessità vitale di avere quanto prima il libro conclusivo di questa serie, ricordo perfettamente i due anni di attesa ad aspettare, passando il tempo tra una teoria e l'altra, tra una dichiarazione di Cassie e l'altra, tra fanfiction, video fanmade e molto altro. Tutto, pur di far passare l'agonia il più velocemente possibile.

Degno di nota, a questo giro, è il personaggio di Sebastian, di cui non ho mai svelato nulla e di cui dirò che è un villain dannatamente complesso e perfetto nel ruolo. Diabolico, ossessionato, ma in qualche modo fragile, affronta tutto con un unico scopo in testa senza pensare alle conseguenze sugli altri e addirittura su sé stesso. La sua perdita di lucidità è via via direttamente proporzionale al disastro che lascia dietro sé, in un cumulo di drammi, sangue e lacrime che difficilmente si riescono a dimenticare.

La Clare alza ancora di più il tiro fornendo una trama sempre più intricata al lettore, facendolo perdere tra le strade della propria fantasia per poi ricomporre davanti ai suoi occhi il quadro generale, che non può fare altro che lasciare senza fiato.

Il prossimo sarà l'ultimo libro, e come ai tempi io non fui pronta a leggerlo, anche voi non lo sarete se siete giunti fino a qui. Presto tutto sarà svelato.



giovedì 19 dicembre 2019

Review Party: Recensione di "Come Petali di Ciliegio" di Mia Another



« Il bello di vivere lontani dal centro di Tokyo è proprio questo. Puoi ancora fingere di essere solo, di non dover affrontare i volti della gente e la metropolitana sovraffollata, le piazze gremite di pendolari e studenti. Puoi respirare aria pulita, sentire i profumi delle piante, della terra umida, e assaporare il silenzio, quello vero, così assordante che ti culla per tutta la notte. »

Isabel parte per il Giappone avendo ben chiari in mente i propri obiettivi. Il suo unico pensiero è dedicarsi completamente al disegno, estensione del corpo e dell'anima, e vede nell'oriente un'ottima fonte di ispirazione. Sostenuta dal fidanzato Tyler e dall'amica Mei, la ragazza vive una vita tranquilla e normale.

Non può di certo immaginare che su di lei stia per piombare una forte tempesta, che prende il nome di un amico di Ty, Ryuu. Imperscrutabile, schivo ma attento ad ogni cosa, Ryuu entra in contatto con lei in quanto esperto di kinbaku: l'arte delle legature attraverso nodi e corde. Isabel rimane affascinata e sorprendentemente incuriosita, fino a volerne sapere ogni dettaglio per poterlo rappresentare il più accuratamente possibile nella sua arte. Per questo, inizia a prendere lezioni da lui, a frequentarlo e a conoscerlo, tra un nodo stretto e l'altro sciolto.

Ben presto dovranno entrambi fare i conti con un legame ancora più forte, che avvinghia sempre più le loro anime tra loro in una danza passionale di sguardi, sfioramenti e cuori.

Non sapevo davvero cosa aspettarmi dal libro di Mia Another, ma sicuramente l'ambientazione orientale è ciò che mi ha spinto ad iniziare a leggerlo. Dire che sono rimasta positivamente colpita è un eufemismo, non solo per una visione nipponica insolita e originale ma anche per le tematiche trattate, che toccano corde della mia emotività che hanno origini lontane e che negli anni sono cresciute fino ad ardere, senza mai lasciarmi andare.

La storia di Isabel e Ryuu è una storia di limiti, non da porsi quanto da superare, per conoscersi più approfonditamente e accettarsi, senza pudore. Lo stile di scrittura della scrittrice è deciso, fluido e in grado di trasmettere grandi emozioni. Il suo libro ha forti richiami alla cultura pop orientale, che mi stuzzica sempre data la mia passione che mi accompagna fin da bambina. L'atmosfera che si respira è frenetica come le strade trafficate di Tokyo, ma al tempo stesso rilassante come la visione di un petalo di ciliegio che con leggiadria si stacca e prende il volo.

Anche l'amore, punto di forza dell'opera, si mostra qui con quel tocco filosofico tipico della mentalità giapponese, fatto di step che via via aumentano fino a sfociare nell'intimità vera e propria. Vedere come la storia dei protagonisti cresce e si sviluppa è stato assolutamente interessante e mai banale, fino ad un finale che personalmente ho trovato inaspettato, proprio perché ogni pagina è stata una nuova sorpresa tutta da scoprire.

Non conoscevo Mia Another, ma mi ha conquistato, quindi non posso fare altro che consigliare la lettura di "Come Petali di Ciliegio", che è in grado non solo di farsi apprezzare da chi conosce determinate culture, ma anche chi non ne sa nulla e ha bisogno di evadere verso una nuova realtà, che qui ha il profumo delicato degli alberi in fiore, i colori accesi di una delle metropoli più grandi esistenti e il fascino del diverso, che non smetterà mai di essere tale.



Review Party: Recensione di "Shadowhunters: Città degli angeli caduti" di Cassandra Clare



« Sapeva che sarebbe stato come prendersela con un medico che aveva dovuto somministrare un trattamento doloroso ma in grado di salvare la vita. Eppure era difficile, troppo difficile, con qualcuno che si ama... »

La realtà di Clary sembra finalmente aver trovato un nuovo equilibrio. Accanto a sua madre, al ragazzo che ama e a tutta la sua nuova famiglia, vive ora l'emozionante esperienza di un allenamento serio come Cacciatrice.

Ben presto però dovrà fare i conti con il comportamento mutevole di Jace, che dopo l'esperienza sconvolgente vissuta durante la guerra contro Valentine sembra cambiato irrimediabilmente. Forse la scelta presa dalla ragazza durante quella fatidica notte potrebbe essere costato il futuro dell'intero mondo dei Nascosti.

Acquistai "Città degli angeli caduti" con un misto di emozione e terrore. Questo perché rappresentava l'inizio di una nuova avventura nell'universo degli Shadowhunters, che poteva rivelarsi vincente quanto catastrofica. Ebbene, lo completai nel giro di una notte, perché proprio non riuscivo a smettere. E così, con un "finisco questo capitolo e poi basta" dopo l'altro, mi sono addentrata ancora una volta nelle vicende di Clary, Jace e tutti gli altri, rendendomi conto fin da subito che Cassandra non mi avrebbe deluso. Gli spunti narrativi si collegano perfettamente al finale del libro precedente, che nascono sì come conseguenze di ciò che è accaduto ma aprendo a un futuro totalmente da scoprire.

Il rapporto tra i personaggi evolve in un modo inaspettato e tutti riescono finalmente ad avere una loro dimensione nella storia. Come già accennavo, la coppia protagonista non mi ha mai entusiasmato più di tanto (non tanto perché non fosse descritta bene, ma proprio per un sentore personale), per cui sapere molto di più delle relazioni di Simon, o Alec, o Jocelyn, mi ha intrigato molto, facendomi promuovere a pieni voti questo nuovo inizio.

