martedì 10 settembre 2019

Review Party: Recensione di "Elric. La saga" di Michael Moorcock



« Questa è una storia di emozioni mostruose e di ambizioni sfrenate. È una storia di sortilegi, di tradimenti e d'ideali onorevoli, di sofferenze e piaceri spaventosi, di amore amaro e di dolce odio. Questa è la storia di Elric di Melniboné. »

Torna in Italia una delle saghe che ritengo essere un caposaldo del fantasy epico, in un'edizione preziosa che solo la collana Oscar Draghi di Mondadori poteva rendere tale. Questa è un'occasione unica per recuperare una storia assolutamente meritevole.

In un regno sempre più in decadenza, Elric, l'imperatore albino, regna incontrastato a cavallo tra lucidità e sregolatezza. Ma l'ombra dei Regni Giovani cresce sempre di più, pronta ad inghiottire ciò che anche il tempo vuole spazzare via. La battaglia per la difesa di Melniboné potrebbe essere ora più imminente che mai.

Elric è un personaggio affascinante e controverso, a cui non si può certo rimanere indifferenti. I sentimenti che prova, che siano tormento o amore, sono così intensi da risultare realistici e umani. Il viaggio che intraprende tra il terreno e il divino non è solo un cammino fisico, ma anche e soprattutto spirituale, che lo fa evolvere in una direzione non sempre ben definita, proprio per la forza e le debolezze che lo caratterizzano.

Gli anfratti di mondo che appaiono come una visione nell'occhio della mente contribuiscono all'ampliamento dell'immaginazione, che ora si trova ad esplorare nuovi scenari unici nel loro genere, come di fronte ad una delle grandi meraviglie che ben conosciamo.

Lo stile e il tono utilizzati da Michael Moorcock catapultano il lettore in un'atmosfera drammatica, cupa, ma assolutamente ipnotizzante, rendendo la lettura scorrevole, appassionante e coinvolgente.

La cosa più incredibile è come questa saga sia rimasta immutata nel tempo, dalla sua prima pubblicazione ad oggi. Al contrario del regno di Melniboné, l'opera poggia su fondamenta indistruttibili, che il tempo non fa altro che rafforzare attraverso l'energia, la condivisione e l'amore dei fan che sempre più crescono e non smettono mai di parlarne e tenerla in vita.





lunedì 9 settembre 2019

Review Party: Recensione di "Il lupo nell'abbazia" di Marcello Simoni



« Il monaco abbozzò un istintivo cenno di scuse in direzione di padre Verinarius, piombato al suo fianco con la rapidità di un falco, per poi rimettersi al lavoro senza più far caso agli amici. Forma e colore, pensò, mentre si sforzava di fugare dalla mente l’immagine degli armigeri penetrati nella corte dell’abbazia. Del resto, la capacità di concentrazione non gli mancava. Lui era uno dei migliori miniaturisti di Fulda. »

Nella fredda e oscura atmosfera del Medioevo, si fa strada la figura avvolta nel ferro del generale Sturmio, che marcia come ipnotizzato seguito dal suo esercito verso l'abbazia di Fulda. Vengono così accolti dall'abate Rabano di Magonza, che non indugia nell'offrire un riparo dalla neve e dalle intemperie. Non può sapere che, da qui in avanti, avranno luogo atti spregevoli e imperdonabili, che coinvolgeranno in primo luogo il monaco Adamantius e i suoi compagni Walfrido, Godescalco e Lupo. Sarà il caso o il destino, ma subito si sparge così la voce che una creatura demoniaca si sia introdotta nel luogo sacro per chissà quale scopo. Ma qual è la verità che si nasconde dietro a tutto questo?

Marcello Simoni torna nel panorama editoriale con un giallo storico avvincente e inquietante. Non manca di arricchire la storia con informazioni erudite e fonti che rendono il complesso ancora più realistico, perché il lettore è subito catapultato in una Germania che, nonostante sia temporalmente lontana, è subito riconoscibile. Il suo stile di scrittura migliora a ogni lettura che affronto, diventando sempre più coinvolgente e trasmettendo emozioni sempre più palpabili. Non si può rimanere indifferenti a ciò che descrive, è affascinante come anche l'elemento più crudo sia trattato in un modo elegante, sorprendentemente raffinato. Al tempo stesso, la tensione colpisce senza la delicatezza che contraddistingue lo stile, disorientando positivamente il lettore.

