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venerdì 29 maggio 2020

Blog Tour "Il richiamo del sangue: Van Helsing #1" di Gianmario Mattei - Prima Tappa


Benvenuti nel Blog Tour della nuova opera targata Segreti in Giallo Edizioni, "Il richiamo del sangue: Van Helsing #1" di Gianmario Mattei.

Il materiale per la creazione della tappa  è stato gentilmente fornito dalla casa editrice.

Boudjiewin Van Helsing: il primo della stirpe dei cacciatori di vampiri

Chiunque abbia letto il “Dracula” di Stoker è rimasto inevitabilmente affascinato dall’ingegno del suo prodigioso e soprannaturale protagonista, Dracula, e dal suo antagonista, l’umanissimo medico olandese Abraham Van Helsing, che ha come armi solo l’intelligenza, le sue conoscenze da medico miscelate alla perfezione con le scienze occulte ed esoteriche. 
Protagonista e Antagonista sono legati tra loro da un file sottilissimo e impalpabile, che viene teso dalle loro incredibili volontà. 
Ancora una volta, però, anche in questo confronto è il personaggio di Van Helsing a prevalere: in tutta il decorso della narrazione, non manifesta mai esitazione e le cui deduzioni, o i suoi consigli, risultano sempre esatti. In molte occasioni Abraham riesce addirittura ad anticipa in maniera straordinaria le intenzioni di Dracula, come se lo conoscesse alla perfezione o avesse avuto a che fare già in passato con esseri del genere, i vampiri. 
È da questa riflessione che è nata la mia idea di approfondire la figura di Abraham Van Helsing, intessendo una creazione letteraria non incentrata esclusivamente su di lui ma sull’intera famiglia da cui discende. Creare una sapienza “soprannaturale” che da un avo all’altro sia stata tramandata nel corso dei secoli forgiando abili ed esperti cacciatori, non di vampiri, ma di oscurità e verità. 
Come ogni cosa, anche questo progetto aveva bisogno di un inizio, di un assaggio che fornisse con rapide pennellate il come e il quando i Van Helsing si siano imbattuti per la prima volta nei vampiri.
Boudjiewin, protagonista de “Il richiamo del sangue”, non è semplicemente il primo dei Van Helsing che hanno bevuto a piene mani dalle acque dell’occulto: Boudjiewin è la radice condizionate il futuro dell’intera famiglia con tutti gli errori o gli sbagli dettati dall’umanità.

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giovedì 28 maggio 2020

Blog Tour: "Gli Strani Viaggi di Giulio Verne" - Recensione di "Un inverno tra i ghiacci"



Su un'isola in mezzo ai ghiacciai, il capitano Jean Combutte attende che il suo brigantino faccia ritorno a riva. Mentre l'equipaggio scende, impatta contro una notizia che mai avrebbe immaginato: la morte del figlio di Louis, accompagnata dalla bandiera a lutto che svetta sopra alla Jeune Hardie. Il dolore invade lui, la nipote Marie e tutta Dunquerke, incapace di accettare una scomparsa così prematura. Un bagliore di speranza non abbandona Combutte, che crede ancora che Louis sia disperso chissà dove, ma ancora vivo e in attesa di un salvataggio. Con un manipolo di prodi avventurieri ha così inizio una ricerca, forse la più importante della carriera di Jean, che affronta il freddo polare e le intemperie della natura sconfinata.

"Un inverno tra i ghiacci" è un lungo racconto frammentato in capitoli che fa parte delle opere giovanili e meno note del panorama letterario creato da Jules Verne. Eppure, si denota subito una grande maturità stilistica in grado di intrattenere fin dal primo capitolo. La tensione è da subito alle stelle e la curiosità a scoprire come andrà a finire la storia esorta nel proseguire la lettura. Il dramma si interseca con lo spirito avventuriero tipico delle opere di Verne che coinvolge in primis i personaggi realizzati e trasmette il desiderio di prendere il largo anche a chi dall'esterno osserva. Gli ambienti sono talmente immersivi da avere la sensazione di sentire l'oceano agitarsi e il gelo entrare dai pori e raffreddare ogni parte del corpo, che trova calore nei sentimenti provati dai personaggi e dai legami d'affetto che li legano l'uno all'altro e che non li fa cedere, di fronte alla più piccola speranza che Louis sia ancora lì fuori in attesa. Ciò che dovranno combattere, però, non è solo il pericolo provocato dalla natura ma anche dalle emozioni negative che rischiano di contaminare fino al midollo, compromettendo la missione.
Nel complesso è una storia che merita di essere letta sia per l'ambientazione, che fa trasparire gli elementi che diverranno tipici nella bibliografia dell'autore, sia per i messaggi che vuole trasmettere, mettendo costantemente in allerta sui pericoli naturali tanto quanto quelli dati dall'uomo.



Blog Tour: "Una notte ho sognato New York" di Piero Armenti - Presentazione e Biografia dell'Autore


Oggi ha inizio il Blog Tour dedicato a un'opera di un personaggio molto influente e conosciuto praticamente in tutto il mondo. Stiamo parlando di Piero Armenti, giornalista noto per l'agenzia "Il mio viaggio a New York" con sede a Times Square e che ora ha in pubblicazione il suo nuovo libro con Mondadori, "Una notte ho sognato New York". Di seguito trovate tutte le informazioni necessarie, ma vi consiglio di non perdere le prossime tappe di approfondimento per conoscere maggiormente Armenti e il suo grande progetto.

Titolo: Una notte ho sognato New York
Autore: Piero Armenti 
Genere: narrativa contemporanea 
Editore: Mondadori 

TRAMA

"Ho capito che dovevo partire. Andare lontano, oltre qualsiasi luogo conosciuto. Non bastava Milano, neanche Londra o Parigi. Dovevo metterci un oceano di distanza tra me e la vita. L'ho capito all'improvviso, mentre ero sdraiato in veranda, con gli occhi al cielo e le stelle sopra di me. Dopo qualche secondo il risultato era davanti a me: 'Complimenti, hai acquistato il tuo biglietto per New York'." Questa è la storia di un ragazzo come tanti, che ha appena finito l'università e non sa cosa fare della sua vita. Però di una cosa è sicuro: quando di notte abbraccia la sua fidanzata, in realtà pensa solo a New York. Un ragazzo che ha voglia di vivere, ha voglia di libertà. E New York per lui è libertà totale: è incontri inaspettati con persone diverse e insolite, è fare colazione con un bagel e non con il cornetto, preferire dei tacos alla pizza, non notare le stranezze della gente perché ti sembrano normali. Ma soprattutto New York è le luci dei grattacieli che sembrano stelle, storie che si intrecciano e mille sogni che al mattino non si dimenticano. Del resto, tutto ciò che accade di importante nella vita di una persona, lì avviene dopo il tramonto.

Anche se non è sempre oro tutto ciò che luccica. New York, infatti, può essere anche solitudine: con la sua fredda indifferenza costringe a guardarsi allo specchio, a fare i conti con le proprie radici e con ciò che è veramente importante. Il protagonista di questo romanzo lo scoprirà sulla sua pelle: scegliere la famiglia, le sue origini, o il suo futuro, rinunciare agli affetti o cercarne di nuovi, tornare in Italia o vivere in America.

