lunedì 21 agosto 2017

Quale piacevole fatica s'insinua nella scrittura



Anche per quest'anno, il caldo e l'influenza estiva sono riusciti a mettermi al tappeto. 

Il peggio è che, dopo un mese di spensieratezza, torno a passare le mie giornate in solitudine. Una quotidianità che mi sta stretta, anche se periodicamente sento l'irrefrenabile voglia di chiudere tutto il resto all'esterno. Il silenzio diventa assordante: affolla la mia mente tormentandola, senza riuscire a placare il terrore del tempo che scorre e la marea dei desideri inespressi che mi consuma ancor prima dell'inizio.

All'apparenza, non vedo alcun rifugio.
Nemmeno nella scrittura, né tanto meno nella lettura.
Capisaldi di una vita, che negli ultimi anni hanno insinuato il dubbio molto più della gratificazione. Ciò accade perché c'è una mancanza in questo piacere: il riscontro a lungo agognato.

Capita quando si vuole trasformare la passione in qualcosa di più: le pulsioni sono semplici e potenti, ma sul lungo periodo possono non bastare. Presto è necessario "buttare il sangue", colpire il muro con la testa più e più volte e poi piangere di fronte all'abbagliante bianco di una pagina vuota.
Anche solo metaforicamente parlando.
Così è, anche per i migliori.

Scrivere chiama l'amore. L'amore accompagna l'ispirazione.
Continui a ripetere il solito mantra: "Make a good art". Fai buona arte, fai buona arte.
L'incomprensione dei molti diventa, così, una sfida personale.
Ma prima o poi si cade nella spirale dello sfinimento; il non sentirsi mai abbastanza per la meta. Sembra quasi di toccare il fondo, ma in realtà non si sente mai la fine sotto i piedi. E si cade, ancora. Si cade, nonostante l'impegno. Si cade, nel silenzio.

Sarebbe meglio perdersi o cadere?
In entrambi i casi, alla fine, nell'esatto punto in cui manca l'energia e il buon proposito, trovo sempre lo strumento per rialzarmi. Osservo il cielo da un'altra prospettiva e respiro l'aria da un posto diverso. Chiudo gli occhi, sto in silenzio e ascolto.

A quel punto, qualcosa cambia.
Non sento il bisogno del sonno, o delle distrazioni, ma di trasformare il mio mondo buio in un dono.
Allontano quel luogo di sconforto, sapendo che tra me e lui non potrà mai esserci un addio. 
I social la chiamano "relazione complicata".

Così, parte tutto come se fosse un gioco.

Il tempo continua a scorrere, ma non è più perso. I desideri giungono ai lati della mente come una baraonda, ma cortesi si presentano e si propongono.
Sospiro, riordino, appunto.
Viaggio, stando ferma.

La meta? Incerta, come ogni volta.
La lettura? Aiutante insostituibile.
La scrittura? Il culmine della stimolazione della mente. Un punto lontano, faticoso da raggiungere, che spesso viene mancato. Ma quando si trova, ci si ricorda del piacere unico che sa infondere.
E non è come una pagina bianca: non si può tradire, non si può dimenticare.
Lei non tradisce, lei non dimentica.
Accompagna nel mezzo del cammin delle proprie idee.
Fino alla prossima volta in cui il buio tornerà a bussare.



giovedì 3 agosto 2017

Blog Tour: Recensione di "Il libro dell'estate" di Michelle Gable



« Ogni volta che inizio a spaventarmi per i cambiamenti, ricordo a me stessa che tra un anno esatto saremo di nuovo a Cliff House. Mamma e papà, i miei fratelli, Sam e io, con (si spera) Sam junior già in cantiere. Le estati, per lo meno, non cambieranno mai. Potrebbe esserci solo qualche altra persona a farci compagnia, se Dio vuole. »

Benvenuti nella terza tappa del Blog Tour dedicato a "Il libro dell'estate" di Michelle Gable. Seguite tutte le tappe e rimanete in compagnia dei nostri blog fino alla fine:


Sono davvero felice di parlarvi di "Il libro dell'estate" di Michelle Gable, un romanzo che ha saputo farmi riscoprire il valore dei legami affettivi e dei ricordi felici.

Su una scogliera a Sconset, a pochi passi dal faro di Sankaty Head, sorge fiera e maestosa la villa Cliff House, appartenente alla famiglia Codman da generazioni. 
Bess, in piena fase di divorzio, torna dopo anni in quella vecchia dimora, in cui vive la madre Cissy. Il suo compito è quello di convincere la donna a traslocare il prima possibile da quel luogo, ormai vecchio e corroso, destinato a crollare in fondo all'oceano. Cissy, testarda e determinata, ha tutta l'intenzione di non cedere: abbandonare Cliff House sarebbe come abbandonare tutti i ricordi che la casa contiene. 
È qui che Bess si trova a sfogliare "Il libro dell'estate", un diario custodito dalla nonna Ruby in cui sono contenuti tutti i ricordi che i villeggianti hanno voluto lasciare nelle proprie vacanze lì. L'amore e la speranza scaturite da quelle parole scaldano il cuore della giovane che, affascinata dalla vista spettacolare che Cliff House può offrire, decide di supportare Cis nella sua lotta contro la demolizione naturale.

L'ambientazione suggestiva del Siasconset colpisce come una brezza marina in piena estate. Non si può rimanere indifferenti di fronte alla forza femminile descritta in questo libro: nonostante avrei preferito un maggiore approfondimento dei personaggi, Cissy, Bess e anche Ruby sanno infondere nel lettore una notevole carica positiva. Le storie racchiuse nel Libro dell'estate sono fondamentali per comprendere il rapporto generazionale della famiglia Codman con Cliff House, che rimane impressa nelle esperienze di chi lì ci ha vissuto anche solo un giorno.

Adoro quando nei libri si parla di ricordi: leggendo del Libro, mi è tornato alla mente quando da piccola scrivevo delle mie giornate all'interno di un diario. Sul momento non ci si pensa, ma quando si diventa adulti sarebbe meglio essere capaci di soffermarsi sulle piccole cose e metterle nero su bianco: quando si è presi dallo sconforto, può essere utile rileggere di noi stessi nel passato, per ritornare sui propri passi.

