« Dead is the new sexy. »
Ebbene, il giorno è arrivato. Dopo due anni di assenza,
Sherlock è tornato ad emozionarci.
Per chi non la conoscesse, "Sherlock" è una serie tv
britannica liberamente ispirata ai racconti del celebre Arthur Conan Doyle,
creata da Steven Moffat e Mark Gatiss e interpretata da Benedict Cumberbatch
(Sherlock Holmes) e Martin Freeman (John Watson).
C'è sempre stata una forte diatriba tra chi ama e chi non
apprezza questa serie. Personalmente, faccio parte della prima categoria.
Quello che è andato in onda l'1 gennaio 2016 è un episodio
speciale, della durata di 90 minuti, ambientato nella Londra vittoriana del
1895. Per chi seguisse in italiano la serie, non dovrà aspettare molto per
questo episodio: il film infatti, grazie a Nexo Digital,
verrà trasmesso nei cinema italiani il 12 e il 13 gennaio.

Per l'occasione, la sigla è stata riadattata con una
carrellata di immagini d'epoca, in grado di far entrare lo spettatore nell'atmosfera
giusta. Alcuni tra i personaggi già noti si trasformano: ed ecco sullo schermo
una Molly Hooper travestita da uomo e Mycroft con parecchi chili in più. L’intesa
Cumberbatch-Freeman non è calata con il tempo; e anzi, fin da subito, con la
scena del primo incontro della coppia, riemergono le emozioni provate in questi
anni da chi li ha sostenuti.
La trama principale si intreccia con un delicato quanto
importante tema politico dell'epoca: la nascita del movimento delle suffragette
e la lotta per l'emancipazione femminile. Emelia Rigoletti è una sposa suicida,
apparentemente risorta per uccidere il marito e coloro che non rispettano la
figura femminile e i suoi diritti. Watson è convinto che la donna sia davvero
un fantasma, ma Sherlock, come prevedibile, è convinto che la spiegazione sia
un'altra. Hanno quindi inizio le loro indagini tra ambienti gotici e atmosfere
macabre, alla ricerca della verità nascosta dietro quel velo bianco.
L'episodio è assolutamente godibile, ho adorato la resa
della Londra vittoriana e i dialoghi sono orchestrati magistralmente. Un altro
punto a favore di una delle serie che, nonostante l'estenuante attesa tra una
stagione e l'altra, aspetto ogni volta con trepidazione.
__
Piccolo paragrafo contenente spoiler.
Ma per l'ennesima volta, e mai impariamo ad aspettarcelo,
Moffat e Gatiss si prendono gioco del pubblico. Se "The abominable bride" era stata presentata
come una storia a sé stante, quindi "fuori continuity" rispetto alla serie, durante la visione ci si ritrova sempre più a fare i conti
con degli elementi che non sono totalmente scollegati dagli eventi finora
narrati. L'intero caso altro non è che un viaggio dello spettatore all'interno del
palazzo mentale di Sherlock, in cui si rifugia, alla fine dell’ultimo episodio
della terza stagione, alla ricerca di una spiegazione del possibile ritorno del defunto Jim Moriarty. Per Holmes, la sua nemesi non se n’è mai andata; di sicuro non
dalla sua mente, dove si annidando le sue più recondite debolezze. Il loro
rapporto è anche più intenso e complesso rispetto a quello instaurato con
Watson, un equilibrio e contrasto tra lucidità e follia che, forse, non avrà
mai davvero fine. Questo elemento fa da ponte tra la terza e la quarta
stagione, che purtroppo non uscirà prima del 2017. Il colpo di scena che fa
rimanere di stucco i fans e che rimarca ancora una volta l’apprezzamento per
questa serie.
__
Non resta quindi che portare ancora una volta pazienza e attendere che il genio di Moffat e Gatiss torni a sorprenderci con una nuova carrellata di episodi.
Non resta quindi che portare ancora una volta pazienza e attendere che il genio di Moffat e Gatiss torni a sorprenderci con una nuova carrellata di episodi.
Personalmente, "Sherlock" è una serie tv apprezzabile da chiunque, senza avere particolare gusto per il genere giallo, in grado di unire serietà a siparietti divertenti (con la presenza di tanto fan service, inutile negarlo). Non c'è nemmeno il timore di non riuscire a mettersi in pari, considerata la cadenza con cui ogni stagione è uscita in sei anni.
Insomma, non ci sono scusanti: guardate e adorate.








