venerdì 14 giugno 2019

Blog Tour: "Arcana - Il castello dei destini sbagliati" di Maurizio Temporin - I tarocchi nella letteratura italiana




C'è tutto un mondo da scoprire, dietro la magia dei Tarocchi. Ma la prima cosa sorprendente, come ribadisce Maurizio Temporin nella sua opera, è che a discapito di quanto si possa pensare, la loro vera origine si nasconde nelle trame del tempo, passando presumibilmente da Oriente a Occidente e viceversa, in una continua corsa tra mani e luoghi differenti.

Ciò che è certo è che le famiglie milanesi Visconti e Sforza furono le prime a possedere i pregiati mazzi completi, come attualmente sono conosciuti. Pittori famosi hanno dedicato parte della loro vita a dare una personale interpretazione figurata degli Arcani, decorando con dedizione ogni singola linea dorata che andava impressa. Ma al tempo, era un semplice passatempo: uno svago per passare le ore a divertirsi.

I Tarocchi, però, sono stati in grado anche di influenzare la letteratura. Più nello specifico esistono almeno due esempi di autori italiani che hanno voluto rappresentare i Tarocchi come identificazione di una persona.

Dino Buzzati ricorreva molto spesso alle metafore nei suoi romanzi, per poter dire di un personaggio qualcosa senza però dirlo davvero. Gli stati d'animo, così come la morte, diventano essi stessi dei tarocchi che guidano le azioni compiute nelle sue storie, creando quel tipico sentore di mistico e realtà, che contrasta e si amalgama in continuo divenire.

Ancor di più, questo concetto si realizza in "Il castello dei destini incrociati", citato anche in "Arcana", di Italo Calvino, autore poliedrico per cui non bisogna sorprendersi se il surreale entra continuamente a far parte delle sue storie. Nella complessità dei tarocchi, Calvino vedeva la possibilità di poter creare situazioni e racconti ogni volta differenti, in base al significato che in quel determinato momento una carta assumeva al momento dell'estrazione del mazzo. E così, simboli come la Torre, il Bagatto e il Sole, diventano alcuni dei protagonisti del suo romanzo citato sopra, narrando i drammi di chi rappresentano e che non possono parlare per raccontare da sé il proprio passato. 

Se è vero che i Tarocchi rappresentano l'ordine e il caos, potrebbero davvero definire una persona? Questo, e molto altro, lo scoprirete nel meraviglioso libro "Arcana".





martedì 11 giugno 2019

Review Party: Recensione di "Loyalty" di Megan DeVos


« Chi decideva che una persona fosse più degna di sopravvivere rispetto a un’altra? Per morire bastava fare un passo a sinistra invece che a destra. Non c’era giustizia nel nostro mondo spietato e crudele. »

L'adrenalina che scorreva nelle vene di Grace e Hayden alla fine di Anarchy, torna pulsante, quasi assordante, in Loyalty. Il colpo subito dalla ragazza mette a repentaglio non solo la sua incolumità, ma anche il rapporto con Hayden che inizia a chiedersi se la scelta di Grace di rimanere con lui e la sua gente sia stata davvero la migliore per lei.

I rapporti tra Blackwing e Greystone, infatti, si sfaldano sempre di più, rendendo più reale e ravvicinato il pericolo di una guerra imminente. Hayden deve fare ciò che è meglio per il popolo, senza mettere il cuore e le priorità personali al primo posto. Ma come può essere possibile, quando i sentimenti crescono intensi a ogni alba? A chi, o cosa, è giusto rivolgere la propria lealtà?

Quando la tensione sale, scegliere diventa sempre più un qualcosa di vitale, agire il più velocemente possibile può determinare il confine tra la vita e la morte. Così come non c'è scampo dal fuggire continuamente a un conflitto, lo stesso vale quando si deve fare i conti con le proprie emozioni.

