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martedì 28 aprile 2020

Recensione: "Alice.exe" di Giulia Funiciello



Alice è una grande appassionata di scherma e videogiochi. Un giorno, inspiegabilmente, finisce all'interno del mondo del suo gioco preferito: SuperMario. La meraviglia di poter parlare con i personaggi che l'hanno sempre divertita va a braccetto con i pericoli che dovrà affrontare da quel momento in avanti e con le difficoltà di far convivere realtà e finzione senza arrivare a confonderle.

Scritto da una giovanissima ragazza sedicenne, "Alice.exe" si presenta come una storia paragonabile alle fan fiction, tributo a uno dei videogiochi più noti al mondo. In perfetto stile "Alice nel paese delle meraviglie", la protagonista sbuca in una dimensione parallela e fantastica rispecchiando i desideri di qualsiasi fan: poter incontrare davvero i personaggi del proprio gioco preferito. Come tutti gli adolescenti e i pre-adolescenti, anche lei affronta i grandi cambiamenti dati dalla crescita personale, superando quel confine invisibile che separa l'età dei giochi da quella delle prime novità della vita. E lo fa accompagnata dai suoi amici virtuali, che sanno incoraggiarla al momento opportuno e aiutarla a vincere le proprie paure.

Il libro è breve, scorrevole e con una storia tutto sommato allegra e divertente. Lo stile di scrittura è davvero semplice e a tratti acerbo, si capisce subito che è l'esordio di una persona ancora alle prime armi, che può sì vantare già di una pubblicazione ma che ha ancora bisogno di tempo e studio se vuole intraprendere questa carriera. "Alice.exe" ha una storia perfettamente adatta a un pubblico giovane e che può stimolare la voglia di leggere, essendo un libro fantasioso che sa intrattenere con piacere nel corso di una giornata.

giovedì 16 aprile 2020

Review Party: Recensione di "Questa volta... no!" di Ingrid Rivi



Agli imprevisti non si è, per loro stessa natura, mai preparati. Sono questi che accompagnano la giovane Andrea lontano da una vita difficile da affrontare verso quella che, contro le sue aspettative, sarà la sua nuova casa: l'emiliano paesino di Pian del Voglio. Qui la donna ricomincia da capo, con un nuovo lavoro, nuove amicizie e nuovo fidanzato. Eppure, c'è qualcosa che manca nella sua vita, perché a trentadue anni desidera finalmente poter avere una sua famiglia e un figlio da poter crescere. Ma è proprio questo che blocca la relazione con Teo, indeciso anche solo sulla convivenza. Ma è ora che, ancora una volta, gli imprevisti tornano: dopo la scomparsa di una persona a entrambi cara, Andrea fa la conoscenza di Patrick ed è come se i due sapessero dell'esistenza dell'altro da sempre. Qualcosa nel loro passato li accomuna, così come quel qualcosa che affolla i loro desideri: trovare finalmente la felicità.

Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla storia di Ingrid Rivi, che ha saputo intrattenermi durante il corso di una giornata grazie a uno stile scorrevole e incisivo. Più di tutto ho apprezzato la caratterizzazione dei protagonisti, che si liberano degli stereotipi tipici risultando realistici e per nulla scontati. Andrea mi è piaciuta all'istante, sia per la sua forza e indipendenza ma anche per il desiderio della maternità, che non è spinto da regole morali o sociali ma dalla sua genuina volontà di creare una famiglia. Patrick parte come il classico donnaiolo fin troppo sicuro ma si scioglie subito, spiazzato dai suoi stessi sentimenti che lo portano a voler davvero cambiare vita. Il loro legame si basa non solo sull'attrazione reciproca, ma soprattutto sulle insicurezze e sul timore di fare la mossa sbagliata e mandare all'aria tutto. La continua ricerca della felicità è un elemento che fa riflettere e per poterla raggiungere non solo bisogna guardare al futuro ma anche chiudere totalmente i conti con i tormenti del passato. Questo è il rischio più grande che dovranno correre: allontanarsi ma senza perdersi davvero di vista. Per tutto quello che c'è dietro a questa storia, avrei reso il titolo e la copertina più accattivanti, perché finiscono a parer mio per distorcere il vero significato del libro, risultando davvero poco d'impatto e facendolo risultare trascurabile all'apparenza. L'unico elemento che mi ha fatto storcere il naso è il trattamento riservato a Teo. Il ragazzo è un nerd e questo viene utilizzato nella sua accezione negativa, perché il suo voler giocare a World of Warcraft con gli amici lo rende immaturo e lo distanzia da ciò che è davvero importante secondo i canoni classici, ovvero mettere la testa a posto e farsi una famiglia con Andrea. Ecco, io capisco che fosse necessario creare un punto di rottura tra la coppia, comprendo anche che i due personaggi viaggiassero su due fronti paralleli da sempre, comprendo tutto. Ma ho trovato pessimo usare questo stratagemma, ovvero affibbiare al personaggio un'etichetta che l'avrebbe messo a prescindere in una condizione di svantaggio, per come "il nerd" viene concepito dalla massa. Lo dico perché io stessa lo sono ma non per questo reputo che passioni come i videogiochi siano fuorvianti per le cose che socialmente parlando sarebbero più importanti, ovvero creare una famiglia, soprattutto arrivati a una certa età. Voglio credere che non fosse nelle intenzioni dell'autrice dare questa negativa chiave di lettura, ma purtroppo ai più potrebbe risultare giusto che Teo venga trattato in questo modo. Il suo cammino verso la felicità è staccato e diverso da quello di Andrea, ma avrei preferito che alla loro rottura si arrivasse per altre vie e con motivazioni differenti. A parte questo, come già affermato prima, ho trovato nel complesso la lettura piacevole e interessante.



lunedì 16 marzo 2020

Recensione: "Noi e Null'altro" di Luisa Distefano



Grazie alla concessione di Luisa, collega blogger del sito "I sussurri delle muse", ho potuto avere la possibilità di leggere il suo libro di poesie, "Noi e Null'altro".

Ci troviamo di fronte a un'opera molto particolare e intima: penso spesso, ogni qualvolta mi ritrovo a leggere una raccolta di questo tipo, che serva al lettore per conoscere maggiormente uno scrittore. Questo perché ritengo sia più complesso scrivere una poesia, con la sua metrica, il ritmo, il messaggio da trasmettere, rispetto a un libro di narrativa.