Piero Armenti, in questa storia itinerante, in cui la città non è solo uno sfondo, ma un personaggio vero e proprio, ci prende per mano e ci guida in lungo e in largo per le strade trafficate di New York, scoprendone i volti più nascosti e i luoghi più suggestivi (raccolti in una mappa alla fine del libro). Un romanzo che vi farà sognare e vivere in tutti i suoi aspetti la città che non dorme mai.

Piero Armenti, nato nel 1979, è un giornalista e il più famoso Urban Explorer di New York. Dopo aver concluso il suo dottorato all'Università Orientale di Napoli ha deciso di partire per New York ed è stato amore a prima vista. Ha cominciato a raccontare le sue scoperte sui social network e su giornali e riviste, fino a fondare "Il mio viaggio a New York": un tour operator sui generis, ma soprattutto un blog dove ogni giorno racconta a modo suo la città più desiderata del mondo e che all'attuale ha superato un milione di follower.




lunedì 18 maggio 2020

Blog Tour: "Falce" di Neal Shusterman - Intervista a Lia Tomasich



Oggi, per il Blog Tour dedicato a "Falce" di Neal Shusterman, vi presento l'intervista a Lia Tomasich, la traduttrice che si è occupata dell'adattamento italiano di questa bellissima opera!
Sono davvero felice e onorata che abbia voluto dedicare del tempo a questo evento e la ringrazio nuovamente per questo.

Di seguito, domande e risposte!

Buongiorno Sig.ra Tomasich, grazie per avermi concesso questa intervista. 

"Falce" di Neal Shusterman è un romanzo ricco e davvero articolato, pieno di termini specifici che vanno a caratterizzare il vasto mondo creato dall'autore. Qual è l'aspetto più interessante e quale il più complesso della traduzione di un'opera di questo tipo?

Tradurre narrativa fantastica è sempre più complicato di altri generi: ci sono nuovi mondi, nuovi concetti e quindi nuovi termini. È un lavoro che può implicare una lunga ricerca, perché capita che a volte un traducente non riesca a soddisfare del tutto. È una continua mediazione tra il rispetto dello stile dell’autore e lo sforzo di rendere un testo in modo esatto e compiuto, ma che abbia anche una giusta musicalità e un giusto ritmo nella lingua di destinazione. L’aspetto più interessante è la scoperta graduale di una storia, è la stessa esperienza che fa il lettore quando inizia un libro.

È stato difficile mantenere la fedeltà allo stile di scrittura di Shusterman?

Direi di no, credo che sia uno degli autori con cui mi sono sentita più in sintonia, dal punto di vista dello stile. E forse anche perché la storia mi ha appassionato subito, fin dalle prime righe. Il romanzo solleva molte implicazioni morali ed etiche che spingono a una profonda riflessione. Non sono questioni banali, soprattutto alla luce del periodo che stiamo vivendo, e hanno un forte impatto emotivo.

Qual è il primo passaggio di un lavoro di traduzione?

Vorrei poter dire la lettura preliminare del testo, ma i tempi purtroppo non lo permettono. Tradurre per me è un po’ come entrare in una specie di trance. L’approccio è, come ho detto sopra, simile a quello del lettore che si sente trascinato in una nuova storia. Mi coinvolge a livello emotivo, e questo mi spinge a dare il massimo per rendere nel modo migliore il pensiero dell’autore, le sensazioni, le tensioni, le emozioni che vuole trasmettere. Non voglio dire che questo avvenga sempre, ci sono anche opere che non arrivano a toccare queste corde in me. Se però scocca la scintilla, allora il coinvolgimento, l’immedesimazione è molto forte.

Con quale criterio si decide se un termine verrà tradotto piuttosto che riportato come in originale? 

Confesso che non mi piace lasciare un termine non tradotto; ci sono molti esempi di traduzioni riuscitissime, penso a Harry Potter, per esempio. La lingua italiana è ricca, quindi ci provo sempre, anche se a volte è chiaro che lasciare un termine in originale è la scelta migliore.

Quali sono le tempistiche di traduzione per un libro come "Falce"? 

Mi ci sono voluti tre mesi per la traduzione e una ventina di giorni per rileggerlo. Avrei preferito avere più tempo, ma d’altra parte se si inizia a controllare un testo, poi non si finisce più. Cerco sempre di trovare la traduzione giusta per ogni frase al primo colpo, per non doverci ritornare sopra in fase di rilettura, che poi è solo una scorsa veloce. È un lavoro lungo e complesso, specialmente quando si incontrano concetti particolari che richiedono un approfondimento, o anche poesie, filastrocche, enigmi. Trovare la rima e mantenere il senso voluto dall’autore non è sempre facile. Soprattutto quando ci sono giochi di parole, che hanno un senso in una lingua, ma che è difficile ricreare in un’altra.

Quali consigli darebbe a una persona che si approccia al lavoro di traduttore?

A chi desidera avvicinarsi alla traduzione di narrativa il mio consiglio è leggere molto, che poi è lo stesso consiglio che si dà a chi vuole scrivere. Ma questo non basta: ci vuole cura, precisione, ricerca e non lasciarsi mai abbattere, perché a volte succede.

Si occuperà della traduzione dei prossimi capitoli della serie? Può darci qualche anticipazione?

Sto finendo il secondo volume in questi giorni. Come anticipazione, credo che nel primo libro abbiano inserito il primo capitolo del secondo volume, che posso già dire presenterà grandi colpi di scena. Non dico altro, non voglio togliere ai lettori la gioia di scoprirlo da soli. E poi ora saranno occupati a leggere il primo, no? Scoprire la storia di Neal Shusterman sarà una grande esperienza per loro, almeno quanto lo è stata per me.

Grazie mille per aver risposto alle mie domande!

Grazie a voi!



lunedì 11 maggio 2020

Blog Tour: "Il mistero dello Stradivari scomparso" di Millie Oliver - Intervista all'autrice


La tappa odierna del Blog Tour riservato alla pubblicazione più recente della Segreti in Giallo Edizioni è dedicata a Millie Oliver, l'autrice de "Il mistero dello Stradivari scomparso". Di seguito trovate l'intervista, piena di informazioni e curiosità!


Conosciamo un po' meglio l'autrice di Maggie Scoop.  

Quando hai cominciato a scrivere? 
Non ricordo come e quando sia successo. Direi che è stato un processo naturale, perché ho sempre scritto sin da bambina. A un certo punto della mia vita ho iniziato a farlo in modo sistemico, dando una struttura alle parole che mettevo in fila una dietro l’altra e sono nate le mie prime storie.

