sabato 8 dicembre 2018

Blog Tour: "Oltre le nebbie del tempo" - Diavolo e Torre



Partecipare a progetti collettivi che mettono al centro creatività e passione è un'esperienza interessante e emozionante. Ho così l'onore di presentare e dare visibilità ad un libro che nasce da un'idea comune di scrittori e artisti, che hanno impegnato tempo e energie per vedere realizzato il loro sogno. "Oltre le nebbie del tempo" è un viaggio straordinario in cui magia e realtà si fondono e si mostrano al mondo attraverso l'arte delle parole e delle illustrazioni di chi le ha create. Protagonisti assoluti sono i tarocchi, che vi verranno presentati man mano in questo tour. Oggi è il turno del Diavolo e della Torre. Un'accoppiata perfetta, quando si tratta di distruzione e cattivi presagi.

Farete quindi la conoscenza di Aillil, ragazzo come tanti, incastrato nell'incanto provocato da una statuetta a forma di gatto, che somiglia in modo inquietante al suo vecchio Mustafa, in quel piccolo negozietto che profuma di esoterismo e mistero. Lui brama quell'oggetto, senza sapere che presto cadrà in una spirale maledetta pur di poterlo portare via con sé. Sangue e morte lo attendono. Avvolti nel manto sorprendentemente accogliente di due enormi ali nere. Un'ombra che spezza la luce.

Dalle bassezze di un inferno soltanto nominato, si passa alle vette che una Torre può raggiungere. Arabella abita quella più alta, ma non è certo la principessa imprigionata e impotente. Lei è l'Arcimaga della Gilda dell'Etere, ha delle responsabilità verso coloro che deve guidare, anche quando la situazione la pone davanti ad un conflitto d'interessi. Gunther, quello che per lei era il migliore amico di una vita, si scopre essere un Insurrezionista. La donna troverà la forza necessaria per abbattere la punizione su di lui?

Anche se in due realtà differenti, Aillil e Arabella incontrano un destino spietato, crudo, perfino ingiusto. Quando le carte vengono mescolate, i giochi sono ormai fatti. Si rimane intrappolati negli eventi, di cui si può soltanto seguirne il corso.


sabato 1 dicembre 2018

Review Party: Recensione di "Gli amici silenziosi" di Laura Purcell




« Ancora le solite tre possibilità. Non dire nulla ed essere ritenuta colpevole. Destinazione: il patibolo. Non dire nulla e, in virtù di qualche miracolo, essere scagionata. Destinazione: il freddo e tagliente mondo esterno, senza medicine per aiutarla a dimenticare.
Le restava soltanto una scelta: la verità. Ma quale? »

Un oscuro segreto è racchiuso nella mente della Signora Bainbridge. Il dottor Shepherd cerca di instaurare un dialogo, per cercare di capire cosa l'ha fatta chiudere in sé stessa e cosa ha scatenato i misteriosi eventi in cui la donna è coinvolta. Ma Elsie è irremovibile, terrorizzata all'idea di svelare ciò che ha visto, incapace di credere alle sue stesse percezioni. Eppure, inevitabilmente, la sua mente richiama i ricordi dell'anno prima, tornando presso la tenuta The Bridge nel 1865. 
Lì, ad accoglierla, il defunto marito. La ragazza si trova di fronte ad un luogo lugubre e fatiscente, ben lontano dai possedimenti da benestante che si aspettava dal marito. Non appena varca la soglia, viene invasa da un senso di inquietudine intenso ed inspiegabile, che si palesa attraverso rumori sinistri, quadri e busti di marmo, stanze misteriose, leggende di paese. Proprio in una delle stanze trova una serie di libri: Il diario di Anne Bainbridge, che subito risveglia in lei un certo interesse. 
Così, inizia un viaggio ancora più indietro nel tempo, all'interno di una vita lontana che sembra più vicina che mai a ciò che sta accadendo a Elsie a The Bridge.

"Gli amici silenziosi" è una storia dalle atmosfere gotiche e noir, narrata con maestria e trasporto da una scrittrice che sa come conquistare all'istante il cuore. Ogni descrizione è puntigliosa, nitida come una fotografia, ma mai pedissequa o superflua. I momenti di terrore si attaccano alla pelle e fanno accelerare il battito; nonostante la paura si vuole conoscere ciò che è celato nel luogo in cui si trova a vivere la protagonista, che ne è rimasta sconvolta tanto da trovarsi in un ospedale psichiatrico l'anno successivo, senza memoria del crimine di cui viene accusata. Il lettore accompagna Elsie in ogni antro buio e lugubre, alla ricerca di una spiegazione e di questi fantomatici amici misteriosi.

Non mancano le contaminazioni alla "Crimson Peak", tanto da farmi desiderare ardentemente di vedere realizzata sul grande schermo la storia.
"Gli amici silenziosi" è una lettura meravigliosa, suggestiva e davvero consigliata. Non vedo l'ora di scoprire cosa Laura Purcell si è inventata nel secondo libro di questa promettentissima serie.


venerdì 30 novembre 2018

Review Party: Recensione di "Silence" di Tim Lebbon



« Restate in silenzio. Restate vivi »

In una sera come tante altre, Ally passa il tempo guardando la tv. Si sofferma su Discovery Channel, che trasmette i risultati di un'importante ricerca in Ucraina. Ma ciò che lentamente viene mostrato in diretta mondiale è un orrore perpetrato in quell'esatto momento e che inesorabile segna coloro che impotenti osservano. Una crudele carneficina, provocata da artigli e denti affilati, appartenenti a creature ben poco definite. Sembrano uccelli, poi vespe, poi qualcos'altro. Una cosa è certa: se il mondo sembrava al sicuro perché lontano da quei luoghi, sente sempre più palpabile il terrore che la catastrofe possa diffondersi in ogni dove. I morti aumentano, così come i disastri documentati attraverso i media. Ma il pericolo sembra venire attratto dalle urla di paura: si muove trascinato dai suoni verso la successiva preda.
Così, il mondo deve sforzarsi di stare in silenzio. Come quello di Ally stessa, che da anni non conosce più alcun suono.
L'apocalisse sembra essere quindi giunta. Sarà possibile trovare una soluzione di salvezza?

