martedì 5 maggio 2020

Review Party: Recensione di “Electric State” di Simon Stålenhag



In un mondo in cui la società si può collegare alla realtà virtuale, una giovane ragazza e un robot giallo si affiancano l'un l'altro in quello che parrebbe a tutti gli effetti essere un viaggio. Di fronte a loro si espande una realtà totalmente in degrado, tra coltri di polvere e ammassi di ferro e metallo sparsi al suolo. Con il loro avanzare, l'ambiente muta e perisce, sotto il peso dell'inaridimento e delle risorse prosciugate. Metafora di una civiltà sull'orlo della fine che non ha più cura per nulla se non per il proprio tornaconto personale.

Come capitato con "Loop", la cui opera è stata anche trasposta in una notevole serie tv, Simon Stålenhag mette la firma su una nuova ipnotizzante opera, caratterizzata da scenari tanto affascinanti quanto moralmente pesanti. Ogni tavola è studiata con un'accuratezza estrema, che si può osservare sia nei panorami che nei soggetti in primo piano, visivamente essenziali ma carichi di vita propria. Analizzando le immagini non si può non rimanere assordati dal silenzio opprimente da cui sono caratterizzate, come se i personaggi fossero rimasti fissi in quell'istante o si stessero muovendo così lentamente da risultare impercettibile. Alberga una quiete sacra, che al contempo trasmette irrequietezza, tensione e trasformandosi in attesa, di qualcosa che deve di certo avvenire l'istante dopo aver chiuso la palpebra. Questo è dato anche dall'utilizzo di colori prevalentemente cupi, illuminati però dai giochi di luce, naturale e artificiale, che contribuiscono a dare quel poco che basta di respiro all'insieme. I grandi mostri di metallo emergono dallo sfondo impressionando per il cambiamento tecnologico che guarda al futuro ma calati in un contesto primitivo che richiama il passato. Questo è dato dal progresso, che ha sempre più spinto l'umanità a calarsi nel virtuale con la conseguenza che anche quel poco di cura per l'ambiente esterno è venuto totalmente meno.
Se in "Loop" sono presenti storie molto brevi, quasi accennate, in "Electric State" la trama è unica, lineare e gioca un ruolo più importante che va a equilibrare il valore visionario dell'autore, dando alla vista e all'immaginazione continuità e un maggiore significato. Non esistono più occhi in cui riflettersi, se non in quelli metallici e spenti dei droni ammassati qua e là in un intreccio di circuiti che li fa sembrare ancora più terrificanti.
La storia della protagonista è lunga e intensa, il linguaggio utilizzato le dona forza e energia in contrasto con gli avvenimenti che man mano narra. Ho trovato davvero interessante seguirla e capire dove volesse andare a parare con il suo racconto.

"Electric State" è un'opera fantascientifica degna di essere letta e un'esperienza artistica che deve essere vissuta sulla propria pelle. L'arte di Stålenhag mi è entrata ormai nel cuore per il tratto distintivo e la capacità di incantare attraverso l'essenziale arrivando fin nel profondo.




lunedì 4 maggio 2020

Recensione: "Il mistero dello Stradivari scomparso" di Millie Oliver



Spinta dalla grande passione ereditata dal padre e dal nonno, Maggie Scoop trascorre la sua giovinezza alla ricerca di un caso investigativo da risolvere e di cui poter pubblicare la notizia su un giornale. Per seguire il proprio sogno finisce nella Talents Academy di Londra, dove inaspettatamente le si presenterà la più grande delle occasioni: chi si nasconde dietro al furto dello Stradivari appartenente alla sua insegnante?

Con questa nuova pubblicazione, la Segreti in Giallo Edizioni si apre al mercato della narrativa per giovani, e lo fa attraverso un'autrice che con uno stile semplice e scorrevole sa arrivare dritta al punto. Complici l'età della protagonista e la caratterizzazione dei personaggi e dell'ambiente circostante, l'opera ci Millie Oliver si fa strada nella mente del lettore offrendo una storia originale e intrigante, arricchita da illustrazioni che incorniciano i vari capitoli.
Da adulta ho saputo apprezzare questo libro e sono certa che i bambini e i pre-adolescenti potrebbero rimanere affascinati da una trama che li fa ragionare, conducendoli attraverso l'occhio di Maggie tra ipotesi, fallimenti e successi. La protagonista è solare, grintosa e determinata a raggiungere i propri scopi. Un bell'esempio da emulare.