Quando e come è nato il personaggio di Maggie Scoop? 
Maggie è nata un paio di anni fa. Non mi divertivo più a scrivere, poi un giorno mi è capitato tra le mani un giallo per ragazzi e mi si è aperto un mondo. Una storia leggera, ma per nulla banale e adatta a tutte le età. Mi sono avvicinata alla letteratura per ragazzi e per l’infanzia da quando sono diventata mamma. Cercando libri adatti al mio bimbo sono diventata io stessa lettrice e ho iniziato a sognare a occhi aperti una storia così. Prima di iniziare a progettare ho iniziato a studiare a fondo il mondo della narrativa per ragazzi.

Ti sei ispirata a qualcuno in particolare per crearlo? 
Come dicevo ho letto tanti libri per ragazzi per capire il linguaggio con cui comunicare con loro, ma non so dire se mi sono ispirata a qualcosa in particolare. Come ogni mia storia credo che anche Maggie sia l’insieme di tante scintille di creatività. Volevo un personaggio curioso e che fosse predisposto a indagare, di qui l’idea di creare una giornalista in erba. Io stessa ho fatto parte del giornalino scolastico sin dalla quinta elementare. Volevo però un personaggio forte, nonostante le debolezze e le incertezze tipiche dell’età. Per capire queste dinamiche ho iniziato a osservare gli adolescenti vicino a me, fino a quando un giorno ho letto un articolo sul ritrovamento di un antico violino Stradivari ritrovato in un baule. Secondo alcune ricerche era stato rubato anni prima. Da lì ho costruito la storia, ovviamente che non c’entra nulla con quella dello Stradivari vero. Ma la fantasia è meravigliosa perché ci permette di creare dei mondi verosimili e ho immaginato una ragazzina nella metropolitana inglese con lo smartphone in mano, intenta a pensare ai suoi sogni. Le tessere del puzzle hanno iniziato a incastrarsi ed è nato il personaggio di Maggie Scoop. Anche la scelta del cognome non è casuale,.

Perché la scelta di ambientare il romanzo in Inghilterra?
Ho scelto l’Inghilterra per due motivi: conosco molto bene Londra e amo qualsiasi romanzo sia ambientato lì, contemporaneo o storico. Da qui la decisione di ambientare tutta la storia a Londra.

L'Unione fa la forza. Nel romanzo è evidente l'importanza che rivestono l'amicizia e il lavoro di squadra. Maggie, Stella e Peter possono essere un buon esempio per i ragazzi. Parliamone. 

I legami che si formano a scuola tendono a essere quelli più duraturi e mi sembrava importante dare questo messaggio. Il tema dell’amicizia è centrale quanto quello della realizzazioni dei propri sogni all’interno del romanzo, uno sprono a chiedere sempre aiuto e a fare squadra. Del resto, la scuola e la famiglia dovrebbero insegnare anche questo ai ragazzi. I libri sono un intrattenimento, ma devono offrire anche spunti di riflessione. Per questo il tema in ogni libro è importante quanto lo sviluppo della trama.

Questo è un giallo per ragazzi, ma senz'altro è una gran bella lettura anche per un lettore adulto. Cosa ne pensi? 
Forse ho già risposto, ma ci tengo molto a questo aspetto. La narrativa in generale non dovrebbe avere età. I libri non possono vivere in compartimenti stagni e soprattutto i libri per ragazzi possono essere un’ottima lettura per gli adulti. Io stessa, in questo periodo, ho riscoperto i grandi classici per ragazzi. Parlando con una mia amica ho riscoperto Michele Strogoff di Jules Verne, non mi è mai capitato di leggerlo e ho deciso di recuperarlo. Oltre ai grandi classici, esistono tante storie di autori contemporanei belle per qualsiasi età anche romanzi gialli, ovviamente non cruenti come alcuni della classica narrativa di questo genere.






martedì 5 maggio 2020

Blog Tour: "Io sono leggenda" di Richard Matheson - Seconda tappa: Robert Neville




Il mio apprezzamento per l'opera "Io sono leggenda" è derivata dalla visione del film omonimo e affermo ormai da tempo di essere più legata alla storia raccontata in originale da Richard Matheson e che ho avuto modo di rispolverare dopo anni grazie alla nuova meravigliosa edizione pubblicata dalla Mondadori.

In questa sede parleremo del protagonista del libro: Robert Neville, il cui aspetto più noto è ovviamente quello rappresentato da Will Smith nella pellicola del 2007.

Era un uomo alto, di trentasei anni, di ceppo anglo-tedesco, con nessun tratto particolare fatta eccezione per la bocca, lunga e decisa, e per l’azzurro vivo degli occhi, che ora osservavano le rovine carbonizzate delle case a entrambi i lati della propria. 
Robert è il protagonista della storia di Matheson e si trova ad affrontare una realtà che volge verso l'inevitabile fine, a causa di un potente virus che ha spazzato via ogni forma umana conosciuta. L'uomo è l'unico rimasto in città, senza possibilità di comunicare con altri, se ancora sopravvivono, e senza la possibilità di tornare a una quotidianità normale. Chiunque abbia contratto il virus si è trasformato in quelli che vengono chiamati vampiri e la sua famiglia non è stata risparmiata. Ogni giorno, Robert ripensa ai ricordi passati, sia quelli più felici che quelli drammatici, subito precedenti alla fine di tutto. Solo l'alcool, la musica e la lettura possono in qualche modo alleviare il suo dolore. Le ore di luce le passa alla ricerca di provviste e energia, fino al calare del sole quando è il momento di rinchiudersi e lasciare fuori le creature che si risvegliano. Memore delle leggende legate ai vampiri, l'uomo si circonda di ogni nozione e superstizione, facendo uso di aglio e specchi e andando alla ricerca degli elementi che possono farlo venire a capo della causa scatenante della pandemia. Quando scoprirà i segreti a essi legati, Robert diverrà una vera e propria leggenda, capace di spaventare i vampiri anziché esserne spaventato. Il suo futuro, sempre più incerto, entrerà in contatto con qualcosa di inspiegabile, in grado di mettere in discussione ogni cosa fino a quel momento e a farlo in qualche modo cambiare, dopo un tempo indefinito rimasto fisso e immutato nello spirito.

giovedì 30 aprile 2020

Blog Tour: "SteamBros Investigations Series" di Alastor Maverick e L.A. Mely - Ambientazioni della trilogia



Ciò che più di tutto caratterizza la meravigliosa serie "SteamBros Investigations" è senz'ombra di dubbio la sua ambientazione, che è una delle mie preferite in assoluto.