Tim Lebbon introduce il lettore alla sua storia utilizzando uno stratagemma infido, ma efficace: presentare la quiete prima della tempesta. Le catastrofi non si fanno attendere, non si annunciano: semplicemente accadono, sconvolgono e devastano. L'uomo è per la maggiore impotente di fronte alla forza della natura, specie quando questa si rivolta al suo volere. La televisione, in questo caso, rappresenta l'unico mezzo attraverso cui sapere e conseguentemente, in un certo senso, avere il controllo su ciò che accade. Ma è solo un'illusione, che fa credere di poter essere al sicuro stando alla larga da ciò che danneggia.
Ben presto, per sopravvivere, i protagonisti saranno costretti a muoversi, sforzandosi di farlo il più silenziosamente possibile. Impresa assai ardua, soprattutto perché il terrore porta gli esseri viventi a fare rumore. Una situazione del genere, nella realtà, causerebbe un vero e proprio sterminio, perché è impossibile fermare di colpo l'ingranaggio caotico che ogni giorno mette in moto ogni cosa esistente, tanto da assordare e disorientare.

La vita di Ally è come racchiusa in una bolla: non mancano le difficoltà quotidiane, date soprattutto da chi è così ottuso da non comprendere la sua situazione, ma queste vengono ben compensate dall'amore di chi la circonda, che non vede nella sordità una condizione per cui trattarla diversamente. Questo è un aspetto degno di nota, all'interno del romanzo: mostrare la normalità di una disabilità.
Infatti, oltre alla vicenda orizzontale, non mancano di essere mostrate dinamiche di vita familiare che approfondiscono maggiormente la conoscenza dei personaggi. Non sono divagazioni volte solo ad allungare la trama, servono piuttosto ad integrare le molteplici reazioni umane di fronte all'incombente fine.
L'atmosfera che si respira è pesante e in costante tensione: non c'è capitolo che passa senza mostrare il dramma e la debolezza che crescono al crescere dell'ombra mortale.
Cosa sono queste creature? Cosa le ha scatenate?
Tante sono le domande che lasciano attoniti. Solo prendendo coraggio e arrivando all'ultima pagina si potrà, forse, ritrovare la quiete iniziale.



mercoledì 28 novembre 2018

Recensione: "MADRE" di Andrea Cavaletto e Simona Simone



« Anche se non la vedevi, ti sentivi la crisi addosso... ben nascosta in mezzo alla retorica e alla propaganda di regime... e con l'industria che offriva un ventre ormai gravido di disoccupazione. »

Umberto Soletti Editore inaugura la collana Underground con il nuovo fumetto creato da un artista ormai tra i più apprezzati su queste pagine di blogging: Andrea Cavaletto, che qui veste i panni di "solo" sceneggiatore lasciando il ruolo di disegnatore a Simona Simone.

"MADRE" prende vita tra le abili ed esperte mani di Simona, immergendo il lettore, con semplici ma inconfondibili tratti, nella Milano degli anni 30. La seconda guerra mondiale è alle porte, in Italia si respira la pesantezza di una crisi che è solo un inizio, in confronto a tutto ciò che, drammaticamente e inevitabilmente, avverrà di lì a poco, una volta che Mussolini avrà firmato l'alleanza con Hitler.

L'apparente ma inquietante e fasulla calma lascia spazio alla figura di Adelaide, la Madre. Avvolta e protetta dal suo soprabito, si fa strada tra le vie e i passanti della città, intenta a tornare in quella che una volta chiamava casa, sorreggendo con le mani il ventre gonfio di una nuova vita. Adelaide si sente osservata, e per questo impaurita e perseguitata. Senza indugio si barrica dentro le sue quattro mura sapendo che i vicini, attorno a lei, la vedono e la giudicano. Solo uno è il suo scopo: proteggere il proprio figlio da chiunque voglia fargli del male.

Lo spettatore ignora i motivi di tali comportamenti, sia dall'una che dall'altra parte. Eppure, nella sua mente si fa strada un unico pensiero, che nasce spontaneo quando ci si trova immersi in una storia di Cavaletto: l'orrore puro sta per arrivare.

Perché quella che potrebbe sembrare soltanto una storia volta a testimonianza e denuncia della situazione di una donna, calata in un contesto storico e sociale maschilista e d'inferiorità, con tutte le difficoltà che ne derivano, come l'affrontare i pregiudizi per una figura femminile sola e in più incinta, nasconde in realtà un plot twist inaspettato e decisamente scioccante. Il risvolto si distacca dal mondo fisico per accogliere la fantasia, fatta di concetti disturbanti che razionalmente definiremmo sbagliati, ma che nel surreale prevalgono come sensati, tanto da offrire una spiegazione su come la storia dell'Italia, quella vera, è evoluta.

Una delle situazioni più lampanti in cui questi concetti prendono vita sulla retina del lettore, ma che ancora non sfocia nell'inverosimile e quindi risultando ancora più moralmente ingiusta, è la scena del rientro a casa. Simona Simone riesce in modo eccellente ad accostare l'attimo di erotismo dato dalla donna mentre si spoglia, mostrando senza pudore le forme nascoste fino al momento prima sotto i vestiti, accendendo ancora di più le pulsioni attraverso gli ansimi emessi nel farlo, ma che subito dopo si rivelano essere respiri mozzati, di affaticamento per i movimenti e il peso del corpo, piuttosto che dei suoni legati alla sfera sessuale.

Andrea Cavaletto ha la capacità magistrale di mettere a nudo l'animo dei suoi lettori attraverso le azioni dei personaggi creati, rivelando a loro stessi parti di sé che altrimenti non scoprirebbero o riterrebbero inaccettabili, ma che nelle sue opere possono palesarsi senza il timore dei giudizi esterni.

L'erotismo poi sfuma, e dalla nube afrodisiaca si passa all'orrido. Non è un mistero che all'artista piaccia il gore e lo splatter e "Madre" si rivela una conferma di quanto questo aspetto sia potente nelle sue storie, fino al punto di dare una logica al tutto piuttosto che sfociare nel no-sense e nel bizzarro divertente.

L'orrore impatta inaspettato scombussolando la percezione del lettore, in un crescendo che arriva al suo climax nel finale, allucinato e sconvolgente, ma che dà risalto alla figura di una donna forte oltre ogni limite e determinata ad appropriarsi della propria indipendenza, in netto contrasto, di nuovo, con il contesto in cui vive e deve fare i conti.

In mezzo a tutto questo c'è spazio anche per l'amore, quello tra una madre e un figlio, che li connette indissolubilmente ancora prima di potersi toccare o vedere. Adelaide non dimentica di essere innanzitutto una persona, una donna, ma è consapevole delle responsabilità e dei sacrifici dell'essere una Madre e non viene meno a questo "importante compito", come la società vuole definirlo. Solo, vuole seguire la propria strada e avere la possibilità di gestire la situazione a suo modo piuttosto che per un'imposizione. Vuole avere una scelta e lotta per ottenerla.

