martedì 30 gennaio 2018

Prima del computer, la macchina da scrivere (Tappa Booktour più Giveaway)



Una stanza in penombra. Il rumore dei tasti premuti uno dopo l'altro, la sensazione fredda sotto i polpastrelli e la pressione da imprimere, affinché le lettere appaiano sul foglio bianco.
Tutte cose che hanno un che di affascinante al giorno d'oggi, per gli amanti della lettura e della scrittura, ma che in passato ha rivoluzionato il mondo: un passo in avanti verso il contemporaneo.

La macchina da scrivere, nata circa nel XIX secolo, è stata uno dei primi dispositivi di largo utilizzo per la rapida redazione di documenti. Le sue origini sono incerte, si perdono nel tessuto del tempo. Si sa per certo che l'unico che la brevettò fu l'italiano Giuseppe Ravizza, che nel 1846 creò uno strumento che potesse permettere ai ciechi di scrivere. Ma a quanto pare furono più di cinquanta i presunti inventori, che in luoghi e epoche diverse crearono diversi modelli della macchina.
Nel 1873 negli Stati Uniti si decise di commercializzarla: la Remington e Figli la mise per la prima volta sul mercato nel marzo di quell'anno. Fu un successo e da qual momento ne uscirono modelli sempre più perfezionati: elettrici, per poter scrivere più velocemente; con il correttore incorporato per eliminare gli errori; in grado di cambiare stile di scrittura e poi addirittura silenziosi, ovvero senza il tipico “ticchettio” dei tasti.
La vera rivoluzione nacque in Italia, grazie alla Olivetti M1. Camillo Olivetti presentò le prime due macchine all'Esposizione Universale di Torino nel 1911 e nel giro di un anno ricevette più di un centinaio di commesse che lo portarono al successo che dura ancora oggi.

Il suo utilizzo fece nascere una nuova professione, la dattilografia, inizialmente riservata alle donne.

Oggi è quasi del tutto rimpiazzata dai computer, tablet e smartphone: la macchina da scrivere è ormai un oggetto antico e vintage. Ma molte delle più grandi storie sono state scritte grazie a questa macchina; c'è perfino chi, ancora adesso, la utilizza.



Praticamente tutto quello che ha creato Cormac McCharthy è uscito da una piccola Olivetti acquistata nel 1963 per 50 dollari, ed è  stata battuta all'asta al prezzo straordinario di 254.500 dollari (l'incasso è andato in beneficenza).
Danielle Steel, autrice prolifica di best-seller (con un centinaio di libri alle spalle è seconda solo ad Agatha Christie -  anche lei fruitrice accanita di una Remington Home portatile n. 2), scrive da sempre con una Olympia del '46, limitando l'utilizzo del computer solo alle e-mail. La satira politica di PJ O'Rourke passa attraverso i tasti di una macchina da scrivere IBM Selectric che risale agli anni '60. 
Mark Twain è presumibilmente il primo autore ad aver presentato un manoscritto battuto a macchina, anche se non è chiaro di quale scritto si tratti. Nella sua autobiografia sosteneva di essere stata la prima persona al mondo ad applicare una macchina da scrivere alla letteratura. Ernest Hemingway preferiva scrivere in piedi, tenendo la sua macchina da scrivere Royal Quiet de Luxe su uno scaffale, mentre George Orwell viene associato alla Royal Portable.

Da tutto questo se ne ricava una certezza: grazie alla macchina da scrivere abbiamo avuto il privilegio di godere di storie uniche, capaci di far sognare generazioni intere che anche in età adulta continuano ad emozionarsi.

Macchina da scrivere di famiglia.
Riposa, pensante, a casa
dei miei genitori
Angela Francesca Puglisi scrisse a macchina le poesie protagoniste di questo Blog Tour. Ogni parola è pregna di un sentimento lontano, ma che riaffiora nella mente e nel cuore di chi si appresta a leggere.
L'intera raccolta rappresenta per me l'immagine di un doloroso, inquietante, oscuro tormento. Un'alba e Devi morire mi hanno letteralmente fatto girare la testa. 
La prima citata è come una cicatrice che continua a far male, un loop quotidiano che riassume una frase che mi è stata detta diverso tempo fa, ma che ancora non mi lascia andare perché probabilmente non ho la forza di ribellarmi a lei. Devi avere una motivazione per scendere da quel letto ogni mattina.
La seconda è l'illusione di deboli convinzioni, che si scontrano con la realtà graffiandoti la pelle. Può il sangue di quelle ferite farti rinsavire? 
Spesso mi trovo a pensare che le poesie servano a mettere a nudo lo scrittore. Ma quando sei tu, lettore, a sentirti nudo, freddo, pieno di vergogna di fronte a parole non tue, capisci che c'è davvero qualche potere nascosto nella scrittura.

