martedì 18 febbraio 2020

Blog Tour: "Tutti i Racconti" di Arthur C. Clarke - Settima Tappa


In questa tappa del blog tour dedicato al primo libro Urania della collana Oscar Draghi targata Mondadori, approfondirò per voi 8 racconti che trovate all'interno della raccolta completa di Arthur C. Clarke.

Si possono delineare due filoni narrativi, uno formato da Tre per la luna e l'altro formato dagli altri sette racconti: Cose che succedono, Il Pacifista, L'Orchidea Recalcitrante, Spirito Esplosivo, La Defenestrazione di Ermintrude, Ritmo Assoluto e I Prossimi Inquilini.

Per quanto squilibrato possa sembrare, in realtà è tutto frutto dello studio di Clarke, che si è divertito a spaziare attraverso generi e metodi di narrazione differenti, ma che rendono l'intera raccolta davvero speciale.

Il filone più grande è più comunemente definito "All'insegna del Cervo Bianco", luogo che prende nome dal maestoso animale per definire il locale in cui periodicamente i grandi studiosi e scienziati si ritrovano per condividere le proprie esperienze, gli aneddoti più memorabili e le scoperte dell'ultimo minuto. Il tutto attraverso l'occhio vigile di Harry Pulvis, da cui tutto passa e assiste alle vicende accanto a noi lettori. L'elemento più particolare è la fusione tra realtà e fantasia, data dalla presenza di personaggi realmente esistiti che si affiancano a volti inventati, ma che probabilmente racchiudono in sé pezzi di coscienza di altrettante menti brillanti che hanno lasciato un'impronta nel mondo. I racconti passano dal più analitico al più bizzarro, stuzzicando la fantasia e divertendo, attraverso la scoperta dell'ennesima avventura raccontata.

Il secondo ciclo di storie invece è "Tre per la luna", una serie di sei racconti commissionati dal London Evening Standard nel 1956. Prima divisi, ora vengono proposti tutti insieme, in modo da avere un ritmo narrativo sicuramente più fluido e continuativo. Russi, inglesi e americani. Diversi paesi, ma accomunati da un team di astronauti impegnati in una delle imprese più memorabili della storia dell'umanità: quella che riguarda la spedizione sulla Luna. Il sogno di andare oltre i limiti del pianeta si lega al progresso tecnologico e scientifico, di cui Clarke fa un tributo davvero ben scritto. Anche qui, la sua verve divertente è davvero spassosa e non risulta affatto fuori luogo nei confronti di un'impresa tutt'altro che semplice da portare a termine. Anzi, si amalgama perfettamente all'aspetto analitico di tutta la vicenda.

Nonostante l'elemento scientifico possa sembrare appassionante solo agli addetti ai lavori, l'autore è stato in grado di far passare ogni messaggio nel modo più semplice possibile, rimanendo tecnico ma al tempo stesso capibile da chiunque. Elogia i grandi del passato, ma senza metterli sul piedistallo e mostrandoli per quelli che sono davvero: esseri umani, così piccoli ma al tempo stesso così ambiziosi da voler raggiungere le stelle e gli angoli dello spazio. Ogni racconto trasuda la curiosità e la passione di chi ci ha preceduto e che ha contribuito a scoperte sensazionali dipese solo dalle loro possibilità.



Segnalazione: "Cristalli di sogni e realtà. La cultura di Final Fantasy"



Quando ho visto l'annuncio sui social ieri pomeriggio non ho potuto fare a meno di esultare, perché quella che sto per presentarvi è un'opera meritevole, creata da persone davvero molto meritevoli.

Sto parlando di "Cristalli di sogni e realtà. La cultura di Final Fantasy", un saggio tutto italiano dedicato a una delle saghe videoludiche più famose a livello mondiale. Il libro, edito da Edizioni Unicopli, raccoglie una serie di otto saggi tutti legati alla cultura e alle emozioni che Final Fantasy ha trasmesso nel corso del tempo.

