lunedì 21 ottobre 2019

Review Party: Recensione di "Pianura Oscura" di Philip Reeve




«  Quando fosse diventata una Predatrice come lui, avrebbe smesso di preoccuparsi così tanto. I nati una sola volta erano fragili, vulnerabili; provare affetto per uno di loro era un’agonia. »

È quasi impossibile crederlo, ma è proprio così: la storia di Hester, Tom, Wren e Theo è giunta a conclusione, mesi dopo la fine del terzo libro, dove tutto è cominciato: Londra. Intrighi politici e ragioni personali lottano per prevalere negli interessi personali dei personaggi, in un continuo conflitto apparentemente senza fine, logorando e rendendo impossibile avvistare un barlume di speranza all'orizzonte.

Il mondo creato da Reeve è ricco di particolari ma al tempo stesso ferito, decadente, sempre più in povertà. I personaggi, vecchi e nuovi, hanno in compenso una forza speciale, come se fossero predisposti ad affrontare i pericoli e le avversità, cercando pur sempre di mantenere i legami affettivi, nel tentativo di continuare a rimanere umani.

Nonostante questo, però, la dolcezza non è certo l'elemento predominante nella saga di Philip Reeve, che con uno stile graffiante e incisivo riesce ancora una volta ad emozionare in modo intenso. Inoltre, la critica che muove alla società fa riflettere inevitabilmente il lettore, che si domanda dove potrebbe finire il presente e se davvero si è così lontani dai pronostici dello scrittore. L'azione, ovviamente, accompagna i protagonisti verso un finale toccante e davvero soddisfacente: penso, però, di non averne abbastanza di questo meraviglioso mondo di metallo e vapore. Spero davvero di poterci tornare, con la trilogia prequel o, chissà, con un nuovo inaspettato seguito.

Ho sempre creduto in Macchine Mortali e finalmente anche in Italia può godere di un posto speciale nelle librerie dei fan!



giovedì 17 ottobre 2019

Review Party: Recensione di "Luci di guerra" di Michael Ondaatje




« C’erano parti della città in cui non si vedeva nessuno, solo bambini che camminavano solitari, indifferenti come piccoli fantasmi. Era un periodo di fantasmi di guerra, con i palazzi grigi senza luci, anche di sera, le finestre infrante chiuse con materiale nero dove c'era stato il vetro. la città appariva ancora ferita, insicura di sé. Permetteva alle persone di essere senza regole. ormai era già successo tutto. o no? »

Se c'è qualcosa di più oscuro degli avvenimenti legati alla guerra, è sicuramente il ricordo che tormenta chi l'ha vissuta, anche a distanza di anni.

Nathaniel e Rachel hanno vissuto tutto questo lontano dai genitori, che nel proposito di proteggerli li affidano a gente estranea mentre loro si allontanano da Londra verso Singapore, durante gli avvenimenti del 1945. Ai due fratelli era stato detto che così sarebbero stati al sicuro, che non avrebbero sofferto la distanza e che avrebbero avuto tutto ciò di cui avevano bisogno. Non hanno modo di reagire o respingere la scelta del padre e della madre, così con apparente indifferenza, o forse più con shock, si ritrovano a vivere insieme a "Falena" e altri particolari ed enigmatici individui.

Alla ricerca del motivo che ha spinto i genitori ad andarsene, Nathaniel scopre di avere una vera passione per le mappe, che portano ordine e rigore nella sua vita inondata dal caos. Questo fa muovere lui, Rachel e coloro che ruotano attorno, interagendo, coinvolgendo e influenzando a seconda le loro vite, dall'adolescenza all'età adulta.

"Luce di guerra" può essere definito come la mappatura delle esistenze dei protagonisti, che esplorano e si esplorano alla ricerca di uno scopo e della verità celata dietro al dramma della guerra. L'autore non svela tutto subito, ma crea una caccia al pezzo del puzzle mancante che instilla nel lettore non solo una genuina curiosità ma anche un'inquietudine profonda al pensiero di non sapere a cosa si va incontro.

Il salto temporale tra la prima e la seconda parte è davvero sorprendente, soprattutto per il come ci si arriva. Nei personaggi si ritrova una nuova consapevolezza di sé, ma comunque ancora le stesse incertezze che proprio non vogliono scollarsi di dosso.

Lo stile è semplice ma molto descrittivo, sia per le scene in sé che per le introspezioni.

