venerdì 31 gennaio 2020

Review Party: Recensione di "Il diritto di opporsi" di Bryan Stevenson



« Quando consentiamo che gli altri vengano maltrattati siamo tutti coinvolti. L’assenza di compassione può corrompere la dignità di una comunità, di uno Stato, di una nazione. Finché tutti soffriamo della mancanza di pietà e condanniamo noi stessi tanto quanto rendiamo vittime gli altri, la paura e la rabbia possono renderci vendicativi e violenti, ingiusti e scorretti.  »

Attraverso la sua opera, "Il diritto di opporsi", l'autore fa un'esamina minuziosa della storia dell'incarcerazione dal momento in cui lui, per primo, ha a che fare con un prigioniero la cui condanna a morte è stata posticipata di almeno un anno. Quel primo incontro è per lui illuminante e sorprendente, e lo spinge a continuare sulla strada della Legge, ma soprattutto a inseguire i diritti umani che questo comporta. Le pene capitali Americane sono brutali, retrograde e ingiuste soprattutto agli occhi di chi ha vissuto in un paese dove la morte per i crimini non è contemplata. Lui però ha sempre vissuto in una realtà in cui questo è normale, ma non così tanto come parrebbe.

Al fianco di questa tematica, Stevenson vive inoltre la lotta al razzismo, che può toccare con mano essendo lui nato con la pelle di un colore che ha sempre suscitato il pregiudizio di tanti e le reazioni violente di molti, più di quanti se ne possa quantificare. L'autore fa di tutto questo una ragione di vita e lotta ogni giorno per rendere umano un sistema giudiziario che non riflette l'umanità, la carità, la fiducia nel prossimo. L'avvocato cerca di denunciare i sotterfugi per incastrare un imputato, la falsificazione di prove, i cavilli a cui aggrapparsi sia per accusare che per difendere, su un costante filo del rasoio che trasmette ogni istante di tensione e timore per il futuro.

"Il diritto di opporsi" è una riflessione sul significato di essere umani e il tutto viene trasmesso attraverso un linguaggio alla portata di tutti, senza esagerare con tecnicismi che solo gli "addetti ai lavori" possono davvero capire. Questa è un'opera per tutti e che tutti dovrebbero leggere almeno una volta, nonostante un ritmo lento dato dall'analisi minuziosa della storia stessa. Non è una storia semplice da seguire, richiede molta concentrazione e impegno, ripagati alla fine da un senso di speranza che potrebbe davvero cambiare il modo di pensare generale e incoraggiare a non abbassare la testa di fronte alle ingiustizie.



martedì 28 gennaio 2020

Review Party: Recensione di "La nube purpurea" di Matthew Phipps Shiel


« L’interesse astratto che l’umanità, per la sua mera sete di conoscenza, aveva sempre nutrito nei confronti di quella regione ignota, ora era stato improvvisamente intensificato di migliaia e migliaia di volte da un nuovo interesse più concreto: quello, immenso, per il denaro»

In missione verso il Polo Nord, il medico Adam Jeffson scoprirà ben presto quanto le ricerche  del suo gruppo di spedizione siano portatrici di un'inevitabile catastrofe di portata mondiale. Questo perché lì ha sede un luogo proibito, che se attraversato condannerà l'intero mondo a un destino di scomparsa immediata. Quando Adam, per circostanze misteriose, scopre non solo che tutto l'equipaggio è morto ma di essere l'unico sopravvissuto dell'intera razza, non può fare altro che osservare una nube violacea coprire drammaticamente il cielo in ogni parte del globo, ammalando così il mondo.

"La Nube Purpurea" è un libro oltremodo illuminante sulla condizione dell'umanità contemporanea, segno che anche se sono passati trent'anni dalla sua prima pubblicazione, l'autore ha dimostrato una lungimiranza al limite del profetico. Il viaggio del protagonista si compone di un sentiero metafisico all'interno del pensiero globale ed eviscera i punti positivi e negativi che caratterizzano ognuno di noi. Lo scrittore è riuscito a stilare quello che mi è parso a tutti gli effetti un saggio filosofico volto a criticare la società, veicolando ogni più piccolo messaggio attraverso una storia fantascientifica che sa intrattenere, far riflettere e lasciare senza fiato.

