giovedì 25 febbraio 2016

Recensione: "Spada" di Alexander Tripood


« Non c'è abilità in te, non c'è talento. Non c'è morale! Non hai le forze per affrontare le conseguenze di ciò che hai fatto. Però riesci ogni volta a cavartela! Ma voglio dirti una cosa: nelle storie, per i personaggi come te non c'è mai un lieto fine! »


Provate ad immaginare come il passato possa influenzare il futuro nella struttura delle città, nelle industrie e nelle mode del momento. Aggiungete, quindi, un tocco fantasy, un pizzico di steampunk e cyberpunk ma soprattutto un eccentrico personaggio di strada.

Come risultato avrete "Spada", fortunata creazione di Alessandro La Monica (in arte Alexander Tripood) autoprodotta e presentata al Cartoomics 2015 ed ora pubblicata da Shockdom in una nuova veste e con un capitolo inedito.

Ci troviamo ad Anghywir, metropoli futuristica dalle tinte medievali. Qui la vita scorre frenetica ed il progresso è, come ben ipotizzabile, all'ordine del giorno.Watt Weland è un tranquillo ragazzo del borgo di Anghyburg, addetto alla manutenzione di droni-postino per la compagnia Knightzon. In un giorno di consegna si ritrova nel bel mezzo di una rapina, scontrandosi letteralmente con Spada Rodriguez: un apparente barbone trasandato che mette pianta stabile in casa sua. Ma chi è Rodriguez in realtà e cosa si cela dietro la sua assidua ricerca?

La prima cosa che salta all'occhio è sicuramente l'ambientazione della storia, non solo per le sue meccaniche, ma soprattutto per l'impatto visivo. Le tavole di Alexander, disegnate e colorate tutte rigorosamente ad acquerello, introducono il lettore in un mondo tanto affascinante e dall'aria antica quanto in lento degrado. I colori sono accesi e delicati al tempo stesso ed anche se il tratto non dà spazio ad ogni singolo dettaglio, ogni elemento ha la sua specifica caratterizzazione, dal borgo alla città ricca, dai vestiti semplici alle armature robotiche.
Difficile individuare chi tra Watt e Spada sia il personaggio predominante: viene presentato uno, poi l'altro; ognuno con la propria storia e i propri misteri ma entrambi si adattano vicendevolmente, creando un duo divertente e degno dei più famosi eroi dei fumetti.

La trama, infine, è originale e complessa, un prodotto che intrattiene il pubblico e ne stimola la curiosità a sapere come le vicende si svilupperanno nei prossimi capitoli.

Se fin da subito un autore riesce a coinvolgere il pubblico, ha buone possibilità di far parlare di sé e diffondere la propria arte.





venerdì 12 febbraio 2016

Recensione: "Mordraud" di Fabio Scalini


« Giuro sugli Dei, che possano crepare tutti in modo atroce, che io non morirò, né ora né mai. Non posso farlo. E, se anche un nemico riuscisse a ferirmi, allora... mi dimenticherò di dover morire. »

Esistono storie che catturano l'anima. La inglobano in sé e la colmano di emozioni che le rimarranno impresse a lungo. Questo è il caso di "Mordraud", una saga fantasy composta da quattro libri scritta da Fabio Scalini e pubblicata a partire dal 2012.

Nella mente di chi legge si fa strada un mondo innovativo, ma dai toni classici dei libri fantasy più conosciuti ed apprezzati, fatto di magia e popoli dalle origini differenti. Un mondo solo in apparenza rigoglioso, in realtà drammaticamente devastato. Ma c'è chi nella diversità riscopre i sentimenti, l'unione data dall'amore, i suoi frutti. 
Dunwich, Mordraud e Gwern, uniti dal sangue, divisi da una guerra le cui cause si sono perse nel tempo. Tra morti e passione, vivono i dolori e le gioie del quotidiano, inseguendo i propri desideri e vendette per ricongiungersi alla fine dell'individuale percorso di formazione (Qui il mio commento a caldo, piuttosto disagiato).

Il secondo libro dà una nuova ondata di emozioni, più variegate rispetto all'episodio antecedente, ma assolutamente non da meno. Se prima la trama è, tra gli alti e bassi, lineare e improntata verso un obiettivo preciso, ora la storia si espande e si sofferma tra micro e macro avvenimenti. Tra volti già visti, nuovi incontri e colpi di scena da mozzare il fiato, il lettore affronterà un nuovo viaggio alla ricerca di una misteriosa entità. All'orizzonte, la carcassa di Cambria che brucia, incapace di risorgere dalle proprie ceneri.