La fluidità con cui Michelle Gable ha scritto il libro dà come risultato una lettura semplice, priva di particolari colpi di scena ma con un finale ricco di significato.



martedì 1 agosto 2017

Blitz Release: "Black Rose" di Sagara Lux


Dopo il Cover Reveal di inizio luglio, torno a parlarvi della serie "The Darkest Night" di Sagara Lux. Oggi, oltre alla cover e alla trama, vi lascio l'anteprima del primo capitolo e il form da compilare per partecipare al giveaway per vincere una copia cartacea del libro! Buona lettura.



Titolo: Black Rose
Autore: Sagara Lux
Serie: The darkest night
Genere: Dark-Romance
Data di pubblicazione: Luglio 2017

TRAMA

Mai desiderare quel che potrebbe distruggerti.

Lilian Leroy non ha mai desiderato di svegliarsi in una stanza non sua, in compagnia di un uomo completamente nudo che non ricorda nemmeno di avere incontrato. Non ha mai desiderato di finire coinvolta nei giochi di potere che legano suo padre a un misterioso uomo venuto dalla Russia.
Ma ha desiderato lui, Sergej.
Dal primo momento in cui lo ha visto.

Sergej non ha mai desiderato nulla per sé. Ha sempre e soltanto eseguito gli ordini, almeno finché non gli è stato chiesto di fare l'unica cosa che non avrebbe mai voluto: distruggere qualcuno.
Distruggere lei.

Tre uomini. Due donne. Una notte.
La più oscura di sempre. Quella che cambierà le loro vite.

L'AUTORE

Sagara Lux crede nelle seconde occasioni, benché la vita non gliene abbia mai concesse.
Non ama parlare di sé, ma ama scrivere e dare a vita a personaggi capaci di colpire stomaco e cuore insieme.

LEGGI IL PRIMO CAPITOLO



GIVEAWAY

a Rafflecopter giveaway


Review Party: "Le piume del Drago" di Lorenzo Visconti



La presentazione di una nuova uscita è l'ideale per iniziare il mese di Agosto: il 25 Luglio, per Amazon Publishing, è stato pubblicato "Le piume del Drago", secondo capitolo della serie thriller "Dragons" scritta da Lorenzo Visconti.

Ecco a voi la trama:

«Qualcosa si deve pur fare per campare, e qualche indagine non autorizzata non è certo il peggiore dei mali. Specie se ti pagano profumatamente per condurla.»

Lorenzo Visconti detto il Drago continua a “non” essere un investigatore privato: non ha licenze ufficiali e nemmeno regole (tranne le sue). Ex sbirro che ha avuto qualche problema con la divisa e le istituzioni, il suo ufficio è un bar in via Gluck a Milano. Ed è lì che una mattina di luglio si presenta Valeria Zamperini chiedendogli di trovare la sorella scomparsa da cinque mesi. Iniziano così le indagini del Drago, aiutato dal socio Jamel, giovane francese mago dei computer, sulle tracce della ragazza.
Nel frattempo un serial killer si aggira nella Bassa padana, lungo le sponde del Po, dove uccide le sue vittime con un macabro rituale. A indagare sugli omicidi ci sarà una vecchia conoscenza del Drago: il maresciallo Barillà, del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente di Milano.
Due casi in apparenza molto distanti, ma che si riveleranno intimamente collegati.
Con "Le piume del Drago" Lorenzo Visconti ci riporta in una Milano rovente, violenta e sporca, alternando le luci della città ai paesaggi del grande fiume malato, depredato e sfruttato dall’uomo, e alle parole di un vecchio pescatore.

Se siete interessati all'autore, andate a curiosare sul suo sito: http://www.drago.paoloroversi.me.

UN CARTACEO CERCA CASA

Grazie a questo evento e alle blogger partecipanti, potete avere la possibilità di vincere una copia cartacea del libro. Basta seguire le seguenti regole:

-Diventare lettori fissi dei blog:


-Commentare in maniera costruttiva ogni tappa dell'evento. Ricordate, inoltre, di scrivere la vostra mail, per essere contattati in caso di vittoria.

-Diventare fan della pagina Facebook della serie

È gradito, ma non obbligatorio (nel caso venga fatto, copiate il rispettivo link nel vostro commento):

- Condividere l'Evento su Facebook 
- Se avete letto "La Legge del Drago" in digitale e fatto una recensione su Amazon, lasciate il vostro link.
Attenzione! Se l'acquisto non è verificato, la recensione non verrà accettata e perderete l'occasione per partecipare all'estrazione! 

Avete tempo fino a mezzogiorno di sabato 5 Agosto 

L'evento è valido solo per l'Italia, la spedizione verrà fatta tramite Piego Libri Ordinario (Non Tracciabile). Dopo la spedizione non ci riterremo responsabili del pacco.

Non dimenticate di compilare il form sottostante:


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In bocca al lupo!

giovedì 27 luglio 2017

Review Party: Recensione di "Ritorno alla casa dei ricordi" di Helen Pollard




« Si avvicinò e mi prese tra le braccia, poi accostò la bocca alla mia, dapprima con esitazione… ma non durò a lungo. Le nostre labbra si unirono con la stessa perfezione che ricordavo, solo che stavolta non c’era più niente che ci trattenesse. Nessun rimpianto al pensiero che stessi per tornare in Inghilterra, nessuna riluttanza all'idea di dare vita a qualcosa che non avremmo potuto portare avanti. A quel bacio era concesso di racchiudere promesse e possibilità… e, oh, fu dolcissimo. »

Sono davvero felice di essere tornata a "La Cour des Roses", luogo principale della trilogia romance scritta da Helen Pollard.

Il primo libro si chiama "La piccola casa dei ricordi perduti", di cui potete trovare la mia recensione qui.

Dopo aver chiuso definitivamente i ponti con Nathan, Emmy si è resa conto che solo la Francia potrà davvero farla ricominciare a vivere. Per questo è tornata alla pensione di Rupert, e ora lavora per lui a pieno titolo.
Questa volta, sarà tutt'altro che una vacanza: Emmy dovrà fare i conti con l'isteria e sfrenatezza dei clienti, specie con l'arrivo della famiglia Thompson che le darà del filo da torcere. Ma la donna è determinata a far risplendere questo posto agli occhi dello spietato blogger di viaggi Geoffrey Turner, che ora alloggia lì e non mancherà di scagliare le proprie critiche ad ogni occasione buona.
Fortunatamente, Emmeline avrà dalla sua parte l'immancabile Rupert, dall'atteggiamento burbero e il cuore tenero, e il sostegno di Alain, commercialista e suo attuale amore.
Ai nuovi incontri si alterneranno vecchie conoscenze che, aspettate o meno, renderanno più frizzanti e ricche le giornate della protagonista, che mai come adesso si sentirà tanto viva.

