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martedì 3 marzo 2020

Review Party: Recensione di "Shadowhunters: La Catena d'Oro" di Cassandra Clare



Cordelia Carstairs conosce da sempre il mondo degli Shadowhunters e dei Nascosti. Complice il suo sangue e le sue origini, ha sempre cercato di essere una combattente, una donna libera e determinata nel portare avanti le sue convinzioni, nonostante la cultura del suo tempo la voglia accasata e obbediente al marito. Ma quando lo scandalo cade su suo padre, insieme al fratello Alastairs viaggia verso Londra, per allontanarsi temporaneamente dal pandemonio che ha colpito la famiglia. Qui ritrova gli amici d'infanzia James e Lucie Herondale, che le mostrano le meraviglie della vita diurna e notturna.
Disgraziatamente, un'orda di demoni colpisce la città, portando con sé un veleno tanto potente da abbattere gli stessi Cacciatori. Così, poteri tanto oscuri quanto misteriosi riemergono per determinare le sorti di una battaglia drammatica già in partenza.

Ormai sono molti anni che la Clare mi fa compagnia nella mia vita da lettrice e sono sempre più convinta di non poter fare a meno delle sue storie. Creare un mondo vasto, dettagliato e originale come il suo, mantenerlo nel corso del tempo senza fermarsi, è un impegno che penso costi sempre fatica, nonostante la passione. Cassie ci riesce, a volte con qualche intoppo, altre volte con risultati splendidi. Con "La Catena d'Oro", in uscita oggi a livello mondiale, la scrittrice torna letteralmente alle origini: non solo perché la storia fa da seguito alla trilogia vittoria The Infernal Devices (ai tempi chiamata proprio "Le Origini), ma anche per l'atmosfera che si respira grazie a uno stile che sa di famiglia e mette a proprio agio. Chi mi conosce sa quanto abbia amato le vicende di Will, Jem e Tessa, e sapere che la nuova trilogia prende avvio dal loro epilogo mi fa tremare il cuore di emozione, riportandomi alla me stessa di un tempo, che passava le notti a leggere perché proprio non ce la faceva a smettere. Questo nuovo libro mi ha data sensazioni simili, piacevoli da provare soprattutto per la maturità raggiunta sia come persona che come lettrice. Immergermi di nuovo nella mia amata Londra degli Shadowhunters mi ha mostrato la rinnovata bellezza che la saga intera può ancora mostrare: personaggi conosciuti si mostrano al lettore come cari amici, che spingono i nuovi a mostrarsi con le loro sfaccettature e a farsi apprezzare per ognuna di queste. Amicizia e amore, orrori e battaglie, angeli e demoni. Temi che si ripresentano e si rincorrono, ma che ogni volta sanno intrattenere e dare nuovi insegnamenti.

Approvo senza ombra di dubbio l'esordio della trilogia The Last Hour e attendo con impazienza che il seguito venga pubblicato.



sabato 21 dicembre 2019

Review Party: Recensione di "Shadowhunters: Città del fuoco celeste" di Cassandra Clare



« Perché il mondo non è diviso fra chi è speciale e chi è normale: ciascuno ha il potenziale per essere straordinario. Finché si hanno anima e libero arbitrio si può essere qualsiasi cosa, fare qualsiasi cosa, scegliere qualsiasi cosa. »

La pace è sempre un sentore illusorio e mai davvero godibile. Soprattutto quando Sebastian è pronto a sterminare coloro che gli si parano davanti, al fianco dei Cacciatori Oscuri. Questo è il momento in cui più che mai è necessario prendere una posizione e armarsi di coraggio e forza per affrontare il destino avverso e proteggere coloro che si ama.

Siamo giunti alla conclusione di questa maratona nella saga principale di Shadowhunters. In questo ultimo libro potrete gustare non solo scene piene di amore ed emozioni, ma anche battaglie epiche in cui la tensione si taglia con una lama angelica e l'oscurità della mente data dalle difficoltà può essere rischiarata dalla stregaluce.

Quello a cui assisterete è un finale in cui vecchi e nuovi personaggi salutano il lettore con un arrivederci, piuttosto che un addio, nell'attesa di nuove avventure che, seppur da altri punti di vista, porta avanti il fenomenale universo di una delle saghe più prolifiche e apprezzate negli ultimi dieci anni. La Clare ancora una volta colpisce i cuori dei fan sorprendendo più e più volte, sia per la piega degli eventi che per l'approfondimento psicologico che ha dato a tutti i personaggi per portarli fino a questo punto.