Luisa Distefano qui si mette a nudo esponendo su carta i propri pensieri sulla tematica dell'amore.
Questo serve, come sottolinea giustamente nell'introduzione, a far soffermare le persone sulla personale emotività, che sempre di più viene trascurata a causa della frenesia delle giornate e degli impegni quotidiani. 

Non c'è giudizio che possa tenere di fronte alla forza di una dichiarazione d'amore, che qui è palpabile in ogni parola e pagina. Si prova quasi imbarazzo nell'entrare così nel profondo nei pensieri di qualcuno, fino a quando non si pensa che quelle stesse considerazioni possono essere le nostre, di chi legge, che pensa alle sue emozioni e le specchia nelle parole scritte.

Con "Noi e Null'altro" l'autrice vuole ricordare che anche se i problemi della vita sono grandi e spesso insormontabili, quando c'è amore in ogni giorno tutto può sembrare più facile e leggero.

So che quest'opera è la terza di un progetto più lungo, basato sul suo libro "Anime Gemelle: Marcus e Jules" e poi declinato in due raccolte di poesie. Posso assicurare che "Noi e Null'altro" può essere apprezzata anche come opera a sé stante, senza per forza leggere prima le due precedenti.



domenica 15 dicembre 2019

Review Party: Recensione di "Chasing Clementine" di Anne Went e Mari Thorn



« Anche io probabilmente sarei snob se avessi abbastanza soldi per permettermelo, ma ciò non non toglie che ogni volta che ne incontro uno la reazione sia più che urticante. »

Teddy e Clementine non potrebbero essere persone più diverse l'uno dall'altra. Eppure, una serata comune li fa incontrare e da allora è come se qualcosa li facesse sempre essere presenti nello stesso luogo. Non che loro ne gioiscano, visto quanto lui sia ricco e popolare e lei viva nell'anonimato e sempre alla ricerca di un modo per arrivare a fine mese.

Sono opposti che sembrano non poter andare mai d'accordo; eppure, il loro carattere forte e la determinazione a raggiungere i propri obiettivi trovano un modo per farsi strada nelle loro vite e farli scoprire l'uno all'altra, anche grazie all'aiuto delle persone attorno a loro che vedono inaspettatamente una potenziale coppia.

Che la missione di conquista abbia inizio!

Le storie Mari Thorn e Anne Went sono ormai un appuntamento fisso annuale, tra le pagine di questa tana di libri. Sono sempre felice di accoglierle perché ormai sanno conquistarmi con uno stile tutto loro che... non so, mi rapisce! 

Con loro ho riflettuto, mi sono emozionata e ho riso, oh sì, quanto ho riso! E "Chasing Clementine" fa proprio parte di quest'ultima categoria, perché è una di quelle commedie d'amore che colpiscono per la freschezza della trama e un ritmo narrativo frizzante. Mi ha fatto piacere poter rincontrare i personaggi ricorrenti di "Loving Donovan", precedente libro della serie, ma credo proprio che la coppia di questo secondo capitolo mi abbia davvero conquistato. Come le autrici già ben sanno da mie precedenti recensioni, non sono una particolare fan del detto "gli opposti si attraggono", ma Clementine e Teddy li ho adorati dal primo istante. In Clementine mi ci rivedo davvero molto e per certi versi mi è anche fonte d'ispirazione; vederla competere con il belloccio di turno mi ha fatto sbellicare dalle risate, soprattutto per la reazione in risposta e per il continuo battibecco che sembra non avere fine e non far sbocciare mai l'amore

Una storia improbabile e che per certi elementi può ricalcare lo stereotipo, ma che sa intrattenere, rilassare e far passare il tempo. Direi che non mi resta altro che aspettare il prossimo periodo natalizio per potermi tuffare in una nuova avventura targata MaryAnne Snatt.




mercoledì 11 dicembre 2019

Review Party: Recensione di “I Discendenti delle Arti Terrene” di Ester Kokunja



« Forse un mondo fatto di magia potrebbe sembrare l'utopia perfetta, l'inequivocabile incarnazione dell'Eden in cui tutti si apprezzano e custodiscono ciò che li rende speciali. In realtà, questo era sempre sull'orlo della frattura. »

Al di là dei confini del mondo conosciuto, esiste una realtà parallela in cui la Magia tangibile ed è controllata da coloro che vengono detti Discendenti e che possono comandare le quattro Arti Terrene. 

Ayra fa parte della genealogia dei Quattro Fondatori che hanno costruito questo Secondo Mondo, ma la sua apparente fortuna è pressapoco inesistente. Questo perché orfana dei genitori, vive in totale povertà, disprezzata perfino dalle altre potenti famiglie magiche. 
Cosciente inoltre delle sue scarse capacità, la giovane si appresta a cominciare il suo primo anno presso l'Istituto Aühequos, che può determinare il suo destino nella realtà che la circonda.

"I Discendenti delle Arti Terrene" è solo il primo capitolo di una trilogia fantasy che compone la Saga delle Dimensioni Parallele. Ho assolutamente adorato la cura con cui l'ambientazione viene presentata, che si estende attraverso minuziosi particolari dati, tra le altre cose, dalle caratteristiche della magia, dalla suddivisione della società e dalla vita all'interno dell'Accademia magica. Le lezioni sono scrupolosamente studiate, affinché il lettore possa sentirsi partecipe dell'immaginazione di Ester Kokunja, grazie anche ad uno stile di scrittura che sa incuriosire, per quanto semplice.

La lotta tra la tranquillità del giorno e le lotte al predominio di notte si alternano in maniera serrata e travolgente, tanto da desiderare a ogni capitolo di scoprire cosa accadrà il giorno dopo. In questo Ayra vive non solo le difficoltà date dal fato, ma anche il conflitto interiore su quale delle parti sostenere. Come in ogni storia intrisa di magia, luce e ombra si fondono e si scontrano alla ricerca di seguaci per la corsa verso la vittoria. 

A questo si aggiunge il segreto più prezioso da custodire, quello del'esistenza Lazhar, oltre lo specchio, e che sembra avere in sé più arcani di quanto non faccia vedere.
Ho trovato davvero interessante l'utilizzo delle Rune (che per me hanno un significato personale di grande valore), che non vedevo penso dai tempi della lettura di Stardust di Neil Gaiman.