Di seguito, le tappe delle altre blogger. Partecipate, non perdete questa speciale occasione: potreste vincere una copia cartacea del libro.







giovedì 25 gennaio 2018

Ti presento il lungo viaggio dal passato al presente [Blogtour più Giveaway]



Quello che vi presento oggi, è un blogtour introspettivo, uno di quelli che ti scava dentro l'anima e ti mette a nudo e no, non sono solo parole al vento. Il Blogtour di oggi è un viaggio che si affaccia sul passato, sulla visione della donna negli anni Settanta e ritorna al presente, facendoci capire che in realtà i sentimenti non hanno età o secoli di differenza. Il Blogtour non vi racconterà nulla sul libro, se non solo le emozioni provate nel leggere un certo tipo di frasi, ma vi parlerà di amore, di quell'amore struggente tipico delle prime cotte, delle farfalle nello stomaco che spesso in realtà sono larve pronte a mangiarci dentro, vi parlerà della morte come rinascita in un nuovo inizio e vi parlerà di quelle poesie scritte con la macchina da scrivere, prima che il digitale, il computer venisse a galla. 

Seguite i nove giorni, l'autrice mette in regalo una copia del libro! 

Titolo: Era una sera come tante e l'oroscopo aveva predetto
Autore: Angela F. Puglisi
Editore: Self
Prezzo: 0,99€ ebook 5,20€ cartaceo
Link acquisto: Link Amazon

Sinossi: 
Era una sera come tante e l'oroscopo aveva predetto, è una raccolta poetica scritta a partire dal 1970 da una giovane ragazza innamorata della scrittura e della sua macchina da scrivere. Si tratta di un viaggio attraverso le tappe della vita: gli amori quelli passionali e quelli che finiscono, le inquietudini, le amicizie, la voglia di libertà e di capire il perché di tante domande a volte senza risposta. Rimane allo stesso tempo un percorso di crescita interiore e spirituale Quella giovane ragazza è mia madre e io ho custodito le sue poesie per tutti questi anni.


Le tappe di questo Blogtour introspettivo ed emozionale, sono così formate:

La morte come rinascita & cambiamento
La poesia come specchio dell'anima
La donna di ieri & di oggi 
Chopin tra le note dell'anima 
Prima del computer, la macchina da scrivere 
L'amore che fa male 
L'amicizia che aiuta a crescere 
Review Party & scopri il vincitore della copia! 

REGOLE PER VINCERE UNA COPIA DEL LIBRO:
  1. Iscriversi come lettori fissi di ogni blog che presenterà le tappe!
  2. Lasciare nei commenti l'indirizzo email per contattarvi in caso di vincita e il nome utilizzato come lettore fisso ---> Attenzione. Controlliamo. 
  3. Rispondere alla domanda "Che colore ha per te un'emozione?"
Guadagnare punti extra:
  • Seguire ogni blog su Facebook
  • Seguire ogni blog su Instagram
  • Condividere questo Giveaway e taggare gli amici nei vari social con #eraunaseracometante
  • Lasciare nei commenti il link della condivisione ---> Attenzione. Controlliamo.
Solo nel review party ogni blog lascerà il nome del vincitore che si aggiudica la copia del libro! Il vincitore avrà 24h per rispondere all'email, in caso di assenza sarà rifatta una seconda estrazione.




martedì 16 gennaio 2018

Anteprima: "Era una sera come tante e l'oroscopo aveva predetto" di Angela F. Puglisi

Quando vi parlerò di questa nuova uscita, non potrete fare a meno di correre nello store per acquistare il libro. Preparatevi a rimanere folgorati da una raccolta di poesie controversa, intensa e piena di significati. Per il momento, lasciatevi cullare da Nocturne di Chopin, musicista preferito dell'autrice: capirete, poi.