Se ogni storia scritta e raccontata deve effettivamente trasmettere delle sensazioni, positive o negative che siano, è anche vero che queste devono essere dilazionate con criterio, in modo da non scavalcare i veri avvenimenti che devono tenere in piedi il libro. Come con Anarchy, anche in Loyalty le scene di tensione romantica e erotica tra i due protagonisti sono utilizzate in modo spropositato e quasi inappropriato, lasciando che il resto scorra più lentamente fino a ridursi a una manciata di colpi di scena per libro. Spero che nei successivi capitoli non venga a ripresentarsi ancora questa sensazione, il mio timore è che si arrivi alla conclusione della serie in modo frettoloso e raffazzonato, che rovinerebbe ciò che di positivo è stato creato dall'autrice.

In generale "Loyalty" si conferma essere un secondo capitolo coinvolgente, soprattutto perché la DeVos sa come creare dei cliffhanger che non possono permetterti di abbandonare la serie tanto facilmente.



lunedì 3 giugno 2019

Blog Tour: "La Leggenda di Kingdom Hearts: Libro I - Creazione" - Luce: Sora, il Detentore del Keyblade





Titolo: La Leggenda di Kingdom Hearts: Volume I – Creazione
Prezzo: 24.90
EAN: 9788863554748
Editore: Multiplayer Edizioni
Genere: Saggistica
Pagine: 384
Formato: Copertina rigida
Lingua: Italiano
Traduttore: Paolo Martore
Data di pubblicazione: 06/06/2019
NOTA IMPORTANTE:
Dal 6 giugno il volume sarà disponibile in esclusiva su Multiplayer.com. Il libro in libreria uscirà invece il 12 settembre.

Trama:
Tetsuya Nomura deve la sua popolarità ai personaggi che ha disegnato per la serie di Final Fantasy. Tuttavia, è molto più di un semplice character designer. Il suo coinvolgimento e la sua influenza sono tangibili nel cuore di Square Enix e persino nell’intera industria giapponese dei videogiochi.

Con il tempo, è riuscito e non senza malizia, a convincere il più grande impero dell’intrattenimento mondiale, ovvero Disney, a piegarsi al suo genio per dare vita a una delle opere più significative del nostro tempo.

Era davvero impossibile concentrare tutto in un unico libro e ignorare ogni minimo dettaglio della genesi di Kingdom Hearts. Il Volume I, vi racconterà tutto quello che c’è da sapere sull’origine di questa serie, unica nel suo genere.



« La paura è l'oscura prigione della luce. Il coraggio è la chiave. »

Mi piace poter iniziare questa tappa del Blog Tour citando una delle frasi più significative della saga di "Kingdom Hearts". Luce e oscurità rappresentano un binomio fondamentale all'interno della storia, ma è davvero così netta questa distinzione?

Colui che più di chiunque altro rappresenta la luce è il protagonista dei videogiochi: Sora, il Portatore del Keyblade. In pieno stile Disney, ma anche ricalcando un immaginario tipico di molti personaggi dei manga e anime giapponesi, viene presentato come un quattordicenne allegro e solare, piuttosto sbadato in certe occasioni ma assolutamente leale nei confronti dei suoi amici, con un senso della giustizia intaccabile. Vive da sempre su quelle che vengono denominate le Isole del Destino, luogo circondato dall'oceano fino a perdita d'occhio, in compagnia di Kairi e Riku, i suoi migliori amici.

Il trio ha un unico, intenso desiderio: prendere il largo ed esplorare il mondo esterno. Ma durante la notte prima della partenza, una tempesta attira l'attenzione di Sora, che corre alla spiaggia alla ricerca degli amici. "La porta si è aperta…", questo è ciò che dice Riku, osservando l'oscurità apparsa sopra alle Isole accerchiarli sempre più. È in quel momento che in Sora si fa strada la luce e si ritrova a brandire per la prima volta il Keyblade, l'arma che può indebolire l'oscurità stessa e sconfiggerla. Il primo combattimento contro gli Heartless, però, risulta vano; le Isole del Destino vengono inghiottite dall'oscurità e lui finisce catapultato in un altro mondo: la Città di Mezzo.