Lo scrittore non lascia mai nulla al caso, ogni scelta dei personaggi ha una motivazione solida, gli avvenimenti descritti sono sensati e gli ambienti creati affascinanti. Ogni elemento ha una propria crescita e soprattutto un'evoluzione psicologica che lascia spiazzato il lettore, ma invogliato ancor di più a continuare la lettura. Le strategie di guerra e le scene di battaglia sono descritte in maniera dettagliata e capace, senza complicazioni né confusione. Lo stile di scrittura cattura e mostra ogni scena in modo preciso e scorrevole; è presente qualche piccola sbavatura data da termini poco appropriati e fuori contesto, comunque risolvibili con un servizio di editing esterno. 

La fine del secondo libro lascia una nuova ma familiare sensazione di vuoto, che fa apprezzare maggiormente l'estenuante attesa per il seguito.

Fabio è tutt'ora per me fonte di grande ispirazione e determinazione. Non si è mai perso d'animo di fronte a tutte le difficoltà che ha incontrato in questi anni. Dai rifiuti e le porte sbattute in faccia è riuscito a trovare la forza per credere, ancora di più, nella sua creazione.

Così ha deciso di pubblicare gratuitamente sul suo sito l'ebook del primo libro, per raggiungere quanti più lettori possibile, anche chi a primo impatto non gli avrebbe dato possibilità. Chi l'ha letto non ha potuto fare a meno di apprezzare un'opera tanto valida.

Ha, inoltre, organizzato presentazioni e partecipato a fiere di indubbia importanza (Lucca Comics & Games, Comicon di San Diego), ha avuto consensi all'estero e ha realizzato con successo il progetto di un cortometraggio, girato a San Marino con l'abile ed esperta partecipazione della compagnia Fera Sancti.

Date poco conto ai pregiudizi sulle autopubblicazioni e fatevi conquistare da "Mordraud" (ripeto, l'ebook è gratuito, non avete scuse!) e dal grande talento di Fabio Scalini.


giovedì 4 febbraio 2016

Recensione: "Dov'è Alice?" di Stefania Siano



« Non ce l'avevo con te, ma con il mio coinquilino noioso e musone. Sai anche tu sei noiosetta e musona. Parlate tutti e due di razionalità, ma lo capite che la razionalità uccide la vita e la mente? »



"Dov'è Alice?"

Arianna è tormentata da questa domanda e dai ricordi dell'infanzia andati misteriosamente perduti. Si aggrappa solo a lei, alla sorellina di porcellana che suo padre le costruì anni addietro per farla sentire meno sola.

Alice è speciale, è una bambola vivente: mangia, pensa, ride e piange.

Il loro legame va ben oltre il rapporto giocattolo-padroncina, per questo Arianna è determinata a trovarla, attraversando su un Tartabus Città dei Sogni, in compagnia dei suoi due più cari amici.

Fino a che, un giorno, giunge in città un misterioso circo...


Stefania Siano è riuscita a tessere una deliziosa favola, con qualche rimando al classico di Carroll, che unisce l'innocenza fanciullesca a momenti cupi e tristi, quelli che vorremmo evitare ad ogni bambino, incapace di comprendere davvero ma con in mano le soluzioni più ovvie ai problemi.

Una nota di merito per Paola Siano, che è riuscita a conquistarmi al primo sguardo, con la sua semplice ma attraente copertina (e la meravigliosa illustrazione del Tartabus. Adorabile!). 

Il fascino legato a questa storia, è dato in particolar modo dall'ambientazione creata, un misto tra fantastico e futuristico. Tutto, qui, può accadere, ma la piccola Arianna dimostrerà una forte volontà e coraggio in mezzo alla Discarica dei Ricordi e nella Periferia Dormiveglia, in compagnia della Vecchia Sdentata e all'interno dello Zuccherificio, che chiede come compenso le risate previste durante la vita di un essere umano. 

Personalmente, è proprio questo luogo che mi ha maggiormente colpito; si può riassumere con questo breve dialogo:

"Per questo i clienti di prima erano così tristi?" chiede Leo.
"Sono affezionati" risponde un po' indignato il negoziante, offeso dalla considerazione.