"Il mistero dello Stradivari scomparso" di Millie Oliver è consigliato come regalo ai propri bambini e nipoti, una lettura da leggere in compagnia che crea un'avventura fantastica attraverso lo sviluppo della deduzione.

venerdì 1 maggio 2020

Review Party: Recensione di "Winter Sonata" di Angela Contini



Annabelle si è sempre sentita forte e in grado di affrontare qualsiasi difficoltà, perfino il destino che sventurato l'ha condotta orfana verso una vita di degrado all'interno di un bordello. Attaccandosi al suo grande talento per la musica e il piano, ha sempre cercato di scampare a un fato ancora più sciagurato, che la vedrebbe prostituirsi per potere guadagnarsi da vivere. Sarebbe scappata, o peggio morta, piuttosto che seguire quella strada. Il suo cammino incrocia quello del Duca di Langsley Aiden, che per far fede alle ultime volontà della zia decide di prendere con sé la giovane, che la Lady conosceva quando ancora era in vita. Pregiudizievole l'uno nei confronti dell'altra, troveranno subito spinosa la convivenza a palazzo, soprattutto a fronte di una realtà orgogliosa che non vede di buon occhio le origini di Annabelle, ma senza conoscerla davvero. Gli intrighi di corte non mancheranno di metterla ancora più in difficoltà e quando inizierà a provare dei sentimenti contrastanti per il Duca cominceranno i veri problemi.

Avevo giusto bisogno di una lettura leggera e "Winter Sonata" è arrivato nel momento migliore. Quando si tratta di romance, più del contemporaneo apprezzo immergermi negli storici, in un'epoca lontana che affascina per gli ambienti, gli usi e i costumi. Ogni dettaglio è apparso davanti ai miei occhi chiaramente grazie al lavoro dell'autrice che ha curato questo aspetto al punto giusto. Lo stile, scorrevole e fresco, trasmette al lettore le emozioni dei personaggi, che si trovano a vivere una situazione di conflitto interiore che li porterà, prima o poi, a lasciarsi finalmente andare. Annabelle e Aiden nascondono tormenti passati che li separano ma al tempo stesso li legano in un modo unico. La società, fatta di apparenze ed etichette, metterà a dura prova la ragazza, incapace di adattarsi alle ingiustizie e a scendere a patti con ciò che non la farebbe stare bene. La donna lotta per sé stessa, per la propria indipendenza ed è pronta a tutto per dimostrare di potersela cavare in un mondo che la vede inferiore e sottomettibile solo perché nata "sesso debole". Aiden di contro ha sempre vissuto con insegnamenti e precetti rigidi e "giusti" per la sua epoca, ma pur di avvicinarsi a lei e comprenderla è pronto a mettere in discussione tutto e andare contro la sua stessa famiglia. Non solo hanno una forza interiore ma del coraggio da vendere, che sorprenderà entrambi.
Le vicende che si susseguono sono intriganti e sono riuscite a incuriosirmi fino a farmi concludere la lettura; non è una storia con particolari pretese e si fa leggere nel giro di un pomeriggio. Ho trovato la seconda parte troppo poco sviluppata, avrei preferito un maggiore approfondimento della trama da quel punto in poi, nonostante il finale sia piacevole e soddisfacente. Sono davvero felice di aver finalmente conosciuto la penna di Angela Contini e spero di poter recuperare altro da lei scritto.

giovedì 30 aprile 2020

Blog Tour: "SteamBros Investigations Series" di Alastor Maverick e L.A. Mely - Ambientazioni della trilogia



Ciò che più di tutto caratterizza la meravigliosa serie "SteamBros Investigations" è senz'ombra di dubbio la sua ambientazione, che è una delle mie preferite in assoluto.

