« No, non era possibile che stesse succedendo davvero. A me, poi. E dire che non ero una impreparata a questo genere di situazioni. »
Attenzione: la seguente recensione potrebbe non essere
esente da spoiler. Invito i lettori a leggere con cura.
È un gran dispiacere parlare di un libro quando non ha
soddisfatto le proprie aspettative.

Il libro della Fenoglio si presenta come una storia fantasy,
con qualche elemento steampunk e dalle tinte vittoriane di una Londra ormai
dimenticata. Un viaggio nel tempo, di quelli veri, tra misteri, spiriti e
omicidi.
Le premesse sono positive, la copertina attira; bello
pensare che spendendo 14,90 € si ha tra le mani un buon prodotto,
di ben 485 pagine.
Insomma, non potevo chiedere di meglio.
La protagonista è Gala Cox Gloucestershire, ragazzina
quattordicenne alle prese con uno dei periodi più difficili che le siano mai
capitati. Suo padre è scomparso il giorno successivo ad un’animata discussione;
senza dire nulla è andato via, lasciando la figlia in preda ai sensi di colpa.
L’anno prima la sua migliore amica, Nadia, è morta
tragicamente. Gala si ritrova quindi sola, troppi
sono i ricordi legati alla vecchia scuola, così decide di cambiare. Frequenta il
liceo artistico, ma ama le materie tecniche e scientifiche, l’ingegneria, ed è
affascinata dai lavori del padre. Qui conosce Dennis, coetaneo e compagno di
classe, ragazzo estroverso e loquace, fin troppo.
Gala è restia a creare nuovi legami, la sua vita si
concentra sulla giornata scolastica e nella villa in cui abita. Nella sua
stanza, tra allevamento di formiche e progetti da realizzare, si sente al
sicuro. Lontana dal dolore e dai ricordi.
La madre di Gala è una medium; evoca gli spiriti e comunica
con loro. Non è una sorpresa per la protagonista ritrovarsi perfetti
sconosciuti, di varie epoche, gironzolare nei corridoi. Specie dal momento in
cui la sua tata è proprio uno spirito: Matunaaga, il maggiordomo indiano, e Ildegarda
di Bingen, monaca benedettina e governante bacchettona.
Ma quando nella sua stanza si materializza proprio la sua
amica morta, rimane spiazzata per la sorpresa. Ora Nadia è una usqead: uno
spirito che viaggia nel tempo e che prende il posto di persone che muoiono
prima che il loro destino sia segnato. Adesso, infatti, vive nella Londra del
1889 nei panni di Edvige, una ragazza morta a causa di Black Coat, una sorta di
Jack lo Squartatore. L’amica ha bisogno di aiuto ed è proprio a Gala che si
rivolge; così, insieme, tornano indietro nel tempo.
Fin qui, sembrerebbe tutto chiaro ed avvincente, ma è anche
da qui che iniziano i problemi. Innanzitutto, il motivo per cui Gala viaggia
nel tempo.
Edvige chiede all’amica di venire nel passato per aiutarla a
risolvere un problema di eredità. Lei vuole avere i soldi di un parente defunto
per poter fare una vita agiata, ma Mr Roberts ha tutte le intenzioni di impedire
che ciò avvenga. Edvige chiede aiuto a Gala soltanto perché lei tiene in ordine la contabilità di sua madre e di conti e calcoli se ne intende.
Personalmente, trovo questo pretesto per l’avvio della
storia un po’ debole, tirato per i capelli. Considerando che l’effettivo
problema viene alla fine risolto da un facoltoso avvocato, l’unica persona a
cui fin da subito ci si deve rivolgere.
Passiamo al punto successivo: il corso degli eventi. Lo
stile di scrittura è semplice, grammaticalmente non c’è nulla fuori posto. Ma
spesso ci sono parti descrittive, fin troppo descrittive; Raffaella si sofferma
su particolari che non danno nulla in più alla narrazione, anzi. Invece di
arricchire si ha come effetto il rallentamento generale della storia e la
mancanza di colpi di scena. Facendo presente la grandezza del libro, solo nell'ultimo
centinaio di pagine si ha la vera e propria azione: concentrata alla fine, con
la conseguenza di arrivare alla risoluzione dei misteri frettolosamente. Il
percepito è che la scrittrice, ad un dato punto, si sia resa conto di dover
concludere il libro in breve tempo e che quindi sia stata incapace di gestirlo
al meglio, anche se sua creazione.
Uno degli avvenimenti importanti, è la scoperta dell’identità
di Black Coat. Dovrebbe essere un momento di sorpresa e shock; oggettivamente
il personaggio in questione era l’ultimo a cui si potesse pensare. Ma a quel
punto ero talmente esausta e spazientita che la rivelazione mi è totalmente
scivolata addosso senza emozionarmi. Per non parlare della successiva morte di
questo antagonista, risolta in quattro e quattr'otto nel giro di un paio di
capitoli:
Capitolo 60: Black Coat è vivo.
Capitolo 61: Totale cambio di scena.
Capitolo 62: Nelle prime righe, Gala chiede a Dennis che
fine avesse fatto Black Coat. Lui semplicemente le risponde che si è buttato
nel Tamigi, che ha aspettato un po’ di tempo che riemergesse, senza risultato.
Altro difetto è stata l’incapacità di identificarmi nella
protagonista. Gala è piena di debolezze e passa tutto il tempo a lamentarsi dei
suoi difetti e delle sue incapacità, ma al contempo dimostra una spiccata
intelligenza e attimi di indomito coraggio.
Posso ipotizzare che sia la differenza di età che ci separa
a non farmi calare per niente nei suoi panni. Non che io non abbia problemi,
ben inteso.
Mi ha ricordato molto Nina, la protagonista della saga per
ragazzi “La bambina della Sesta Luna” scritta anni fa da Moony Witcher.
Semplice, con storie corte soprattutto. Che danno al lettore gli elementi
essenziali per continuare ad andare avanti. Custodisco le sue avventure con
affetto, memore che le lessi proprio a quattordici anni e che quindi riuscii
perfettamente ad immedesimarmi.
Ad ogni modo, lentamente, si arriva all'epilogo. È subito
chiaro che tante cose si siano risolte, ma che ben altre siano rimaste in
sospeso. Dopo 68 capitoli il padre ancora non è tornato e solo in quello
precedente a Gala è stato rivelato qualcosa su ciò che è realmente. È proprio
in questo momento che, trovata la sabbia giusta, la bambina riesce ad attivare
il meccanismo dell'Ecbàtana, il congegno che permette la reazione
spazio-temporale, e finalmente compare lui, Sam Gloucestershire. Per brevi attimi,
dopo qualche saluto, annuncia che ha ancora del lavoro da svolgere e senza
altre spiegazioni, scompare di nuovo.
Gala in quel momento, costernata dall'incredibile avventura,
decide che è arrivato sul serio il momento di crescere e di dare uno strappo al
passato, per quanto doloroso potesse essere.
Sapere che la storia non fosse conclusa è stata la delusione
più grande. Per quanto mi riguarda, il viaggio finisce qui, non sono per nulla
invogliata a continuare e leggere il seguito.
Potevi essere un capolavoro, Gala Cox.
Ma per me non è un mistero che sia stata, purtroppo, una perdita
di tempo.