La descrizione della solitudine provata da Adam, che col tempo si trasforma in una feroce pazzia, è quanto di più particolare e angosciante che io abbia letto negli ultimi tempi. Il degrado del paesaggio naturale e artificiale, lo spegnimento sempre più frenetico delle forme di vita, la resa mentale cui lui sembra sempre voler cedere, rappresentano una condizione di vita impossibile da sopportare, ma per cui non perdiamo la speranza di un miglioramento. Adam, il cui nome racchiude a sé il primo uomo dell'Eden e l'ultimo, in questo caso, ad assistere all'estinzione di massa, ritorna ad essere un'origine universale da cui tutto deve ricominciare. Basta ascoltare i segnali della Terra, sussurrati durante una tempesta, nello scroscio del mare, nei movimenti del terreno o nel calore del sole. 



lunedì 27 gennaio 2020

Review Party: Recensione di "Voci nella nebbia" di A.E. Pavani



« L’aria parve ondeggiare davanti a loro, aprendosi e riaddensandosi a più riprese, come un gioco, mostrando più chiaramente il profilo dell’isola. Un soffio gelido accarezzò la superficie dell’acqua e risalì il fianco della barca, investendoli sul viso e insinuandosi tra i capelli come lunghe dita invisibili. »

Con un'isola misteriosa a sovrastare l'orizzonte, Lisa, Elena, Matteo, Rosa e Maria si buttano all'avventura a bordo della loro barchetta, per esplorarla e soddisfare la propria curiosità. Non possono immaginare che, guardando da più vicino la folta vegetazione, vengono osservati a loro volta da delle fotografie di occhi. Un tassello importante per la vita presente di Lisa, che da detective della Omicidi inglese si trova ad avere a che fare con un terrificante aggressore, di cui non ricorda nulla ma che la sua mente cerca costantemente, nei sogni che lei fa notte dopo notte. 

In "Voci nella nebbia" troverete tutto il meglio di un thriller con i fiocchi. L'inquietudine paralizza la lucidità del lettore fin dalla prima pagina e il desiderio di conoscere ogni verità diventa un'ossessione, come quella così strana e particolare che caratterizza le strategie del killer. La Pavani è un'abile tessitrice di trame e colpi di scena, non è proprio possibile prevedere cosa avverrà nel capitolo successivo fino a che non si viene colti dalla sorpresa quando questo si rivela. Il libro è una continua esplorazione di sensazioni vivide e intense che si divertono a prendersi gioco dello spettatore cambiando continuamente. 

Un romanzo d'esordio in casa Mondadori che prevede molte conquiste, grazie a una storia che merita di essere letta e una scrittrice nostrana davvero sorprendente.


Review Party: Recensione di "Quando Helen verrà a prenderti" di Mary Downing Jacob



« Dall’espressione sul suo viso immaginavo che dentro di sé non sperasse altro che assistere a un’orribile scena di violenza domestica con grida e spargimento di sangue. »

La paura lega i cuori in un modo sempre totalmente inaspettato. 

Quando la loro madre decide di trasferirsi a Holwell, nella casa in cui abita il nuovo marito Dave, i figli Molly e Michael, sanno già quanto insensata sia questa scelta. La campagna sconfinata domina il paesaggio, circondando in un modo quasi soffocante la chiesa abbandonata al fianco della casa e il cimitero, poco lontano. Come se questo già non bastasse, l'elemento più inquietante si trova proprio all'interno della dimora: la figlia di Dave, Heather, si aggira silenziosa tra le stanze, alla ricerca di un guaio o un qualcosa di più terribile cui assistere. Quando la bambina inizia a minacciarli, sostenendo di essere in contatto con lo spirito della piccola Helen, l'atmosfera si raffredderà come la più gelata di tutto l'inverno.

"Quando Helen verrà a prenderti" è una storia dell'orrore dedicata ad un pubblico giovane, ma che riesce egregiamente ad intrattenere e inquietare anche i lettori più adulti. Il sovrannaturale mi terrorizza, perché non se ne capiscono le logiche e sembra che la vendetta e il tormento siano una costante per gli spiriti rimasti bloccati in un luogo fisico. Scavando più a fondo si esplorano storie oscure e terribili, spesso così ingiuste da non dover mai succedere.