Una precisazione, però, tengo a farla. Per quanto questo primo cofanetto in uscita racchiude i sei libri che seguono le vicende di New York, Cassandra Clare pubblicò questi nuovi tre libri alternandoli alla pubblicazione della trilogia delle Origini (che con la nuova pubblicazione prenderà il nome originale, The Infernal Devices) ambientata nella Londra Vittoriana, nonché la mia serie preferita in assoluto di questa vasta saga. Lo dico perché soprattutto con i prossimi due libri di cui parleremo nei giorni a venire ci sono dei riferimenti sempre più grandi a personaggi o avvenimenti legati a questa, che sono fondamentali per capire alcuni passaggi della serie di The Mortal Instruments da qui in avanti.



mercoledì 18 dicembre 2019

Review Party: Recensione di "Shadowhunters: Città di Vetro" di Cassandra Clare



« Pensavo che ad attirarti là fosse qualcosa che avevi nel sangue, qualcosa che riconosceva il mondo delle ombre. Pensavo che saresti stata al sicuro solo se ti avessi tenuto nascosto quel mondo. Non ho mai pensato che avrei potuto proteggerti aiutandoti a essere forte e a combattere. »

Ricordo bene le sensazioni che anni fa mi pervasero, quando finalmente "Città di Vetro" finì inevitabilmente nelle mie mani. Ricordo ancora, con un grande sorriso dipinto sulle labbra, quando la saga di Shadowhunters era definita dalla Clare stessa una trilogia, che sarebbe andata a concludersi con questo libro.

La guerra tra bene e male sta per giungere al termine con un ritmo al cardiopalma che ben poche battaglie mi hanno fatto provare. Tutti i nodi stanno per essere sbrogliati e ogni verità venire a galla. La capacità che Clary scopre di avere nel creare rune dal nulla potrà probabilmente essere l'arma indispensabile per la buona riuscita di ogni piano.

Alla resa dei conti si aggiungono nuovi spunti narrativi che fanno da apripista ai prossimi libri sempre legati a questa prima serie di The Mortal Instruments. Sicuramente, comunque, si può affermare con assoluta certezza che "Città di Vetro" sia la prima prova che dimostra quanto la Clare possa essere crudele. Per quanto si vada sempre alla ricerca del lieto fine, la speranza è affiancata ad avvenimenti catastrofici che colpiscono il lettore con uno schiaffo potente al cuore. Riprendersi da certe scene descritte in queste pagine non è per niente facile, adesso come allora. 

Di certo, comunque, non manca l'amore, che qui è ancora più profondo e si espande in ogni forma possibile.

Il dubbio si fa sempre più strada in Alec, così come il timore di confrontarsi con la famiglia e ammettere il proprio orientamento e amore per il Sommo Stregone Magnus Bane. Non è facile andare contro certi antichi precetti, ma Magnus sa come infondergli coraggio. Isabelle acquisisce qui sempre più apprezzamento, passando dall'essere una bambolina provocante ad una donna guerriera che lotta soprattutto per gli altri e non solo per sé stessa.

I colpi di scena sono sorprendenti e non lasciano modo al lettore di fare una pausa da tutto, perché è troppa la curiosità di andare avanti e concludere la storia.

"Città di Vetro" rappresenta la conclusione di una "prima stagione" che è solo il preludio del potenziale mondo di Cassandra Clare, che da questo momento in avanti si ingrandirà a dismisura, attraverso non solo nuovi personaggi ma anche avanti e indietro nel tempo.



Review Party: Recensione di "Qualunque sia il tuo nome" di Laura Baldo



« Potremmo essere tutti morti domani, per quel che ne sappiamo. Prima, tanto vale vivere un po’. »

Anna è un'insegnante dalla potente forza d'animo. Ma la guerra, soprattutto in Polonia, la costringe ad arrendersi e scappare per avere salva la vita. In questo frangente, nel fienile della dimora della zia in cui si rifugia, la donna s'imbatte in Werner, che si nascondeva lì a causa di una brutta ferita. Anna non esita ad aiutare l'uomo, che per quanto tedesco rimane pur sempre un essere umano in difficoltà.

Ha così inizio un'intensa storia di identità che si rivelano poco a poco, a cavallo di anni difficili da superare per cui molti versarono il sangue invano. Come possono due persone su fronti opposti riuscire a trovare un punto d'incontro pur di non far morire perfino l'amore che iniziano a provare vicendevolmente?

"Qualunque sia il tuo nome" ha la capacità di far battere il cuore ed emozionare nonostante il periodo storico in cui la storia è ambientata. Lo stile di scrittura di Laura Baldo è diretto e in grado di aprire il cuore del lettore ai sentimenti puri dei protagonisti, che cercano con tutte le loro forze di  preservarli dal resto del mondo. Lo fanno attraverso il silenzio, nascondendolo, separandosi più e più volte, fingendo e negando. Una situazione complicata che riflette anime complesse: Anna e Werner, infatti, sono persone che non è così semplice inquadrare, ma che è possibile conoscere solo seguendoli capitolo dopo capitolo, per tutto il racconto.

L'amore che li lega non è mai banale o scontato: con forza e determinazione si fa largo nell'oscura macchia d'odio che sembra essersi posata indelebilmente nei cuori, ma che non può fare altro che retrocedere e pian piano estinguersi di fronte alla sincerità da cui viene guidato. 

L'opera di esordio di Laura Baldo è una storia che porta il lettore alla ricerca di un io celato tra nomi falsi e identità nascoste, ma che scalpita senza indugio per poter emergere e farsi conoscere per ciò che davvero è. Una lettura insolita, per questo periodo, ma che sa intrattenere e conquistare per la fermezza con cui ogni piccolo messaggio viene trasmesso alla mente di tutti.


martedì 17 dicembre 2019

Review Party: Recensione di "Shadowhunters: Città di Cenere" di Cassandra Clare




« Clary sentì un suono simile a un sospiro correre per la Corte, tutt'intorno a loro, un'ondata di rumore, ma non significava niente, si perdeva nel flusso del suo sangue nelle vene, nel vertiginoso senso di assenza di peso nel suo corpo. »

Clary e Jace devono fare i conti con la scioccante rivelazione di Valentine, che non solo li ha divisi ma non permette loro di tornare davvero alla normalità. Ma a quale normalità si può tornare, quando la propria madre è imprigionata in un sonno apparentemente eterno e le forze del male lottano per farsi strada in questo mondo?

Valentine, nascosto da qualche parte, medita su come tornare alla carica e ottenere il potere che dice di spettargli. Riuscirà nel suo intento?

