venerdì 31 maggio 2019

Blog Tour: "La bambina senza cuore" di Emanuela Valentini - La Morte dal punto di vista di un Defunto




È davvero complesso spiegare quanto "La bambina senza cuore" di Emanuela Valentini significhi per me. Per quella ragazza, poco più che bambina, sola con le sue passioni, è un simbolo di un'età passata che ancora non l'abbandona, un'origine di interessi e sentimenti che l'ha resa la donna che è ora. Potermi immergere di nuovo nella storia di Lola e Nathan mi ha fatto riprovare le stesse identiche emozioni, rinnovate da consapevolezza e maturità maggiori di un tempo. Per me è davvero un onore portare sul mio sito un contenuto dedicato all'opera di Emanuela, a cui auguro tutta la fortuna possibile con questa nuova avventura insieme ad una casa editrice meritevole quale è la Watson Edizioni.

Ebbene, Lola. Spensierata e innocente come chiunque alla sua età, strappata precocemente alla vita in un modo macabro e sconosciuto. D'un tratto, si sveglia nella sua "scatola", la bara allestita per lei da chi ipotizza le volesse bene. Non sente dolore, né caldo o freddo, nonostante il gelo si posi su ogni cosa attorno a lei. Si sente disorientata, ma le basta poco per comprendere di non essere sola. Così, fa la conoscenza del gargoyle Rufus, l'angelo Bianco e il Poeta, colui che più degli altri può comprendere la nuova situazione di Lola: essersi risvegliata dopo la morte, senza più ricordi a cui aggrapparsi. L'unica traccia: la macchia rossa di sangue che le ricopre il petto.

Lola non ha paura, perché la morte non è davvero così spaventosa come sembra per chi non la conosce. Una convinzione si affaccia sempre più: sua mamma tornerà presto da lei. Perciò vive la sua nuova esistenza in sospeso, in un mondo inquietante e incantevole al tempo stesso costituito da altri defunti anche loro in sospeso come lei. Ma lei, al contrario degli altri, è ancora corporea, fisica, capace di toccare e interagire con il mondo. 

Ma l'arrivo di Nathan, cento anni dopo, mette in discussione tutto. La sua carnagione rosea, il sangue ancora in movimento nelle sue vene. Così lontano da ciò che lei era diventata. Diverse domande iniziano ad affollarle la mente e un tormento nasce, chiedendole che senso ha quell'esistenza bloccata nel tempo, privata di un cuore strappatole via ingiustamente. Questo fa più paura di qualsiasi altra cosa: capire se essere il mostro che tutti dicono che lei sia o semplicemente una bambina che ha subito un torto. O ancora, accettare di essere la figlia di una strega, come la sua tomba recita da un secolo. Si sente dannata e condannata in un limbo invalicabile.

L'immutabilità rende l'esistenza inutile, ma Lola cerca sempre di scacciare questi pensieri, dalla sua mente e da quella dei suoi amici. Come a infondere coraggio per qualcosa che non è definito, ma che potrebbe palesarsi da un momento all'altro. Eppure, Lola non riesce a gioire della nuova conoscenza, arrivata con il solo scopo, per lei, di sconvolgere il sottile equilibrio che aveva raggiunto fino a quel momento.

Forse, la luce della speranza per lei è giunta con l'arrivo del ragazzo, in qualche modo collegata a lei e a ciò che le è successo, Forse, il momento di scoprire cosa le è successo è davvero giunto.





martedì 28 maggio 2019

Review Party: Recensione di "Giuramento - Libro tre delle Cronache della Folgoluce" di Brandon Sanderson



« Non esistono giuramenti sciocchi. Sono tutti il segno distintivo di uomini e veri spren rispetto alle bestie e ai sottospren. Sono segno di intelligenza, libero arbitrio e scelta. »

Le Cronache della Folgoluce di Brandon Sanderson tornano in libreria grazie a Mondadori, con la pubblicazione del terzo libro della saga: Giuramento.