Il libro di Mary Downing Jacob mi ha ricordato in parte gli elementi che contraddistinguono i racconti della collana "Piccoli Brividi" con una componente più seria e matura che l'avvicina di gran lunga a una trama del calibro di King, Barker o Lovecraft. Dimenticherete di star assistendo a vicende che anche i ragazzini possono leggere e verrete inglobati in una sfera di pura paura che coinvolge, intrattiene e si appiccica alla pelle, come il sudore freddo che corre lungo la schiena.

venerdì 24 gennaio 2020

Review Party: Recensione di "La campana in fondo al lago" di Lars Mytting



« Furono chiamate le Campane Sorelle e producevano un suono d’intensità e profondità ineguagliabili, che si propagava in tutta la valle e risaliva le montagne echeggiando contro le pareti rocciose. »

In un'atmosfera tra il reale e il magico, ha luogo una storia dai tratti delicati e contemporaneamente inquietanti. Una storia che ha a che fare con la vita, la morte e l'unione di due gemelle che porta alla creazione di leggende e profondi precetti. Gunhild e Halfrid, legate nel corpo e nello spirito, in un fisico che le rende un tutt'uno dai fianchi in giù, ben volute dalla famiglia Hekne, ma in sospensione tra il mondo in cui sono nate e quello personale, segreto a tutti.
In loro onore vengono create le Campane Sorelle, forgiate da tutto l'argento che il padre possiede. Vegliano attraverso il loro canto sul villaggio di Butangen, diventando il fulcro di una storia più lontana nel tempo, ma al tempo stesso vicina per il sangue che scorre nelle vene di Astrid, discendente delle due gemelle. Quando al paese giunge il nuovo sacerdote, deciso a eliminare le campane a fronte di una chiesa moderna, la donna farà di tutto per imporsi e ricordare a tutti l'importanza dei valori che le sue antenate hanno saputo trasmettere.

In un clima suggestivo che solo il Nord Europa può infondere, Lars Mytting offre una nuova esperienza di lettura nel suo stile inconfondibile a cavallo tra un piano astrale e terreno che si amalgamano alla perfezione creando un effetto delicato e poetico.
La storia non è frenetica, si prende il tempo di presentarsi a chi legge, con ritmi per nulla serrati, ma necessari a far comprendere il più possibile ogni dettaglio. La lettura è davvero piacevole e sa emozionare attraverso espedienti inaspettati e una protagonista che unisce elementi come il sogno e la forza d'animo, in un mix che non si può non apprezzare.

Review Party: Recensione di “Eugenia” di Lionel Duroy



« Per un periodo la scrittura l’ha salvato, pensava che fosse quella cosa tanto attesa, tanto sperata che lo avrebbe sostenuto, che gli avrebbe per sempre dato la voglia di vivere. E poi invece il miracolo non è durato. La scrittura l’ha entusiasmato quando scriveva i suoi primi romanzi, all’inizio degli anni Trenta, ben prima di dedicarsi al teatro, ma non gli ha portato nessuna tranquillità, e men che meno felicità »

A cavallo della seconda guerra mondiale, lo scrittore Mihail Sebastian ripercorre le ingiustizie e le vicende che caratterizzano la situazione antisemita della Romania. Non è un compito facile quello che si assume, ma può contare sull'incredibile appoggio di una straordinaria donna, Eugenia, che mette in discussione la sua intera vita per un ideale molto più alto di qualsiasi precetto. Con la morte del giornalista, la donna si trova sola con un dolore straziante che la riporta inevitabilmente nel passato, a quegli anni di terrore che non possono davvero essere dimenticati.

Lionel Duroy ha saputo con successo riportare con chiarezza e precisione uno spaccato degli anni Trenta che mostra un punto di vista totalmente differente e interessante rispetto a storie con tematiche del genere più "classiche". Lo fa attraverso la spiegazione di un quotidiano difficile da vivere e con gli occhi di personaggi realistici e forti. Eugenia, frutto della mente dell'autore, affianca Sebastian andando contro la sua famiglia, gli insegnamenti, i discorsi tremendamente razzisti e un futuro con ottime prospettive. Non è semplice questo cambio di posizione, tanto da sorprendere lei stessa, per la forza e la determinazione che oltre le sue aspettative l'hanno accompagnata in questo percorso.