Helen Pollard è riuscita a mantenere costante l'atmosfera delicata e spensierata che mi aveva attratto nel primo libro. Emmy si dimostra ancora una volta un personaggio realistico, che commette errori ma ha la forza necessaria per porvi rimedio. Le sue debolezze si amalgamano alla caparbietà che la contraddistingue; l'amore e il rapporto con Alain sapranno come sciogliere piacevolmente il vostro cuore.

Una storia perfetta per l'estate: ogni pagina è ricca di freschezza e vitalità, che rendono la lettura una spensierata e rilassante vacanza.

Grazie a Newton Compton Editori per questo libro, spero di avere presto notizie dell'ultimo volume della serie.


martedì 25 luglio 2017

Blog Tour: Recensione di "Plugged" di Jill Cooper



« Solo per questo valeva la pena fare tutto.
Tranne per il fatto che è tutta una bugia.
Lei non è al sicuro. Nessuno di noi lo è. Io non sono neanche qui; sono bloccata nel laboratorio.
Trattengo il fiato mentre penso a Rex e a ciò che sta cercando di farmi fare. Ma non posso. Non lo farò. Mi rifiuto.
Sono Lara Crane e posso batterlo. Una volta capito come. »

Eccoci tornati nel mondo creato da Jill Cooper, con la recensione di "Plugged", secondo capitolo della serie "The Rewind Agency".

Nota: in questa recensione è inevitabile citare alcuni eventi di "Quindici Minuti".

Abbiamo lasciato Lara prigioniera dello zio Rex. Catturata con l'inganno, ricattata e torturata, ora è la vittima degli esperimenti che porteranno la Rewind Agency a possedere il perfetto viaggiatore del tempo, in grado di eseguire qualsivoglia ordine a loro piacimento.

Sconvolta e debole, Lara non si arrende e persegue il suo obiettivo: tornare al momento in cui la sorella è stata rapita per salvarla e cambiare la sua attuale situazione.
Ingannare il suo carnefice non sarà per nulla facile, così come distinguere l'illusione in cui viene catapultata da ciò che davvero è accaduto. Arrendersi alla realtà fasulla creata nella sua mente è una tentazione sempre più ammaliante, ma il rischio di perdere i veri affetti la fa rimanere lucida.

Rimuginare sulle conseguenze di una sola azione ormai è diventato inutile, l'unica cosa possibile è vivere nella nuova linea temporale, lottando per il bene dei propri cari.

Se nel primo libro ho amato l'azione, in "Plugged" ho apprezzato il rallentamento della storia a favore della riflessione sul consolidamento dei rapporti umani. Come ben ricordiamo, Lara si è ritrovata in una famiglia totalmente diversa e al fianco di un ragazzo che in precedenza non avrebbe minimamente calcolato.
Il desiderio di avere una mamma nella propria vita, ha creato una realtà in cui la figura materna è poco presente, troppo presa dal lavoro e dal badare ai figli più piccoli. Inoltre, Lara è stata costretta a rinunciare a suo padre, rinchiuso ingiustamente per un reato che non ha commesso. Vedere la ragazza al fianco di Donovan anziché Rick è stato piuttosto difficile da assimilare, ma il loro rapporto, così intenso e sincero, è riuscito a convincermi totalmente.

Non mancano anche qui i colpi di scena, ma ciò che fa rimanere in tensione è la drammatica situazione che la protagonista deve affrontare e da cui sembra non possa esserci via di fuga. Qui, il finale è soddisfacente, ma meno intenso rispetto al precedente. Sono davvero molto curiosa di sapere cosa accadrà in "Detached", volume conclusivo della serie.

"The Rewind Agency" si riconferma essere una serie affascinante e imperdibile, ricca di elementi validi ed emozioni assolutamente da provare!

COSA FARESTI SE POTESSI TORNARE INDIETRO PER QUINDICI MINUTI?

La Dunwich Edizioni mette a dura prova i blogger partecipanti a questo evento ponendo una domanda complessa, ma totalmente in tema. Come la serie di Jill Cooper ci insegna, tornare indietro nel tempo comporta conseguenze che sfuggono al nostro controllo, nonostante il cambiamento desiderato sia apparentemente minimo. 

Ognuno di noi ha qualche rimorso nella vita, e se avessi quindici minuti nel passato, tornerei al momento in cui decisi di rinunciare al canto e alla musica, per impedirmelo. Non so se questo avrebbe un impatto concreto sul mio futuro, ma sicuramente mi libererebbe da un peso che probabilmente non mi lascerà mai.

Voi cosa fareste se poteste tornare nel passato per quindici minuti?



lunedì 24 luglio 2017

Recensione: "Quindici Minuti" di Jill Cooper


« Il mio primo pensiero va a mio padre. Ho scambiato un
genitore per un altro e il senso di colpa fa male come il pungiglione
di un’ape.
Faccio la doccia e l’acqua mi massaggia la schiena. La pressione
è molto più forte qui che nel mio vecchio appartamento.
La vita è molto più semplice adesso, ho tutte le comodità che si
potrebbero desiderare. Ma questo non fa diminuire il senso di colpa. Lo intensifica. »

Ho passato un weekend intenso, in compagnia di una giovane donna forte e determinata. Sto parlando di Lara Crane, la protagonista della serie thriller fantascientifica "The Rewind Agency" di Jill Cooper.

Ci troviamo in un futuro non molto lontano, in cui l'agenzia Rewind ha trovato un sistema per viaggiare nel tempo e ne ha fatto il proprio business. Quindici minuti nel passato, rispolverando i propri ricordi, come ombre invisibili. Chi non lo vorrebbe provare anche solo una volta?

Lara ha un solo desiderio: tornare indietro nel tempo per evitare che sua madre venga uccisa in quel maledetto vicolo. Perché sì, lei può farlo: è una dei pochi in grado di interagire materialmente con il passato.
Ma una volta scongiurata la tragedia, tutto cambia: il padre è in prigione accusato del tentato omicidio, sua madre si è risposata e lei ha una relazione con Donovan anziché con Rick.
I suoi vecchi ricordi e quelli di questa nuova realtà si sovrappongono sempre più, fino a farle dubitare della sua vera identità.

Cosa si cela dietro al progetto Banca della Memoria, creato dalla Rewind Agency?