Un romanzo del tutto inaspettato e uno scrittore a me sconosciuto fino ad ora. Sono davvero curiosa di poter leggere altre sue opere, perché "Luci di guerra" è un lampo di luce che s'imprime nella retina e rimane a lungo nei ricordi.



mercoledì 16 ottobre 2019

Review Party: Recensione di "I love shopping a Natale" di Sophie Kinsella



« A questo pensiero mi sento pervasa da una sensazione di calda felicità. Natale è così... è così nataloso. L’albero. I regali. Il presepe che abbiamo da sempre [...] I canti di Natale e mia madre che finge di aver preparato lei il pudding. Papà che accende il fuoco e Janice e Martin che passano a bere uno sherry con degli orrendi maglioni natalizi. Il fatto è che il nostro Natale in famiglia è sempre uguale. Ed è bello così. »

Il periodo che va da settembre alla fine dell'anno è sempre quello che trovo più emozionante, perché pieno di eventi positivi che allietano in qualche modo il passare del tempo. Non solo ottobre è il mese in cui compio gli anni, ma anche il periodo di Halloween, quello delle zucche, delle ciambelle e delle foglie secche in cui tuffarsi a capofitto.

Certo, con tutto questo è davvero difficile pensare al Natale, che però fa subito capolino nei miei pensieri dal primo di novembre. E quale miglior modo di anticipare l'atmosfera con un bel libro a tema? Sophie Kinsella manca tra le mie letture da diverso tempo, sono davvero felice che sia capitata di nuovo per un evento così bello e importante.

La magia del Natale affascina anche Becky Bloomwood, che come da tradizione festeggia le feste a casa dei suoi genitori, con tutta la famiglia. È molto attaccata alle piccole cose, come il cibo, i maglioni tipici, il presepe, i regali, la condivisione e l'amore che accomuna i suoi cari.
Ma le cose cambiano, quando mamma e papà sono in trasferta vicino a Londra e chiedono proprio a lei di pensare a tutta l'organizzazione. Non le è sembrato mai che cascasse il mondo come in questa occasione! Becky per fortuna ha un piccolo asso nella manica, che da anni non l'abbandona: lo shopping. Quale miglior modo per risolvere questa incombenza?

Nonostante siano passati diversi anni dall'inizio delle sue avventure, Becky non perde ancora il guizzo e la simpatia che l'ha sempre caratterizzata. Le sue peripezie sono divertenti e tanto spassose da far scappare sul serio delle risate di gusto. Questo perché se da un lato Becky è l'esperta per eccellenza quando si tratta di shopping, dall'altro tende sempre a farsi prendere troppo la mano, esagerando e conseguentemente trascurando le cose essenziali e più importanti. Le sue compere sono al passo con i tempi reali, passando dalle buste da negozio agli scatoloni recapitati tramite corriere. Questo rispecchia molto la società in generale, che ormai acquista attraverso un semplice click molto più rispetto a girare per i negozi.
Questo però sembra dare priorità all'aspetto materiale più che a quello conviviale e simbolico, tipico delle feste. Becky dovrà imparare proprio questo: riscoprire i veri valori del Natale e della famiglia.

Al divertimento vengono accostate scene davvero toccanti, che sul finale riescono a far scappare qualche lacrima di commozione.

È difficile non consigliare Sophie Kinsella, soprattutto quando si è a caccia di letture leggere e veloci. Per entrare nello spirito natalizio, quest'anno affidatevi completamente a lei!





martedì 15 ottobre 2019

Review Party: Recensione di "La giostra delle anime" di Francesca Barra e Claudio Santamaria



« Gli esseri umani vogliono in fondo una cosa molto semplice: vivere l’incanto, un attimo stupefacente che li distragga dalle paure di tutti i giorni. »

Alle pendici del Vulture in Lucania, un giorno apparentemente casuale avviene un piccolo miracolo: la nascita di due splendide bambine. Ma la loro venuta al mondo, purtroppo, è conseguente alla morte della loro madre, che è costretta a lasciarle in balia delle intemperie, nella speranza che la salvezza giunga. La natura, però, che con la sua forza sa essere distruttrice, decide di prendere nel suo grembo le gemelle, che vengono nutrite e svezzate in modo misterioso e, come scopriranno in futuro, speciale. La vita per Eva e Anna non sarà però affatto facile: passando di mano in mano, finiscono ben presto in un orfanotrofio dove passeranno buona parte della loro vita, rinchiuse. 

Villa Nivelli è un luogo arido e triste, caratterizzato solo da una giostra che cerca di allietare le giornate dei bambini. Anna e Eva crescono con una sintonia tutta loro, sempre insieme, illuminate dal fuoco che ha radice nell'animo e nei loro capelli rossi. L'aspetto è per gli altri motivo d'inquietudine, basta poco per loro essere additate come streghe. Ciò non è del tutto sbagliato: la natura, infatti, aveva dato loro dei doni che avrebbero determinato il loro futuro. L'istinto e il carattere fa loro da guida, svelando con la crescita le differenti aspirazioni e, per parte della loro vita, allontanandole e separandole.

