giovedì 14 maggio 2020

Review Party: Recensione di "Il volto dell'assassino" di Amy Mclellan



A causa di un grave incidente, Sarah soffre di un disturbo che le impedisce di ricordare ciò che le capita e i volti delle persone che le stanno intorno. Ad aggravare la situazione ci si mette il destino, che non solo le fa perdere la sorella ma le mostra l'identità del suo assassino, che ben presto irrimediabilmente dimenticherà. Come potrà avere salva la vita e al tempo stesso rendere giustizia alla morte di una persona tanto importante?

Con uno stile preciso e crudo, Amy Mclellan ha saputo ipnotizzarmi con una storia che è riuscita a catturarmi fin da subito, affascinandomi e torturandomi con un'atmosfera tanto piena di tensione da lasciarmi senza fiato. Quest'opera mi ha ricordato un altro thriller davvero bello e che a distanza di anni continuo a consigliare, "Non ti addormentare" di S.J. Watson, in cui l'elemento della memoria è fondamentale tanto quanto in "Il volto dell'assassino". 

Quando un libro di questo genere si lega perfettamente con la psicologia, mi conquista senza lasciarmi scampo. Entrare nella mente e nel quotidiano di Sarah non è semplice e a ogni capitolo è una sfida sempre nuova. Gli intenti dei personaggi sono costantemente messi in discussione, tanto da arrivare a confondere la verità con l'inganno. A ogni rivelazione il sangue si gela nelle vene e l'inevitabile finale fa capolino in un modo tanto inaspettato quanto scioccante. 

La lettura di questo libro è altamente consigliata non solo agli amanti del genere ma anche a chi desidera lanciarsi in un'avventura adrenalinica e piena di quelle forti emozioni che spesso soltanto un thriller scritto come si deve sa offrire. Amy Mclellan è una scrittrice talentuosa che non vi deluderà di certo!



mercoledì 13 maggio 2020

Review Party: Recensione di "Mastro Heidn L'Orologiaio - Volume II" dei Fratelli Frllo (Antonio Agostino e Rosario Dato)



Dopo le importanti rivelazioni concesse agli studiosi Mastro Heidn, Paracelvios e Eunicla riprendono il loro viaggio, stavolta verso ciò che potrebbe scongiurare la fine del mondo. Una guerra senza precedenti sta per avere inizio ed è di vitale importanza impedire che delle macchine tanto potenti quanto distruttive vengano azionate. Nuovi intrighi e personaggi metteranno a dura prova i loro nobili intenti, ma la determinazione è così forte da poter solcare anche i cieli, a bordo delle straordinarie navi volanti.

Sono stata davvero felice di aver avuto la possibilità di leggere consecutivamente i volumi che compongono la storia di Mastro Heidn l'Orologiaio, sono state delle ore intense di emozioni e ricche di avvenimenti che hanno saputo trasportarmi in un mondo fantastico che difficilmente dimenticherò.

Se il primo volume aveva saputo affascinarmi soprattutto per la presentazione dell'ambientazione, il secondo rinnova la complessità di questa e stimola il lettore a proseguire la lettura offrendogli a ogni capitolo azione, divertimento e tanti colpi di scena. La storia qui è più precisa e concentrata sulla meta finale, dando spazio ovviamente ai protagonisti ma di contro trascurando elementi secondari che precedentemente mi aveva fatto piacere trovare e che avrei approfondito volentieri.

Sono fiduciosa sul fatto che questo non è un saluto definitivo, ma che gli autori abbiano ancora degli assi nella manica da sfoderare e nuove prove da far affrontare ai propri personaggi. Spero, con tutto il cuore, di tornare prima o poi a bordo del carrozzone magico e seguire Heidn in una nuova avventura.

Review Party: Recensione di "La fata maliarda" di Seconda Carta



Nel piccolo e incantevole paesino sardo di Arbatrax, ha origine la delicata e magica storia di Anny, che decide di trasferirsi lì per cominciare una vita indipendente e dimostrare che può farcela con le sue sole forze. Nonostante la fatica del lavoro, la donna si gode gli splendidi panorami che la costa offre, inspirando il profumo del mare e sentendosi finalmente libera. A notarla è Antoni, il giovane pescatore del paese che con pazienza e tranquillità entra a far parte della vita della ragazza, di cui si innamora perdutamente fin dal primo istante.