“I Discendenti delle Arti Terrene” è un'opera che pur basandosi su elementi ben consolidati del genere cui appartiene, sa presentare le proprie potenzialità al meglio, convincendo chi legge a non fermarsi al finale aperto, ma invogliandolo ad attendere il prossimo libro.



giovedì 15 novembre 2018

Review Party: Recensione di: "Tutto questo o nulla" di Anne Went e Mari Thorn



« Ritengo che ognuno sia perfettamente consapevole dei propri limiti e dei paletti che mette intorno a sé. Se finge di dimenticarlo è solo perché avere delle conferme piace a tutti. »

Le scrittrici Mari Thorn e Anne Went tornano ospiti tra le pagine di questo blog con un romanzo già edito, ma rinnovato nella grafica: "Tutto questo o nulla".

Noah non ha pretese nella vita. Vuole solo godersi i pochi momenti lontano dal dovere, possibilmente con una bella donna al proprio fianco. Ancor meglio se una donna diversa, che periodicamente ha il permesso di fargli compagnia tra le lenzuola del letto. Carrie doveva essere una di queste, ma la sua presenza diventa una costante luce nella buia vita dell'uomo, che gradualmente si abitua a lei anche se restio a certe abitudini e conformità. Quando il rapporto s'incrina, la donna lo obbliga a cominciare con lei una terapia di coppia presso la sua analista: Lilian, che di Carrie conosce pensieri ed emozioni, ma che non ha il tempo di conoscere i propri. Nel suo studio, Noah è capace con poche parole di metterla a disagio, a nudo. A scoprire di lei ciò che cerca di nascondere, anche solo osservando come muove il proprio corpo. Ma anche lui dovrà aprirsi e raccontarsi, svelare i tormenti e le difficoltà del passato.
E se l'attenzione sui bisogni di Carrie verso Noah si spostasse sulle necessità di Noah verso Lilian?

Premesse scontate, così come alcuni passaggi della storia, rivelano comunque degli spunti interessanti di riflessione, che sono contenta di aver ritrovato in questa nuova lettura scritta da Anne e Mari.

Spesso si leggono storie d'amore per poter sognare qualcosa che si desidera ardentemente nella propria vita. Si fantastica sul principe azzurro o il bel tenebroso, su un amore dolce o passionale, su un'avventura lineare o intricata di ostacoli da superare. Di certo da un rapporto non si desidera il disastro e il dolore, di qualunque natura esso sia. Non si dovrebbe, per lo meno.
Eppure, "Tutto questo o nulla" parla di vicende sbagliate, parole cattive, gesti sconsiderati che causano ancora più dolore e che riflettono le incertezze del presente sul futuro. 
L'uomo di natura pretende, per sé stesso. Esige cose che pensa possano farlo stare bene, e trovare una persona con cui condividere le giornate fa parte di queste. Ma è proprio con la condivisione che bisogna rendersi conto che fare qualche passo indietro con l'ego è necessario, per non calpestare l'anima dell'altro, ma assolutamente senza soffocare la propria. In due si può essere liberi comunque, basta non ragionare per assoluti e venirsi incontro.



martedì 12 dicembre 2017

Review Tour: Recensione di "Taylor Tales: Senza Cuore" di Romina Scarpanti



« "Ma chiedo troppo? In fondo voglio solo sorseggiare un tè caldo con il mio amico! Devo brindare il suo ritorno alla vita!!!" »

La maledizione legata al risveglio di una mummia non è mai stata tanto divertente, intrigante e appassionante. 
Tutto questo grazie alla talentuosa Romina Scarpanti, che con "Taylor Tales: Senza Cuore" non solo è riuscita a realizzare una storia piacevole e adatta ad un pubblico di tutte le età, ma ha saputo attirarmi in un istante grazie alle sue bellissime illustrazioni (a cominciare dalla copertina), che mi hanno subito ricordato il tratto del famoso artista Stefano Turconi.

La vita della famiglia Taylor è paragonabile ad una tempesta di sabbia in un deserto: nonostante la scomparsa dei genitori, le sorelle Sophia e Amanda vivono con energia ogni giornata, attendendo il ritorno a casa della nonna, sempre intenta in qualche mirabolante avventura in giro per il mondo.
Sophia, la maggiore, non ama l'archeologia e tanto meno l'Egitto; l'Eavy-Museum, però, è come una seconda casa per lei. Circondata da mummie e antichi reperti, invece, la piccola Amanda trascorrerebbe intere giornate di fronte alla teca che custodisce il corpo di Anek-Bah, potente sacerdote il cui passato è avvolto dal mistero.

Ben presto, però, le Taylor verranno a contatto con un prezioso amuleto, in grado di risvegliare dal suo torpore proprio la mummia preferita da Amanda! Il tutto si complica quando verranno inseguite dalla malvagia Setta dello Scarabeo d'Ombra. Le apparenze ingannano e nulla sembrerà più normale: la ricerca della Chiave della Vita condurrà nonna e nipoti verso la scoperta di qualcosa di straordinario.

"Taylor Tales: Senza Cuore" è un'avventura in pieno stile Indiana Jones: la scrittura semplice e scorrevole di Romina dona alla storia un tocco frizzante e lascia nel lettore delle emozioni intense anche grazie ad una narrazione originale che lascia spazio ai colpi di scena. Le protagoniste sono ben definite e per nulla petulanti, i loro scambi di battute sono divertenti e anche nei momenti più importanti si può sentire un'atmosfera leggera ma appropriata.
Ho apprezzato molto di più l'Antico Egitto di questo libro, piuttosto che gli svariati film in merito che sono usciti in periodi più o meno recenti. La scrittrice narra senza pretese una storia con molteplici significati e interpretazioni, accostando diversi generi senza appesantire l'insieme (rimane pur sempre una lettura per giovani).

In pieno periodo di feste, mi sento caldamente di consigliarne l'acquisto: un regalo per sé stessi, per lettori accaniti ma anche, e soprattutto, per i neofiti.

Mi auguro vivamente che questo possa essere solo il primo capitolo di una serie di rocambolesche peripezie di cui tornerò volentieri a far parte.


venerdì 17 novembre 2017

Blog Tour: Recensione di "Ad ogni costo" di Emiliano Reali



« Non senza timori, incertezze, ma non si può vivere senza respirare e l’amore s’insinua in piccole particelle dentro gli organi, sottopelle, aprendo i pori e amplificando le sensazioni, ridestando la memoria di una delizia che una volta saggiata non si può far a meno di bramare ancora, sperando non si dissolva nell'illusione. »


Oggi pubblico la recensione di un libro intenso e viscerale: "Ad ogni costo" di Emiliano Reali, libro autoconclusivo che va però a chiudere la trilogia di cui Bambi è protagonista.