Chiudendo il libro ho impiegato giorni interi per decidermi a dedicarmi ad altro, troppo presa dall'ennesimo saluto ad un altro pezzo della serie (precedentemente si era conclusa la trilogia The Infernal Devices), e sono sempre più convinta che mai lascerò davvero gli Shadowhunters, i maghi, la Corte fatata. Cassandra Clare ormai è una parte davvero importante della mia vita, senza cui non sarei la stessa in quanto lettrice.



venerdì 20 dicembre 2019

Review Party: Recensione di "Shadowhunters: Città delle anime perdute" di Cassandra Clare



« Mi state chiedendo di recidere un legame sul quale soltanto il Paradiso ha potere. Ma il Paradiso non vi aiuterà, e lo sapete bene quanto me. In fondo è per questo che gli uomini evocano i demoni e non gli angeli, giusto? »

Jace è scomparso nel nulla. La dipartita di Lilith ha determinato una spaccatura indelebile, capace di separare vite che sembravano legate indissolubilmente, lasciandole a vagare in un viaggio alla disperata ricerca di una soluzione che possa riportare tutti a ricongiungersi.

Le sensazioni che accompagnano la fine della lettura di questo libro possono essere riassunti in una sola parola: strazianti. Questo soprattutto per gli avvenimenti finali, che disintegrano ogni sentimento positivo, trasformando il tutto in smarrimento, tristezza e dolore. Credetemi, si sente la necessità vitale di avere quanto prima il libro conclusivo di questa serie, ricordo perfettamente i due anni di attesa ad aspettare, passando il tempo tra una teoria e l'altra, tra una dichiarazione di Cassie e l'altra, tra fanfiction, video fanmade e molto altro. Tutto, pur di far passare l'agonia il più velocemente possibile.

Degno di nota, a questo giro, è il personaggio di Sebastian, di cui non ho mai svelato nulla e di cui dirò che è un villain dannatamente complesso e perfetto nel ruolo. Diabolico, ossessionato, ma in qualche modo fragile, affronta tutto con un unico scopo in testa senza pensare alle conseguenze sugli altri e addirittura su sé stesso. La sua perdita di lucidità è via via direttamente proporzionale al disastro che lascia dietro sé, in un cumulo di drammi, sangue e lacrime che difficilmente si riescono a dimenticare.

La Clare alza ancora di più il tiro fornendo una trama sempre più intricata al lettore, facendolo perdere tra le strade della propria fantasia per poi ricomporre davanti ai suoi occhi il quadro generale, che non può fare altro che lasciare senza fiato.

Il prossimo sarà l'ultimo libro, e come ai tempi io non fui pronta a leggerlo, anche voi non lo sarete se siete giunti fino a qui. Presto tutto sarà svelato.



giovedì 19 dicembre 2019

Review Party: Recensione di "Shadowhunters: Città degli angeli caduti" di Cassandra Clare



« Sapeva che sarebbe stato come prendersela con un medico che aveva dovuto somministrare un trattamento doloroso ma in grado di salvare la vita. Eppure era difficile, troppo difficile, con qualcuno che si ama... »

La realtà di Clary sembra finalmente aver trovato un nuovo equilibrio. Accanto a sua madre, al ragazzo che ama e a tutta la sua nuova famiglia, vive ora l'emozionante esperienza di un allenamento serio come Cacciatrice.

Ben presto però dovrà fare i conti con il comportamento mutevole di Jace, che dopo l'esperienza sconvolgente vissuta durante la guerra contro Valentine sembra cambiato irrimediabilmente. Forse la scelta presa dalla ragazza durante quella fatidica notte potrebbe essere costato il futuro dell'intero mondo dei Nascosti.

Acquistai "Città degli angeli caduti" con un misto di emozione e terrore. Questo perché rappresentava l'inizio di una nuova avventura nell'universo degli Shadowhunters, che poteva rivelarsi vincente quanto catastrofica. Ebbene, lo completai nel giro di una notte, perché proprio non riuscivo a smettere. E così, con un "finisco questo capitolo e poi basta" dopo l'altro, mi sono addentrata ancora una volta nelle vicende di Clary, Jace e tutti gli altri, rendendomi conto fin da subito che Cassandra non mi avrebbe deluso. Gli spunti narrativi si collegano perfettamente al finale del libro precedente, che nascono sì come conseguenze di ciò che è accaduto ma aprendo a un futuro totalmente da scoprire.

Il rapporto tra i personaggi evolve in un modo inaspettato e tutti riescono finalmente ad avere una loro dimensione nella storia. Come già accennavo, la coppia protagonista non mi ha mai entusiasmato più di tanto (non tanto perché non fosse descritta bene, ma proprio per un sentore personale), per cui sapere molto di più delle relazioni di Simon, o Alec, o Jocelyn, mi ha intrigato molto, facendomi promuovere a pieni voti questo nuovo inizio.