Qui apprende la natura del Keyblade e la minaccia rappresentata dagli Heartless. Lui è il Prescelto, colui che ha il potere di sigillare i cuori dei Mondi. Per far fronte a questa missione e contemporaneamente ritrovare Riku e Kairi, andati dispersi, il ragazzo potrà avere il supporto di due nuovi compagni di viaggio: Paperino e Pippo, che riconoscono il Keyblade tra le sue mani e quindi comprendono che è lui il Custode che stavano cercando.

Tutto il resto è storia.

Uno degli aspetti più positivi di "Kingdom Hearts" è la conoscenza dei personaggi a tutto tondo.

Per Sora l'amicizia è un elemento fondamentale, mostrato attraverso l'emotività, l'intraprendenza e la disponibilità totale verso chi è in difficoltà e ha bisogno di aiuto. Non solo ha come obiettivo ritrovare le persone che sono sempre state con lui, ma per ogni personaggio crea un legame speciale e unico. La caparbietà lo porta a non arrendersi e a credere che anche nell'oscurità più profonda possa esserci la luce, come quando in "Kingdom Hearts II" finisce insieme a Riku nella parte più bassa del Regno dell'Oscurità.

Ma Sora non è perfetto: come tutti, ha dei difetti che in più occasioni emergono. La sua ingenuità lo porta diverse volte a prendere decisioni avventate, o peggio, a dimenticarsi di compiti molto importanti come mantenere l'equilibrio dei mondi. Sigillare i mondi, infatti, deve rimanere una missione segreta di cui solo lui, Pippo e Paperino ne sono a conoscenza. Per questo, modificano ogni volta il loro aspetto, che camuffano a regola d'arte in base all'ambientazione del mondo su cui atterrano. Il lato più immaturo e infantile del suo carattere crea spesso dei siparietti comici e frivoli durante il corso della storia, come le continue discussioni con il brontolone Paperino o la creazione di nomignoli identificativi, come la squadra di Keyblade Hero 3 nel mondo di San Franstokyo in "Kingdom Hearts III".

Con i due personaggi spalla, Paperino e Pippo, Sora stringe un'amicizia speciale e quasi fraterna. Non mancano le discussioni, certo, ma quando è il momento di unirsi si sostengono sempre e a qualsiasi costo. Anche quando sono costretti a separarsi, si promettono di ritrovarsi alla fine di una battaglia.

Il viaggio tra i mondi è colmo di ostacoli e difficoltà, e la volontà di Sora viene messa costantemente in discussione. Soprattutto di fronte a Riku, che in origine aveva abbracciato l'oscurità, il ragazzo si sente inizialmente sopraffatto, non all'altezza: Sora, infatti, si è visto sempre in difetto nei confronti dell'amico, perché fino a quella fatidica notte in cui i destini di tutti vengono messi in discussione, l'aveva considerato un modello da emulare per il suo essere fiero e sicuro di sé.

Ma l'esperienza intrapresa lo farà crescere nello spirito in un modo che non avrebbe mai potuto immaginare. Per proteggere gli altri, Sora vuole diventare sempre più forte e per raggiungere questo obiettivo trova un punto di riferimento in Hercules. Quello nel mondo dell'Olimpo è un percorso di crescita molto importante, oltre che ad essere un'occasione di riscatto personale: partendo come cucciolo di eroe in "Kingdom Hearts I", il ragazzo riesce a diventare a tutti gli effetti un eroe soltanto in "Kingdom Hearts II", per poi tornare a trovare Megafusto in "Kingdom Hearts II.9" e poter riacquistare la forza persa dopo il fallimentare Esame di Maestria a cui assistiamo in "Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance".

Il legame dell'amicizia è ricorrente non solo per la sua forza ma anche per i ricordi del legame creato: in "Kingdom Hearts: Chain of Memories", per esempio, nonostante la memoria fisica sia andata perduta, la potenza dell'unione condiziona in positivo gli incontri di Sora con i personaggi di Final Fantasy, che percepiscono che per loro lui sia qualcuno di importante e sono pronti a sostenerlo senza alcuna esitazione. Stessa cosa avviene all'interno del libro di Winnie the Pooh, che viene ricostruito dopo il furto delle pagine da parte degli Heartless in "Kingdom Hearts II" attraverso i sentimenti di affetto reciproco tra i personaggi e Sora.

