venerdì 10 febbraio 2017

#OTTER VALENTINE - Day 3 - "Soppy. Una storia d'amore" di Philippa Rice




Decidere di cosa parlare oggi è stato molto difficile. Ci sarebbero talmente tante opere da nominare che ho passato praticamente tutto il giorno a chiedere consiglio alla pagina bianca che mi fissava da dentro lo schermo.

Alla fine, in preda all'esaurimento nervoso, ho iniziato a guardare immagini su Google. Non è stata una vera e propria ricerca, fatto sta che ad un tratto mi è giunta l'illuminazione. Parlerò in seguito di tutto quello che per quest'occasione ho dovuto accantonare, quello che voglio fare ora è incantarvi senza bisogno di spiegazioni.

Oggi, per la categoria graphic novel, vi parlo di "Soppy. Una storia d'amore", dolcissima opera di Philippa Rice edita in Italia per Edizioni BD. 

Nella vita di coppia ne succedono di ogni, che siano cose belle, che siano cose brutte. Lo sa bene l'autrice stessa, che riporta su carta piccole vicende personali della sua vita amorosa. Vignetta dopo l'altra, viene a formarsi una serie di "situazioni tipo" in cui chiunque che abbia avuto una relazione può rispecchiarsi e in cui chiunque desidererebbe ritrovarsi.

Le immagini semplici, senza pretese ma d'immediato impatto fanno comprendere a chi le guarda che non c'è bisogno di fare grossi gesti per dimostrare all'altro il proprio amore. A volte una coperta da dividersi, leggere un libro insieme, una carezza, valgono più di tutto e trasformano le giornate negative in positive.

Se volete fare (o farvi) un regalo perfetto per S. Valentino, trovate il fumetto al seguente link



giovedì 9 febbraio 2017

#OTTER VALENTINE - Day 2 - "Lei" (Her) di Spike Jonze


« Nessuno di noi è uguale ad un attimo fa, e non dovremmo cercare di esserlo perché è troppo doloroso. »


In questo secondo appuntamento dedicato all'amore, il protagonista è il mondo cinematografico.
Il film che vorrei portare alla vostra attenzione è giunto nelle sale italiane il 14 marzo 2014, candidato a cinque premi Oscar e vincitore come miglior sceneggiatura.

Il film in questione è "Lei" di Spike Jonze.

La storia è ambientata a Los Angeles, in un futuro prossimo venturo in cui la società vive a stretto contatto con la tecnologia e i computer, tramite apparecchi come auricolari e dispositivi vocali. Il protagonista, Theodore Twombly, è un uomo solo e chiuso in sé stesso, che lavora in un'azienda come redattore di lettere accorate, romantiche e malinconiche per conto di terzi. Sentimenti che lui stesso prova, ricordando amaramente i momenti felici passati con la moglie prima della separazione.
Le sue giornate passano monotone, se non per l'incontro con una coppia di colleghi e amici e qualche occasionale notte di sesso telefonico per nulla soddisfacente.

Fino al giorno in cui l'uomo decide di acquistare "OS1", il primo sistema operativo d'intelligenza artificiale capace di evolversi attraverso l'esperienza. Non si tratta di un semplice dispositivo, proprio per questa caratteristica si può in tutto e per tutto parlare di coscienza.

Lei, l'intelligenza, decide di chiamarsi Samantha. L'unica in grado di ascoltare e comprendere Theodore, aiutandolo ad interrogarsi sulla sua vita, sul vuoto che sente dentro di sé e sull'incapacità di creare nuovi legami affettivi. Di rimando Theodore inizia a confidarsi con lei, sempre di più. Fino ad ammettere la sua disperata solitudine e ad intraprendere con Samantha una vera e propria relazione, ricambiata.

Questo potrebbe risultare inquietante, sbagliato. Ma l'abilità narrativa di Jonze nel rappresentare ogni momento che i due protagonisti passeranno insieme di lì a poco, non può fare altro che infondere nello spettatore un sentimento positivo, tanto da far pensare che in fondo questo rapporto non sia così tanto sbagliato. Perché è vero, naturale, umano.

Ma Samantha è qualcosa in più. Va oltre i concetti che stanno alla base della nostra mentalità, superando la stessa e raggiungendo l'irraggiungibile.
La gelosia, e tutti gli altri sentimenti che provava inizialmente, svaniscono, fino alla comprensione di un amore più vasto che non ha nulla a che fare con il mondo materiale e che quindi, Theodore, non può davvero comprendere. Non gli resta che prendere il coraggio a due mani e relazionarsi con ciò che sta sul suo stesso piano, fino ad essere in grado di scrivere lettere d'amore, quelle che a lungo ha tenuto per sé, ed inviarle.