Una precisazione, però, tengo a farla. Per quanto questo primo cofanetto in uscita racchiude i sei libri che seguono le vicende di New York, Cassandra Clare pubblicò questi nuovi tre libri alternandoli alla pubblicazione della trilogia delle Origini (che con la nuova pubblicazione prenderà il nome originale, The Infernal Devices) ambientata nella Londra Vittoriana, nonché la mia serie preferita in assoluto di questa vasta saga. Lo dico perché soprattutto con i prossimi due libri di cui parleremo nei giorni a venire ci sono dei riferimenti sempre più grandi a personaggi o avvenimenti legati a questa, che sono fondamentali per capire alcuni passaggi della serie di The Mortal Instruments da qui in avanti.



mercoledì 18 dicembre 2019

Review Party: Recensione di "Shadowhunters: Città di Vetro" di Cassandra Clare



« Pensavo che ad attirarti là fosse qualcosa che avevi nel sangue, qualcosa che riconosceva il mondo delle ombre. Pensavo che saresti stata al sicuro solo se ti avessi tenuto nascosto quel mondo. Non ho mai pensato che avrei potuto proteggerti aiutandoti a essere forte e a combattere. »

Ricordo bene le sensazioni che anni fa mi pervasero, quando finalmente "Città di Vetro" finì inevitabilmente nelle mie mani. Ricordo ancora, con un grande sorriso dipinto sulle labbra, quando la saga di Shadowhunters era definita dalla Clare stessa una trilogia, che sarebbe andata a concludersi con questo libro.

La guerra tra bene e male sta per giungere al termine con un ritmo al cardiopalma che ben poche battaglie mi hanno fatto provare. Tutti i nodi stanno per essere sbrogliati e ogni verità venire a galla. La capacità che Clary scopre di avere nel creare rune dal nulla potrà probabilmente essere l'arma indispensabile per la buona riuscita di ogni piano.

Alla resa dei conti si aggiungono nuovi spunti narrativi che fanno da apripista ai prossimi libri sempre legati a questa prima serie di The Mortal Instruments. Sicuramente, comunque, si può affermare con assoluta certezza che "Città di Vetro" sia la prima prova che dimostra quanto la Clare possa essere crudele. Per quanto si vada sempre alla ricerca del lieto fine, la speranza è affiancata ad avvenimenti catastrofici che colpiscono il lettore con uno schiaffo potente al cuore. Riprendersi da certe scene descritte in queste pagine non è per niente facile, adesso come allora. 

Di certo, comunque, non manca l'amore, che qui è ancora più profondo e si espande in ogni forma possibile.

Il dubbio si fa sempre più strada in Alec, così come il timore di confrontarsi con la famiglia e ammettere il proprio orientamento e amore per il Sommo Stregone Magnus Bane. Non è facile andare contro certi antichi precetti, ma Magnus sa come infondergli coraggio. Isabelle acquisisce qui sempre più apprezzamento, passando dall'essere una bambolina provocante ad una donna guerriera che lotta soprattutto per gli altri e non solo per sé stessa.

I colpi di scena sono sorprendenti e non lasciano modo al lettore di fare una pausa da tutto, perché è troppa la curiosità di andare avanti e concludere la storia.

"Città di Vetro" rappresenta la conclusione di una "prima stagione" che è solo il preludio del potenziale mondo di Cassandra Clare, che da questo momento in avanti si ingrandirà a dismisura, attraverso non solo nuovi personaggi ma anche avanti e indietro nel tempo.



martedì 17 dicembre 2019

Review Party: Recensione di "Shadowhunters: Città di Cenere" di Cassandra Clare




« Clary sentì un suono simile a un sospiro correre per la Corte, tutt'intorno a loro, un'ondata di rumore, ma non significava niente, si perdeva nel flusso del suo sangue nelle vene, nel vertiginoso senso di assenza di peso nel suo corpo. »

Clary e Jace devono fare i conti con la scioccante rivelazione di Valentine, che non solo li ha divisi ma non permette loro di tornare davvero alla normalità. Ma a quale normalità si può tornare, quando la propria madre è imprigionata in un sonno apparentemente eterno e le forze del male lottano per farsi strada in questo mondo?

Valentine, nascosto da qualche parte, medita su come tornare alla carica e ottenere il potere che dice di spettargli. Riuscirà nel suo intento?

Nel secondo libro di questa saga, si assiste al conflitto interiore dei protagonisti, dato da un colpo di scena che ha chiuso le loro sorti in Città di Ossa. Come se per loro non bastasse a lottare da soli contro questo, sembra che il Mondo dei Nascosti faccia di tutto per ricordare i loro apparenti sbagli, mettendoli davanti ai fatti e scoprire di fronte a tutti i propri sentimenti.

Uno di quelli che rimane scottato da tutto questo è Simon, il migliore amico di Clary nonché uno dei personaggi che maggiormente ho amato nella storia. Nerd dalla testa ai piedi e sempre pronto a fare citazioni di culto, Simon è il classico ragazzo diverte, gentile e altruista che tutti vorremmo nella nostra vita, almeno per come la concepisco io. La sua bontà d'animo lo porta però ad infilarsi in situazioni spiacevoli, che a lungo andare lo porterà a soffrire più di quanto non voglia ammettere. Inoltre è uno di quei personaggi che non solo ha un'evoluzione enorme del corso dei libri ma che assumerà anche una propria indipendenza, scrivendo da solo il proprio futuro a prescindere dagli eventi che lo circondano.