Basta il lieve e confortevole suono di una pagina voltata, e tutto ritorna ben chiaro nella mente: dopo il catastrofico epilogo di Parole di Luce, i Cavalieri Radiosi devono trovare la forza di reagire e riunire i Regni di Roshar, fronteggiando la minaccia dei Nichiliferi. Nel frattempo, la Tempesta Infinita incombe su tutto il mondo, portando con sé nuvole oscure e fulmini rossi. Per non parlare del risveglio dei Parshendi, ora con occhi cremisi e custodi di strani e insidiosi poteri. L'impresa è oltremodo disperata, non solo per la potenza nemica ma per la sfiducia in Dalinar Kholin, capo degli Alethi e dei Cavalieri stessi. E le motivazioni sono a tutti gli effetti fondate, avvolte nel passato dell'uomo che sembra dover rimanere a ogni costo nascosto. Ma i ricordi si accalcano uno sopra all'altro, fino all'inevitabile conclusione: la resa dei conti tra l'animo di una volta e l'animo del presente.

Brandon Sanderson è uno di quei scrittori che non perde tempo a tergiversare, non dà il benvenuto con tranquillità all'interno di un suo nuovo libro: non ci sono presentazioni dei fatti, perché è certo che chi lo segue sa già il contesto in cui ci si trova. Per questo, il Cosmoverso da lui realizzato nel corso di tutti questi anni rappresenta un'intricata tela di personaggi e fatti che si rincorrono, facendo riferimento l'uno all'altro quando meno ce lo si aspetta. Giuramento non è solo l'opera perfetta in cui far brillare Dalinar, ma un luogo in cui dare vita a vecchie e nuove conoscenze, che portano avanti i propri affari ed è bello ritrovare tutti dal punto in cui si sono lasciati, ma da una prospettiva completamente diversa. Sanderson non lascia niente al caso, e in un mondo in cui l'editoria tende a fare tagli alle opere, considerando certi fatti superflui quindi trascurabili, lui è riuscito a farsi strada e soprattutto a farsi amare nonostante la corposità di ogni singolo libro, che hanno come conseguenza a ogni volta un'attesa estenuante. Attesa che certamente viene ripagata con una narrazione ricca, fatti avvincenti e una voglia incredibile di sapere sempre di più, in ogni dettaglio, quello che la mente di Sanderson partorisce e mette su carta.

Un plauso va assolutamente all'edizione realizzata da Mondadori, piena di illustrazioni e rilievi degni di un tomo da biblioteca antica. Non potrete fare a meno di sfogliare e risfogliare, perdervi nelle mappe o nella perfezione dei corpi dei personaggi rappresentati.

Se questo è il trattamento che d'ora in avanti verrà riservato in Italia a Brandon Sanderson (dopo le varie, purtroppo, peripezie avvenute con il vecchio editore) state pur certi che potrete senza indugio imparare a conoscerlo e ad amarlo, scoprendo un lato del fantasy che sconfigge il mainstream regalando autentiche emozioni.





martedì 21 maggio 2019

Review Party: Recensione di "L’invasione degli Skaar" di Terry Brooks




« I rischi fanno parte della vita, quando la vita è guerra. Non è il momento di tirarsi indietro e rinunciare a tutto ciò che mi ha condotta dove sono. »

Terry Brooks torna nelle librerie di tutta Italia con un nuovo avvincente capitolo ambientato nel mondo di Shannara, tanto lontano a noi per certi versi ma sempre più vicino per altri.
La nuova saga, iniziata con "La pietra nera della magia" prosegue con questo nuovo capitolo, che ci avvicina man mano alla conclusione definitiva di una storia complessa, ricca di particolari e tematiche e che si è fatta amare da milioni di lettori in tutto il mondo nel corso degli anni.

Il misterioso esercito dai distruttivi poteri magici che ha invaso le Quattro Terre, mettendo in ginocchio tutti i popoli, ora assume maggiore consistenza e soprattutto un'identità: gli Skaar, un popolo feroce e spietato, pronto a tutto per poter fare propria una nuova terra, dopo che la sua nazione è stata, a sua volta, devastata. 

Tra gli invasori, spicca la figura di Ajin, la principessa degli Skaar, che guida la missione per fare in modo di essere notata da suo padre, il re, ora in qualche modo più appagato, per non dire soggiogato, dalla donna che le ha donato dei figli maschi. La sua caparbietà l'ha portata a diventare il comandante più forte degli Skaar, a vincere le battaglie più disperate e a sconfiggere ogni genere di difficoltà anche quando queste cercavano di schiacciarla al suolo. Il suo è un personaggio davvero particolare e interessante, che incarna la figura del cattivo com'è giusto che sia dal suo ruolo, ma che sorprende per la lealtà sconfinata verso i suoi compagni e il re. Il suo obiettivo è minare le alleanze presenti nelle Quattro Terre, ma contro chi dovrà scontrarsi?