Ma chi è Bambi? Donna, ribelle, insicura, determinata, misteriosa. La musa di un intreccio di storie che giungono al culmine del proprio percorso.

In punta di piedi si entra in contatto con le travolgenti anime che compongono uno spaccato di vita che sempre più ha la necessità di farsi sentire. Luana e Gianni, Jason e Marco con il piccolo Nicolas, Cosimo e Lucy, Alessandro e Anna. Lamù, Desideria, Miss Myra e di nuovo Bambi.

Sembra essere lei il fulcro di tutto, come l'amore che lega i personaggi. Tutti si conoscono, da prospettive diverse e in tempi e modi differenti.
Ognuno con le proprie ambizioni e difficoltà. Imperfetti, umani, vivi.

Scorrono di fronte agli occhi come in un film da Oscar, raccontando la propria quotidianità nel momento in cui questi appaiono. Lentamente, il quadro si fa sempre più chiaro, anche per chi è la prima volta che ne entra in contatto. Le singole storie sono talmente vere che è naturale immedesimarsi e desiderare di poter incontrare i personaggi, per poterli abbracciare e dire loro: Io ci sono.

Lo stile di Reali è d'impatto, riesce a calamitare la mente del lettore nel mondo da lui creato controllandola, accompagnandola pagina dopo pagina e risvegliandola con dolcezza dal cammino onirico formato dalle parole.

"Ad ogni costo" è la meta di un viaggio comune che prende il nome di Identità e da cui tutti dovremmo prendere esempio.

Emiliano ha saputo conquistarmi, d'ora in poi lo cercherò nelle sue nuove storie, in cui non smetterò facilmente di sentirmi a mio agio.

"Ad ogni costo" è disponibile all'acquisto a questo link.

lunedì 2 ottobre 2017

Release Blitz: Recensione di "eSTREmo inGAnno" di Cristina Vichi


« La paura la colpì allo stomaco: fu come essere investita da un’automobile. Si portò una mano alla bocca reprimendo un gemito di terrore.
Quella giovane era ancora lì e la fissava con un ghigno dipinto sul volto. La Regina Rossa. »

Capelli rossi, occhi profondi, neo accanto all'occhio, mancinismo e istruzione letteraria. Un mix apparentemente comune e innocuo, ma fatale per una donna del 1700, secolo in cui la stregoneria era una vera e propria maledizione.

Kassy non dimenticherà mai la tragica storia di Katherine, nonostante ci siano trecento anni a separarle. Una storia che ha il sapore del sangue e l'odore di una pira in fiamme.
Inquietante è il legame che le unisce: sono identiche d'aspetto e la data di nascita della prima corrisponde al giorno della morte dell'altra.
A Katherine's City non c'è tempo per i festeggiamenti, ma piuttosto per la commemorazione della morte dell'innocente ragazza causata dalla brutalità dell'uomo. La visita al castello della cittadina sarà per Kassy l'inizio di un'avventura mortale che la condurrà a toccare con mano la realtà della Regina Rossa.

Cristina Vichi torna a dilettarmi con una nuova, piacevolissima lettura: la scrittura fluida contribuisce a rendere "Estremo inganno" un libro emozionante. Non si può non voler scoprire le sorti della protagonista, che con coraggio e maturità affronta la situazione in cui viene catapultata. Con semplicità, la scrittrice sa immergere il lettore nella storia e coinvolgerlo fino alla fine, verso la sorte di Kassy. L'ambientazione settecentesca è descritta in maniera pulita e soddisfacente, nonostante non si entri nel dettaglio si percepisce la reale conoscenza di quello che è stato narrato.

Un salto di qualità, rispetto all'opera precedente.

Ringrazio ancora una volta Cristina per la collaborazione. Una lettura consigliata, disponibile per la vendita a questo link.

lunedì 11 settembre 2017

Cover Reveal: "Loving the angel" di Nicole Teso


Oggi ospito il cover reveal di Nicole Teso, autrice di "Loving the demon".
La copertina del suo secondo romanzo, che prende il titolo di: "Loving the angel", è stata realizzata dalla bravissima Pamela Fattorelli/Catnip Design.


Titolo: Loving the angel
Autore: Nicole Teso
Genere: Dark Romance
Editore: Self - publishing
Data di pubblicazione: 28 Settembre 2017 (ebook + cartaceo)

TRAMA

La mia vita ha raggiunto il capolinea quando sono stata rapita.
Jake Evans, l'uomo che mi ha tolto tutto, non solo mi ha costretta a sopportare un dolore devastante, ma si è anche preso una parte della mia mente, piegandomi al suo desiderio.
Ero convinta di potermi salvare, ma mi sbagliavo: quello era solo l'inizio.

La mia vita è finita il giorno in cui ho rapito la schiava che ora ossessiona la mia mente.
Brittany Moore, l'unica donna che sia stata in grado di farmi conoscere la luce, mi sta distruggendo, facendomi impazzire giorno dopo giorno.

È giunto il momento della resa dei conti, prima che i miei demoni mi sottomettano per sempre.





Di seguito anche un graphic teaser con una citazione tratta dal romanzo.







Ecco il booktrailer amatoriale.





La trilogia è composta da:


1) Loving the demon

2) Loving the angel
+ terzo romanzo a seguire








venerdì 23 giugno 2017

Recensione: "L'angelo custode" di Sara Neptune




« ...ho sempre creduto che l’omosessualità fosse uno dei peccati più gravi del mondo, che la punizione divina si sarebbe abbattuta su di me nel momento stesso in cui avessi lasciato la vita terrena. Invece, non so perché, Lui ha voluto darmi una seconda possibilità: mi ha dato il permesso di purificare il mio spirito, diventando l’angelo custode di una persona. Di quella persona. »


Il 30 Giugno sarà pubblicato il breve racconto di genere M/M di Sara Neptune: "L'angelo custode". Ringrazio l'autrice che mi ha dato l'occasione per leggerlo in anteprima.

Quando Josh muore è convinto di meritarsi l'inferno, ma Dio decide di farlo diventare un angelo custode per seguire la vita di Kevin, il suo fidanzato. 

Altro non penso di dover svelare, per non rovinare una lettura breve, ma coinvolgente.

