giovedì 3 maggio 2018

Review Party: Recensione di "Il tatuatore" di Alison Belsham



« Il corpo umano è già un’opera d’arte. Il tuo in particolar modo. Ma con un tatuaggio raggiunge un altro livello. Un’opera d’arte viva e vegeta, calda al tatto. Nessun’altra forma artistica è dinamica quanto un tatuaggio. »


Il tatuaggio è un simbolo di qualcosa che appartiene a chi possiede la pelle stessa. C'è sempre un messaggio, nascosto nei disegni e nelle parole inchiostrate, qualcosa per sé stessi o da condividere con il mondo intero.
Il tatuaggio può elevare il corpo, tanto da pensare di essere una tela da imbrattare con l'arte. Dolore, fastidio, piacere. Ogni esperienza è diversa, unica per ognuno.
Speciale per chi la fa, spesso incompresa dagli esterni.

Sullivan non ha un buon rapporto con i tatuaggi, eppure si troverà presto a scontrarsi con un killer che fa di questo la propria firma da omicida. Con cura, taglia la pelle tatuata delle proprie vittime, per poterla conservare, in una galleria d'arte macabra e malata.
Catturarlo senza poter ragionare come lui è impossibile, l'uomo è perfettamente cosciente della possibilità di fallire; per questo gli sarà prezioso l'intervento della tatuatrice Marni, l'unica a suo dire che può davvero contribuire alle indagini.

I fronti della storia sono diversi ma non disorientano, perché ognuno di questi è talmente netto da poter riconoscere subito chi sta parlando. Ogni passaggio è fondamentale, sia per stare dietro alla risoluzione degli omicidi, sia per comprendere il passato dei personaggi coinvolti (elemento che, credetemi, non dovrete sottovalutare).

Solo il lettore, di fatto, può assistere alle turbe di questo Jack lo Squartatore contemporaneo ed è una cosa che apprezzo sempre leggere in un thriller. Ma anche assistere al modus operandi del detective, alle supposizioni ed interpretazioni dei casi, è stata un'esperienza innovativa e che da diverso tempo non mi entusiasmava in questo modo. Complice il fatto di aver accostato i tatuaggi ad una serie di efferatezze assolutamente plausibili.
Mi piace la sensazione di terrore che accarezza la nuca ad ogni pagina, in un crescendo al cardiopalma che sfonda la prevedibilità, con colpi di scena da far girare la testa.

"Il tatuatore" è di certo un esordio letterario da non perdere, in grado di trasformare gli aghi del mestiere in veri e propri incubi notturni.


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