Nel secondo libro di questa saga, si assiste al conflitto interiore dei protagonisti, dato da un colpo di scena che ha chiuso le loro sorti in Città di Ossa. Come se per loro non bastasse a lottare da soli contro questo, sembra che il Mondo dei Nascosti faccia di tutto per ricordare i loro apparenti sbagli, mettendoli davanti ai fatti e scoprire di fronte a tutti i propri sentimenti.

Uno di quelli che rimane scottato da tutto questo è Simon, il migliore amico di Clary nonché uno dei personaggi che maggiormente ho amato nella storia. Nerd dalla testa ai piedi e sempre pronto a fare citazioni di culto, Simon è il classico ragazzo diverte, gentile e altruista che tutti vorremmo nella nostra vita, almeno per come la concepisco io. La sua bontà d'animo lo porta però ad infilarsi in situazioni spiacevoli, che a lungo andare lo porterà a soffrire più di quanto non voglia ammettere. Inoltre è uno di quei personaggi che non solo ha un'evoluzione enorme del corso dei libri ma che assumerà anche una propria indipendenza, scrivendo da solo il proprio futuro a prescindere dagli eventi che lo circondano.

Ma questo non è di certo un libro incentrato su di lui, anzi: Città di Cenere approfondisce maggiormente il mondo presentato in Città di Ossa, ingrandendolo e oltrepassando addirittura le barriere che lo legano al mondo mortale. Valentine si riconferma essere un nemico freddo e calcolatore, capace di mettere in crisi sia i protagonisti che i personaggi secondari.

Alex Lightwood, facente parte di una delle casate più antiche tra gli Shadowhunters, viene sempre più approfondito, così come sua sorella Isabelle. Per non parlare del ritorno del mio amato Magnus Bane. Ma di tutti loro ne parlerò nei prossimi giorni.

La tensione rimane alta e ricordo ancora l'impazienza per l'attesa della pubblicazione del terzo libro, in cui si presume una resa dei conti in grande stile. Lo scoprirete presto!



lunedì 16 dicembre 2019

Review Party: Recensione di "Shadowhunters: Città di Ossa" di Cassandra Clare



« Qualcosa, in quella statua, solleticava la memoria di Clary con inquietante familiarità. C’era una data incisa sul basamento, 1234, e attorno a essa le parole: NEPHILIM:FACILIS DESCENSUM AVERNI. – Quella sarebbe la Coppa Mortale? – chiese Clary. Jace annuì. – E quello è il motto dei Nephilim… dei Cacciatori.
-Cosa vuol dire?
Il sorriso di Jace fu un lampo bianco nell’oscurità – Significa “Cacciatori: strafighi in nero dal 1234”.
-Jace…
-Significa – disse Geremia – “La discesa all’Inferno è facile”.
-Carino – disse Clary. La sua pelle fu percorsa da un brivido, nonostante il caldo. »

Il mondo di Clary Fray si capovolge quando scopre un mondo oscuro, celato fino a quel momento ai suoi occhi. Si sente chiamare Mondana, in una realtà in cui demoni, maghi e altre creature sovrannaturali esistono in un sottile equilibrio regolato dagli Shadowhunters: Cacciatori d'Ombre sparsi negli Istituti delle città più importanti in ogni parte del globo.

Ma non è tutto, perché sua madre Jocelyn è stata una di loro e ha fatto di tutto purché nella figlia non rimanesse alcun ricordo del mondo Nascosto. Il nemico è sempre più vicino, in cerca della sua vendetta e dell'antico artefatto che può portarlo alla vittoria: la Coppa Mortale.

Quale sarà il destino di Clary e cosa la lega al Cacciatore Jace e al misterioso Valentine?

È davvero difficile mettere in ordine i pensieri legati ad una delle saghe per me più importanti. Shadowhunters mi accompagna fin dai tempi delle medie ed è stato il mio primo approccio al mondo dell'urban fantasy. La New York oscura creata dalla Clare ha saputo conquistarmi fin dal primo istante grazie ad una realtà parallela ricca di una cultura che riesce a stare in piedi a prescindere da quella mortale, sposandosi perfettamente con gli ambienti davvero esistenti e facendo credere che possa davvero essere così.

La coppia di Jace e Clary non è tra le mie preferite dell'intera saga, ma sicuramente Jace è uno di quei personaggi che a distanza di anni sa ancora strapparmi una risata e farmi perdere un battito. È il classico bellimbusto consapevole del suo fascino, ma che dietro alla sua corazza nasconde non solo un passato tragico ma anche l'incapacità di riuscire ad affezionarsi davvero a qualcuno. L'opinione che ho di Clary invece è stata altalenante per tutto il corso della storia che la riguarda, passando da momenti di ammirazione ad altri di irritazione.

Nonostante gli anni siano passati e io sia maturata in tutti i sensi, se dovessero venire a chiedermi consigli sull'urban fantasy non potrei non citare questa saga, a cui rimarrò sempre legata a prescindere da tutto.

Per i fortunati di voi che ancora non hanno avuto modo di leggerla, consiglio caldamente la nuova edizione che gradualmente verrà pubblicata da Mondadori in eleganti cofanetti, non solo per l'obiettiva economicità dei volumi ma anche per la qualità grafica che li caratterizza, riprendendo una delle versioni migliori uscita in originale.

Potrebbe essere davvero un bel regalo di Natale, invidio chiunque se li troverà sotto l'albero!



domenica 15 dicembre 2019

Review Party: Recensione di "Chasing Clementine" di Anne Went e Mari Thorn



« Anche io probabilmente sarei snob se avessi abbastanza soldi per permettermelo, ma ciò non non toglie che ogni volta che ne incontro uno la reazione sia più che urticante. »

Teddy e Clementine non potrebbero essere persone più diverse l'uno dall'altra. Eppure, una serata comune li fa incontrare e da allora è come se qualcosa li facesse sempre essere presenti nello stesso luogo. Non che loro ne gioiscano, visto quanto lui sia ricco e popolare e lei viva nell'anonimato e sempre alla ricerca di un modo per arrivare a fine mese.

Sono opposti che sembrano non poter andare mai d'accordo; eppure, il loro carattere forte e la determinazione a raggiungere i propri obiettivi trovano un modo per farsi strada nelle loro vite e farli scoprire l'uno all'altra, anche grazie all'aiuto delle persone attorno a loro che vedono inaspettatamente una potenziale coppia.

Che la missione di conquista abbia inizio!

Le storie Mari Thorn e Anne Went sono ormai un appuntamento fisso annuale, tra le pagine di questa tana di libri. Sono sempre felice di accoglierle perché ormai sanno conquistarmi con uno stile tutto loro che... non so, mi rapisce! 