DDM Fotografia
Ci troviamo circa a metà del 1800, durante il regno della Regina Vittoria, precisamente tra Londra e Glasgow, luoghi delle principali vicende che accompagnano gli Steam Brothers. È il periodo in cui l'energia elettrica e la meccanica la fanno da padrone, con invenzioni tanto meravigliose quanto futuristiche. Macchine e fabbriche ricoprono la terra con i loro rombi assordanti e l'aria è pesante da respirare, a causa del carbone bruciato e delle coltri di fumo che coprono il cielo rendendolo grigio, scuro tanto da essere difficile intravedere il sole. Grandi e sfarzose carrozze trainate dai cavalli si affiancano ora ai mezzi automatizzati a vapore, come l'emblematico sidecar dei fratelli Hoyt che scoppiettante li conduce verso nuovi casi da risolvere. Nei cieli volano fieri gli Zeppelin, dirigibili imponenti che danno la possibilità di osservare la vita da un'altra prospettiva, così come i fischiettanti treni che a tutta velocità conducono velocemente i propri passeggeri da un paese all'altro. Londra è caotica ma al tempo stesso più viva che mai, colorata dai vestiti tipici vittoriani con l'aggiunta di elementi meccanici, come occhiali di protezione, fibbie rinforzate e inserti di metallo. L'eleganza però non tralascia l'utilità, ed ecco che un raffinato bastone può trasformarsi in un'arma a doppio taglio. Le pistole sono potenziate da pistoni e forza a vapore che rendono i colpi decisamente più efficaci del normale. La tecnologia è tale da permettere all'uomo non solo di creare protesi corporali meccanizzate e altamente funzionali, ma anche di realizzare veri e propri automi, fatti di metallo e intricati ingranaggi e in grado di avanzare senza sosta durante una battaglia. L'arma perfetta per assicurarsi in qualche modo la vittoria.
DDM Fotografia

È proprio questo che i protagonisti dovranno affrontare: una guerra all'ultimo sangue in cui l'odore del vapore e il rumore dello sferragliare di macchine pressoché viventi potrebbero mettere seriamente a repentaglio il destino del regno.





venerdì 3 aprile 2020

Blog Tour: "In verità" di Dario Buzzolan - Biografia dell'autore



Oggi inizia il Blog Tour dedicato al nuovo libro di Dario Buzzolan edito per Mondadori: "In verità". Di seguito vi lascio le informazioni principali sull'autore e sul libro appena pubblicato. Ricordatevi di seguire tutte le tappe per conoscere maggiormente questo romanzo!

Dario Buzzolan è nato a Torino nel 1966 e attualmente vive a Roma. È uno scrittore, drammaturgo e autore televisivo: ha pubblicato nove romanzi, tra cui "Dall’altra parte degli occhi" (premio Calvino 1999), "Non dimenticarti di respirare "(2000), "I nostri occhi sporchi di terra" (finalista al premio Strega 2009), "Se trovo il coraggio" (2013), "Malapianta" (2016) e "La vita degna" (2018).


Titolo: In Verità
Editore: Mondadori
Collana: Narrative
Formato: Brossura
Pubblicato: 10/03/2020
Pagine: 462

Cernedo. Nordest profondo. I Trovato, titolari di un'azienda specializzata in alta orologeria, devono fare i conti con un buco finanziario che rischia di proiettare l'impresa in una crisi ingovernabile, dove si mescolano tensioni famigliari irrisolte, nevrosi, segreti. Il capofamiglia Ruggero, dopo avere cercato soluzioni, scompare misteriosamente; il primogenito Pietro crede di poter aver voce in capitolo; il più giovane, Nicola, si nutre di ossessioni scientifiche (essere tra i primi a mettere piede su Marte); la madre Lucia ha un corrispondente immateriale con il quale sa sottrarsi ai vuoti della sua esistenza. La Liebenkraft Company, multinazionale del lusso, vuole acquisire La Stella: sennonché il meccanismo avviato da due dirigenti, Tom e Amelia, avvoltoi professionisti ma anche amanti segreti, si inceppa. Cosa c'è in fondo a tanto caos? Quante menzogne da far saltare? Quanto fumo dietro a cui difendersi? Dario Buzzolan scrive un romanzo corale, che, progressivamente, ci mette davanti all'urgenza della verità: scrive di noi, di come non vogliamo essere ma potremmo diventare, e forse di come già siamo.





sabato 28 marzo 2020

Blog Tour: "Le parole lo sanno" di Marco Franzoso - Intervista all'autore




In questa tappa del Blog Tour dedicato al libro "Le parole lo sanno", edito da Mondadori, approfondiamo la conoscenza del suo creatore, Marco Franzoso, che ringrazio infinitamente per il tempo che ha voluto dedicarmi. Di seguito trovate le domande poste e le risposte fornite.

Buongiorno Marco, grazie per avermi concesso questa intervista. Parliamo del suo ultimo libro, "Le parole lo sanno". Si presenta come una storia che dal dramma ricerca con costanza, dedizione e passione un inno all'amore e al vivere la vita, che può essere trovato anche attraverso la lettura. Il protagonista, Alberto, si trova ad affrontare un momento molto delicato e lo fa cercando di aggrapparsi alle piccole cose. Qual è stato il processo creativo che l'ha portata alla realizzazione della trama?

Il lavoro è stato molto lungo, ci ho impiegato anni per potere scrivere questa storia. Fino a quando ho capito che non dovevo forzare i miei personaggi, ma dovevo lasciarli liberi, ascoltarli, scoprire la storia insieme a loro. Da quel momento tutto è fluito velocemente e naturalmente. È un po’ come accade ai miei due personaggi, Alberto e Flavia. Il romanzo prende il volo proprio quando smettono di forzare le cose e si mettono in ascolto l’uno dell’altra. 

Ci sono stati momenti in cui trovare le parole giuste è stato difficile?

Sì, particolarmente in un romanzo come questo, dove ogni dettaglio diventa fondamentale. La difficoltà maggiore è stata trovare la lingua, o meglio la voce con cui ciascuno dei miei due personaggi parlavano. Cioè quando ho capito chi erano davvero dietro le maschere che ciascuno dei due, almeno per un po’, hanno indossato. Ho dovuto smascherarli con calma, senza forzarli, senza che trovassero degli stratagemmi per difendersi. Poi, quando hanno avuto la mia fiducia, si sono lasciati andare e hanno fatto tutto loro. 

Il libro ha una caratteristica in particolare, che si scopre solo continuando a girare le pagine: è un fiume in piena di parole, disposte ordinatamente l'una accanto all'altra, quasi senza pause, se non brevi spazi vuoti occupati solo dal bianco della carta. Come mai questa scelta di narrazione, senza ricorrere alla classica suddivisione in capitoli?

Per entrare dentro il flusso della vita di Alberto, per dare continuità ai suoi pensieri e al passare del tempo. Volevo che il lettore vivesse insieme a lui queste sensazioni e la sua trasformazione.

C'è qualcosa di autobiografico in quello che scrive?

C’è sempre qualcosa di autobiografico in ciò che si scrive. Questo è un degli aspetti più belli della scrittura. Ti costringe, o meglio ti aiuta a vedere le cose che ti appartengono con maggiore lucidità. Vedi te stesso attraverso le storie che racconti. È sempre una scoperta.

Il suo stile di scrittura è caratterizzato, a mio avviso, da una sottile vena poetica che si espande all'interno della storia creando in ogni pagina un'atmosfera sospesa tra realtà e mondo onirico. C'è uno studio dietro?