Creare una storia basata sui viaggi del tempo non è per niente facile, specie in un modo tanto originale e coinvolgente. Non ho potuto fare a meno di continuare a leggere, fino all'ultima pagina, con il fiato sospeso e il cuore martellante in petto.

Il ritmo incalzante della narrazione mi ha permesso di non perdermi tra un cambio temporale e l'altro, cosa che purtroppo mi riesce fin troppo semplice, nonostante questo sia un tema che apprezzo molto.

"Quindici Minuti" è un libro pieno di azione e colpi di scena, ancora mi chiedo come mai abbia aspettato tanto a decidermi di leggerlo. Il finale è al cardiopalma: sembra giungere ad una risoluzione, per poi rimettere in discussione tutto. Per mia fortuna ho potuto leggere, subito dopo, "Plugged": secondo capitolo della serie, per partecipare al blog tour di domani.

Ringrazio infinitamente la Dunwich Edizioni per questa splendida opportunità.

Un ultimo riferimento, degno di nota, va a "Rewind", una breve novella con un punto di vista diverso rispetto a quello di Lara, molto interessante, specie per le conseguenze che possono abbattersi sul seguito della

serie.

Quindici Minuti e Rewind sono disponibili all'acquisto sul sito della casa editrice e su Amazon.



lunedì 17 luglio 2017

Review Party: Recensione di "Questo canto selvaggio" di Victoria Schwab



« Avrebbe potuto andarle peggio – la perdita dell’udito era solo parziale – ma era troppo furba per permettere che altri le vedessero. Erano un segno di debolezza, comunque, e la debolezza non si doveva mai mostrare: glielo aveva insegnato Harker a dodici anni, quando le cicatrici erano ancora recenti. "Perché?" gli aveva chiesto, siccome era giovane e stupida. "Ogni debolezza espone la carne" le aveva risposto. "E la carne invita il coltello." »

Grazie a Giunti ho avuto modo di leggere un libro che mi ha conquistata fin dalla prima pagina: sto parlando di "Questo canto selvaggio" di Victoria Schwab, primo libro di una duologia distopica.

Ho sentito davvero tanto parlare di questa scrittrice, acclamata da molte persone. Avevo il timore che tutta questa carica d'aspettativa non me l'avrebbe fatta apprezzare, invece ora posso capire come mai abbia avuto così tanto successo. "Questo canto selvaggio" è un libro veramente originale.

Ci troviamo a Verity City, una città violenta e spezzata dai diversi scontri provocati dagli umani. Ad ogni azione malvagia commessa, vengono generate delle creature mostruose: i Corsai sono i divoratori di carne, i  Malchai del sangue e i Sunai, più rari, che risucchiano le anime peccatrici attraverso la musica.

Harker e Flynn sono i rispettivi capi fazione: uno a Nord e l'altro a Sud.
Kate Harcker è ossessionata da un unico obiettivo: risultare una degna erede agli occhi del padre. Solo così, lei pensa, potrà conquistare la sua stima e il suo amore.  
August è stato adottato dalla famiglia Flynn, protetto e nascosto alla comunità a causa di un importante segreto: la sua identità di Sunai. Non si separa mai dal suo violino, anche se desidererebbe ardentemente una vita normale, da umano. Il ragazzo, inoltre, non è felice del trattamento riservato: vuole scendere in battaglia e rendersi utile. L'occasione gli si presenta quando viene inviato come infiltrato a spiare il nemico.
Due giovani appartenenti a mondi diversi, ma che sapranno creare un legame d'amicizia indissolubile. La temeraria ragazza vorrebbe scoprire cosa si nasconde dietro il velo di mistero in cui August è avvolto. Quale potrebbe essere la reazione di fronte alla verità?

Il punto di forza di questo libro è sicuramente l'affascinante ambientazione: dai luoghi alle creature descritte, la Schwab è riuscita a creare nella mia mente delle figure ben precise, come di fronte ad un film proiettato al cinema. L'immaginazione della scrittrice sembra non avere confini, sono esaltata all'idea che questa sia solo la prima delle sue opere che ho modo di leggere. Tuffarsi nella sua mente è stata una delle esperienze più belle, quest'anno.

Finalmente una storia che non si basa sull'amore tra i protagonisti, perché a Verity City non c'è spazio per l'amore: è la crudeltà, ormai, a farla da padrona.
Nonostante questo non potrete fare a meno di amare il legame che si crea tra i due ragazzi. August è il mio personaggio preferito, mentre Kate non sono riuscita a farmela piacere totalmente per alcune scelte. 

Un tema come la pericolosità del genere umano, che crea conflitti intestini nonostante le conseguenze catastrofiche, è qui trattato in maniera incisiva e particolare: non è il mostro d'aspetto il nemico, ma la scalata verso il potere e la supremazia corrode le anime dei forti, fino a far dimenticare la propria natura.

Sono davvero felice di aver avuto l'occasione per potervi parlare di questo libro, attendo con trepidazione il secondo.

lunedì 10 luglio 2017

Recensione: "La farina del diavolo: il ponte maledetto" di Stefano Nocentini


« Ma l’opera d’arte è sterile se non v’è un fruitore in grado di capirla e di goderne: perciò il Creatore aveva creato anche l’Uomo, dotandolo della capacità di comprendere la sua opera, di ammirarla, e di lodarne il sommo Artefice. Ecco dunque la soluzione del problema etico: la via del Bene è la conoscenza, cioè la comprensione del mondo; la via del Male è l’ignoranza, cioè lo sguardo rivolto al contingente, il dominio di Satana. »


Prestate attenzione a quanto vien detto: l'antico monastero del Sudtirolo nasconde tra le proprie mura una prestigiosa biblioteca. È qui che l'appassionato di storia Stefano Nocentini entra in possesso del curioso manoscritto di Stefanardo da Vimercate, in cui i personaggi si mostrano al lettore come in uno spettacolo teatrale.

Facciamo la conoscenza del Granduca di Castiglion Che Dio Sol Sa, che chiede udienza all'architetto Mastro Oliviero dell'Armentara per proporgli un interessante progetto: la costruzione di un ponte granducale sul Rio Burrone per unire le due metà del proprio feudo. Un'impresa fino a quel momento impossibile da realizzare, per le scarse conoscenze e capacità tecniche del tempo. Tormentato dal compito ingrato, Mastro Oliviero riceve la visita del diavolo tentatore, che gli propone un accordo: farà in modo che l'uomo abbia successo in cambio dell'anima innocente della prima persona che attraverserà il ponte a fine costruzione. Oliviero sa che non può resistere al tentatore quando questo inizia a parlare: accetta e parte con i lavori.
L'intreccio dei personaggi presentati è fondamentale per la riuscita della storia. Ognuno ha il proprio scopo e inconsapevolmente contribuisce al diabolico piano di Satana.