Come è mio solito, non posso non consigliare ad un autore di considerare l'idea di creare un romanzo vero e proprio basato sui propri racconti. "L'angelo custode" si presta bene in tal senso, anche solo per approfondire di più la caratterizzazione dei personaggi che, ovviamente, qui sono descritti in modo molto essenziale. Nonostante questo, l'amore che lega i due ragazzi è visibile e le vicende che si susseguono fino al finale lasciano in tensione il lettore.

Lo stile di Sara è semplice ma un po' grezzo: la creatività non manca, il modo giusto per migliorare è sicuramente quello di continuare a scrivere.

Se volete acquistare questa storia moderna a tema omosessuale, cliccate su questo link


Review Party: Recensione di "Introspettiva" di Serena Bilanceri ( + GIVEAWAY )




« E mentre la notte ti stava a guardare, la tempesta più grande era dentro di te. »



Quello di oggi è un Review Party un po' particolare. Di poesie ne scrivo e ne leggo molte, ma ancora non mi era capitata l'occasione di consigliarvi qualche raccolta.

"Introspettiva" di Serena Bilanceri è il perfetto punto di partenza per chi vorrebbe approcciarsi al genere, una serie di 43 poesie volte a mettere a nudo la scrittrice. Gradualmente, il lettore è portato ad addentrarsi nella vita di una donna che non teme di svelare la sua forza, e nemmeno la sua debolezza. Partendo dalla zucca utilizzata come simbolo della nascita, Serena cresce ed esplora il mondo: ne esplora la fisicità, per creare la propria realtà interiore fatta di emozioni contrastanti e stanze labirintiche in cui perdersi. Ammiro come sia riuscita a ricreare e trasmettere sia le sensazioni gioiose sia quelle tormentate, date da eventi che non hanno bisogno di essere raccontati chiaramente.

Le poesie sono intervallate dalle opere pittoriche dell'autrice che compongono la serie "Cuoreinverso".

Ringrazio caldamente Serena Bilanceri per l'omaggio e per la stupenda dedica.

Il libro è acquistabile a questo link, ma se volete tentare la sorte potete partecipare al Giveaway, seguendo le regole sottostanti.


GIVEAWAY

Oltre a compilare il solito form, basterà:

- Essere lettori fissi del blog
- Commentare tutte le recensioni del Review Party (trovate l'elenco qui sotto)


- Diventare fan della pagina dell'autrice
- Seguire Serena Bilanceri su Twitter
- Condividere


a Rafflecopter giveaway

martedì 30 maggio 2017

Recensione: "Come l'ultimo rigore" di Alessia Esse


« Non sempre è tutto facile come con un esame andato male, per il quale esisterà sempre un altro appello, o come con una partita persa, per la quale esisterà sempre una gara di ritorno.
Per certe partite non esiste rivincita, e per certi errori non esiste un rimedio. »



A volte ciò che conta di più in una storia è il modo in cui questa viene narrata.

Entrare nella vita di Viola Costa, conduttrice del programma calcistico Fuorigioco, può sembrare l'inizio di un'avventura su carta come tutte le altre: una cena con le colleghe, una foto con i fan, qualche domanda a proposito del rifiuto alla proposta di matrimonio in diretta televisiva.
Dicono i rumors, per il suo amore storico: Lorenzo Ragone.

Di ritorno nella sua città natale, però, il passato della donna piomba prepotentemente davanti agli occhi. Così emerge Viola l'epilettica, sedicenne e appassionata di calcio. Osserva le partite della squadra del suo liceo, conserva l'immagine di Lorenzo che calcia il pallone in porta.
Non sa, al contempo, di essere a sua volta osservata proprio da lui.

Così, nel presente, Viola e Lorenzo si ritrovano di nuovo. Cercano di non dare peso agli anni trascorsi fino a quel momento, ma s'interrogano sul perché la loro storia non abbia funzionato.

Di nuovo, i ricordi riemergono, alternandosi dai giovani agli adulti, fino all'epilogo.

La forza di "Come l'ultimo rigore" è proprio questa: rendere i cliffhanger che dividono i capitoli talmente potenti da non poter interrompere la lettura. Ho iniziato il libro con il solo intento di leggere l'incipit, dopo poco mi sono resa conto di essere arrivata a tre quarti dalla fine.
I romanzi rosa non sono il mio forte, ultimamente mi sono ritrovata spesso a dirlo. Ma questo libro mi ha fatto piangere, sorridere, scosso per la tensione, addirittura.
Ed è tutto merito del talento di Alessia Esse, che con maestria tesse una storia lineare ma avvincente.

Attraverso Viola, la scrittrice rompe lo stereotipo che vuole la donna non interessata al calcio: rende questa passione una ragione di vita e la unisce a Lorenzo in un legame che sembra essere inscindibile. Questo elemento non danneggia la lettura: i riferimenti a eventi storici dello sport hanno fatto scalpore, è davvero quasi impossibile non averne anche solo sentito parlare.
Lorenzo è descritto come un ragazzo dolce e sincero, che ha bene in testa i propri obiettivi e cercherà di non farsi scappare le occasioni che potrebbero portarlo alla vita tanto desiderata, contando sull'appoggio della ragazza a cui non riesce mai a rinunciare, perché non ne vede il motivo.

Più che l'amore è il dolore a farla da padrone, un sentimento che farà crescere i protagonisti ma che non riesce nell'intento di dividerli.
Quando si ritrovano, Viola e Lorenzo hanno una nuova consapevolezza, che sarà determinante per l'esito della loro relazione.

Quello che desiderano tutti, alla fine, è un'emozione travolgente che per la prima volta trovo paragonata ad un termine tipicamente sportivo. Per la prima volta, perfetto nel suo essere insolito.

Alessia giunge al traguardo del decimo libro con successo e apprezzamento più che meritato. La ringrazio per avermi concesso di leggere in anteprima la sua opera.

"Come l'ultimo rigore" è disponibile da oggi, al seguente link.






Recensione: "Lolita in Love" di Pamela Geroni


« Per quanto possa essere difficile da accettare, per te, la verità è che non esiste una parola per tutto. Ci sono cose che eludono le definizioni, perché ci sono sfumature che non possono essere colte. Solo vissute. »

Vita dura per Rainbow Day, adolescente con una famiglia problematica e una migliore (e unica) amica che pensa solo a parlare dei suoi problemi.
Eppure, affronta le giornate, tra una discussione con il fratello e le sedute con la psicologa, apparentemente a testa alta.