Con uno stile delicato e poetico, Seconda Carta ha intessuto un lungo racconto veloce da leggere, che fa innamorare il lettore dei paesaggi descritti e dei personaggi creati. I due protagonisti si trovano subito in sintonia grazie non solo all'indole tranquilla e sognatrice che li accomuna, ma anche per le esperienze passate e il modo in cui vedono la vita e la vogliono vivere. Tutte le sensazioni che Anny e Antoni provano a contatto con l'ambiente si trasmettono magicamente al di fuori delle pagine, arrivando a far sentire odori, suoni e tocchi con un'estrema sensibilità. Il loro amore ha il ritmo del mare che si soffermano a osservare, delicato e calmo fino a diventare impetuoso e senza controllo. Non ho mai avuto l'occasione di andare in Sardegna, ma attraverso l'occhio della scrittrice ne scopro un aspetto inaspettato, dolce e romantico.



Review Party: Recensione di "Il Portale degli Obelischi" di N. K. Jemisin



Sulla via per ritrovare Nassun, Essun rincontra i fantasmi del passato e apprende una scoperta dal valore sensazionale: un legame antico e la missione vitale di entrare in contatto con qualcosa che fino a quel momento è stato alla stregua di una leggenda. La Frattura di Yumenes ha generato una Stagione potenzialmente senza fine, pertanto la donna dovrà mettersi in gioco, rafforzarsi e venire a capo di ciò che ancora non conosce, se vuole scongiurare un destino fatale per l'intera vita sulla Terra.

Dopo le emozioni da cui ero stata travolta in "La Quinta Stagione", mai avrei creduto di poter rimanere spiazzata ulteriormente anche dal secondo libro di questa trilogia. "Il Portale degli Obelischi" si è fatto attendere con ansia e non vedevo davvero l'ora di tornare nello straordinario mondo creato dalla Jemisin.

L'ambientazione degradante viene qui ulteriormente ampliata attraverso l'approfondimento degli aspetti più mistici che terreni, andando ad affacciarsi sull'ignoto che caratterizza l'Immoto e scavando nel passato per cercare una risposta ai quesiti del presente. Ciò che prima era accennato o addirittura omesso ora vedrà finalmente la luce e gli elementi che arricchiscono il mondo e ne spiegano le fondamenta sono una miriade: è giusto che non siano stati inseriti prima, ogni informazione giunge al momento più opportuno. Firma ormai del ritmo narrativo è l'utilizzo di molteplici punti di vista, che qua sono esplicati principalmente da quello di Essun e di Nassun.
Quest'ultima ha avuto un'entrata in scena interessante soprattutto per come ha sempre visto il suo rapporto con la madre, molto conflittuale per l'obbligo di tenere segreto il potere dell'orogenia e quindi costretta a non sentirsi libera di esprimere sé stessa all'esterno. La ragazza è dotata di capacità che nemmeno lei immagina e sarà una vecchia conoscenza a farle comprendere di non essere sbagliata, aiutandola a controllare le proprie abilità. Essun lotta costantemente contro il passare del tempo, che la separa dalla figlia celandole le sue condizioni e la fa virare verso qualcosa che non aveva chiesto ma in cui si trova inevitabilmente invischiata. Nonostante la forza che l'ha sempre accompagnata, è come se in qualche modo cercasse tenacemente di fuggire da ciò che sta accadendo intorno a lei, come se non fosse compito suo documentarsi e venire a capo della struttura del mondo.

Come già accaduto precedentemente, anche "Il Portale degli Obelischi" è una lettura complessa e densa di particolari su cui il lettore deve assolutamente soffermarsi sia per ammirarne la bellezza che per non perdere di vista i vari obiettivi. Ho riscontrato un maggiore assortimento di personaggi secondari, che partecipano attivamente all'azione risultando essenziali per il giusto andamento delle vicende e per i progressi dei protagonisti. Lo stile dell'autrice si riconferma essere incalzante e incisivo, il modo in cui viene narrato ciò che accade a Essun rimane in assoluto il mio preferito. Questo secondo libro svolge appieno il suo ruolo di "ponte" tra l'inizio e la fine. Non so davvero cosa aspettarmi da "Il Cielo di Pietra", ma spero che la Jemisin possa aver scritto una storia sorprendente fino all'ultimo, concludendo con un epilogo che riesca rimanere impresso nella mente per parecchio tempo.



martedì 12 maggio 2020

Review Party: Recensione di "Solo. Star Wars" di Mur Lafferty



Chiunque sia fan di "Guerre Stellari" avrà per forza sognato di solcare lo spazio infinito a bordo del leggendario Millenium Falcon, al fianco dei personaggi più noti della saga, in cerca di emozionanti avventure.

