venerdì 8 settembre 2017

Review Party: Recensione di "In mare aperto" di Clive Cussler e Justin Scott



« Per quanto reale, la sensazione di essere osservato era del tutto irrazionale. Un'ombra gli passò accanto, rapidissima. Beiderbecke si fece piccolo piccolo, nascondendosi in una nicchia tra due gigantesche nervature d'acciaio. Si appiattì contro il metallo che vibrava, caldissimo al tatto, quasi che le fiamme che alimentavano quel colosso di nave ardessero proprio dietro di lui. »

Con il Review Party di oggi vi presento il nuovo libro di Clive Cussler: "In mare aperto", scritto in collaborazione con Justin Scott ed edito in Italia da Longanesi. Da oggi, potete acquistare il libro su Amazon, negli store online e in tutte le librerie.

Di seguito vi lascio l'elenco dei blog con cui ho collaborato:



Transatlantico britannico Mauretania, 1910. Il detective Isaac Bell conosce e trae in salvo due scienziati, Franz e Clyde intenti a proteggere dalla nemica Germania una misteriosa invenzione, mentre uno dei due aggressori si lancia senza esitazione in mare aperto, apparentemente scomparendo nel nulla. La paura, però, lascia temporaneamente posto all'amore: il matrimonio tra Isaac e Marion porta gioia e spensieratezza sulla nave, come ad esorcizzare l'inquietudine della lontananza dalla terra ferma.
Eppure, la curiosità per quella strana scoperta e per la scomparsa di un uomo nell'oceano non darà tregua a Bell, che comincerà ad indagare fino a scoprire che anche uno dei due scienziati, all'improvviso, sparisce nel nulla. Può davvero il mare inghiottire in sé qualsiasi cosa?

Non ho potuto fare a meno di rimanere impressionata da questa storia fin dalla prima pagina. La scrittura dei due autori è coinvolgente e scorrevole ed è inevitabile provare una costante tensione nel corso di tutta la storia. Anche se l'ambientazione è temporalmente lontana da noi, il peso storico non si fa sentire per nulla: capita spesso di imbattersi in thriller collocati in un'altra epoca che risultano prolissi e lenti. Con Cussler non c'è timore di perdersi nel tempo, ma piuttosto di rimanerne tanto rapiti da non volersene andare. Specie quando c'è la possibilità di imbattersi in personaggi particolarmente noti. Le descrizioni sono dettagliate ma di facile lettura e si amalgamano perfettamente alle scene d'azione che non mancano di sorprendere.

"In mare aperto" è una lettura che consiglierei a tutti, anche a coloro che vorrebbero iniziare a leggere qualcosa del genere ma non sanno come orientarsi. Isaac Bell saprà essere una bussola perfetta nell'oceano sconfinato.




lunedì 4 settembre 2017

Blog Tour: Presentazione e Recensione de "L’Accademia di Anjur - Il numero Trentuno" di Federica Petroni + GIVEAWAY




« Mentre parlava, la ragazza sentiva una morsa comprimerle il petto sempre più. Solo trenta, in tutta quella massa di studenti che aveva visto quel giorno. E solo dieci archenomisti. Le immagini della sua famiglia si frapposero a quelle dell’Accademia e di Anjur. Avevano bisogno di ricevere il sussidio. Senza non avrebbero mai potuto ripagare il debito e lei e la sua famiglia non sarebbero sopravvissuti.
Jos la salutò, lasciandola sola in mezzo al giardino. Non pioveva ed era all’interno dei confini di Qarta, ma per un momento Shani si sentì come la sera prima: sola, dispersa e con un’ombra che si allungava verso di lei. »


Sono felice di poter partecipare al Blog Tour de "L’Accademia di Anjur - Il numero Trentuno" di Federica Petroni, evento con cui inauguro finalmente la mia collaborazione con la casa editrice La Corte Editore e che ha messo a disposizione per voi una copia del libro. Scoprite come vincerla alla fine dell'articolo!

