Visualizzazione post con etichetta Review Party. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Review Party. Mostra tutti i post

lunedì 1 giugno 2020

Review Party: Recensione di "Il gioco della vita" di Mazo de la Roche




"Il gioco della vita" è il secondo capitolo della saga famigliare più nota di Mazo de la Roche, che grazie a "Jalna" è riuscita a conquistare il pubblico nel corso degli anni, attraverso una storia ricca di avvenimenti, emozioni e personaggi concreti e imprevedibili.
Tornare tra i paesaggi canadesi equivale a respirare a pieni polmoni un'aria fresca, pulita, che sa di casa e focolare famigliare, con tutto ciò che questo comporta. Ora, la famiglia Whiteoak si trova a dover fare i conti con gli stravolgimenti accaduti precedentemente e trovano la forza attraverso le solide mura della loro dimora, non solo fisicamente ma anche spiritualmente. Tra sparizioni, fallimenti e allontanamenti fa capolino più approfonditamente la figura di Finch, che pur subendo angherie e ingiustizie trova in Adeline e Augusta delle valide ma inaspettate confidenti. Alla ricerca dei propri obiettivi di vita, il giovane dovrà perdersi e ritrovarsi più volte e andando a cercare un sogno da perseguire potrebbe incappare in risvolti e persone che mai avrebbe potuto calcolare.

Punto fermo di questa serie di libri è sicuramente la narrazione di Mazo de la Roche, che con naturalezza, precisione e un pizzico di ironia spiana la strada ai suoi personaggi, palesando un sano divertimento nel vederli interagire tra loro. Il cuore pulsante di tutto rimane la dimora di Jalna, che ha come un'influenza magica sui Whiteoak, che ne rimangono inconsciamente attratti e legati, come se qualcosa di mistico li facesse alla fine di tutto riportare lì. Ogni personaggio ha una caratterizzazione curata e soprattutto credibile, è impossibile non affezionarsi a ognuno di loro, anche se nonna Adeline si riconferma essere tra i miei preferiti, ho proprio un debole per lei. Tutte le vicende e coloro che vi gravitano attorno mutano, proprio come il paesaggio attorno a loro che si modifica con il passare dell'anno, passando dai colori freddi ai colori caldi in un'atmosfera frenetica che contrasta la pace del luogo.

"Il gioco della vita" è un seguito degno che lascia spazio al lettore di ipotizzare come andranno avanti le vicende, di cui non vedo assolutamente l'ora di scoprirne il futuro nei successivi capitoli. 



venerdì 29 maggio 2020

Review Party: Recensione di "Hunger Games - La Ballata dell'Usignolo e del Serpente" di Suzanne Collins



All'alba di una nuova mietitura, Coriolanus Snow sente il peso del suo nome come un macigno sulle proprie spalle: ha solo questa come occasione per riscattare la nomea della sua famiglia, il ruolo di mentore per i Giochi che gli è stato mai affidato è quanto mai critico e fondamentale. La situazione viene complicata dal fatto che gli viene affidato il distretto 12, il più malfamato, in cui conosce e si affianca alla giovane Lucy Gray. Il suo spirito combattivo non lo abbandonerà tanto facilmente, ma il legame che instaura con la ragazza potrebbe in qualche modo compromettere le sue intenzioni.

Non sapevo cosa aspettarmi dal nuovo libro di Suzanne Collins ambientato nel mondo di Hunger Games, solitamente questo tipo di cose non vanno mai a finire bene. Eppure, fin dalla prima pagina, mi sono ritrovata inglobata in un mondo in cui non tornavo da tanto tempo e che ho avuto piacere di ritrovare in un altro periodo rispetto alle vicende di Katniss e Peeta. A posteriori devo dire che la pubblicazione della nuova edizione della trilogia lo scorso autunno è stata quanto mai tattica e necessaria per fare un bel ripasso delle meccaniche che ruotano attorno a Panem. Questo perché, ovviamente, per quanto ci troviamo di fronte a un prequel sono normali i vari riferimenti a ciò che accadrà poi e che nella trilogia è già accaduto, così come i vari personaggi che pian piano fanno capolino tra le pagine. Indagare sulla figura di Snow, personaggio emblematico della trilogia, poteva risultare apparentemente inutile ma al tempo stesso molto interessante: la Collins svela dei retroscena che ampliano il mondo creato anni fa e approfondiscono la caratterizzazione di un uomo che fino ad ora era stato relegato a essere il cattivo e lo spietato della situazione. Ben inteso: l'autrice non vuole assolutamente giustificare le azioni che compirà lui in futuro, ma solo andare a completare la formazione di Snow, da quale realtà arriva, quali persone incontra e quali eventi affronta, determinanti per le decisioni che lo guideranno poi. 

Gli appassionati ameranno questo libro e troveranno emozionante tornare a vivere gli Hunger Games in un modo ancora più sorprendente e crudele di quanto fosse già stato scritto.



giovedì 28 maggio 2020

Review Party: Recensione di "Dormi stanotte sul mio cuore" di Enrico Galiano



Il legame che s'instaura tra alunni e insegnante può essere più speciale e importante di quanto si pensi. E' nei propri maestri che i bambini vedono dei punti di riferimento, che vanno al di là del nucleo famigliare e che inevitabilmente li plasmano per affrontare il mondo. 
Quello tra Mia e Margherita è un rapporto intenso che va oltre la sfera scolastica, fino a sfociare in una sincera amicizia. Tutto questo vive nei ricordi di Mia, che da bambina è diventata adulta e non sa fare i conti con le proprie paure. Ricorda bene ciò che la univa a Fede, il ragazzo preso in affidamento dai suoi genitori e che per qualche motivo è andato via.
Mia è ora fragile, insicura incapace di sentire qualsiasi contatto umano. Eppure deve affrontare ciò che teme, se vuole davvero tornare a vivere.