"Il lupo nell'abbazia" è un romanzo meritevole, che può tranquillamente servire come apripista per leggere le saghe storiche che hanno reso famoso Marcello Simoni, portandolo a diventare uno degli autori contemporanei più conosciuti di questo genere.

giovedì 5 settembre 2019

Review Party: Recensione di "Mai più così vicini" di Marilena Barbagallo



« Mi sentirai passare anche quando non ci sarò. Sarò il vento. Sarò un raggio. Sarò tutto ciò che non potrai mai afferrare. Niente di tangibile. Solo aria, odore, luce. Io sarò il tuo nulla. Tu lo sei già per me. »

Siria e Ermes sono legati da una speciale amicizia che nell'infanzia li ha sempre accompagnati. Si sono sostenuti a vicenda, sia nei momenti brutti che belli, fino a promettersi di stare insieme per tutta la vita.

Ma i programmi di un futuro felice saltano quando Ermes cresce e inizia ad intraprendere la carriera di delinquenza che ha sempre caratterizzato la sua famiglia. Si allontana da tutto e si trasforma, fino a diventare qualcun altro. Fino al punto di essere conosciuto come Delirio, il ladro più abile in circolazione.

L'abbandono del ragazzo è per Siria un duro colpo, soprattutto per la situazione familiare, che potrebbe portarla ad intraprendere la stessa carriera della madre come prostituta. Tenta di vivere una vita normale, senza cedere ai ricatti o alla gente che l'addita e la giudica.

La ruota ricomincia a girare quando, dopo dieci anni, i due si rincontrano. Qualcosa scatta, nonostante entrambi non lo vogliano ammettere, e senza volerlo riaffiorano i ricordi e le promesse d'infanzia. Ma entrambi sono cambiati, sapranno comunque riavvicinarsi?

Quando ho saputo che sarebbe uscito il nuovo libro di Marilena Barbagallo ho colto subito l'occasione per poterlo leggere, memore di quanto la duologia precedentemente pubblicata da Newton Compton mi avesse preso. Nonostante l'ambientazione, i personaggi e le atmosfere siano differenti, "Mai più così vicini" è stata una lettura leggera e davvero appassionante, che ha saputo intrattenermi e allo stesso tempo rilassarmi.

Nonostante un inizio apparentemente calmo, la vicenda evolve in modo frenetico ed è impossibile tenere a bada la tensione. Il rapporto tra i due protagonisti è complicato, pieno di alti e bassi e di scontri che nemmeno loro sanno spiegarsi. Vorrebbero viversi, finalmente da adulti, ma ciò che sono diventati li trattiene e li scoraggia dal lasciarsi andare. Il fiato è perennemente in sospeso, in attesa della scintilla e quel qualcosa che possa far esplodere la felicità.

Ho ancora le palpitazioni, dopo diverse ore, per il finale. Non ce lo si aspetta davvero, si spera fino all'ultimo istante che nella pagina successiva venga spiegato che è tutto un grosso scherzo. Comprendo il timore dell'autrice nel pubblicare questo libro, ma "Mai così vicini" lo si apprezza anche per l'intensità e l'inevitabilità dell'epilogo.

In questo caso non è tanto la storia raccontata che riesce ad attirarmi, ma il modo in cui viene fatto. Marilena ha uno stile scorrevole e positivamente semplice, non si spreca in inutili descrizioni che appesantirebbero senza motivo i suoi libri. Anzi, nel suo essere essenziale riesce a colpire all'istante i punti giusti della mente e nel cuore del lettore.

Una lettura consigliata, perfetta per salutare l'estate e lasciar posto ad una nuova stagione di emozioni.



Review Party: Recensione di "Nevernight. Alba oscura - Libro Terzo degli Accadimenti di Illuminotte" di Jay Kristoff



« Più brillante è la luce, più cupa è l’ombra. »

È sembrata un'eternità, ma al tempo stesso il viaggio di Mia è giunto alla sua conclusione.