"L'invasione degli Skaar" è un romanzo avvincente e appassionante, pieno di azione e scontri che fanno salire l'adrenalina alle stelle. Il ciclo della Caduta mi fa tornare con la mente alle origini, quando la me bambina veniva presa per mano da Brooks e condotta tra creature fantastiche e scenari apocalittici nei primi cicli di questa epopea. Il clima che si respira è quello di una fine imminente, ma di una creatura che ha la consapevolezza di poter splendere in eterno.


martedì 7 maggio 2019

Review Party: Recensione di "La ragazza del faro" di Alessia Coppola



« La verità è una conquista che costa lacrime. »

Quando ci si trova ad affrontare un evento drammatico è difficile porvi rimedio: spesso, bisogna semplicemente farsene una ragione se qualcosa di brutto accade e a quel punto andare avanti. Senza però mai accettarlo davvero.

La perdita di un genitore è un'esperienza che fortunatamente non ho dovuto ancora affrontare. Eppure, al solo pensiero, sono percorsa da brividi di terrore e orrore per quella che potrebbe diventare la mia vita dal quel momento in avanti. Mi sentirei talmente persa nel dolore da non riuscire più a trovare gioia nel quotidiano.

Luna, da un giorno con l'altro, ha perso la madre in un brutto incidente. Non riesce a non pensare ai bei ricordi legati a lei, non sa come trovare la risposta ad un'ingiustizia così irragionevole. Eppure, nelle stelle trova un po' di conforto, memore della passione che anche sua mamma aveva per quei puntini luminosi. Nonostante sia stata la ricerca di una di queste che ha in qualche modo causato la sua scomparsa. La ragazza torna appena può al faro cui la sua famiglia è legata, contro il volere del padre che la vorrebbe più serena e in compagnia di qualcuno, sostenuta da zio Ammone che rivede nella nipote la tenacia della sorella deceduta.

Ma sull'Isola dei Gigli di Mare, qualcosa sta per approdare: un piccolo contenitore pieno di caramelle e fotografie sconvolge l'esistenza di Luna dandole un nuovo obiettivo. Capire chi ha scattato la foto che ritrae lei e la madre la porta ad interrogare ancora una volta le stelle, che le rivelano in modo enigmatico ciò che potrebbe davvero cambiarle la vita. Entrare nella vita di Luna non è semplice, di questo Hermes se ne renderà presto conto. Ma qualcosa di misterioso li tiene legati, qualcosa che solo l'amata isola sa e può indicare.

"La ragazza del faro" tocca con delicatezza i tasti più dolenti che una persona deve affrontare nella vita e li trasforma, addolcendo il tutto in una poesia piena di malinconia, verità, lacrime di sofferenza e felicità. Alessia Coppola sa bene come tessere le storie che le affollano la mente e riesce a metterle tutte su carta lasciando in ognuna di queste un pezzettino di sé. Posso rivedere un po' di lei in ognuna delle straordinarie donne delle sue opere che è come se vivessero in armonia tra loro, come se ognuna potesse insegnare qualcosa per far crescere l'altra. Ce le vedrei davvero bene Lavinia e Luna a gustarsi un tè o una cioccolata calda, insieme, al riparo di una veranda immersa nella natura mentre il vento salmastro scompiglia loro i capelli.

Alessia è una scrittrice incredibile che, come un faro nella notte, illumina la via con le sue storie piene di meraviglia e amore.






martedì 30 aprile 2019

Review Party: Recensione di "La Quinta Stagione" di N. K. Jemisin




« E quando i ricognitori torneranno e riferiranno della devastazione che – come sai – troveranno a Sume, e dei sopravvissuti che – come sai – non troveranno, o almeno non in grande numero, non sarà più possibile negarlo. Resterà posto solo per la paura. E le persone spaventate cercano capri espiatori. »

Immaginare un futuro post-apocalittico non è così semplice come potrebbe sembrare. Le ispirazioni, ormai, sono molte, ma una storia riesce a spiccare tra il mucchio quando viene raccontata in un modo tanto originale da conquistare i lettori.

Questo è ciò che accade con "La Quinta Stagione" di N. K. Jemisin. L'Immoto è la terra devastata che l'uomo nei secoli ha contribuito a mandare in rovina. Antiche, ormai, sono le memorie del passato prospero. Ora ciò che conta è sopravvivere ai cataclismi che si abbattono puntualmente e che spazzano via i brandelli di quotidianità come neve al sole.