"Dormi stanotte sul mio cuore" mi ha trascinato in un modo che ha saputo conquistarmi subito completamente, attraverso lo stile di Galiano che con naturalezza e precisione sa trasmettere le emozioni dei personaggi e far riflettere i lettori sulle tematiche che tratta. Ci troviamo di fronte a una protagonista, Mia, divisa tra passato e presente, disorientata sulla propria identità e accompagnata da una serie di ricordi dolci e amari che le affollano la mente. Ho trovato molto tenero il rapporto tra lei e Fede e lo sviluppo ha dei risvolti interessanti e sorprendenti. Ancora più intrigante è stato il ruolo di Margherita all'interno della storia, che compare come una saggia anziana pronta a elargire i propri consigli. Il suo è un personaggio adorabile, chiunque avrebbe voluto una maestra come lei e c'è chi ha avuto la fortuna di poterla avere come punto di riferimento nell'infanzia. 
Lo studio dell'autore nella creazione dei personaggi e della trama trasuda di pagina in pagina, perché ogni parola è ben calibrata e il ritmo narrativo non ha alti e bassi. In questo equilibrio però i messaggi arrivano alla mente di chi legge potenti come un treno in corsa, spiazzando e facendo sì che si desideri provare altre botte emotive.

Enrico Galiano è sempre stato una certezza, ma ora che conosco una sua opera letteraria so per certo che non me ne farò più sfuggire una. 

martedì 26 maggio 2020

Review Party: Recensione di “Navarro. Il mondo di sotto” di Andrea L. Gobbi




La vita di Pedro sta per trasformarsi in una mirabolante avventura. Il giorno del suo tredicesimo compleanno mai si sarebbe aspettato di ricevere una visita Rodrigo de Triana, marinaio che ha affiancato Cristoforo Colombo nella sua grande impresa per gli oceani. Con sé, Triana ha una lettera indirizzata a Pedro e scritta da Franco Navarro, suo padre creduto da tutti scomparso, che gli annuncia di aver intrapreso un viaggio senza ritorno, verso la faccia nascosta della Terra. Proprio questo Colombo ha scoperto: non l'America, ma che il pianeta è una tavola piatta, il cui fondo è celato all'occhio umano. Allegato alla lettera, Franco ha lasciato in dono per il figlio un amuleto misterioso che può essere un semplice regalo o uno strumento per raggiungere suo padre. Pedro dovrà scegliere se affrontare la sfida e solcare i mari o rimanere alla sua vita, senza avventure o brividi, che è tutto ciò che lui desidera.

Primo di una trilogia dedicata a giovani lettori, "Navarro. Il mondo di sotto" è un libro pieno di avventura e spirito combattivo, legato all'ingenuità di un protagonista che per la sua giovane età vorrebbe solo affrontare i pericoli per sentirsi coraggioso e grande. L'impresa verso la vera scoperta di Cristoforo Colombo sarà movimentata e sorprendente, con tante scene d'azione e ricca di personaggi spassosi e originali che affollano l'ambientazione contenente tanti particolari stuzzicanti. La magia si mescola bene con gli elementi realistici riempiendo l'immaginazione di meraviglia, insieme alle scene concitate che velocizzano il ritmo della narrazione. I bambini adoreranno sicuramente questa storia, che prende gli aspetti divertenti e spensierati alla "Pirati dei Caraibi" e riadatta il tutto per un occhio sognatore come il loro, scatenando tante emozioni una in fila all'altra. Grazie a uno stile scorrevole, la lettura è nel complesso godibile e veloce, in grado di intrattenere il pubblico e invogliandolo a proseguire per scoprire come andranno avanti le vicende legate a Pedro, che qui sono solo al loro esordio. L'opera di Andrea L. Gobbi è meritevole di essere recuperata anche da chi è adulto, che potrebbe riscoprire senza troppo impegno o complessità il potere della fantasia spesso dai più dimenticato.



Review Party: Recensione di "Oltre la guerra" di Marcella Ricci



Appena maggiorenne, Beatrice deve assistere ai disastri della guerra. La tensione è sempre più alta, gli ebrei sono sempre meno accetti e i seguaci di Hitler iniziano a sconfinare oltre la Germania. Per scampare ai bombardamenti e sanare i dolori dell'animo, la sua famiglia fugge ed è nel piccolo paese di Chignolo che li ospita che la sua vita cambia totalmente. Per un caso fortuito, un nazista ferito bussa alla porta in cerca di aiuto: Hans, colpito in un agguato, ha bisogno di cure mediche se vuole sperare di sopravvivere e trova nella ragazza uno spiraglio di luce in grado di scaldarlo e sciogliere il freddo di uccisioni, battaglie e atti feroci e crudeli. Potrà il loro amore sopravvivere al dramma della seconda guerra mondiale?

Trovo di conforto trovare storie d'amore legate ai fatti storici e crudi della guerra. Quella di Beatrice e Hans è una storia continuamente ostacolata, dai fronti, dalla politica, dal continuo proteggersi a vicenda. I due scopriranno gioie e dolori che mai avevano provato prima e incominciano una propria personale battaglia per conquistare un mondo in cui possono vivere insieme serenamente. Il futuro è incerto e la paura opprime. Beatrice è una donna che si riscopre forte oltre le sue aspettative, affrontando sfide fisiche e psicologiche che mai avrebbe pensato in condizioni normali di poter superare. Hans di contro trova la sua forza nel rimanere umano e nel non condividere l'ideologia del regime, ma si nasconde tra le fila scampando ai compiti più brutali e cercando nel suo piccolo di fare quanto gli è possibile per essere migliore della maggior parte dei suoi compatrioti. Insieme formano un vincolo misto tra fragilità e resistenza messo continuamente a dura prova dalla separazione, dal rischio di morte e da chi vuole frapporsi tra loro.