Il finale è qualcosa di inaspettato; la conferma del talento di una scrittrice al suo debutto che non si è lasciata condizionare da ciò che la circonda: ha permesso che la sua immaginazione scorresse, attraverso le parole, e giungesse ai lettori facendoli tornare bambini.

Infatti, per quanto la storia sia ispirata ad Alice nel Paese delle Meraviglie, non si appoggia totalmente ai riferimenti, anzi: questi vengono disseminati come piccoli fiocchi di neve nel corso della lettura, rafforzando una base di per sé solida e funzionante, senza imporsi troppo né calpestandola.


Questo libro è una storia per tutti, che insegna a non smettere di sognare ed arrendersi totalmente alla realtà.



martedì 2 febbraio 2016

Recensione: "Angelize" di Aislinn


« Ma la voce di lei gli risuonava nella testa, divertita, mentre spiegava in che senso avrebbe restituito loro un corpo: incarnarsi non significa essere vivi.
Lei... la Signora.
Né angeli né uomini. »

Dimenticatevi dei soliti urban fantasy.

Dimenticatevi dei soliti angeli, ma senza snobbarli: potrebbero prendervi a calci per farvi comprendere cose che in realtà non vorreste nemmeno lontanamente sapere.


Gli angeli sono esseri invisibili, incapaci di provare emozioni, incapaci soffrire per il dolore della carne.
Sono esseri crudeli, ci uccidono per potersi reincarnare, mentre noi prendiamo il loro posto e la loro futile identità.

Questo è ciò che è accaduto ad Haniel, Hesediel e Rafael, i protagonisti di "Angelize", fantastica duologia scritta dall'acclamata blogger Aislinn.

"Angelizzati", ibridi. Condannati a vagare per la Terra in eterno, a meno che di compiere il gesto brutale di coloro di cui hanno dovuto prendere le sembianze.

A fronte di un Dio ormai inesistente, una Dea cambia le carte in tavola e permette loro di tornare corporei senza uccidere. Ma non avranno vita facile quando gli angeli "puri", che di puro non hanno più niente, scopriranno quanto successo e si metteranno sulle loro tracce per sterminarli.

Haniel e gli altri saranno di nuovo costretti a nascondersi tra i vicoli della meravigliosa e dannata Milano, chi cercando di proteggere il proprio passato, chi lottando a mani nude per sé stesso.

Aislinn porta in auge un argomento narrativo ricorrente in maniera accattivante e tingendo la sua scrittura con toni cupi e freddi, rendendo palpabile e verosimile l'ambientazione da lei creata. Per quanto in un certo senso la vicenda possa definirsi conclusa, l'epilogo lascia il lettore positivamente disorientato e curioso di sapere come la storia proseguirà.

Se volete leggere qualcosa di spietato e di angeli senza ali candide, questo è il libro appropriato. Niente zucchero, solo il sapore del sangue ferroso in bocca.



venerdì 22 gennaio 2016

Recensione: "Shadowhunters" di Cassandra Clare



« Qualcosa, in quella statua, solleticava la memoria di Clary con inquietante familiarità. C'era una data incisa sul basamento, 1234, e attorno a essa le parole: NEPHILIM: FACILIS DESCENSUS AVERNI. - Quella sarebbe la Coppa Mortale? - chiese Clary.
Jace annuì. - E quello è il motto dei Nephilim... dei Cacciatori.
- Cosa vuol dire?
Il sorriso di Jace fu un lampo bianco nell'oscurità. - Significa "Cacciatori: strafighi in nero dal 1234".
- Jace...
- Significa - disse Geremia - "La discesa all'Inferno è facile".
- Carino - disse Clary. La sua pelle fu percorsa da un brivido, nonostante il caldo. »



Questa è una recensione un po' particolare, diversa da quelle che ho scritto finora. Non parlerò di un libro soltanto, ma farò un excursus attraverso la saga urban fantasy che mi ha accompagnato da circa 10 anni a questa parte.

Sto parlando di "Shadowhunters" una serie di libri scritti dalla talentuosa Cassandra Clare. Sebbene ci siano pareri contrastanti a riguardo, ho con questa storia un legame affettivo talmente intenso che mi porta a definirla una delle poche, se non in assoluto, storia di questo sottogenere fantasy che riesco a seguire e ad apprezzare davvero.