Joaquin Phoenix, che personalmente ricordo come Commodo nel film colossal de "Il Gladiatore", riesce ad esprimere la sensibilità del personaggio in maniera impeccabile.

Particolarità del film è che la protagonista, Lei, non apparirà mai nel corso della storia. Lo spettatore imparerà a conoscerla semplicemente attraverso colei che le presta la voce: Micaela Ramazzotti, per l'adattamento in italiano. Ho preferito di gran lunga l'interpretazione di Scarlett Johansson in lingua originale: l'attrice è stata in grado di trasmettere vere emozioni solo grazie al timbro caldo e dolce della sua voce.

Uno dei film più emozionanti e sensibili che io abbia visto finora e credo l'unico, su tutti, che sappia comunicare quale sia il vero nucleo e significato dell'amore.


mercoledì 8 febbraio 2017

#OTTER VALENTINE - Day 1 - "Love" di Judd Apatow, Paul Rust, e Lesley Arfin


« Non te lo dice mai nessuno. Nessuno ti prende da parte e ti avvisa: «Ehi, perché tu lo sappia, le relazioni sono una fottuta bugia.». Quindi tu continui a credere a questa maledetta illusione di una storia d'amore che evolve e diventa migliore e... ma perché ci fanno questo? Da dove vengono queste bugie? Sai che ti dico? Io so, lo so, dalle canzoni e dai libri e dai film ovviamente. »

Con oggi siamo ufficialmente entrati nella settimana subito precedente al tanto amato e odiato S. Valentino. Personalmente è una festa che non mi ha mai fatto impazzire, ma nemmeno l'ho mai ripudiata.

Quello che voglio proporre, in quest'occasione, è un articolo al giorno, che tratti di questo tema nelle sue diverse sfaccettature e attraverso diversi strumenti di comunicazione, fino al fatidico 14 Febbraio.

Grazie a chiunque vorrà seguire questo percorso.

Oggi parleremo di serie tv. Come posso non nominare "Love"?

Titolo: 
"Love"
Genere: Comedy
Paese: Stati Uniti
Stagioni: 1
Status: IN CORSO




"Love" è una serie statunitense creata da Judd Apatow, Paul Rust, e Lesley Arfin per la piattaforma Netflix e andata in onda dal 19 Febbraio 2016 per un totale di 10 episodi per la prima stagione. Questa è un'occasione, inoltre, per informarvi che la serie è stata rinnovata per una seconda stagione che verrà trasmessa dal 10 Marzo 2017.

"Love" è un gioiellino di serie tv di cui ingiustamente se ne parla troppo poco.

La storia ruota attorno alle vicende amorose di Mickey Dobbs (interpretata da Gillian Jacobs, conosciuta per il ruolo di Britta Perry in quella geniale serie tv che è "Community") e Gus Cruikshank (interpretato da Paul Rust, sceneggiatore e attore della stessa). Lei ragazza ribelle e spudorata, lui timido, impacciato e pieno di insicurezze.
Apparentemente troppo diversi, con una vita troppo diversa. Pare impossibile perfino un loro incontro. Ma è proprio in una casuale giornata al supermercato che i loro destini iniziano ad intrecciarsi.

Fin qui tutto chiaro. Fin qui, forse, è una cosa già vista. Ma cosa rende "Love" tanto originale ed adorabile?

Dimenticatevi di tutte quelle romanticherie classiche dei film d'amore e preparatevi ad una commedia divertente, frizzante e soprattutto realistica. 
"Love" mostra quanto sia obbiettivamente complesso trovare l'amore, coltivarlo e portare avanti un rapporto tra due persone nonostante le difficoltà e le diversità. 
Mickey e Gus sono due sbandati, ognuno a modo proprio, ma con fragilità interiori che man mano emergono. L'atteggiamento di uno verso l'altra è in continua evoluzione, in un modo per niente banale e scontato.
Molto più dei conflitti fra i due, sono i conflitti interiori che suscitano l'interesse dello spettatore.

Gus è un insegnante di sostegno per giovani attori ma insoddisfatto, in quanto vorrebbe ardentemente diventare sceneggiatore, senza riuscirci. Un ragazzo ingenuo, ma che fa di questo la sua forza.
Mickey vive un po' alla giornata, ha un carattere dominante e forte, nonostante ci sia qualcosa nel suo animo che continua a pizzicarla, rendendola in realtà una donna molto più insicura e fragile di quanto si pensi. Troverà il coraggio per tirare tutto fuori?