Ma il cerchio gira sempre e il passato si specchia nel futuro, attraverso volti conosciuti e sconosciuti: la nipote di Eva, Angelica, ora è vittima degli stessi soprusi che subivano da giovani le sue parenti. Come sfrutterà i poteri che scopre di possedere?

Con uno stile semplice ma trainante, Barra e Santamaria avvolgono il lettore in una storia intensa, che ha il sapore dolce dell'innocenza ma al tempo stesso amaro per i problemi che inevitabilmente attraversano una vita. Fin dalla prima pagina è impossibile rimanere indifferenti alla storia di Eva e Anna, che sembra voler parlare del quotidiano, denunciando situazioni scorrette ma purtroppo fin troppo diffuse, ma lo fa attraverso occhi puri e delicati. L'elemento magico si accosta perfettamente a tutto questo e cerca di dare un palliativo alle difficoltà e uno spunto per uscire da una situazione difficile. 

Come già ribadito più volte, romanzi che trattano determinate tematiche ce ne sono a bizzeffe. Ma c'è sempre qualcosa di affascinante nel leggerle, perché ogni vita ha una sua storia, sempre diversa dalle altre.

"La giostra delle anime" è una lettura che ha saputo colpirmi ed emozionarmi, lasciandomi dentro un pizzico di quella magia che scorre dentro ognuna delle sue pagine.



sabato 12 ottobre 2019

Review Party: Recensione di: "Le terrificanti avventure di Sabrina: Un amore di strega" di Sarah Rees Brennan




« Eppure, amavo la magia. Amavo la sensazione del potere che mi cresceva nelle vene e l’idea di averne di più. Amavo lo schiocco di un incantesimo andato a buon fine, tanto quanto detestavo l’idea di deludere la mia famiglia. »

"Le Terrificanti Avventure di Sabrina" è una delle serie rivelazione targate Netflix che mi sta più appassionando negli ultimi anni. 
Da bambina ricordo con piacere le mattine in cui trasmettevano in tv "Sabrina vita da strega", ma il mio animo dark ha fatto un balzo alla notizia di una trasposizione ispirata, più oscura e seria.

L'adolescente Sabrina Spellman è alle prime armi con il mondo della magia, ma deve già prendere un'importante decisione che cambierà per sempre la direzione della sua vita: firmare il Libro delle Ombre la notte del suo sedicesimo compleanno, giurare fedeltà al Signore Oscuro ed entrare così nella prestigiosa Accademia delle Arti Occulte. Ma come tutte le ragazze della sua età, anche lei è alle prese con elementi quali l'amicizia, la famiglia e l'amore. Come può rinunciare al suo mondo mortale, per abbandonarsi completamente al mondo che davvero le dicono di spettarle?

In questo breve ma intenso libro, Sarah Rees Brennan racconta ciò che avviene prima di quella notte, ricalcando le tinte macabre e gotiche della serie tv in maniera impeccabile. Ogni personaggio è stato ben studiato e rimane fedele a come si comporta sullo schermo. Non ho potuto fare a meno di impazzire alla presenza del cugino Ambrose, il mio personaggio preferito, così come nelle scene di vita quotidiana di Sabrina, divisa tra luce e oscurità. Un aspetto innovativo possibile grazie ad un'opera letteraria è la possibilità di esplorare con maggiore cura sia l'ambientazione che le sfaccettature dei personaggi, e in questo la scrittrice fornisce un'ottima interpretazione senza cozzare con quello che viene raccontato nella serie, riuscendo a tutti gli effetti ad inserire ciò che ha narrato nel canone della storia di Sabrina Spellman.

"Un amore di strega" è un'introduzione perfetta per chi ancora non conosce l'opera originale, spero vengano pubblicati anche in Italia i libri successivi sempre scritti dalla Brennan. Inoltre, è una lettura perfetta per Ottobre, visto quanto poco manchi a Halloween. La copertina è assolutamente adorabile, richiama molto le tinte del poster promozionale della serie, soprattutto per la rappresentazione del volto di Kiernan Shipka, che incarna meravigliosamente il ruolo della protagonista.



venerdì 11 ottobre 2019

Review Party: Recensione di "Binti" di Nnedi Okorafor




« Preferiamo esplorare l’universo viaggiando verso l’interno, piuttosto che verso l’esterno. »

Binti vive da sempre nella sua tribù, gli Himbi. Ma sente in cuor suo di non appartenere solo al suo popolo, ma di poter fare molto di più per il suo mondo, grazie alle capacità del suo cervello. Infatti, non solo la ragazza ha un innato talento per la logica, ma ogni elemento matematico e scientifico le si palesa letteralmente davanti, come un qualcosa di fisico che vive attorno a lei. Ma la sua famiglia e il suo popolo non comprendono il suo punto di vista, troppo attaccati a convinzioni che non sono al passo con i tempi e soprattutto con i desideri della ragazza. Per questo decide di scappare, verso la nota e prestigiosa università intergalattica di Oomza Uni, variegato pianeta in cui razze di ogni tipo convivono tra loro. Durante il viaggio viene guardata storto per il colore della pelle e i capelli particolari, per l'unguento otjize che le ricopre la pelle, come a proteggerla e a tenerla in contatto con la sua tribù.

