giovedì 7 novembre 2019

Review Party: Recensione di: "Cursed" di Frank Miller e Thomas Wheeler



« Ma l’ascesa della spada gli aveva destato i sensi. E, anche se la perdita della magia lo rendeva piuttosto cieco nei confronti dei suoi nemici, era ancora capace di leggere i pezzi sulla scacchiera meglio di quasi tutti gli altri. Vedeva benissimo come sarebbero andate le cose senza il suo intervento. Non avrebbe lasciato dietro di sé morte e fuoco. Non quella volta. Indipendentemente da quale fosse il costo. »

Penso che ormai tutti nel proprio percorso di studi abbiano anche solo fatto accenno al ciclo di storie arturiane, quelle legate a Re Artù, i cavalieri della Tavola Rotonda e tutto il mondo magico che ne ruota attorno.

Personalmente quella bretone è un'altra delle culture che amo maggiormente, terza dopo quella giapponese e quella nordica. Sono cresciuta con il film d'animazione "La spada nella roccia", che ha contribuito incredibilmente alla mia introduzione al tema. Negli anni ho visto diverse trasposizioni, un'altra a cui sono particolarmente affezionata è la serie tv "Merlin", anche se la trama non ricalca sempre in maniera fedele quella originale. Sono una grande fan di Marion Zimmer Bradley, che ha dato un notevole contributo a suo tempo e ho adorato adattamenti letterari più moderni come Avalon High di Meg Cabot. Insomma, ormai di qualsiasi cosa ne esistono centinaia di versioni, trovare l'innovazione è davvero difficile.

"Cursed", però, è la storia d'ispirazione arturiana che non si riesce ad immaginare a priori.

La leggenda narra che colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà il nuovo Re, che governerà al fianco del potente Mago Merlino rendendo prospero il regno. Ma cosa è accaduto prima? Ebbene, tutto ha inizio con la Dama del Lago, Nimue, considerata maledetta per l'attacco subito da uno spirito quando era bambina. Tutto crolla quando i Paladini Rossi sterminano il suo popolo e lei viene incaricata dalla madre in punto di morte di consegnare la Spada del Potere a Merlino, un leggendario e potente mago che saprà sicuramente come occuparsene. Al suo fianco nel viaggio ci sarà un giovane Artù che farà di tutto affinché la missione venga completata positivamente.

Il personaggio interessante di tutta la storia è a mio parere quello di Merlino: un uomo tormentato e abituato ai vizi, che sembra molto più umano e fragile rispetto al potere di cui è investito.
Nimue è una protagonista forte e coraggiosa, che nonostante voglia portare avanti una vendetta sanguinaria non perde di vista il vero obiettivo, che va oltre le sue personali intenzioni.

La trama nel complesso ha un potenziale davvero notevole, e le immagini di Frank Miller sono, come in ogni sua opera, crude e d'impatto. Lo stile di Wheeler è scorrevole, la lettura giunge alla fine senza intoppi.

L'ambientazione ricorda molto quella classica d'ispirazione, come se fosse un medioevo decadente e ricco di creature magiche e non, che si scontrano all'ultimo sangue per prevalere. L'azione è una costante in ogni capitolo e lascia il lettore sulle spine a ogni pagina.

Una lettura consigliata per approfondire la ricerca di quello che davvero è il ciclo arturiano e che presto arriverà anche su Netflix.



Review Party: Recensione di: "Dove la terra trema" di Susanna Jones



« Sembrava fatto di acqua e ghiaccio. Non avevo mai visto un uomo con le dita così delicate, le scapole così sottili e sporgenti, gli occhi di un marrone così trasparente. Nel buio al neon della città scintillavano più delle enormi sculture di ghiaccio che avevo tanto ammirato alla festa di Sapporo, appena arrivata in Giappone. Un capolavoro della Tokyo notturna, talmente bello che non riuscii a non fermarmi. »

Quando la notte cala e si ode il verso di un uccello, Lucy sa che la terra sta per tremare. Non è una cosa che inizialmente la spaventa: il Giappone è uno degli stati con maggiori terremoti al mondo. Ma una scossa in particolare le fa tremare perfino l'anima: non è qualcosa di normale, soprattutto per ciò che ne consegue. Il giorno dopo l'attende un intenso interrogatorio in commissariato, perché le forze dell'ordine hanno trovato morta la sua amica Lily e il suo fidanzato, Teiji, è scomparso nel nulla.
Lucy quindi non ha altra scelta che aprirsi a quegli sconosciuti e iniziare a raccontare la sua vita, alla scoperta di sé stessa.