DDM Fotografia
Ci troviamo circa a metà del 1800, durante il regno della Regina Vittoria, precisamente tra Londra e Glasgow, luoghi delle principali vicende che accompagnano gli Steam Brothers. È il periodo in cui l'energia elettrica e la meccanica la fanno da padrone, con invenzioni tanto meravigliose quanto futuristiche. Macchine e fabbriche ricoprono la terra con i loro rombi assordanti e l'aria è pesante da respirare, a causa del carbone bruciato e delle coltri di fumo che coprono il cielo rendendolo grigio, scuro tanto da essere difficile intravedere il sole. Grandi e sfarzose carrozze trainate dai cavalli si affiancano ora ai mezzi automatizzati a vapore, come l'emblematico sidecar dei fratelli Hoyt che scoppiettante li conduce verso nuovi casi da risolvere. Nei cieli volano fieri gli Zeppelin, dirigibili imponenti che danno la possibilità di osservare la vita da un'altra prospettiva, così come i fischiettanti treni che a tutta velocità conducono velocemente i propri passeggeri da un paese all'altro. Londra è caotica ma al tempo stesso più viva che mai, colorata dai vestiti tipici vittoriani con l'aggiunta di elementi meccanici, come occhiali di protezione, fibbie rinforzate e inserti di metallo. L'eleganza però non tralascia l'utilità, ed ecco che un raffinato bastone può trasformarsi in un'arma a doppio taglio. Le pistole sono potenziate da pistoni e forza a vapore che rendono i colpi decisamente più efficaci del normale. La tecnologia è tale da permettere all'uomo non solo di creare protesi corporali meccanizzate e altamente funzionali, ma anche di realizzare veri e propri automi, fatti di metallo e intricati ingranaggi e in grado di avanzare senza sosta durante una battaglia. L'arma perfetta per assicurarsi in qualche modo la vittoria.
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È proprio questo che i protagonisti dovranno affrontare: una guerra all'ultimo sangue in cui l'odore del vapore e il rumore dello sferragliare di macchine pressoché viventi potrebbero mettere seriamente a repentaglio il destino del regno.





martedì 28 aprile 2020

Recensione: "Le professoresse meccaniche e altre storie di scuola" di Alfonso Lentini



Una guerra che dura da secoli ha devastato il mondo per come lo conosciamo adesso. Per far fronte alla carenza d'istruzione, vengono assemblate delle insegnanti meccaniche che possano formare i giovani e impedire l'estinzione definitiva della cultura presente e passata.

Questa è la premessa della storia principale che compone il nuovo libro di Alfonso Lentini, un'opera che racchiude a sé una serie di racconti immaginari ma tragicamente realistici. La realtà che l'autore crea è caratterizzata da un'ambientazione distopica e alla deriva, in cui i protagonisti tentano di sopravvivere attaccandosi ai propri ricordi e compiendo azioni moralmente discutibili ma al tempo stesso giustificabili, perché frutto di situazioni dove non c'è altra scelta se non reagire in un determinato modo.

Nella sua brevità, l'opera offre degli intensi spunti di riflessione, ispirati soprattutto dall'atmosfera surreale e dallo stile di scrittura dell'autore, che sconfina nel grottesco e colpisce al momento giusto il lettore. Lentini sembra quasi camaleontico nel processo di lavorazione, perché in grado di adattare termini e linguaggio a seconda di chi è protagonista nei racconti. Il libro inoltre si concentra con insistenza sulla tematica del sistema scolastico e sulla sua evoluzione in base all'ambiente in cui è calato e in rapporto alla cultura specifica del luogo di appartenenza.

Consiglio la lettura a chi vuole approcciarsi al genere della distopia attraverso delle brevi ma incisive storie anziché un'opera più corposa e complessa.

Recensione: "Alice.exe" di Giulia Funiciello



Alice è una grande appassionata di scherma e videogiochi. Un giorno, inspiegabilmente, finisce all'interno del mondo del suo gioco preferito: SuperMario. La meraviglia di poter parlare con i personaggi che l'hanno sempre divertita va a braccetto con i pericoli che dovrà affrontare da quel momento in avanti e con le difficoltà di far convivere realtà e finzione senza arrivare a confonderle.

Scritto da una giovanissima ragazza sedicenne, "Alice.exe" si presenta come una storia paragonabile alle fan fiction, tributo a uno dei videogiochi più noti al mondo. In perfetto stile "Alice nel paese delle meraviglie", la protagonista sbuca in una dimensione parallela e fantastica rispecchiando i desideri di qualsiasi fan: poter incontrare davvero i personaggi del proprio gioco preferito. Come tutti gli adolescenti e i pre-adolescenti, anche lei affronta i grandi cambiamenti dati dalla crescita personale, superando quel confine invisibile che separa l'età dei giochi da quella delle prime novità della vita. E lo fa accompagnata dai suoi amici virtuali, che sanno incoraggiarla al momento opportuno e aiutarla a vincere le proprie paure.