Nonostante abbia ultimamente il piccolo timore che la Clare rischi di tirare troppo la cinghia, per me i suoi libri hanno fin da subito rappresentato una garanzia. Il mio timore è però dovuto alla quantità di libri ambientati nello stesso mondo che piano piano stanno andando ad accumularsi; ma al momento, la scrittrice è riuscita a mantenere alto il livello delle sue opere con idee innovative e sorprendenti.

Al momento, la serie è così composta:

.Shadowhunters (The Mortal Instruments)

La serie principale e più lunga, composta da ben sei libri e ambientata a New York nei primi anni del 2000.

-Città di Ossa
-Città di Cenere
-Città di Vetro
-Città degli Angeli Caduti
-Città delle Anime Perdute
-Città del Fuoco Celeste

.Shadowhunters - Le Origini (The Infernal Devices.)


Trilogia ambientata a Londra nell'epoca vittoriana, con personaggi differenti e pubblicata dopo Città di Vetro, alternandosi di anno in anno con gli altri libri di The Mortal Instruments. I titoli sono:


-L'angelo
-Il principe
-La principessa

Shadowhunters - The Dark Artificies (The Dark Artificies)

Trilogia ancora inedita, ambientata a Los Angeles nel 2012, cinque anni dopo gli avvenimenti narrati in Città del Fuoco Celeste.

-Lady Midnight (in uscita il prossimo 8 marzo, in Italia sarà disponibile dal 15 marzo con il titolo "Signora della mezzanotte")
-Lord of Shadows
-The Queen of Air and Darkness

Shadowhunters - The Last Hours

Trilogia ambientata nel 1903 successiva agli avvenimenti della trilogia vittoriana. Al momento sono disponibili solo i titoli:

-Chain of Thorns
-Chain of Gold
-Chain of Iron

Shadowhunters - The Wicked Powers

Trilogia che, salvo altre decisioni, completerà l'intera saga (considerando che nel lontano 2007 Shadowhunters veniva pubblicizzata come trilogia, tutto può succedere con la nostra Cassandra). Della storia si hanno poche informazioni, se non che è ambientata pochi anni dopo The Dark Artificies con protagonisti due ragazzi omosessuali.

Ad accompagnare ed arricchire questo mondo sono stati inoltre creati i seguenti libri:

-Shadowhunters - Pagine rubate: una breve raccolta di racconti che riprende fatti della serie principale con punti di vista e spunti diversi da quanto già scritto.

-Shadowhunters - Il Codice: più che una storia è il manuale dei Cacciatori. All'interno sono raccolte immagini, appunti, la classificazione dei demoni e delle rune e molto altro. Una piccola chicca, per i più curiosi (e ossessionati).

-Le Cronache di Magnus Bane: una raccolta di 10 racconti scritta in collaborazione con altri scrittori, narra le vicende di Magnus Bane, il potente stregone che più volte arriva in soccorso degli altri personaggi (con grande carisma ed eccentricità; il mio personaggio preferito in assoluto).

-Le Cronache dell'Accademia Shadowhunters: una raccolta di 10 racconti scritta in collaborazione con altri scrittori, narra le vicende di un personaggio (di cui preferisco non fare il nome) all'interno dell'accademia.

Per i neofiti, consiglio come cronologia di lettura l'ordine di pubblicazione dei libri: benché, ad esempio, tra The Mortal Instruments e The Infernal Devices ci siano secoli di differenza, ci sono degli elementi ricorrenti che intrecciano elegantemente le due storie in un filo conduttore che letto in altro modo non darebbe le stesse emozioni.

La protagonista della serie principale, quella su cui mi soffermo brevemente, è Clary Fray, comune quindicenne newyorkese che, presa la decisione di trascorrere una serata al Pandemonium Club, si ritrova ad essere testimone di un omicidio: la vittima è quel ragazzo dai capelli blu che tanto l'aveva attratta. I colpevoli, degli adolescenti con rune tatuate sul corpo e spade di cristallo. Ben presto scoprirà un mondo che per tanto tempo le è stato celato, e che i ragazzi di quella sera, gli Shadowhunters, sono cacciatori di demoni.
Sono maggiormente affezionata ai personaggi e alle vicende di The Mortal Instruments, ma ho apprezzato di più l'ambientazione vittoriana (come tutte le volte in cui mi ritrovo a leggere qualcosa ambientato in quell'epoca); l'atmosfera gotica e gli elementi steampunk si sposano alla perfezione con la storia narrata.