Il romanzo di Marcella Ricci scorre tra delicatezza e frenesia, offrendo una lettura godibile, accurata e piena di intenso amore.



lunedì 25 maggio 2020

Review Party: Recensione di "Non sprecare il tempo, non sprecare l'amore" di Ann Napolitano



L'imprevedibilità della vita è capace di condizionare un'intera esistenza. Questo è ciò che capita a Edward, che si ritrova completamente solo dopo essere scampato a un disastro aereo di cui lui è il solo sopravvissuto. I suoi genitori, suo fratello e ogni altro passeggero con cui ha più o meno interagito sono tragicamente scomparsi. Edward avrebbe voluto scomparire con tutti loro, piuttosto che dover affrontare il dolore fisico e mentale che da quel momento l'accompagnerà. Eppure, il tempo non si può fermare e i giorni scorrono e pesano sempre di più. Come si può trovare la serenità, quando non c'è più niente per cui gioire?

Non è facile parlare di un libro che ha saputo travolgere tanto intensamente fin dalla prima pagina. Un dramma come quello vissuto da Edward è inimmaginabile, ma nonostante questo Ann Napolitano ha saputo coinvolgere il lettore con una delicatezza e un rispetto oltre i limiti. Mentre si segue il giovane alle prese con la sua nuova vita, si assiste inesorabilmente anche alle storie di tutti gli altri passeggeri, a cui è impossibile non affezionarsi nonostante la loro conoscenza sia limitata tra l'imbarco e lo schianto dell'aereo. Questo rende il tutto ancora più tragico perché si arriva a interiorizzare i loro desideri e speranze consci che niente avrà un futuro vero e proprio. Vivere tra i pensieri di Edward fa quasi paura, per le reazioni che potrebbe avere e per la volontà di non affrontare subito la questione. Ogni sua azione è giustificabile da una nuova condizione mentale, che lo porta a non volersi fare degli amici, a non voler crescere, a non godersi dei piccoli istanti di felicità credendo di non meritarli davvero. Uno spiraglio di luce giunge attraverso la figura di Shay, la figlia dei vicini dei suoi zii da cui lui comincerà a vivere. La loro frequentazione si fa strada a piccoli passi, fino a diventare per entrambi visceralmente necessaria, soprattutto per Edward che vede in lei l'unica confidente. Il loro legame è genuinamente tenero e sarà prezioso per entrambe le parti per gli anni a venire. Questo perché, se da un lato la narrazione si svolge nelle ore sull'aereo, dall'altro per Edward passano i giorni, i mesi e infine gli anni, fino ad arrivare al fatidico giorno in cui la sua età corrisponderà a quella del fratello defunto. Ogni suo pensiero, espresso o meno, è una stilettata al cuore intensa e dolorosa che nei capitoli finali culmina con una frenesia fuori controllo. Ciò che lui deve per forza cercare è un nuovo modo per affrontare il quotidiano, fino a rendersi conto che sprecando il tempo senza vivere davvero non darebbe né a lui né alla sua tragedia alcun significato, nascosto tra fiumi di parole scritte in lettere indirizzate a lui. Questa consapevolezza aleggia costantemente nell'aria ma si prende il tempo giusto per svelarsi, passando dalla negazione all'accettazione fino a una nuova speranza. Ann Napolitano disorienta con la forza dei sentimenti il lettore, che si trova in balia di tutti i personaggi, intenzionati a insegnare qualcosa, ognuno a proprio modo. L'unico lascito possibile, per dare la possibilità a chi può di essere una persona migliore e di rendere speciale ogni istante della propria vita.




venerdì 22 maggio 2020

Review Party: Recensione di "The Loop" di Ben Oliver



Dal Loop si può entrare ma non si può uscire. Nel Loop si può dormire, ma non sognare. Nel Loop, la libertà è relegata allo spazio della propria cella. Luka è lo sventurato tra i tanti che è costretto a vivere lì dentro fino al giorno della propria morte. Visite e controlli, messaggi politici che si bloccano quando lo sguardo dello spettatore guarda altrove, pasti ridotti all'osso, divise sempre pulite ma sempre uguali a sé stesse. Luka fa di tutto per rintanarsi nella sua mente, tra i ricordi fermi in altri luoghi, in mezzo ai libri che gli è concesso leggere. Happy, invisibile, osserva lui e tutti coloro che albergano il luogo. Come possono cambiare le cose quando è un'intelligenza artificiale a governare sopra ogni cosa in questo posto?

Digerire la lettura di "The Loop" non è quanto di più facile vi capiterà di fare quest'anno. Fin da subito, il punto di vista di Luka descrive ai lettori un'atmosfera soffocante e distorta, che tormenta i personaggi coinvolti quanto chi ne osserva semplicemente le gesta. Leggere l'opera è come rimanere intrappolati in un lungo incubo che dà l'impressione di non arrivare mai a conclusione ma anzi, di peggiorare man mano che si sviluppa. La condizione umana di solitudine mista a dolore fino a sfociare nella follia ha una presa d'attenzione incredibilmente alta, che traina la narrazione e porta il lettore a volerne sapere di più. Dal Loop rimane catturato non solo chi è condannato, ma anche noi che seguiamo ogni giorno le vicende dei personaggi. I valori etici vengono messi in discussione, soprattutto quando si inizia a chiedersi se è il protagonista ad essere negativo per ciò che l'ha portato lì oppure è il sistema stesso a essere illimitatamente crudele.