Il libro è breve, scorrevole e con una storia tutto sommato allegra e divertente. Lo stile di scrittura è davvero semplice e a tratti acerbo, si capisce subito che è l'esordio di una persona ancora alle prime armi, che può sì vantare già di una pubblicazione ma che ha ancora bisogno di tempo e studio se vuole intraprendere questa carriera. "Alice.exe" ha una storia perfettamente adatta a un pubblico giovane e che può stimolare la voglia di leggere, essendo un libro fantasioso che sa intrattenere con piacere nel corso di una giornata.

venerdì 24 aprile 2020

Recensione: "Bjorn - Saga dei Regni del Nord" di Fabrizio Corselli



Un'impresa in bilico tra la vita e la morte sta per stravolgere l'esistenza di Bjorn Hollfarris, impavido avventuriero ed esploratore dei Regni del Nord. L'amore lo conduce verso Ovest, alla ricerca di colei che è sua musa anche nelle notti più tenebrose, ignaro di quanto questo viaggio sconvolgerà e trasformerà corpo e mente. Perché il Regno dei Morti non è certo un luogo di salvezza e sicurezze, ma anzi di incubi e mostri che non mancheranno di ostacolarlo e impedirgli di giungere verso la meta prefissata.

Il caro amico Fabrizio Corselli si occupa da anni di fantasy, mescolando il genere letterario con la mitologia e la poesia, attraverso un lungo processo di lavorazione che richiede a ogni opera uno studio e una cura specifici e dettagliati. Quando ci si trova di fronte a un libro come "Bjorn - Saga dei Regni del Nord" è necessario sapere quanto meticolosa dovrà essere la lettura, per non perdersi alcun passaggio narrativo né ogni significato celato dietro a ciascuna frase. Tutte le parole utilizzate sono frutto della cultura acquisita nel tempo dall'autore, che nel metterle per iscritto vuole trasmettere dei validi insegnamenti, sia simbolici che pragmatici. Essendo questo un fantasy misto alla mitologia nordica è un buon modo per imparare termini specifici dei popoli antichi del Nord, che spesso non si conoscono o ancor peggio vengono travisati da opere ben più popolari e conosciute. La storia di Bjorn si dipana attraverso la forma poetica in un'atmosfera epica e solenne, che ricorda chiaramente i canti che anticipano le più feroci battaglie. Prestando estrema attenzione si può udire il mare impetuoso mosso dalle forti tempeste, percepire sulla pelle la potenza invisibile degli dei e l'umore palpabile degli avventurieri, che alternano il clima di festa a quello degli scontri all'ultimo sangue, di cui l'aria è pregna fino alla nausea. La voce narrante del Cantore trasmette il dolore di un destino funesto che l'ha portato a essere lo spettatore sì di leggendarie imprese ma anche delle più catastrofiche tragedie. La magia, i draghi e altre creature mitologiche aggiungono tridimensionalità al mondo solcato da Bjorn, che nel complesso risulta cupo e quasi soffocante per la quantità di pericoli in cui ci si può imbattere. Al tempo stesso non si può rimanere indifferenti di fronte al fascino e alla bellezza che quegli stessi pericoli rappresentano, perché figli dell'immaginazione sconfinata dell'uomo che non smette mai di stupire e incantare.

L'epica unita al fantasy dovrebbe essere materia di formazione fin dalla tenera età, per aiutare nello sviluppo dei giovani che verrebbero temprati sia nella mente che nel fisico. Quello di Fabrizio, infatti, è un lavoro sopraffino che definirei una vera e propria arte, che unisce il canto al movimento del corpo in una danza che sa disciplinare e rendersi indimenticabile. La sua carriera da Maestro di Canto della Spada si rispecchia in ciò che mette per iscritto, attraverso storie suggestive, dense di avvenimenti che si susseguono tra una parola e l'altra, pregne di intense emozioni che illuminano la parte razionale di ogni lettore. Se siete alla ricerca di una lettura frenetica e leggera, non posso certo dire che questo libro sia il più indicato. Ma se oltre a evadere vi appassiona lo studio di un testo in ogni suo verso, la Saga dei Regni del Nord fa proprio al caso vostro. Vi ricorderà le storie epiche raccontate attorno a un fuoco, mentre l'oratore con maestria interpreta le vicende, svelando la passione viscerale che alberga nel corpo e nell'anima e prefissandosi un nobile obiettivo: migliorare coloro che con meraviglia gli stanno attorno e rapiti lo ascoltano.


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