Sì. Volevo che la storia fosse radicata nella realtà, nel nostro mondo, in una quotidianità che tutti conosciamo. Ad un certo punto, però volevo che i miei personaggi spiccassero il volo, scoprissero la loro parte migliore, pure se innestata dentro le difficoltà della vita. Trovassero la forza, o meglio il desiderio, di credere in se stessi e andare lontano. Sognare, cioè vivere, una vita migliore, quella che si meritavano da sempre di vivere. È un romanzo che apre, che fa sperare, che dà luce. Che fa ritrovare ciò che si era inavvertitamente perduto.

Chi è Flavia?

Flavia è una giovane donna, madre da pochi mesi. Vive una situazione difficile in famiglia e trova riparo e pace solo in un parco cittadino. È una donna che racconta, nel romanzo conosceremo i suoi segreti più intimi, e proprio grazie al racconto che fa di se stessa si trova. Anzi, trova una persona molto migliore di quanto pensava.

Quello che ci troviamo ad affrontare in queste settimane apparentemente interminabili è un periodo buio, soprattutto per la situazione specifica italiana. Mi trovo spesso a cercare nelle parole di coloro che con le parole stesse ci lavorano, un barlume di speranza e positività. Riesce a trovare le parole adatte a certe circostanze? 

È difficile. Ogni volta che ci si pensa e che si azzarda una risposta sembra sempre di sbagliare. È un momento molto complicato, e dal punto di vista sanitario inimmaginabile. Dal punto di vista personale, però, penso che possa rappresentare anche una occasione per molti di noi. Lo stesso che è accaduto ai miei personaggi, infondo, entrambi sono stati costretti a fermarsi. Ma ne hanno approfittato, e questo li ha aiutati a vedere il mondo e soprattutto se stessi in modo diverso. Si sono trovati. Credo che oggi più che mai abbiamo bisogno di buone storie, di buoni racconti. Credo che potremmo imparare molte cose su di noi da questa situazione così complicata.

Che cosa sanno le parole nella sua vita di tutti i giorni?

Le parole sanno tutto. Diamo troppo poco peso alle parole, siamo sempre più abituati a scriverle e a sapere che in breve tempo verranno dimenticate, dal prossimo post, dal prossimo messaggio di testo, dal prossimo messaggio vocale. Dovremmo avere più fiducia nelle parole e ascoltarle. Non solo quelle degli altri, ascoltare anche le nostre.



martedì 10 marzo 2020

Blog Tour: Recensione di "Un inutile delitto" di Jill Dawson



Piena di speranza ed esperienza, Mandy River si affaccia alla sua nuova vita a Belgravia, lavorando come tata per la famiglia Morven. Qui si trova ad avere a che fare non solo con i bambini ma con situazioni sempre più inquietanti, violente e brutali, che non le lasceranno scampo se non attraverso la voce dell'amica Rosemary, che da lontano raccoglie ogni informazione.

Ambientato negli anni 70, Jill Dawson tesse un thriller ansiogeno e doloroso, che fa da tributo a fatti di cronaca realmente accaduti: l'omicidio di Sandra Rivett e la conseguente scomparsa dalla circolazione di Lord Lucan. È uno dei crimini più efferati della storia londinese a cui purtroppo non si è mai potuta dare una vera spiegazione, complice non solo la fuga del presunto responsabile, ma anche le condizioni sociali di un tempo, che vedevano un ceto alto coinvolto in una situazione scandalosa e perciò da affossare il più velocemente possibile.

L'autrice riesce a dare voce a delle donne che alto locate non lo erano affatto, ma che comunque avevano una propria identità e meritavano molto più rispetto e dignità. La storia di Mandy è parallela a quella di Sandra e attraverso il suo punto di vista non si può rimanere indifferenti di fronte ai fatti accaduti. 

"Un inutile delitto" è una reinterpretazione interessante di una tragedia avvenuta realmente e riesce ad intrattenere lo spettatore grazie allo stile di scrittura scorrevole dell'autrice e all'atmosfera volutamente soffocante che permea l'intera vicenda. 

È un romanzo consigliato non solo per il genere, che non deluderà gli appassionati, ma per l'intento di denuncia da cui ha origine. 

lunedì 9 marzo 2020

Blog Tour: “Un inutile delitto” di Jill Dawson - Booktrailer del romanzo


Siamo giunti alla conclusione di questo Blog Tour, volto a presentarvi un romanzo potente, nella speranza che anziché spaventarvi possa incuriosirvi. Questo perché "Un inutile delitto” di Jill Dawson racconta fatti molto crudi e soprattutto ispirati alla realtà, che possono intimorire, soprattutto un lettore che vede nella lettura un modo per evadere dal quotidiano. Eppure, sono assolutamente convinta che le opere aventi come oggetto tragedie che hanno scosso la società siano un qualcosa di necessario, perché lasciano impresso nella memoria storica del mondo ciò che è di vitale importanza continuare a ricordare e a tramandare. Anche se con un impatto diverso e minore rispetto a molti altri drammi, Jill Dawson tratta con estrema precisione la storia di una donna come tante altre che ha dovuto fare i conti con le circostanze e le persone sbagliate.

Ecco di seguito il trailer confezionato dalla Carbonio Editore per presentare il nuovo libro del loro catalogo.




Con un'analisi dei fatti riportati dalla cronaca londinese del tempo, il lettore viene catapultato, attraverso il video, esattamente in quegli stessi anni in cui tutto è accaduto. Il contesto storico è importante e trovo che la scelta della casa editrice di inquadrarlo fin dal primo secondo sia stata ottima. Una vicenda diventa il riflesso perfetto di un'altra, quella di Mandy: la distanza le separa, ma le dinamiche le accomunano in un esito segnato in partenza.

"Un inutile delitto" è una storia di donne alle prese con la sofferenza e l'impotenza di fronte alle ingiustizie perpetrate da chi ha dalla propria il polso della situazione e le possibilità di piegare al proprio volere o stato delle cose, nascondendo, nell’ombra di una stanza chiusa a chiave, i dettagli più scomodi.

Questo e molto altro lo scoprirete domani, 10 Marzo, attraverso le recensioni scritte da altre blogger, che come me hanno avuto la possibilità di addentrarsi in questo romanzo e farlo proprio, per esternare le personali emozioni e metterle in discussione con chi vorrà scoprire Jill Dawson e le sue atmosfere tanto inquietanti da fare male.


martedì 3 marzo 2020

Blog Tour: "Un inutile delitto" di Jill Dawson - Presentazione



«Jill Dawson è la persona giusta per riprendere in mano una storia che è stata involgarita e distorta dal clamore, dalla misoginia e dai pregiudizi di classe, restituendo dignità alla breve vita di Sandra Rivett.» E' con questa citazione di The Guardian, che iniziamo la presentazione di questo blogtour che vi permetterà di scoprire il nuovo romanzo di Jill Dawson Un inutile delitto, pubblicato da Carbonio Editore. 

L'autrice sarà in Italia a Roma, presso la libreria Tuba - promotrice di InQuiete Festival - mercoledì 11 Marzo 

Jill Dawson si ispira a un eclatante cold case del 1974, uno dei più grandi misteri criminali mai accaduti nella storia del Regno Unito contemporaneo che ebbe un’enorme risonanza anche oltremanica: l’omicidio di una giovane tata – Sandra Rivett (alla quale il romanzo è dedicato) – da parte del marito della sua datrice di lavoro, Richard John Bringham, VII conte di Lucan.