"Eugenia" è un libro che sa appassionare attraverso la passione dello stesso autore, che dettaglio dopo dettaglio costruisce un puzzle di avvenimenti tanto oscuri quanto ricchi di speranza, fino a regalare ai lettori una storia da leggere assolutamente.


giovedì 23 gennaio 2020

Review Party: Recensione di "The Ghost Bride. Il Matrimonio Fantasma" di Yangsze Choo



« Con davanti l'accecante luce del sole, riuscivo a vedere il flusso del sangue scorrermi nelle palpebre. Morire mi pareva impossibile, incredibile. »

Nella Malesia di fine 1800, la famiglia Pan dovrebbe godere di ricche opportunità per un futuro più che agiato. Eppure, la disgrazia si è abbattuta sui suoi componenti e, dopo la morte della madre, la giovane Li Lan osserva suo padre cadere sempre più nel baratro dell'oppio.

Un barlume di speranza giunge con la proposta di matrimonio della famiglia Lim, che ben presto risulta essere tutt'altro che un'unione ordinaria: il suo futuro sposo, Lim Tian Ching, è deceduto prematuramente e il loro legame è volto a spazzare via l'inquietudine che quella tragedia ha portato con sé.

Come può rifiutarsi la giovane, quando lo spirito di Tian Ching inizia a perseguitarla nel sonno?

In perfetto stile orientale, Yangsze Choo ha tessuto una storia originale e intrigante, diversa da quelle canoniche che siamo abituati a vedere sugli scaffali, in quanto la cultura cinese è sempre lontana da quelle cui siamo abituati. L'accuratezza storica catapulta il lettore in una realtà palpabile di cui si ha sempre più la curiosità di scoprire. I personaggi sono ben caratterizzati e definiti, ognuno sorprende il lettore a proprio modo. La trama attira fin dalla prima pagina, in un crescendo che non accetta di arrivare all'epilogo e che vuole molto di più, vuole subito il libro successivo della serie.

Di quest'opera è in programma per Netflix una trasposizione in serie tv. Sono davvero molto curiosa di vederla, per tornare a farmi incantare dalla cultura cinese che spesso appare come una fiaba raffigurata con delicati tratti, ma che sa trasmettere intense emozioni.



Review Party: Recensione di "Il treno di cristallo" di Nicola Lecca


« Immagina le formiche mangiare con ingordigia le briciole dei cuori strappati a morsi dai carnefici e si accorge di quanto potenti possano essere le parole. Incontrarsi col mondo comincia ad affascinarlo: e mai avrebbe pensato che sarebbe stato così imprevedibile. »

A volte, per crescere e conoscere sé stessi, è necessario allontanarsi dalle abitudini e dai luoghi del quotidiano.

Aaron si è affacciato all'età adulta ma ancora non conosce nulla al di fuori della gelateria Morelli in cui lavora a Broadstairs e della depressione che affligge da sempre la madre Anja, che si attacca a lui in modo morboso e ossessivo. Cerca di evadere come può, grazie alla compagnia del fidato collega Gennarino e all'amore a distanza condiviso con Crystal. Eppure, non esiste soddisfazione nella sua vita e il comportamento ambiguo della ragazza, che rifiuta categoricamente un vero incontro, non fa altro che frustrarlo ancora di più.

Il cambiamento gli giunge addosso come un fiume in piena, quando riceve una lettera da Zagabria con cui viene convocato per la lettura del testamento del padre appena defunto. Di lui, il ragazzo non sa nulla, men che meno che fosse vivo fino a poco prima. Facendosi coraggio e tenendo il tutto nascosto a sua madre, Aaron prende il treno che lo porterà verso un destino nuovo, lastricato di nuovi incontri, difficoltà e una visione del mondo fino a quel tempo sconosciuto.

Le storie di Nicola Lecca le riconosci da un unico comune denominatore: il viaggio evolutivo dei personaggi che crea. In questo, "Il treno di cristallo" ha la chiave proprio nel titolo e porta il lettore all'interno di vite apparentemente comuni che possono rendere la sua, di vita, straordinariamente più ricca rispetto che in precedenza. Aaron nel corso del suo percorso prende diversi treni fisici che lo accompagnano in luoghi affascinanti e suggestivi, in mezzo a persone dalla morale più disparata e incontro a decisioni che mai avrebbe pensato di dover prendere. Sono queste che lo conducono per mano su treni diversi da quelli di prima e che lo porteranno verso una nuova consapevolezza di sé stesso.