Tutto sembra procedere bene, fino a quando non viene attaccata dalle Meduse, che hanno come scopo quello di sterminare gli umani dei Khoush, dopo il furto di un sacro manufatto a loro molto caro. Coloro che sono presenti sulla navetta spaziale vengono sterminati, lasciando Binti completamente in balia di queste creature. La paura iniziale fa a poco a poco posto alla curiosità e all'empatia, verso un popolo tanto diverso quanto incompreso. 

Acclamata da scrittori del calibro di Neil Gaiman e Ursula K. Le Guin, Nnedi Okorafor pare proprio essere una stella nascente nel panorama letterario contemporaneo.

Uno degli aspetti migliori di quest'opera è la creazione di alcune creature sorprendenti, originali ed estremamente interessanti immerse in un'ambientazione a cavallo tra la fantascienza e il fantasy che crea un mix avvincente e che si amalgama perfettamente con l'incredibile eroina presentata.  Binti è un personaggio meraviglioso e ricco di sfaccettature, combattuta tra il bisogno di innovazione e l'attaccamento alle tradizioni della sua famiglia. La decisione di seguire i sogni e le passione le rivoluzionerà l'esistenza in modo del tutto inaspettato, fino a rendere la ricerca di un'ideale giusto e puro la missione imprescindibile. Nonostante l'atmosfera futuristica, le tematiche trattate sono più attuali che mai, come la discriminazione e i pregiudizi nel confronto del cosiddetto "diverso", che non cambia anche applicando il discorso al concetto di universo. Gli elementi riconducibili alla terra africana che conosciamo noi, sono qui racchiusi in una visione molto interessante, che unisce l'antico al moderno, denunciando situazioni e modi di pensare retrogradi ma che sembrano non voler mai sparire.

La lettura scorre velocemente, lo stile di scrittura è travolgente e intenso nonostante la narrazione in prima persona, che è solita rovinarmi il ritmo. Sono presenti molte scene stimolanti che valorizzano la tradizione e la cultura e che fanno riflettere su come determinate capacità possano potenzialmente risolvere le crisi mondiali di cui ogni giorno sentiamo parlare.




giovedì 10 ottobre 2019

Review Party: Recensione di "Il ribelle" di Emma Pomilio



« Che i cavalieri trasportassero pulci e piattole non sminuiva la sua impresa, anzi lo rendeva molto orgoglioso, non perché fosse stato tanto difficile organizzarli, ma perché quei cavalieri, per natura dotati e intelligenti e poco inclini a obbedire senza un buon motivo, lo avevano riconosciuto come loro capo, gli avevano concesso fiducia e obbedito. »

Ho sempre amato la storia. Ma chi mi conosce, sa che questo non si direbbe. Questo perché ai tempi della scuola, Storia è sempre stata una materia che mi ha messo in difficoltà e che per quanto mi sia interessata e appassionata a diverse epoche, a livello di voti non è mai stato l'ambito più eccelso.

Quando si pensa alla storia antica, specie per quella italiana, è inevitabile pensare alla Fondazione di Roma e alla leggenda di Romolo e Remo, un racconto affascinante e in qualche modo avvolto nel mistero.

"Il ribelle" approfondisce proprio questo aspetto in particolare, attraverso gli occhi del misterioso Larth, che dopo una serie di peripezie si troverà a stretto contatto con i due gemelli allevati, si dice, da una lupa. Freddo e calcolatore, l'uomo osserva il mondo e gli avvenimenti attorno a sé, alla ricerca di colui che può essere degno di diventare un grande re. I caratteri di Romolo e Remo spiccano ben presto, valorizzando la nobiltà d'animo del primo e l'aggressività del secondo.

Non è un romanzo narrativo come gli altri, ma piuttosto una sorta di documentario volto a mostrare le origini di Roma, in modo storicamente dettagliato e attendibile, grazie alla cura e all'impegno di Emma Pomilio. Per questo, ritengo che non sia una lettura scorrevole e anzi, spesso ci si sofferma su fatti che possono rallentare di gran lunga il ritmo. Di certo incuriosisce e instilla nel lettore il desiderio di documentarsi maggiormente sul periodo storico.

Non posso certo dire che sia ai livelli delle opere del più esperto Manfredi, ma di certo anche il contributo di Emma Pomilio è fondamentale per la collana Historica della Mondadori.




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