Ritengo che "Madre" sia un ottimo punto di partenza per poter conoscere Andrea Cavaletto, che in storie come "Paranoid Boyd" ha saputo spingere ancora di più su molti di questi elementi. Ma per apprezzare un artista come lui bisogna imparare ad accoglierlo come si deve, respingendo pregiudizi o moralità che andrebbero ad intaccare un'interessante e gradevole (per i motivi sbagliati) lettura.


giovedì 22 novembre 2018

Review Party: Recensione di: "Il segreto della seconda pergamena" di Matteo Di Giulio



« Anche lui aveva sofferto le pene dell'inferno. Nessuno di loro era stato graziato dall'ingiustizia, ma avevano sempre trovato la forza per rialzarsi e combattere. »

Privo di speranze per il futuro e gli aguzzini alle calcagna, Martino Durante è in fuga con il figlio e il fratello verso la salvezza. Quando pensa di essere finalmente al sicuro, ecco che l'incubo torna pulsante e presente davanti ai suoi occhi. Proteggere la sua famiglia diventa la priorità vitale quando un nobile assetato di potere si mette sulle loro tracce: Niccolò Durante è infatti l'unico capace di interpretare un codice racchiuso in un'antica pergamena.

Matteo Di Giulio trasmette attraverso questo libro un'atmosfera fredda e tesa, al tempo stesso frenetica per il susseguirsi di emozioni e avvenimenti descritti. Sono rimasta con il fiato sospeso dall'inizio alla fine per poter capire dove il destino dei protagonisti li avrebbe condotti: Martino e gli altri personaggi sembrano solo in apparenza avere il controllo sulle proprie scelte e azioni, ma in realtà è tutto già scritto e intessuto. Ogni giorno si accavalla all'altro solo per arrivare alla fine. Di Giulio ha uno stile di scrittura scorrevole, coinvolgente e incisivo. Lo studio approfondito dei luoghi e del periodo storico del 1500 fa sì che il lettore possa calarsi maggiormente nella storia, che accende in lui la curiosità che lo porta ad indagare su ciò che è stato reale o meno, divertendosi nel vedere come realtà e finzione possono sposarsi perfettamente.

lunedì 19 novembre 2018

Review Party Tour: "L'emporio dei piccoli miracoli" di Keigo Higashino - Dietro le quinte





Il lunedì di oggi è meno traumatico degli altri! Parte infatti il Review Party Tour dedicato al nuovo libro di Keigo Higashino, in uscita per Sperling & Kupfer: "L'emporio dei piccoli miracoli".

Di seguito tutte le informazioni utili sul libro e qualche retroscena sull'autore.

Titolo: L'emporio dei piccoli miracoli
Autore: Keigo Higashino
Pagine: 350
Prezzo: €18,50
Uscita: 20 novembre 2018

Trama: Tre giovani ladri un po’ pasticcioni – Shōta, Kōhei e Atsuya – hanno appena svaligiato una casa in una cittadina di campagna quando vengono lasciati a piedi dall’auto con cui sarebbero dovuti scappare. Decidono di nascondersi in un vecchio negozietto che sembra abbandonato, l’Emporio Namiya.

Nel cuore della notte, però, succede qualcosa di strano: una lettera viene infilata sotto la serranda abbassata dell’Emporio. È una richiesta di aiuto, indirizzata all’anziano proprietario del negozio, che anni addietro era diventato celebre perché dispensava massime di saggezza e consigli di vita a chiunque gli chiedesse una mano.

I tre decidono di fare le sue veci e depositano una risposta scritta fuori dalla porta. Pensando di aver risolto la questione, tornano a discutere della fuga all’alba, ma dopo qualche istante giunge la replica, e questa volta capiscono che incredibilmente quelle lettere sono inviate da qualcuno che vive nel 1980, più di trent’anni indietro rispetto al loro presente.

Da quel momento, le lettere di aiuto si moltiplicano, inviate da nuovi mittenti, ognuno con i propri problemi. Coinvolti in quella bizzarra macchina del tempo, i tre ladri decideranno di prestare il proprio aiuto a tutti quelli che lo richiedono, provando con le loro risposte a cambiare, in meglio, il passato.

Note sull'autore: Keigo Higashino è uno dei più noti scrittori giapponesi, pubblicato in 14 Paesi. È autore bestseller di romanzi gialli e thriller-polizieschi. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, e da molte delle sue opere sono stati tratti film e serie tv di grande successo.
Nel 2006 ha vinto il Premio Naoki per "Il Sospettato X", primo romanzo dedicato al Detective Galileo. Attualmente vive a Tokyo.



TAPPE:




giovedì 15 novembre 2018

Review Party: Recensione di: "Tutto questo o nulla" di Anne Went e Mari Thorn



« Ritengo che ognuno sia perfettamente consapevole dei propri limiti e dei paletti che mette intorno a sé. Se finge di dimenticarlo è solo perché avere delle conferme piace a tutti. »

Le scrittrici Mari Thorn e Anne Went tornano ospiti tra le pagine di questo blog con un romanzo già edito, ma rinnovato nella grafica: "Tutto questo o nulla".

Noah non ha pretese nella vita. Vuole solo godersi i pochi momenti lontano dal dovere, possibilmente con una bella donna al proprio fianco. Ancor meglio se una donna diversa, che periodicamente ha il permesso di fargli compagnia tra le lenzuola del letto. Carrie doveva essere una di queste, ma la sua presenza diventa una costante luce nella buia vita dell'uomo, che gradualmente si abitua a lei anche se restio a certe abitudini e conformità. Quando il rapporto s'incrina, la donna lo obbliga a cominciare con lei una terapia di coppia presso la sua analista: Lilian, che di Carrie conosce pensieri ed emozioni, ma che non ha il tempo di conoscere i propri. Nel suo studio, Noah è capace con poche parole di metterla a disagio, a nudo. A scoprire di lei ciò che cerca di nascondere, anche solo osservando come muove il proprio corpo. Ma anche lui dovrà aprirsi e raccontarsi, svelare i tormenti e le difficoltà del passato.
E se l'attenzione sui bisogni di Carrie verso Noah si spostasse sulle necessità di Noah verso Lilian?

Premesse scontate, così come alcuni passaggi della storia, rivelano comunque degli spunti interessanti di riflessione, che sono contenta di aver ritrovato in questa nuova lettura scritta da Anne e Mari.