Durante questo viaggio avrete fame, non solo di conoscere cosa aspetterà Aaron al capolinea, ma anche di cibo e posti reali: rimarrete incantati dalle descrizioni delle architetture e non potrete fare a meno di deglutire, desiderosi dei piatti che magistralmente compaiono attraverso l'olfatto e il gusto. Darei oro, per un appetitoso cartoccio di fish and chips.

Nicola Lecca ha sempre la capacità di colpire il cuore di chi legge i suoi libri in un modo ogni volta diverso e sorprendente, perché tocca punti dell'animo che disorientano, portano alla riflessione e infine al coraggio di cambiare la propria direzione verso ciò che davvero può renderci migliori.
Il suo stile narrativo è coinvolgente e riesce sempre a lasciare col fiato sospeso, in tensione, fino all'ultima pagina.

Ogni suo romanzo richiede una cura minuziosa e "Il treno di cristallo" è l'ennesima prova che ogni attesa viene ben ripagata, con una lettura che scorre inesorabile e dura sempre troppo poco, indipendentemente dal numero di pagine. Questo perché della sua letteratura non se ne ha mai abbastanza e si desidera esplorare all'infinito le vite dei personaggi anche dopo l'epilogo, per accertarsi che tutto vada davvero bene, da dopo quel punto d'inchiostro su carta in avanti.

Come all'inizio della lettura l'ho accolto con un "bentornato", ora è davvero arrivato il momento di congedarlo un'altra volta. Arrivederci, al prossimo libro.


INTERVISTA ALL'AUTORE

In questo evento, i blogger partecipanti hanno avuto la possibilità di fare alcune domande all'autore, che ringrazio per l'opportunità che ci ha concesso. Di seguito, quelle che ho posto personalmente.

Ogni libro che ha scritto è caratterizzato dai viaggi che lei stesso fa: quali sono gli elementi in merito che le comunicano la giusta ispirazione?

Sono un collezionista di città. Ne ho visitate circa 400. L’ispirazione necessita del tempo vuoto: quello che non esiste più. Perché, ormai, il tempo lo riempiamo: terrorizzati come siamo dall'affrontarlo. Dallo specchiarci in esso. Io il tempo vuoto, invece, lo coltivo e lo nutro. Nasce così l’ispirazione che produce frutti eterni e riesce a curare menti e cuori.
Racconto il mondo. Porto i lettori lontano da sé e li apro al mondo. Per far questo devo viaggiare, ma soprattutto osservare, catalogare, scegliere….

I processi di gestazione e scrittura di tutte le sue opere richiedono sempre diversi anni prima di vedere la pubblicazione: cosa porta a periodi così lunghi di concentrazione su una singola storia?

Come tutti i miei precedenti romanzi anche “Il treno di cristallo” è un’opera di sartoria. Ogni dettaglio, ogni personaggio, ogni parola sono stati pazientemente vagliati con una precisione da orologiai per creare una scrittura ipnotica capace di trasportare il lettore lontano da sé e condurlo in mondi nuovi attraverso nuovi modi di pensare.  Una volta uno scrittore che stimo, riferendosi ai miei libri, mi ha detto: “Tu mi piaci perché cambi il mio immaginario.” Ecco: non rinuncerei mai a fare del mio meglio per cedere alla tentazione della fretta…





"Zelda. Dietro la leggenda" di Salva Fernàndez - Cinque motivi per entrare nel mondo di questa saga: Il vasto mondo del Merchandising






Titolo: Zelda - Dietro la leggenda
Autore: Salva Fernàndez
Editore: Multiplayer
Pagine: 312
Prezzo: € 21,00
Data d'uscita: 21.11.2019

La storia di "The Legend of Zelda" è legata a quella di ciascuna delle piattaforme di gioco che Nintendo ha lanciato sul mercato. È stato un lungo viaggio ricco di idee di successo e di errori, ma che ha avuto sempre uno sguardo rivolto all'innovazione e alla ricerca per cambiare tutto ciò che nel mondo dei videogiochi era dato per scontato. Forza, Coraggio e Saggezza. Ma anche magia, fantasia e avventura sono stati gli ingredienti principali di questa saga che dura da oltre trent'anni. Il libro che avete tra le mani è un omaggio a uno dei franchise più longevi e iconici della storia dei videogiochi; scoprirete un racconto che vi condurrà tra le trame e i personaggi che hanno reso grande "The Legend of Zelda".