Adoro alla follia le storie psicotiche e soffocanti come questa, nelle ultime settimane ho avuto il piacere di guardare il film spagnolo "Il Buco" su Netflix e posso assicurare che ci sono molte similitudini, soprattutto per il senso di claustrofobia che entrambe le opere trasmettono. Questa nuova trilogia distopica, scritta abilmente da Ben Oliver, mostra attraverso "The Loop" un potenziale che spero sprigioni tutta la sua forza nei prossimi due libri della serie e che accentui maggiormente gli aspetti più realistici che permeano le pagine, fino a terrorizzare lo spettatore inerme. Utilizzare il fantastico come simbolo per trasmettere riflessioni reali e nuove chiavi di lettura sulla visione del mondo è oltremodo geniale, l'ennesima prova della forza di un genere letterario ancora fin troppo bistrattato.



giovedì 21 maggio 2020

Review Party: Recensione di "La rovina dei re" di Jenn Lyons



Il giovane Kihrin divide le proprie giornate tra il rubacchiare per la sopravvivenza e il guadagnarsela come apprendista bardo tra le vie della città. Intrufolandosi in una nuova abitazione da depredare, s'imbatte inaspettatamente in un demone che lo marchia, condannandolo. A complicare la situazione viene poi rivendicato come figlio perduto della dinastia reale, che se da un lato per lui potrebbe essere positivo per le ricchezze acquisite, dall'altro sarà da quel momento costantemente in balia degli intrighi famigliari. Diventato schiavo delle creature scese in battaglia, Kihrin si troverà in balia degli eventi e della legge del più forte, alla ricerca della spiegazione di una profezia che potrebbe salvare o condannare il mondo.

Ciò che maggiormente sorprende del libro di Jenn Lyons è il risvolto inaspettato che la trama prende da un dato punto in poi. Tra una descrizione e l'altra si forma gradualmente la persona di Kihrin, che nonostante una vita piena di difficoltà cercherà sempre di mantenere una sua integrità morale, anche se questo risulterà più difficile del previsto da realizzarsi. Kihrin vive uno sconvolgimento dopo l'altro senza controllo, dal marchio del demone all'entrata nella famiglia reale. Nonostante dovrebbe essere abituato alle azioni subdole, si troverà ad affrontare una realtà falsa e corrotta che inizialmente lo disorienterà e a cui sembra impossibile adattarsi per poi sconfiggere. 

Quella de "La rovina dei re" è una storia classica del genere fantasy con l'aggiunta di particolari colpi di scena che elettrizzano e rendono impossibile abbandonare la lettura. 



Review Party: Recensione di "La saga di Terramare" di Ursula K. Le Guin


In un mondo in cui la magia è un Dono e i nomi racchiudono in sé un potere inimmaginabile, Ged intraprende un cammino che lo porterà verso il luogo in cui dare inizio al proprio apprendistato. La crescita data non solo dal viaggio ma dalle nozioni che nel tempo apprenderà e attraverso i legami che instaurerà, lo porteranno ad avere coscienza delle sue reali capacità e su chi sia lui davvero. La ricerca della forza sarà quanto mai necessaria per salvare Terramare dalla totale scomparsa del potere magico.

"I racconti di Terramare" è una di quelle storie che hanno reso speciale la mia giovinezza. Mi sono sempre chiesta come dovesse essere l'impatto della storia da adulta e grazie a questa nuova straordinaria edizione della Mondadori, mi sono decisa a riprendere in mano la saga per testarla sotto questo occhio critico. I miei timori sono sembrati subito infondati: le grandi emozioni che mi avevano travolto da piccola si sono ripresentate illuminate da un nuovo punto di vista più adulto, maturo.

Ursula K. Le Guin ha fatto come suo elemento di forza l'essere diretta e precisa in qualsiasi scena descritta, dando modo all'immaginazione di tutti di esplorare l'arcipelago di Earthesia senza perdersi in fronzoli superflui e non funzionali alla trama. Al tempo stesso non manca mai di colpire il cuore del lettore sprigionando attraverso le parole delle emozioni intense, che si amplificano soprattutto quando ci si trova a patteggiare per i protagonisti. Le ingiustizie che subiscono nel corso del viaggio scatenano rabbia e risentimento, che vengono però sanati dai buoni risvolti e il trionfo del bene. La positività non è così facile da trovare, perché prima di giungere alla luce le tenebre faranno di tutto per corrompere e distruggere. Ogni cosa è costantemente messa in discussione e diventa necessario cambiare punto di vista senza però perdere la propria bontà d'animo. Il cammino alla scoperta di sé stessi è un percorso che la Le Guin ha scritto con estrema passione e che ancora oggi, dopo anni, sa conquistare l'animo di nuovi lettori, più o meno giovani. Il suo contributo al Fantasy epico rimarrà per sempre scolpito nella storia del genere e la sua saga consigliata e tramandata da una generazione all'altra.

mercoledì 20 maggio 2020

Review Party: Recensione di "La grazia dei re" di Ken Liu



Dopo più di vent'anni di dominio incontrastato, l'Impero di Xana avverte le prime avvisaglie di possibili minacce nemiche. Con l'imminente morte dell'Imperatore, il popolo sembra voler insorgere per far fronte alle angherie subite nel tempo, così come i consiglieri reali che iniziano ad agire secondo le proprie ambizioni personali. Il cammino di Kuni, vagabondo che cerca costantemente il tornaconto in ogni cosa, si unisce a quello del nobile Mata e i due, trovandosi invischiati in una guerra più grande di loro, dovranno collaborare se vorranno rendere vera l'evoluzione che incombe.

Ambientata in un'ipotetica Cina medievale, Ken Liu ha composto un'opera letteraria totalmente sorprendente e inaspettata. Non sono estranea a questo genere di ambientazione, ma trovare una storia di così alta qualità è davvero raro. L'autore non teme di soffermarsi sulla visione del proprio mondo, descrivendolo minuziosamente e prendendosi tutto il tempo per spiegare i cambiamenti che hanno attraversato la terra di Xana e che l'hanno condotta a essere sì una potenza, ma sempre più in declino. L'Impero è il vero nemico in tutto questo: forzando la mano e non rispettando i propri cittadini ha alimentato il fuoco dell'odio e della vendetta, che ora ha tutte le intenzioni di travolgerlo e spazzarlo via. Questi sentimenti così forti sono impersonificati dalle figure di Mata e Kuni, che pur provenendo da ambienti differenti trovano nella lotta al potere un obiettivo comune che li lega indissolubilmente. Ci si interroga, però, su quanto un rapporto stretto, quasi fraterno, possa trarre in salvo le menti dei personaggi, senza che il potere stesso prenda il sopravvento, ammaliandoli per poi rovinarli.