"Dove la terra trema" è un thriller dal ritmo narrativo molto particolare. Se solitamente la suspence è data dalla descrizione degli avvenimenti uno dopo l'altro, che sia dal punto di vista della vittima, del carnefice, dell'investigatore al suo inseguimento, in questo caso è la voce interiore della protagonista, apparentemente esterna ai fatti, che inquieta fino al punto di avere agitazione nel proseguire con la lettura.

Sull'ambientazione nipponica non ho nulla da dire, il Giappone è la mia meta prediletta, luogo a cui sono legata fin da bambina e che spero almeno una volta di poter visitare. In attesa di questo mi tuffo in opere che parlino della metropoli, della cultura, della storia. Anche se non è il punto focale del romanzo, vengono lasciati al lettore degli spunti interessanti legati ad esso, a cui non sono proprio riuscita a resistere. Anche solo una frase giapponese scritta qua e là mi fa battere il cuore e mi fa desiderare ancora di più di essere lì.

Ma il Giappone, come qualsiasi altro paese, ha un enorme fascino, tanto quanto l'orrore che cerca costantemente di celare.

"Dove la terra trema" mostra il chiaro scuro di una società imperfetta attraverso una trama coinvolgente e ben scritta. Sono davvero curiosa di vederne la trasposizione del film, in uscita entro la fine del 2019.



Review Party: Recensione di: "Il Gatto che Aiutava a Trovare Nuovi Amici" di Rachel Wells



« Nel corso degli anni ho imparato che una famiglia si presenta in tutte le forme e dimensioni possibili, nessuna è uguale a un’altra. Fintanto che c’è amore, lì c’è una famiglia. »

Alfie è tornato, insieme all'immancabile George, in una nuova storia alle prese con i problemi e i sentimenti umani. Ad attirare l'attenzione del gatto rosso sono delle nuove famiglie giunte a Edgar Road, che non hanno nulla in comune, ma ben presto svilupperanno dei legami. Alfie veglia su di loro ogni giorno, studiandone le abitudini e i comportamenti, domandandosi il problema dei conflitti interni. Riuscirà, con il suo zampino, a sanare le varie situazioni fino a portare armonia in nuove vite?

Adoro le storie in cui gli animali sono protagonisti, ma quelle con i gatti hanno un'influenza particolare su di me, avendo io stessa un gatto da diversi anni.

La serie di libri scritti da Rachel Wells sul piccolo Alfie mi riempie a ogni capitolo il cuore di dolcezza, aggiungendo che in questo libro uno degli argomenti più importanti è il Natale, mi ha davvero conquistata.

Tematiche difficili e festività si mescolano in un clima colmo di speranza per il futuro. Lo stile dell'autrice è come sempre semplice e scorrevole, ma con quel pizzico di genuina innocenza che caratterizza il punto di vista del protagonista che rende la lettura unica nel suo genere, senza diventare infantile e anzi, facendo riflettere attraverso una chiave di lettura incredibilmente matura. La Wells mette la stessa cura sia per il mondo umano che per quello animale, rendendo le sue storie verosimili, facendo credere che possa davvero essere così.

Alfie è "l'adorabile eroe di quartiere" che tutti vorrebbero e dovrebbero avere. La sua influenza sugli altri è come un superpotere che aiuta non solo chi sta intorno a lui, ma anche i lettori che seguono la sua coda ovunque vada, alla ricerca di una nuova lezione di vita da imparare.

Se proprio dovessimo iniziare ad intavolare l'argomento "regali di Natale", questo sarebbe sicuramente un dono molto gradito.