Spesso si leggono storie d'amore per poter sognare qualcosa che si desidera ardentemente nella propria vita. Si fantastica sul principe azzurro o il bel tenebroso, su un amore dolce o passionale, su un'avventura lineare o intricata di ostacoli da superare. Di certo da un rapporto non si desidera il disastro e il dolore, di qualunque natura esso sia. Non si dovrebbe, per lo meno.
Eppure, "Tutto questo o nulla" parla di vicende sbagliate, parole cattive, gesti sconsiderati che causano ancora più dolore e che riflettono le incertezze del presente sul futuro. 
L'uomo di natura pretende, per sé stesso. Esige cose che pensa possano farlo stare bene, e trovare una persona con cui condividere le giornate fa parte di queste. Ma è proprio con la condivisione che bisogna rendersi conto che fare qualche passo indietro con l'ego è necessario, per non calpestare l'anima dell'altro, ma assolutamente senza soffocare la propria. In due si può essere liberi comunque, basta non ragionare per assoluti e venirsi incontro.



martedì 6 novembre 2018

Review Party: Recensione di "I gemelli Gheddafi" di Marco Ubezio



« Non sempre la luce svela, più spesso occulta. È più facile intuire i contorni di un'ombra nel buio che ciò che si cela dietro una maschera indossata alla luce del giorno. Giorno dopo giorno. »

Sullo sfondo di un efferato omicidio nel milanese, Matteo e Marco s'incontrano dopo anni di lontananza. La vita ha scelto per loro percorsi differenti, ma chi li conosce entrambi li ricorda come i Gemelli Gheddafi, amici inseparabili durante l'adolescenza, accomunati da esperienze sfrenate e discutibili.
Ora, avvocato il primo e stimato membro del Vaticano il secondo, si ritrovano di nuovo sul fronte comune per risolvere un caso di ricettazione di libri antichi, in cui è coinvolto e accusato Monsignore Renzo Rossi. Teo viene chiamato in causa come suo difensore e, in nome di quel vecchio legame, decide di prendere l'incarico.
Ma quello che poteva essere un semplice caso si complica e s'infittisce sempre di più, tra le vie che portano da Milano a Roma, dal nord al sud, e scavando nel profondo della vita del legale. Nel suo viaggio alla ricerca della verità, Marco veglierà su di lui come un manto protettivo, come a ringraziare Matteo per tutte quelle volte che da ragazzini i ruoli erano invertiti.

Il poliziesco orchestrato da Marco Ubezio traina con ritmo incalzante il lettore nei luoghi e nelle vicende da lui descritti. Se la trama orizzontale fila lineare, nel classico stile del genere, le digressioni che approfondiscono la conoscenza dei protagonisti sono molto interessanti e originali. Arricchiscono chi legge di un parterre culturale ai più sconosciuto, fatto di leggende, racconti di sorta e idiomi tipici di una zona piuttosto che l'altra.

"I gemelli Gheddafi" svela l'ambizione degli uomini ad imprimere, in ogni piccola azione, un qualcosa di più grande, che possa farli sentire importanti e rompere l'etichetta in cui tutti sono inevitabilmente confinati. In un paio d'ore di lettura potreste imparare a conoscere voi stessi sotto un'altra prospettiva e a mettervi in discussione, fino a cambiare e ad ammettere constatazioni celate dietro il peso del tempo.





martedì 30 ottobre 2018

Review Party: Recensione di "Armada" di Ernest Cline



« Volevo raccontare loro ciò che avevo appena visto, ma neppure i miei migliori amici mi avrebbero creduto. L’avrebbero considerato un altro sintomo dell’instabilità psichica del loro amico Zack.
E forse era davvero così. »

Zack Lightman ama sognare ad occhi aperti, guardare fuori dalla finestra della propria aula a scuola e immaginare sé stesso in epiche avventure in cui è lui ad essere l'Eroe della storia. Ma è proprio osservando il cielo che, un giorno, scorge le fattezze di un Falcione Sobrukai, nave spaziale del suo videogioco preferito: Armada.
Finzione e realtà si mescolano improvvisamente, offrendo al ragazzo ciò che davvero desidera: dimostrare il proprio valore nel tentativo di sconfiggere un sistema complottistico che vede gli umani in guerra contro la razza aliena.

Impossibile è riuscire a non collegare il nome dell'autore alla sua bellissima opera d'esordio: "Ready Player One". "Armada" offre le stesse sensazioni nostalgiche e un panorama di citazioni nerd che divertono, sorprendono e fanno impazzire anche il lettore più esperto, che va a caccia di ogni riferimento sparso tra le pagine. Ernest Cline si conferma ancora una volta un esperto, amante e fanatico della cultura tipica degli anni 80 e scrive una nuova storia godibile e appassionante, nonostante si possa intuire l'atmosfera generale se si ha letto il libro per cui è diventato famoso.

"Armada" è un libro di formazione, perfetto per i giovani adolescenti che ignorano quale sia il loro posto nel mondo: a volte basta solo alzare lo sguardo verso il cielo, per poter cogliere anche un semplice indizio su quale sia la strada di vita da percorrere.



giovedì 25 ottobre 2018

Review Party: Recensione di "Vision" di Alessia Coppola



« Incredibile come un'idea possa farsi spazio nella mente umana fino a modificarla, fino a far credere che tutto sia possibile. »

In un'era per noi lontana, Reika immagina il suo futuro perfetto. Perfetto come Meridian, la città in cui vive, coperta da una cupola che protegge gli abitanti dagli effetti che hanno devastato il pianeta in un passato immemore. Perfetto il luogo, perfette le regole, perfetti gli esseri umani che ne calcano il suolo.
Reika osserva ogni usanza credendo sia giusta, fino al giorno della sua condanna. Nel momento in cui trova la vita oltre alla barriera, le alte sfere la imprigionano affinché quella rivelazione muoia con lei. Ma qualcosa, di misterioso e inspiegabile, riesce a far sì che la ragazza possa scappare e giungere lì dove nessuno mai dovrebbe essersi spinto: al di là di quella tanto odiata protezione.
Ed è così che si imbatte nei Sopravvissuti, coloro che le insegneranno che c'è molto altro rispetto agli schemi inculcati dal sistema, che si può davvero tornare a vivere in libertà. Anche se il prezzo potrebbe essere pagato con il sangue.

Alessia Coppola ormai è incanto e certezza da anni. Con la sua scrittura riesce a trasportarmi ogni volta in un mondo fantastico e meraviglioso da esplorare, che questo sia fiabesco, o reale, o cupo, o crudele. 
In questo caso, il mondo distopico da lei creato è affascinante e coinvolgente, al punto che, nonostante la corposità dell'opera, si riesce a leggere in pochi giorni. Reika dovrà mettere in discussione l'intera vita e trovare la determinazione per ripartire da zero. In questo processo doloroso è affiancata da una serie di personaggi straordinari e unici, tra cui Ares, a cui si alterna capitolo dopo capitolo nel narrare la loro storia. Il ragazzo rappresenta un ruolo chiave per la sua rivalsa, e insieme si sosterranno per riuscire a liberarsi dalle incertezze e la paura.