Lo stile di Ken Liu esorta con trasporto il lettore ad approfondire la conoscenza di ogni dettaglio nascosto e a innamorarsi di un mondo immaginario tanto ricco da volerci rimanere per lungo tempo. Le scene di azione non mancano di dare frenesia alla narrazione, così come i colpi di scena che giungono inaspettati ma assolutamente coerenti con la trama. L'autore gestisce in maniera eccellente le politiche interne e i giochi di potere, con un controllo e una cura della materia davvero di nota. Lo scenario orientale infonde un misto di atmosfere contrastanti, che vanno dalla tranquillità dei paesaggi alla crudezza del sangue versato in guerra. Ken Liu ha la capacità innata di descrivere una cronaca bellica senza far annoiare il proprio pubblico, attraverso una storia che raggiunge vette di tensione molto alte e dando l'impressione di andare fuori controllo. In realtà, ogni cosa è ben calibrata e non si scade mai nel banale. La narrativa degli scrittori cinesi ha un ritmo e un sistema riconoscibile, ma ben lontano da ciò che in occidente potremmo essere più abituati a trovare. Bisogna per questo entrare in sintonia con ogni aspetto dell'opera trattata, sia per la storia che per tutto il lavoro minuzioso che sta dietro.

Fatto questo, posso garantire che "La grazia dei re" saprà riempire le ore di lettura con intensità e passione, che vi trascineranno verso un epilogo che vi farà bramare ardentemente il seguito, per fortuna già annunciato.



Review Party: Recensione di "Ogni cosa può cambiare" di Jill Mansell



I cambiamenti nella vita arrivano sempre quando meno ce lo si aspetta e in un modo totalmente inaspettato. Ciò che capita a Essie pochi giorni prima di Natale la lascerà a piedi, senza più un compagno, la loro casa e il suo lavoro. Tutto per colpa di una mail mandata erroneamente a tutta la rubrica. Dopo aver trovato un nuovo appartamento, la donna cercherà di rimettere insieme i pezzi della propria vita, cominciando a fare qualcosa di totalmente diverso e a fare nuove frequentazioni. Zillah, Conor e Lucas sono le sue rocce nei momenti più bui, che l'aiuteranno a non perdersi quando non avrà altra scelta se non andare avanti. Quanto i legami tra le persone possono cambiare un'intera esistenza?

Attraverso uno stile semplice e scorrevole, Jill Mansell ha scritto una storia ricca di emozioni e riflessioni, che fanno breccia nel cuore e nella mente e riescono a creare un'atmosfera di evasione, pur rimanendo con i piedi per terra. Ciò che è costretta ad affrontare Essie è la conseguenza di un grave malinteso, che seppur accidentale ha delle conseguenze distruttive sulla sua vita. Proprio attorno a questo ruota l'opera: sul sistema causa-effetto dato dalle scelte consce e dalle azioni che non sono sotto al proprio controllo, perché anche queste ultime incidono indissolubilmente sulla formazione del proprio futuro. Quando ci viene strappato qualcosa, la prima reazione che si ha è rimanere aggrappati ai frammenti del passato, rimuginandoci sopra e soffrendo a dismisura, come se questo potesse risolvere e far tornare tutto "come era prima". Ma quanto può essere positivo tornare in una condizione precedente a quella presente? Davvero soffermarsi su ciò che è stato può far bene alla sanità di una persona? Su questo e tanto altro ci si interroga, attraverso le vicende di Essie che tutto sommato scorrono leggere e veloci, mescolando momenti di divertimento a momenti pieni di commozione. Il supporto degli altri personaggi serve a rafforzare la protagonista e soprattutto a smorzare la tensione data dalla sua situazione critica. Non mancano inoltre di presentarsi uno a uno, raccontando la propria storia e legandosi indissolubilmente l'uno all'altro. 

"Ogni cosa può cambiare" è un'opera consigliata per chi cerca una storia di vita a cui ispirarsi per migliorare quei momenti di difficoltà che possono danneggiare il quotidiano e per imparare a non aver paura di prendere delle decisioni, affrontando a testa alta il cambiamento.



martedì 19 maggio 2020

Review Party: Recensione di "Falce" di Neal Shusterman



In un futuro in cui la morte ha perso il suo attuale significato e la popolazione è sull'orlo del collasso, l'istituzione di una Compagnia delle Falci si è rivelata più che mai necessaria. Uomini e donne addestrati per uccidere viaggiano per la Terra alla ricerca della prossima vittima da "spigolare" e a cui dare una fine definitiva. Citra e Rowan incontrano una di queste Falci, che in loro vede del potenziale e li prende con sé per farne i suoi apprendisti. Restii all'idea di abbandonare tutto e diventare reietti della società, i due giovani scopriranno ben presto un sistema sociale complesso e contraddittorio, praticamente impossibile da combattere.

Sono rimasta folgorata da questo libro, tanto da non riuscire a trovare subito le parole da mettere per iscritto. "Falce" non è solo un'opera distopica in grado di intrattenere dall'inizio alla fine, ma contiene una storia brillante che fa riflettere sul vero significato di vita e di morte. In un mondo in cui la morte è stata sconfitta, quale nuovo scopo assume il crearsi degli obiettivi e dei sogni? Rowan e Citra si ritrovano a loro insaputa a dover decidere del destino degli altri, come se fosse stato conferito loro un diritto che non sentono di avere. Nel percorso che li porterà a diventare falci professioniste, i due cercheranno di spalleggiarsi senza pensare troppo alla competizione che li obbligherà a scontrarsi. Ho amato entrambi, Citra per la sua incredibile determinazione e Rowan per la sorprendente evoluzione che ha, nonostante siamo soltanto al primo di una trilogia. Ciò che più di tutto dovranno cambiare è il modo in cui vedono la realtà e soprattutto l'etica che li porterà a compiere certe scelte. Può esistere ancora una morale, quando legalmente esiste un'autorità che può mettere fine a un'esistenza? Come cambierà il modo di porsi degli altri, che li vedranno come creature mitiche da temere e rabbonire, per evitare che la falce cali su di loro? Attorno ai protagonisti e alla trama ruota tutta un'ambientazione ricca di particolari, come gli addestramenti degli apprendisti e le sfide, i diari personali delle Falci più note, stralci di giornate di coloro che arrivati a un certo punto della vita sono tornati indietro per viverne un'altra ancora. La sensazione costante di avere una lama pronta a colpire invade il lettore stesso, che non può fare a meno di rimanere coinvolto in una situazione ipotetica così intensa da affascinare e spaventare al tempo stesso.