Ma questo non è di certo un libro incentrato su di lui, anzi: Città di Cenere approfondisce maggiormente il mondo presentato in Città di Ossa, ingrandendolo e oltrepassando addirittura le barriere che lo legano al mondo mortale. Valentine si riconferma essere un nemico freddo e calcolatore, capace di mettere in crisi sia i protagonisti che i personaggi secondari.

Alex Lightwood, facente parte di una delle casate più antiche tra gli Shadowhunters, viene sempre più approfondito, così come sua sorella Isabelle. Per non parlare del ritorno del mio amato Magnus Bane. Ma di tutti loro ne parlerò nei prossimi giorni.

La tensione rimane alta e ricordo ancora l'impazienza per l'attesa della pubblicazione del terzo libro, in cui si presume una resa dei conti in grande stile. Lo scoprirete presto!



lunedì 16 dicembre 2019

Review Party: Recensione di "Shadowhunters: Città di Ossa" di Cassandra Clare



« Qualcosa, in quella statua, solleticava la memoria di Clary con inquietante familiarità. C’era una data incisa sul basamento, 1234, e attorno a essa le parole: NEPHILIM:FACILIS DESCENSUM AVERNI. – Quella sarebbe la Coppa Mortale? – chiese Clary. Jace annuì. – E quello è il motto dei Nephilim… dei Cacciatori.
-Cosa vuol dire?
Il sorriso di Jace fu un lampo bianco nell’oscurità – Significa “Cacciatori: strafighi in nero dal 1234”.
-Jace…
-Significa – disse Geremia – “La discesa all’Inferno è facile”.
-Carino – disse Clary. La sua pelle fu percorsa da un brivido, nonostante il caldo. »

Il mondo di Clary Fray si capovolge quando scopre un mondo oscuro, celato fino a quel momento ai suoi occhi. Si sente chiamare Mondana, in una realtà in cui demoni, maghi e altre creature sovrannaturali esistono in un sottile equilibrio regolato dagli Shadowhunters: Cacciatori d'Ombre sparsi negli Istituti delle città più importanti in ogni parte del globo.

Ma non è tutto, perché sua madre Jocelyn è stata una di loro e ha fatto di tutto purché nella figlia non rimanesse alcun ricordo del mondo Nascosto. Il nemico è sempre più vicino, in cerca della sua vendetta e dell'antico artefatto che può portarlo alla vittoria: la Coppa Mortale.

Quale sarà il destino di Clary e cosa la lega al Cacciatore Jace e al misterioso Valentine?

È davvero difficile mettere in ordine i pensieri legati ad una delle saghe per me più importanti. Shadowhunters mi accompagna fin dai tempi delle medie ed è stato il mio primo approccio al mondo dell'urban fantasy. La New York oscura creata dalla Clare ha saputo conquistarmi fin dal primo istante grazie ad una realtà parallela ricca di una cultura che riesce a stare in piedi a prescindere da quella mortale, sposandosi perfettamente con gli ambienti davvero esistenti e facendo credere che possa davvero essere così.

La coppia di Jace e Clary non è tra le mie preferite dell'intera saga, ma sicuramente Jace è uno di quei personaggi che a distanza di anni sa ancora strapparmi una risata e farmi perdere un battito. È il classico bellimbusto consapevole del suo fascino, ma che dietro alla sua corazza nasconde non solo un passato tragico ma anche l'incapacità di riuscire ad affezionarsi davvero a qualcuno. L'opinione che ho di Clary invece è stata altalenante per tutto il corso della storia che la riguarda, passando da momenti di ammirazione ad altri di irritazione.

Nonostante gli anni siano passati e io sia maturata in tutti i sensi, se dovessero venire a chiedermi consigli sull'urban fantasy non potrei non citare questa saga, a cui rimarrò sempre legata a prescindere da tutto.

Per i fortunati di voi che ancora non hanno avuto modo di leggerla, consiglio caldamente la nuova edizione che gradualmente verrà pubblicata da Mondadori in eleganti cofanetti, non solo per l'obiettiva economicità dei volumi ma anche per la qualità grafica che li caratterizza, riprendendo una delle versioni migliori uscita in originale.