Nel 2013 è uscito inoltre nelle sale cinematografiche "Shadowhunters - Città d'ossa", l'adattamento del primo libro con protagonisti Lily Collins e Jamie Campbell Bower. A fronte dei riscontri negativi e dei bassi incassi, la produzione dei seguiti è stata quasi subito cancellata. 

FOCUS ON "SHADOWHUNTERS - THE MORTAL INSTRUMENTS"


Questo post è stato scritto oltretutto in occasione dell'uscita, lo scorso 12 gennaio, della serie tv ispirata alla saga. Nuovi registi, nuovo cast. E, purtroppo, nuova storia.


Bisogna ammettere che siano state date innumerevoli occasioni a questa saga, molte più di quante siano state date ad altri prodotti di altrettanta, se non superiore qualità. Eppure, anche non volendo avere aspettative, il mio responso è per l'ennesima volta negativo, tanto da affermare che per certi versi il film sia stato migliore.

Capisco l'intenzione di voler avvicinare alla storia sia persone che hanno letto i libri che non, offrendo diversi elementi rispetto a ciò che è stato scritto, un po' come accaduto con prodotti come The Walking Dead e Game of Thrones. Proprio per questo, già prima della messa in onda, sapevo di non dover avere aspettative, né nutrire speranze.

Ma in ogni caso, dopo cinque minuti del pilot, non ho potuto fare a meno di rimanere perplessa e scuotere la testa ripetutamente. Non si può negare che gli attori scelti siano di bella presenza scenica e aspetto, ma il livello recitativo dei più è abbastanza alle prime armi, quasi troppo impostato. Katherine McNamara e Dominic Sherwood non mi convincono per niente nei panni di Clary e Jace. Più tollerabili sono stati Matthew Daddario e Emeraude Toubia (i fratelli Lightwood) e Alberto Rosende (nel ruolo di Simon Lewis) nonostante abbia apprezzato di più la performance di Robert Sheehan nel film.

Le vicende che si susseguono vengono presentate in maniera troppo frenetica, alcune scene sono completamente no sense (Jocelyn che per il diciottesimo compleanno della figlia le regala uno stilo, però poi tiene a precisare che vuole ancora tenerle nascosta la verità. Cioè, scusa?)

Si sa, comunque, che questo è un prodotto che non ha come obiettivo la perfezione, il produttore Ed Decter ha voluto fin da subito metterlo in chiaro. Ma al tempo stesso, si nota immediatamente che la serie manca di mordente e che viva del fatto che "tanto i fan la guarderanno comunque". Questo però va a scontrarsi pesantemente con l'intenzione spiegata poco più in alto; la prova lampante è il calo di ascolti che ha caratterizzato la seconda puntata.

Detto questo, continuerò comunque la visione della serie per avere un quadro più completo della storia e degli attori nei rispettivi ruoli.

A tutti i fans: prendetela per quello che è. Se anche Cassandra Clare è stata d'accordo sulle modifiche attuate per questo adattamento, è giusto che venga comunque rispettato sia il lavoro fatto, ma soprattutto le decisioni prese dalla creatrice stessa di questo oscuro mondo.



giovedì 21 gennaio 2016

Recensione: "Fire Sign: La Portatrice del Krips" di Alessia Coppola




« E rivedo quel lupo che mi faceva compagnia da bambina: i suoi occhi magnetici sono quasi un conforto, il suo manto nero brilla di sfumature scarlatte, mentre lancia un ululato che mi fa inabissare il cuore. »



Alessia Coppola è una di quelle scrittrici che ho puntato da parecchio tempo, ma di cui ancora non avevo avuto modo di leggere nulla.


Poco tempo fa mi si è presentata l'occasione, finalmente, di leggere una delle sue ultime storie pubblicate: "La portatrice del Krips", prima novella della serie Fire Sign così composta:

-La Portatrice del Krips (23 Novembre 2015)

-La Rivolta dei Nurhan (Inedito)
-La Stella di Silver (Inedito)

Noi li chiamiamo angeli, ma non lo sono. Nurhan è il loro nome e sono i guardiani del Cosmo. Uriel è il guardiano del fuoco e ha come scopo guidare i Portatori del Krips, coloro che aprono i portali dell'Inferno e vi rinchiudono i demoni.
Se pensate che tutto questo sia assurdo, immaginate la reazione della giovane Silver, costretta a seguire il proprio destino al fianco di colui che da sempre le è stato accanto, alla ricerca di Xantu, uno dei demoni più forti e antichi esistenti.