"Il Gatto che Aiutava a Trovare Nuovi Amici" scalda il cuore e rende tutti un po' più sensibili verso l'altro. Un libro delizioso e tenero, che conquista grazie all'infallibile metodo narrativo che Rachel Wells ha interiorizzato anni fa e che non si lascia più scappare.




mercoledì 6 novembre 2019

Review Party: Recensione di: "Dracula" di Bram Stoker




« Ho un vago, incerto ricordo di lunghi, angosciosi momenti di attesa e timore: un’oscurità in cui non c’era neppure lo sprone della speranza a rendere più penoso lo stato di miseria; e quindi lunghe pause di oblio, e il riemergere alla vita come un tuffatore che risalga attraverso il peso schiacciante l’acqua. »

Nel 1890 l’avvocato Jonathan Harker, si reca in Transilvania per per occuparsi della compravendita di una casa londinese per conto di un nobile conte. Il Conte Dracula terrorizza la popolazione della Transilvania, ma Harker non si cura delle dicerie e va avanti per la sia strada. Giunto al castello, l'uomo fa la conoscenza di un anziano apparentemente cordiale con la sola idea di trasferirsi.

Ancora non sa che dormirà sotto lo stesso tetto di un'entità malvagia letteralmente assetata di sangue e che uscire definitivamente da quella porta non sarà per nulla facile.

Questo è solo l'inizio di un'epopea che renderà Dracula non solo una leggendaria creatura del panorama artistico mondiale, ma che consacrerà Bram Stoker nel pantheon degli autori gotici e horror di sempre.

Dracula è una figura che nel tempo è stata più volte utilizzata all'interno di molteplici forme narrative. Non si può non aver sentito parlare di lui e della figura generale del vampiro.
Da giocatrice di ruolo a tema horror, sono particolarmente affezionata alla cultura legata al suo personaggio, che non smette mai di passare di moda, anche se ci sono state in tempi più o meno recenti delle ondate di opere in cui non si parlava altro di vampiri.

Nonostante la moda passeggera possa ora essersi calmata, Dracula è davvero un immortale, nella misura in cui i fan del genere non lo dimenticano e anzi ne portano avanti le storie senza farlo cadere nell'oblio.

Le reinterpretazioni di Dracula sono moltissime, ma sicuramente l'opera di Stoker è un buon modo per conoscere il vampiro alle sue origini. Si tratta di un vero e proprio classico che non può non essere letto almeno una volta nella vita.

Ad arricchire ancora una volta la lettura è questa strabiliante nuova edizione della Oscar Draghi di Mondadori. L'apparato grafico è d'impatto, un amante dei libri non può non desiderarlo nella propria libreria.



martedì 5 novembre 2019

Review Party: Recensione di: "Non siamo mai stati qui" di Lara Prescott



« Ha iniziato Il dottor Živago quasi dieci anni fa, e, benché abbia fatto molti progressi, ripensa spesso con nostalgia ai giorni in cui l’idea per il romanzo cominciava appena a prendere forma, e le parole sgorgavano da una sorgente ancora vergine dentro di lui. Era l’inizio di un nuovo amore: l’infatuazione, il pensiero fisso, l’ossessione; i personaggi che gli apparivano in sogno, il cuore più leggero a ogni nuova scoperta, ogni frase, ogni immagine. A tratti Boris aveva la sensazione che il suo romanzo fosse l’unica cosa ad averlo tenuto in vita. »

Chi non ha mai sentito parlare de Il dottor Zivago? Questa è la storia di un'epoca ardua da affrontare e di come dalla distruzione possano nascere opere d'importanza mondiale quale il romanzo appena citato. Boris Pasternak conduce la sua vita attraverso un regime del terrore in cui ha però la possibilità di far sentire la propria voce, nonostante la censura sia sempre nell'ombra, minacciosa. L'incontro con Olga rappresenta un momento determinante per la sua ispirazione, fino al lampo che fa scattare in lui la prima idea che si trasformerà in quel capolavoro della letteratura che non muore mai. Ma cosa succede, quando l'opera viene vista come un attacco a Stalin e si cerca di affossare lei e chiunque la difenda?

