mercoledì 26 aprile 2017

Blog Tour: "Hai conquistato ogni parte di me... e non solo" - Terza Tappa ( + FLASH GIVEAWAY)




È un grande piacere, per me, presentarvi oggi la terza tappa del blog tour "Hai conquistato ogni parte di me... e non solo", in riferimento al romanzo di Alessandra Paoloni edito dalla Newton Compton e di cui potete leggere la mia recensione sul blog.

LE TAPPE

  1. Mercoledì 12 Aprile: nel blog Atelier di una Lettrice Compulsiva, intervista all'autrice. Così potrete scoprire un po' meglio chi si cela dietro le figure dei suoi personaggi.
  2. Mercoledì 19 Aprile: nel blog Book's Angel scoprirete qualcosa in più sui personaggi del romanzo
  3. Mercoledì 26 Aprile: nel blog The Mad Otter   potrete leggere un breve estratto dal libro di Nicoletta: "Il posto che non sai di me"  
  4. Venerdì 28 Aprile: nel sito Sale e Pepe avrete il piacere di parlare con Luke Grady, in un'intervista esclusiva
  5. Mercoledì 3 Maggio: nel sito Romance e non solo esplorerete i luoghi del romanzo
  6. Venerdì 5 Maggio: nel sito La bottega dei libri incantati avverrà una tappa curiosa, nella quale Barbara Mangalo (se non sapete chi è vi suggerisco di trovare informazioni o leggendo il romanzo o leggendo le recensioni online) vi presenterà, in un articolo, alcune delle opere gratuite di Alessandra.

Ringrazio Alessandra per avermi reso partecipe di questa iniziativa.

Che voi abbiate letto "Hai conquistato ogni parte di me" oppure no, dovete sapere che la protagonista, Nicoletta Catullo, è lei stessa autrice di un libro, a lungo tenuto segretamente salvato nel suo computer: “Il posto che non sai di me”. E oggi, Nicoletta ci permetterà di leggere l'incipit della sua storia, che personalmente trovo davvero interessante.


Dunque, buona lettura a tutti.


Il posto che non sai di me

Monte Morra sembrava affisso al cielo come carta da parati. Quando Irene lo mise a fuoco, strizzò gli occhi e si mise comoda a sedere sul sedile. Si era addormentata durante il viaggio e nemmeno gli schiamazzi di suo nipote Vittorio, che al contrario era rimasto sveglio a giocare con i suoi soldatini di plastica sui sedili posteriori, l'avevano svegliata. Impiegò qualche secondo di troppo per capire che il cartello “Benvenuti a Giano” si stava avvicinando e che oltre quell'avviso lei sarebbe tornata al suo paese d'origine dal quale mancava da poco più di due anni.

«Non ti ho svegliata. Sembrava che stessi sognando qualcosa di bello, perché sorridevi».

Irene si voltò a guardare sua sorella, seduta al posto del guidatore. Lorella decelerò e mise la freccia a destra. Prima che Irene potesse chiederle cosa stesse facendo, la macchina accostò lungo uno spiazzo, poco prima della strada principale del paese. Vittorio, incuriosito da quella fermata non annunciata, abbandonò momentaneamente i suoi soldati per sporgersi in avanti.

«Che fai, mamma?».

Irene si stiracchiò e accostò la faccia al finestrino per sbirciare meglio la cima di Monte Morra. Le era mancato quel gigante verde, una delle fonti del turismo del piccolo paese di Giano, a circa sessanta chilometri dalla Capitale. Sebbene fossero trascorse appena le quattordici, il paese sembrava sprofondato in una quiete irreale. L'atmosfera perfetta, quella, per scrivere un nuovo romanzo.

«Sai che papà è arrabbiato con te, vero? E che mi ha detto di portarti subito alla Villa e di non passare da casa?»

Irene si voltò a guardare sua sorella. Lorella, la maggiore delle due, portava bene i suoi quarantacinque anni. Capelli scuri come i suoi, occhi nocciola e grandi, era la sua fotocopia perfetta con qualche ruga in più sulla fronte.

«Lo so. Ma credimi quando ti dico che sono stata davvero impegnata in questi ultimi tempi. Ho scritto molto, anche se ho pubblicato poco. E ho lavorato come insegnante privato. Ho avuto poco tempo per viaggiare».

Irene fece una pausa e sospirò. Fortuna che aveva dormito per tutto il tempo, altrimenti quel discorso sarebbe iniziato qualche chilometro prima. Non tornava a Giano da parecchio tempo, e allora? Sua sorella doveva essere felice di saperla impegnata e  realizzata, in quel di Milano, invece di farle una paternale della serie “sei una figlia ingrata perché hai saltato due pranzi di Natale e uno di Pasqua”. Vittorio, dietro di lei, le diede un colpetto sulla spalla, come se volesse incoraggiarla.

«Per te ho parecchi regali... per farmi perdonare dei compleanni mancati», gli disse voltando appena la testa.

Il bambino drizzò la schiena e strinse i pugni. Conquistato all'istante, senza tanti giri di parole. Un utile alleato per tirarsi via da quella situazione imbarazzante.

«Mamma, dai parti! Voglio vedere tutti i regali di zia Ire! Adesso!».

Lorella gli lanciò uno sguardo di rimprovero dallo specchietto retrovisore e ripartì prima che suo figlio iniziasse a insistere battendo i piedi, o lanciando soldatini in aria. Quando la macchina si rimise in strada, Irene poté riprendere un viaggio nel viale dei ricordi in realtà mai ancora ufficialmente iniziato. Giano sembrava non aver mutato la sua sostanza fatta da case basse e colorate, strade pulite e quiete pubblica. Quello era l'Eden. Lo Stars Hollow d'Italia.


FLASH GIVEAWAY

Commentando questo articolo e lasciando la vostra mail, potete avere la possibilità di vincere uno o più romanzi in edizione digitale e/o cartacea.
Se in più voleste diventare lettori fissi del blog, mi farebbe solo piacere.

Ringrazio quanti vorranno leggere o commentare i post.
Buona fortuna!




2 commenti:

Alessandra Paoloni ha detto...

Grazie mille Tiziana! <3

Luigi Bassani ha detto...

Bellissima tappa!!! E grazie all'autrice per avermi fatto scoprire un dietro le quinte che non conoscevo!!!! Stefy.b2002@libero.it stefania B.

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