Il ragazzo non è di certo uno che si dà per vinto, mai del tutto, grazie al legame che lo collega a tutte le persone che conosce e conoscerà. Questo perché Sora è di fatto la personificazione del legame tra tutti i personaggi.

Riku viene aiutato e aiuta Sora nel corso di tutti i capitoli, valorizzando così la loro amicizia; Kairi è la luce che Sora insegue in tutti i capitoli (oltre a far nascere un legame affettivo che va oltre l'amicizia); Pippo e Paperino all'inizio cercano Sora solo per il Keyblade (denotando un legame in principio superficiale) per poi diventare i compagni di squadra irremovibili e a protezione dell'amico.

In "Kingdom Hearts: Birth by Sleep" vediamo come Sora sarà la chiave per salvare Aqua, Terra e Ventus dall'Oscurità. Non solo in senso metaforico a livello di cuore, ma anche in senso fisico, in quanto il Reame dell'Oscurità è il più potente e pericoloso di tutti. Così come Ventus è legato in particolar modo a Sora, Terra lo è con Riku e Aqua con Kairi.

Xion nasce dai ricordi che Sora ha di Kairi; Naminé, che è parte di Kairi ma strettamente collegata a Sora, è colei che permette il risveglio di Sora nel Castello dell'Oblio. Roxas è il Nessuno di Sora, mentre Vanitas è legato alla pura oscurità che si trovava nel cuore di Ventus, motivo per cui, a parti invertite, Vanitas ha il volto di Sora e Ventus quello di Roxas.

Axel è sulle tracce di Sora per riavere indietro l'amico Roxas, l'Organizzazione XIII è interessata ai cuori che libera Sora per ricreare in qualche modo il Kingdom Hearts e successivamente Maestro Xehanort vuole Sora stesso come recipiente delle tredici oscurità.

Topolino è legato a Sora perché è lui che manda alla sua ricerca Pippo e Paperino. In più, il Keyblade di Sora e il Keyblade del Regno dell'Oscurità di Topolino sono complementari e permettono la chiusura della porta di Kingdom Hearts.

Il Giovane Eraqus e il Giovane Xehanort muovono le pedine degli scacchi simbolo della battaglia finale: quella che porta Eraqus a vincere è proprio Sora.

Non solo Sora è legato a tutti questi personaggi, si può dire che il suo cuore sia legato in particolar modo a quelli di Ventus, Roxas e Xion: il primo ha trovato rifugio in Sora nei momenti di maggiore difficoltà, gli altri due per motivi che vanno oltre la volontà del Prescelto di aiutare gli altri. In quanto Nessuno, sia Roxas che Xion non dovrebbero provare emozioni, ma grazie a lui iniziano a a sviluppare un forte legame.

Ritengo che per quanto riguarda l'elemento della Luce, Sora abbia altrettante nette distinzioni.

Ha in sé "la luce della forza", data dagli amici: "I miei amici sono il mio potere" è un'altra frase ricorrente in tutti gli episodi, perché è grazie a loro se lui riesce a trovare in sé quella forza insita che gli serve per risollevarsi e per far fronte alle manipolazioni messe in atto dall'antagonista più oscuro, colui che supera in intenti anche i villain dei mondi esplorati: Xehanort, il Maestro che desidera aprire il Kingdom Hearts e resettare il mondo con il suo potere.

In "Kingdom Hearts I" Sora torna in possesso del Keyblade, sottrattogli dal Dark Riku, dopo essere stato protetto da Paperino e Pippo. In "Kingdom Hearts: Re Coded" il supporto di Pippo, Paperino e Topolino a Data Sora, creato virtualmente attraverso la codificazione digitale del Grillario del Grillo Parlante, gli permette di combattere e sconfiggere il virus che danneggia le informazioni scritte all'interno delle sue pagine.