Potrebbe essere davvero un bel regalo di Natale, invidio chiunque se li troverà sotto l'albero!



lunedì 21 ottobre 2019

Review Tour: Recensione di "Shadowhunters: Fantasmi del Mercato delle Ombre" di Cassandra Clare



«  Era come se, liberandosi degli abiti, si fosse liberata anche delle aspettative della società riguardo la modestia che una donna dovrebbe mostrare e ora poteva permettersi di essere ammirata e desiderata. La sua anima si librò colma di nuova sicurezza: si sentì una splendida creatura, né gentiluomo né dama.  »

Esiste un luogo, celato ai Mondani, in cui i Nascosti possono ritrovarsi senza l'oppressione dei pregiudizi: è il Mercato delle Ombre, sito in più punti del globo, dove queste creature portano avanti i propri affari, a volte di discutibile origine.

Qui hanno luogo le vicende di questa nuova raccolta di racconti ambientata nel mondo di Shadowhunters in cui Jem, già divenuto Fratello Zaccaria, è come se vegliasse vigile sui cacciatori di cui seguiremo le storie.

Alcune storie sono più emozionanti di altre, specialmente quelle in cui Tessa Gray o Alec Lightwood sono protagonisti. Quando si tratta di inserire nella storia di Shadowhunters il personaggio di Jem, specialmente nell'arco narrativo che segue la trilogia delle Origini, l'atmosfera cala inevitabilmente in un vortice di malinconia e tristezza, per i sentimenti e i pensieri che lo tormentano da dopo la "trasformazione" in Fratello Zaccaria e tutto quello che ne consegue.

Fare anticipazioni è davvero complesso, questo perché "Fantasmi del Mercato delle Ombre" è una raccolta di racconti che non introduce al mondo di Shadowhunters, ma anzi, lo amplifica, dando per scontato che molte delle nozioni di questa ambientazione siano ben impresse nell'esperienza di lettura dei fan.

Per chi ha dubbi sulla lettura, di certo non posso fare altro che consigliare questo libro, perché nonostante non prosegua in modo incisivo la storia fin dove la conosciamo, i piccoli approfondimenti sparsi nelle vite dei personaggi sono delle chicche imperdibili per chi ama la saga e non vuole proprio lasciarla andare.

Ringrazio ancora una volta la Clare per le emozioni che riesce a trasmettere, mi auguro di non dover attendere a lungo la pubblicazione del suo prossimo libro!



lunedì 8 luglio 2019

Blog Tour: "Shadowhunters - La Mano Scarlatta” di Cassandra Clare & Wesley Chu - Gli Stregoni del Mondo di Shadowhunters



La magia è sicuramente uno degli elementi fondamentali che rendono la saga di Shadowhunters un Urban Fantasy. A cavallo tra mondo terreno e dimensioni alternative, gli Stregoni nascono come frutto concepito tra esseri umani e demoni, e possono piegare la realtà al loro volere. Il lato demoniaco della loro natura è contraddistinto da elementi fisici più o meno evidenti, come il colore della pelle, occhi dalla forma e colore particolari, corna o ali che spuntano dal corpo. Sono immortali e indipendenti, al contrario di altri Nascosti, come vampiri e lupi mannari, che vivono in gruppo. Nonostante questo, il Consiglio a Spirale corrisponde ad una sottospecie di governo volto a supervisionare l'influenza magica nel mondo.

Magnus Bane è sicuramente lo Stregone più amato e popolare di questo vasto universo. Conosciuto anche per essere Sommo Stregone di Brooklyn, è figlio del potente Demone nonché principe dell'Inferno Asmodeo. E' un personaggio molto sfaccettato, anche per i numerosi secoli di esistenza che si porta sulle spalle. Ha un carattere estroverso ed esuberante, sottolineato anche dal portamento, dal look e dagli immancabili brillantini sul viso. Non teme di mostrarsi per quello che è, anche se le esperienze passate e il tempo hanno influito fino alla decisione di precludersi la ricerca di una persona con cui passare e condividere ogni istante. Tutto cambia, ovviamente, quando conosce il Cacciatore di New York Alexander Lightwood, con cui intraprende una relazione di cui conosceremo molti retroscena e approfondimenti in questa nuova meravigliosa trilogia architettata dalla Clare.
Non solo è protagonista di "La Mano Scarlatta", ma a lui è dedicata un'intera raccolta di racconti che aiuta a comprendere davvero molto di ciò che viene narrato qui.

Numerosi sono gli Stregoni che vanno a comporre gradualmente la saga, alcuni ovviamente sono davvero degni di nota.

Tessa Gray, la protagonista della trilogia vittoriana dedicata alle Origini, scopre di essere figlia di un demone e una Shadowhunter e questo sarà determinante per il corso della storia che la riguarda. E' un personaggio chiave e piuttosto ricorrente nelle saghe. Adoro quando entra in contatto con i protagonisti di altre serie, questo rende il tutto più uniforme e realistico.