Devo dire che questa scrittrice non ha per nulla deluso le mie aspettative. Con il suo stile di scrittura, è riuscita fin dalle prime pagine ad inglobarmi nel mondo da lei creato, fino al finale. Essendo poco più lunga di un racconto, questa storia è una lettura veloce, che fa compagnia al lettore per un paio d'ore, lasciandolo poi con il fiato sospeso e in attesa impaziente di scoprire cosa accadrà ai personaggi nel prossimo racconto. 

Come sempre, lascio il link di Amazon da cui potete comodamente acquistare il libro.

mercoledì 20 gennaio 2016

Recensione: "Una scintilla nell'oscurità" di Emanuela Riva



« Forse speravo che la mia vita cambiasse radicalmente, magari con qualche avventura pericolosa, con un pizzico di adrenalina e un amore intenso all'inverosimile. Ma per il momento mi accontentavo dei miei incubi che erano altrettanto intensi e terrorizzanti. »


L'opera che presento oggi s'intitola "Una scintilla nell'oscurità" ed è il primo libro di una trilogia urban fantasy a tema vampirico, edito da Trame dei Sogni e acquistabile su Amazon e nei migliori store online.

Ringrazio la gentile autrice Emanuela Riva per avermi personalmente inviato una copia.

La protagonista è Emma Sullivan, un'adolescente orfana che vive in un piccolo paese del Trentino insieme al fratello Jason. Un giorno, durante un'uscita con le amiche, si scontra con Adam Cooper, sfrontato quanto affascinante ragazzo di cui Emma difficilmente riesce a scordarsi. Senza ancora saperne il motivo, entrambi si sentono attratti l'uno dall'altra, nonostante lui si sforzi di starle lontano a causa del suo misterioso passato e reale natura.

È inevitabile accorgersi di vari elementi ricorrenti già in altri libri in commercio: la trama, infatti, è ciò che di più semplice ci si possa aspettare. 

Ben altro ha attirato la mia attenzione, uno fra tutti il concetto di vampiro come creatura di Dio.

Si racconta, appunto, che all'alba dei tempi Dio prese la linfa dell'albero della Vita e creò Adam e Ive: carnivori e bevitori di sangue, ma incapaci di riprodursi e stare ai suoi ordini. Così, creò due mortali: Adamo ed Eva. Arrabbiati, Adam e Ive ammaliarono i due mortali facendo loro mangiare i frutti proibiti, poi fuggirono dall'Eden. Ma Dio li maledisse trasformando Ive in uno spirito e condannando Adam a vagare sulla Terra per l'eternità.

Questo cosa comporta? Che la Chiesa faccia di tutto per insabbiare la realtà dei fatti, ovvero che non fu l'uomo la prima creatura ad immagine e somiglianza di Dio.

Ma chi è Emma in realtà? Perché è così speciale da attirare l'attenzione del prete del paese? Tengo a precisare che nulla è come sembra (non mi permetterei mai di svelare tutti i misteri di una trama) e che le risposte non sono poi così scontate.

Ho quindi apprezzato non tanto la storia d'amore, quanto l'ambiente che circonda i personaggi.

La scrittrice è riuscita a giostrarsi bene tra il lato romantico e le descrizioni crude di un ambiente oscuro fatto di violenze e omicidi; su questo bisogna farne atto. Ma purtroppo c'è più di un elemento che mi ha infastidito durante il corso della lettura. Lo stile di scrittura non è sempre lineare, si passa da periodi in cui si ha ben chiara la situazione, a strafalcioni e frasi non fluide che mi hanno lasciata non poco disorientata. I dialoghi molto spesso non sono intervallati da alcuna descrizione e quando un terzo personaggio si intromette nel discorso non è subito intuibile, più volte mi sono trovata a chiedermi chi stesse parlando in quel momento. Inoltre, la mancanza di stacco tra una scena e l'altra mi ha costretto a rileggere alcune scene prima di comprendere e proseguire con la lettura.

Possono essere elementi che soggettivamente hanno più o meno importanza, ma spero di poter essere d'aiuto all'autrice dicendo che è necessario un ulteriore lavoro di editing per migliorare quella che è, tutto sommato, una lettura piacevole specie per gli amanti del genere.


Auguro ad Emanuela buona fortuna per il suo primo romanzo pubblicato, e rimango in attesa di sviluppi e novità, specie per quanto riguarda il seguito di questa storia.




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