Simbologia, credenze e sovrannaturale si intrecciano fino a creare la civiltà attuale, in cui Yumenes cerca di emergere e comandare l'Impero.

Il libro ha una complessa struttura narrativa, suddivisa in tre parti. Tre, come le donne protagoniste, in tre luoghi differenti e in tre fasce temporali ben distinte. La lettura diventa una caccia all'ipotesi migliore che possa far comprendere come costoro siano legate l'una all'altra. Credetemi, non ci arriverete tanto facilmente. Ogni esperienza di vita che s'incontra nel romanzo è intrigante, così come scoprire il nuovo modo di pensare degli esseri umani, rassegnati ad una condizione prettamente di sopravvivenza, ma che non scorda di puntare il dito contro ad ogni occasione.

Fulcro della storia, infatti, è l'orogenia, il potere di controllare a piacimento le catastrofi naturali. Essun, Damaya e Syenite fanno parte di questa minoranza in schiavitù, sfruttata solo per il momento del bisogno ma odiata se per errore non riesce a contenere le scosse sismiche o le eruzioni.

L'impatto ambientale è un altro elemento fondamentale dell'opera perché rappresenta il nostro fallimento, il non aver agito correttamente nei confronti della natura quando ce n'erano ancora le possibilità. Si palesa un futuro drammaticamente verosimile, pensando a tutte le campagne ambientaliste che da decenni tentano di far ragionare invano l'uomo.

Lo stile della Jemisin è la vera magia. Trainante e coinvolgente, ad ogni pagina cresceva sempre più in me il desiderio di raggiungere il suo livello di scrittura e poter stilare una storia intensa emotivamente e capace di far riflettere.

Sono felice che questo sia solo il primo libro di una trilogia, credo che ormai di questa scrittrice non potrò più farne a meno. "La Quinta Stagione" si posiziona a mani basse tra le mie letture preferite di quest'anno.




Blog Tour: "È così che deve andare" di Stefania Calvellini - Le protagoniste




"È così che deve andare" è una storia di amore, imprevedibilità e forza interiore.

La vicenda ruota attorno a due giovani donne, Alice e Veronica. In apparenza non hanno nulla in comune diversi chilometri separano le loro vite. Ma una cosa è certa: entrambe vivono con gioia, guardando al futuro e rincorrendo i propri sogni. Possono contare sul sostegno delle proprie famiglie, per qualsiasi cosa sanno di non essere sole.

Alice convive a Milano con l'uomo che ama e con cui crede condividerà ogni giorno. Vogliono sposarsi, allargare la famiglia e anche se il quotidiano non sempre è semplice vivono proiettati verso questi positivi progetti.

Veronica sprizza di gioia quando scopre di essere ammessa all'università di Venezia. Questo la porterà lontano dalla sua Modena e dai suoi famigliari, che con orgoglio la appoggiano, nonostante la distanza che li separerà. Ma la ragazza è convinta delle possibilità di carriera che le si presenteranno così facendo e anzi, è pronta ad impegnarsi anima e corpo per ottenere una delle prestigiose borse di studio.

Eppure, tutte e due si troveranno ad essere sole quando il dolore si presenta loro davanti, senza avvisare e scombinando ogni piano fatto fino a quel momento. Affrontare una grave malattia, così come un incidente stradale, disorienta e sconvolge a tal punto da non essere più in grado di ragionare con lucidità. Ci si chiude in sé stessi, tentando di tenere tutti e tutto all'esterno. Per proteggersi, ma anche per proteggere chi vorrebbe stare accanto.

Il dolore, spesso, unisce le persone nonostante la distanza, perché esperienze e sentimenti comuni creano un'empatia speciale che può davvero fare la differenza tra l'arrendersi e il ricominciare a vivere.

Così, Veronica e Alice si incontrano. In un modo talmente inusuale e particolare per cui saranno unite per sempre. Il dolore quando arriva è inspiegabile, ma è necessario affrontarlo per una nuova e decisiva svolta. I fatti succedono per una ragione, purtroppo è impossibile prevederli e impedirli. L'unica speranza è trovare uno spiraglio di luce per andare avanti, continuare a vedere la bellezza nel mondo e ammettere che le cose prendono una certa direzione per un motivo. Perché così devono andare.







lunedì 29 aprile 2019

Blog Tour: "La Quinta Stagione" di N. K. Jemisin - Il mondo chiamato Immoto



Amo, dei libri che leggo, l'emozione travolgente che nasce, cresce e mi accompagna anche successivamente alla lettura. Questo mi fa capire se davvero un'opera è meritevole e quanto sia in mio dovere diffonderne la bellezza.