Questi, dominato da un risentimento incontenibile verso l’ex moglie, intendeva liberarsene a qualunque costo ma, confuso dal buio, uccise per errore la bambinaia di casa. Un delitto aberrante, i cui risvolti furono emblematici del radicato divario tra ceti che caratterizza da sempre la società inglese.

Lo stesso giorno dell’omicidio, si persero infatti le tracce di Lucan che non venne mai arrestato, favorito da un’omertà di classe massiccia e inscalfibile.

Tutto venne ridotto a «una storia di aristocrazia e glamour, di ricchezza e gioco d’azzardo, una storia che parlava della fine della nobiltà – e che riguardava solo quella gente e il loro mondo». E Sandra? 

Jill Dawson raccoglie i pezzi di un sopruso durato quarantacinque anni, li incolla e li mette in ordine, poiché la letteratura può servire anche a questo, a rendere finalmente giustizia laddove non è stato nella realtà sollecitando memoria e cura per la verità. 

Il blogtour, come piccoli pezzi di un puzzle, si incastra piano piano tra le pagine di Un inutile delitto omaggiando allo stesso modo dell'autrice, Sandra vittima innocente di una bestia chiamata uomo. 

All'interno troverete la biografia dell'autrice sul blog The readings love. 

Il contesto storico degli anni '70 su Babbling babook. 

Su Il mondo di sopra troverete un omaggio alla figura del ruolo della bambinaia inglese e l'intervista all'autrice. 

Su Cronache di lettrici Accanite sarà possibile trovare un approfondimento sul fatto di cronaca, mentre The Mad Otter vi parlerà del romanzo facendovi visualizzare il book trailer creato dalla casa editrice stessa.

Ogni blog vi darà la possibilità di scoprire il romanzo nella sua interezza con un approfondimento sia a livello emotivo, sia a livello di analisi di quello che è il libro stesso.


lunedì 2 marzo 2020

Blog Tour: "Notre-Dame de Paris" di Victor Hugo - Un viaggio tra i ricordi




Eccoci giunti alla conclusione del Blog Tour dedicato a una delle opere più note di Victor Hugo. Abbiamo potuto esplorare la nuova e bellissima edizione della collana Oscar Draghi, conoscere i personaggi, ammirarne l'arte e tanto altro. Come degna conclusione, vi riporto di seguito i racconti di coloro che hanno deciso di aprirsi a me e parlarmi della loro esperienza a contatto con la cattedrale. Un bel tributo alla bellezza che un edificio tanto iconico sa trasmettere al di là del tempo e per ricordarne la grandezza anche dopo quel fatidico incendio che ha messo in ginocchio tutti, incapaci di fronte alle fiamme divampate.

Io sfortunatamente non ho ancora avuto la possibilità di ammirare Notre-Dame dal vivo, ma non potrò mai ringraziare abbastanza le persone che me l'hanno mostrata attraverso i loro occhi.


Agosto 1991 o giù di lì.
Era la nostra seconda estate in vacanza in Francia. L’anno precedente, mia madre ci aveva trascinati tutti a visitare i castelli della Valle della Loira (e, lo ammetto, nella mia testa, a distanza di trent’anni, si sono fusi in un unico, enorme castello gigante). Quell’anno eravamo in campeggio poco fuori Parigi e mi ricordo un caldo pazzesco, chilometri di strade e musei ed enormi panini fatti con mezze baguette vendute agli angoli delle strade.
Della mia prima volta a Notre-Dame ho ricordi vividissimi ma a sprazzi, come se fosse un filmino interrotto... Mi ricordo la Messa celebrata in francese, inglese e forse spagnolo, quindi una Messa lunghissima. Ricordo che la panca su cui ero seduta era scomoda, soprattutto perché ero una bambina iperattiva e curiosa. Era impossibile per me seguire quello che i vari preti che si avvicendavano sull’altare stavano dicendo e la mia attenzione era catturata dalle meraviglie che avevo intorno. Ricordo distintamente i raggi di luce che entravano dalle finestre colorate dentro i quali si muoveva pigra la polvere.
Ricordo che facevo domande a mia madre perché aveva la guida della città nella borsa, ma che non poteva rispondere perché la Messa era in corso.
Dopo quella mattina interminabile sono tornata altre sue volte a Notre-Dame, l’ultima nel 2006, durante un weekend lungo con il mio attuale marito. 
Sono stata poi a Parigi nel 2008 per lavoro, ma non ci sono tornata. Lei però era lì, in attesa, rassicurante con la sua forma inconfondibile.
Quando ha preso fuoco, non lo nascondo, ho pianto. So che rinascerà più bella di prima, so che non è stato perso nulla di inestimabile perché era già stata ricostruita in parte... eppure ho pianto e mi viene ancora il magone se ci penso perché la nuova Notre-Dame non sarà mai più quella dei miei undici anni, non sarà più quella in cui sono entrata tenendo la mano di mio papà, non sarà più quella in cui mia madre si è sentita a disagio perché aveva indossato dei pantaloni corti (nonostante nessuno le avesse detto nulla. Il caldo di agosto lo sentono anche i preti francesi), non sarà più quella delle foto accanto a mia sorella. Sarà una Notre-Dame in parte nuova, pronta a essere celebrata e immortalata in nuovi ricordi, nei quali sono decisamente più vecchia e più disincantata. Chissà, la polvere che nuota nei raggi di luce attirerà ancora la mia attenzione? Forse è il momento di partire di nuovo.

- Sara Marrano






È stato nel Maggio del 2014.
Quando sono arrivata a Notre-Dame, mi sono resa conto di quanta Storia sia passata da questo luogo.
Il retro dell'edificio è meraviglioso, credi che si entri da li, invece poi, all'ingresso, si stagliano le grandi "torri" che la caratterizzano.
All'interno è stretta e altissima, molto semplice, stile gotico, ma ricca di particolari.
I rosoni sono di bellezza rara, mille colori, minuziosi particolari.
Quando esci da Notre-Dame, ti senti a posto con la coscienza. Come dire, "ci sono passati secoli di storia, posso dire di esserci passata pure io".
Quando è scoppiato l'incendio, ho provato impotenza, dolore e rabbia per tutta quell'arte che si stava incendiando sotto i nostri occhi. 
Noi, nel 2019, non siamo stati in grado di prevenire un orrore simile.