Stefano Nocentini è stato in grado di scrivere questa storia utilizzando un gergo e una ritmica che ricordano i testi antichi, non senza inserire termini ed elementi del mondo contemporaneo: una piacevole sorpresa che mi ha più volte strappato un sorriso. Questo connubio, ha reso "La farina del diavolo: il ponte maledetto" un libro sospeso nel tempo.
Una lettura non da tutti, ma che diverte e soddisfa chi si appresta a leggerla.

Ringrazio la gentile casa editrice per questo gradito omaggio.

Potete acquistare il libro a questo link.

Blog Tour: "Rondini d’inverno. Sipario per il commissario Ricciardi." di Maurizio De Giovanni - Prima Tappa Recensione



« I sogni sono infami, brigadie’. Sono subdoli e traditori, i sogni. Ti convincono che la realtà, in fondo, non è del tutto vera, che si può cambiare, che si può migliorare. I sogni ti creano qualcosa nella testa e ti fregano, perché poi senza i sogni non riesci a campare piú. »

Questa è la prima volta che mi trovo ad inaugurare un Blog Tour: è un onore presentarvi l'ultima fatica di Maurizio De Giovanni, "Rondini d'inverno. Sipario per il commissario Ricciardi", uscito il 5 luglio nelle librerie e edito da Einaudi.

TAPPE:

Dal 10 al 15 Luglio i blogger partecipanti vi proporranno delle interessanti tappe, tributo allo scrittore e alla Napoli degli Anni Trenta.


Come da titolo, tornano i casi del commissario Luigi Alfredo Ricciardi, che ormai da dodici anni ci tengono assiduamente compagnia.

Napoli, 1933. Il Natale è da poco passato e il Capodanno è imminente. Durante uno spettacolo teatrale, Michelangelo Gelmi spara alla moglie Fedora Marra. Quello che doveva essere un proiettile a salve, si rivela essere autentico: poco dopo, la donna decede. Per l'uomo si prospettano giorni tutt'altro che festosi, in cui farà di tutto per dimostrare la sua innocenza, nonostante sia stato lui a premere il grilletto.
Un caso apparentemente semplice; ma non per il commissario Ricciardi, tormentato dalle intense visioni dei morti poco prima di spirare e ancora alle prese con i sentimenti per Enrica: ora, forse, possono finalmente trasformarsi in qualcosa di concreto.
Parallelo a questo caso, Maione svolgerà delle indagini riguardanti un'amica del Dottor Modo, ridotta in fin di vita con violente percosse.

Anno dopo anno, è sempre più palpabile l'atmosfera malinconica tipica dei finali in grande stile: non manca molto al fatidico 2019, data per cui lo scrittore continua a ribadire l'intenzione di appendere la penna al chiodo.

Nonostante ciò, è impossibile non provare tensione dalla prima all'ultima pagina e avere timore di quel fatidico sipario per il modo in cui calerà sul protagonista.
Proprio per questo non voglio lasciare spazio a dettagli che potrebbero togliere stupore e attimi di mancato respiro indimenticabili.
"Rondini d'inverno" conferma ancora una volta la bravura di Maurizio De Giovanni nel tessere storie pregne d'emozione, con un inconfondibile stile e la complessa psicologia di tutti i personaggi.

Quando tornerà l'estate, prospetto una situazione ancora più bollente.

"Rondini d'inverno. Sipario per il commissario Ricciardi" è disponibile a questo link.


Cover Reveal: "Black Rose" di Sagara Lux


Buon inizio settimana! Oggi iniziamo con un Cover Reveal proposto dalla scrittrice Sagara Lux: "Black Rose", appartenente alla serie di "The Darkest Night".

Di seguito potrete trovare la copertina, la trama e un breve estratto. Buona lettura!


Titolo: Black Rose
Autore: Sagara Lux
Serie: The darkest night
Genere: Dark-Romance
Data di pubblicazione: Luglio 2017

TRAMA

Mai desiderare quel che potrebbe distruggerti.

Lilian Leroy non ha mai desiderato di svegliarsi in una stanza non sua, in compagnia di un uomo completamente nudo che non ricorda nemmeno di avere incontrato. Non ha mai desiderato di finire coinvolta nei giochi di potere che legano suo padre a un misterioso uomo venuto dalla Russia.
Ma ha desiderato lui, Sergej.
Dal primo momento in cui lo ha visto.

Sergej non ha mai desiderato nulla per sé. Ha sempre e soltanto eseguito gli ordini, almeno finché non gli è stato chiesto di fare l'unica cosa che non avrebbe mai voluto: distruggere qualcuno. 
Distruggere lei.

Tre uomini. Due donne. Una notte.
La più oscura di sempre. Quella che cambierà le loro vite. 

     