TAPPE

4 settembre - Presentazione e Recensione: The Mad Otter - https://the-mad-otter.blogspot.it

6 settembre - Intervista all'autrice: Le tazzine di Yoko - http://www.letazzinediyoko.it

8 settembre - L’ambientazione: La tana di una booklover - http://latanadiunabooklover.blogspot.it

10 settembre - I personaggi: Il baule d'inchiostro - http://bauledinchiostro.blogspot.it

12 settembre - Le citazioni: Toglietemi tutto ma non i miei libri -  http://chelibroleggere.blogspot.it


14 settembre - I 5 motivi per leggere il libro: Pagine Magiche - http://paginemagiche.blogspot.it

La giovane Shani vive nel piccolo paese di Fainort insieme al padre e alle due sorelle. Una famiglia povera, come tante altre, che deve lavorare duramente per poter vivere una vita modesta.
I rappresentanti dell’Accademia di Anjur giungono a Fainort per selezionare nuovi studenti. Convinta dai familiari, Shani tenta la sorte, cosciente delle sue scarse abilità. In un primo momento, infatti, la ragazza viene scartata, ma a seguito alla scoperta del Dono racchiuso in lei la commissione decide di ammetterla.
Lasciato il suo paese natio, Shani si rende conto di quanto grande, complesso e affascinante sia il mondo. Giunta all'Accademia, la ragazza conoscerà nuovi amici, ma dovrà anche fare i conti con coloro che tenteranno di ostacolarla nel suo percorso. Tra combattimenti e lezioni, Shani si troverà coinvolta in qualcosa di più grande di lei, che potrebbe sfociare in una vera  propria guerra civile.

La storia creata da Federica Petroni mi ha sorpreso per la sua suggestiva ambientazione: il fantasy classico e gli elementi steampunk, così come la struttura dell'Accademia e delle discipline menzionate hanno donato ad una trama semplice quel tocco in più che mi ha fatto apprezzare davvero quanto narrato. Una volta inquadrato il personaggio di Shani, si può arrivare ad apprezzarlo e addirittura ad empatizzare con lui: la ragazza è consapevole dei propri limiti ma al tempo stesso cerca di essere forte e determinata, sia per sé stessa che per i propri cari. Avrei preferito un approfondimento maggiore degli altri personaggi, ma conto su un successivo libro, sperando che la fantasia della scrittrice riesca ad ampliare questo mondo già davvero interessante.


GIVEAWAY

Avete tempo da oggi fino al 13 settembre per partecipare al giveaway e avere la possibilità di vincere una copia del libro. Il 14, giorno dell'ultima tappa, verrà annunciato il vincitore. Seguite le regole sottostanti e compilate il form finale. In bocca al lupo!

Regole Obbligatorie:

- Seguire tutti i blog che partecipano al blogtour;
- Commentare tutte le tappe dell’evento;

Opzionali:

- Seguire le pagine social dei blog che partecipano al blogtour;
- Condividere l’evento sui vostri canali social;

a Rafflecopter giveaway


Blog Tour: "Morte senza Resurrezione" di Roberto Martínez Guzmán



Buongiorno e buon lunedì! In collaborazione con altri blog, vi presento "Morte senza Resurrezione" , libro thriller di Roberto Martínez Guzmán.

Una serie di omicidi minaccia la tranquilla città di Ourense, senza che tra di loro vi sia nessun nesso apparente. Ma un segno distintivo lasciato dall'assassina conferma che sono stati commessi tutti dalla stessa persona: Emma, una ragazza estremamente intelligente con un piano elaborato e un motivo che la porta ad agire in quel modo. Sarà Eva, ispettore di polizia, ad occuparsi del caso. Comincia così una corsa contro il tempo per evitare altre morti. 

Potete acquistare il libro qui.




TAPPE

4/9 - Intervista autore - The Mad Otter (https://the-mad-otter.blogspot.it/)
5/9 - Presentazione personaggi - Over the hills and far away (http://nalie-overthehillsandfaraway.blogspot.it/)
6/9 - Intervista traduttrice - Book Lover (https://booksserial.blogspot.it/)
7/9 - Estratti - Sognare (https://sognare2017.wordpress.com)
8/9 - Playlist - Dipendente dai libri (http://dipendentedailibri.blogspot.it/)
9/9 - Cinque motivi per leggere il romanzo - Milioni di particelle (https://milionidiparticelle.wordpress.com/)
10/9 - Recensione - Different Magazine (http://www.differentmagazine.it/)

Come potete vedere, oggi potete leggere l'intervista all'autore. Buona lettura!