Non c'è modo di descrivere l'ultimo libro di Nevernight senza per forza anticipare qualcosa della storia. Arrivati a questo punto, non ci sarebbe nulla di più brutto che non godersi appieno ogni istante in compagnia di Mia.

Sappiate che ogni cosa descritta è sublime. Dall'inizio alla fine. Si può rimanere delusi da tante cose, specie dall'epilogo di una storia. Credetemi: "Nevernight: Alba Oscura" è inevitabile tanto quanto perfetto.

Mi mancherà tutto questo. Mi mancherà l'emozione intensa tanto da far tremare le mani. Mi mancheranno i personaggi e le loro storie. Mi mancherà il sangue versato, così come l'amore e l'odio riversati. Mi mancherà avere una paura fottuta di girare la pagina e proseguire.

Jay Kristoff è davvero uno scrittore sublime, che già mi aveva conquistato con Illuminae, ma che con Nevernight mi ha incatenato a sé per sempre.

Inutile dire che questa trilogia fa parte delle migliori letture di quest'anno. Leggetela: potrete consultare centinaia di recensioni, ma il modo migliore per vivere Nevernight è attraverso la vostra mente, dentro ad ogni libro.

Se amate la violenza spregiudicata, la volgarità in azioni e termini, un mondo fantastico ricco di cultura, questa è la lettura che fa per voi.





mercoledì 4 settembre 2019

Review Party: Recensione di "Nevernight. I grandi giochi - Libro Secondo degli Accadimenti di Illuminotte" di Jay Kristoff



« In verità, penso che parli a qualcosa di primitivo che avete dentro. La stessa parte di voi mortali che ha paura del buio. Che sa, senza ombra di dubbio che, chiunque voi siate e qualunque cosa facciate, alla fine i vermi avranno il loro banchetto e arriverà un cambio in cui voi e tutto ciò che amate morirete. »

Mia Corvere è tornata. Più forte, spietata e sanguinaria verso coloro che si frappongono tra lei e l'obiettivo finale. Diventare un'assassina non è di certo stata un'impresa facile, soprattutto per i dubbi che sempre più hanno tentato di farla vacillare. Ma Mia non è solo debolezze, ma anche, e soprattutto, forza della natura. La Chiesa Rossa, ha i suoi obiettivi da portare avanti ed è pronta a tutto per fare in modo che le sue Lame si impegnino per la causa.

Quali tormenti si nascondono nel passato della ragazza e che sempre più la perseguitano nel presente?

Dopo l'entusiasmo che accompagna la lettura del primo libro di una saga, ci si aspetta sempre che il secondo rallenti la narrazione, per prendere la rincorsa verso un epico epilogo. Ebbene, scordatevi tutte queste dicerie, perché con Jay Kristoff nulla di tutto questo funziona.

"Nevernight. I grandi giochi" aggiunge carne al fuoco a tutto ciò che già era stato anticipato in "Nevernight. Mai dimenticare", non solo approfondendo ma arricchendo con nuove folgoranti rivelazioni.

Le scene dei combattimenti sono descritte con ancora più trasporto e dettaglio, fino a far credere al lettore di trovarsi davvero lì sul campo. Per non parlare delle scene di sesso: tra le più magistrali da leggere. Per nulla banali o imbarazzanti, in grado solo di creare fiamme e calore intorno a noi.

L'immaginazione è in costante allerta e le emozioni in questo nuovo capitolo fanno a gara a quale prevale più intensamente. La trama cresce con la crescita personale della protagonista, fino a scioccare il lettore con un epilogo impossibile da prevedere. Jay Kristoff si diverte malvagiamente a mettere Mia di fronte ad ostacoli, difficoltà e drammi che potrebbero spezzarla, ma fortunatamente le conferisce in dono la capacità di poter superare, apparentemente, ogni cosa. Anche se ciò potrebbe significare un tracollo senza ritorno.