Con loro ho riflettuto, mi sono emozionata e ho riso, oh sì, quanto ho riso! E "Chasing Clementine" fa proprio parte di quest'ultima categoria, perché è una di quelle commedie d'amore che colpiscono per la freschezza della trama e un ritmo narrativo frizzante. Mi ha fatto piacere poter rincontrare i personaggi ricorrenti di "Loving Donovan", precedente libro della serie, ma credo proprio che la coppia di questo secondo capitolo mi abbia davvero conquistato. Come le autrici già ben sanno da mie precedenti recensioni, non sono una particolare fan del detto "gli opposti si attraggono", ma Clementine e Teddy li ho adorati dal primo istante. In Clementine mi ci rivedo davvero molto e per certi versi mi è anche fonte d'ispirazione; vederla competere con il belloccio di turno mi ha fatto sbellicare dalle risate, soprattutto per la reazione in risposta e per il continuo battibecco che sembra non avere fine e non far sbocciare mai l'amore

Una storia improbabile e che per certi elementi può ricalcare lo stereotipo, ma che sa intrattenere, rilassare e far passare il tempo. Direi che non mi resta altro che aspettare il prossimo periodo natalizio per potermi tuffare in una nuova avventura targata MaryAnne Snatt.




venerdì 13 dicembre 2019

Review Party: Recensione di "Universum - Cronache dei pianeti ribelli" di Giorgio Costa




« Mai più chiusi in silenzio a soffrire nel ventre della nave. Libertà. La promessa stava per realizzarsi. Il sangue che gli colava sulla faccia era la prova che indietro non si poteva più tornare. »

Tom Rivert ha sempre potuto essere fiero e soddisfatto della vita che gli è stata donata. Sulla luna di Dana, vive le giornate in compagnia della famiglia e degli amici, in particolare Mira, con cui ha un legame molto più forte di qualsiasi altro rapporto.

Tutto questo però si spezza quando i monaci Simbeliani arrivano devastando la sua terra. Rimasto orfano in tenera età, è costretto a seguire i dettami di questo nuovo dominio: ma Tom è uno spirito forte e la sua vena di ribellione lo porta ad essere esiliato su Paltox Blu e piegato ai lavori forzati. Ma una forza altrettanto grande è atterrata in aiuto dei più deboli: quella della ribellione, che farà di tutto per mettersi contro la dittatura dell'Impero e sconfiggerlo.

Quale segreto nasconde Tom, così fondamentale per la lotta alla libertà?

Giorgio Costa è al suo debutto nel mondo dell'editoria e lo fa in un modo tanto travolgente da riuscire a centrare in pieno l'obiettivo. Universum è una storia carica di azione, tensione e sentimenti intensi che può ricordare importanti saghe della fantascienza a cui viene fatto un grande tributo. Tutto questo è declinato in un'ambientazione dettagliata e originale, con una cultura ben strutturata e molteplici personaggi per nulla stereotipati. Tom ha un'evoluzione incredibile nel corso della storia ed è ammirevole la sua forza d'animo, che mai l'abbandona e non lo fa cadere in ciechi obiettivi di vendetta.

Il ruolo del Virilio, la pietra che muove le astronavi attraverso la Trascendenza, l'importanza quasi vitale per gli umani di non rimanere senza, è un elemento molto interessante e le descrizioni che caratterizzano il processo del viaggio sono affascinanti, tanto da desiderare di poterlo sperimentare. 

Mira è un personaggio con cui sono entrata subito in sintonia per il carattere deciso e mai arrendevole che ha saputo infondermi fiducia e speranza. Però il personaggio che più di tutti mi ha intrigato è il piccolo Yori, facente parte della flotta dei ribelli e che viene soprannominato "figlio del cosmo". È coperto da un velo enigmatico che non ha fatto altro che mettermi sempre più curiosità sul suo conto per tutta la lettura.

Nel complesso, Universum ha un'atmosfera che richiama proprio il mistero, perché sia della trama che del mondo in sé non viene svelato nulla subito, ma viene indagato passo passo, come un'esplorazione all'interno di una realtà che vuole farsi scoprire, ma che conquista attraverso un gioco di colpi di scena che lasciano senza parole.

Giorgio Costa ha uno stile di scrittura scorrevole e molto curato, che trasuda l'impegno impiegato nello scrivere un'opera che spero davvero possa conquistare più lettori possibile.

Siete ancora in tempo per farvi un regalo o regalare a qualcuno un bel libro: "Universum - Cronache dei pianeti ribelli" è ciò che fa al caso non solo dei fan della fantascienza ma anche di chi vuole approcciarsi al genere, approfittandone e dando una possibilità a un autore italiano. Cosa si può desiderare di più?

INTERVISTA ALL'AUTORE

In questo evento, i blogger partecipanti hanno avuto la possibilità di fare alcune domande, a cui l'autore è stato felice di rispondere. Ecco, qui di seguito, un paio di queste.

Come hai avuto l’idea di creare questo romanzo fantascientifico? 

L’idea è scaturita quando la mia prima figlia, Anita, aveva intorno ai due anni. Mi chiedeva di raccontarle storie ogni sera e io spesso le inventavo. In quel momento si è acceso qualcosa in me. Ho letto molti molti libri. La letteratura è sempre stata la mia più grande passione, ma quando mi sono trovato a raccontare a una bimba… beh, probabilmente ho recuperato la scintilla che è al cuore di ogni narrazione… da ancor prima dell’invenzione della scrittura. Questo probabilmente è stato uno dei fattori determinanti, ma non l’unico sicuramente. Un’altra questione è stata la diminuzione della mia attività di batterista; diciamo che per quasi vent’anni la valvola di sfogo alla mia creatività è stata principalmente nella musica. Quando è venuta meno quella la scrittura è partita in modo quasi automatico, sicuramente naturale. 

Come hai creato i caratteri dei protagonisti? 

Ognuno dei personaggi, e non solo i principali, ha una sua storia importante, fatta di traumi, gioie, sconfitte e amori. ognuno di loro ha una parabola, degli obiettivi, un arco di trasformazione. Questi personaggi mi hanno accompagnato per molto tempo. Ho infatti lavorato molto a lungo a questa storia e dopo uno sforzo iniziale è come se avessero preso vita, tanto è che spesso durante la mia vita di tutti i giorni me li ritrovavo accanto a me, a darmi consigli o a farmi domande. Credo che sia proprio vero che a un certo punto i personaggi prendano vita. Dentro la trama infatti erano proprio i loro caratteri a impormi determinate scelte. 



mercoledì 11 dicembre 2019

Review Party: Recensione di “I Discendenti delle Arti Terrene” di Ester Kokunja



« Forse un mondo fatto di magia potrebbe sembrare l'utopia perfetta, l'inequivocabile incarnazione dell'Eden in cui tutti si apprezzano e custodiscono ciò che li rende speciali. In realtà, questo era sempre sull'orlo della frattura. »

Al di là dei confini del mondo conosciuto, esiste una realtà parallela in cui la Magia tangibile ed è controllata da coloro che vengono detti Discendenti e che possono comandare le quattro Arti Terrene. 