LEGGI UN ESTRATTO

Lilian Leroy era giovane, ingenua. Anche se non sapeva nulla dei traffici del padre era pronta a difenderlo a spada tratta.
E tutto per amore.
Sollevai gli occhi su di lei, chiedendomi quante altre cose avrebbe potuto fare per amore. Io ne avevo in mente almeno un paio in quel momento. Una era sedersi sulle mie gambe e lasciarsi toccare da me. Un’altra era tradire la sua famiglia.
Lilian sospirò di nuovo, poi si tolse la giacca del completo, rivelando una camicetta anonima a collo alto che tutto nascondeva e tutto rivelava. Aveva i seni tondi, morbidi. Il tessuto candido le si stringeva intorno al corpo come avrebbero potuto fare le mani di un uomo.
O come avrei voluto fare io.
«Puoi tornare a guardare il tavolo, per cortesia?» sbottò imbarazzata.
 Mi sfuggì una risata.
«Le mie attenzioni ti mettono a disagio?»
«Sei tu a mettermi a disagio.»
«Perché?»
Dalle gote il rossore le salì fino alle orecchie. Si schiarì la voce, ma ormai era troppo tardi. L’aria tra noi si era già fatta di puro fuoco.
«Perché hai già visto tutto di me» rispose a fatica, gli occhi bassi per non incrociare i miei. «Perché la scorsa notte mi hai toccata, assaggiata… E nonostante questo continui a guardarmi come se volessi dell’altro.»
«Forse io voglio dell’altro.» Tremò. Mi resi conto di avere osato troppo, così aggiustai il tiro. Abbracciai con le dita il bicchiere e lo accostai alle labbra. «O forse tra di noi non è successo quello che credi. Ci hai pensato?»
«A cosa?»
Sollevai gli occhi su di lei. La inchiodai alla sedia.
«Al fatto che potrei avere mentito.»
Si toccò il collo in uno stato di evidente disagio.
Le mancava il respiro; lo capivo dalla rapidità in cui le si muoveva il petto.
«Tu non mi hai mentito. Quando questa mattina mi sono svegliata nel tuo letto ero praticamente nuda. E poi…»
«E poi cosa? Continua.»
Deglutì e abbassò lo sguardo.
«Ho il segno dei tuoi baci addosso.»
Un brivido d’eccitazione mi irrigidì il corpo. Mi piaceva la piega che aveva preso quel discorso, ma forse gradivo ancora di più l’idea che quella mattina, dopo essere fuggita dalla mia camera ed essersi spogliata, si fosse guardata allo specchio. Completamente nuda. 
E avesse pensato alla mia bocca sulla sua pelle.
Mi leccai le labbra. C’era qualcosa di allettante nel sapere che l’avevo marchiata e che chiunque l’avesse spogliata avrebbe potuto comprendere che era già stata mia.
«Dimmi una cosa, Lilian. Dove erano questi segni?»
Spalancò gli occhi e mi fissò incredula. 
Non riuscii a resistere alla tentazione di fare scivolare una mano sotto il tavolo e sfiorarle una coscia.
«Li avevi per caso qui?» 
Le sollevai la gonna e le accarezzai la parte più esterna della gamba; quella che si trovava rivolta verso di me. 
«Oppure qui?»
Ruotai il polso e le sfiorai la piega tra inguine e coscia. Seguii il bordo delle mutandine. Erano di pizzo, molto sgambate. Si addicevano perfettamente al tipo di donna che era davanti a me in quell’istante: un involucro freddo, incapace di destare interesse. Un cuore pulsante, intimo e spregiudicato.
Aprì un poco le cosce e scivolò sul bordo della sedia.
Verso di me.
«Ancora più dentro?» le domandai sfidandola. 



sabato 8 luglio 2017

Review Party: "Amami Adesso" di Pepper Winters


« Con lo sguardo mi soffermai sul tapis roulant top di gamma e sulla mia cabina armadio traboccante: quella stanza era parte di me, ma in quel momento era come un nemico.
Tutti erano diventati nemici. Dai colleghi agli estranei, fino ai famigliari. Non stavo bene da nessuna parte, nemmeno con i miei pensieri. »

A conclusione del Blog Tour non poteva mancare la recensione ad "Amami Adesso" di Pepper Winters. La regina del dark romance è tornata in Italia con il quarto capitolo della serie Indebted, che vede Nila Weaver alle prese con un antico debito contratto con la famiglia Hawks.

Il mio rapporto con questa serie è stato molto altalenante: inizialmente poco convincente, poi più intrigante, poi di nuovo come all'inizio. Se si pensa a quanto irrealistico possa essere un debito vecchio di 600 anni, la storia non riesce ad avere basi solide. Ma superato lo scoglio del primo libro e diverse parti scritte solo per allungare il brodo e arrivare a comporre una serie di sei libri, non si può rimanere del tutto indifferenti al rapporto che si crea tra Nila e Jethro, vittima e carnefice inizialmente, amanti successivamente. È proprio alla loro dichiarazione che li abbiamo lasciati: ostacolati per l'ennesima volta dall'irruzione della polizia in casa Hawks, l'uomo riesce a far andare via Nila, che obbedisce senza mai voltarsi indietro.
Tutto questo non è altro che una manovra di V. per trarre in salvo la sorella. Tornare a Londra, per lei, non rappresenta più la libertà: il suo cuore è rimasto a Hawksridge.
Un periodo ancora più difficile attende Jethro, manipolato ancora una volta dal padre e costretto ad assumere costantemente una droga che lo porta a reprimere i suoi sentimenti e tornare il freddo calcolatore di un tempo. Spinto dalla vendetta, riporta con l'inganno la donna nella sua dimora, non per coronare il loro amore ma per farle pagare un terzo terrificante debito.
Quella di Jet e Nila è una relazione tormentata e perseguitata: riuscirà a resistere all'ennesima difficoltà?

Ammetto che la prima parte del libro è stata per me decisamente lenta, ma non posso negare che "Amami adesso" sia al momento il capitolo più intenso della storia. Forse, infine, la Winters è riuscita a inglobarmi davvero nel mondo da lei creato, facendomi provare ansia fino al cliffhanger dell'ultima pagina. Il lettore è costretto a credere all'inesistenza di un epilogo: in un certo senso, spero davvero che la serie finisca in maniera inaspettata e crudele, anche se c'è una parte di me che è già rassegnata ad un finale molto simile a quello dei romanzi rosa.

Pepper Winters, fai del tuo peggio e sorprendimi!

venerdì 7 luglio 2017

Blog Tour: "Nyctophobia: Il cuore della notte" di Carlo Vicenzi - Quinta Tappa




Torniamo a parlare di Nyctophobia! Oggi, nella mia personale tappa, vi faccio assaggiare parte di questa bellissima storia, riportando un paio di estratti presenti ne "Il cuore della notte". Ovviamente non troverete anticipazioni significative, quindi leggeteli con tranquillità. Poi, correte ad acquistare il libro!

Buona lettura!

1.
«Chi è stato, secondo te?» chiese la piccola. I grandi occhi azzurri coglievano il riflesso del fuoco lontano.
«Ad appiccare l’incendio?» sbuffò Eliana, scuotendo il capo. «Ci sono solo due motivi.» Accennò con la mano sinistra verso il disastro che divorava buona parte dell’orizzonte. «Il primo è la paura e il secondo è la stupidità. Conosco chi viveva laggiù e credo si tratti di entrambe le cose.»
La ragazzina non commentò, si limitò a spostare lo sguardo verso l’incendio, le mani che afferravano il bordo in mattoni ai lati del viso.
Tre giorni di fuoco, morte e terrore.
Sbagliato, si disse Eliana, non tre giorni ma tre notti. Il fuoco durante le ore di luce era solo un effetto collaterale del terrore che sopraggiungeva con il tramonto. Ciò che non era stato ancora bruciato veniva dato alle fiamme appena il terrore tornava a manifestarsi. Il moncone del braccio destro prese a pulsare allo stesso ritmo del cuore, un’agonia sorda che non sentiva da un pezzo. Era serata di grandi ritorni, a quanto pareva.