1. Ciao Roberto! Per iniziare, per coloro che ancora non ti conoscono, potresti dire chi c’è dietro Roberto Martínez Guzmán?

Be’... penso di essere una persona normalissima: sono un impiegato pubblico della giunta regionale della Galizia, cui è sempre piaciuto scrivere e raccontare storie e che, negli ultimi anni, ha deciso di far vedere al pubblico ciò che scrive.

2. Come succede che una persona come te un giorno dice “scrivo un libro”? Avevi quest’aspirazione fin da piccolo o si è forgiata nel corso degli anni?

È una cosa che ti nasce dentro. Mi è sempre piaciuto, più che scrivere, raccontare storie. Un giorno ti butti perché credi di avere una storia che può interessare ad abbastanza persone e, a partire da lì, scopri che quello che racconti in realtà piace a molta più gente di quanto avevi sempre pensato e allora decidi di fare della scrittura qualcosa di più di un hobby.

3. Quanto ci hai messo a scrivere il romanzo?

In tutto sei mesi. Più o meno, ne ho impiegato uno per abbozzarla, quattro per scriverla e uno per correggerla.

4. È difficile pubblicare un romanzo come questo senza una casa editrice alle spalle che ti appoggi e, già che ci siamo, non hai provato a proporti a nessuna casa editrice?

Più che essere difficile, quello che succede è che ci vuole tanto tempo. Difficile non è, perché per la pubblicazione puoi contare sulle piattaforme digitali e per la promozione puoi contare sui social network. Per quanto riguarda le case editrici, ti dirò che all'inizio non ho pensato di mandar loro il romanzo perché volevo pubblicarlo integralmente su Facebook, cosa che ho fatto; poi è vero che qualcuna si è fatta sentire, però vuoi perché non ho voluto io, vuoi perché alcune di loro hanno poi smentito il loro interesse, alla fine nessuna ha concretizzato la pubblicazione.
 
5. Come vedi il mondo di internet per quanto riguarda l’influenza che ha avuto sulla diffusione della tua opera?

Un’influenza assoluta. Tutta la diffusione è cominciata da internet. Il romanzo si pubblica su internet, si vende su internet e si fa conoscere su internet. Posso dirti che non ho fatto una sola intervista né ho avuto una sola recensione al di fuori di internet.

6. Qual è stata l’accettazione di “Morte senza resurrezione” in formato cartaceo?

Peggiore di quella dell’ebook, ma era una cosa che mi aspettavo. Devi considerare che, come ho detto, tutta la promozione è stata fatta su internet, il romanzo non si vende nelle librerie e non è stato pubblicato da una casa editrice. Con queste condizioni, è normale che le vendite dell’ebook siano di molto superiori a quelle del formato cartaceo.

7. Hai ricevuto delle critiche e come le hai incassate?

Sì, ho ricevuto dei commenti negativi. Li leggi, li valuti (perché alcuni, soprattutto su Amazon, sono malintenzionati e hanno il solo scopo di affondare i libri altrui) e, se ritieni che sono sinceri, prendi nota di quello che non è piaciuto per tenerlo a mente. Ad ogni modo credo di essere un privilegiato, perché ti assicuro che metterei la firma per avere, per i miei prossimi romanzi, la quantità di commenti negativi che ho ricevuto per questo.

8. Immagino che per te l’irruzione del libro elettronico sarà stata positiva, dato che grazie a questa ti sei fatto conoscere, ma hai qualche obiezione da aggiungere?

I libri elettronici sono più economici dei libri cartacei. Questo ne fa il mezzo ideale affinché uno scrittore debuttante possa farsi conoscere. Perché? Perché in pratica un libro cartaceo costa otto o dieci volte quanto un ebook autopubblicato. Ciò significa che un lettore può dare un’opportunità a otto o dieci autori che non conosce e valutarne la qualità senza troppo impegno, perché se gliene piace anche solo uno avrà recuperato l’investimento. Invece quando si compra un libro cartaceo di solito si scommette su autori noti, perché se compri un libro e ti delude avrai buttato via un bel po’ di soldi. È questo il grande vantaggio dei libri elettronici, che compensa abbondantemente qualsiasi punto a sfavore.