Entrambi gli attori non solo sono incredibilmente bravi, ma sono soprattutto spontanei e credibili nei panni dei due protagonisti; tanto da riuscire e volerti immedesimare in ognuno di loro. Il ritmo è incalzante anche nei momenti in cui la trama non va avanti. La serie tv non annoia, ma fa rimanere incollati allo schermo fino all'ultima scena.

Non manca l'atmosfera delicata dell'amore, che giunge in punta di piedi, e quel lato tenero e romantico che ti strappa un sorriso appagato e commosso di fronte allo schermo.

Non mi aspettavo di rimanere tanto colpita da una storia d'amore, un progetto nato senza pretese ma che inaspettatamente ti ritrovi a consigliare e volerne ancora e ancora. Da una situazione negativa nasce un appiglio positivo. Nel peggio c'è sempre qualcosa di buono. Gli opposti sono diversi, ma a volte capita che riescano ad attrarsi.


martedì 7 febbraio 2017

Recensione: "Paranoid Boyd" di Andrea Cavaletto


« Quello che dentro mi sentivo, quello che mi costringevano a negare era diventato reale. Ma in quel modo... quello non lo avrei mai immaginato... »

Mi è bastato scorrere gli occhi sull'introduzione per capire che questa storia avrebbe lasciato dentro di me la sensazione di malessere e disagio che mi porta, ora, a consigliarne caldamente la lettura. 


Sto parlando di "Paranoid Boyd", pubblicato dal 2015 da Edizioni Inkiostro. Erano ormai anni che seguivo silenziosa questa casa editrice, in attesa dell'occasione giusta per riuscire a leggere almeno uno dei molteplici fumetti da loro stampati che tanto mi attirano grazie alle favolose ed inquietanti copertine.

Quando, con sorpresa, ho ricevuto la mail di Andrea Cavaletto, il quale mi proponeva di leggere la sua opera, non ho potuto fare a meno di accettare. 


Ho trovato fin da subito, con l'autore, la giusta sintonia. Nell'introduzione, appunto, mette nero su bianco un concetto in cui io mi ci sono subito rispecchiata: "Mi prende l'ansia. Sarà perché sono un po' paranoico.".
Chiunque può capire, anche chi mente a sé stesso. Quest'opera è dedicata a tutti noi, perché tutti hanno i propri demoni da tenere a bada.


Cavaletto presenta, quindi, quello che è il suo alter ego e protagonista: William Boyd, uomo dall'apparente carriera di pittore un tempo in ascesa, che precipita in una spirale di tormento e droga dopo la tragica esperienza dell'11 Settembre.  Come se non bastasse, l'unico legame che ha ancora con la sua ex compagna è la figlia malata terminale, costretta in un letto d'ospedale. Infine, a complicare il tutto: un misterioso marchio sul petto e una setta di rapitori di bambini dall'ambiguo orientamento religioso. 

In questo realistico quanto tragico scenario, fa capolino l'elemento horror che distorce la realtà in maniera disturbante e pungente per reinterpretarla come se fosse un'altra dimensione, parallela a quella che è la percezione umana. L'immaginazione di Cavaletto non ha limiti (e non vuole averne) e il talento dei disegnatori che lo accompagnano in ogni albo lo mostra, letteralmente, sulla carta.

La narrazione ha momenti statici alternati a scenari frenetici. Ogni elemento rappresentato è essenziale per la buona riuscita e comprensione della storia: dalle sei pagine del numero 0 al quarto albo spin off che pone una pausa tra la prima stagione e il seguito.

Diventa spontaneo chiedersi chi sia William Boyd ed è chiaro fin da subito che non ci sia una vera risposta a questa domanda. Sarà giusto compatire e giustificare un uomo dal passato difficile?  Il lettore s'immerge nelle profondità di un animo oscuro, senza essere in grado di condannarlo davvero. Di fronte a quanto viene affrontato, esiste un'unica e giusta reazione? Affronteremmo una quotidianità fatta d'orrore e paranoia proprio come William si ritrova a dover fare?
William Boyd e
l'invasata"Mamma Therese".
Non aggiungo altro.

Non è una lettura che posso consigliare a tutti. Al di là della scabrosità di certe tavole, il modo in cui viene affrontata la religione potrebbe colpire in negativo chi al tema è sensibile ed è giusto avvisare del rischio.














Ma in tutto questo ho solo raschiato la superficie, per comprendere al meglio le vicende è ovvio che sia necessario recuperare i fumetti usciti. Infondo, non ho anticipato nulla del finale.