Titolo: Cristalli di sogni e realtà. La cultura di Final Fantasy
Autore: Francesco Toniolo (di seguito i nomi degli autori dei singoli saggi)
Editore: Unicopli 
Collana: Game culture
Formato: Brossura
Pagine: 170
Pubblicazione: Febbraio 2020 
Prezzo: € 15.00

Opera:
Cristalli di sogni e realtà. La cultura di Final Fantasy propone, fin dal suo titolo, una serie di otto saggi che approfondiscono alcuni aspetti della cultura dietro e intorno a Final Fantasy con un approccio umanistico. La saga viene di volta in volta osservata con lenti diverse, legate al vissuto personale e agli studi degli autori coinvolti, i cui profili spaziano dall’accademico allo youtuber. Non si tratta, quindi, di una panoramica complessiva sulla serie, ma di specifici affondi su argomenti poco trattati e curiosi. I temi di questi otto “cristalli” spaziano dal profetismo alla libertà di scelta, dall’oplologia alla storia del Giappone, dal senso della morte alla narratologia, dalle fanfiction al branded content. Con contributi di Lara “Phenrir Mailoki” Arlotta, Carlo Alessandro Bonifacio, Gabriele Campagnano, Livio Gambarini, Luca “GamerDex83” Mandara, Lorena Rao, Marco Seregni e Francesca Sirtori.

A capo del gruppo troviamo Francesco Toniolo, grande appassionato di videogiochi che ha saputo mettere in piedi e gestire una squadra di veri esperti ed estimatori del settore. Di seguito vi lascio l'indice, giusto come prima impressione:

- "LIBERI FATALES. Profezia e Apocalittica in Final Fantasy" di Carlo Alessandro Bonifacio

- "IL GIOCO DELLA LIBERTÀ. Modi e paradossi nella costituzione dell’esperienza ludica" di Marco Seregni

- "LA BUSTER SWORD E IL GIGANTISMO DELLE SPADE FANTASY" di Gabriele Campagnano

- "FINAL FANTASY FRA STORIA CONTEMPORANEA E IMPERI TOTALITARI" di Lorena Rao

- "FINAL FANTASY VII: IL LUTTO NECESSARIO" di Luca Mandara

- "FITHOS LUSEC. Passeggiate narrative in Final Fantasy VIII" di Livio Gambarini

- "FANFICTION. Il potere nascosto nella fantasia del pubblico" di Lara Arlotta

- "FINAL FANTASY, IL BRANDED CONTENT E IL REVERSE PRODUCT PLACEMENT" di Francesca Sìrtori

Il libro sarà presto disponibile online, ma potete recuperarlo alla prossima edizione del Cartoomics di Milano dal 13 al 15 Marzo. Tenetemi da parte una copia, vi prego!


lunedì 17 febbraio 2020

Review Party: Recensione di "L'assassino che è in me" di Jim Thompson



« È questo che ero, e non potevo cambiare. Anche se non ci fossero stati rischi, dubitavo di poter cambiare. Avevo finto così a lungo che ormai non dovevo più farlo. »

Lou Ford è il classico vicesceriffo di una classica cittadina fin troppo tranquilla: la Central City degli anni 50. Gentile e cordiale, l'unico difetto che potrebbe avere è essere logorroico, ma la gente sopporta perché nel suo lavoro è proprio efficiente. "Davvero una brava persona", questo è ciò che tutti dicono.

Eppure dietro una facciata di pura umanità, qualcosa si annida nel buio della mente. Bussa lentamente, prima con calma e poi sempre con più insistenza, fino a emergere ed esplodere in un modo totalmente inaspettato. Un godimento dato dal disagio degli altri e dal fingere di essere qualcuno che in realtà non è.

Come può evolversi la situazione quando sulla scena di delitti efferati si trova sempre la presenza dello stesso, rassicurante sceriffo?

La mente di Lou è un viaggio ossessivo che lascia la pelle d'oca, letteralmente. La spirale di negatività in cui si cade è qualcosa di davvero inquietante da seguire, perché parte con un tono ridicolmente ironico e leggero fino a cadere in ragionamenti contorti e diabolici, che fanno comprendere al lettore chi sia davvero il protagonista della storia. Jim Thompson si diverte in un modo che rasenta il sadismo a scavare nella psicosi umana fino al fulcro malato che diviene simbolo di una parte insita in tutti noi. Siamo gli unici a conoscerci davvero nell'intimo, quando ci troviamo da soli a fare i conti con noi stessi.