Le invocazioni permesse dal Gameplay, così come altri elementi narrativi presenti nell'ultimo capitolo uscito ma che non starò a svelare, fanno capire che c'è appunto un legame di amicizia tra lui e i vari mondi, tanto da andare in supporto a Sora durante i combattimenti.

Poi c'è "la luce del desiderio", che è la luce che Sora insegue: la luce della Settima Principessa del Cuore, Kairi, che lui cerca tanto da essere disposto, in "Kingdom Hearts I", a sacrificare il proprio cuore pur di liberare il suo, rimasto dormiente all'interno del ragazzo dopo aver lasciato le Isole del Destino.

Proprio sul finale del primo videogioco, i due sono costretti a separarsi di nuovo, ma con la promessa fatta da Sora che riuscirà a tornare da lei. In "Kingdom Hearts: Chain of Memories", nonostante i suoi ricordi siano stati modificati da Naminé, Sora riesce a ricordarsi di Kairi, rafforzando ancora di più l'importanza del loro rapporto.

Infine, "la luce della salvezza", che è quella che salva Sora nei momenti difficili e che è rappresentata da Riku: nel primo capitolo della saga, lui viene aiutato a uscire dal Mondo del Caos dopo la battaglia contro Ansem. In "Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance", è Riku ad andare in soccorso di Sora e a risvegliarlo dall'abisso in cui era caduto.

È soprattutto per quest'ultimo avvenimento che si può affermare che Sora nonostante sia un Possessore del Keyblade è sempre diviso tra luce e oscurità. Nel corso della storia, il dubbio è una costante e lo porta in alcune occasioni ad accettare l'oscurità: in "Kingdom Hearts I", l'ombra d'oscurità che si trova sull'Isola Che Non C'è ha proprio le sembianze del ragazzo e anticipa il destino che lo riguarda una volta essersi sacrificato per Kairi: diventare lui stesso un Heartless.

Ancora, nel Mondo del Caos per poter sigillare la Porta dell'Oscurità, Sora trova la motivazione per non arrendersi quando è Riku ad incitarlo, dicendogli che insieme possono farcela.

In "Kingdom Hearts II", Saix rivela a Sora che sconfiggendo gli Heartless libererà i loro cuori che, unendosi, creano l'Oscurità che può permettere a Kingdom Hearts di aprirsi. Sora è turbato da ciò che gli viene detto, tanto da farsi assalire volontariamente dagli Heartless subito dopo, pur di non andare ad alimentare l'oscurità che tanto stava cercando di sconfiggere. Solo grazie all'intervento di Malefica, il ragazzo torna lucido e pronto a riprendere la missione.

Il Gameplay, inoltre, prevede l'utilizzo dell'Antifusione e della Fusione Furore, che si traducono nella relazione tra Sora e l'ausilio che trova nell'uso dell'oscurità nei combattimenti.

In "Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance", come accennato prima, Sora si fa ingenuamente ingannare dall'Organizzazione XIII e l'oscurità prende il sopravvento, facendolo diventare un possibile contenitore del Maestro Xehanort. Sora cade in un sonno profondo, risvegliandosi solo dopo che Riku è riuscito a sconfiggere l'Oscurità che albergava nel suo cuore.

Indebolito da quanto avvenuto durante la prova per diventare Maestro del Keyblade, il ragazzo si trova costretto a ricominciare da capo e recuperare l'energia perduta alla volta di vecchi e nuovi mondi esplorabili.