Ma Rain sa di non mostrare chi è veramente, solo lei e il gatto Sparrow condividono il segreto nascosto nell'armadio della sua stanza. Quando sa di non essere vista, la ragazza indossa i vestiti della moda lolita: si rimira nello specchio, cura con estrema calma i dettagli del trucco e si bea della tranquillità della notte in un parco vicino casa.

Solo così riesce a guarire temporaneamente il senso d'inquietudine che la tormenta fin dall'abbandono della madre. Ma quando una sera s'imbatte nel misterioso Tristan, verrà spinta a risalire da quel pozzo buio e risolvere i propri problemi.

Conoscendo e amando da anni la cultura lolita non ho potuto fare a meno di avere gli occhi a cuoricino quando ho scoperto che quei vestiti fossero il simbolo della protagonista. L'atmosfera della storia è tipica delle trame adolescenziali e del genere Young Adult, emotiva, un po' cupa e problematica ma a tratti divertente, specie con i battibecchi tra i due personaggi principali.

Fortunatamente, il romanticismo è ridotto ai minimi termini e le descrizioni dei personaggi non fanno presagire che siano i classici "strafigo da paura e so di esserlo" e "gnocca pazzesca per gli altri anche se io non ci credo". Io lo so che esistete, vi vedo e vi evito senza alcuna pietà.

I dialoghi tra Rainbow e Tristan sono ciò che più di tutto ritengo essere sensuale: si scambiano opinioni sul vestiario, parlano di musica, citano passi di poesie per far emergere la propria anima. Non c'è niente di più sexy ed emozionante nel condividere con un'altra persona il personale mondo interiore, a tutto tondo.

Interessante è stato scoprire il colpo di scena legato all'identità del ragazzo, per nulla scontato o banale.
Rain riesce a trovare, attraverso un evento imprevisto, la forza di riuscire a dare finalmente una svolta al suo quotidiano ed iniziare a crescere e a guardare le cose da una diversa prospettiva. Non è perfetta e agli errori cerca un modo per porvi rimedio, sia per gli altri sia per sé stessa.

Nel complesso, la scrittura è semplice e scorrevole, così come la storia. Sono i dettagli che fanno la differenza e che hanno reso questo romanzo d'esordio una lettura godibile.

Ringrazio l'autrice per avermi dato la possibilità di leggere il suo libro, che potete acquistare a questo link


giovedì 25 maggio 2017

Review Party: Recensione di "Amore dietro le quinte" di Ilenia Bernardini



« La mia vittoria è questa, capire che sono abbastanza, anche da sola. »



Con questo Review Party, recensisco un libro della Butterfly Edizioni, casa editrice che seguo fin dagli albori: "Amore dietro le quinte" di Ilenia Bernardini, precedentemente pubblicato in self dalla scrittrice con il titolo "Ciak e... Amore". I romanzi rosa non sono mai stati il mio forte, ma mi piace cimentarmi comunque in queste letture, perché a volte capita di rimanere sorpresi.

Blair Monroe vive divisa tra lavoro, amicizia e insicurezze d'animo, ma ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla carriera di sceneggiatrice.
Il suo talento, ma soprattutto le sue lacune in materia, la portano ad una collaborazione forzata con Chuck Sinclair, affermato scrittore di gialli ostentatore della sua popolarità.

Più che di collaborazione si può parlare di una vera e propria convivenza imposta: hanno quindici giorni di tempo, soli nella lussuosa villa del capo, per sistemare il lavoro di Blair e presentarlo al consiglio d'amministrazione.

I due non perderanno occasione per punzecchiarsi ad ogni piè sospinto, senza rendersi conto che quelle scintille li porteranno a mettere in discussione le proprie convinzioni.

Sarò sincera: io e questo libro siamo partiti con il piede sbagliato. I primi capitoli sono stati per me un continuo storcere il naso, che fortunatamente si è affievolito nel corso della storia.
Sarà che non credo nel colpo di fulmine, ma trovo irrealistico che al primo sguardo due persone possano trovarsi attraenti (tanto da pensare di voler finire a letto) e al contempo insultarsi. Intendo proprio nei primi minuti, non dopo una giornata a contatto. Per non parlare delle frecciatine che si scambiano di fronte al responsabile, Mr. Jones: inizialmente non le ho trovate divertenti, mi hanno solo fatto pensare alla mancanza di professionalità dei personaggi, per quanto entrambi apprezzati e conosciuti nei propri ambiti.

Comunque, superato questo primo scoglio è stato interessante leggere dello sviluppo del rapporto tra Chuck e Blair. I battibecchi mi hanno strappato più volte una risata e i discorsi su ciò che li accomuna li hanno resi ai miei occhi una coppia sinceramente adorabile. Sono due persone incasinate e casiniste, ma che riescono con il tempo ad incastrarsi tra loro, nonostante gli scontri, creando una sintonia che li stuzzica, ma al contempo li spaventa. 
Più volte Blair fa riferimento ad una scottatura passata che sembra averla marchiata per sempre. Questa non risulta banale (nel senso di già visto), perché la scrittrice riesce molto bene nel far comprendere al lettore quanto reali possano essere le insicurezze della donna. Anche quando si ritroverà a dover decidere tra un uomo spassoso e intraprendente come Chuck e uno tranquillo e premuroso come Seth, è chiara la confusione da lei sentita e inaspettato il comportamento indulgente e mite di Chuck, che arriva a capire ciò che può farlo stare bene e per questo cambia modo di fare. 
L'empatia è data anche dall'alternanza dei due punti di vista, che danno un ritmo equilibrato alla narrazione.
La famiglia di Chuck, composta dalla sorella Anne e le nipotine di lui, è un quadretto di contorno molto grazioso. Sono felice che Ilenia abbia deciso d'incentrare il suo prossimo libro sulla storia di questa donna, un po' volutamente coperta da un velo di mistero.

Nonostante gli stereotipi del genere, è stato bello arrivare all'epilogo, anche grazie alla scrittura semplice e scorrevole dell'autrice, che ringrazio per avermi reso parte di questo evento.


Potete acquistare il libro a questo link.



venerdì 19 maggio 2017

Cover Reveal + Recensione: "Tander - Dentro di noi, l'energia dei fulmini" di Cristina Vichi





« L’energia invase il cuore di Niki con una forza sconvolgente; un calore pulsante rimase intrappolato dentro di lei nonostante l’impellente bisogno di espellerlo. Prese una boccata d’aria che le diede sollievo, ma nello stesso momento si sentì precipitare nel vuoto. »


Oggi vi presento la copertina di un nuovo libro Urban Fantasy in uscita domani, 20 Maggio: "Tander - Dentro di noi, l'energia dei fulmini" di Cristina Vichi.
Sarò sincera, nonostante Cristina abbia all'attivo quattro romanzi prima di questo, è una scrittrice che non conoscevo prima della sua proposta di partecipare all'evento "Cover Reveal".