Ayra fa parte della genealogia dei Quattro Fondatori che hanno costruito questo Secondo Mondo, ma la sua apparente fortuna è pressapoco inesistente. Questo perché orfana dei genitori, vive in totale povertà, disprezzata perfino dalle altre potenti famiglie magiche. 
Cosciente inoltre delle sue scarse capacità, la giovane si appresta a cominciare il suo primo anno presso l'Istituto Aühequos, che può determinare il suo destino nella realtà che la circonda.

"I Discendenti delle Arti Terrene" è solo il primo capitolo di una trilogia fantasy che compone la Saga delle Dimensioni Parallele. Ho assolutamente adorato la cura con cui l'ambientazione viene presentata, che si estende attraverso minuziosi particolari dati, tra le altre cose, dalle caratteristiche della magia, dalla suddivisione della società e dalla vita all'interno dell'Accademia magica. Le lezioni sono scrupolosamente studiate, affinché il lettore possa sentirsi partecipe dell'immaginazione di Ester Kokunja, grazie anche ad uno stile di scrittura che sa incuriosire, per quanto semplice.

La lotta tra la tranquillità del giorno e le lotte al predominio di notte si alternano in maniera serrata e travolgente, tanto da desiderare a ogni capitolo di scoprire cosa accadrà il giorno dopo. In questo Ayra vive non solo le difficoltà date dal fato, ma anche il conflitto interiore su quale delle parti sostenere. Come in ogni storia intrisa di magia, luce e ombra si fondono e si scontrano alla ricerca di seguaci per la corsa verso la vittoria. 

A questo si aggiunge il segreto più prezioso da custodire, quello del'esistenza Lazhar, oltre lo specchio, e che sembra avere in sé più arcani di quanto non faccia vedere.
Ho trovato davvero interessante l'utilizzo delle Rune (che per me hanno un significato personale di grande valore), che non vedevo penso dai tempi della lettura di Stardust di Neil Gaiman.

“I Discendenti delle Arti Terrene” è un'opera che pur basandosi su elementi ben consolidati del genere cui appartiene, sa presentare le proprie potenzialità al meglio, convincendo chi legge a non fermarsi al finale aperto, ma invogliandolo ad attendere il prossimo libro.



martedì 10 dicembre 2019

Review Party: Recensione di "Le confessioni dei Borgia" di Alyssa Palombo



«  Ripensai di nuovo al sogno, alla mia brama di amore, di affetto e di passione. Adesso mi si presentava l'opportunità di avere tutto, e in un matrimonio benedetto da Dio. Cos'altro avrei potuto chiedere? »

La famiglia Borgia è sempre stata caratterizzata da un velo di scandali e lotta al potere che riecheggia ancora adesso, nonostante siano passati secoli.

Poter avere anche il potere sul pontificato è uno dei grandi obiettivi, raggiunto a fine del 1400 da  Rodrigo Borgia, divenuto così Alessandro VI. Ora è il momento di affidare incarichi ecclesiastici anche ai propri figli: è di assoluta importanza che Cesare punti al cardinalato, per poi succedergli nel papato e mantenere l'istituzione sacra sotto il dominio della famiglia.

Cesare vorrebbe per sé una carriera militare, ma approfitta del destino a lui assegnatogli per bramare il potere, tanto quanto il padre, portando avanti il desiderio di espansione, senza cedere anche durante gli attacchi più violenti. È in questo frangente che fa la sua comparsa Maddalena, donna umile che entra a far parte della Corte come domestica e che presto si troverà a soddisfare le necessità carnali di Cesare. Così, sarà inevitabile testimone silente degli intrighi politici, gli accordi segreti e gli oltraggi che vengono perpetrati all'interno della famiglia Borgia, all'ombra del resto del mondo.

Alyssa Palumbo è una scrittrice che sa come curare i fatti storici che riporta nei propri libri, cercando di seguire meglio che può la verità al servizio della personale narrazione. Realtà e finzione si mescolano creando un mix appassionante e godibile. "Le confessioni dei Borgia" è una lettura che trovo essere leggera e in grado di fare da spartiacque tra letture decisamente più lunghe e impegnative. I fatti storici riportati non appesantiscono infatti il ritmo, che rimane costante dall'inizio alla fine.

Cesare e Maddalena sono dei personaggi interessanti, sia individualmente che in coppia. Nell'uomo troviamo la costrizione di seguire le orme del padre ma al tempo stesso la freddezza con cui ogni decisione viene presa, con un calcolo preciso al secondo, che ha come conseguenza l'aumento del potere, a qualsiasi costo.

Maddalena in questo vive il tormento di una vita di principi cattolici che si scontra con ciò a cui assiste frequentando i Borgia ma soprattutto con i sentimenti e i pensieri che a detta della Chiesa sono impuri e per questo vanno estirpati attraverso la preghiera e l'astensione.

L'opera della Palumbo dà al lettore appassionato del genere un nuovo spunto narrativo su una delle famiglie italiane più influenti, senza particolari pretese e per questo risultando tutto sommato un prodotto scorrevole e coinvolgente nella sua leggerezza e semplicità.



lunedì 9 dicembre 2019

Review Party: Recensione di “Rhythm Section” di Mark Burnell



«  L’aveva avvertita degli orrori che la attendevano e del fatto che non c’era via di fuga. L’aveva addirittura implorata di scegliere una vita vera al posto di quella. Ma, naturalmente, lei era convinta di sapere tutto. Si sentiva preparata ad affrontare qualsiasi cosa. Che atteggiamento arrogante! La desolazione che la avvolgeva come un mantello era inevitabile quanto il destino che la attendeva. »

La morte dei propri cari porta con sé non solo un velo di disperazione, ma anche un sentimento d'ingiustizia e inspiegabilità che tormenta coloro che sono rimasti in vita.
Questo è ciò che succede a Stephanie Patrick, che per superare la scomparsa dei genitori si lascia andare ad abitudini ben poco salutari.
La vera adrenalina, però, ricomincia a scorrerle in corpo quando le viene fatta una rivelazione inaspettata: la loro morte non è stato un incidente, ma un vero e proprio attacco terroristico. Così, la disperazione lascia il posto alla vendetta.

"Rhythm Section" giunge a me in un momento davvero curioso, proprio nello stesso periodo in cui mi sono dedicata alla visione di una serie coreana che ha alla base la stessa identica premessa: una morte ingiusta porta il protagonista ad indagare e andare alla ricerca della cellula terroristica che gli ha causato una forte perdita, per scoprirne gli scopi che spingono a prendere le vite degli altri senza alcun diritto.

È stato quindi interessante mettere a confronto le narrazioni, per poi convenire che da premesse identiche possono derivare storie diverse, originali e molto avvincenti. Questo perché ovviamente parliamo di culture molto diverse, che concepiscono le dinamiche sotto punti di vista differenti.

I colpi di scena di questo libro non mancano di far rimanere il lettore in costante tensione, che ha sete di sapere e di rimanere sorpreso fino al colpo di scena successivo.