2.

Da cosa stava scappando? Cosa la stava inseguendo nella sua mente?
Lene si spostò in silenzio, prese il blocco di fogli e iniziò a tracciare linee con il pezzetto di legno bruciato.
Quel ritratto era molto più facile, sia per le mani che per l’anima, rispetto a quello dell’essere derelitto ammazzato nel pomeriggio.
Lene tracciò le linee decise del volto, le labbra sottili che parevano essere dure anche nel sonno, i capelli corvini tagliati corti ai lati e la massa riccia della cresta che scendeva a coprire un lato del viso. I segni sottili accanto agli occhi, che sembravano così fuori posto in una donna tanto giovane…
Sfumò le linee delle spalle, i muscoli che lasciavano intuire la rigidità sotto il cappotto…
No.
Quel disegno era tutto sbagliato. Per quanto fosse fedele all'immagine che aveva davanti, aveva fallito nel compito fondamentale: non era riuscita a cogliere l’essenza, l’anima della donna che si era presentata con il nome di Licia.
Sollevò il foglio con cura e ricominciò daccapo, questa volta lasciandosi trasportare da ciò che sentiva dentro, non solo da quello che le stava davanti.
Poteva percepire la luce del sole spingere via l’oscurità un po’ alla volta quando terminò di sfumare gli ultimi particolari con il polpastrello.
La pagina mostrava Licia come l’aveva vista quel pomeriggio: inginocchiata nell'erba, il viso poggiato alla canna della sua arma, gli occhi freddi rapiti dalle tacche di mira e dal bersaglio.
«Sì», disse fra sé. «Ora ci siamo.»
La donna si scosse sulla poltrona dove aveva passato la notte.
«Che succede?» chiese, le mani che scivolarono verso il grilletto. Lo sguardo aveva già perso ogni traccia di sonno.
«È l’alba», rispose Selene. «Ho preparato quello che mi serve. Possiamo partire. Lascia solo che metta il fissante su questo. Nel frattempo, mangia qualcosa se vuoi.»


Vi ricordo che potete partecipare al Giveaway per vincere una copia digitale del libro! Seguite le indicazioni presenti nell'articolo della recensione e attendete la fine del Blog Tour!



martedì 4 luglio 2017

Blog Tour: "Amami Adesso" di Pepper Winters - Quinta Tappa



Secondo Blog Tour della giornata, dedicato alla serie Indebted di Pepper Winters, edito in Italia da Newton Compton Editori.

TAPPE




La mia tappa è dedicata alle cover della serie:


Indebted 1: Versione Americana
Indebted 1: Io ti Appartengo, Versione Italiana

Indebted 2: Versione Americana
Indebted 2: Io ti Pretendo, Versione Italiana

Indebted 3: Versione Americana
Indebted 3: Nessuna Scelta, Versione Italiana
Indebted 4: Versione Americana
Indebted 4: Amami Adesso, Versione Italiana

Indebted 5: Versione Americana
Indebted 5: Maledetta voglia di Te, Versione Italiana
(In uscita il 18/08)
Indebted 6: Versione Americana















Solitamente patteggio per le copertine originali, ma stavolta preferisco di gran lunga quelle italiane!
Fatemi sapere cosa ne pensate e non perdetevi le altre tappe del blog tour!


lunedì 3 luglio 2017

Blog Tour: Presentazione e Recensione di "Nyctophobia: Il cuore della notte" di Carlo Vicenzi



Sono lieta di presentarvi il blog tour di un bellissimo libro distopico: "Nyctophobia: Il cuore della notte" di Carlo Vicenzi, edito da Dunwich Edizioni e seguito di "Nyctophobia: Mondo senza luce".

TAPPE


3 Luglio: Presentazione blog tour (recensione)
4 Luglio: Recap di Nyctophobia 1 su Voglio essere sommersa dai libri
5 Luglio: Il mondo e le creature di Nyctophobia su Sogno tra i libri
6 Luglio: Intervista a Carlo Vicenzi su La lettrice sulle nuvole 
7 Luglio: Estratti dal libro su The Mad Otter
10 Luglio: Dream Cast su The Reading Pal
11 luglio: I motivi per leggere Nyctophobia su My pages a la page


In questa prima tappa, i blog partecipanti hanno recensito per voi il libro. Al contrario dei miei colleghi, non ho a disposizione la recensione del primo capitolo, cosa di cui mi rammarico sinceramente.
La giovane Eliana torna più determinata di prima tra le pagine del seguito, pronta al ritorno del Buio, che non scongiura il mondo dalla sua presenza, anzi, lo illude di essersene liberato. Ma questa volta, l'oscurità ha un obiettivo ben preciso: insegue due ragazze, Licia, figlia adottiva di Eliana, e Selene, personaggio misterioso che non teme la notte.
Riuscirà Eliana ad avere la meglio ancora una volta?
Ritornare nel mondo di Carlo Vicenzi è stata una boccata d'aria pura in mezzo a storie che non sono riuscite a soddisfarmi del tutto. Anche se l'atmosfera che si respira nel mondo di Nyctophobia è di tutt'altro avviso, è stato emozionante ritrovare Selene, le creature dell'Oscurità e il Buio stesso. Il libro scorre veloce, la tensione è talmente alta da non poter fare a meno di continuare a leggere.
Proprio per questo, ritengo che "Il cuore della notte" sia un degno seguito di "Mondo senza luce", e per certi versi è riuscito addirittura a superarlo.
La Dunwich Edizioni non smetterà mai di sorprendermi, pubblicando titoli originali e di alta qualità.
Recuperate le storie di questo scrittore, vi assicuro che non ve ne pentirete!