Non sapevo cosa aspettarmi da questo libro, eppure osservare la copertina mi ha intrigato sempre di più. Grazie a questo evento, sono riuscita a recuperare una lettura che non avrei fatto altrimenti e sono davvero felice di aver avuto una fortuna simile.

Lo stile di Lara Prescott è semplice e scorrevole e delinea l'epoca di contrasto tra Oriente e Occidente in un modo delicato ma al tempo stesso netto. L'amore accarezza la guerra come a voler guarire i danni che ha inferto, anche se per troppe cose è un'ambizione surreale e ben lontana dal realizzarsi. Il dottor Zivago traccia la linea conduttrice di tutto il libro, ma sono i personaggi, con la loro forza di volontà, a rendere il tutto pregno di passione, quella scintilla che guida un nobile ideale, al di là dei pericoli più grossi che possono abbattere un uomo.

Quella della Russia è, insieme alla Germania, la situazione storica che maggiormente mi fa terrore ad andare ad approfondire. Non perché non voglia sapere, ma perché mi è sempre capitato di rimanere tormentata dagli orrori che vengono a galla attraverso le ricerche.

"Non siamo mai stati qui" illustra la storia così com'è accaduta ma senza dimenticarsi del lato umano, quello fatto di emozioni e bontà d'animo e che qui sono fondamentali per il raggiungimento dell'obiettivo comune dei protagonisti.

Consiglio la lettura per chi ha voglia di un romanzo storico che non segua i soliti canoni strutturali ma che sappia comunque intrattenere ed emozionare.



Review Party: Recensione di: "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafòn



« Quando una biblioteca scompare, quando una libreria chiude i battenti, quando un libro viene cancellato dall'oblio, noi, i custodi di questo luogo, facciamo in modo che arrivi qui. E qui i libri che più nessuno ricorda, i libri perduti nel tempo, vivono per sempre, in attesa del giorno in cui potranno tornare nelle mani di un nuovo lettore, di un nuovo spirito. Noi li vendiamo e li compriamo, ma in realtà i libri non ci appartengono mai. Ognuno di questi libri è stato il miglior amico di qualcuno. »

Il giorno in cui il suo papà porta Daniel presso il Cimitero dei Libri Dimenticati, per il bambino rappresenta un momento di svolta, molto significativo per la sua esistenza. È così che ha inizio la sua lunga storia d'amore con i libri e la lettura, sviluppando la curiosità di scoprire i meandri di quel luogo in cui tutte quelle opere che vengono abbandonate all'oblio vengono in qualche modo preservate. In quest'occasione, il bambino porta via con sé un misterioso libro: "L'ombra del vento" di Julian Carax. Da qui scatta il viaggio più straordinario di Daniel, a cavallo tra realtà e finzione per scoprire la storia dell'autore e il destino dei suoi romanzi. Quali oscuri segreti nasconde Barcellona?

Chi ha conosciuto la me adolescente, sa quanto i libri di Zafòn abbiano significato per me. Anche solo appoggiare lo sguardo sulle copertine e accarezzarne i dorsi, mi fa tornare indietro nel tempo e mi fa provare le emozioni date dal suggestivo stile di scrittura dell'autore. I ricordi ad essi legati sono tanti e così lontani da quella me stessa che probabilmente sapeva sognare meglio di quanto riesca a fare ora. Carlos Ruiz Zafòn è un autore necessario nella mia vita di lettrice, perché sa come distrarmi dalla monotonia della quotidianità facendomi vivere in mondi che non potrei mai immaginare da sola.

Zafòn è un maestro della scrittura: con periodi concisi e chiari, sa come inglobare il lettore nelle sue storie ed emozionarli in modo così intenso da lasciare un segno. Inquietudine e gioia si intrecciano attraverso un'ambientazione cupa e gotica, quasi maledetta, ma dannatamente suggestiva e affascinante. Non solo la città spagnola è il contorno, ma diviene parte integrante della storia: si lascia scoprire pagina dopo pagina, mantenendo comunque il controllo su ciò che è giusto svelare in quel momento e cosa no.