La storia ha come punto forte una protagonista inusuale che ha un'evoluzione frenetica e intensa, data dallo scorrere del tempo e dagli avvenimenti che le sconvolgono la vita e che non le danno il tempo di fermarsi a ragionare davvero su ciò che sta affrontando.

Mark Burnell sembra davvero un esperto del genere, perché questo primo romanzo non dà per nulla l'impressione di appartenere alla mano di uno scrittore alle prime armi, ma che anzi, sa domare la sua storia e condurre i lettori dove vuole lui.

Sono davvero sollevata dal fatto che questo sia solo il primo di una serie ben pianificata dedicata al personaggio di Stephanie, una donna che ha ancora molto da raccontare e che sicuramente i lettori vogliono conoscere sempre più in profondità.

“Rhythm Section” è un thriller insolito che indaga non solo le vicende esterne, ma che cura anche l'introspettiva e i sentimenti dei personaggi.

Mi auguro che il film in uscita possa dare maggiore visibilità ad un autore tanto talentuoso quanto meritevole.


venerdì 6 dicembre 2019

Review Party: Recensione di "Luna Nera. Le città perdute" di Tiziana Triana



« Usciva di notte. Non sempre da sola, spesso portava con sé la nipote. Le streghe danno alla luce solo altre streghe. Entrava nelle case delle povere anime e ne usciva qualche tempo dopo. La mattina successiva coloro che avrebbe dovuto curare erano volati in cielo, o almeno questo voleva farci credere. In realtà quelle anime erano il suo tributo al demonio. E questo il suo tramite! »

La vita per la giovane Ade e il piccolo Valente è sempre stata colma di dolore e difficoltà. Orfani da sempre e ora in mancanza della nonna, la ragazza deve fare il possibile per provvedere al sostentamento suo e del fratello. Per questo, si fa avanti come nuova levatrice di Torre Rossa. Ma quando la neonata Maddalena viene al mondo per poi morire poche ore dopo, sul paese cala l'ombra oscura del lutto accompagnata dal timore dettato dall'ignoranza.

Perché nel diciassettesimo secolo ciò che era inspiegabile era automaticamente legato al demonio.

Accusata quindi di aver portato il male, Adelaide è costretta a scappare per avere salva la vita, fino a giungere nella comunità delle Città Perdute, luogo abitato da sole donne, tutte accomunate da un'ingiustizia subita.

Luna Nera è solo il primo capitolo di una storia che rappresenta un'esemplare caccia alle streghe, ma che al tempo stesso vuole far prevalere la voce di chi è costretto a tacere per colpa del pregiudizio e di idee retrograde.

Tiziana Triana compone una storia a cavallo tra lo storico e il fantastico che ha saputo intrattenermi fin dal prologo grazie ad un'atmosfera gotica e macabra. La magia, che tanto affascina e stupisce, è in realtà la causa di morte di moltitudini di persone, che nei secoli sono cadute vittime del bigottismo degli altri, che sono andati alla ricerca di un capro espiatorio per esorcizzare demoni interiori riversando la negatività su chi è ritenuto diverso.

Non ho potuto fare a meno di tornare indietro con gli anni e ripensare al mio approccio con "La chimera" di Sebastiano Vassalli, un romanzo che valse all'autore il Premio Strega nel 1990 e che non smetterà mai di rimanermi in testa per la sua storia di sofferenza fisica e mentale.

La copertina è intrigante e rispecchia perfettamente la storia racchiusa al suo interno. Un libro che giunge sul calare dell'anno ma che scala le classifiche dei libri letti in tutti questi mesi. In attesa di scoprire cosa succederà nel secondo libro, attendo con trepidazione l'adattamento a serie tv prodotto da Netflix. Un traguardo davvero importante e meritato per Tiziana Triana, che rappresenta meritatamente le storie italiane che siamo in grado di creare.


mercoledì 4 dicembre 2019

Review Party: Recensione di "Piccole donne" di Louisa May Alcott



« Non si è mai troppo grandi per quel gioco, mia cara. È una recita che recitiamo tutta la vita, in un modo o nell’altro. I nostri fardelli sono qui, c’è sempre una strada che si apre davanti a noi e l’aspirazione alla bontà e alla felicità è la guida che, attraverso molti affanni ed errori, ci conduce alla pace che è la vera Città Celeste. »

Natale è alle porte e le sorelle March non riescono proprio a gioire, sapendo che non riceveranno regali a causa della crisi economica che sta vivendo la famiglia e che il padre è impegnato in guerra. Ma non demordono e decidono di mettere insieme i pochi risparmi per comprare un dono per la madre.

Questo è solo l'incipit di un'opera intramontabile, dal sapore sempre moderno e che trova ogni volta la via per insegnare al lettore qualcosa.

La storia di Piccole Donne, così come gli altri tre libri successivi racchiusi in questo splendido volume della Mondadori, è ambientata in un periodo storico ben preciso ma racchiude in sé dei valori che valgono sempre e per tutti. Questo è infatti un classico che tende ad essere consigliato in tenera età, ma che sa scaldare il cuore ed essere compreso con maggiore maturità anche da lettori adulti.

Con un stile semplice e delicato, Louisa May Alcott illustra l'importanza per la famiglia, il rispetto reciproco e l'importanza di non abbattersi di fronte alle difficoltà, perché è soprattutto da queste che si traggono gli insegnamenti più importanti.

Le sorelle Bella, Jo, Beth e Amy sono le protagoniste, ma una figura altrettanto importante è quella della mamma, l'adulta di casa, una roccia che sa tenere unita la famiglia attraverso momenti di intenso silenzio, ma altrettanto amore. Grazie a lei, le sue figlie non temono di essere sempre loro stesse, senza il timore di dover nascondere la propria personalità e desideri al resto del mondo.

La pubblicazione di questa nuova edizione calza alla perfezione con il periodo natalizio in cui ci stiamo addentrando, finendo per diventare un regalo assolutamente consigliato e mai scontato.



martedì 3 dicembre 2019

Review Party: Recensione di "Casuali incontri tra estranei" di Alison Lurie



« Le manca tutta la parte di affetto e relazione, limitatamente a quel che ne sa: passeggiate nei boschi, scambi di bigliettini, una rapida carezza di sfuggita a una festa, un'occhiata dal fondo della sala del club di facoltà, il senso di vivere una vita complessa e segreta. Tuttavia, è abituata a queste mancanze, ne ha fatto a meno per quasi tutta la sua vita. »


Due colleghi americani allo sbaraglio con la propria vita, decidono di prendersi un periodo sabbatico e volare via, dritti verso l'Inghilterra. Vinnie, donna matura con un matrimonio fallito alle spalle, vive nel più totale anonimato, senza veri stimoli o uno scopo reale cui aggrapparsi. Fred, giovane uomo alle prese con la separazione, non sa come affrontare la situazione e continua a chiedersi cosa sia andato storto con il rapporto con la moglie.