9. Lavoro, figli, ecc... In che momento della giornata ti metti a scrivere? Lo scegli, lo programmi o cerchi di trovare tempo qua e là quando puoi?

Non ho dei momenti specifici per scrivere. Trovo tempo quando posso e quando sono completamente immerso in un romanzo divento abbastanza ossessivo. Praticamente vado in giro come uno zombie, pensando continuamente al romanzo. Poi, una volta concluso, mi rilasso e comincio a pensare al successivo, a valutare le diverse possibilità, le storie, le trame, ecc. Questa fase me la prendo con più con calma.

10. La scrittura e la vita personale ti lasciano tempo per leggere? Per scrivere un romanzo come questo, possiamo sapere quali sono i tuoi gusti letterari, chi legge Roberto Martínez e, se sì, cosa stai leggendo adesso?

Mi lasciano poco tempo, meno di quanto mi piacerebbe. Inoltre quando mi concentro su un romanzo, come adesso, non leggo niente, non faccio altro che scrivere. Sui miei gusti, sono diversi: romanzi storici, di suspense, narrativa per ragazzi... Mi piace qualunque storia sia raccontata bene, di qualsiasi genere sia.

11. Da dove proviene l’ispirazione: dal cinema, da altri romanzi, dai videogiochi?

Da tutte le parti, anche dalla vita reale. Molti personaggi si ispirano a persone che esistono davvero e alla cui personalità dai la svolta necessaria per far sì che si adatti alla tua storia. Per fare un esempio: Isaac, uno dei personaggi, si ispira al ministro West e nel modo in cui mi immaginavo che fosse nella sua vita privata; il nome, che non riuscivo a decidere, me l’ha ispirato un bambino di sei o sette anni che ho trovato un giorno in un bar, dove stava facendo impazzire i genitori con le sue marachelle.

12. “Morte senza resurrezione” è un romanzo del genere noir; ti consideri un fan di questo genere o ce ne sono altri con cui ti senti di più a tuo agio o te la cavi bene in tutti gli stili?

Credo che questo sia lo stile che si adatta meglio al mio modo di scrivere ed è quello che mi piace di più. Ad ogni modo penso che un buon autore dev'essere capace di scrivere un romanzo di qualsiasi genere.

13. Sulla tua opera, che si svolge durante la Settimana santa: ti consideri un amante della Settimana santa o hai scelto quella data per caso? Hai fatto fatica a trovare il titolo giusto?

No, l’ho ambientata nella Settimana santa perché erano dei giorni che si adattavano bene alla storia, tutto qui. Volevo semplicemente inserire la storia in una cornice. Ho preso in considerazione altre date, ma non mi sono sembrate altrettanto adatte. E per quanto riguarda il titolo, no, non ho fatto troppa fatica a trovarlo.

14. C’è stato qualche momento di crisi mentre scrivevi il romanzo, in cui ti sei sentito in difficoltà o sei rimasto in bianco?

In bianco mentre scrivevo, no. All'interno della trama sì, c’era un omicidio che doveva prodursi in base a tutta una serie di condizioni ed elaborare quella parte mi è risultato particolarmente difficile.

15. Ci sono scrittori che hanno l’abitudine di visitare i luoghi su cui scrivono per documentarsi in vista delle descrizioni che faranno. Hai fatto anche tu qualcosa di simile o non è stato necessario?

Non è stato necessario perché tutti i luoghi di cui si parla nel romanzo li conosco in persona da molti anni. Cosa che mi ha fatto risparmiare un sacco di tempo.
 
16. Leggeremo presto qualche altra tua opera?

Probabilmente sì. Prima che finisca quest’anno spero di aver concluso il mio prossimo romanzo. Poi la pubblicazione dipende da vari fattori: se decido mandarlo a qualche casa editrice, se mi decido a tradurlo in galiziano, ecc. Queste cose non le ho ancora decise e possono cambiare di molto i tempi, per cui non posso darti una data prevista.


lunedì 28 agosto 2017

Cover Reveal: "La cacciatrice di zombie" di Angela P. Fassio




Buon lunedì! Con il Cover Reveal di oggi vi presento un libro che sono sinceramente curiosa di leggere. Si tratta di "La cacciatrice di zombie" di Angela P. Fassio. 