Non oso immaginare chi ha dovuto aspettare anni per leggere il terzo libro, perché nonostante fossi in possesso della trilogia completa, sono letteralmente impazzita alla fine del romanzo in questione: dovevo sapere come sarebbe andata avanti la vicenda. Questa è davvero una fortuna per i fan italiani!



martedì 3 settembre 2019

Review Party: Recensione di "Nevernight. Mai dimenticare - Libro Primo degli Accadimenti di Illuminotte" di Jay Kristoff



« E se le sgradevoli realtà di uno spargimento di sangue liquefanno le vostre interiora, sappiate che le pagine che avete tra le mani parlano di una ragazza che stava all’omicidio come i maestri alla musica. Che riservava al lieto fine lo stesso trattamento di un seghetto all’epidermide. »


Mai tirarsi indietro. Mai avere paura. E mai, mai dimenticare.

Queste parole diventano la filosofia di vita di Mia Corvere, dopo aver assistito alla morte del padre e alla prigionia della madre e del fratellino. Per sopravvivere, Mia scappa e a ogni passo che l'allontana da casa è un passo in più verso il desiderio di vendetta per un'esistenza ormai distrutta. Questo richiamo la porta a diventare un'assassina e ad abbandonare l'innocenza per fare posto alla crudeltà, sotto i tre soli che mai tramontano della Repubblica di Itreya. La Chiesa Rossa le insegna tutto ciò che c'è da sapere, dal semplice furto ai metodi più o meno immediati per prendere la vita degli altri.
Ma spesso l'animo è così forte da non poter essere davvero spezzato: in Mia lottano i principi del giusto e dello sbagliato, del tormento e della pace, della vendetta e del perdono.
L'occhio del Dio della Luce sembra incombere su di lei, che sempre più si nasconde nell'ombra. 

Un buon romanzo è caratterizzato da un worldbuilding originale e una trama così avvincente da riuscire a coinvolgere il lettore dall'inizio alla fine. Ma un ottimo romanzo, quello che eccelle e scala la classifica del cuore, offre oltre a tutto questo anche una narrazione caratterizzata da uno stile di scrittura sopraffino, ricercato e in qualche modo folle. Questo è ciò che mi viene in mente quando mi approccio a Jay Kristoff: malsana e adorabile pazzia. 

Per spiegare cosa ha significato la lettura di Nevernight dovrei estrarmi le viscere e mostrare l'effetto in ogni capillare, in ogni goccia di sangue che scorre, nei muscoli che continuano a muoversi ma che ormai tendono soltanto verso quelle parole d'inchiostro che si sono impresse come fuoco incandescente nell'anima. Se davvero, a questo punto, ne esiste una.

L'esperienza che si crea leggendo questa trilogia si stratifica e si arricchisce ad ogni pagina che scorre, sotto l'occhio vigile del narratore onnisciente che illustra con il suo inconfondibile tono a metà tra il saggio e l'ironico, la vicenda che caratterizza gli Accadimenti di Illuminotte. In più, rileggendo alcuni passaggi ci si può accorgere a ogni volta di un particolare differente, come se per gioco si nascondesse sotto al testo sbucando fuori a suo piacimento.

La violenza con cui certe scene impattano nella mente del lettore crea un mix di emozioni contrastanti, che lottano tra l'estasi e il nauseabondo. La brutalità è un elemento che sa subito conquistarmi, perché anziché togliermi il desiderio di leggere mi incastra in sensazioni così dannatamente sbagliate da ammaliarmi e rendermi dipendente, come la migliore tra le droghe. 

Al diavolo la moralità, Mia Corvere saprà guadagnarsi la vostra ammirazione nonostante l'oscuro passato, le azioni compiute e che compierà, le decisioni che prenderà per raggiungere il suo obiettivo. Non puoi fare altro che tifare per lei.

Mi ha in qualche modo ricordato, ma qui portate all'estremo, le ambientazioni della serie tv "Le terrificanti avventure di Sabrina". Così come Salem mi ricorda tanto Messer Cortese (che amerete, fidatevi), così anche la continua lotta tra luce e ombra della strega, rimanda di gran lunga allo scontro interiore ed esteriore di Mia.