Titolo: Era una sera come tante e l'oroscopo aveva predetto

Autore: Angela F. Puglisi

Editore: Self

Prezzo: 0,99€ ebook 5,00€ cartaceo

IN USCITA OGGI IN VERSIONE DIGITALE

Link acquisto: Link Amazon

Sinossi: 
Era una sera come tante e l'oroscopo aveva predetto è una raccolta poetica scritta a partire dal 1970 da una giovane ragazza innamorata della scrittura e della sua macchina da scrivere. Si tratta di un viaggio attraverso le tappe della vita: gli amori quelli passionali e quelli che finiscono, le inquietudini, le amicizie, la voglia di libertà e di capire il perché di tante domande a volte senza risposta. Rimane allo stesso tempo un percorso di crescita interiore e spirituale Quella giovane ragazza è mia madre e io ho custodito le sue poesie per tutti questi anni.

lunedì 18 dicembre 2017

Recensione: "Infelici e Scontenti" di Alice Chimera




« Coloro che ascoltano le favole e sperano che siano realtà, ignorando che la parola "fine" è sempre scritta troppo presto, tra la gioia di un'impresa superata e i baci di nuovi amori sbocciati; io vi dico che, per tutte le fiabe, la vera fine è molto lontana da quella da voi letta. »

L'ho già detto quanto io apprezzi i retelling? Adoro poter sguazzare nei riferimenti ad opere già esistenti, ma in contesti originali, che possano dare nuova vita a personaggi famosi.
Questo capita soprattutto con le favole, per cui già la Disney ha dato un suo importante contributo, offrendo ad intere generazioni spettacolari film che non smettono mai di far sognare. Chi non ha mai sentito parlare del "E vissero felici e contenti"?
Personalmente sono sempre stata più attaccata a personaggi Disney diversi dalle classiche principesse, una su tutte Sally di Nightmare Before Christmas e anche Mulan, che nonostante abbia una storia piuttosto differente viene comunque associata a questa categoria.

In questa raccolta di sette racconti, Alice Chimera indaga il futuro delle principesse più famose, tentando di rispondere in maniera alternativa al proseguimento delle favole dopo la parola "Fine".
Come? In un modo così cupo e sorprendente da avermi inquietato e divertito al tempo stesso. È davvero molto interessante l'introduzione dell'autrice, in cui svela la convinzione che anche per le perfette principesse il Karma giri, per cui anche a loro prima o poi debbano capitare delle situazioni date da azioni negative compiute.

E così ritroviamo una Biancaneve con la fobia per le mele, una Cenerentola che è passata dai soprusi delle sorelle e della matrigna a quelli di un marito padrone, o ancora una Ariel presa dall'ossessione di abbandonare la sua natura.
Lo strazio del passato può essere la rovina, ma anche i comportamenti del futuro portano ad un inevitabile tracollo.

La crudeltà è alla base di questo libro, che è un degno erede delle favole, nell'atmosfera perfetta che piace a me. Dalle pagine trasuda l'impegno e la riflessione che Alice ha dovuto impiegare per la realizzazione della sua opera, che non è per nulla semplice portare a termine positivamente, sgomitando in mezzo all'oceano di storie sullo stesso genere.
Questo è ben visibile anche attraverso lo stile di scrittura, semplice ma diretto, che colpisce come una stilettata senza dare scampo sia alle principesse che al lettore stesso.

Ci vedrei bene una miniserie live action, ma sto volando troppo con la fantasia.

Se non avete paura di andare oltre il lieto fine per vedere l'orrore che può nascondersi nell'ombra, recuperate assolutamente "Infelici e Scontenti": rimarrete più tormentati che delusi.





mercoledì 13 dicembre 2017

Review Tour: Recensione di "Il tuo passo era troppo veloce" di Anne Went e Mari Thorn



« Se allora optare per la scelta più facile era stato un errore, scegliere adesso quella più difficile poteva rivelarsi altrettanto fatale. Valerie lo odiava, per troppi motivi e tutti giusti, però in lei c'era ancora la scintilla di quell'amore che li aveva travolti. Lui l’aveva percepita, l’aveva vista brillare qui e là tra le parole brusche e scostanti. Velata dal sarcasmo e nascosta dietro la paura di tornare a soffrire, ma c’era. Doveva provare ad alimentare quella scintilla e riuscire a farsi perdonare per tutta la sofferenza che le aveva causato. »


Le relazioni di coppia, si sa, non hanno sempre un lieto fine. Spesso la prima fiamma dà vita ad un futuro roseo, nonostante gli ostacoli. Altre volte, però, il cammino dell'amore finisce per appassire e bloccarsi improvvisamente.

Questo è ciò che è capitato a Valerie e Gregorio, innamorati dei propri sogni e con la ferma convinzione di poterli realizzare insieme. Ci provano, ritentano, ma qualcosa va storto: l'obiettivo si perde tra i litigi e le incomprensioni, fino a che le strade dei due si separano.
Ora, Greg ha una vita agiata, ma insoddisfatta e piena di avventure da una notte e via. Val, invece, ha una relazione stabile e pian piano il suo sogno di lavorare in una casa editrice si sta avverando. C'è qualcosa, però, che è rimasto in sospeso per anni e che ora torna prepotente a bussare al loro cuore: la casa in riva al mare, quella ceduta dall'uomo, li fa rincontrare. Di nuovo, la rabbia prende il sopravvento, riportata al presente dall'uragano dei ricordi, ma stavolta, accompagnata da quella fiamma che non si era spenta: semplicemente riposava sotto il peso del tempo, in attesa del momento migliore per tornare a riscaldare.