Non vedo l'ora di poter proseguire la lettura di questa serie! Conoscevo già Neal Shusterman per Dry e Everlost, ma devo dire che con la sua opera del momento si è davvero superato!




Review Party: Recensione di "Le Black Holes" di Borja Gonzalez



In una notte tanto comune quanto magica del 1856, una ragazza senza nome passeggia tra gli arbusti e, per quello che apparentemente potrebbe sembrare il caso, s'imbatte in uno scheletro animato. Con lui cammina, parla e osserva il cielo stellato. Una domanda sorge in entrambi: lo scheletro è morto o può essere definito vivo? Nessuno lo sa, nemmeno lui stesso.
In una notte tanto comune quanto magica del 2016, un trio di ragazze scatenate si unisce per fondare il gruppo musicale "Le Black Holes", senza avere il talento o le capacità che potrebbero portarle al successo.
Fatti inspiegabili si susseguiranno dal momento in cui cominceranno a suonare, accavallandosi alla storia di Teresa, che in un'epoca lontana vive una vita incompresa fatta di storie fantastiche che nessuno vuole ascoltare. 

Un'atmosfera gotica e sempre più macabra si diffonde in ogni scenario e le pagine sono tempestate di quesiti che chiedono con insistenza delle risposte. I personaggi sono adorabili nelle loro peculiarità e le immagini, interamente a colori, sono suggestive nella loro essenzialità e trasmettono un senso di malinconia davvero forte. Caratteristica importante è l'assenza dei tratti facciali: i volti, completamente lisci, sono però carichi di espressività e sentimenti, tanto da sorprendere il lettore, che pagina dopo pagina comprende gli stati d'animo come se stesse osservando negli occhi una persona reale. Molte sono le tavole senza dialoghi ma con un'infinità di sentimenti nascosti, vasti come il cielo notturno puntinato di stelle. Bisogna soffermarsi e farsi rapire da ogni dettaglio per riuscire a capire appieno la storia che va inesorabile verso il suo epilogo, appropriato e inevitabile.

L'opera di Borja Gonzalez è una lettura tanto intrigante quanto inaspettata nel contenuto, che mi ha intrattenuto durante un pomeriggio frenetico e da cui non avrei voluto separarmi tanto velocemente. Tornerei volentieri a camminare tra i boschi in compagnia delle protagoniste, cullata dalle note strimpellate dalle Black Holes.




lunedì 18 maggio 2020

Review Party: Recensione di "Nella balena" di Alessandro Barbaglia



A cavallo di epoche differenti si fanno strada due storie differenti di due anime differenti: eppure, il tempo che li separa li lega indissolubilmente attraverso i sentimenti e le esperienze. Ed ecco che si fa conoscenza di Herman, che cresce e vive in un circo, che ne osserva la meraviglia e soffre quando viene posto di fronte al fatto di essere diverso da ciò che comunemente è ritenuto normale.
Alessandro vive la condizione "diversa" di essere un ragazzo senza madre e con un padre sempre più assente che ignora l'uomo in cui suo figlio si sta trasformando. Amore, bellezza e sentimenti li uniranno indissolubilmente, attraverso la mitica figura di una balena, l'unica creatura che sarà in grado di vederli entrambi.

Con un trasporto e una cura meticolosi, Barbaglia ha scritto un romanzo carico di emozioni che esplodono nel cuore del lettore, che si commuove di fronte alla potenza che certe esperienze infondono in una vita e riflette su quelle che hanno attraversato la sua. Le metafore sul circo sono molteplici e tutte sorprendenti perché danno un punto di vista differente su una realtà che sembra quasi relegata al suo tendone da spettacolo. Il libro presenta molte descrizioni, necessarie per apprezzare la trama quando questa prende davvero ritmo e si scatena in un vortice frenetico che conduce verso il finale, tanto forte da far battere intensamente il cuore anche dopo aver chiuso l'ultima pagina.

Alessandro Barbaglia è un autore illuminante che continuerò a seguire con immenso piacere e di cui non vorrò più fare a meno nella mia vita da lettrice.


sabato 16 maggio 2020

Review Party: Recensione di "I fuochi di Albion" di Alexandra J. Forrest



Sotto il violento dominio di Giulio Cesare, la Britannia vive in un costante clima di conflitto e minaccia, sia per ciò che deve al popolo Romano che l'ha sconfitto, sia per quella battaglia disonorevole che l'ha resa di fatto schiava. In questa difficile situazione nasce Riannon, che viene fin da subito iniziata al culto della Dea Madre e di cui apprende i dettami, che la formano nello spirito e la rendono la donna che è. In mezzo ai doni per le sacerdotesse e alla magia infusa in loro, ha sede puntualmente la festa di Beltane, che cambierà per sempre la vita della giovane: l'incontro con Valerio Metello, uomo misterioso apparso nelle sue visioni molteplici volte. L'uomo sa perfettamente chi è, un comandante delle forze romane in missione segreta e sotto mentite spoglie. Il destino li unisce, sgretolando sempre più il delicato rapporto tra i due popoli, che sembrano voler tornare sul piede di guerra. Riannon ha ancora molto da scoprire su sé stessa e sulle sue origini e potrà avere risposte solo svelando il significato di un'antica profezia che sembra riguardarla e appartenerle.