Quella scritta da Mur Lafferty su carta e Ron Howard su grande schermo è una storia ambientata in un tempo remoto rispetto agli avvenimenti noti più recenti e hanno come protagonista l'impavido contrabbandiere Han Solo, negli anni della giovinezza prima di incontrare Luke e Leila.

Cresciuto a Corellia tra la povertà e le ingiustizie, vive alla giornata procacciandosi cibo, mansioni e svago, ricercando costantemente un futuro dignitoso per lui e Qi’rà, suo primo grande amore. Il suo desiderio di rivalsa e la determinazione a diventare pilota lo formeranno fin nel profondo, mettendo in discussione tutto ciò in cui aveva sempre creduto, fino a portarlo a far fare al Falcon la famosa rotta di Kessel in meno di dodici parsec.

Diciamocelo, purtroppo Han non ha avuto molta giustizia con il film che gli è stato dedicato. Probabilmente è il meno riuscito di tutto l'universo di Star Wars e lascia in sospeso non pochi quesiti. Eppure, riesco sempre a godermi ogni episodio della saga e anche con questo sono uscita dalla sala del cinema nel complesso divertita e soddisfatta. Non solo trovo che la caratterizzazione del giovane Solo sia coerente con la versione interpretata da Harrison Ford, ma anche che l'avventura che si trova ad affrontare in questo spin off sia calzante e nell'atmosfera più giusta in cui l'avrei immerso.

Han è sempre stato un uomo spavaldo, sprezzante del pericolo e fin troppo sicuro di sé. Qui non è da meno e anzi, molte scene enfatizzano questo lato di lui. Il libro scritto da Mur Lafferty approfondisce ciò che il film non ha avuto modo di fare, riempiendo bene a mio parere quei buchi lasciati dalla trama originale. Ho amato riscoprire l'incontro tra lui e Chewbe ma soprattutto il rapporto con Lando Calrissian. Non sono riuscita tuttora a inquadrare Qi’rà, di cui ben poco mi è piaciuto e nemmeno nel libro si riscatta più di tanto.

Mur Lafferty ha saputo descrivere bene gli elementi tipici della saga attraverso uno studio specifico della serie stessa e uno stile scorrevole che ha reso la lettura piacevole. Questo è un libro che si può consigliare ai fan di Star Wars e a chi vuole saperne di più sul bandito più famoso della galassia.



Review Party: Recensione di "Heartstopper - Volume 1" di Alice Oseman



All'alba di quella meravigliosa età chiamata adolescenza, Charlie può già godere di una certa popolarità a scuola ma soprattutto vivere la propria omosessualità con libertà, nonostante un passato burrascoso tempestato di bulli. Il caso gli fa conoscere Nicholas Nelson, di un anno più grande e noto per far parte della squadra di rugby della scuola. Nicholas si dimostra subito solare ed estroverso nei confronti di Charlie, che rimane affascinato dal ragazzo tanto da invaghirsene in poco tempo. La proposta di Nich di entrare con lui nella squadra non fa altro che avvicinarli; mentre Charlie spera e teme la reazione dell'amico di fronte a un suo interesse, molto ancora dovrà scoprire dell'amore e della sessualità.

Con un tratto morbido ed essenziale, Alice Oseman ha costruito una storia dai toni romantici e spensierati, esponendo un tema come la sessualità con una naturalezza estrema. Qui possiamo vedere due lati da una medaglia, rappresentati dai protagonisti: se da un lato Charlie ha ben chiaro il suo orientamento nonostante la giovane età, Nicholas ha ancora tutto da affrontare e analizzare. Le sue difficoltà, però, vengono esposte con dolcezza e senza essere sminuite, così come il bullismo: i temi "negativi" turbano al punto giusto ma omettendo l'eccesso di angoscia che invece caratterizza altre opere di questo tipo. L'ho apprezzato molto, perché con semplicità e la giusta dose di serietà trasmette al lettore gli stessi messaggi positivi di tanti altri libri. Charlie e Nich sono al loro debutto e ancora devono scoprire il vero significato dell'amore e soprattutto di cosa significa stare insieme.


La lettura scorre piacevole e delicata, fino all'epilogo che ha giustamente un cliffhanger e sono davvero curiosa di sapere come la storia andrà avanti. Attendo impaziente il secondo volume e consiglio caldamente la lettura del primo, per una storia adolescenziale che sa intrattenere i giovani e far sospirare coloro che l'adolescenza l'hanno già passata.


lunedì 11 maggio 2020

Blog Tour: "Il mistero dello Stradivari scomparso" di Millie Oliver - Intervista all'autrice


La tappa odierna del Blog Tour riservato alla pubblicazione più recente della Segreti in Giallo Edizioni è dedicata a Millie Oliver, l'autrice de "Il mistero dello Stradivari scomparso". Di seguito trovate l'intervista, piena di informazioni e curiosità!