Per ringraziarla, oltre a mostrarvi la copertina potrete leggere in anteprima la mia recensione, per potervi fare un'idea e decidere se acquistare il libro, disponibile a questo link.

Nel 2019, Niki sa di poter contare sulle amiche Emily e Laila per affrontare l'ultimo anno di liceo e il tanto temuto esame di maturità. Ben presto, però, un elettrizzante evento sconvolgerà non solo la città di Rubino, ma anche la sua vita. La comparsa di Erkan non lascerà indifferente la ragazza, che non appena lo sfiora entra in contatto con un mondo a lei fino a quel momento sconosciuto.

Erkan, infatti, è un Tander; un essere immortale in grado d'incanalare dentro il corpo l'energia dei fulmini e della corrente elettrica. Stare vicino agli umani è pericoloso, per lui lo diventa ancor di più quando i due iniziano a provare attrazione l'uno per l'altra. Ma Niki non sente dolore ed è disposta a tutto per far funzionare il rapporto. Anche a schierarsi contro il nemico millenario dei Tander, le Dee della Natura.

Se vi è piaciuta la saga di "Twilight", non rimarrete delusi da questo libro, in quanto noterete subito degli elementi comuni sparsi nel corso della storia.

Ho apprezzato in particolar modo scoprire le origini dei Tander e delle Dee della Natura. 
Il personaggio di Padre Grigio è il mio preferito: pragmatico, impostato e dalle spiegazioni a colpi di citazione filosofica. Io lo vorrei sicuramente come mio mentore.
I primi capitoli sono a mio avviso un po' lenti e superficiali, ma una volta ingranata la trama il ritmo incalza e lo sviluppo diventa più interessante, tanto da farmi completare la lettura nel giro di pochi giorni. Alcune scene le ho trovate fin troppo sdolcinate, ma sono gusti personali e variabili da persona a persona.

La scrittura scorrevole di Cristina e i colpi di scena disseminati, permettono di godere di una storia semplice e piacevole. La cura e l'affetto che la scrittrice prova per la sua opera si trasmette al lettore, che arriva a fine lettura emozionato e felice. 

Il libro è consigliato agli amanti del genere e a chi vorrebbe provare a leggere un Urban Fantasy poco impegnativo, autoconclusivo e soprattutto di una scrittrice emergente italiana.

Ringrazio ancora Cristina per avermi fatto partecipare all'evento per l'uscita del romanzo.

mercoledì 17 maggio 2017

Blog Tour: "L'amore vince su tutto" di Ilaria Militello - Terza Tappa ( Recensione + Giveaway)



Oggi vi presento la terza tappa del blog tour per il romanzo di Ilaria Militello "L'amore vince su tutto", edito da Omnia One Group Editore. Come noterete dall'elenco sottostante, qui leggerete la recensione in anteprima, l'uscita del libro è prevista per domani.

Non perdetevi alcuna tappa per avere la possibilità di vincere una copia del libro!

LE TAPPE




« La speranza dei bambini è più forte di quella di un adulto, loro credono ancora mentre gli adulti ormai non credono più a nulla, nemmeno nell'amore. »

Questa è una frase che viene ripetuta spesso nel corso della storia. È vero: spesso è difficile trovare in noi la speranza, specie quando diventiamo adulti e la realtà ci piomba addosso come un macigno.
Eppure, i bambini protagonisti di questa storia affrontano ogni giorno l'ombra della malattia. Lo fanno con un sorriso, immaginando il giorno in cui potranno tornare a casa.
La principessa Lisa trova i sei prescelti per salvare il suo mondo: una terra fantastica, anch'essa vittima di una misteriosa malattia che sta causando sempre più devastazione. Si sforza di provare speranza e di affidare le sorti del suo popolo nelle mani di questi bambini. La paura può prendere il sopravvento, ma quando un bambino ottiene l'approvazione "dei grandi", può essere capace di qualsiasi impresa.

Nonostante la brevità del romanzo e la mancanza di particolari, la lettura scorre veloce ed è godibile. Ilaria Militello è riuscita a farmi tornare bambina grazie ad una favola che mi ha ricordato le atmosfere de "Le Cronache di Narnia", in una chiave moderna capace di far riflettere. 

GIVEAWAY

Per partecipare al giveaway e avere la possibilità di vincere una copia del libro, è necessario:

- Seguire i blog e le rispettive pagine facebook dei blog partecipanti.
- Commentare ogni tappa, compilando il form all'interno del post di ogni blog.
-Condividere i post o l'evento taggando almeno 3 amici, seguendo con
l'#lamorevincesututtogiveaway.

Regole facoltative & Bonus Giveaway:

-Mettere mi piace alla pagina autrice Ilaria Militello Scrittrice ;
- Seguire i profili relativi dei blog e dell'autrice su instagram.





a Rafflecopter giveaway

venerdì 17 marzo 2017

Recensione: "Io sono Alice" di Valentina Agosta



« Era il 1898, a Wonderland sentivamo che sarebbe accaduto qualcosa di strano, si percepiva nell’aria, il cielo aveva perso colore. Lo sentivamo addosso il presentimento che al nostro carissimo amico Lewis, era accaduto qualcosa. »



Di rivisitazioni della storia di "Alice nel Paese delle Meraviglie" di Lewis Carroll ne sono state scritte molte, di generi differenti.
E' uno dei libri che più mi rappresentano, mi piace quindi leggere opere ispirate e non mancano quelle che sanno soddisfarmi.

Quello di oggi, purtroppo, non è uno di questi casi.

"Io sono Alice" è un racconto di circa una decina di pagine scritto da Valentina Agosta, che gentilmente mi ha chiesto di leggerlo e recensirlo.
La storia scorre velocemente, proprio per la sua lunghezza. Il tempo di un tè in compagnia del Cappellaio Matto.