La forza, l'indipendenza e l'amore che caratterizzano l'autrice calzano alla perfezione alla sua nuova protagonista, che non deluderà, così come il libro è all'altezza delle aspettative.

Non attendete oltre, recuperate "Vision". 



martedì 23 ottobre 2018

Review Party: Recensione di "The Outsider" di Stephen King



« A volte capita semplicemente che le tracce si perdano nel nulla, ed è una realtà con la quale è necessario convivere. »

Uno spietato e scioccante omicidio; il mondo tranquillo della piccola cittadina di Flint City viene messo sottosopra. Ralph Anderson, Bill Samuels e la polizia locale tutta si ritrovano a dover indagare sulla terribile morte del piccolo Frank Peterson, ucciso brutalmente e in un modo talmente crudele da far rabbrividire perfino gli esperti del settore.
L'obiettivo primario è quello di scovare al più presto il colpevole, consegnarlo alla giustizia e lasciare che tutti possano versare le proprie lacrime, prima di potersi mettere questa vicenda definitivamente alle spalle.
Gli avvistamenti, le testimonianze e le prove raccolte puntano tutto su un unico indiziato: Terry Maitland, che immediatamente viene arrestato in pubblica piazza, senza possibilità di difendersi.
Solo giunti in centrale, però, i dubbi iniziano ad insinuarsi nelle menti degli agenti, scavando nel profondo e logorando il loro intuito: Terry dichiara infatti di essere innocente e il suo alibi di ferro viene subito confermato. Al contempo, però, le prove sono schiaccianti, le impronte digitali coincidono, così come il test del DNA sulla scena del crimine.
Ma come può un uomo essere in due luoghi differenti contemporaneamente?

La paura s'insinua nell'animo del lettore, come un campanello d'allarme primordiale che lo incita a reagire, a proseguire nella lettura, a mettere in discussione ogni cosa, perché nulla è mai ciò che sembra. Diventa difficile, allo scorrere di ogni pagina, riuscire a prendere le difese dell'una piuttosto che dell'altra parte, perché un caso di omicidio dall'esito scontato si rivela ben presto essere uno dei più imprevedibili e agghiaccianti di cui si possa mai avere letto.

Pensando a Stephen King è proprio la paura ad essere la parola cardine, ma questa volta in un modo differente dagli orrori perpetrati attraverso libri più vicini al genere horror che al thriller e che rimanderà piacevolmente agli esordi dello scrittore.

Non è il mostro del tombino a terrorizzare, ma la scoperta di ciò che è realmente successo.

"The Outsider" è un dramma molto intenso, in cui la morte di un bambino non solo devasta la sua famiglia, ma trasforma tutti coloro che lo conoscevano e che si sentono toccati dall'ingiustizia perpetrata.

Ad appesantire ancora di più l'atmosfera è il cambiamento nel modo di comportarsi nei confronti di Terry, che da cittadino modello passa subito ad essere l'omicida che merita di morire sulla sedia elettrica. L'opinione della gente terrorizza sia lui che la sua famiglia, convinta fermamente della sua innocenza ma consapevole che niente, da quel momento, potrà tornare come prima, nonostante la possibilità che l'uomo venga alla fine dichiarato innocente. Una persona coinvolta, anche solo in minima parte, in un fatto di cronaca nera verrà sempre additata e giudicata come quella che l'ha fatta franca, che in qualche modo c'entra ma è riuscita a passarla liscia. La sua vita è comunque condannata; questo è uno dei drammi che purtroppo colpiscono anche i casi realmente esistenti.

Non è un libro leggero, sia per i contenuti sia per la quantità di fatti che si concatenano uno dopo l'altro e che richiedono un'attenzione minuziosa da parte del lettore. Ciò non significa affatto che sia pesante in lunghezza, anzi, scoprirete che 500 pagine non saranno mai state così veloci da far passare. Sul digerirle, è un altro discorso.

Il ritmo serrato, i particolari di ogni scena descritta, l'originalità degli sviluppi fanno intendere quanto King abbia tenuto a rendere questa storia il più realistica possibile, quasi insolita, per gli standard di chi lo conosce esclusivamente come il Re dell'Horror.

Per chi come me prova un amore spropositato per le sue opere, con "The Outsider" vedrà l'apprezzamento salire alle stelle, arricchendosi di un libro che toglie il fiato e la capacità di fare qualsiasi altra cosa prima di aver letto l'ultima pagina.

Ma questo libro mi ha talmente entusiasmato che sento di poter azzardare e consigliarlo anche a chi non ha mai letto nulla dell'autore o a chi vuole dargli una seconda possibilità. Non rimarrete delusi, anzi, l'influenza che avrà su chi vorrà ascoltare la mia umile opinione, lo spingerà a recuperare al più presto tanti altri libri che compongono la sua vasta bibliografia.

Non mi assumo responsabilità sulla dipendenza, assicurata, da paura.



lunedì 22 ottobre 2018

Recensione: "Laurie" di Stephen King



« Se le do un nome diventa mia, pensò Lloyd. Sospettava però che lo fosse già sua, e fin dall'istante in cui gli aveva leccato la mano. Proprio come Marian era stata sua sin dal primo bacio. Un altro paragone stupido, ma era davvero possibile controllare le proprie associazioni mentali? Non più di quanto si potessero controllare i sogni, secondo Lloyd. »

Lloyd vuole bene a sua sorella Beth, le sarà sempre grato per essergli stata vicina nei momenti più bui, specie da quando la moglie è morta, lasciando un vuoto incolmabile. Ma quando la donna si presenta una mattina portando con sé un cagnolino, l'uomo è assolutamente contrario a tenerlo. La piccola è Laurie, e nel momento in cui i due entrano in contatto sentono che le proprie anime si sono trovate. Entrambe nel dolore, entrambe nel bisogno. Come due coinquilini, Lloyd e Laurie iniziano ad imparare l'uno dall'altra. Per esserci e viversi, in ogni istante della giornata.

Il rapporto che si instaura tra i protagonisti è dolce ed emozionante, ma nell'aria si respira un costante senso di oppressione, una tensione palpabile e fastidiosa, come se già il lettore sapesse che questa non è solo la storia del superamento di un lutto e che qualcosa di più oscuro si cela dietro la nebbia che sbiadisce i contorni della città.

Arrivare alla fine di questo racconto fa dispiacere, perché bastano pochi istanti per affezionarsi a Lloyd e Laurie e il tempo che si passa con loro è davvero molto poco. Una delle maledizioni del leggere le storie di Stephen King, amare ed essere terrorizzati ad ogni pagina che passa.