"L'ombra del vento" è un romanzo consigliato a tutti, perché è così meritevole di essere letto che nessuno può esimersi. Alla fine si esce da quel mondo con un senso di appagamento totale, che non permette subito di dedicarsi ad altro, ma ha bisogno di depositarsi lentamente nel cuore di chi l'ha letto. 

La nuova edizione proposta dalla Mondadori arricchisce l'esperienza con immagini d'epoca e uno stile grafico che ricorda i tomi antichi consumati dal tempo. Una meraviglia per gli occhi che non può non lasciare a bocca aperta!




lunedì 4 novembre 2019

Review Party: Recensione di: "La libertà possibile" di Margaret Wilkerson Sexton




« Dopo quel giorno Evelyn cominciò a svegliarsi ogni mattina con un’immensa tolleranza nei confronti del mondo; il sentimento che aveva cercato per tutta la vita non era arrivato prima perché non conosceva Renard, e, adesso che lui era lì, Evelyn riusciva a raggiungere l’ottava di gioia più alta, quella che la solitudine le precludeva. »

Tre generazioni di una famiglia di colore affrontano il dramma della mancanza di libertà, attraverso il tempo, nella grande metropoli di New Orleans.

La prima alla ricerca di un riscatto è Evelyn, che nel 1944 conosce l'uomo della sua vita: Renard. Ma il colore della pelle li divide e ferisce i loro sentimenti, soffocati dal pregiudizio e da concezioni razziste che non vedono tra loro un parità di diritti.

La storia si ripete inevitabilmente, quando negli anni '80 Jackie, figlia di Evelyn, si ritrova da sola con un bambino da crescere dopo che il marito Terry si è ritrovato ad affrontare il terribile incubo della tossicodipendenza. E se questa maledetta macchia espansa nel globo si abbatte ovunque. senza fare distinzioni di genere, razza, età o stato economico, lo fanno ancora una volta le condizioni precarie di chi è nato in un quartiere anziché l'altro, la debolezza interiore e la convinzione di non avere altra scelta se non lasciarsi andare. Ma quando Terry trova la forza di dire no al baratro, farà di tutto per riconquistare il posto che gli spetta nella sua famiglia.

Ma nel 2010 nulla è cambiato per loro figlio, T.C., che appena uscito di prigione a 25 anni si ritrova invischiato in altre losche operazioni. Può l'arrivo di un figlio fermare questa spirale di caos?

A cavallo di epoche storiche fondamentali e accuratamente descritte, Margaret Wilkerson Sexton porta il lettore in un viaggio apparentemente lontano ma che mette in discussione le proprie convinzioni, facendo riflettere su quanto la disuguaglianza sia ancora un neo della società troppo difficile da estirpare.

La scrittrice narra con uno stile semplice e scorrevole tre storie ben distinte che ricalcano uno spaccato di società in cui ci si può ritrovare solo grazie ad una mentalità aperta e con l'intenzione di mettersi in discussione. In mezzo a povertà, ingiustizie e incomprensioni si può vedere chiaramente il cuore della storia: la libertà raggiungibile attraverso l'amore e i legami famigliari. Spesso sono le catene invisibili a far sentire un essere umano in trappola, perché sono quelle più crudeli e difficili da abbattere, perché chi ha gli occhi spesso non ha o non vuole avere la giusta prospettiva da cui osservare il mondo.

La libertà purtroppo rende spesso chi se la può permettere egoista e superiore nei confronti di chi per un motivo o per un altro non può averla. Chi si sente più forte si sente anche in diritto di poter decidere per gli altri, agendo in modo spropositato e scorretto per i propri interessi e mascherandoli per un bene comune.

Libertà vuol dire soprattutto rispettare l'altro indipendentemente da tutto: dal colore della pelle, dall'educazione, dalla ricchezza materiale. Forse quando tutti si ricorderanno questo, le generazioni future non dovranno avere il timore di ricadere nelle negative situazioni che chi prima di loro hanno dovuto passare. 

Solo quando tutti avranno coscienza delle conseguenze delle proprie azioni potremo parlare davvero di ogni libertà possibile.






Condividi

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...