- Sarah Ferrante




Avevo 18 anni e non sapevo molte cose. Non che adesso ne sappia molte di più, ma di solito a 18 anni ne sai meno, ecco.
Sapevo solo che ero in gita con la scuola e condividevo la stanza con le mie amiche di sempre.
Non sapevo, ad esempio, che a Parigi non vedono di buon occhio i napoletani. Che gli abbiamo mai fatto a 'sti parigini, non lo so. Tra l'altro, fanno delle crepes così buone che gli si può anche arrivare a perdonare di non avere il bidet.
Di Parigi, sapevo quello che ci avevano insegnato durante l'ora di geografia. Niente dettagli artistici, niente particolari di rilevante interesse.
Della bellissima cattedrale che governa l'Île de la Cité sapevo ben poco. Tutte le informazioni a mia disposizione derivavano da cartoni animati e opere teatrali.
Non ci fecero entrare perché c'era una funzione in corso e quindi ci "arrangiammo" con la corte esterna.
Era esattamente come l'avevo immaginata: imponente ma elegante, antica ma con tanto da dire.
Il cortile antistante la cattedrale era in pieno fermento fra turisti, artisti di strada e gente che passava di lì era quasi un delirio.
E così, mentre restavo incantata dalle statue, dalle raffigurazioni gotiche e da quel rosone che domina l'intera struttura, qualcuno mi sfilò il cellulare dalla tasca del giubbotto. Me ne accorsi solo poi, in metro e piansi fino a diventare disidratata come una prugna secca. Divenne in un attimo la peggior settimana della mia vita, ma la bellezza e l'eleganza e la magnificenza di quella Cattedrale rimarranno tatuate nei miei occhi a vita.

- V.


E se vi foste persi le tappe precedenti, qui sotto trovate il calendario dettagliato.




martedì 18 febbraio 2020

Blog Tour: "Tutti i Racconti" di Arthur C. Clarke - Settima Tappa


In questa tappa del blog tour dedicato al primo libro Urania della collana Oscar Draghi targata Mondadori, approfondirò per voi 8 racconti che trovate all'interno della raccolta completa di Arthur C. Clarke.

Si possono delineare due filoni narrativi, uno formato da Tre per la luna e l'altro formato dagli altri sette racconti: Cose che succedono, Il Pacifista, L'Orchidea Recalcitrante, Spirito Esplosivo, La Defenestrazione di Ermintrude, Ritmo Assoluto e I Prossimi Inquilini.

Per quanto squilibrato possa sembrare, in realtà è tutto frutto dello studio di Clarke, che si è divertito a spaziare attraverso generi e metodi di narrazione differenti, ma che rendono l'intera raccolta davvero speciale.

Il filone più grande è più comunemente definito "All'insegna del Cervo Bianco", luogo che prende nome dal maestoso animale per definire il locale in cui periodicamente i grandi studiosi e scienziati si ritrovano per condividere le proprie esperienze, gli aneddoti più memorabili e le scoperte dell'ultimo minuto. Il tutto attraverso l'occhio vigile di Harry Pulvis, da cui tutto passa e assiste alle vicende accanto a noi lettori. L'elemento più particolare è la fusione tra realtà e fantasia, data dalla presenza di personaggi realmente esistiti che si affiancano a volti inventati, ma che probabilmente racchiudono in sé pezzi di coscienza di altrettante menti brillanti che hanno lasciato un'impronta nel mondo. I racconti passano dal più analitico al più bizzarro, stuzzicando la fantasia e divertendo, attraverso la scoperta dell'ennesima avventura raccontata.

Il secondo ciclo di storie invece è "Tre per la luna", una serie di sei racconti commissionati dal London Evening Standard nel 1956. Prima divisi, ora vengono proposti tutti insieme, in modo da avere un ritmo narrativo sicuramente più fluido e continuativo. Russi, inglesi e americani. Diversi paesi, ma accomunati da un team di astronauti impegnati in una delle imprese più memorabili della storia dell'umanità: quella che riguarda la spedizione sulla Luna. Il sogno di andare oltre i limiti del pianeta si lega al progresso tecnologico e scientifico, di cui Clarke fa un tributo davvero ben scritto. Anche qui, la sua verve divertente è davvero spassosa e non risulta affatto fuori luogo nei confronti di un'impresa tutt'altro che semplice da portare a termine. Anzi, si amalgama perfettamente all'aspetto analitico di tutta la vicenda.

Nonostante l'elemento scientifico possa sembrare appassionante solo agli addetti ai lavori, l'autore è stato in grado di far passare ogni messaggio nel modo più semplice possibile, rimanendo tecnico ma al tempo stesso capibile da chiunque. Elogia i grandi del passato, ma senza metterli sul piedistallo e mostrandoli per quelli che sono davvero: esseri umani, così piccoli ma al tempo stesso così ambiziosi da voler raggiungere le stelle e gli angoli dello spazio. Ogni racconto trasuda la curiosità e la passione di chi ci ha preceduto e che ha contribuito a scoperte sensazionali dipese solo dalle loro possibilità.



giovedì 23 gennaio 2020

"Zelda. Dietro la leggenda" di Salva Fernàndez - Cinque motivi per entrare nel mondo di questa saga: Il vasto mondo del Merchandising






Titolo: Zelda - Dietro la leggenda
Autore: Salva Fernàndez
Editore: Multiplayer
Pagine: 312
Prezzo: € 21,00
Data d'uscita: 21.11.2019

La storia di "The Legend of Zelda" è legata a quella di ciascuna delle piattaforme di gioco che Nintendo ha lanciato sul mercato. È stato un lungo viaggio ricco di idee di successo e di errori, ma che ha avuto sempre uno sguardo rivolto all'innovazione e alla ricerca per cambiare tutto ciò che nel mondo dei videogiochi era dato per scontato. Forza, Coraggio e Saggezza. Ma anche magia, fantasia e avventura sono stati gli ingredienti principali di questa saga che dura da oltre trent'anni. Il libro che avete tra le mani è un omaggio a uno dei franchise più longevi e iconici della storia dei videogiochi; scoprirete un racconto che vi condurrà tra le trame e i personaggi che hanno reso grande "The Legend of Zelda".

« Tu sei la luce che un giorno illuminerà di nuovo il regno di Hyrule. È giunto per te il momento di metterti in viaggio. »

Nel corso degli anni, The Legend of Zelda ha saputo conquistare il cuore di moltissimi fan attraverso avventure divertenti, trame sempre più intricate ed emozioni forti che ad ogni capitolo si rinnovano. Il mondo di questa saga è davvero molto vasto e la tappa di oggi parla di quello che potremmo definire "universo espanso" e che riguarda opere derivate e merchandise legato alla serie videoludica.

IL MANGA

Lo stile grafico che ha sempre accompagnato "The Legend of Zelda", si presta molto bene all'universo fumettistico, che negli anni ha prodotto tutta una serie di avventure correlate su carta. Di seguito ci sono, in ordine cronologico, tutte le serie manga uscite in Italia (la casa editrice Jpop sta curando la riedizione e la pubblicazione di tutta la saga a fumetti).

The Legend of Zelda - A link to the Past - 1992 (Data italiana: 2016)

Il mondo di Gold Land è minacciato da Ganondorf, il quale, aiutato dallo stregone Agahim e dal potere della Triforza, lo trasforma in una landa desolata chiamata Dark Land. Adesso l'obbiettivo dei due è il regno di Hyrule, ma non hanno fatto i conti con il giovane Link, figlio di due valorosi cavalieri... Il manga, solo leggermente ispirato all'omonimo videogioco per il Nintendo Super Famicon, è curato dal celebre Shotaro Ishinomori. Inizialmente uscito a puntate e a colori sulla rivista statunitense Nintendo Power, fu poi raccolto in volume per il mercato giapponese.