Una novella che mette grande aspettativa su cosa succederà nel nuovo libro in uscita domani per Sperling & Kupfer: preparatevi, perché "The Outsider" non potrà fare altro che conquistarvi!


venerdì 12 ottobre 2018

Blog Tour + Giveaway: Recensione di "La tela russa" di Sofia Perin



« Alcuni anni prima pensava alla morte come a una liberazione dal dolore, ora la considerava una privazione. La vita faceva il suo corso. Il suo corpo si era abituato a vivere, e la sua mente voleva tempo per pensare. Cercava dei sensi di colpa per queste sensazioni, ma non ne trovava. Vivere era tornato a essere il suo bisogno primario. »

L'Isis è una delle piaghe peggiori dei nostri tempi. L'incubo si fa più reale quando i terroristi si accordano con la malavita russa per sferrare un attacco a Venezia. Le comunicazioni e gli accordi si fanno sempre più intensi e ferrati, i dubbi si accavallano alle certezze, il pericolo di cellule infiltrate su un fronte piuttosto che l'altro è sempre più vivido.
Asia Colmar entra in contatto con coloro che vogliono distruggere la città, in particolare con l'assassino Simon Fjòdor, una delle alte sfere dell'operazione. Ma la donna non è altre che Antonia Vega, ex agente segreto la cui vita è stata distrutta tempo prima da un evento drammatico. Nonostante ora sia sotto protezione, le sue abilità sono una risorsa troppo preziosa per non poter essere sfruttate. Per questo, il rapporto che tra lei e Simon si instaurerà sarà fondamentale per l'esito di tutta la vicenda.

La spy story scritta da Sofia Perin presenta una serie di personaggi e punti vista che uniti insieme creano una vera e propria tela narrativa articolata e in tensione, come lo stato d'animo provato dal lettore nel corso della lettura. I discorsi detti, le azioni compiute, tutto è messo in discussione costante e questo contribuisce alla realizzazione dei colpi di scena disseminati nel libro.
"La tela russa" fa riflettere sulle tematiche presentate e regala ore piacevoli a chi sceglie di dedicarci tempo.




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Alla fine del giveaway verrà estratto un vincitore che vincerà una copia cartacea del libro.

giovedì 11 ottobre 2018

Blog Tour: "Storie di cinque rose bianche" di Stefania Miduri - Quarto Racconto



« Con questa frase chiuderò il mio discorso e aprirò ufficialmente un nuovo capitolo della mia vita. Me ne andrò in vacanza e chi lo sa se riuscirò a trovare l"amore vero, non cerco qualcuno che sia in grado di completarmi perché credo di essere stata fatta intera e non esiste la mia metà, esiste solo qualcuno che è lì fuori nel mondo pronto ad accogliermi nella sua vita e a condividere le gioie, i dolori e i sacrifici. »


Oggi è il mio turno per parlarvi di una raccolta di racconti delicata quanto diretta, che punta a svelare i problemi e le difficoltà che riguardano in primo luogo le donne. "Storie di cinque rose bianche", cinque come le donne protagoniste di ogni storia, delicate come petali di rosa ma che con l'esperienza troveranno la forza di diventare delle rose resistenti, pure e coraggiose.

Matilde ha 35 anni e ama molto il suo lavoro. Ma la gente l'ha sempre additata come la raccomandata, "la figlia di quel politico", fin dal percorso universitario, senza mai farle valere davvero il frutto del suo impegno. Su di lei ricadono invece le decisioni e gli sbagli del padre, solo per il sangue che li lega insieme. E ogni fallimento della donna era una vittoria schiacciante per coloro che l'hanno sempre derisa.
Tutto questo perché Matilde è donna, e a trent'anni invece di pensare a sposarsi e ad avere figli porta avanti una carriera lavorativa, magari grazie ai soldi di papà.
L'incontro con Lucia le sconvolgerà definitivamente la vita. Inizierà ad interrogarsi sulla sua sessualità e i suoi sentimenti.
Ma può la figlia di un'illustre figura pubblica farsi vedere al fianco di un'altra donna?

Il racconto di Stefania Miduri mi ha fatto riflettere sul potere delle parole. È facile giudicare, è facile piegare una persona fino spezzarla. Senza sapere niente di lei, che diventa un sacco da boxe su cui scagliare l'odio e la frustrazione. Lo sviluppo della storia che porterà Matilde al vero cambiamento, ha un risvolto inaspettato che colpisce in pieno viso ancora una volta il lettore, stordendolo e lasciandolo incapace di credere, avere fiducia.
La vera forza è dentro noi stessi, non è una frase fatta. Lei è sempre lì, in alcuni più nascosta che in altri, pronta ad emergere nel momento di estremo bisogno. Per far sopravvivere e rendere la nostra vita radiosa.







giovedì 4 ottobre 2018

Blog Tour: "Assassin's Creed Odyssey" di Gordon Doherty - Terza Tappa



Il mondo di Assassin's Creed si arricchisce di un nuovo e interessantissimo episodio: "Assassin's Creed Odyssey", volto a far addentrare i fan incalliti della saga ancor di più nel cuore delle origini di una delle più note Gilde del mondo videoludico.

Dopo le vicende in Egitto, la storia si sposta nella Grecia del V secolo a.C., a cavallo tra gli eventi che hanno caratterizzato la guerra del Peloponneso. La vita di Kassandra viene stravolta e, lontana dal luogo d'origine, dovrà lottare con le unghie e con i denti per poter sopravvivere a quell'antica società. Dalla Cefalonia ricomincia la sua nuova esistenza, che la condurrà verso sanguinarie battaglie. 


Nel suo viaggio di formazione fisica e mentale non mancheranno gli incontri essenziali, quelli che il lettore non si aspetta ma che strappano un sorriso, come quando ci si ritrova davanti ad un amico lontano.
Scorrendo come fotografie davanti agli occhi, prendono vita personaggi importanti della cultura greca, quali Socrate, Aristofane, Ermippo di Smirne, Pitagora, Ippocrate, Euripide e Sofocle. 


Ma ci sono anche altri personaggi, coloro che la guerra l'hanno vista e toccata, sfidando i nemici come la morte stessa. Lo stesso Leonida, protagonista della guerra sopra citata, è unito col sangue alla protagonista, che è quindi discendente dell'eroe delle Termopili.


Uno degli elementi più affascinanti della Grecia è sicuramente quello delle profezie e delle divinazioni. Non poteva certo mancare l'oracolo più famoso, stanziato nel tempio di Apollo per celebrarlo e diffondere i responsi. L'Oracolo di Delfi determina le sorti di Kassandra e di chi le sta intorno, velandosi di un'atmosfera benedetta e maledetta che rendono le sue capacità ancora più misteriose e mistiche.