« Tu sei la luce che un giorno illuminerà di nuovo il regno di Hyrule. È giunto per te il momento di metterti in viaggio. »

Nel corso degli anni, The Legend of Zelda ha saputo conquistare il cuore di moltissimi fan attraverso avventure divertenti, trame sempre più intricate ed emozioni forti che ad ogni capitolo si rinnovano. Il mondo di questa saga è davvero molto vasto e la tappa di oggi parla di quello che potremmo definire "universo espanso" e che riguarda opere derivate e merchandise legato alla serie videoludica.

IL MANGA

Lo stile grafico che ha sempre accompagnato "The Legend of Zelda", si presta molto bene all'universo fumettistico, che negli anni ha prodotto tutta una serie di avventure correlate su carta. Di seguito ci sono, in ordine cronologico, tutte le serie manga uscite in Italia (la casa editrice Jpop sta curando la riedizione e la pubblicazione di tutta la saga a fumetti).

The Legend of Zelda - A link to the Past - 1992 (Data italiana: 2016)

Il mondo di Gold Land è minacciato da Ganondorf, il quale, aiutato dallo stregone Agahim e dal potere della Triforza, lo trasforma in una landa desolata chiamata Dark Land. Adesso l'obbiettivo dei due è il regno di Hyrule, ma non hanno fatto i conti con il giovane Link, figlio di due valorosi cavalieri... Il manga, solo leggermente ispirato all'omonimo videogioco per il Nintendo Super Famicon, è curato dal celebre Shotaro Ishinomori. Inizialmente uscito a puntate e a colori sulla rivista statunitense Nintendo Power, fu poi raccolto in volume per il mercato giapponese.




The Legend of Zelda: Oracle of Seasons - 2001 (Data italiana: 2011)

Link, un ragazzo di un piccolo villaggio di Hyrule, ha dalla nascita il simbolo della Triforza sulla sua mano sinistra. E' un segno del destino che condurrà Link in una fantastica avventura! Ritrovatosi nella terra di Holodrum, Link incontra Din, l'Oracolo delle stagioni. Quando il generale Onox mette in atto il suo piano per rubare le stagioni, Link dovrà battersi contro il malvagio per salvare Holodrum e i suoi amici da un terribile destino!





The Legend of Zelda: Majora's Mask/A Link to the Past - 2001 (Data italiana: 2011 Perfect Edition: 2017)

Il nuovo volume, in grande formato e con pagine extra a colori, che raccoglie le avventure dell'Eroe del Tempo! Due storie, ispirate ad altrettanti videogame di successo Nintendo: Link affronterà prima il dispettoso Skull Kid in un mondo parallelo, in seguito partirà alla ricerca della Spada Suprema per salvare l'amata principessa Zelda!



The Legend of Zelda: Oracle of Ages/Oracle of Season - 2001 (Data italiana: 2011 Perfect Edition: 2016)

Link, un ragazzo di un piccolo villaggio di Hyrule, ha dalla nascita il simbolo della Triforza sulla sua mano sinistra. E' un segno del destino che condurrà Link in una fantastica avventura! Prima nella terra di Holodrum, dove Link incontrerà Din, l'Oracolo delle stagioni e combatterà il generale Onox. Poi in soccorso di Nayru, l'oracolo del Tempo, contro la malvagia sacerdotessa Veran. Link dovrà battersi nei meandri del tempo e delle stagioni per salvare il mondo e se stesso! Il manga ispirato a una delle epopee videoludiche più amate della storia, raccolto in una splendida edizione da collezione!



The Legend of Zelda: Four Swords + - 2004 (Data italiana: 2010 Perfect Edition: 2017)

L'adattamento manga dei celebri videogame Nintendo, in una nuova edizione di grande formato con pagine a colori, approfondimenti e interviste extra! Il Link Oscuro libera uno spirito malvagio, e per sigillarlo nella Quadrispada l'Eroe del Tempo dovrà farsi in quattro... letteralmente!