"Nevernight Mai dimenticare" è però solo il prologo della travagliata vicenda della protagonista, che dovrà imparare a giostrarsi tra umano e divino, cultura terrena e mitologia, la quale avrà sempre più importanza nello svolgimento della storia.

Più che spronarvi a dare una possibilità a Jay Kristoff di conquistarvi non posso fare. Sappiate che però sarà inevitabile non rimanere indifferenti al suo talento, perché è uno scrittore tremendamente bravo. Io ormai sono persa tra le sue storie, venite anche voi a fluttuare insieme a me?





Review Party: Recensione di "Nocturna" di Maya Motayne



« La magia è una forza pura che scorre nel mondo, ma ha bisogno di un canale, di una casa. Quei canali siamo noi, gli ospiti in cui la magia cresce. L’una non può sopravvivere senza l’altro. Noi le diamo vita, uno scopo, e per quanto riguarda te, un colore. E quando per noi arriva la fine, restituiamo la magia all’etere, così che qualcun altro possa prenderla in prestito. »

La magia porta all'unione, ma in alcuni casi la conseguenza inevitabile è la distruzione.

Alfie non avrebbe mai voluto diventare re. Non era nel suo destino e così avrebbe dovuto essere. Ma quando il regno di Castallan, la sua casa, viene attaccato, suo fratello maggiore Dez, primo nella linea di successione, viene brutalmente ucciso, lasciando a lui come eredità l'oneroso fardello del trono. Il principe non accetta tutto questo e matura il desiderio di trovare un modo per riportare indietro il legittimo re. Anche se questo può voler dire scatenare una magia oscura e terribile.

Finn fugge da colui che ha sempre chiamato padre, ma che l'ha trattata in ben altro modo rispetto a come ci si aspetterebbe da un genitore. Scappa per dimenticare il suo volto, confondendosi in mezzo a quello di molti altri. Di paese in paese, la magia è la sua ancora di salvezza.

Il loro incontro sprigiona contro il proprio volere una magia sconosciuta, onnipotente e malvagia, che invade tutto il regno con lo scopo di consumarlo. Per i due giovani fuggire dalla propria vita non è più una soluzione: unirsi per combattere ciò che hanno provocato diventa la missione ultima per salvare il regno dal cadere in una tenebra eterna.

Il mondo creato dalla Motayne mostra uno spaccato non così fuori dal comune rispetto ad una realtà possibile nel nostro: allo sfarzo e alla ricchezza della vita di Alfie si contrappone la precarietà e la drammaticità di quella di Finn, denunciando situazioni altamente contrapposte che però si realizzano nello stesso paese. Questo si vede bene anche nell'utilità che ognuno fa della magia e quanto sia importante non superare il confine sottile che la trasforma in un'arma devastante.

Devo dire che tra i due protagonisti ho di gran lunga preferito Finn: ho amato la sua caratterizzazione e il suo modo di fare tanto da non vedere ogni volta l'ora di ritrovarla ancora in azione. Alfie predomina sulla buona parte del libro, come portavoce di una responsabilità non voluta che grava sulle spalle e che per forza lo porta ad agire in qualche modo. Finn in tutto questo purtroppo mi sembra ne sia rimasta fin troppo coinvolta, trascinata verso il compiersi di un destino altrui piuttosto che verso il suo personale. Spero che con il seguito si ripari a quest'unica pecca.

Sfruttare un'ambientazione e una cultura tipiche del Sud-America porta il lettore a incuriosirsi e avvicinarsi ad un territorio non così tanto esplorato dai libri di genere fantasy. Questa lettura è capitata nel momento perfetto, dopo l'ennesima visione del film Disney Coco.

"Nocturna" è una storia ricca di eventi ben costruiti, che alternano l'azione delle battaglie alle vere e proprie nozioni di magia, che è l'elemento che più mi ha fatto impazzire perché determina la cura che la scrittrice ci ha messo per mettere nero su bianco il mondo che aveva nella sua mente. Come per magia, eccolo lì. Anche se può ricordare in parte storie già raccontate da altre autrici che negli ultimi anni stanno cavalcando l'onda del successo, intravedo in questa trilogia qualcosa di speciale e che mi fa pensare che ne varrà davvero la pena continuare a seguirla.






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