Potete trovarlo su Amazon, a questo link.

TRAMA

Lincoln Creek, una piccola città nel nord degli Stati Uniti d’America.

La vita di Isabella è serena, simile a quella di tanti altri ragazzi della sua età.
Vive in un piccolo cottage col padre, ricercatore scientifico, dopo che la madre, a seguito del divorzio, si è trasferita in California col nuovo compagno.
Isabella frequenta l’ultimo anno delle superiori, ha molti amici, un ragazzo di cui è innamorata, e tanti progetti per il futuro.
Tuttavia, la notte di Halloween, durante una festa in maschera a cui partecipano Bella e i suoi amici, dopo una seduta spiritica in cui viene dato un sibillino avvertimento, cominciano ad accadere eventi insoliti e misteriosi delitti che imprimono una svolta imprevista e drammatica alla tranquilla esistenza della piccola città.
Colpita nei suoi affetti più cari, Bella deve affrontare inquietanti rivelazioni, combattere l’invasione degli zombie armata di tutto il suo coraggio e difendersi da nemici spietati che vogliono carpire il segreto da lei custodito…

La cacciatrice di zombie si allaccia idealmente ai precedenti romanzi, disponibili in eBook, Progetto Genesis: Post Mortem e Progetto Genesis: Protocollo Spectrum, per i comuni elementi: gli zombie e le manipolazioni genetiche, ma è una storia sostanzialmente indipendente. In occasione dell’uscita de La cacciatrice di zombie, il 28 agosto sarà possibile scaricare una copia gratuita di Progetto Genesis: Post Mortem dai principali store online.








sabato 26 agosto 2017

Visione: "Death Note", la recensione del film targato Netflix


« Il karma è una puttana. »

Mettiamo subito le mani avanti: se volete conoscere la vera storia di "Death Note" recuperatevi l'anime oppure il manga. Perché se pensate di guardare questo film convinti che possa darvi un motivo per informarvi maggiormente sull'opera originale siete totalmente fuori strada.

Il film diretto da Adam Wingard non ha bisogno di una vera presentazione: il giovane Light Yagami (occidentalizzato in Light Turner) entra in possesso del maledetto quaderno della morte, arma con cui inizia ad uccidere i criminali per ripulire il mondo dal marcio umano. Potete vedere il trailer nel mio precedente post a riguardo. 
Ricordo ancora con rammarico il briciolo di speranze che avevo nutrito per questa pellicola: probabilmente sono stata l'unica persona, senza considerare chi, per il film, ci ha lavorato. 

Dirò di più: mi sono sforzata di andare oltre la prima scena che già aveva iniziato a farmi venire il raccapriccio.
Trovarsi di fronte ad un Light impulsivo e attaccabrighe anziché taciturno, riflessivo e calcolatore mi ha sinceramente spiazzato, così come lo sconvolgimento di tutti gli altri personaggi. Ma ho comunque deciso di assecondare il cambiamento, mettendomi nell'ottica di una trasposizione occidentale di un'opera che ha origine da una mentalità orientale. Questo è necessario sottolinearlo: la riflessione che sorge spontanea riguarda l'interpretazione di una stessa situazione calata in un determinato contesto (e cultura) piuttosto che in un altro. Un tassello che poteva essere sinceramente interessante da vedere, ma che si rompe ancor prima di svilupparsi.

Così, Light incarna lo stereotipo del giovane americano allo sbando, pronto a fare sciocchezze per attirare l'attenzione della fidanzata di turno. Non si tratta di giustizia né di eroismo: l'eccitazione e il divertimento di sentirsi potente con e per la propria ragazza la fa da padrone.
Il risultato? Una storia thriller con un potenziale enorme che viene trasformata in uno scadente teen drama dalle pessime e inappropriate canzoni di sottofondo.