The Legend of Zelda: A Link to the Past  1 - 2005 (Data italiana: 2010)

In una notte di tempesta, il giovane Link viene svegliato da una misteriosa voce che invoca il suo aiuto. La voce della principessa Zelda, tenuta prigioniera da Agahnim, malvagio cospiratore che vuole impadronirsi della Triforza e del regno di Hyrule. Una volta scoperte le sue origini e il suo destino, Link dovrà intraprendere un lungo viaggio per impossessarsi della Spada Suprema e salvare l'amata principessa...






The Legend of Zelda: The Minish Cap/Phantom Hourglass - 2006 (Data italiana: 2001 Perfect Edition: 2017)

Le avventure che avete conosciuto e e amato, nella loro edizione definitiva, con pagine a colori, tanti contenuti speciali e un formato d’eccezione! Torna la versione a fumetti di due dei più divertenti videogiochi della serie di “The Legend of Zelda”.





The Legend of Zelda: Phantom Hourglass - 2009 (Data italiana: 2011)

Dazel, una ragazza alla guida di una banda di pirati, viene rapita da una nave fantasma. Link prova a salvarla ma cade nell'oceano e i due finiscono per separarsi... Trasportato dalla corrente, Link finisce su un'isola, dove incontra la fata Sciela e il capitano Lineback. Alla ricerca della nave fantasma, i tre salpano per una nuova avventura!






The Legend of Zelda Twilight Princess - 2016 (Data italiana: 2017) Serie attualmente in corso.

Il nuovo manga ispirato al celebre videogame Nintendo. Questa volta tocca a uno dei capitoli più adulti e profondi della saga! Il giovane Link affronta una nuova minaccia che incombe su Hyrule, frutto di una magia oscura proveniente da un altro mondo... legato al suo passato! La nuova avventura dell'Eroe del Tempo inizia qui!





Inoltre, è notizia di pochi mesi fa che Netflix ha acquistato i diritti del videogioco per farne una serie tv! Non ci sono ancora dettagli in merito, per il momento, ma dato l'enorme potenziale possiamo sperare in un buon prodotto finale.

MERCHANDISE

Io impazzisco letteralmente per ogni tipo di merchandise di tutto ciò che sono fan! Sul serio, vado fuori di testa, specie quando mi trovo a vagare tra le fiere a stretto contatto con ogni tipo di gadget che sento improvvisamente di volere con me. Farei carte false, anche per la cosa più piccola, ma che mi trasmette qualcosa di rappresentativo per l'amore che provo per quella determinata saga.

The Legend of Zelda non è da meno. Mostrarvi tutto ciò che è stato creato è pressoché impossibile, ma ce l'ho messa tutta per farvi ingolosire un po' e farvi entrare nel magico e maledetto mondo del merchandise.

Partiamo con gli Amiibo, piccole ma dettagliate statuette da collezione create direttamente dalla Nintendo. Ce ne sono un'infinità, ma queste credo siano tra le più belle:

Correlate agli Amiibo ci sono le Action Figures, anch'esse statuette da collezione, solitamente più grandi di quelle citate prima, che possono essere sia statiche che snodabili e posizionabili a proprio piacimento. Può essere possibile trovarle a un prezzo più elevato e non sempre accessibile a tutti.






Poi, arriva l'ambito che più adoro, ovvero: TUTTO IL RESTO! Collane, indumenti, oggetti per la casa che non possono fare altro che farvi urlare di entusiasmo: come potete non volere tutto questo??!


Questa tazza con le immagini in stile vetrate che appaiono con il calore della bevanda è un MUST.



Caricatore del cellulare. I simboli si illuminano quando è attivo. Cioè, mi spiego?


L'OCARINA.
Le lampade. Io impazzisco per le lampade.



 Felpe, magliette, cappelli a volontà!!!















Custodia della Switch di gran classe!




E infine ci sono le Collector's Edition! Queste sono davvero per veri fan, in quanto il loro prezzo fa piangere il cuore e il portafogli. Si tratta di versioni dei vari videogiochi per i collezionisti più sfegatati, in quanto oltre al videogioco sono compresi figures e gadget creati appositamente per il lancio di quello specifico titolo. Vengono messe sul mercato al momento del pre-order e sono pezzi limitati e numerati che vanno esauriti in tempo da record e che col tempo, ovviamente, acquistano valore.







Bene, direi che è tutto! Spero possiate apprezzare un altro valido motivo per amare The Legend of Zelda! Se avete altri spunti, non esitate a commentare! E non perdetevi l'ultima tappa di domani!








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