Questa è la sua missione ultima: combattere al fianco dei propri compagni e alleati per poter salvare e far tornare alla luce coloro che in passato si sono battuti affidandosi ciecamente a lui. Sprigionando così quella luce intensa che alberga anche nell'oscurità più buia.





venerdì 31 maggio 2019

Blog Tour: "La bambina senza cuore" di Emanuela Valentini - La Morte dal punto di vista di un Defunto




È davvero complesso spiegare quanto "La bambina senza cuore" di Emanuela Valentini significhi per me. Per quella ragazza, poco più che bambina, sola con le sue passioni, è un simbolo di un'età passata che ancora non l'abbandona, un'origine di interessi e sentimenti che l'ha resa la donna che è ora. Potermi immergere di nuovo nella storia di Lola e Nathan mi ha fatto riprovare le stesse identiche emozioni, rinnovate da consapevolezza e maturità maggiori di un tempo. Per me è davvero un onore portare sul mio sito un contenuto dedicato all'opera di Emanuela, a cui auguro tutta la fortuna possibile con questa nuova avventura insieme ad una casa editrice meritevole quale è la Watson Edizioni.

Ebbene, Lola. Spensierata e innocente come chiunque alla sua età, strappata precocemente alla vita in un modo macabro e sconosciuto. D'un tratto, si sveglia nella sua "scatola", la bara allestita per lei da chi ipotizza le volesse bene. Non sente dolore, né caldo o freddo, nonostante il gelo si posi su ogni cosa attorno a lei. Si sente disorientata, ma le basta poco per comprendere di non essere sola. Così, fa la conoscenza del gargoyle Rufus, l'angelo Bianco e il Poeta, colui che più degli altri può comprendere la nuova situazione di Lola: essersi risvegliata dopo la morte, senza più ricordi a cui aggrapparsi. L'unica traccia: la macchia rossa di sangue che le ricopre il petto.

Lola non ha paura, perché la morte non è davvero così spaventosa come sembra per chi non la conosce. Una convinzione si affaccia sempre più: sua mamma tornerà presto da lei. Perciò vive la sua nuova esistenza in sospeso, in un mondo inquietante e incantevole al tempo stesso costituito da altri defunti anche loro in sospeso come lei. Ma lei, al contrario degli altri, è ancora corporea, fisica, capace di toccare e interagire con il mondo. 

Ma l'arrivo di Nathan, cento anni dopo, mette in discussione tutto. La sua carnagione rosea, il sangue ancora in movimento nelle sue vene. Così lontano da ciò che lei era diventata. Diverse domande iniziano ad affollarle la mente e un tormento nasce, chiedendole che senso ha quell'esistenza bloccata nel tempo, privata di un cuore strappatole via ingiustamente. Questo fa più paura di qualsiasi altra cosa: capire se essere il mostro che tutti dicono che lei sia o semplicemente una bambina che ha subito un torto. O ancora, accettare di essere la figlia di una strega, come la sua tomba recita da un secolo. Si sente dannata e condannata in un limbo invalicabile.

L'immutabilità rende l'esistenza inutile, ma Lola cerca sempre di scacciare questi pensieri, dalla sua mente e da quella dei suoi amici. Come a infondere coraggio per qualcosa che non è definito, ma che potrebbe palesarsi da un momento all'altro. Eppure, Lola non riesce a gioire della nuova conoscenza, arrivata con il solo scopo, per lei, di sconvolgere il sottile equilibrio che aveva raggiunto fino a quel momento.

Forse, la luce della speranza per lei è giunta con l'arrivo del ragazzo, in qualche modo collegata a lei e a ciò che le è successo, Forse, il momento di scoprire cosa le è successo è davvero giunto.





martedì 28 maggio 2019

Review Party: Recensione di "Giuramento - Libro tre delle Cronache della Folgoluce" di Brandon Sanderson



« Non esistono giuramenti sciocchi. Sono tutti il segno distintivo di uomini e veri spren rispetto alle bestie e ai sottospren. Sono segno di intelligenza, libero arbitrio e scelta. »

Le Cronache della Folgoluce di Brandon Sanderson tornano in libreria grazie a Mondadori, con la pubblicazione del terzo libro della saga: Giuramento.