Realtà e leggende, magia e rituali, guerre sanguinose. Questo è ciò che caratterizza principalmente "I fuochi di Albion", uno storico a tratti fantastico che prende spunto dai culti antichi e li fonde con fatti realmente accaduti in un'epoca molto lontana e quasi dimenticata. L'elemento che principalmente mi ha fatto proseguire la lettura è lo stile di scrittura della Forrest, che è stata molto brava nelle descrizioni e nei particolari, intrigandomi e invogliandomi a leggere la sua opera. Riannon è fin da subito un personaggio tanto affascinante quanto criptico e il desiderio di scoprire di più sul suo conto mantiene alta l'attenzione, così come vedere le mosse di Valerio nel tentativo di non farsi scoprire ma al tempo stesso combattuto per la reazione della donna. Il rapporto tra i due protagonisti è delicato, fragile, sempre in continua tensione e conoscersi sarà per entrambi motivo di profondo cambiamento. La cura dei particolari è notevole e rende l'ambiente circostante forte e in grado di reggere il peso della storia.

"I fuochi di Albion" è una lettura leggera e scorrevole che piacerà a chiunque ama le storie che uniscono lo storico al mistico, con un tocco di giusto romanticismo.



venerdì 15 maggio 2020

Review Party: Recensione di "Il paese delle porte di mattone" di Giulia Morgani




A bordo del treno che lo porterà a Centunoscale Scalo e verso la sua nuova vita, Giacomo capisce che qualcosa non va. Lo vede negli occhi di una donna e nel tono di voce con cui gli parla, un odio atavico impossibile da estirpare. Nel piccolo paesino non sarà ben visto, nonostante vi si diriga con le migliori intenzioni, pieno di speranze e desideri.

Ma qualcosa di oscuro e inquietante sta per sconvolgerlo, impedendogli di fidarsi di chiunque. Quando scoprirà che a Centunoscale vive un solo bambino, le cose si complicheranno oltre i limiti.

Con uno stile diretto e molto scorrevole, Giulia Morgani ha scritto una storia dagli imprevedibili risvolti, che ha sorpreso e catturato la mia attenzione fin dalle prime pagine. L'atmosfera che si respira è subito carica di tensione e non si riesce mai a vivere le giornate del protagonista con tranquillità, perché c'è sempre il timore che qualcosa debba avvenire. Giacomo, dall'indole positiva e disponibile, si trova subito a dover sbattere contro una popolazione chiusa in sé stessa, attaccata alla propria condizione e incapace di guardare al futuro. Un'incapacità dettata principalmente dal non volere andare avanti e nel vedere nel nuovo solo una minaccia. I misteri sono molti e infittiscono sempre più il quotidiano dell'uomo, che non può fare a meno di andare a fondo alla faccenda, per capire cosa succede davvero nel paese.

Il libro della Morgani, per quanto sia uno storico e ricco di particolari, ha una narrazione fluida, si legge con piacere ed è talmente tanto intrigante da far durare la lettura troppo poco. L'autrice ha l'incredibile abilità di far immergere nella suspence e di coinvolgere a tal punto che il tempo smette di scorrere.


giovedì 14 maggio 2020

Review Party: Recensione di "Il capofamiglia" di Ivy Compton-Burnett



Duncan Edgeworth è colui che può essere definito il capofamiglia perfetto: marito insensibile, padre-padrone, criptico in qualsiasi decisione da prendere. La famiglia Edgeworth vive il quotidiano in relazione all'uomo, gustandosi la normalità di ogni singolo giorno, dando vita però a una serie di scontri verbali subdoli e sottintesi che non annoiano di certo chi gira intorno alla sua figura. La normalità, però, viene sconvolta da un lutto improvviso, quello della moglie Ellen, che metterà a repentaglio lo status quo di tutti loro, rovesciando le apparenze e i falsi buonismi.

Con "Il capofamiglia", Ivy Compton-Burnett descrive con cura e raffinatezza una condizione famigliare distorta e deviata, in cui le reali intenzioni dei personaggi coinvolti prendono il sopravvento attraverso la calma apparente, fino a sfociare in un fiume in piena. Anche la scena più convenzionalmente cordiale viene qui riscritta sotto un punto di vista inaspettato che fa cambiare al lettore continuamente prospettiva e nel complesso è portato a riflettere e a mettere in discussione qualunque cosa presentata. I rapporti tra i famigliari sono costantemente in tensione, ciò dà ritmo alla narrazione e fa in modo che una trama apparentemente semplice coinvolga e incuriosisca.

Il lutto è un evento che spacca definitivamente la vita degli Edgeworth, tanto forte quanto inaspettato, squarcia le menti di Duncan e delle figlie che si risvegliano come da un lungo sonno spaesati dalle proprie sensazioni e dai propri nuovi intenti. Sentendosi più energici che mai, anche se distrutti dal dolore interiormente, faranno di tutto per prendersi ciò che pensano sia proprio. Nance e Sybil, guidate dall'egoismo, non accettano che il padre possa rifarsi una nuova vita accanto a una donna a loro sconosciuta, che non mancherà di far sentire la propria presenza sminuendo spudoratamente chi l'ha preceduta. 

Ben presto l'atmosfera diventa grottesca, quasi surreale, in un sali e scendi da capogiro che rende la lettura piacevole e nel complesso inaspettata.


Review Party: Recensione di "Come un respiro" di Ferzan Ozpetek


In un giorno apparentemente calmo e in clima di festa, una donna bussa alla porta di Sergio e Giovanna. Non conoscono niente di lei, se non che scoprono che si chiama Elsa e in passato ha abitato in quella stessa casa. Porta con sé nient'altro che una serie di lettere, descrizione di una vita passata fatta di avventure, gioie e dolori.