L'ambientazione di questo nuovo capitolo sa certamente stuzzicare la curiosità di chi si approccia alla storia di Assassin's Creed anche per la prima volta e offre ai fan storici nuovi spunti d'immaginazione su uno dei mondi più complessi e affascinanti del settore dei videogiochi e letterario.





Review Party: Recensione di "Il giorno perfetto per un delitto" di Barbara Sessini



« Ciò che più voglio è anche ciò che più temo. Forse è per questo che scelgo sempre la strada più lunga per arrivare a destinazione. Forse è per questo che raramente mi sento a casa. »

Lo splendido e suggestivo paesaggio che caratterizza la Sardegna viene brutalmente macchiato dal sangue della sventurata Ines Salis. La fine di una vita porta indietro nel tempo lo spettatore, che lentamente si rende conto di dover assistere da lì in avanti agli ultimi giorni della donna, che si mostra inquieta e guardinga, senza scucirsi anche di fronte alle persone che ha più vicine. Vera Diana non si spiega l'accaduto, insieme al padre Franco ripenserà ad ogni più piccolo particolare per riuscire a capire chi è che può essere capace di azioni del genere.
L'arresto di Oscar, fidanzato di Vera, per possesso di droga, potrebbe risultare un evento fondamentale. L'uomo dovrà lottare per dimostrare la propria innocenza, affrontando la vita del carcere nel tentativo di non cederle.

"Il giorno perfetto per un delitto" ha una di quelle storie da cui non sai cosa aspettarti: sorprendente è il modo in cui la vicenda viene raccontata, che rende lo scorrere della narrazione fluida e serrata. Barbara Sessini tratta i personaggi da lei creati come se fossero veri e tangibili anziché fatti di carta e inchiostro, perché ognuno risulta all'occhio del lettore tanto intrigante da spingerlo a sviscerarne le caratteristiche, in particolar modo quelle mentali. Ci si trova quindi di fronte a persone, vittime o carnefici dei fatti alla base del libro, all'apparenza sconnesse tra loro, ma che creano un dipinto di azioni che condurranno i protagonisti a scoprire tutte le verità.

Un altro thriller assolutamente consigliato, sono fiera che sia un'altra penna italiana ad averlo creato.

venerdì 28 settembre 2018

Review Party: Recensione di "Forse la felicità" di Egidio Mariella



« Mi ha raccontato che, se ha imparato una cosa dalla storia con Davide, è che è importante bastare a se stessi, innanzitutto. Bisogna essere indipendenti, dice. Anche nella felicità. »

Si possono fare una miriade di riferimenti a componimenti famosi per tentare di spiegare il significato della parola felicità. Ma spesso, per non dire sempre, non si riesce mai a centrare il punto, perché per ogni esperienza vissuta dovrebbe esistere una citazione tutta sua.
Quel che dovrebbe essere certo è che la felicità è una delle massime aspirazioni a cui puntare. Dopo la scuola, dopo l'università, dopo aver trovato lavoro. Dopo essere diventati adulti, si deve giungere alla felicità.

Ma Alessio e Luca si trovano in quel limbo che caratterizza i trent'anni dove è l'insoddisfazione ad accompagnarli nelle giornate, facendoli vacillare ancora una volta sulle decisioni prese fino a quel momento. 
L'imprevisto è sempre dietro l'angolo, e quello di Alessio si chiama Sara. Sara che l'ha lasciato per seguire il sogno di andare a vivere in Inghilterra. Sara che ha impacchettato la loro storia e l'ha fatta recapitare da un'amica. Sara, che in quel momento ha reso Alessio il più malfidente e disilluso in amore.
Nell'amore Luca invece ci crede eccome: sa che prima o poi la ragazza perfetta per lui busserà alla porta, non ha bisogno di affannarsi o preoccuparsi in merito.
L'amicizia unisce i due protagonisti e li solleva, consolandoli e consolidando il loro rapporto a fronte dei dubbi, della sofferenza e delle difficoltà.

"Forse la felicità" ha il suo punto di forza nel modo in cui lo scrittore racconta la storia. Mariella narra con estrema delicatezza ma al tempo stesso profondità i problemi comuni che affliggono l'animo umano, arrivando ad ogni lettore in un modo totalmente differente l'uno dall'altro e toccandolo personalmente, come se stesse parlando di tutti coloro che si ritrovano a leggere le pagine di questo libro ricercando, ancora una volta, la felicità agognata. Proprio sul finale ci si rende conto quanto la meta sia importante a fronte di un lungo percorso. Lo scrittore cerca di preparare all'impatto conclusivo, che stupisce, sconvolge, smarrisce, ma inevitabilmente strappa un sorriso. Proprio lì, stretto tra le labbra, è racchiuso il vero significato del continuare ad alzarsi ogni giorno dal letto per ricominciare a vivere.






venerdì 14 settembre 2018

Review Party: Recensione di "The Chosen Ones - Becoming Luciel" di Caitlyn Coral



« Ma i sogni a volte hanno significati nascosti. Sono convinta che alcuni siano premonitori, una specie di anteprima di cosa capiterà.
Poterli leggere e magari capirci qualcosa sarebbe senz'altro un vantaggio per sopravvivere. »

Questa storia è un'esperienza che può riguardare chiunque. Non è poi così tanto raro avere sogni che rasentano la realtà. Spesso capita di svegliarsi ancora con le sensazioni provate nel sonno ancora addosso. Ma se oltre a queste, si iniziasse a provare dolore?

Adam ha iniziato a fare degli incubi strani, eppure è convinto di essere semplicemente un sonnambulo. Di notte vaga per il suo piccolo paese per poi ritrovarsi in mezzo al bosco, in fuga da entità misteriose pronte a tutto pur di ghermirlo. Sa bene che il sogno è tale proprio perché frutto dell'inconscio; solo la spossatezza quotidiana inizia ad essere pesante. Se già normalmente preferisce restare in disparte, il rischio che le voci sul suo conto si diffondano potrebbero portarlo ad essere additato come il pazzo del villaggio.

Ma è vitale il desiderio di venire a capo di situazioni a noi sconosciute.

Così, Adam si avvicina sempre più a Nina, l'altra sonnambula di quartiere, per capire se c'è una spiegazione a ciò che gli sta succedendo. Possibile che tutto quello che la ragazza sa dirgli è che i sogni rappresentano delle prove divine in cui loro sono solo due degli Eletti?