Ciò che colpisce dei due protagonisti è che nonostante siano personaggi fatti di carta e inchiostro trasudano umanità, verosimile e genuina. Entrambi hanno fatto degli errori e hanno dovuto rassegnarsi al fatto di non essere riusciti ad affrontare tutto nel modo più consono. Hanno imparato a convivere con la collera nascondendola in un punto lontano della mente.
Chi ha affrontato una delusione simile, sa cosa si prova. Si possono comprendere tutte e due le parti, senza condannarle, perché come entrambi sbagliano, entrambi sono nel giusto.
Non è un peccato inseguire i propri sogni. Bisogna capire cosa è più importante, anche se questo comporta la fine di un rapporto.

Non sono una fan del detto "Gli opposti si attraggono": è importante essere sulla stessa lunghezza d'onda, ma in che modo? Avendo dei punti d'incontro, oltre che delle diversità. Altrimenti è inevitabile perdersi e lasciare che tutto vada a rotoli.
Se il passo dell'uno è più veloce dell'altro, l'amore rimane indietro fino a svanire.

Ma a volte, le circostanze, come per Valerie e Gregorio, mettono di nuovo in discussione tutto. È difficile fare ancora una volta i conti con l'ira e la delusione, ma si può trovare la strada per uscire da quel loop negativo e ricominciare, voltando pagina e iniziando a scrivere una nuova storia.

"Il tuo passo era troppo veloce" è l'esempio di tutto questo. La storia di Anne Went e Mari Thorn mi ha fatto riaffiorare alla mente ricordi fatti di scelte sbagliate e conseguenze disastrose di cui porterò sempre le cicatrici. Ma soprattutto, mi ha fatto riflettere e anche se per me le cose sono andate diversamente è stato bello constatare che per altri esiste un'altra possibilità, se c'è la volontà di venirsi incontro.

L'obiettivo delle scrittrici è chiaro, non posso fare altro che ringraziarle per avermi trasmesso il loro messaggio. "Il tuo passo era troppo veloce" è stata una lettura piacevole, giunta a me in un momento di estremo bisogno d'amore. Mi ha donato speranza, desidero che la sua forza non mi abbandoni tanto presto.

martedì 12 dicembre 2017

Review Tour: Recensione di "Taylor Tales: Senza Cuore" di Romina Scarpanti



« "Ma chiedo troppo? In fondo voglio solo sorseggiare un tè caldo con il mio amico! Devo brindare il suo ritorno alla vita!!!" »

La maledizione legata al risveglio di una mummia non è mai stata tanto divertente, intrigante e appassionante. 
Tutto questo grazie alla talentuosa Romina Scarpanti, che con "Taylor Tales: Senza Cuore" non solo è riuscita a realizzare una storia piacevole e adatta ad un pubblico di tutte le età, ma ha saputo attirarmi in un istante grazie alle sue bellissime illustrazioni (a cominciare dalla copertina), che mi hanno subito ricordato il tratto del famoso artista Stefano Turconi.

La vita della famiglia Taylor è paragonabile ad una tempesta di sabbia in un deserto: nonostante la scomparsa dei genitori, le sorelle Sophia e Amanda vivono con energia ogni giornata, attendendo il ritorno a casa della nonna, sempre intenta in qualche mirabolante avventura in giro per il mondo.
Sophia, la maggiore, non ama l'archeologia e tanto meno l'Egitto; l'Eavy-Museum, però, è come una seconda casa per lei. Circondata da mummie e antichi reperti, invece, la piccola Amanda trascorrerebbe intere giornate di fronte alla teca che custodisce il corpo di Anek-Bah, potente sacerdote il cui passato è avvolto dal mistero.

Ben presto, però, le Taylor verranno a contatto con un prezioso amuleto, in grado di risvegliare dal suo torpore proprio la mummia preferita da Amanda! Il tutto si complica quando verranno inseguite dalla malvagia Setta dello Scarabeo d'Ombra. Le apparenze ingannano e nulla sembrerà più normale: la ricerca della Chiave della Vita condurrà nonna e nipoti verso la scoperta di qualcosa di straordinario.