GIVEAWAY

Grazie alla gentile casa editrice, avete la possibilità di vincere una copia digitale del libro. Seguite le indicazioni:


1. Iscriversi ai blog partecipanti
2. Diventare fan della pagina di Dunwich Edizioni
3. Diventare fan della pagina di Carlo Vicenzi
4. Commentare le tappe





a Rafflecopter giveaway

venerdì 30 giugno 2017

Review Party: Recensione di "Winter" di Marissa Meyer



« "E... io ho un posto in questo futuro?"
Lo sguardo di Kai si addolcì. Lasciando il tubo, si portò una ciocca ribelle dietro l'orecchio. "Dipende se penso a un futuro positivo o a un futuro negativo."
La cyborg appoggiò la testa nell'incavo del suo collo. "Pur di esserci, mi vanno bene entrambi." »


Finalmente è uscito in Italia "Winter", l'ultimo libro della serie de "Le Cronache Lunari" di Marissa Meyer. La pubblicazione è stata sofferta e sudata fino alla fine, ma grazie a Mondadori finalmente possiamo avere in libreria la saga completa.

I blog che partecipano a questo Review Party sono i seguenti:

Bookitipy
Bookspedia
Chronicles of a bookaholic 
Devilishly Stylish 
Il tempo dei libri
I libri sono un antidoto alla tristezza 
Libri al caffè 
La cercatrice di storie
La lettrice sulle nuvole
Le passioni di Brully 
Le mie ossessioni librose
Questione di libri
THE MAD OTTER
Viaggiatrice pigra


C'è da dire che il primo libro, "Cinder", non mi aveva entusiasmato più di tanto, ma con "Scarlet" è stato un crescendo mozzafiato!
Credo che questa sarà l'ultima recensione del mese, è un buon modo per concluderlo.

Per chi ancora non conoscesse questa saga, si tratta di un re-telling fiabesco in chiave sci-fi e distopico in cui le protagoniste ricordano alcune principesse ben note, ma mostrate sotto un aspetto totalmente diverso.

Partendo da Cinder, per passare a Scarlet, poi a Cress e infine a Winter, Marissa Meyer è stata in grado di svelare gradualmente al lettore un mondo complesso e intrigante da cui è sinceramente un dispiacere doversene distaccare.

In questo libro facciamo la conoscenza della Lunare Winter, una giovane ragazza che cerca da sempre di sopprimere il proprio potere per non sentirsi un mostro. Di conseguenza, gli effetti collaterali sono talmente destabilizzanti che tutti, attorno a lei, la considerano una pazza. Non passa troppo tempo prima di conoscere il resto del gruppo, che si addentra nella città di Artemisia, capitale della Luna, per porre finalmente fine al regno di Levana.

Questa new entry mi ha ricordato molto Elsa del film Disney "Frozen": ho amato la sua fragilità trasformata in determinazione e il suo desiderio di non cedere alla propria natura, nonostante questo le abbia rovinato la vita.

Scrivere un bel finale di una saga non è mai semplice, specie quando l'aspettativa dei lettori è alta. Ho iniziato quest'ultimo libro in preda all'ansia, anche per questo non è stato difficile leggere velocemente le oltre 600 pagine da cui è composto.

L'attesa per la pubblicazione è valsa la pena: ogni cosa rimasta in sospeso viene chiarita e conclusa, senza lasciare nulla al caso, in un lieto finale degno delle fiabe che mi venivano raccontate da bambina.

Salutare le meravigliose eroine della Meyer è faticoso, ma so che quando vorrò rincontrarle mi basterà sfogliare le pagine della saga. Loro saranno lì a mostrarmi come essere una donna migliore, nonostante i nostri mondi siano così lontani e differenti.



A Party with Stephen King: Recensione di "L'acchiappasogni"



« Non sappiamo quali saranno i giorni che cambieranno la nostra vita. Probabilmente è meglio così  »

Con oggi si conclude "A Party with Stephen King", l'evento volto a celebrare le opere del Re riedite da Pickwick in una nuova e bellissima veste grafica.

Stephen King è uno di quegli scrittori che figurano nel mio pantheon dei mentori: l'ho sempre ritenuto un uomo dalla mente brillante e affascinante, controverso e in un certo senso dannato.
King è un autore che è stato in grado di farsi conoscere praticamente in tutto il mondo, nonostante il rapporto con ognuno sia unico e schierato da una parte piuttosto che l'altra: o lo si ama o lo si odia.

Non sempre è riuscito a coinvolgermi, ma nutro un profondo rispetto per il suo lavoro e dedizione.

Quello di cui vi parlo oggi è un libro di cui piuttosto raramente si parla: L'acchiappasogni, adattato per il cinema nel 2003.
Per l'opinione pubblica è una delle sue opere meno riuscite, forse perché scritto durante il periodo di convalescenza successivo all'incidente stradale del 1999, che lo segnò profondamente.

Come con lo scrittore, anche con il terrore ho un rapporto altalenante. "L'acchiappasogni" è giunto a me in un periodo in cui desideravo ardentemente scacciare la negatività, proprio come l'oggetto del titolo del libro si dica che faccia con gli incubi.

Il risultato è stato soddisfacente e sicuramente del tutto inaspettato, in quanto ero convinta di addentrarmi in determinate atmosfere per venire catapultata in tutt'altro.
Ci troviamo a Derry, nota città dei libri ben più apprezzati It e Insomnia. Duddits, affetto da sindrome di Down, viene salvato da Henry, Jonesy, Beav e Pete, a cui decide di fare un dono speciale: il potere di "vedere la riga".
Questi quattro si ritrovano ogni anno, fino all'età adulta, per una caccia al cervo nel Maine. Ma quando alla loro baita giunge un uomo apparentemente bisognoso d'aiuto, le loro esistenze si trasformano in un vero e proprio incubo.

"L'acchiappasogni" fa chiaro riferimento all'inquietudine provata nel guardare certi episodi di "X-Files": l'elemento paranormale, però, non è il fulcro della storia, ma piuttosto lo è il forte legame d'amicizia che va oltre il tempo e affronta una sfida importante come la lotta tra il Bene e il Male e la cui chiave è rappresentata dal piccolo acchiappasogni del rifugio. 
La bellissima e contemporanea serie tv "Stranger Things" ha molto di questi elementi, ed è proprio sul fattore nostalgia che ha puntato il meritato successo. 

Fantascienza e horror si amalgamano alla perfezione per creare una storia intensa e dolorosa narrata attraverso gli occhi di personaggi realistici e ben costruiti, con cui non si può non essere empatici.
Non è un libro per tutti, specie per chi non riesce a digerire scene particolarmente scabrose. Ma sicuramente un libro sorprendente e meritevole di essere letto, che può fare da punto di partenza per opere sicuramente più note ed eccelse.

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