L'arrivo di Chuck e Rosemary nelle loro vite ribalterà completamente il loro modo di pensare.

Il libro di Alison Lurie segue parallelamente due vicende completamente differenti, ma che hanno in sé un comune denominatore: l'amore.

Vinnie è la tipica donna che nessuno nota, con una faccia semplice, minuta, ma dal carattere decisamente spinoso. È quasi ironico pensare che fa la professoressa di letteratura per bambini, ma che per quanto sia molto rispettata, non provi un affetto particolare per i suoi alunni e gli infanti in generale. L'incontro con Chuck, sull'aereo che la porterà in Inghilterra sembra essere destinato a iniziare e finire lì nel cielo. Lei non ha una particolare opinione dell'uomo, che viene considerato al primo sguardo un bifolco, ma che poi verrà rivalutato, spinta anche da un sentimento inspiegabile e che da troppo tempo non prova.

Fred è un uomo prestante, consapevole del suo fascino e dell'effetto che fa sulle altre persone. Si compiace delle sue abilità da amatore, ma proprio non riesce a comprendere cosa ci sia di storto nella relazione con la moglie, così complessa da seguire nei suoi ragionamenti. Lasciandosi alle spalle questa relazione, si butta a capofitto nella conquista dell'attrice londinese Rosemary, ma l'impresa sarà tutt'altro che semplice.

L'opera di Alison Lurie ha un tono generalmente allegro, ottimamente strutturata e ironicamente divertente. Nel suo essere una scrittrice senza pretese, ha saputo parlare in modo estremamente delicato dei drammi interiori, andando contro l'ossessione della cultura letteraria per la bellezza e per la giovinezza, facendo sì che la sua creatura, Vinnie, potesse comunque diventare un simbolo di libertà e indipendenza.



Review Party: Recensione di "Il Priorato dell’Albero delle Arance" di Samantha Shannon



«  È nei momenti in cui la storia manca di far luce sulla verità che si generano i miti.   »

Ci fu un tempo in cui il terribile drago Senza Nome tentò di distruggere ogni cosa. La catastrofe venne scongiurata e la creatura imprigionata. Il tempo scorre e il suo ritorno in libertà sembra sempre più imminente, così come la venuta di coloro che dovranno riuscire nella pericolosa impresa ancora una volta.

Il Reginato di Inys sta vivendo una vera e propria crisi, dal momento che la principessa Sabran è senza consorte e soprattutto senza un erede per continuare a far vivere la casata di Berethnet. I nemici aumentano, ma c'è un paladino segreto a vegliare su di lei: Ead Duryan, adepta di una società segreta che sfrutta i suoi poteri per proteggere la futura Regina, anche se questa è proibita nell'intero regno.

A cavallo tra influenze orientali e occidentali, Samantha Shannon costruisce magistralmente un universo immenso e strabiliante per la cura dei dettagli, che siano essi nella morfologia che nella miriade di culture differenti che caratterizzano i popoli. La figura del drago, per gli orientali, è alla stregua di una divinità, venerati per la loro forza anziché condannati per la distruzione. Il suo è un mondo in cui nessuna persona o gruppo detiene la verità precisa: le credenze di tutti sono in qualche modo imperfette, modellate dalla storia o dall'opportunità politica.

È davvero lodevole che gran parte dell'azione chiave è guidata da donne e personaggi di colore: questo è solo uno dei moltissimi esempi di parità disseminati nell'opera, volta ad esaltare i diritti di uguaglianza, di genere e di orientamento sessuale, con lo scopo di rendere ognuno di questi esattamente ciò che dovrebbe essere: la normalità in un mondo normalmente variegato.

La magia pulsa in ogni elemento, vivendo nell'aria, nell'acqua, in ogni essere vivente. Perfino, purtroppo, anche dove il male si annida e scalcia per risalire le profondità buie in cui è caduta.

Ho conosciuto l'autrice anni fa, quando Salani pubblicò il primo libro della trilogia "La stagione della falce", bloccando poi la pubblicazione. Sono davvero felice di poter leggere e gustarmi finalmente una storia della Shannon dall'inizio alla fine. E che storia! Un romanzo intenso e complesso, corposo sia dal punto di vista della mole di pagine che da quello che viene rappresentato. Non è una passeggiata scrivere un'opera del genere, ma è una dimostrazione eclatante del fatto che spesso non serve scrivere una serie di libri per rendere una storia indimenticabile.

"Il Priorato dell’Albero delle Arance" mi ha fatto riassaporare la bellezza e la meraviglia dell'infanzia, riportando a galla le stesse emozioni di quando ho iniziato ad approcciarmi al fantasy e a sognare, anche io, di poter esplorare il mondo a cavallo di un maestoso drago. 



venerdì 29 novembre 2019

Cover Reveal: "Come petali di ciliegio" di Mia Another


Titolo: Come petali di ciliegio
Autore: Mia Another
Editore: Newton Compton
Genere: Romance contemporaneo / New Adult
Data di uscita: 18 dicembre (in ebook), 2 gennaio 2020 (in libreria) - preordine disponibile
Prezzo: 3,99 € (ebook)
Link:  Amazon - https://amzn.to/37AnC6l
Google Play - http://bit.ly/2QRVHsC

Sinossi: 

Tokyo non è mai stata così sensuale 
Isabel Devlin è irlandese, ma da un anno si è trasferita a Tokyo per studiare tecnica del fumetto. Ha talento, è bella, sveglia e molto determinata a fare strada nel mondo dell’illustrazione. Vive in un monolocale con Mei, una sua compagna di corso e ha una storia con Tyler, che frequenta pediatria. Tyler vive con il suo amico di vecchia data Ryuu, un incrocio genetico tra occidente e oriente, un tipo bello e imperscrutabile. Studente di neurologia modello, ma anche sportivo, colto e profondo, questi si rivela essere un vero esperto di kinbaku, l’arte del bondage giapponese. All’inizio Ryuu dimostra una certa insofferenza nei confronti di Isabel, mentre Ty fa di tutto affinché l’amico accetti la ragazza di cui si sta follemente innamorando. Ma quando questa si trova a dover superare un esame di disegno sull’arte erotica della legatura, Ryuu acconsente a farle provare la pratica e questo basta ad accendere in lei il desiderio. Appena slegata corre da Ty per essere soddisfatta, ma presto si rende conto che non è lui che voleva. Tra la gelosia e l’insoddisfazione di Ryuu, il desiderio di Tylor di concretizzare con Isabel e lo spaesamento e l’incertezza di quest’ultima, la storia tra i tre si dipana in un crescendo di erotismo e sensazioni non sempre facili da decifrare...  