"L'assassino che è in me" non è solo un'opera che merita di essere scoperta, ma è sicuramente degna di nota all'interno del panorama letterario noir.

venerdì 14 febbraio 2020

Review Party: Recensione di "Hyperion: I canti di Hyperion - Libro uno" di Dan Simmons



Quando ci si trova al cospetto di un'opera mastodontica nel suo genere si ha sempre un mix di emozioni e pensieri contrastanti. La curiosità si mescola al timore di non riuscire a stare dietro alla storia, soprattutto quando si osserva visivamente la mole delle pagine dei libri.

"Hyperion" è una delle opere più importanti del genere fantascientifico e riuscire a sviscerare la trama evitando anticipazioni di sorta non è per nulla facile. Questo perché Dan Simmons srotola gli elementi che trainano la narrazione un po' alla volta, prendendosi il tempo di presentare ogni personaggio e i luoghi di partenza fino a convogliare al fulcro e accompagnando il lettore fino a fargli capire dove ci si sta dirigendo.

Non è solo un viaggio spirituale, ma un viaggio vero e proprio di dimensioni incalcolabili, perché non include una sola terra ma connette intere galassie. Questo grazie allo sviluppo tecnologico che ha portato l'umanità verso scoperte incredibili. Così, dopo il Grande Errore che ha distrutto il nostro pianeta, nasce una nuova federazione denominata l'Egemonia dell'Uomo. Quando si affaccia un'ingombrante minaccia, vengono selezionati sette pellegrini che intraprenderanno il cammino verso Hyperion, luogo misterioso in cui sono custoditi degli antichi manufatti: le Tombe del Tempo.

Ognuno di loro ha un desiderio da esprimere e una lunga storia di intenzioni che li precede. Riusciranno nei loro scopi e a tornare illesi da un luogo importante per il genere umano ma altrettanto sconosciuto?

L'autore, in ogni sua opera, ha la capacità incredibile di avere il controllo su ogni elemento del mondo da lui creato. Questo è giusto puntualizzarlo, perché spesso capita di imbattersi in storie aventi anche una buona base di fondo ma sviluppata male, con incongruenze e buchi non colmati, come se la storia si fosse ribellata al proprio creatore. Per quanto sia una situazione obiettivamente affascinante, nella realtà ottiene solo il risultato di essere negativamente criticata.

Dan Simmons ha studiato l'ambientazione in ogni più piccolo particolare, tanto che se si gira un angolo non descritto tra le pagine, sono certa che il lettore potrebbe trovare altre curiosità tutte da scoprire. Non solo le terre esplorate, ma anche le culture radicate e le innovazioni sviluppate rendono il tutto assolutamente realistico, tanto da chiedersi se davvero, tra qualche secolo, la nostra civiltà potrà avvicinarsi anche solo un minimo a quanto descritto.

"Hyperion", che nella nuova edizione Mondadori è divisa in due grandi blocchi narrativi, è un'opera che sa coinvolgere attraverso la minuziosità dei particolari e grazie alle storie dei singoli protagonisti che non sono mai uguali l'una all'altra e che stuzzicano i ragionamenti del lettore che cerca di capire e anticipare, invano, le rivelazioni disseminate tra i capitoli. Ed è proprio questo che mi fa amare un libro e il suo autore alla follia: la sua capacità di stimolarmi e mettere più volte tutto in discussione.

Non posso fare altro che consigliare la lettura, che seppur non facile e molto impegnativa, può essere adatta sia ai lettori forti del genere sia a coloro che vogliono approcciarsi attraverso un battesimo del fuoco di cui difficilmente ci si può dimenticare.




lunedì 10 febbraio 2020

Review Party: Recensione di "La strada" di Ann Petry



A volte i sogni e i desideri sono molto più lucidi e potenti della realtà. 

Lutie, a cavallo degli anni Trenta, è fermamente convinta, così come molte altre persone, che New York potrà darle una vita dignitosa e un posto in cui poter crescere il figlio Bub, lontana dai soprusi di un uomo ingiusto. 

Eppure, ad accoglierla ci saranno i pregiudizi e le leggi dei bianchi, che discriminano quelli come lei fino a isolarli nei ghetti. Come trovare il lato positivo delle cose di fronte all'ennesima situazione di malefatte eticamente contorte?

Con uno stile fluido e diretto, Ann Petry è riuscita a rendere il suo personaggio un simbolo di rivalsa di un popolo non ascoltato per troppo tempo, denunciando violenze fisiche e psicologiche anche per chi una voce non è mai riuscito ad averla. Lo fa con una genuinità sorprendente e mostrando l'orgoglio di un popolo che ha sempre avuto dei diritti ma che non ha potuto rivendicarli fino a un dato punto in poi. Ancora adesso, spesso si è ben lontani dalla giustizia. 