Basta il lieve e confortevole suono di una pagina voltata, e tutto ritorna ben chiaro nella mente: dopo il catastrofico epilogo di Parole di Luce, i Cavalieri Radiosi devono trovare la forza di reagire e riunire i Regni di Roshar, fronteggiando la minaccia dei Nichiliferi. Nel frattempo, la Tempesta Infinita incombe su tutto il mondo, portando con sé nuvole oscure e fulmini rossi. Per non parlare del risveglio dei Parshendi, ora con occhi cremisi e custodi di strani e insidiosi poteri. L'impresa è oltremodo disperata, non solo per la potenza nemica ma per la sfiducia in Dalinar Kholin, capo degli Alethi e dei Cavalieri stessi. E le motivazioni sono a tutti gli effetti fondate, avvolte nel passato dell'uomo che sembra dover rimanere a ogni costo nascosto. Ma i ricordi si accalcano uno sopra all'altro, fino all'inevitabile conclusione: la resa dei conti tra l'animo di una volta e l'animo del presente.

Brandon Sanderson è uno di quei scrittori che non perde tempo a tergiversare, non dà il benvenuto con tranquillità all'interno di un suo nuovo libro: non ci sono presentazioni dei fatti, perché è certo che chi lo segue sa già il contesto in cui ci si trova. Per questo, il Cosmoverso da lui realizzato nel corso di tutti questi anni rappresenta un'intricata tela di personaggi e fatti che si rincorrono, facendo riferimento l'uno all'altro quando meno ce lo si aspetta. Giuramento non è solo l'opera perfetta in cui far brillare Dalinar, ma un luogo in cui dare vita a vecchie e nuove conoscenze, che portano avanti i propri affari ed è bello ritrovare tutti dal punto in cui si sono lasciati, ma da una prospettiva completamente diversa. Sanderson non lascia niente al caso, e in un mondo in cui l'editoria tende a fare tagli alle opere, considerando certi fatti superflui quindi trascurabili, lui è riuscito a farsi strada e soprattutto a farsi amare nonostante la corposità di ogni singolo libro, che hanno come conseguenza a ogni volta un'attesa estenuante. Attesa che certamente viene ripagata con una narrazione ricca, fatti avvincenti e una voglia incredibile di sapere sempre di più, in ogni dettaglio, quello che la mente di Sanderson partorisce e mette su carta.

Un plauso va assolutamente all'edizione realizzata da Mondadori, piena di illustrazioni e rilievi degni di un tomo da biblioteca antica. Non potrete fare a meno di sfogliare e risfogliare, perdervi nelle mappe o nella perfezione dei corpi dei personaggi rappresentati.

Se questo è il trattamento che d'ora in avanti verrà riservato in Italia a Brandon Sanderson (dopo le varie, purtroppo, peripezie avvenute con il vecchio editore) state pur certi che potrete senza indugio imparare a conoscerlo e ad amarlo, scoprendo un lato del fantasy che sconfigge il mainstream regalando autentiche emozioni.





martedì 21 maggio 2019

Review Party: Recensione di "L’invasione degli Skaar" di Terry Brooks




« I rischi fanno parte della vita, quando la vita è guerra. Non è il momento di tirarsi indietro e rinunciare a tutto ciò che mi ha condotta dove sono. »

Terry Brooks torna nelle librerie di tutta Italia con un nuovo avvincente capitolo ambientato nel mondo di Shannara, tanto lontano a noi per certi versi ma sempre più vicino per altri.
La nuova saga, iniziata con "La pietra nera della magia" prosegue con questo nuovo capitolo, che ci avvicina man mano alla conclusione definitiva di una storia complessa, ricca di particolari e tematiche e che si è fatta amare da milioni di lettori in tutto il mondo nel corso degli anni.

Il misterioso esercito dai distruttivi poteri magici che ha invaso le Quattro Terre, mettendo in ginocchio tutti i popoli, ora assume maggiore consistenza e soprattutto un'identità: gli Skaar, un popolo feroce e spietato, pronto a tutto per poter fare propria una nuova terra, dopo che la sua nazione è stata, a sua volta, devastata. 