Non è possibile empatizzare con la complicità tra Light e Misa/Mia, perché risulta finta ed eccessivamente melodrammatica, nonostante l'interpretazione di Margaret Qualley sia di poco sopra a quella di Nat Wolff. Il nonsense, purtroppo, raggiunge anche L, forse il personaggio più emblematico e amato dai fan. Se inizialmente la recitazione di Keith Stanfield sembri funzionare, rivelando alcuni elementi tipici dell'originale, scade vertiginosamente (a causa della sceneggiatura, non dell'uomo) nell'ultima mezz'ora di film, in cui si lancia in ridicole scene d'azione ed inseguimento spinto dal puro senso di vendetta. Questo comportamento non solo è diverso da quello del vero L, ma è addirittura incoerente con la rappresentazione del personaggio dello stesso film: la filippica sull'addestramento per diventare il detective migliore del mondo fin dalla tenera età ne è la lampante prova.

Purtroppo non scampa al disastro nemmeno lo shinigami Ryuk, interpretato dal meraviglioso Willem Dafoe, che probabilmente si sarà fatto una sana risata per poter stare allo scherzo in cui, forse per errore, è stato coinvolto. Il continuo mantenere il personaggio in penombra o fuori fuoco, come a non volerlo mostrare davvero al pubblico, ha reso irritante ogni sua apparizione, tanto da farmi preferire la computer grafica del Ryuk dei film orientali.
Per il poco in cui compare, Dafoe rimane il talentuoso attore che tutti conosciamo, riuscendo senza alcuno sforzo a fare il proprio lavoro, con professionalità e impegno.

Ancora una volta siamo di fronte ad un prodotto con una grande capacità ridicolmente sprecata, in cui gli elementi chiave dell'opera giapponese vengono solo accennati e riutilizzati a piacimento del regista senza seguire una logica, smorzando la tensione e arrivando ad annoiare lo spettatore.
Non sono in grado di mettermi con lucidità nei panni di chi l'opera originale non la conosce, sarei quindi curiosa di avere un parere da parte di chi non sa nulla sull'argomento.

La speranza iniziale si è trasformata in amarezza che, per mia fortuna, scivolerà via molto presto.



lunedì 21 agosto 2017

Quale piacevole fatica s'insinua nella scrittura



Anche per quest'anno, il caldo e l'influenza estiva sono riusciti a mettermi al tappeto. 

Il peggio è che, dopo un mese di spensieratezza, torno a passare le mie giornate in solitudine. Una quotidianità che mi sta stretta, anche se periodicamente sento l'irrefrenabile voglia di chiudere tutto il resto all'esterno. Il silenzio diventa assordante: affolla la mia mente tormentandola, senza riuscire a placare il terrore del tempo che scorre e la marea dei desideri inespressi che mi consuma ancor prima dell'inizio.

All'apparenza, non vedo alcun rifugio.
Nemmeno nella scrittura, né tanto meno nella lettura.
Capisaldi di una vita, che negli ultimi anni hanno insinuato il dubbio molto più della gratificazione. Ciò accade perché c'è una mancanza in questo piacere: il riscontro a lungo agognato.

Capita quando si vuole trasformare la passione in qualcosa di più: le pulsioni sono semplici e potenti, ma sul lungo periodo possono non bastare. Presto è necessario "buttare il sangue", colpire il muro con la testa più e più volte e poi piangere di fronte all'abbagliante bianco di una pagina vuota.
Anche solo metaforicamente parlando.
Così è, anche per i migliori.

Scrivere chiama l'amore. L'amore accompagna l'ispirazione.
Continui a ripetere il solito mantra: "Make a good art". Fai buona arte, fai buona arte.
L'incomprensione dei molti diventa, così, una sfida personale.
Ma prima o poi si cade nella spirale dello sfinimento; il non sentirsi mai abbastanza per la meta. Sembra quasi di toccare il fondo, ma in realtà non si sente mai la fine sotto i piedi. E si cade, ancora. Si cade, nonostante l'impegno. Si cade, nel silenzio.

Sarebbe meglio perdersi o cadere?
In entrambi i casi, alla fine, nell'esatto punto in cui manca l'energia e il buon proposito, trovo sempre lo strumento per rialzarmi. Osservo il cielo da un'altra prospettiva e respiro l'aria da un posto diverso. Chiudo gli occhi, sto in silenzio e ascolto.