Lutie ha tracciato una strada nuova non solo per sé e Bub, ma per tutta la gente che come lei vuole avere una vita normale e per cui vale la pena essere vissuta. Lotta con una determinazione ispiratrice, lucida e conscia di un obiettivo che dovrebbe essere normale e avvicinabile per tutti ma così incredibilmente lontano per molti. 

Il romanzo di Ann Petry viaggia nel tempo rispecchiando con imbarazzante costanza la società come la conosciamo, americana e non, ripresentando razzismo, calunnie e maldicenze radicate sempre troppo profondamente nella mente dell'uomo, che sfrutta la paura per giustificare le proprie azioni, senza vergognarsi e senza riflettere. 

La riflessione è data proprio dal libro, che guarda in faccia il lettore e lo mette di fronte alla nuda realtà e agli errori che continuano a essere commessi, ancora e ancora.


venerdì 7 febbraio 2020

Review Party: Recensione di "Sulle orme di un padre" di Danielle Steel




Dopo gli anni della guerra passati come schiavi nel campo di concentramento di Buchenwald, Jakob ed Emmanuelle possono iniziare una nuova vita. Conosciutisi in mezzo agli orrori più indicibili, i due hanno trovato forza nell'amore che li ha fatti sopravvivere, portandoli verso la tanto agognata America. Nel corso degli anni, entrambi lavorano sodo, cercando di offrire quanto più possibile al loro amato figlio Max, fino a dargli la possibilità di frequentare la prestigiosa università di Harvard e di prendere in mano l'eredità lavorativa del padre. Ma abbagliato dalla ricchezza, Max si allontana sempre più dagli insegnamenti dei genitori, desiderando ancora e ancora, fino alla frenesia.
Ritornando sui propri passi, Max ripercorrerà la storia di Jakob ed Emmanuelle, per riappropriarsi dei valori più importanti, capire di cosa ha veramente bisogno e quale sia il suo posto nel mondo.

Attraverso una storia di finzione, Danielle Steel traccia il percorso straordinario di due anime straordinarie, che nonostante abbiano attraversato l'inferno sono riusciti a riprendersi ciò che era stato strappato loro e a coltivare i propri valori, per lasciarsi il passato alle spalle. Jakob ed Emmanuelle sono un esempio di come si possa essere eroi nella vita di tutti i giorni, affrontando la tragedia più grande guardando sempre al futuro. Avrebbero potuto passare la vita nell'odio e nella rabbia, invece hanno investito sul loro amore per lasciare una testimonianza di positività e speranza.

"Sulle orme di un padre" è una storia con tematiche forti, che unisce il dolore e il dubbio all'amore spropositato di una famiglia apparentemente comune, che sa condividere genuinamente con il mondo una vera e propria filosofia di vita.

giovedì 6 febbraio 2020

Review Party: Recensione di "La confraternita degli storici curiosi" di Jodi Taylor



Cosa si può nascondere dietro il lavoro di uno storico? Questo è ciò su cui si trova ad indagare il lettore quando entra a che fare con l'Istituto Saint Mary e chi lo frequenta. Madeleine si è appena addentrata tra queste affascinanti mura ma ben presto scoprirà che la divisione di storici in cui entra a far parte ha tutta l'intenzione di basare le proprie ricerche sul viaggio nel tempo. Un lavoro che si rivela ben presto mortalmente pericoloso e molto difficile da accettare, soprattutto quando si conoscono certe catastrofi storiche in cui non si può in alcun modo interferire.

Il libro di Jodi Taylor incanta il lettore con le sue atmosfere un po' mistiche che sanno inglobare a sé all'interno della storia creata e non solo intrattengono ma fanno riflettere molto sulle conseguenze delle azioni. Seguire Madeleine in questa follia è divertente e molto interessante, anche perché affronta un'esperienza in grado di cambiarla per sempre, in positivo o negativo che sia. C'è molta azione e per questo il ritmo narrativo e ben serrato, a volte forse troppo.

"La confraternita degli storici curiosi" ha un bel potenziale che spero possa essere approfondito maggiormente nei successivi libri, sia per quanto riguarda la trama in sé che nell'evoluzione dei personaggi descritti. 


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