Lo stato confusionario in cui si trova il ragazzo è lo schermo attraverso cui il lettore assiste all'intera storia. Pagina dopo pagina ci si avvicina sempre di più alla verità, che anziché chiarire e tranquillizzare disorienta e intimorisce. L'accostamento tra sogno e mitologia è uno degli elementi di trama più interessante e originale delle letture di quest'ultimo periodo. Lo stile di scrittura dell'autrice è semplice ma fluente, il romanzo quindi scorre velocemente e senza intoppi. I protagonisti, nonostante siano l'uno l'opposto dell'altra, risultano essere un'accoppiata tutto sommato vincente. Le loro diversità fanno sì che lo svolgimento e rivelazione dei misteri vengano presentati in maniera imprevedibile e inaspettata. Adam e Nina non sono al di sopra delle parti, ma in balia di eventi che tempestivamente devono cercare di comprendere se non vogliono soccombere, sia nel sogno che nella realtà.

"The Chosen Ones - Becoming Luciel" si presenta come una sorta di survival game mortale in cui le percezioni vengono messe a dura prova: il salto tra illusione e realtà non è mai scontato e bisogna sempre rimanere in allerta per poter andare avanti, fino al finale, un time out sorprendente prima di accedere al livello successivo. 

Un inizio di trilogia intrigante, spero di poter leggere al più presto il seguito!


giovedì 13 settembre 2018

Review Party: Recensione di "Stirpe di Eroi" di Massimiliano Colombo



« E più gli uomini sono grandi e più è grande ciò che riescono a costruire. »

Quinto Fabio Massimo Rulliano è un uomo soddisfatto dalla propria vita, ma ormai stanco e desideroso di chiudersi a vita privata e godere appieno degli ultimi anni che gli rimangono. Non può sapere che i nemici di Roma si sono uniti per far fronte alla minaccia della città; sono infatti già pronti a tendere un attacco sanguinario volto a distruggere l'Impero, il popolo più forte e temuto dell'epoca.

L'ex console è costretto a far fronte al dovere e tornare a ricoprire il proprio ruolo, ormai cucito addosso da anni, al fianco di Publio Decio Mure, anche lui personaggio di spicco noto per le sue abilità in battaglia. Preparata la strategia, i soldati vengono mandati a sciogliere l'alleanza nemica con la forza bruta. Ancora non sanno che stanno andando incontro ad un evento che passerà letteralmente alla storia.

Questa è una materia difficile per me da trattare, perché per quanto mi piaccia e appassioni è sempre stata al contempo un tallone d'Achille che mi ha perseguitato per tanti anni. Riuscire ad entrare nel quotidiano dei personaggi mi è costata un'innegabile fatica, che Massimiliano Colombo è riuscito a farmi superare grazie ad uno stile di scrittura trainante e non prolisso. Non mancano certo parti descrittive che rallentano la narrazione, ma sono necessarie per la buona riuscita della storia. Questo è un elemento che fa capire quanto sia complesso scrivere un romanzo del genere, quanto studio ci voglia e quanto impegno bisogna impiegare per non trasformare un'opera d'intrattenimento in un testo scolastico volto a sciorinare punto per punto gli eventi storici focali trattati.

I personaggi costruiti dall'autore mostrano a chi legge non tanto la propria grandezza quanto le loro debolezze. Le decisioni che sono costretti a prendere fin da subito non sono da nulla e vivere passo per passo un evento storico anziché osservarlo dall'esterno, annesso l'epilogo, è un buon modo per interiorizzare situazioni lontane da noi ma umane, terrene, reali.

Gli eroi finiscono sempre per divenire miti, persone immutabili, ligie, con la soluzione a portata di mano. Ma spesso ci si dimentica dell'altra faccia della medaglia, quella che rivela le paure e i desideri più profondi ed inespressi. Ciò ricorda che un eroe è prima di tutto un essere umano.

Tensione, determinazione, rabbia e sconforto caratterizzano "Stirpe di Eroi" fin dal primo capitolo. Nonostante la fine segnata, si vuole comunque rimanere al fianco dei personaggi, per accompagnarli verso il proprio destino che può elevarli definitivamente o rovinarli drammaticamente.

Sono stata in grado di tendere una mano verso la Storia, e ne ho ricavato una lettura interessante e piacevole. Attendo la prossima occasione.



martedì 11 settembre 2018

Review Party: Recensione di "Flawed: Il momento della scelta" di Cecelia Ahern



« Forse dire a se stessi cosa si desidera lo rende vero, offre un traguardo verso cui puntare, aiuta a far sì che si realizzi. Incanala i pensieri positivi: pensa, desidera, e fa' che accada. »

Dopo un'angosciante attesa, arriva anche in Italia il seguito di "Flawed: Gli imperfetti" di Cecelia Ahern, un distopico sorprendente di cui questo secondo libro ne è la conclusione.

Avevamo lasciato Celestine in fuga, verso un modo per cambiare le cose, per salvare sé stessa, la sua famiglia e tutti i Fallati dalla loro condizione. Se prima i marchi sul suo corpo rappresentavano la debolezza e l'errore, ora nel loro pulsare la ragazza trova la forza per non arrendersi e cercare un rifugio da cui cominciare a lottare davvero contro la Gilda di Crevan.
Potrà contare sull'aiuto del compagno di prigionia Carrick, colui che sa davvero comprendere la sua situazione e ha fatto di tutto per non abbandonarla. Ma Celestine sa qual è la vera parola d'ordine: mai fidarsi di nessuno.

La storia è fin da subito carica di quella tensione che aveva lasciato un marchio sulla pelle alla fine del primo libro. Non è difficile, quindi, riuscire a tornare nello stesso mood fin dalla prima pagina, al fianco di una ragazza schiacciata dal peso di eventi più grossi di lei, ma che ora sa di avere un'arma per distruggere il sistema contro i Fallati, ma imperfetto lui stesso alla base.

"Il momento della scelta" rappresenta un punto di svolta, l'altra faccia della medaglia che cerca di dare voce all'imperfezione piuttosto che alla perfezione tanto anelata.
La vicenda di Celestine è la rappresentazione di uno spaccato sociale che non differisce affatto da situazioni realmente esistite ed esistenti. Ho apprezzato molto la volontà di Cecelia Ahern di denunciare un comportamento vero come la discriminazione attraverso un'opera di fantasia, che può arrivare ad un pubblico giovane così come a quello adulto.

La dilogia di Flawed si è posta l'obiettivo di dare a tutti i lettori la forza di scegliere di agire controcorrente, nonostante le conseguenze. Ora sta a noi prendere coraggio e decidere ciò che è meglio.

Sono sorpresa dall'impatto che ha avuto su di me questa storia. Diffonderò con orgoglio il significato della F marchiata a fuoco.


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