Ragnor Fell è un amico di vecchia data di Magnus, leggendarie sono le loro avventure in Perù. Il tempo e le circostanze li hanno più volte separati ma hanno sempre cercato di condividere quel poco di tempo che veniva loro concesso. Ha un colore della pelle simile a quello di un cactus (ciò non lascia scampo alle battute esilaranti di Magnus), ma ha fatto di questo un motivo di vanto per le proprie conquiste. Al contrario dell'amico, Ragnor è più chiuso e severo e il più delle volte commenta negativamente le prodezze di Magnus. Probabilmente è questo che lo rende ai miei occhi adorabile!

Catharina Loss è molto legata sia a Ragnor che Magnus. La donna è caratterizzata da poteri strabilianti, oltre che dalla pelle incantevole nonostante la sfumatura bluastra che la caratterizza. Di lei si può dire che è stata una delle poche creature ad aver ricevuto cure amorevoli da parte della madre che, seppur segretamente, l'ha cresciuta nel miglior modo possibile. Ha una predilezione per la magia curativa, che non manca di utilizzare anche in ospedali mondani. Conobbe Magnus in Spagna, dopo il rischio di morire arsa viva, e con lui andò in Perù dove conobbe Ragnor. Diverso tempo dopo incrociò la strada con Tessa. Credo che sia uno degli Stregoni più affascinanti dopo Magnus, sia per il suo passato che per il modo di porsi di fronte alle situazioni.

Malcolm Fade è uno Stregone altrettanto potente, nonché il Sommo Stregone di Los Angeles. E' un personaggio controverso e contorto, le cui azioni sono difficili da catalogare tra bene e male per il dramma celato nel suo passato e che acceca gli intenti del presente. E' molto intelligente, calcolatore e spesso manipolatore nei confronti di chi lo conosce da molto tempo. Le sue abilità nella necromanzia gli tornano davvero utili per raggiungere il suo scopo.



 Ma questa è solo una piccolissima parte degli Stregoni che conoscerete leggendo Shadowhunters. Soprattutto con "La Mano Scarlatta", vengono introdotti numerosi personaggi interessanti e ben definiti, che imparerete ad amare e odiare!

Le immagini rappresentative dei personaggi appartengono all'artista Cassandra Jean.




lunedì 1 luglio 2019

Review Party: Recensione di "Shadowhunters - La Mano Scarlatta” di Cassandra Clare & Wesley Chu



« Delle volte si sorprendeva a guardare Alec, o coglieva Alec che lo osservava, ed era come essere abbagliati da un lampo. Quasi che ciascuno di loro avesse scoperto qualcosa di inaspettato eppure infinitamente desiderabile. Non erano ancora sicuri uno dell’altro, ma volevano esserlo. »

Magnus e Alec hanno finalmente coronato un loro desiderio: godersi una vacanza insieme, lontani dai doveri e dai pericoli che i ruoli che ricoprono e competono loro. Ora è il momento di vivere e viversi come ancora non sono riusciti a fare. Per realizzare questo si spostano a Parigi, meta per eccellenza dell'amore. Ma i piani dello Stregone e del Nephilim cambiano quando si imbattono in un culto demoniaco, la Mano Scarlatta, cui Magnus è chiamato a sciogliere onde evitare ulteriore caos. Così, la loro vacanza all'insegna del romanticismo e dello scoprirsi si trasforma in un'avventura ricca di azione, pronta a interrompere i momenti clou tra i due... proprio sul più bello!

"Aku Cinta Kamu"
Credits by Serena-Neko
"La Mano Scarlatta" è forse uno dei libri che stavo attendendo di più negli ultimi mesi. Chi mi conosce sa quanto ami i Malec, quanto trovi profondo il rapporto tra i due e quante emozioni mi abbiano fatto provare in tutti questi anni. Gioia e dolore si sono mescolati continuamente in un turbine di palpitazioni e sospiri che mi hanno reso una fan tanto ossessionata da creare diverse fan fiction su di loro. Quindi non ho potuto fare a meno di esultare all'annuncio della Clare di questa trilogia, che già dal primo libro entra a far parte delle mie storie preferite in assoluto. Fin dalla prima pagina è stato come tornare finalmente a casa, immersa nelle atmosfere che tanto mi sono mancate nella trilogia di Dark Artificies. Ritrovare Magnus, con il suo estro, la sua spavalderia e l'intraprendenza nel fare in modo che il tempo passato con Alec sia perfetto mi ha un po' commosso, riportando alla mente determinati fatti personali legati a questo personaggio, il mio preferito in assoluto dell'intera saga. Alec è un personaggio adorabile e incredibilmente sorprendente, per la forza ma anche le incertezze che lo caratterizzano e lo rendono così vicino ai Mondani, più di quanto lui possa ammettere. L'amore che li lega è così puro e splendido che è impossibile non adorarli insieme. Le difficoltà e gli imprevisti sono il pane quotidiano nel loro mondo, ma non per questo si sono mai arresi: anche separati, si sono sempre ritrovati.
Nulla da dire sullo stile di scrittura di Cassandra, che come sempre si rivela incisiva in ogni situazione, confermandosi ancora una volta la mia scrittrice straniera di Urban Fantasy prediletta.