"Taylor Tales: Senza Cuore" è un'avventura in pieno stile Indiana Jones: la scrittura semplice e scorrevole di Romina dona alla storia un tocco frizzante e lascia nel lettore delle emozioni intense anche grazie ad una narrazione originale che lascia spazio ai colpi di scena. Le protagoniste sono ben definite e per nulla petulanti, i loro scambi di battute sono divertenti e anche nei momenti più importanti si può sentire un'atmosfera leggera ma appropriata.
Ho apprezzato molto di più l'Antico Egitto di questo libro, piuttosto che gli svariati film in merito che sono usciti in periodi più o meno recenti. La scrittrice narra senza pretese una storia con molteplici significati e interpretazioni, accostando diversi generi senza appesantire l'insieme (rimane pur sempre una lettura per giovani).

In pieno periodo di feste, mi sento caldamente di consigliarne l'acquisto: un regalo per sé stessi, per lettori accaniti ma anche, e soprattutto, per i neofiti.

Mi auguro vivamente che questo possa essere solo il primo capitolo di una serie di rocambolesche peripezie di cui tornerò volentieri a far parte.


venerdì 8 dicembre 2017

Release Party: Recensione di "Blood of the Prophet" di Kat Ross



« Lo evitavamo entrambi e cercavamo ogni tipo di scusa. Quella era la natura distorta della nostra relazione. Desideravo che non fosse così, lo desideravo con tutto il cuore e tutta l’anima ma, qualunque cosa i magi gli avessero fatto, lo aveva lasciato con una convinzione irremovibile che il legame significasse dolore. E io non volevo causargliene altro. »

Speravo di non dover attendere a lungo prima di tornare nel meraviglioso mondo di Kat Ross. Fortunatamente, la Dunwich Edizioni ha esaudito il mio desiderio: finalmente "Blood of Prophet" è qui tra noi.


Per chi non lo sapesse questo è il secondo capitolo della trilogia "Il Quarto Elemento", iniziata con "The Midnight Sea" di cui potete trovare la recensione qui sul blog.

Avevamo lasciato Nazafareen alla ricerca del Profeta Zarathustra, costretto ad una reclusione forzata in cui trova come unica attività quella di continuare a scrivere ciò che sembrerebbero semplici vaneggiamenti.
Insieme ai suoi compagni, la ragazza affronta un viaggio pericoloso che la porta a crescere ancor di più, nel tentativo di scoprire la vera sé stessa e ad approfondire il legame tra lei e il suo daeva Darius. Giungere al proprio obiettivo non è per niente semplice, lo sconforto prende il sopravvento più e più volte, fino a schiacciare i protagonisti sotto il peso della sconfitta.

Ma Nazafareen non perde la grinta che fin da subito l'ha caratterizzata: nonostante le difficoltà e i tormenti passati è consapevole del suo ruolo, anche se si ritrova trascinata e dominata dagli eventi.

Il mondo di Kat Ross è tornato a stregare le mie serate con i suoi elementi storici e un tocco cupo e appropriatamente magico, che già aveva caratterizzato il primo libro della serie. "Blood of the Prophet" ha dei confini molto più netti: se in "The Midnight Sea" si spazia tra luoghi, culture e personaggi, qui sono state seguite maggiormente le esigenze narrative, concentrandosi sui protagonisti essenziali e sulla ricerca del Profeta. Questo è visibile anche analizzando la linea temporale, più breve rispetto a quella del primo libro. Questo può dare l'impressione che la storia sia più lenta, ma è solo perché lo sviluppo degli eventi è diverso. Ciò non va per nulla a sfavorire il libro, che si dimostra un ponte verso il finale fatto di azione, imprevisti, emozioni contrastanti e colpi di scena.

Nazafareen si conferma essere la donna eroina che avevo già amato. Mi è piaciuta l'evoluzione del suo rapporto con Darius, per nulla banale o scontato. Avere Tijah e Myra a loro supporto è come inspirare un profumo dolce e avvolgente, che riesce nel piccolo ad allontanare la negatività. Mi sono sentita molto vicina a loro, come una pari pronta ad aiutare i propri compagni.

Non ho potuto fare a meno di rimanere affascinata dal negromante Balthazar, che ora assume un ruolo più importante e dà modo al lettore di entrare nella sua mente per conoscerlo. Il lato sadico che alberga in me ha tifato più volte per lui.

Giunta alla fine ho dovuto di nuovo salutare i protagonisti tra lo shock e la tensione. Attendo impaziente di rituffarmi in questa emozionante saga, certa che Kat Ross saprà come sorprendermi ancora una volta!



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