Conosciamo un po' meglio l'autrice di Maggie Scoop.  

Quando hai cominciato a scrivere? 
Non ricordo come e quando sia successo. Direi che è stato un processo naturale, perché ho sempre scritto sin da bambina. A un certo punto della mia vita ho iniziato a farlo in modo sistemico, dando una struttura alle parole che mettevo in fila una dietro l’altra e sono nate le mie prime storie.

Quando e come è nato il personaggio di Maggie Scoop? 
Maggie è nata un paio di anni fa. Non mi divertivo più a scrivere, poi un giorno mi è capitato tra le mani un giallo per ragazzi e mi si è aperto un mondo. Una storia leggera, ma per nulla banale e adatta a tutte le età. Mi sono avvicinata alla letteratura per ragazzi e per l’infanzia da quando sono diventata mamma. Cercando libri adatti al mio bimbo sono diventata io stessa lettrice e ho iniziato a sognare a occhi aperti una storia così. Prima di iniziare a progettare ho iniziato a studiare a fondo il mondo della narrativa per ragazzi.

Ti sei ispirata a qualcuno in particolare per crearlo? 
Come dicevo ho letto tanti libri per ragazzi per capire il linguaggio con cui comunicare con loro, ma non so dire se mi sono ispirata a qualcosa in particolare. Come ogni mia storia credo che anche Maggie sia l’insieme di tante scintille di creatività. Volevo un personaggio curioso e che fosse predisposto a indagare, di qui l’idea di creare una giornalista in erba. Io stessa ho fatto parte del giornalino scolastico sin dalla quinta elementare. Volevo però un personaggio forte, nonostante le debolezze e le incertezze tipiche dell’età. Per capire queste dinamiche ho iniziato a osservare gli adolescenti vicino a me, fino a quando un giorno ho letto un articolo sul ritrovamento di un antico violino Stradivari ritrovato in un baule. Secondo alcune ricerche era stato rubato anni prima. Da lì ho costruito la storia, ovviamente che non c’entra nulla con quella dello Stradivari vero. Ma la fantasia è meravigliosa perché ci permette di creare dei mondi verosimili e ho immaginato una ragazzina nella metropolitana inglese con lo smartphone in mano, intenta a pensare ai suoi sogni. Le tessere del puzzle hanno iniziato a incastrarsi ed è nato il personaggio di Maggie Scoop. Anche la scelta del cognome non è casuale,.

Perché la scelta di ambientare il romanzo in Inghilterra?
Ho scelto l’Inghilterra per due motivi: conosco molto bene Londra e amo qualsiasi romanzo sia ambientato lì, contemporaneo o storico. Da qui la decisione di ambientare tutta la storia a Londra.

L'Unione fa la forza. Nel romanzo è evidente l'importanza che rivestono l'amicizia e il lavoro di squadra. Maggie, Stella e Peter possono essere un buon esempio per i ragazzi. Parliamone. 

I legami che si formano a scuola tendono a essere quelli più duraturi e mi sembrava importante dare questo messaggio. Il tema dell’amicizia è centrale quanto quello della realizzazioni dei propri sogni all’interno del romanzo, uno sprono a chiedere sempre aiuto e a fare squadra. Del resto, la scuola e la famiglia dovrebbero insegnare anche questo ai ragazzi. I libri sono un intrattenimento, ma devono offrire anche spunti di riflessione. Per questo il tema in ogni libro è importante quanto lo sviluppo della trama.

Questo è un giallo per ragazzi, ma senz'altro è una gran bella lettura anche per un lettore adulto. Cosa ne pensi? 
Forse ho già risposto, ma ci tengo molto a questo aspetto. La narrativa in generale non dovrebbe avere età. I libri non possono vivere in compartimenti stagni e soprattutto i libri per ragazzi possono essere un’ottima lettura per gli adulti. Io stessa, in questo periodo, ho riscoperto i grandi classici per ragazzi. Parlando con una mia amica ho riscoperto Michele Strogoff di Jules Verne, non mi è mai capitato di leggerlo e ho deciso di recuperarlo. Oltre ai grandi classici, esistono tante storie di autori contemporanei belle per qualsiasi età anche romanzi gialli, ovviamente non cruenti come alcuni della classica narrativa di questo genere.






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