Potrei scrivere un trattato su Magnus e Alec, ma mi risparmierò per il prossimo libro. Penso da sempre che questa saga sia meritevole, non smetterò mai di consigliarla. Ringrazio Mondadori per continuare a credere, dopo tutti questi anni, in Shadowhunters e Cassandra Clare. Parliamone, adesso uscirà la nuova e bellissima edizione con le copertine originali: quale occasione migliore per rifarsi gli occhi e recuperare a mo' di maratona l'intera storia?




venerdì 22 gennaio 2016

Recensione: "Shadowhunters" di Cassandra Clare



« Qualcosa, in quella statua, solleticava la memoria di Clary con inquietante familiarità. C'era una data incisa sul basamento, 1234, e attorno a essa le parole: NEPHILIM: FACILIS DESCENSUS AVERNI. - Quella sarebbe la Coppa Mortale? - chiese Clary.
Jace annuì. - E quello è il motto dei Nephilim... dei Cacciatori.
- Cosa vuol dire?
Il sorriso di Jace fu un lampo bianco nell'oscurità. - Significa "Cacciatori: strafighi in nero dal 1234".
- Jace...
- Significa - disse Geremia - "La discesa all'Inferno è facile".
- Carino - disse Clary. La sua pelle fu percorsa da un brivido, nonostante il caldo. »



Questa è una recensione un po' particolare, diversa da quelle che ho scritto finora. Non parlerò di un libro soltanto, ma farò un excursus attraverso la saga urban fantasy che mi ha accompagnato da circa 10 anni a questa parte.

Sto parlando di "Shadowhunters" una serie di libri scritti dalla talentuosa Cassandra Clare. Sebbene ci siano pareri contrastanti a riguardo, ho con questa storia un legame affettivo talmente intenso che mi porta a definirla una delle poche, se non in assoluto, storia di questo sottogenere fantasy che riesco a seguire e ad apprezzare davvero.



Nonostante abbia ultimamente il piccolo timore che la Clare rischi di tirare troppo la cinghia, per me i suoi libri hanno fin da subito rappresentato una garanzia. Il mio timore è però dovuto alla quantità di libri ambientati nello stesso mondo che piano piano stanno andando ad accumularsi; ma al momento, la scrittrice è riuscita a mantenere alto il livello delle sue opere con idee innovative e sorprendenti.

Al momento, la serie è così composta:

.Shadowhunters (The Mortal Instruments)

La serie principale e più lunga, composta da ben sei libri e ambientata a New York nei primi anni del 2000.

-Città di Ossa
-Città di Cenere
-Città di Vetro
-Città degli Angeli Caduti
-Città delle Anime Perdute
-Città del Fuoco Celeste

.Shadowhunters - Le Origini (The Infernal Devices.)


Trilogia ambientata a Londra nell'epoca vittoriana, con personaggi differenti e pubblicata dopo Città di Vetro, alternandosi di anno in anno con gli altri libri di The Mortal Instruments. I titoli sono:


-L'angelo
-Il principe
-La principessa

Shadowhunters - The Dark Artificies (The Dark Artificies)

Trilogia ancora inedita, ambientata a Los Angeles nel 2012, cinque anni dopo gli avvenimenti narrati in Città del Fuoco Celeste.

-Lady Midnight (in uscita il prossimo 8 marzo, in Italia sarà disponibile dal 15 marzo con il titolo "Signora della mezzanotte")
-Lord of Shadows
-The Queen of Air and Darkness

Shadowhunters - The Last Hours

Trilogia ambientata nel 1903 successiva agli avvenimenti della trilogia vittoriana. Al momento sono disponibili solo i titoli:

-Chain of Thorns
-Chain of Gold
-Chain of Iron

Shadowhunters - The Wicked Powers

Trilogia che, salvo altre decisioni, completerà l'intera saga (considerando che nel lontano 2007 Shadowhunters veniva pubblicizzata come trilogia, tutto può succedere con la nostra Cassandra). Della storia si hanno poche informazioni, se non che è ambientata pochi anni dopo The Dark Artificies con protagonisti due ragazzi omosessuali.

Ad accompagnare ed arricchire questo mondo sono stati inoltre creati i seguenti libri:

-Shadowhunters - Pagine rubate: una breve raccolta di racconti che riprende fatti della serie principale con punti di vista e spunti diversi da quanto già scritto.

-Shadowhunters - Il Codice: più che una storia è il manuale dei Cacciatori. All'interno sono raccolte immagini, appunti, la classificazione dei demoni e delle rune e molto altro. Una piccola chicca, per i più curiosi (e ossessionati).