Grazie alla Mondadori, oggi vi parlo in anteprima di "La Quinta Stagione" di N. K. Jemisin, vincitrice di tre Premi Hugo, ovvero il riconoscimento letterario più importante per i romanzi fantasy e fantascientifici.
In particolare, questo articolo tratta un approfondimento sull'ambientazione in cui la storia è calata. La  mia recensione uscirà nella giornata di domani.

La Jemisin crea sulla carta un mondo apocalittico, chiamato l'Immoto, colpito ormai da tempo immemore da ogni genere di cataclisma. Tante sono le sue caratteristiche, così come i nomi che l'hanno definito in precedenza. Si presenta come un'unica vasta terra, che nei secoli era divisa e che divisa potrebbe ben presto ritornare. È di fatto un continente devastato a causa delle inondazioni, delle scosse di terremoto ed eruzioni vulcaniche subite. Non solo l'umanità ne è ferita, ma anche l'ambiente soffre e tenta di sopravvivere, evitando il più possibile il momento in cui collasserà su se stesso. 

Ad ogni disastro climatico viene dichiarata una nuova Stagione, contraddistinta dalla piaga, in un certo senso biblica, abbattutasi in quel momento: freddo, buio, carestia e molto altro.
L'umanità vive in perenne stato di precarietà, perché dopo un evento climatico distruttivo deve spostarsi, muoversi da un luogo che non c'è più e ricominciare tutto da capo. Conseguentemente elementi come la ricchezza economica o l'abbondanza di risorse sono ormai un ricordo molto lontano da questo presente, in cui vige la convinzione di una terra avversa alla vita. Non esiste più l'attaccamento affettivo a ciò che sta intorno perché la propria piccola città, la "com", potrebbe scomparire da un momento all'altro. Non c'è tempo da perdere in futilità, se non al pensare ad un nuovo riparo. 



La memoria del passato è simboleggiata dall'architettura particolare che si distingue dagli agglomerati dei sopravvissuti. Le strutture antiche, così come quei misteriosi obelischi che fluttuano nel cielo, sono tanto affascinanti quanto prova di una realtà che non aveva come obiettivo il resistere al pericolo costante di morire, perché quel pericolo ancora non esisteva. Soprattutto, ricordano ai popoli il vero fallimento dell'umanità: non avercela fatta nel momento in cui il primo disastro si è abbattuto. Le civiltà antiche non avevano nulla da temere, in apparenza, ma quando è stato il momento di reagire sono state irreversibilmente spazzate via. È una situazione quasi ironica, pensare che chi aveva maggiori risorse non aveva le capacità per limitare la furia dell'ambiente. Perché è proprio l'uomo ad aver scatenato quella furia primordiale e più potente di qualsiasi tecnologia e avanzamento.

In mezzo ad un agglomerato di città stanziato sulla fascia equatoriale ne spicca una in particolare: Yumenes, sopravvissuta a ben sette Stagioni e che detiene quindi il diritto a proclamarsi la capitale dell'Impero. Ha potere e controllo su tutti, soprattutto sugli orogeni: coloro che hanno sviluppato la capacità di controllare la forza distruttiva delle catastrofi e che vengono quindi inviati nel continente per sfruttare questo loro potere. Sono però persone che non hanno quel prestigio che noi potremmo dare per scontato. Al contrario, dato che dalla loro abilità deriva soprattutto la responsabilità di non causare senza volerlo il disastro anziché contenerlo, sono di fatto degli emarginati, i "diversi", reietti da odiare ed evitare. Per dare una parvenza di controllo, Yumenes addestra nel suo Fulcro i dotati, per prepararli a ciò che è loro dovere fare per il bene dell'umanità.

L'apocalisse è imprevedibile, così come le conseguenze che ne derivano. Mai ci si potrebbe immaginare che da una catastrofe possano nascere delle creature sovrannaturali, con capacità quali l'orogenia, ma dagli intenti assolutamente avvolti nel mistero.

Mi piacerebbe poter dire molto altro su questa incredibile opera, ma dovrete aspettare le tappe che seguono la mia, ospitate da altre colleghe blogger. Di seguito, il calendario.


  

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