Estratto: 

«Conosci la leggenda del filo rosso del destino?», mi chiede mio zio, appoggiandosi allo stipite della porta. «È legato al mignolo della tua mano sinistra. Non puoi vederlo, questo è scontato. Dall’altro capo, c’è la persona che è destinata a te, la tua anima gemella, e non è detto che lei ti stia aspettando. Forse, per il momento, appartiene a un altro uomo. Forse ti ignora, o addirittura ti odia, ma non puoi farci niente. Nessuno può farci niente. Il filo si accorcerà e voi vi avvicinerete. Continuerete a incontrarvi, perché siete fatti l’uno per l’altra, e prima o poi…».
«Va’ a dormire, Koji. Sei ubriaco».
«Non lo sono, ma credici pure, se ti consola», ribatte. «Non avrai pace finché non sarai con lei. Inizierai a notare segnali sempre più frequenti. Piccolezze alle quali normalmente non faresti caso, ma a un certo punto ne sarai ossessionato».
Un colpo di vento fa suonare il futaku appeso alla tettoia, e avverto un capogiro. Mi sento mancare la terra sotto i piedi. La cordicella rossa che sostiene la campana, identica a quella che c’è a casa dei miei nonni. I suoi capelli rossi, le corde rosse che ho usato per legarla, e il vento. Il vento che porta tempesta, che smuove i fili, fa suonare il futaku, le scompiglia i capelli. I capelli, come migliaia di fili rossi.
«Scommetto che adesso ci stai pensando, vero, Ryuu?».
Abbasso le palpebre e scuoto leggermente la testa. Non può essere.
«È inutile lottare contro il destino, non farai che renderti le cose più difficili», conclude, stiracchiandosi e sbadigliando. «Ma questa è solo un’antica leggenda. Non pensarci troppo».

Bio autore: Mia Another è lo pseudonimo di una scrittrice che vive nel modenese. Classe 1992, introversa, ama gli animali e l’autunno, è un’appassionata di videogames e fumetti. La scrittura è sempre stata al centro della sua vita. Dopo aver lavorato per anni in un web magazine a tema hi-tech, ha iniziato la sua avventura nel selfpublishing nel 2014, pubblicando romanzi di genere New Adult e facendosi strada tra i social.


Cover Reveal: "Chasing Clementine" di Mari Thorn & Anne Went



TITOLO: Chasing Clementine #2 JCube Series 
AUTORE: Mari Thorn & Anne Went 
SERIE: JCube Series 
EDITORE: Self-Publishing 
DATA PUBBLICAZIONE: 13/12/2019 
FORMATO: eBook 
GRAFICA: Michela Muzzi 




SINOSSI 
- Tu sei ossessionata dai soldi! - Io sono ossessionata dalla MANCANZA di soldi, mio caro! 
Bello, più che benestante, persino nobile (anche se ormai la cosa non fa più effetto nemmeno a Windsor) e con una carriera in crescita nella politica estera, Teddy J. Brummidge ha praticamente tutto, compresa una buona dose di snobismo. Piccola ma terribile, graziosa solo se decide di darsi una sistemata, Clementine Douglas • sempre alla ricerca del lavoro che le cambi la vita. Nel frattempo, accetta ogni possibile ingaggio, meglio se con vitto e alloggio incluso, anche se il carattere bellicoso, una lingua tagliente rischiano spesso di crearle problemi e stressare un conto bancario perennemente in rosso. Cosa hanno in comune due tipi così? Semplice: il matrimonio dei rispettivi migliori amici. E se le cerimonie durano solo poche ore, ci penseranno Murphy (s“quello della legge), un fratello impiccione e una Lady invadente a fare in modo che le loro strade tornino ad incrociarsi. Quanto è difficile ammettere che ci si può innamorare proprio dell'ultima persona che avremmo immaginato? Tra letti da rifare e riunioni a Whitehall, Teddy scoprirà quando può essere complicato...... CHASING CLEMENTINE! 


Nota: CHASING CLEMENTINE è il secondo volume della serie JCUBE. è autoconclusivo anche se i suoi personaggi si intrecciano con le storie di tutta la serie. 

giovedì 28 novembre 2019

Review Party: Recensione di "Un piccolo odio" di Joe Abercrombie



« I cattivi sono una terribile maledizione, non c’è dubbio, finché non ti trovi in qualche brutto pasticcio e uno di loro è dalla tua parte. Allora sono la cosa migliore che ti possa capitare. »

Trent'anni dopo i fatti de La prima legge, il Nord e l'Unione sono ancora devastati dalla guerra e dalle barbarie, nonostante il progresso industriale stia prendendo sempre più piede per far rinascere in qualche modo la terra. Savine, figlia dell'Arcilettore, è pronta a invischiarsi negli affari più loschi, pur di diventare qualcuno in un mondo in cui una donna non è niente, soprattutto in confronto all'uomo. Leo dan Brock è pronto a diventare Governatore e pronto a eseguire il suo lavoro in maniera impeccabile, senza sapere che il tradimento è dietro a ogni ombra. Vick lotta per dare una dignità ai lavoratori, trattati come schiavi dai padroni. Questi e altri personaggi si troveranno ad incrociare il proprio destino per portare avanti gli scopi della vita e contribuire a quella rivoluzione che fatica tanto ad affermarsi.

"Un piccolo odio" rappresenta l'inizio di una nuova trilogia del maestro Abercrombie, che ancora una volta ha saputo conquistarmi con le sue ambientazioni suggestive e lo stile di scrittura studiatamente rozzo. Questo scrittore sa come adularmi, con battaglie all'ultimo sangue, divertimento e paesaggi magistralmente descritti. 

L'opera è sicuramente impegnativa dal punto di vista della lettura, in quanto ci troviamo ad affrontare la storia attraverso ben sette punti di vista differenti. Ma la forza della scrittura di Abercrombie è sempre stata nella profondità e nella realizzazione dei personaggi, che sono riconoscibili a colpo d'occhio sia nell'aspetto che nello spirito.

La negazione, il disgusto per se stessi, la mancanza di consapevolezza di sé: tutti quei sentimenti terribili, negativi e spaventosamente reali che tutti noi proviamo nei nostri momenti di insicurezza, si insinuano e distorcono la realtà. rielaborandola in un'ottica malsana. Ciò che sorprende in particolare è la speranza che i personaggi ottengano ciò che meritano e che si realizzino; anche un personaggio corrotto e moralmente fallito come Savine.

In questo libro vecchi e nuovi volti si mescolano in un processo di addio nei confronti di coloro che i lettori già conoscono per poi buttarsi totalmente nelle vicende delle nuove leve della storia. Vengono mostrati i problemi di una vita fatta di guerre, le torture, i rapporti sessuali e la stanchezza di vivere costantemente in allerta e tormentati dal pensiero che perfino un famigliare possa pugnalare letteralmente alle spalle.

Il lettore ama e odia, e poi ancora odia e ama ogni situazione rappresentata e ogni personaggio, perfetto in mezzo all'imperfezione.




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