Ringrazio di nuovo Andrea Cavaletto per la fiducia e auguro a tutti un buon viaggio all'interno delle proprie angosce.






sabato 28 gennaio 2017

Segnalazione: "Aki il Bakeneko" di Stefania Siano



Oggi, con grande piacere ed emozione, vi porto con me in una storia dalle tinte fantasy ed orientaleggianti, segnalandovi l'uscita di "Aki il Bakeneko", nuova opera di Stefania Siano, l'autrice del dolcissimo "Dov'è Alice?" edito da Lettere Animate.

Con quest'opera, Stefania si cimenta nel self-publishing e ci presenta il primo di una serie di racconti ambientati in una Tokyo fantastica. Le illustrazioni sono sempre di Paola Siano di cui adoro il tratto pulito e semplice.

La trama è la seguente:

Aki è un bakeneko, un demone-gatto e si nutre di esseri umani, assumendone le sembianze. Un giorno si ritrova nel corpo di un ragazzino di nome Hiroshi. Trascinato suo malgrado nel mondo degli umani, Aki incontra un'amica di Hiroshi, la dolce e testarda Yoko, e per la prima volta assapora il calore di una famiglia e il valore dell'amicizia. Ma quanto può durare? In una Tokyo misteriosa, popolata di creature fantastiche e antichi misteri, Aki il Bakeneko si ritroverà a combattere per salvare una leggendaria pergamena, l'unico oggetto che può condurlo alla verità sull’oscura scomparsa di suo padre.

Personalmente non vedo l'ora di poter leggere e recensire per voi questo libro, la trama è affascinante e so che la scrittrice non mancherà di sorprendermi.


Potete acquistare il libro a questo link.

venerdì 27 gennaio 2017

La Shoah spiegata a mio figlio


Figlio mio,

tu ancora non sai di esistere. 
Ma se in questo momento sto scrivendo proprio a te significa che da qualche parte, in un piccolo angolino di pensieri ed immaginazione, già sei parte della mia vita e soprattutto di questo mondo.

Quando nascerai, spero scoprirai di essere fortunato. La tua famiglia ti donerà amore e bontà, di questo ne sono certa. Imparerai a porti domande, a leggere ed informarti su ciò che ti circonda.
Mamma e papà ti proteggeranno, sempre.

Però, bambino mio, imparerai anche che dove c'è amore purtroppo può esserci odio. Imparerai che il mondo, come l'ho visto e come lo vedo io adesso, può essere spietato. 
"Perché?", ti chiederai.
Perché gli esseri umani sanno essere le creature più crudeli.

Sai come lo so? La storia me lo ha insegnato. E non parlo di una di quelle che ti racconterò prima di addormentarti; lascerò che almeno nei sogni tu possa sentirti al sicuro.
La storia è la storia dell'umanità, fatti realmente accaduti di cui tu verrai a conoscenza. Dovrai memorizzarli, capito? Io posso proteggerti dall'orrore, ma non da quello che ormai la storia si trascinerà fino alla fine dei tempi.

Devo ricordare e tramandare i ricordi, perché é questo che chi ha vissuto l'orrore sulla propria pelle mi ha insegnato.
Ricorda, affinché questo non venga ripetuto.

Imparerai che il potere acceca le persone e che, alcune di queste, sono state capaci di convincere i popoli che un uomo può prevalere su un altro. Perché lui ha la pelle chiara e l'altro no. Perché lui è biondo con occhi azzurri e l'altro no. E se non sei così, sei diverso, sei inferiore, Meriti di essere trattato peggio di un animale. Infine, meriti di morire, umiliato e distrutto.

Assurdo, vero? Eppure ti giuro che ci sono molti episodi, nella storia, che ti mostreranno quanto ho detto.

I sopravvissuti all'orrore non li conoscerai da vivi. Spero che per quando sarai un uomo l'orrore sia ben lontano dal tuo presente.
Ma nulla è certo, tesoro mio.

La felicità può esserti strappata via senza che tu possa fare qualcosa per riprenderla. Tutto può esserti strappato, ma tutto questo può ancora essere impedito.

Osserva le fotografie dei bambini con il ventre gonfio. Guarda negli occhi gli occhi spenti di donne nude che invano tentano di coprirsi il pube e il seno. Non dimenticare le fosse dei cadaveri, i soldati immobili a terra, il sangue innocente sparso.

Ricorda, ma non provare rabbia per chi ha permesso tutto questo. Cerca solo, nel tuo piccolo, di impedire che ciò che di male è stato fatto venga fatto ancora. Non abbassare il capo, sii un uomo fiero ma con umiltà. Imparalo subito così saprai trasmetterlo a tua volta.