Sono proprio questi che iniziano a inquietare i due proprietari, che si ritrovano lentamente a scavare in un passato che non appartiene loro per far emergere un segreto nascosto tra le parole scritte su carta.

Mi trovo per la prima volta ad affrontare Ozpetek non come regista ma come scrittore. Non che questo mi potesse mettere dubbi sulla qualità di "Come un respiro", che si è fin da subito rivelato un libro magistralmente orchestrato, dove nulla è come sembra e si ha costantemente la sensazione di non aver ancora toccato il fondo con le bassezze che man mano si spiegano tra i capitoli. 

Protagonisti assoluti sono i sentimenti delle persone, tanto intensi da fuoriuscire dalle pagine e sfiorare la pelle del lettore, incredibilmente affascinato e al tempo stesso impaurito da ciò che troverà all'interno di quelle lettere. Elsa è una donna enigmatica e misteriosa, scappata dall'Italia e dall'amata sorella per questioni tutt'altro che puerili. Diventa difficile accettare certe decisioni come non giustificarne delle altre, ma è proprio tutto questo che fa della donna ciò che è, così come più in generale è la formazione di un essere umano. Obiettivi fondamentali tanto da accecare diventano nulla al cospetto dello scorrere del tempo, trasformandoli da grandi intenti a condizioni di cui a malapena si ricorda la causa. Diventa invece una priorità fare i conti con il passato, per accettare le verità nascoste e convivere con sé stessi nel presente.

Certi avvenimenti sono inaccettabili quando vengono raccontati e soprattutto quando si è consapevoli che questi sono accaduti davvero. Lo stile di Ozpetek trascina verso l'ignoto e lascia che chi legge si perda tra le pagine, ne rimanga colpito fino a perdersi e ne riemerga solo alla fine, quando tutto è incompiuto e l'inevitabile non può più farsi attendere.



Review Party: Recensione di "Gli effetti imprevedibili dell'amore" di Grazia Cioce


La vita di Emma Russo è scandita da regole e programmi ben definiti. La sua rigorosità l'ha portata a soli venticinque anni a lavorare presso un'azienda torinese che offre un servizio di team building alle attività esterne che ne fanno richiesta. Grazie a lei nasce il Jungle Team Building, un programma di formazione volto a rendere più coesi i gruppi di lavoro. Come? Con una esperienza immersiva nella natura selvaggia, dove l'unione fa la forza e in cui le squadre imparano a supportarsi per arrivare alla meta.

Tutto va a gonfie vele, fino a quando non sorge un grosso problema: anche il team di Emma soffre dell'incapacità di lavorare insieme, proprio come tanti loro clienti. Testare la propria creazione sul campo sarà per la ragazza un'avventura spaventosa, essendo lei ipocondriaca, ma dai risvolti totalmente inaspettati.

La prima cosa che mi ha assolutamente stupito di questo libro, è la trama originale e stuzzicante unita a una protagonista davvero esilarante e amabile. Provate a pensarci: siete riuscite a creare un lavoro che vi si ritorcerà contro! Almeno, sul momento. Affrontare certe fobie o ossessioni non è mai semplice e la cosiddetta terapia d'urto potrebbe avere successo come risultare fallimentare. Nel suo libro Grazia Cioce affronta l'argomento con leggerezza e ironia, senza mai prendere la cosa sottogamba. Lascia che Emma affronti i suoi limiti e trovi un modo per superarli, per sentirsi più libera e spensierata e dare una svolta positiva alla sua vita. Non sempre per trasmettere un messaggio serio e profondo è necessario un clima altrettanto drammatico, e l'autrice è riuscita bene a calibrare l'equilibrio tra cosa può far divertire il lettore e cosa può farlo riflettere. Si valica il confine tra verità e apparenza, per scorgere la strada che può portare la protagonista alla felicità, lasciandosi definitivamente alle spalle quelle paure che l'hanno bloccata, condizionandole i rapporti sociali.  

"Gli effetti imprevedibili dell'amore" è un romanzo sorprendente e d'intrattenimento, assolutamente consigliato per chi cerca di evadere dal quotidiano volendo però migliorare parte dei propri problemi.



Review Party: Recensione di "Il volto dell'assassino" di Amy Mclellan



A causa di un grave incidente, Sarah soffre di un disturbo che le impedisce di ricordare ciò che le capita e i volti delle persone che le stanno intorno. Ad aggravare la situazione ci si mette il destino, che non solo le fa perdere la sorella ma le mostra l'identità del suo assassino, che ben presto irrimediabilmente dimenticherà. Come potrà avere salva la vita e al tempo stesso rendere giustizia alla morte di una persona tanto importante?

Con uno stile preciso e crudo, Amy Mclellan ha saputo ipnotizzarmi con una storia che è riuscita a catturarmi fin da subito, affascinandomi e torturandomi con un'atmosfera tanto piena di tensione da lasciarmi senza fiato. Quest'opera mi ha ricordato un altro thriller davvero bello e che a distanza di anni continuo a consigliare, "Non ti addormentare" di S.J. Watson, in cui l'elemento della memoria è fondamentale tanto quanto in "Il volto dell'assassino". 

Quando un libro di questo genere si lega perfettamente con la psicologia, mi conquista senza lasciarmi scampo. Entrare nella mente e nel quotidiano di Sarah non è semplice e a ogni capitolo è una sfida sempre nuova. Gli intenti dei personaggi sono costantemente messi in discussione, tanto da arrivare a confondere la verità con l'inganno. A ogni rivelazione il sangue si gela nelle vene e l'inevitabile finale fa capolino in un modo tanto inaspettato quanto scioccante. 

La lettura di questo libro è altamente consigliata non solo agli amanti del genere ma anche a chi desidera lanciarsi in un'avventura adrenalinica e piena di quelle forti emozioni che spesso soltanto un thriller scritto come si deve sa offrire. Amy Mclellan è una scrittrice talentuosa che non vi deluderà di certo!



Condividi

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...