A quel punto, qualcosa cambia.
Non sento il bisogno del sonno, o delle distrazioni, ma di trasformare il mio mondo buio in un dono.
Allontano quel luogo di sconforto, sapendo che tra me e lui non potrà mai esserci un addio. 
I social la chiamano "relazione complicata".

Così, parte tutto come se fosse un gioco.

Il tempo continua a scorrere, ma non è più perso. I desideri giungono ai lati della mente come una baraonda, ma cortesi si presentano e si propongono.
Sospiro, riordino, appunto.
Viaggio, stando ferma.

La meta? Incerta, come ogni volta.
La lettura? Aiutante insostituibile.
La scrittura? Il culmine della stimolazione della mente. Un punto lontano, faticoso da raggiungere, che spesso viene mancato. Ma quando si trova, ci si ricorda del piacere unico che sa infondere.
E non è come una pagina bianca: non si può tradire, non si può dimenticare.
Lei non tradisce, lei non dimentica.
Accompagna nel mezzo del cammin delle proprie idee.
Fino alla prossima volta in cui il buio tornerà a bussare.



giovedì 3 agosto 2017

Blog Tour: Recensione di "Il libro dell'estate" di Michelle Gable



« Ogni volta che inizio a spaventarmi per i cambiamenti, ricordo a me stessa che tra un anno esatto saremo di nuovo a Cliff House. Mamma e papà, i miei fratelli, Sam e io, con (si spera) Sam junior già in cantiere. Le estati, per lo meno, non cambieranno mai. Potrebbe esserci solo qualche altra persona a farci compagnia, se Dio vuole. »

Benvenuti nella terza tappa del Blog Tour dedicato a "Il libro dell'estate" di Michelle Gable. Seguite tutte le tappe e rimanete in compagnia dei nostri blog fino alla fine:


Sono davvero felice di parlarvi di "Il libro dell'estate" di Michelle Gable, un romanzo che ha saputo farmi riscoprire il valore dei legami affettivi e dei ricordi felici.

Su una scogliera a Sconset, a pochi passi dal faro di Sankaty Head, sorge fiera e maestosa la villa Cliff House, appartenente alla famiglia Codman da generazioni. 
Bess, in piena fase di divorzio, torna dopo anni in quella vecchia dimora, in cui vive la madre Cissy. Il suo compito è quello di convincere la donna a traslocare il prima possibile da quel luogo, ormai vecchio e corroso, destinato a crollare in fondo all'oceano. Cissy, testarda e determinata, ha tutta l'intenzione di non cedere: abbandonare Cliff House sarebbe come abbandonare tutti i ricordi che la casa contiene. 
È qui che Bess si trova a sfogliare "Il libro dell'estate", un diario custodito dalla nonna Ruby in cui sono contenuti tutti i ricordi che i villeggianti hanno voluto lasciare nelle proprie vacanze lì. L'amore e la speranza scaturite da quelle parole scaldano il cuore della giovane che, affascinata dalla vista spettacolare che Cliff House può offrire, decide di supportare Cis nella sua lotta contro la demolizione naturale.

L'ambientazione suggestiva del Siasconset colpisce come una brezza marina in piena estate. Non si può rimanere indifferenti di fronte alla forza femminile descritta in questo libro: nonostante avrei preferito un maggiore approfondimento dei personaggi, Cissy, Bess e anche Ruby sanno infondere nel lettore una notevole carica positiva. Le storie racchiuse nel Libro dell'estate sono fondamentali per comprendere il rapporto generazionale della famiglia Codman con Cliff House, che rimane impressa nelle esperienze di chi lì ci ha vissuto anche solo un giorno.

Adoro quando nei libri si parla di ricordi: leggendo del Libro, mi è tornato alla mente quando da piccola scrivevo delle mie giornate all'interno di un diario. Sul momento non ci si pensa, ma quando si diventa adulti sarebbe meglio essere capaci di soffermarsi sulle piccole cose e metterle nero su bianco: quando si è presi dallo sconforto, può essere utile rileggere di noi stessi nel passato, per ritornare sui propri passi.

La fluidità con cui Michelle Gable ha scritto il libro dà come risultato una lettura semplice, priva di particolari colpi di scena ma con un finale ricco di significato.



Condividi

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...