Ti sento nella mia vita, un giorno ci abbracceremo. Potrò raccontarti le favole e farti vivere infinite avventure.



L'Olocausto nell'arte.

Ci sarebbero molte opere da citare, adatte per questa giornata, ma soprattutto da leggere e vedere almeno una volta nella vita. Quelle che seguono mi hanno accompagnato dall'infanzia fino ad oggi, lasciandomi momenti di infinita commozione e tristezza, ma anche forza per migliorare ciò che mi circonda.

Libri:

- "Viaggio verso il sereno" di Vanna Cercenà:
La vicenda narrata si ispira ad una storia vera accaduta durante la seconda guerra mondiale: nel maggio del 1940, mentre l’incubo nazista va attanagliando sempre più paesi del centro Europa, uno scalcagnato battello fluviale bulgaro parte da Bratislava seguendo il corso del Danubio, con a bordo un folto gruppo di ebrei diretti in Palestina.






- "Quando Hitler rubò il coniglio rosa" di Judith Kerr:

Si può essere felici lontano da casa? Anna e la sua famiglia, braccate dai nazisti, hanno dovuto lasciare Berlino e cambiare città più volte. Adattarsi non è facile. Ma la cosa più importante è restare insieme. 





Graphic Novel:

- "Maus" di Art Spiegelman:
La storia di una famiglia ebraica tra gli anni del dopoguerra e il presente, fra la Germania nazista e gli Stati Uniti. Un padre, scampato all'Olocausto, una madre che non c'è più da troppo tempo e un figlio che fa il cartoonist e cerca di trovare un ponte che lo leghi alla vicenda indicibile del padre e gli permetta di ristabilire un rapporto con il genitore anziano. Una storia familiare sullo sfondo della più immane tragedia del Novecento. Raccontato nella forma del fumetto dove gli ebrei sono topi e i nazisti gatti.

- "Jan Karski, L'uomo che scoprì l'Olocausto" di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso

Evase da un gulag e dal ghetto di Varsavia, sopportò le torture delle SS e sfuggì al fuoco dei bombardamenti. Portava con sé una verità che avrebbe dovuto scuotere il mondo dalle fondamenta, ma una volta al cospetto dei potenti la sua voce si perse nell'incredulità e nell'indifferenza, schiacciata dalle ferree leggi della guerra. Queste sono le parole inascoltate del partigiano polacco che nel 1943 denunciò a Churchill e a Roosevelt gli orrori della Shoah. Questa è l'incredibile storia di Jan Karski.



Film:

- "Arrivederci ragazzi" di Louise Malle

In un collegio di Carmelitani il convittore Julien fa amicizia con un ragazzo ebreo, Bonnet, iscritto sotto falso nome. È il 1944 e la Francia è occupata dai nazisti. Il legame creato dai ragazzi verrà troncato dalla denuncia di un compagno, che, punito per aver praticato il mercato nero, decide di vendicarsi in questo modo del rettore, pur sapendo di coinvolgere così anche gli altri collegiali. La Gestapo arresta il direttore della scuola e tutti i ragazzi ebrei che vi sono nascosti.





- "La vita è bella" di Roberto Benigni

Orefice Guido, cameriere e poi libraio nell’Italia del ventennio, ha sposato una maestrina ricca, ed è ebreo. Esattamente come il suo vecchio zio, e come Orefice Giosué, il suo bambino. Come tutti gli ebrei, i tre sono stati caricati su un camion, poi su un treno, e portati in un campo di concentramento.








"...scarpa numero ventiquattro
per l'eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono..."
da "Scarpette rosse" di J.Lussu

giovedì 26 gennaio 2017

Bando alle chance




L'inizio di un nuovo anno.
Anno nuovo. Inizio nuovo. Vita nuova.

Iniziare un nuovo anno è davvero così semplice?
Quanto si è disposti ad iniziare qualcosa di nuovo? Si è sempre disposti? Quando?

Davvero nuovo anno è sinonimo di qualcosa che deve iniziare?

Starò impazzendo? Forse.
Probabilmente le notti dell'ultimo mese vogliono lanciarmi un chiaro segnale. Io non lo colgo, la notte è buia.

Una cosa è certa: vado all'insegna dell'incertezza.
Ho mancato alle somme del passato, mi sottraggo ai propositi del prossimo futuro.

Ogni passo conosciuto va necessariamente verso l'ignoto.
Pensarci, affannarsi. 
Inutile alimentarti, ansia.

Ma rimani con me, ancora un po'.
Augurami di trascinarti verso un cammino migliore.


Jack Vettriano - "La strada verso il nulla"

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