Tra gli invasori, spicca la figura di Ajin, la principessa degli Skaar, che guida la missione per fare in modo di essere notata da suo padre, il re, ora in qualche modo più appagato, per non dire soggiogato, dalla donna che le ha donato dei figli maschi. La sua caparbietà l'ha portata a diventare il comandante più forte degli Skaar, a vincere le battaglie più disperate e a sconfiggere ogni genere di difficoltà anche quando queste cercavano di schiacciarla al suolo. Il suo è un personaggio davvero particolare e interessante, che incarna la figura del cattivo com'è giusto che sia dal suo ruolo, ma che sorprende per la lealtà sconfinata verso i suoi compagni e il re. Il suo obiettivo è minare le alleanze presenti nelle Quattro Terre, ma contro chi dovrà scontrarsi?

"L'invasione degli Skaar" è un romanzo avvincente e appassionante, pieno di azione e scontri che fanno salire l'adrenalina alle stelle. Il ciclo della Caduta mi fa tornare con la mente alle origini, quando la me bambina veniva presa per mano da Brooks e condotta tra creature fantastiche e scenari apocalittici nei primi cicli di questa epopea. Il clima che si respira è quello di una fine imminente, ma di una creatura che ha la consapevolezza di poter splendere in eterno.


martedì 7 maggio 2019

Review Party: Recensione di "La ragazza del faro" di Alessia Coppola



« La verità è una conquista che costa lacrime. »

Quando ci si trova ad affrontare un evento drammatico è difficile porvi rimedio: spesso, bisogna semplicemente farsene una ragione se qualcosa di brutto accade e a quel punto andare avanti. Senza però mai accettarlo davvero.

La perdita di un genitore è un'esperienza che fortunatamente non ho dovuto ancora affrontare. Eppure, al solo pensiero, sono percorsa da brividi di terrore e orrore per quella che potrebbe diventare la mia vita dal quel momento in avanti. Mi sentirei talmente persa nel dolore da non riuscire più a trovare gioia nel quotidiano.

Luna, da un giorno con l'altro, ha perso la madre in un brutto incidente. Non riesce a non pensare ai bei ricordi legati a lei, non sa come trovare la risposta ad un'ingiustizia così irragionevole. Eppure, nelle stelle trova un po' di conforto, memore della passione che anche sua mamma aveva per quei puntini luminosi. Nonostante sia stata la ricerca di una di queste che ha in qualche modo causato la sua scomparsa. La ragazza torna appena può al faro cui la sua famiglia è legata, contro il volere del padre che la vorrebbe più serena e in compagnia di qualcuno, sostenuta da zio Ammone che rivede nella nipote la tenacia della sorella deceduta.

Ma sull'Isola dei Gigli di Mare, qualcosa sta per approdare: un piccolo contenitore pieno di caramelle e fotografie sconvolge l'esistenza di Luna dandole un nuovo obiettivo. Capire chi ha scattato la foto che ritrae lei e la madre la porta ad interrogare ancora una volta le stelle, che le rivelano in modo enigmatico ciò che potrebbe davvero cambiarle la vita. Entrare nella vita di Luna non è semplice, di questo Hermes se ne renderà presto conto. Ma qualcosa di misterioso li tiene legati, qualcosa che solo l'amata isola sa e può indicare.

"La ragazza del faro" tocca con delicatezza i tasti più dolenti che una persona deve affrontare nella vita e li trasforma, addolcendo il tutto in una poesia piena di malinconia, verità, lacrime di sofferenza e felicità. Alessia Coppola sa bene come tessere le storie che le affollano la mente e riesce a metterle tutte su carta lasciando in ognuna di queste un pezzettino di sé. Posso rivedere un po' di lei in ognuna delle straordinarie donne delle sue opere che è come se vivessero in armonia tra loro, come se ognuna potesse insegnare qualcosa per far crescere l'altra. Ce le vedrei davvero bene Lavinia e Luna a gustarsi un tè o una cioccolata calda, insieme, al riparo di una veranda immersa nella natura mentre il vento salmastro scompiglia loro i capelli.

Alessia è una scrittrice incredibile che, come un faro nella notte, illumina la via con le sue storie piene di meraviglia e amore.






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