Qualcosa d'incomprensibile sta accadendo a Wonderland, Alice e i suoi amici lo percepiscono. Un'ombra oscura incombe sul loro mondo, poco tempo rimane per comprendere come salvarsi. Di una cosa sono certi: qualcosa di terribile è accaduto al loro creatore. Ad Alice non rimane che un'unica cosa: risalire la tana del coniglio in cui anni prima era precipitata e salvare Carroll e Sottomondo.

La storia, seppur breve, ha delle intriganti premesse. Quello che però non ho potuto ignorare, sta proprio alla base. Parecchi sono gli errori grammaticali e ortografici che ho trovato, anche piuttosto gravi come i tempi verbali sbagliati. Alcuni passaggi risultano confusi, come le descrizioni messe tra virgolette come se facessero parte di un dialogo; oppure parti scritte in prima e in terza persona, nonostante il punto di vista rimanga sempre quello della protagonista. Questo, ma anche altro.

Non ho compreso il rapporto che s'instaura tra Alice ed un altro personaggio, i quali da perfetti sconosciuti d'un tratto si scambiano un bacio. Non ci sono elementi sufficienti per un'evoluzione di questo tipo, per questo ho reputato il racconto troppo poco approfondito.

Un'idea carina, rovinata alla radice.

sabato 28 gennaio 2017

Segnalazione: "Aki il Bakeneko" di Stefania Siano



Oggi, con grande piacere ed emozione, vi porto con me in una storia dalle tinte fantasy ed orientaleggianti, segnalandovi l'uscita di "Aki il Bakeneko", nuova opera di Stefania Siano, l'autrice del dolcissimo "Dov'è Alice?" edito da Lettere Animate.

Con quest'opera, Stefania si cimenta nel self-publishing e ci presenta il primo di una serie di racconti ambientati in una Tokyo fantastica. Le illustrazioni sono sempre di Paola Siano di cui adoro il tratto pulito e semplice.

La trama è la seguente:

Aki è un bakeneko, un demone-gatto e si nutre di esseri umani, assumendone le sembianze. Un giorno si ritrova nel corpo di un ragazzino di nome Hiroshi. Trascinato suo malgrado nel mondo degli umani, Aki incontra un'amica di Hiroshi, la dolce e testarda Yoko, e per la prima volta assapora il calore di una famiglia e il valore dell'amicizia. Ma quanto può durare? In una Tokyo misteriosa, popolata di creature fantastiche e antichi misteri, Aki il Bakeneko si ritroverà a combattere per salvare una leggendaria pergamena, l'unico oggetto che può condurlo alla verità sull’oscura scomparsa di suo padre.

Personalmente non vedo l'ora di poter leggere e recensire per voi questo libro, la trama è affascinante e so che la scrittrice non mancherà di sorprendermi.


Potete acquistare il libro a questo link.

venerdì 12 febbraio 2016

Recensione: "Mordraud" di Fabio Scalini


« Giuro sugli Dei, che possano crepare tutti in modo atroce, che io non morirò, né ora né mai. Non posso farlo. E, se anche un nemico riuscisse a ferirmi, allora... mi dimenticherò di dover morire. »

Esistono storie che catturano l'anima. La inglobano in sé e la colmano di emozioni che le rimarranno impresse a lungo. Questo è il caso di "Mordraud", una saga fantasy composta da quattro libri scritta da Fabio Scalini e pubblicata a partire dal 2012.

Nella mente di chi legge si fa strada un mondo innovativo, ma dai toni classici dei libri fantasy più conosciuti ed apprezzati, fatto di magia e popoli dalle origini differenti. Un mondo solo in apparenza rigoglioso, in realtà drammaticamente devastato. Ma c'è chi nella diversità riscopre i sentimenti, l'unione data dall'amore, i suoi frutti. 
Dunwich, Mordraud e Gwern, uniti dal sangue, divisi da una guerra le cui cause si sono perse nel tempo. Tra morti e passione, vivono i dolori e le gioie del quotidiano, inseguendo i propri desideri e vendette per ricongiungersi alla fine dell'individuale percorso di formazione (Qui il mio commento a caldo, piuttosto disagiato).

Il secondo libro dà una nuova ondata di emozioni, più variegate rispetto all'episodio antecedente, ma assolutamente non da meno. Se prima la trama è, tra gli alti e bassi, lineare e improntata verso un obiettivo preciso, ora la storia si espande e si sofferma tra micro e macro avvenimenti. Tra volti già visti, nuovi incontri e colpi di scena da mozzare il fiato, il lettore affronterà un nuovo viaggio alla ricerca di una misteriosa entità. All'orizzonte, la carcassa di Cambria che brucia, incapace di risorgere dalle proprie ceneri.

Lo scrittore non lascia mai nulla al caso, ogni scelta dei personaggi ha una motivazione solida, gli avvenimenti descritti sono sensati e gli ambienti creati affascinanti. Ogni elemento ha una propria crescita e soprattutto un'evoluzione psicologica che lascia spiazzato il lettore, ma invogliato ancor di più a continuare la lettura. Le strategie di guerra e le scene di battaglia sono descritte in maniera dettagliata e capace, senza complicazioni né confusione. Lo stile di scrittura cattura e mostra ogni scena in modo preciso e scorrevole; è presente qualche piccola sbavatura data da termini poco appropriati e fuori contesto, comunque risolvibili con un servizio di editing esterno. 

La fine del secondo libro lascia una nuova ma familiare sensazione di vuoto, che fa apprezzare maggiormente l'estenuante attesa per il seguito.

Fabio è tutt'ora per me fonte di grande ispirazione e determinazione. Non si è mai perso d'animo di fronte a tutte le difficoltà che ha incontrato in questi anni. Dai rifiuti e le porte sbattute in faccia è riuscito a trovare la forza per credere, ancora di più, nella sua creazione.

Così ha deciso di pubblicare gratuitamente sul suo sito l'ebook del primo libro, per raggiungere quanti più lettori possibile, anche chi a primo impatto non gli avrebbe dato possibilità. Chi l'ha letto non ha potuto fare a meno di apprezzare un'opera tanto valida.

Ha, inoltre, organizzato presentazioni e partecipato a fiere di indubbia importanza (Lucca Comics & Games, Comicon di San Diego), ha avuto consensi all'estero e ha realizzato con successo il progetto di un cortometraggio, girato a San Marino con l'abile ed esperta partecipazione della compagnia Fera Sancti.

Date poco conto ai pregiudizi sulle autopubblicazioni e fatevi conquistare da "Mordraud" (ripeto, l'ebook è gratuito, non avete scuse!) e dal grande talento di Fabio Scalini.


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