-Le Cronache di Magnus Bane: una raccolta di 10 racconti scritta in collaborazione con altri scrittori, narra le vicende di Magnus Bane, il potente stregone che più volte arriva in soccorso degli altri personaggi (con grande carisma ed eccentricità; il mio personaggio preferito in assoluto).

-Le Cronache dell'Accademia Shadowhunters: una raccolta di 10 racconti scritta in collaborazione con altri scrittori, narra le vicende di un personaggio (di cui preferisco non fare il nome) all'interno dell'accademia.

Per i neofiti, consiglio come cronologia di lettura l'ordine di pubblicazione dei libri: benché, ad esempio, tra The Mortal Instruments e The Infernal Devices ci siano secoli di differenza, ci sono degli elementi ricorrenti che intrecciano elegantemente le due storie in un filo conduttore che letto in altro modo non darebbe le stesse emozioni.

La protagonista della serie principale, quella su cui mi soffermo brevemente, è Clary Fray, comune quindicenne newyorkese che, presa la decisione di trascorrere una serata al Pandemonium Club, si ritrova ad essere testimone di un omicidio: la vittima è quel ragazzo dai capelli blu che tanto l'aveva attratta. I colpevoli, degli adolescenti con rune tatuate sul corpo e spade di cristallo. Ben presto scoprirà un mondo che per tanto tempo le è stato celato, e che i ragazzi di quella sera, gli Shadowhunters, sono cacciatori di demoni.
Sono maggiormente affezionata ai personaggi e alle vicende di The Mortal Instruments, ma ho apprezzato di più l'ambientazione vittoriana (come tutte le volte in cui mi ritrovo a leggere qualcosa ambientato in quell'epoca); l'atmosfera gotica e gli elementi steampunk si sposano alla perfezione con la storia narrata.

Nel 2013 è uscito inoltre nelle sale cinematografiche "Shadowhunters - Città d'ossa", l'adattamento del primo libro con protagonisti Lily Collins e Jamie Campbell Bower. A fronte dei riscontri negativi e dei bassi incassi, la produzione dei seguiti è stata quasi subito cancellata. 

FOCUS ON "SHADOWHUNTERS - THE MORTAL INSTRUMENTS"


Questo post è stato scritto oltretutto in occasione dell'uscita, lo scorso 12 gennaio, della serie tv ispirata alla saga. Nuovi registi, nuovo cast. E, purtroppo, nuova storia.


Bisogna ammettere che siano state date innumerevoli occasioni a questa saga, molte più di quante siano state date ad altri prodotti di altrettanta, se non superiore qualità. Eppure, anche non volendo avere aspettative, il mio responso è per l'ennesima volta negativo, tanto da affermare che per certi versi il film sia stato migliore.

Capisco l'intenzione di voler avvicinare alla storia sia persone che hanno letto i libri che non, offrendo diversi elementi rispetto a ciò che è stato scritto, un po' come accaduto con prodotti come The Walking Dead e Game of Thrones. Proprio per questo, già prima della messa in onda, sapevo di non dover avere aspettative, né nutrire speranze.

Ma in ogni caso, dopo cinque minuti del pilot, non ho potuto fare a meno di rimanere perplessa e scuotere la testa ripetutamente. Non si può negare che gli attori scelti siano di bella presenza scenica e aspetto, ma il livello recitativo dei più è abbastanza alle prime armi, quasi troppo impostato. Katherine McNamara e Dominic Sherwood non mi convincono per niente nei panni di Clary e Jace. Più tollerabili sono stati Matthew Daddario e Emeraude Toubia (i fratelli Lightwood) e Alberto Rosende (nel ruolo di Simon Lewis) nonostante abbia apprezzato di più la performance di Robert Sheehan nel film.

Le vicende che si susseguono vengono presentate in maniera troppo frenetica, alcune scene sono completamente no sense (Jocelyn che per il diciottesimo compleanno della figlia le regala uno stilo, però poi tiene a precisare che vuole ancora tenerle nascosta la verità. Cioè, scusa?)

Si sa, comunque, che questo è un prodotto che non ha come obiettivo la perfezione, il produttore Ed Decter ha voluto fin da subito metterlo in chiaro. Ma al tempo stesso, si nota immediatamente che la serie manca di mordente e che viva del fatto che "tanto i fan la guarderanno comunque". Questo però va a scontrarsi pesantemente con l'intenzione spiegata poco più in alto; la prova lampante è il calo di ascolti che ha caratterizzato la seconda puntata.

Detto questo, continuerò comunque la visione della serie per avere un quadro più completo della storia e degli attori nei rispettivi ruoli.

A tutti i fans: prendetela per quello che è. Se anche Cassandra Clare è stata d'accordo sulle modifiche attuate per questo adattamento, è giusto che venga comunque rispettato sia il lavoro fatto, ma soprattutto le decisioni prese dalla creatrice stessa di questo oscuro mondo.



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