The Legend of Zelda: Oracle of Seasons - 2001 (Data italiana: 2011)

Link, un ragazzo di un piccolo villaggio di Hyrule, ha dalla nascita il simbolo della Triforza sulla sua mano sinistra. E' un segno del destino che condurrà Link in una fantastica avventura! Ritrovatosi nella terra di Holodrum, Link incontra Din, l'Oracolo delle stagioni. Quando il generale Onox mette in atto il suo piano per rubare le stagioni, Link dovrà battersi contro il malvagio per salvare Holodrum e i suoi amici da un terribile destino!





The Legend of Zelda: Majora's Mask/A Link to the Past - 2001 (Data italiana: 2011 Perfect Edition: 2017)

Il nuovo volume, in grande formato e con pagine extra a colori, che raccoglie le avventure dell'Eroe del Tempo! Due storie, ispirate ad altrettanti videogame di successo Nintendo: Link affronterà prima il dispettoso Skull Kid in un mondo parallelo, in seguito partirà alla ricerca della Spada Suprema per salvare l'amata principessa Zelda!



The Legend of Zelda: Oracle of Ages/Oracle of Season - 2001 (Data italiana: 2011 Perfect Edition: 2016)

Link, un ragazzo di un piccolo villaggio di Hyrule, ha dalla nascita il simbolo della Triforza sulla sua mano sinistra. E' un segno del destino che condurrà Link in una fantastica avventura! Prima nella terra di Holodrum, dove Link incontrerà Din, l'Oracolo delle stagioni e combatterà il generale Onox. Poi in soccorso di Nayru, l'oracolo del Tempo, contro la malvagia sacerdotessa Veran. Link dovrà battersi nei meandri del tempo e delle stagioni per salvare il mondo e se stesso! Il manga ispirato a una delle epopee videoludiche più amate della storia, raccolto in una splendida edizione da collezione!



The Legend of Zelda: Four Swords + - 2004 (Data italiana: 2010 Perfect Edition: 2017)

L'adattamento manga dei celebri videogame Nintendo, in una nuova edizione di grande formato con pagine a colori, approfondimenti e interviste extra! Il Link Oscuro libera uno spirito malvagio, e per sigillarlo nella Quadrispada l'Eroe del Tempo dovrà farsi in quattro... letteralmente!







The Legend of Zelda: A Link to the Past  1 - 2005 (Data italiana: 2010)

In una notte di tempesta, il giovane Link viene svegliato da una misteriosa voce che invoca il suo aiuto. La voce della principessa Zelda, tenuta prigioniera da Agahnim, malvagio cospiratore che vuole impadronirsi della Triforza e del regno di Hyrule. Una volta scoperte le sue origini e il suo destino, Link dovrà intraprendere un lungo viaggio per impossessarsi della Spada Suprema e salvare l'amata principessa...






The Legend of Zelda: The Minish Cap/Phantom Hourglass - 2006 (Data italiana: 2001 Perfect Edition: 2017)

Le avventure che avete conosciuto e e amato, nella loro edizione definitiva, con pagine a colori, tanti contenuti speciali e un formato d’eccezione! Torna la versione a fumetti di due dei più divertenti videogiochi della serie di “The Legend of Zelda”.





The Legend of Zelda: Phantom Hourglass - 2009 (Data italiana: 2011)

Dazel, una ragazza alla guida di una banda di pirati, viene rapita da una nave fantasma. Link prova a salvarla ma cade nell'oceano e i due finiscono per separarsi... Trasportato dalla corrente, Link finisce su un'isola, dove incontra la fata Sciela e il capitano Lineback. Alla ricerca della nave fantasma, i tre salpano per una nuova avventura!






The Legend of Zelda Twilight Princess - 2016 (Data italiana: 2017) Serie attualmente in corso.

Il nuovo manga ispirato al celebre videogame Nintendo. Questa volta tocca a uno dei capitoli più adulti e profondi della saga! Il giovane Link affronta una nuova minaccia che incombe su Hyrule, frutto di una magia oscura proveniente da un altro mondo... legato al suo passato! La nuova avventura dell'Eroe del Tempo inizia qui!





Inoltre, è notizia di pochi mesi fa che Netflix ha acquistato i diritti del videogioco per farne una serie tv! Non ci sono ancora dettagli in merito, per il momento, ma dato l'enorme potenziale possiamo sperare in un buon prodotto finale.

MERCHANDISE

Io impazzisco letteralmente per ogni tipo di merchandise di tutto ciò che sono fan! Sul serio, vado fuori di testa, specie quando mi trovo a vagare tra le fiere a stretto contatto con ogni tipo di gadget che sento improvvisamente di volere con me. Farei carte false, anche per la cosa più piccola, ma che mi trasmette qualcosa di rappresentativo per l'amore che provo per quella determinata saga.

The Legend of Zelda non è da meno. Mostrarvi tutto ciò che è stato creato è pressoché impossibile, ma ce l'ho messa tutta per farvi ingolosire un po' e farvi entrare nel magico e maledetto mondo del merchandise.

Partiamo con gli Amiibo, piccole ma dettagliate statuette da collezione create direttamente dalla Nintendo. Ce ne sono un'infinità, ma queste credo siano tra le più belle:

Correlate agli Amiibo ci sono le Action Figures, anch'esse statuette da collezione, solitamente più grandi di quelle citate prima, che possono essere sia statiche che snodabili e posizionabili a proprio piacimento. Può essere possibile trovarle a un prezzo più elevato e non sempre accessibile a tutti.






Poi, arriva l'ambito che più adoro, ovvero: TUTTO IL RESTO! Collane, indumenti, oggetti per la casa che non possono fare altro che farvi urlare di entusiasmo: come potete non volere tutto questo??!


Questa tazza con le immagini in stile vetrate che appaiono con il calore della bevanda è un MUST.



Caricatore del cellulare. I simboli si illuminano quando è attivo. Cioè, mi spiego?


L'OCARINA.
Le lampade. Io impazzisco per le lampade.



 Felpe, magliette, cappelli a volontà!!!















Custodia della Switch di gran classe!




E infine ci sono le Collector's Edition! Queste sono davvero per veri fan, in quanto il loro prezzo fa piangere il cuore e il portafogli. Si tratta di versioni dei vari videogiochi per i collezionisti più sfegatati, in quanto oltre al videogioco sono compresi figures e gadget creati appositamente per il lancio di quello specifico titolo. Vengono messe sul mercato al momento del pre-order e sono pezzi limitati e numerati che vanno esauriti in tempo da record e che col tempo, ovviamente, acquistano valore.







Bene, direi che è tutto! Spero possiate apprezzare un altro valido motivo per amare The Legend of Zelda! Se avete altri spunti, non esitate a commentare! E non perdetevi l'ultima tappa di domani!








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